SOMMARIO
BIBBIAVOX
Vai ai contenuti
CAPITOLO I
 
 
 
LETTURA DEL TESTO
 
 
                 1Questi sono i nomi dei figli d’Israele entrati in Egitto; essi vi giunsero insieme a Giacobbe, ognuno con la sua famiglia: 2Ruben, Simeone, Levi e Giuda, 3Ìssacar, Zàbulon e Beniamino, 4Dan e Nèftali, Gad e Aser. 5Tutte le persone discendenti da Giacobbe erano settanta. Giuseppe si trovava già in Egitto. 6Giuseppe poi morì e così tutti i suoi fratelli e tutta quella generazione. 7I figli d’Israele prolificarono e crebbero, divennero numerosi e molto forti, e il paese ne fu pieno.
 
8Allora sorse sull’Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe. 9Egli disse al suo popolo: «Ecco che il popolo dei figli d’Israele è più numeroso e più forte di noi. 10Cerchiamo di essere avveduti nei suoi riguardi per impedire che cresca, altrimenti, in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi partirà dal paese».
 
11Perciò vennero imposti loro dei sovrintendenti ai lavori forzati, per opprimerli con le loro angherie, e così costruirono per il faraone le città‑deposito, cioè Pitom e Ramses. 12Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva, ed essi furono presi da spavento di fronte agli Israeliti. 13Per questo gli Egiziani fecero lavorare i figli d’Israele trattandoli con durezza.
 
14Resero loro amara la vita mediante una dura schiavitù, costringendoli a preparare l’argilla e a fabbricare mattoni, e ad ogni sorta di lavoro nei campi; a tutti questi lavori li obbligarono con durezza.
 
15Il re d’Egitto disse alle levatrici degli Ebrei, delle quali una si chiamava Sifra e l’altra Pua: 16«Quando assistete le donne ebree durante il parto, osservate bene tra le due pietre: se è un maschio, fatelo morire; se è una femmina, potrà vivere». 17Ma le levatrici temettero Dio: non fecero come aveva loro ordinato il re d’Egitto e lasciarono vivere i bambini.
 
18Il re d’Egitto chiamò le levatrici e disse loro: «Perché avete fatto questo e avete lasciato vivere i bambini?». 19Le levatrici risposero al faraone: «Le donne ebree non sono come le egiziane: sono piene di vitalità. Prima che giunga da loro la levatrice, hanno già partorito!».
 
20Dio beneficò le levatrici. Il popolo aumentò e divenne molto forte. 21E poiché le levatrici avevano temuto Dio, egli diede loro una discendenza.
 
22Allora il faraone diede quest’ordine a tutto il suo popolo: «Gettate nel Nilo ogni figlio maschio che nascerà, ma lasciate vivere ogni femmina».
 
 
COMMENTO TEOLOGICO DEL TESTO
 
Dio moltiplica gli Israeliti
 
 
1Questi sono i nomi dei figli d’Israele entrati in Egitto; essi vi giunsero insieme a Giacobbe, ognuno con la sua famiglia:
 
Il Libro dell’Esodo inizia, ricordando la venuta dei figli di Israele in Egitto.
 
Sono scesi in Egitto il padre Giacobbe e ogni suo figlio con tutta la sua famiglia.
 
È una sintesi di quanto già aveva riferito il Libro della Genesi.
 
                 1Israele dunque levò le tende con quanto possedeva e arrivò a Bersabea, dove offrì sacrifici al Dio di suo padre Isacco. 2Dio disse a Israele in una visione nella notte: «Giacobbe, Giacobbe!». Rispose: «Eccomi!». 3Riprese: «Io sono Dio, il Dio di tuo padre. Non temere di scendere in Egitto, perché laggiù io farò di te una grande nazione. 4Io scenderò con te in Egitto e io certo ti farò tornare. Giuseppe ti chiuderà gli occhi con le sue mani».
 
5Giacobbe partì da Bersabea e i figli d’Israele fecero salire il loro padre Giacobbe, i loro bambini e le loro donne sui carri che il faraone aveva mandato per trasportarlo. 6Presero il loro bestiame e tutti i beni che avevano acquistato nella terra di Canaan e vennero in Egitto, Giacobbe e con lui tutti i suoi discendenti. 7Egli condusse con sé in Egitto i suoi figli e i nipoti, le sue figlie e le nipoti, tutti i suoi discendenti.
 
8Questi sono i nomi dei figli d’Israele che entrarono in Egitto: Giacobbe e i suoi figli, il primogenito di Giacobbe, Ruben. 9I figli di Ruben: Enoc, Pallu, Chesron e Carmì. 10I figli di Simeone: Iemuèl, Iamin, Oad, Iachin, Socar e Saul, figlio della Cananea. 11I figli di Levi: Gherson, Keat e Merarì. 12I figli di Giuda: Er, Onan, Sela, Peres e Zerach; ma Er e Onan erano morti nella terra di Canaan. Furono figli di Peres: Chesron e Camul. 13I figli di Ìssacar: Tola, Puva, Iob e Simron. 14I figli di Zàbulon: Sered, Elon e Iacleèl. 15Questi sono i figli che Lia partorì a Giacobbe in Paddan‑Aram oltre alla figlia Dina; tutti i figli e le figlie di Giacobbe erano trentatré persone.
 
16I figli di Gad: Sifiòn, Agghì, Sunì, Esbon, Erì, Arodì e Arelì. 17I figli di Aser: Imna, Isva, Isvì, Berià e la loro sorella Serach. I figli di Berià: Cheber e Malchièl. 18Questi sono i figli di Zilpa, che Làbano aveva dato come schiava alla figlia Lia; ella li partorì a Giacobbe: erano sedici persone.
 
