IL CARDINAL MARTINI, SCALFARI E … PADRE PIO

 a cura di Giovanna Busolini

Ricevo da amici questo vecchio articolo (che dallo stile direi scritto da Antonio Socci), e lo riporto perché mi interessa in modo particolare farvi notare la testimonianza che l’autore dà su P. Pio e per quel dettaglio sulla piaga “incognita” di Gesù e di P. Pio…

E anche bene però ricordare questi fatti lontani, perché ci aiutano a meglio riflettere su che cosa intendiamo dire quando ci riempiamo la bocca con il nome di Gesù, ma non facciamo poi quello che Lui ci invita a fare…

A riguardo poi della piaga sulla spalla, vorrei invece ricordare agli amici di Maria Valtorta, che lei ben vide questa piaga lasciata dalla Croce e  vide anche che Gesù portava una Croce intera, rispetto a quello che dicono gli scienziati e cioè che l’Uomo della Sindone portò solo il “patibulum”:

«Portano le croci. Quelle dei due ladroni sono più corte. Quella di Gesù molto più lunga. Io dico che l’asta verticale non lo è meno di un quattro metri. Io la vedo portata già formata.

Ho letto su questo, quando leggevo… ossia anni fa, che la croce fu composta sulla cima del Golgota e che lungo il cammino i condannati portavano solo i due pali a fascio sulle spalle. Tutto può essere. Ma io vedo una vera croce, ben contesta, solida, perfettamente incastrata nell’incrocio dei due bracci e ben rinforzata con chiodi e bulloni negli stessi. E infatti, se si pensa che era destinata a sostenere un peso non indifferente, quale è il corpo di un adulto, e sostenerlo anche nelle convulsioni finali, non indifferenti, si comprende che non poteva essere fabbricata lì per lì sulla stretta e scomoda cima del Calvario.»

Da: Maria Valtorta, L’Evangelo come mi è stato rivelato, cap. 608, ed. CEV.

 


 

Il mistero di quella ferita nascosta… con una promessa di Gesù

da: (C) Libero 14 giugno 2006

Il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, pochi mesi fa ci ha elargito questa sorprendente rivelazione: “infine sono Dio” (L’Espresso, 24 novembre 2005). Voleva essere una provocazione intellettuale, in conclusione di un discorso confuso su Darwin. Ma il cardinal Martini, volendo pubblicare una conferenza sul “dialogo fra le religioni”, avrà pensato che La Repubblica fosse il posto adatto. Mi ha colpito che il prelato – parlando di rapporti fra religioni – non abbia mai rammentato Gesù Cristo, nemmeno per sbaglio. Ha fatto dotte riflessioni sul “linguaggio” biblico, ma del Salvatore nulla. Molte parole, ma del Verbo non c’è traccia.

Non è questione di citazioni, ovviamente. Ma viene da chiedersi malinconicamente se non siamo ormai passati tutti dal Verbo alle chiacchiere. Se non abbiamo sostituito l’annuncio della Chiesa Cattolica – “Il Verbo si è fatto carne” – con quello della “chiesa catodica” che più o meno suona: il Verbo si è fatto carta. Mi chiedo se non finiamo tutti, come Scalfari, per confondere Dio con Io, innalzando altari al secondo. Ho ripensato ai versi di Eliot: “O sciagurata generazione d’uomini colti/ traditi nei dedali del vostro stesso ingegno/ Vi ho dato mani che distogliete dall’adorazione/ Vi ho dato la parola e voi la usate in infinite chiacchiere/ Leggete molto, ma non il Verbo di Dio/ Costruite molto, ma non la Casa di Dio”.