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Si vuole distruggere il cattolicesimo per instaurare il culto luciferino dell’Uomo

Abbiano sostenuto, in più occasioni, che stiamo assistendo a un disegno consapevole, ragionato e pilotato, per distruggere il cattolicesimo; che tale disegno si sta servendo, più che di forze "esterne", di una parte dello stesso clero cattolico, anche dell’alta gerarchia, e di una parte dei fedeli cattolici, per svuotarlo gradualmente, pazientemente, quasi impercettibilmente (anche se, negli ultimi tempi, si nota una brusca accelerazione) dei suoi contenuti essenziali; e che esso mira, mediante la demolizione del senso della trascendenza e del soprannaturale, a ridurre il cattolicesimo a un semplice sistema di morale, simile a tanti altri esistenti oggi nel supermarket delle "offerte spirituali", e senza più alcuna pretesa di verità intrinseca o di rivelazione divina. Aggiungiamo ora che la distruzione graduale e pilotata del cristianesimo, partendo dall’interno della stessa Chiesa cattolica, e condotto da ambienti esoterici, massonici e finanziari interessati all’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale, fa parte di un disegno più vasto, che consiste nella dissoluzione di tutte le religioni oggi esistenti, per realizzare una sorta di sincretismo universale, come prima tappa verso l’obiettivo finale, che sarà quello di instaurare, sulle rovine delle vecchie fedi, una nuova religione dell’umanità: quella luciferina dell’Uomo, il quale non avrà freni, né senso del limite, ma sarà tutto proteso all’affermazione assoluta di sé, alla soddisfazione di tutti i suoi istinti, all’espansione illimitata del suo piacere e del suo potere, secondo la formula di Aleister Crowley: «Fa’ ciò che vuoi». I principali strumenti di diffusione della nuova religione satanica, travestita da umanesimo integrale, saranno – più che i teologi, una specie ormai in estinzione, e più che gli intellettuali -, i cantanti, le star dello spettacolo, gli idoli di Hollywood, che sono in grado di esercitare la massima presa su di un pubblico sempre meno consapevole e sempre meno interessato ai fattori culturali, e, viceversa, sempre più emotivo, superficiale, omologato e manipolabile.

Si tratta, in ultima analisi, di accarezzare i desideri, segreti e palesi, dell’individualista di massa che forma, oggi, il tipo umano medio, convinto di essere unico e speciale e inconsapevole della propria condizione di passivo strumento nelle mani del sistema consumista, che è, nello stesso tempo, tutto proteso all’affermazione di sé, alla richiesta di sempre nuovi "diritti", alla pretesa di conquistare sempre nuovi spazi di affermazione narcisistica di se stesso. Ed è una strategia vincente, perché, nel clima di edonismo sfrenato della società odierna, questa impostazione suona come musica agli orecchi dei più; mentre qualunque richiamo al dovere o allo spirito di sacrificio appare come una insopportabile riesumazione di sorpassate dottrine finalizzate allo sfruttamento, alla sottomissione e alla rinuncia, vale a dire alla alienazione dell’uomo e all’inutile sacrificio del presente, in vista di un improbabile destino ultraterreno.

La religione luciferina del futuro avrà, dunque, secondo i suoi fautori, il carattere di un umanesimo integrale, rigorosamente immanentista; ma non si limiterà alla celebrazione dell’Uomo, perché esiste, nell’anima umana, un bisogno di trascendenza, che è riconosciuto perfino da costoro; e a tale bisogno si risponderà proiettando il "divino" oltre l’uomo stesso, verso una entità del Male che farà le veci del Dio cristiano, ergendosi, in un certo senso, a supremo garante del totale sovvertimento di tutti i valori: il bene diventerà male e viceversa; il vero diventerà falso; il bello diverrà brutto, eccetera. L’Uomo diverrà allora una sorta di Superuomo, capace di trascendersi, infrangendo e capovolgendo tutte le tavole della legge, naturale e soprannaturale, e cercando forza e sicurezza in Qualcuno o Qualcosa a lui "superiore", ma non verso l’alto, bensì verso il basso, laddove troverà il diritto, anzi, il dovere di praticare una libertà assoluta, cioè una vera e propria contro-iniziazione.

Citiamo, ancora una volta, Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta, autori del libro «La fabbrica della manipolazione» (Bologna, Arianna Editrice, 2014, pp. 198-201):

«Per acclamare la tecnologia come sistema olistico, dinamico ma positivo, si deve partire da una visione opposta, ovvero quella secondo cui la tecnica è una scelta volontaria grazie alla quale l’uomo si erge a plasmatore della realtà superando  continuamente i limiti che la natura gli impone e andando verso l’evoluzione sognata dai fratelli Huxley e da Teilhard de Chardin.