19I figli di Rachele, moglie di Giacobbe: Giuseppe e Beniamino. 20A Giuseppe erano nati in Egitto Èfraim e Manasse, che gli partorì Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di Eliòpoli. 21I figli di Beniamino: Bela, Becher e Asbel, Ghera, Naamàn, Echì, Ros, Muppìm, Uppìm e Ard. 22Questi sono i figli che Rachele partorì a Giacobbe; in tutto quattordici persone.
 
23I figli di Dan: Cusìm. 24I figli di Nèftali: Iacseèl, Gunì, Ieser e Sillem. 25Questi sono i figli di Bila, che Làbano diede come schiava alla figlia Rachele, ed ella li partorì a Giacobbe; in tutto sette persone.
 
26Tutte le persone che entrarono con Giacobbe in Egitto, discendenti da lui, senza contare le mogli dei figli di Giacobbe, furono sessantasei. 27I figli che nacquero a Giuseppe in Egitto furono due. Tutte le persone della famiglia di Giacobbe, che entrarono in Egitto, ammontano a settanta.
 
28Egli aveva mandato Giuda davanti a sé da Giuseppe, perché questi desse istruzioni in Gosen prima del suo arrivo. Arrivarono quindi alla terra di Gosen. 29Allora Giuseppe fece attaccare il suo carro e salì incontro a Israele, suo padre, in Gosen. Appena se lo vide davanti, gli si gettò al collo e pianse a lungo, stretto al suo collo. 30Israele disse a Giuseppe: «Posso anche morire, questa volta, dopo aver visto la tua faccia, perché sei ancora vivo». 31Allora Giuseppe disse ai fratelli e alla famiglia del padre: «Vado a informare il faraone e a dirgli: “I miei fratelli e la famiglia di mio padre, che erano nella terra di Canaan, sono venuti da me. 32Questi uomini sono pastori di greggi, si occupano di bestiame e hanno portato le loro greggi, i loro armenti e tutti i loro averi”. 33Quando dunque il faraone vi chiamerà e vi domanderà: “Qual è il vostro mestiere?”, 34risponderete: “I tuoi servi sono stati gente dedita al bestiame; lo furono i nostri padri e lo siamo noi dalla nostra fanciullezza fino ad ora”. Questo perché possiate risiedere nella terra di Gosen». Perché tutti i pastori di greggi sono un abominio per gli Egiziani. (Gn 46,1-34).
 
2Ruben, Simeone, Levi e Giuda, 3Ìssacar, Zàbulon e Beniamino, 4Dan e Nèftali, Gad e Aser.
 
Sono Undici i figli di Giacobbe che discendono in Egitto, perché Giuseppe era già sul luogo.
 
5Tutte le persone discendenti da Giacobbe erano settanta. Giuseppe si trovava già in Egitto.
 
Viene dato anche il totale di quanti sono scesi in Egitto: settanta persone in tutto.
 
Se confrontiamo questo numero esiguo con quello che ci offre il Libro dei Numeri, dobbiamo constatare che in Egitto i figli di Israele crebbero a dismisura, benedetti dal Signore.
 
                      1Il Signore parlò a Mosè, nel deserto del Sinai, nella tenda del convegno, il primo giorno del secondo mese, il secondo anno dalla loro uscita dalla terra d’Egitto, e disse: 2«Fate il computo di tutta la comunità degli Israeliti, secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di tutti i maschi, testa per testa, 3dai vent’anni in su, quanti in Israele possono andare in guerra; tu e Aronne li censirete, schiera per schiera. 4Sarà con voi un uomo per tribù, un uomo che sia capo del casato dei suoi padri.
 
5Questi sono i nomi degli uomini che vi assisteranno. Per Ruben: Elisùr, figlio di Sedeùr; 6per Simeone: Selumièl, figlio di Surisaddài; 7per Giuda: Nacson, figlio di Amminadàb; 8per Ìssacar: Netanèl, figlio di Suar; 9per Zàbulon: Eliàb, figlio di Chelon; 10per i figli di Giuseppe, per Èfraim: Elisamà, figlio di Ammiùd; per Manasse: Gamlièl, figlio di Pedasùr; 11per Beniamino: Abidàn, figlio di Ghideonì; 12per Dan: Achièzer, figlio di Ammisaddài; 13per Aser: Paghièl, figlio di Ocran; 14per Gad: Eliasàf, figlio di Deuèl; 15per Nèftali: Achirà, figlio di Enan».
 
16Questi furono i designati della comunità, i prìncipi delle loro tribù paterne, i capi delle migliaia d’Israele. 17Mosè e Aronne presero questi uomini, che erano stati designati per nome, 18e radunarono tutta la comunità, il primo giorno del secondo mese; furono registrati secondo le famiglie, secondo i loro casati paterni, contando il numero delle persone dai vent'anni in su, testa per testa. 19Come il Signore gli aveva ordinato, Mosè ne fece il censimento nel deserto del Sinai.
 
20Risultò per i figli di Ruben, primogenito d’Israele, stabilite le loro genealogie secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di tutti i maschi, testa per testa, dai vent'anni in su, quanti potevano andare in guerra: 21censiti della tribù di Ruben quarantaseimilacinquecento.
 
22Per i figli di Simeone, stabilite le loro genealogie secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di tutti i maschi, testa per testa, dai vent'anni in su, quanti potevano andare in guerra: 23censiti della tribù di Simeone cinquantanovemilatrecento.
 
