IL CARDINAL MARTINI, SCALFARI E … PADRE PIO

Il cardinal Martini non è più arcivescovo di Milano, ma l’epoca di Tettamanzi non sembra diversa, è quella – per capirsi – dove la presidenza dell’Azione Cattolica ambrosiana sembra aver confuso la Costituzione italiana con il Vangelo e ha lanciato la crociata sul referendum del 25 giugno (e quello dell’anno scorso sui fondamenti della vita umana?). Leggo in un articolo di Sandro Magister sull’Espresso che, nella Cattedrale di Milano, una delle diocesi più importanti del mondo, dal 22 settembre scorso si vuole “modernizzare” il cristianesimo con “videoinstallazioni, musica elettronica e arte astratta”.

Il 7 giugno scorso, settimana di Pentecoste, il pubblico è stato deliziato da lettura di Spinoza, il 16 maggio da una conferenza di Panikkar (chiedere informazioni in proposito a Joseph Ratzinger). L’11 maggio, “per introdurre un ciclo dedicato al libro di Giobbe” spiega Magister “è stato chiamato a parlare in Duomo il professor Massimo Cacciari: oltre che sindaco di Venezia, filosofo ‘non credente’, come altri che in anni precedenti avevano preso parte a incontri promossi dal Cardinale Martini col titolo, appunto, di ‘Cattedra dei non credenti’. Cacciari ha tessuto l’elogio del vivere senza Fede e senza certezze”.

Che geniale idea. Chissà perché non è mai venuto in mente ai Padri della Chiesa. Magister prosegue: “Ma forse il momento più rivelatore di come oggi nel Duomo di Milano si intenda fare ‘nuova evangelizzazione’ è stata la Quaresima del 2004… L’intento dichiarato, in tre serate, era di meditare sulle ‘ultime parole di Cristo in croce’. Ma invece che i testi dei quattro Vangeli, al pubblico accorso in Duomo sono state lette – da intellettuali e attori di grido – pagine di autori come Oscar Wilde, Marguerite Yourcenar, Pier Paolo Pasolini, Jack Kerouac. Il tutto era accompagnato da musica e video. Tra i cantanti c’era Alice, vincitrice del Festival di Sanremo nel 1981. Tra i videoartisti c’erano Bill Viola e Michiel van Bakel”. Col pubblico che voltava le spalle all’altare.

Cosa è diventato il nostro cristianesimo? Non è un vanesio brancolare nel buio, un fatuo vaniloquio che strizza l’occhio al pensiero dominante? Temo di sì. E dov’è il cristianesimo vero?