Per fare questo, però, bisogna riplasmare le menti, i bisogni e l’immaginazione delle masse, creando una "nuova religione" e una "nuova etica"che — come già spiegato in "Governo globale" e "L’Ultimo Papa" — servano come linee guida per il "Nuovo Ordine Mondiale" che si intende costituire. Fermo restando che è impossibile sradicare nell’uomo ogni forma di culto e di anelito al ras scendente, sarebbe impensabile un governo unico senza una forma di spiritualità, che si adatti a tutti i nuovo cittadini: essa dovrà offrire i giusti "miracoli" e un rapporto diretto col divino (l’Uno-Tutto"), assumendo dunque i connotati della New Age. Spiega il professor Michel Schooyan, nel suo "Il complotto dell’ONU contro la vita": "I precetti di questa nuova religione e di questa ‘nuova etica’sono figli del positivismo giuridico. Alla fine il ‘nuovo diritto’ positivista dovrebbe coincider con la ‘nuova etica’ altrettanto positivista. Per giungere alla nuova religione universale, olistica, e a questa nuova etica, venerando gaia, bisogna abolire le altre religioni, cominciando proprio col distruggere la Chiesa cattolica".

Questa nuova spiritualità riunirà tutti i culti esistenti – le cui dottrine, nel frattempo, saranno state svuotate attraverso un metodico processo di "modernizzazione" e non creerà disagi ai governanti, anzi procurerà una fiducia illimitata nelle facoltà dell’uomo.

"L’uomo è Dio": inizia infatti con questa asserzione il video "Prometeus", riprendendo così la lunga tradizione contro-iniziatica di stampo luciferino […]. Per quanto questo genere di pensiero vada molto di moda nella New Age, le sue origini risalgono all’occultismo anglosassone: "Ogni uomo e ogni donna sono una stella", citava infatti Crowley. La filosofia di Thelema, creata dall’occultista inglese si fonda su alcuni precetti fondamentali, come il motto: "Fa’ ciò che vuoi" e "Amore è la Legge. Amore sotto la Volontà".

Il sistema magico-sessuale di Thelema è stato adottato anche da molte star internazionali – da Jimmy Page a Robbie Williams – che ne hanno tradotto i precetti in chiave artistica. Se il più noto discepolo di questo tipo di pensiero è la rockstar Marilyn Manson, anche l’insospettabile Peaches Geldof, figlia di Bob, ha twittato la sua appartenenza alla dottrina thelemica, facendosi immortalare con la scritta OTO ("Ordo Templi Orientis") tatuata sul braccio destro.

Manson era stato ordinato sacerdote della Chiesa di Satana dal suo storico fondatore, Anton La Vey. Costui ha riproposto il satanismo in chiave moderna e razionale, raccogliendo molti consensi a Hollywood e nell’ambiente musicale — da Sammy Davis Jr. a Jayne Mansfield -, e ispirando opere celebri come "Rosemary’s Baby" di Roman Polansky o il cortometraggio "Beat the Devil" di Tony Scott (che conta un cammeo finale dello stesso Manson).

Il motto di La Vey era proprio: "Ogni uomo è Dio", nonché: "L’uomo è la divinità, per il satanista". Nella sua "Bibbia satanica", egli spiegava infatti che il satanismo è […] la forma religiosa dell’Umanesimo, che da solo non può bastare come dottrina, perché l’Uomo ha bisogno di dogma e di ritualità: "L’Umanesimo non è una religione. È semplicemente uno stile di vita senza alcuna cerimonia o dogma. Il Satanismo, invece, ha entrambi, la cerimonia e il dogma. Il dogma […] è necessario. Il Satanismo rappresenta una forma di egoismo controllato".

Ispirandosi proprio a "1984" di George Orwell, la Vey scriveva: Il su è giù, il piacere è dolore, l’oscurità è lue, la schiavitù è libertà, la pazzia è sanità mentale…", esprimendo così quella forma di manipolazione mentale di cui era maestro.»

In questo momento storico, dunque, si osserva una convergenza, che non può essere casuale, fra le strategie di indottrinamento delle Nazioni Unite (si pensi ai programmi di educazione sessuale nelle scuole, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità si accinge ad imporre ai singoli governi), il sistema hollywoodiano, l’universo del rock, l’industria discografica e la rigogliosissima galassia della New Age, con i suoi culti multiformi, le sue dottrine esoteriche, le sue pretese antroposofiche, le sue sette, il culto dei Dischi Volanti (versione luciferina del culto cattolico degli Angeli), le sue tecniche di manipolazione mentale (si pensi a Scientology): tutto appare orientato verso un unico punto focale, la costruzione dell’"uomo nuovo" in chiave prometeica. A ciò si aggiungano gli strani fermenti, le dubbie inquietudini e le curiose coincidenze che scandiscono, all’interno della stessa Chiesa cattolica, della teologia cattolica e della cultura cattolica, una evoluzione verso stili, forme e atteggiamenti che si allontanano in maniera sostanziale dalla Tradizione e dalla Scrittura, magari con lo scopo dichiarato di voler "ritornare" a un non meglio identificato "cristianesimo delle origini" (concetto che somiglia, in modo impressionante, alle tesi pasticciate e gratuite di scrittori come Dan Brown, l’autore del best-seller «Il Codice da Vinci»), o di voler "liberare" il racconto evangelico dalla sovrastruttura mitica e allegorica che lo imprigionerebbe, come fanno persino alti esponenti del clero, tra i quali il discusso cardinale Walter Kasper, arrivato a sostenere che Gesù Cristo non si può considerare "figlio di Dio" in senso proprio, ma solo in senso lato e simbolico.