24Per i figli di Gad, stabilite le loro genealogie secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di quelli dai vent'anni in su, quanti potevano andare in guerra: 25censiti della tribù di Gad quarantacinquemilaseicentocinquanta.
 
26Per i figli di Giuda, stabilite le loro genealogie secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di quelli dai vent'anni in su, quanti potevano andare in guerra: 27censiti della tribù di Giuda settantaquattromilaseicento.
 
28Per i figli di Ìssacar, stabilite le loro genealogie secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di quelli dai vent'anni in su, quanti potevano andare in guerra: 29censiti della tribù di Ìssacar cinquantaquattromilaquattrocento.
 
30Per i figli di Zàbulon, stabilite le loro genealogie secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di quelli dai vent'anni in su, quanti potevano andare in guerra: 31censiti della tribù di Zàbulon cinquantasettemilaquattrocento.
 
32Per i figli di Giuseppe: per i figli di Èfraim, stabilite le loro genealogie secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di quelli dai vent'anni in su, quanti potevano andare in guerra: 33censiti della tribù di Èfraim quarantamilacinquecento; 34per i figli di Manasse, stabilite le loro genealogie secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di quelli dai vent'anni in su, quanti potevano andare in guerra: 35censiti della tribù di Manasse trentaduemiladuecento.
 
36Per i figli di Beniamino, stabilite le loro genealogie secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di quelli dai vent'anni in su, quanti potevano andare in guerra: 37censiti della tribù di Beniamino trentacinquemilaquattrocento.
 
38Per i figli di Dan, stabilite le loro genealogie secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di quelli dai vent'anni in su, quanti potevano andare in guerra: 39censiti della tribù di Dan sessantaduemilasettecento.
 
40Per i figli di Aser, stabilite le loro genealogie secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di quelli dai vent'anni in su, quanti potevano andare in guerra: 41censiti della tribù di Aser quarantunmilacinquecento.
 
42Per i figli di Nèftali, stabilite le loro genealogie secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di quelli dai vent'anni in su, quanti potevano andare in guerra: 43censiti della tribù di Nèftali cinquantatremilaquattrocento.
 
44Questi furono i censiti, di cui fecero il censimento Mosè e Aronne e i prìncipi d’Israele, dodici uomini: c'era un uomo per ciascun casato paterno. 45E tutti i censiti degli Israeliti, secondo i loro casati paterni, dai vent'anni in su, cioè quanti potevano andare in guerra in Israele, 46risultarono registrati in tutto seicentotremilacinquecentocinquanta.
 
47Ma i leviti, secondo la loro tribù paterna, non furono registrati insieme con gli altri. 48Il Signore parlò a Mosè dicendo: 49«Solo la tribù di Levi non censirai, né di essa farai il computo tra gli Israeliti; 50invece affiderai ai leviti la Dimora della Testimonianza, tutti i suoi accessori e quanto le appartiene. Essi trasporteranno la Dimora e tutti i suoi accessori, vi presteranno servizio e staranno accampati attorno alla Dimora. 51Quando la Dimora dovrà muoversi, i leviti la smonteranno; quando la Dimora dovrà accamparsi, i leviti la erigeranno. Se un estraneo si avvicinerà, sarà messo a morte. 52Gli Israeliti pianteranno le tende ognuno nel suo campo, ognuno vicino alla sua insegna, secondo le loro schiere. 53Ma i leviti pianteranno le tende attorno alla Dimora della Testimonianza; così la mia ira non si abbatterà sulla comunità degli Israeliti. I leviti avranno la cura della Dimora della Testimonianza».
 
54Gli Israeliti eseguirono ogni cosa come il Signore aveva comandato a Mosè: così fecero. Num 1,1-54).
 
La benedizione di Dio è sempre fonte di vita.
 
6Giuseppe poi morì e così tutti i suoi fratelli e tutta quella generazione.
 
Ecco quali furono gli ultimi istanti della vita di Giacobbe e di Giuseppe in terra d’Egitto.
 
                 1Dopo queste cose, fu riferito a Giuseppe: «Ecco, tuo padre è malato!». Allora egli prese con sé i due figli Manasse ed Èfraim. 2Fu riferita la cosa a Giacobbe: «Ecco, tuo figlio Giuseppe è venuto da te». Allora Israele raccolse le forze e si mise a sedere sul letto. 3Giacobbe disse a Giuseppe: «Dio l’Onnipotente mi apparve a Luz, nella terra di Canaan, e mi benedisse 4dicendomi: “Ecco, io ti rendo fecondo: ti moltiplicherò e ti farò diventare un insieme di popoli e darò questa terra alla tua discendenza dopo di te, in possesso perenne”. 5Ora i due figli che ti sono nati nella terra d’Egitto prima del mio arrivo presso di te in Egitto, li considero miei: Èfraim e Manasse saranno miei, come Ruben e Simeone. 6Invece i figli che tu avrai generato dopo di essi apparterranno a te: saranno chiamati con il nome dei loro fratelli nella loro eredità. 7Quanto a me, mentre giungevo da Paddan, tua madre Rachele mi morì nella terra di Canaan durante il viaggio, quando mancava un tratto di cammino per arrivare a Èfrata, e l’ho sepolta là lungo la strada di Èfrata, cioè Betlemme».
 
