Martini eletto anti Papa da chi non va in Chiesa

Opinionisti e giornali radical chic hanno trasformato il porporato in un santino laico

di Mario Giordano – Il Giornale – 4 settembre 2012

 

Michele Serra, noto biblista con laurea alla Fgci, ha defini­to il Cardinal Martini «il capo dell’opposizione» della Chiesa. Il professor Guido Rossi, celebre per raggiunge­re livelli celestiali quando emette le parcelle, l’ha nominato a po­steriori fan della giunta Pisapia. E Eugenio Scalfari è arrivato a far­gli dire che fra pregare e pensare, in fondo, per un Sacerdote non c’è nessuna differenza.

Ora che i funerali si sono conclusi si può dire che è impressionante il trattamento che i grandi giornali hanno riservato all’ex arci­vescovo di Milano: da uomo della gerar­chia ecclesiastica, qual è sempre stato, nel bene e nel male, l’hanno trasformato in una specie di santino dei radical chic, un Papa perfetto per coloro che non credono al vero Papa, guru di una religione cattolica che piace molto a coloro che si professano non cattolici. Ma vi pare? Credo che torto più grande non si possa fare al Cardinale Martini che eleggerlo Pontefice Massimo Alter­nativo, mentre è nella bara e non può ri­spondere.

L’ex arcivescovo di Milano, ci raccon­ta chi gli è stato vicino, ha celebrato Messa fino a quando ha potuto. E nella Messa i cattolici, compresi i Cardinali, ogni giorno pregano per «Una» Chiesa Santa e Apostolica: ci possono essere di­battiti, discussioni, percorsi culturali diversi, anche divergenze forti. Ma non ci sono mai due Chiese. Tanto meno c’è la Chiesa bis di un Cardinale.

Ed è dun­que davvero insopportabile l’operazio­ne mediatica che si è scatenata in que­ste ore per fare del Cardinale, ora che è morto, un perfetto anti-Papa, metten­dolo in una specie di «chiesa martinia­na postuma » alternativa alla Chiesa uffi­ciale in cui:

si celebrano le nozze gay,

si pratica l’eutanasia,

si incentiva l’uso del profilattico

e in fondo si è convinti che pregare è un po’ come pensare,

e dunque, in sostanza, Dio non esiste.

Fateci caso: tra gli osanna sconclusio­nati dei sedicenti illuminati, il Cardinal Martini è diventato in queste ore:

il pro­feta degli omosessuali,

il sostenitore delle unioni civili di Pisapia,

contrario all’ortodossia cattolica,

fautore del con­dom,

praticamente un seguace di Zapa­tero, più che del Papa,

fino in punto di morte dove infatti, si lascia intendere, è arrivato a dire sì, con il suo esempio, all’eutanasia.

E dunque essendo in prati­ca l’anti­-Papa, cioè il Papa buono nemi­co del Papa oscurantista, merita i complimenti di tutti i maestri del pensiero laico, fondatori di quotidiani e affondatori di commissari, ex satiri ed ex presidenti Telecom. Tutti quelli, sia detto per inci­so, che normalmente non perdono oc­ca­sione di sparare a zero contro la Chiesa e ora invece si trovano perfettamen­te in sintonia nell’esaltare l’anti-Chie­sa di Martini.

E dunque avanti con le sbrodolature, pagine su pagine d’inchiostro fuso (il Corriere il primo giorno gli ha dedicato addirittura le prime nove dell’edizione nazionale più alcune altre nell’edizio­ne locale), testimonianze, ricordi strug­genti, parabole edificanti come nem­meno nei libretti del catechismo (strepitoso l’ex autista che racconta i fioretti in auto del Cardinal Martini, che addo­mesticava le ruote di scorta come San Francesco faceva con il lupo di Gub­bio).

E avanti ancora con la celebrazio­ne fin esagerata delle lunghe code di fe­deli al Duomo, l’immagine forzata del­la commozione di una città, i riferimen­ti continui al pianto della gente che avrebbe perso un padre, trasforman­do, con un colpo di bacchetta, il dotto studioso Martini in un presunto papà buono. E avanti, infine, con l’invito ripe­tuto e insistito al Papa a presentarsi ai funerali di Milano, perché in fondo avrebbe molto da guadagnarci, come lasciano intendere i grandi editorialisti dei grandi giornali che già immagina­no la scena madre della Chiesa oscu­rantista che s’inchina finalmente alla Chiesa illuminata…

La Chiesa illuminata, ovviamente, è una Chiesa che non esiste.

O meglio: una Chiesa, come dicevamo, che esiste solo nella mente di coloro che in Chiesa non ci vanno mai e che però si sentono in dovere di dire anche al vero Papa come de­ve pensarla sulla vita, sulla morte, sull’etica e sulle nozze omosessuali.

Per ca­rità: liberi tutti di credere quel che vo­gliono a casa loro. Liberi di sognare e di immaginare qualsiasi religione zapate­rista.

Ma non confondano i loro desideri con il cattolicesimo. E soprattutto eviti­no di bistrattare la salma di un Cardinale, riducendo un principe della Chiesa al ruolo di leader del partito di Vendola.