Bisognerebbe essere molto ingenui, o molto distratti, per non vedere come certe uscite mediatiche, certe dichiarazioni pubbliche, certi scandali rivelati anche a mesi di distanza dai fatti, per farli coincidere con delicate congiunture nella vita della Chiesa (cfr., fra gli altri, i nostri articoli: «Paolo VI era massone? Il "fumo di Satana" in Vaticano» e «Il "caso Williamson" fu un complotto per screditare il pontificato di Benedetto XVI», pubblicati sul sito di Arianna Editrice, rispettivamente il 15/02/2008 ed il 29/07/2015), appaiono sincronizzati secondo un calendario che ha, quale risultato, la capacità di generare la massima confusione, il massimo sconcerto, il massimo turbamento fra i cattolici, i quali, sempre più, hanno la sensazione che tutto sia diventato opinabile, che non vi siano più dogmi, né certezze, né verità definitive, e che il clero abbia smesso di ritenersi e di comportarsi come il fedele custode del patrimonio della Rivelazione.

Abbiamo udito con i nostri orecchi — e crediamo che ciò sia capitato a molte altre persone — dei preti che, dal pulpito, hanno messo in dubbio alcune verità fondamentali del cattolicesimo, quali il peccato, la vita eterna, l’Inferno e il Paradiso, i miracoli di Cristo, la santità della Chiesa, il culto di Maria e quello dei santi; che hanno deriso e disprezzato la Messa officiata secondo la forma tridentina; che hanno irriso il soprannaturale e proclamato la necessità, per i cristiani, di impegnarsi maggiormente nella dimensione sociale e politica; e questo mentre sedicenti teologi cattolici, sempre più audaci e spregiudicati, inondano le vetrine delle librerie e pontificano dai salotti televisivi, per annunciare un cattolicesimo tutto loro, relativista, immanentista, laicista, dal quale è pressoché scomparsa la presenza del divino, e l’uomo viene esortato a farsi interamente carico del proprio destino e a regolarsi come se Dio non esistesse affatto.

Il cattolicesimo è sotto attacco, crediamo, per la stessa ragione per cui lo è la famiglia, intendendo la famiglia naturale formata da un uomo, una donna e, possibilmente, dei bambini (non ottenuti con tecniche aberranti e non reclamati come fossero un "diritto"): perché l’uno e l’altra costituiscono gli ultimi bastioni che, in Occidente, fanno ancora diga contro il dilagare dell’etica edonista e relativista, della quale sono massime fautrici le multinazionali e le grandi banche, desiderose di orientare la società esclusivamente verso il P.I.L. e la dimensione economica, egoista e consumista dell’esistenza. In pratica, demolire dall’interno il cattolicesimo e distruggere la famiglia, fra l’altro equiparandola, anche giuridicamente, alle unioni di fatto e alle unioni omosessuali, equivarrebbe a togliere di mezzo gli ultimi grossi ostacoli alla instaurazione della società globalizzata totalitaria, così come i poteri forti la vogliono e come si accingono a realizzarla pienamente.

Una volta demolite le religioni, e specialmente il cattolicesimo, quei poteri tenebrosi, i quali si avvalgono dell’alleanza interessata di un immenso sistema d’informazione, cultura e spettacolo, si troveranno il terreno spianato per passare alla realizzazione del loro ulteriore progetto: instaurare la nuova religione luciferina, basata sulla auto-divinizzazione dell’Uomo e sulla evocazione dei suoi istinti più bassi, egoistici e distruttivi, nonché sullo scatenamento illimitato di una scienza diabolica, che userà le persone come cavie per mostruosi esperimenti. Si direbbe un incubo: ma è la realtà che ci attende, se non ci riscuoteremo in fretta; e se non torneremo a cercare l’aiuto e l’amore di Dio…

Fonte dell'immagine in evidenza: Image copyright © Archivio Luciano e Marco Pedicini

Francesco Lamendola
Francesco Lamendola
Nato a Udine nel 1956, laureato in Materie Letterarie e in Filosofia all'Università di Padova, ha insegnato dapprima nella scuola elementare e poi, per più di trent'anni, nelle scuole medie superiori. Ha pubblicato una decina di libri, fra i quali L'unità dell'essere e Galba, Otone, Vitellio. La crisi romana del 68-69 d.C, e ha collaborato con numerose riviste cartacee e informatiche. In rete sono disponibili più di 6.000 suoi articoli, soprattutto di filosofia. Attualmente collabora con scritti e con video al sito Unione Apostolica Fides et Ratio, in continuità ideale e materiale con il magistero di mons. Antonio Livi. Fondatore e Filosofo di riferimento del Comitato Liberi in Veritate.
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