8Israele vide i figli di Giuseppe e disse: «Chi sono questi?». 9Giuseppe disse al padre: «Sono i figli che Dio mi ha dato qui». Riprese: «Portameli, perché io li benedica!». 10Gli occhi d’Israele erano offuscati dalla vecchiaia: non poteva più distinguere. Giuseppe li avvicinò a lui, che li baciò e li abbracciò. 11Israele disse a Giuseppe: «Io non pensavo più di vedere il tuo volto; ma ecco, Dio mi ha concesso di vedere anche la tua prole!». 12Allora Giuseppe li ritirò dalle sue ginocchia e si prostrò con la faccia a terra. 13Li prese tutti e due, Èfraim con la sua destra, alla sinistra d’Israele, e Manasse con la sua sinistra, alla destra d’Israele, e li avvicinò a lui. 14Ma Israele stese la mano destra e la pose sul capo di Èfraim, che pure era il più giovane, e la sua sinistra sul capo di Manasse, incrociando le braccia, benché Manasse fosse il primogenito. 15E così benedisse Giuseppe:
 
 
«Il Dio, alla cui presenza hanno camminato
 
i miei padri, Abramo e Isacco,
 
il Dio che è stato il mio pastore
 
da quando esisto fino ad oggi,
 
16l’angelo che mi ha liberato da ogni male,
 
benedica questi ragazzi!
 
Sia ricordato in essi il mio nome
 
e il nome dei miei padri, Abramo e Isacco,
 
e si moltiplichino in gran numero
 
in mezzo alla terra!».
 
 
17Giuseppe notò che il padre aveva posato la destra sul capo di Èfraim e ciò gli spiacque. Prese dunque la mano del padre per toglierla dal capo di Èfraim e porla sul capo di Manasse. 18Disse al padre: «Non così, padre mio: è questo il primogenito, posa la destra sul suo capo!». 19Ma il padre rifiutò e disse: «Lo so, figlio mio, lo so: anch’egli diventerà un popolo, anch’egli sarà grande, ma il suo fratello minore sarà più grande di lui, e la sua discendenza diventerà una moltitudine di nazioni». 20E li benedisse in quel giorno:
 
 
«Di te si servirà Israele per benedire, dicendo:
 
“Dio ti renda come Èfraim e come Manasse!”».
 
 
Così pose Èfraim prima di Manasse.
 
21Quindi Israele disse a Giuseppe: «Ecco, io sto per morire, ma Dio sarà con voi e vi farà tornare alla terra dei vostri padri. 22Quanto a me, io do a te, in più che ai tuoi fratelli, un dorso di monte, che io ho conquistato dalle mani degli Amorrei, con la spada e l’arco». (Gn 48,1-22).
 
 
                 1Quindi Giacobbe chiamò i figli e disse: «Radunatevi, perché io vi annunci quello che vi accadrà nei tempi futuri.
 
 
2Radunatevi e ascoltate, figli di Giacobbe,
 
ascoltate Israele, vostro padre!
 
3Ruben, tu sei il mio primogenito,
 
il mio vigore e la primizia della mia virilità,
 
esuberante in fierezza ed esuberante in forza!
 
4Bollente come l’acqua, tu non avrai preminenza,
 
perché sei salito sul talamo di tuo padre,
 
hai profanato così il mio giaciglio.
 
5Simeone e Levi sono fratelli,
 
strumenti di violenza sono i loro coltelli.
 
6Nel loro conciliabolo non entri l’anima mia,
 
al loro convegno non si unisca il mio cuore,
 
perché nella loro ira hanno ucciso gli uomini
 
e nella loro passione hanno mutilato i tori.
 
7Maledetta la loro ira, perché violenta,
 
e la loro collera, perché crudele!
 
Io li dividerò in Giacobbe
 
e li disperderò in Israele.
 
8Giuda, ti loderanno i tuoi fratelli;
 
la tua mano sarà sulla cervice dei tuoi nemici;
 
davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre.
 
9Un giovane leone è Giuda:
 
dalla preda, figlio mio, sei tornato;
 
si è sdraiato, si è accovacciato come un leone
 
e come una leonessa; chi lo farà alzare?
 
10Non sarà tolto lo scettro da Giuda
 
né il bastone del comando tra i suoi piedi,
 
finché verrà colui al quale esso appartiene
 
e a cui è dovuta l’obbedienza dei popoli.
 
11Egli lega alla vite il suo asinello
 
e a una vite scelta il figlio della sua asina,
 
lava nel vino la sua veste
 
e nel sangue dell’uva il suo manto;
 
12scuri ha gli occhi più del vino
 
e bianchi i denti più del latte.
 
13Zàbulon giace lungo il lido del mare
 
e presso l’approdo delle navi,
 
con il fianco rivolto a Sidone.
 
14Ìssacar è un asino robusto,
 
accovacciato tra un doppio recinto.
 
15Ha visto che il luogo di riposo era bello,
 
che la terra era amena;
 
ha piegato il dorso a portare la soma
 
ed è stato ridotto ai lavori forzati.
 
16Dan giudica il suo popolo
 
come una delle tribù d’Israele.
 
17Sia Dan un serpente sulla strada,
 
una vipera cornuta sul sentiero,
 
che morde i garretti del cavallo,
 
così che il suo cavaliere cada all’indietro.
 
18Io spero nella tua salvezza, Signore!
 
19Gad, predoni lo assaliranno,
 
ma anche lui li assalirà alle calcagna.
 
20Aser, il suo pane è pingue:
 
egli fornisce delizie da re.
 
21Nèftali è una cerva slanciata;
 
egli propone parole d’incanto.
 
22Germoglio di ceppo fecondo è Giuseppe;
 
germoglio di ceppo fecondo presso una fonte,
 
i cui rami si stendono sul muro.
 
23Lo hanno esasperato e colpito,
 
lo hanno perseguitato i tiratori di frecce.
 
24Ma fu spezzato il loro arco,
 
furono snervate le loro braccia
 
per le mani del Potente di Giacobbe,
 
per il nome del Pastore, Pietra d’Israele.
 
25Per il Dio di tuo padre: egli ti aiuti,
 
e per il Dio l’Onnipotente: egli ti benedica!
 
Con benedizioni del cielo dall’alto,
 
benedizioni dell’abisso nel profondo,
 
benedizioni delle mammelle e del grembo.
 
26Le benedizioni di tuo padre sono superiori
 
alle benedizioni dei monti antichi,
 
alle attrattive dei colli perenni.
 
Vengano sul capo di Giuseppe
 
e sulla testa del principe tra i suoi fratelli!
 
27Beniamino è un lupo che sbrana:
 
al mattino divora la preda
 
e alla sera spartisce il bottino».
 
 
28Tutti questi formano le dodici tribù d’Israele. Questo è ciò che disse loro il padre nell’atto di benedirli; egli benedisse ciascuno con una benedizione particolare.
 
29Poi diede loro quest’ordine: «Io sto per essere riunito ai miei antenati: seppellitemi presso i miei padri nella caverna che è nel campo di Efron l’Ittita, 30nella caverna che si trova nel campo di Macpela di fronte a Mamre, nella terra di Canaan, quella che Abramo acquistò con il campo di Efron l’Ittita come proprietà sepolcrale. 31Là seppellirono Abramo e Sara sua moglie, là seppellirono Isacco e Rebecca sua moglie e là seppellii Lia. 32La proprietà del campo e della caverna che si trova in esso è stata acquistata dagli Ittiti».
 
33Quando Giacobbe ebbe finito di dare quest’ordine ai figli, ritrasse i piedi nel letto e spirò, e fu riunito ai suoi antenati. (Gn 49,1-33).
 
 
                 1Allora Giuseppe si gettò sul volto di suo padre, pianse su di lui e lo baciò. 2Quindi Giuseppe ordinò ai medici al suo servizio di imbalsamare suo padre. I medici imbalsamarono Israele 3e vi impiegarono quaranta giorni, perché tanti ne occorrono per l’imbalsamazione. Gli Egiziani lo piansero settanta giorni.
 
4Passati i giorni del lutto, Giuseppe parlò alla casa del faraone: «Se ho trovato grazia ai vostri occhi, vogliate riferire agli orecchi del faraone queste parole. 5Mio padre mi ha fatto fare un giuramento, dicendomi: “Ecco, io sto per morire: tu devi seppellirmi nel sepolcro che mi sono scavato nella terra di Canaan”. Ora, possa io andare a seppellire mio padre e poi tornare». 6Il faraone rispose: «Va’ e seppellisci tuo padre, come egli ti ha fatto giurare».
 
7Giuseppe andò a seppellire suo padre e con lui andarono tutti i ministri del faraone, gli anziani della sua casa, tutti gli anziani della terra d’Egitto, 8tutta la casa di Giuseppe, i suoi fratelli e la casa di suo padre. Lasciarono nella regione di Gosen soltanto i loro bambini, le loro greggi e i loro armenti. 9Andarono con lui anche i carri da guerra e la cavalleria, così da formare una carovana imponente. 10Quando arrivarono all’aia di Atad, che è al di là del Giordano, fecero un lamento molto grande e solenne, e Giuseppe celebrò per suo padre un lutto di sette giorni. 11I Cananei che abitavano la terra videro il lutto all’aia di Atad e dissero: «È un lutto grave questo per gli Egiziani». Per questo la si chiamò Abel‑Misràim; essa si trova al di là del Giordano.
 
12I figli di Giacobbe fecero per lui così come aveva loro comandato. 13I suoi figli lo portarono nella terra di Canaan e lo seppellirono nella caverna del campo di Macpela, quel campo che Abramo aveva acquistato, come proprietà sepolcrale, da Efron l’Ittita, e che si trova di fronte a Mamre. 14Dopo aver sepolto suo padre, Giuseppe tornò in Egitto insieme con i suoi fratelli e con quanti erano andati con lui a seppellire suo padre.
 
15Ma i fratelli di Giuseppe cominciarono ad aver paura, dato che il loro padre era morto, e dissero: «Chissà se Giuseppe non ci tratterà da nemici e non ci renderà tutto il male che noi gli abbiamo fatto?». 16Allora mandarono a dire a Giuseppe: «Tuo padre prima di morire ha dato quest’ordine: 17“Direte a Giuseppe: Perdona il delitto dei tuoi fratelli e il loro peccato, perché ti hanno fatto del male!”. Perdona dunque il delitto dei servi del Dio di tuo padre!». Giuseppe pianse quando gli si parlò così. 18E i suoi fratelli andarono e si gettarono a terra davanti a lui e dissero: «Eccoci tuoi schiavi!». 19Ma Giuseppe disse loro: «Non temete. Tengo io forse il posto di Dio? 20Se voi avevate tramato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso. 21Dunque non temete, io provvederò al sostentamento per voi e per i vostri bambini». Così li consolò parlando al loro cuore.
 
22Giuseppe con la famiglia di suo padre abitò in Egitto; egli visse centodieci anni. 23Così Giuseppe vide i figli di Èfraim fino alla terza generazione e anche i figli di Machir, figlio di Manasse, nacquero sulle ginocchia di Giuseppe. 24Poi Giuseppe disse ai fratelli: «Io sto per morire, ma Dio verrà certo a visitarvi e vi farà uscire da questa terra, verso la terra che egli ha promesso con giuramento ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe». 25Giuseppe fece giurare ai figli d’Israele così: «Dio verrà certo a visitarvi e allora voi porterete via di qui le mie ossa».
 
26Giuseppe morì all’età di centodieci anni; lo imbalsamarono e fu posto in un sarcofago in Egitto. (Gn 50,1-26).
 
Giacobbe viene seppellito nella terra di Canaan.
 
Giuseppe muore con una speranza nel cuore. Il Signore un giorno verrà e farà ritornare i suoi fratelli nella Terra di Canaan. Anche lui vorrà ritornare con le sue ossa.
 
7I figli d’Israele prolificarono e crebbero, divennero numerosi e molto forti, e il paese ne fu pieno.
 
Ecco il frutto della benedizione di Dio sui figli di Israele.
 
La grazia di Dio li rende prolifici. Essi crescono e divengono numerosi e molto forti. L’Egitto ne fu pieno.
 
Con la potenza della benedizione di Dio un uomo prospera in ogni cosa.
 
Privo della benedizione di Dio per un uomo non c’è speranza di salvezza.
 
Noi siamo dalla benedizione di Dio fin dagli inizi della nostra creazione.
 
20Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». 21Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. 22Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». 23E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
 
24Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie». E così avvenne. 25Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona.
 
26Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
 
 
27E Dio creò l’uomo a sua immagine;
 
a immagine di Dio lo creò:
 
maschio e femmina li creò.
 
 
28Dio li benedisse e Dio disse loro:
 
 
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
 
riempite la terra e soggiogatela,
 
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo
 
e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».
 
 
29Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. 30A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. 31Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno. (Gn 1,20-31).
 
Ecco come il Libro del Deuteronomio manifesta ed esprime la potenza della benedizione di Dio e l’assenza di essa.
 
                      1Se tu obbedirai fedelmente alla voce del Signore, tuo Dio, preoccupandoti di mettere in pratica tutti i suoi comandi che io ti prescrivo, il Signore, tuo Dio, ti metterà al di sopra di tutte le nazioni della terra. 2Poiché tu avrai ascoltato la voce del Signore, tuo Dio, verranno su di te e ti raggiungeranno tutte queste benedizioni. 3Sarai benedetto nella città e benedetto nella campagna. 4Benedetto sarà il frutto del tuo grembo, il frutto del tuo suolo e il frutto del tuo bestiame, sia i parti delle tue vacche sia i nati delle tue pecore. 5Benedette saranno la tua cesta e la tua madia. 6Sarai benedetto quando entri e benedetto quando esci. 7Il Signore farà soccombere davanti a te i tuoi nemici, che insorgeranno contro di te: per una sola via verranno contro di te e per sette vie fuggiranno davanti a te. 8Il Signore ordinerà alla benedizione di essere con te nei tuoi granai e in tutto ciò a cui metterai mano. Ti benedirà nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti.
 
9Il Signore ti renderà popolo a lui consacrato, come ti ha giurato, se osserverai i comandi del Signore, tuo Dio, e camminerai nelle sue vie. 10Tutti i popoli della terra vedranno che il nome del Signore è stato invocato su di te e ti temeranno. 11Il Signore, tuo Dio, ti concederà abbondanza di beni, quanto al frutto del tuo grembo, al frutto del tuo bestiame e al frutto del tuo suolo, nel paese che il Signore ha giurato ai tuoi padri di darti. 12Il Signore aprirà per te il suo benefico tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia a suo tempo e per benedire tutto il lavoro delle tue mani: presterai a molte nazioni, mentre tu non domanderai prestiti. 13Il Signore ti metterà in testa e non in coda e sarai sempre in alto e mai in basso, se obbedirai ai comandi del Signore, tuo Dio, che oggi io ti prescrivo, perché tu li osservi e li metta in pratica, 14e se non devierai né a destra né a sinistra da alcuna delle cose che oggi vi comando, per seguire altri dèi e servirli.
 
15Ma se non obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, se non cercherai di eseguire tutti i suoi comandi e tutte le sue leggi che oggi io ti prescrivo, verranno su di te e ti colpiranno tutte queste maledizioni: 16sarai maledetto nella città e maledetto nella campagna. 17Maledette saranno la tua cesta e la tua madia. 18Maledetto sarà il frutto del tuo grembo e il frutto del tuo suolo, sia i parti delle tue vacche sia i nati delle tue pecore. 19Maledetto sarai quando entri e maledetto quando esci. 20Il Signore lancerà contro di te la maledizione, la costernazione e la minaccia in ogni lavoro a cui metterai mano, finché tu sia distrutto e perisca rapidamente a causa delle tue azioni malvagie, per avermi abbandonato. 21Il Signore ti attaccherà la peste, finché essa non ti abbia eliminato dal paese in cui stai per entrare per prenderne possesso. 22Il Signore ti colpirà con la consunzione, con la febbre, con l’infiammazione, con l’arsura, con la siccità, con il carbonchio e con la ruggine, che ti perseguiteranno finché tu non sia perito. 23Il cielo sarà di bronzo sopra il tuo capo e la terra sotto di te sarà di ferro. 24Il Signore darà come pioggia alla tua terra sabbia e polvere, che scenderanno dal cielo su di te, finché tu sia distrutto. 25Il Signore ti farà sconfiggere dai tuoi nemici: per una sola via andrai contro di loro e per sette vie fuggirai davanti a loro. Diventerai oggetto di orrore per tutti i regni della terra. 26Il tuo cadavere diventerà pasto di tutti gli uccelli del cielo e degli animali della terra e nessuno li scaccerà.
 
27Il Signore ti colpirà con le ulcere d’Egitto, con bubboni, scabbia e pruriti, da cui non potrai guarire. 28Il Signore ti colpirà di delirio, di cecità e di pazzia, 29così che andrai brancolando in pieno giorno come il cieco brancola nel buio. Non riuscirai nelle tue imprese, sarai ogni giorno oppresso e spogliato e nessuno ti aiuterà. 30Ti fidanzerai con una donna e un altro la possederà. Costruirai una casa, ma non vi abiterai. Pianterai una vigna e non ne potrai cogliere i primi frutti. 31Il tuo bue sarà ammazzato sotto i tuoi occhi e tu non ne mangerai. Il tuo asino ti sarà portato via in tua presenza e non tornerà più a te. Il tuo gregge sarà dato ai tuoi nemici e nessuno ti aiuterà. 32I tuoi figli e le tue figlie saranno consegnati a un popolo straniero, mentre i tuoi occhi vedranno e languiranno di pianto per loro ogni giorno, ma niente potrà fare la tua mano. 33Un popolo che tu non conosci mangerà il frutto del tuo suolo e di tutta la tua fatica. Sarai oppresso e schiacciato ogni giorno. 34Diventerai pazzo per ciò che i tuoi occhi dovranno vedere. 35Il Signore ti colpirà alle ginocchia e alle cosce con un’ulcera maligna, dalla quale non potrai guarire. Ti colpirà dalla pianta dei piedi alla sommità del capo. 36Il Signore deporterà te e il re, che ti sarai costituito, in una nazione che né tu né i tuoi padri avete conosciuto. Là servirai dèi stranieri, dèi di legno e di pietra. 37Diventerai oggetto di stupore, di motteggio e di scherno per tutti i popoli fra i quali il Signore ti avrà condotto.
 
38Porterai molta semente al campo e raccoglierai poco, perché la locusta la divorerà. 39Pianterai vigne e le coltiverai, ma non berrai vino né coglierai uva, perché il verme le roderà. 40Avrai oliveti in tutta la tua terra, ma non ti ungerai di olio, perché le tue olive cadranno immature. 41Genererai figli e figlie, ma non saranno tuoi, perché andranno in prigionia. 42Tutti i tuoi alberi e il frutto del tuo suolo saranno preda di un esercito d’insetti. 43Il forestiero che sarà in mezzo a te si innalzerà sempre più sopra di te e tu scenderai sempre più in basso. 44Egli farà un prestito a te e tu non lo farai a lui. Egli sarà in testa e tu in coda.
 
45Tutte queste maledizioni verranno su di te, ti perseguiteranno e ti raggiungeranno, finché tu sia distrutto, perché non avrai obbedito alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i comandi e le leggi che egli ti ha dato. 46Esse per te e per la tua discendenza saranno sempre un segno e un prodigio.
 
47Poiché non avrai servito il Signore, tuo Dio, con gioia e di buon cuore in mezzo all’abbondanza di ogni cosa, 48servirai i tuoi nemici, che il Signore manderà contro di te, in mezzo alla fame, alla sete, alla nudità e alla mancanza di ogni cosa. Essi ti metteranno un giogo di ferro sul collo, finché non ti abbiano distrutto.
 
49Il Signore solleverà contro di te da lontano, dalle estremità della terra, una nazione che si slancia a volo come l’aquila: una nazione della quale non capirai la lingua, 50una nazione dall’aspetto feroce, che non avrà riguardo per il vecchio né avrà compassione del fanciullo. 51Mangerà il frutto del tuo bestiame e il frutto del tuo suolo, finché tu sia distrutto, e non ti lascerà alcun residuo di frumento, di mosto, di olio, dei parti delle tue vacche e dei nati delle tue pecore, finché ti avrà fatto perire. 52Ti assedierà in tutte le tue città, finché in tutta la tua terra cadano le mura alte e fortificate, nelle quali avrai riposto la fiducia. Ti assedierà in tutte le tue città, in tutta la terra che il Signore, tuo Dio, ti avrà dato. 53Durante l’assedio e l’angoscia alla quale ti ridurrà il tuo nemico, mangerai il frutto delle tue viscere, le carni dei tuoi figli e delle tue figlie che il Signore, tuo Dio, ti avrà dato. 54L’uomo più raffinato e più delicato tra voi guarderà di malocchio il suo fratello e la donna del suo seno e il resto dei suoi figli che ancora sopravvivono, 55per non dare ad alcuno di loro le carni dei suoi figli, delle quali si ciberà, perché non gli sarà rimasto più nulla durante l’assedio e l’angoscia alla quale i nemici ti avranno ridotto entro tutte le tue città. 56La donna più raffinata e delicata tra voi, che per delicatezza e raffinatezza non avrebbe mai provato a posare in terra la pianta del piede, guarderà di malocchio l'uomo del suo seno, il figlio e la figlia, 57e si ciberà di nascosto di quanto esce dai suoi fianchi e dei bambini che partorirà, mancando di tutto durante l’assedio e l’angoscia alla quale i nemici ti avranno ridotto entro tutte le tue città.
 
58Se non cercherai di eseguire tutte le parole di questa legge, scritte in questo libro, avendo timore di questo nome glorioso e terribile del Signore, tuo Dio, 59allora il Signore colpirà te e i tuoi discendenti con flagelli prodigiosi: flagelli grandi e duraturi, malattie maligne e ostinate. 60Farà tornare su di te le infermità dell’Egitto, delle quali tu avevi paura, e si attaccheranno a te. 61Anche ogni altra malattia e ogni altro flagello, che non sta scritto nel libro di questa legge, il Signore manderà contro di te, finché tu non sia distrutto. 62Voi rimarrete in pochi uomini, dopo essere stati numerosi come le stelle del cielo, perché non avrai obbedito alla voce del Signore, tuo Dio. 63Come il Signore gioiva a vostro riguardo nel beneficarvi e moltiplicarvi, così il Signore gioirà a vostro riguardo nel farvi perire e distruggervi. Sarete strappati dal paese in cui stai per entrare per prenderne possesso. 64Il Signore ti disperderà fra tutti i popoli, da un’estremità all’altra della terra. Là servirai altri dèi, che né tu né i tuoi padri avete conosciuto, dèi di legno e di pietra. 65Fra quelle nazioni non troverai sollievo e non vi sarà luogo di riposo per la pianta dei tuoi piedi. Là il Signore ti darà un cuore trepidante, languore di occhi e animo sgomento. 66La tua vita ti starà dinanzi come sospesa a un filo. Proverai spavento notte e giorno e non sarai sicuro della tua vita. 67Alla mattina dirai: “Se fosse sera!” e alla sera dirai: “Se fosse mattina!”, a causa dello spavento che ti agiterà il cuore e delle cose che i tuoi occhi vedranno. 68Il Signore ti farà tornare in Egitto su navi, per una via della quale ti ho detto: “Non dovrete più rivederla!”. E là vi metterete in vendita ai vostri nemici come schiavi e schiave, ma nessuno vi acquisterà».
 
69Queste sono le parole dell’alleanza che il Signore ordinò a Mosè di stabilire con gli Israeliti nella terra di Moab, oltre l’alleanza che aveva stabilito con loro sull’Oreb. (Dt 28,1-69).
 
Il Libro dei Proverbi così parla della benedizione in ordine alla fatica dell’uomo.
 
                                    1Proverbi di Salomone.
 
 
Il figlio saggio allieta il padre,
 
il figlio stolto contrista sua madre.
 
2I tesori male acquistati non giovano,
 
ma la giustizia libera dalla morte.
 
3Il Signore non lascia che il giusto soffra la fame,
 
ma respinge la cupidigia dei perfidi.
 
4La mano pigra rende poveri,
 
la mano operosa arricchisce.
 
5Chi raccoglie d’estate è previdente
 
e chi dorme al tempo della mietitura è uno svergognato.
 
6Le benedizioni del Signore sul capo del giusto,
 
la bocca degli empi nasconde violenza.
 
7La memoria del giusto è in benedizione,
 
il nome degli empi marcisce.
 
8Chi è saggio di cuore accetta i precetti,
 
chi è stolto di labbra va in rovina.
 
9Chi cammina nell’integrità va sicuro,
 
chi tiene vie tortuose sarà smascherato.
 
10Chi chiude un occhio causa dolore,
 
chi riprende a viso aperto procura pace.
 
             11Fonte di vita è la bocca del giusto,
 
             la bocca degli empi nasconde violenza.
 
             12L’odio suscita litigi,
 
             l’amore ricopre ogni colpa.
 
             13Sulle labbra dell’intelligente si trova la sapienza,
 
             ma il bastone è per la schiena dello stolto.
 
             14I saggi fanno tesoro della scienza,
 
             ma la bocca dello stolto è una rovina imminente.
 
             15I beni del ricco sono la sua roccaforte,
 
             la rovina dei poveri è la loro miseria.
 
             16Il salario del giusto serve per la vita,
 
             il guadagno dell’empio è per i vizi.
 
             17Cammina verso la vita chi accetta la correzione,
 
             chi trascura il rimprovero si smarrisce.
 
             18Dissimulano l’odio le labbra bugiarde,
 
             chi diffonde calunnie è uno stolto.
 
             19Nel molto parlare non manca la colpa,
 
             chi frena le labbra è saggio.
 
             20Argento pregiato è la lingua del giusto,
 
             il cuore degli empi vale ben poco.
 
             21Le labbra del giusto nutrono molti,
 
             gli stolti invece muoiono per la loro stoltezza.
 
             22La benedizione del Signore arricchisce,
 
             non vi aggiunge nulla la fatica.
 
23Per lo stolto compiere il male è un divertimento,
 
così coltivare la sapienza per l’uomo prudente.
 
24Al malvagio sopraggiunge il male che teme,
 
il desiderio dei giusti invece è soddisfatto.
 
25Passa la bufera e l’empio non c’è più,
 
il giusto invece resta saldo per sempre.
 
26Come l’aceto ai denti e il fumo agli occhi,
 
così è il pigro per chi gli affida una missione.
 
27Il timore del Signore prolunga i giorni,
 
ma gli anni dei malvagi sono accorciati.
 
28L’attesa dei giusti è gioia,
 
ma la speranza degli empi svanirà.
 
29La via del Signore è una fortezza per l’uomo integro,
 
ma è una rovina per i malfattori.
 
30Il giusto non vacillerà mai,
 
ma gli empi non dureranno sulla terra.
 
31La bocca del giusto espande sapienza,
 
la lingua perversa sarà tagliata.
 
32Le labbra del giusto conoscono benevolenza,
 
la bocca degli empi cose perverse. (Pro 10,1-32).
 
Sappiamo che Giacobbe quando è disceso in Egitto, ricevette la garanzia da parte del Signore che un giorno la sua discendenza sarebbe ritornata nella terra di Canaan.
 
                 1Israele dunque levò le tende con quanto possedeva e arrivò a Bersabea, dove offrì sacrifici al Dio di suo padre Isacco. 2Dio disse a Israele in una visione nella notte: «Giacobbe, Giacobbe!». Rispose: «Eccomi!». 3Riprese: «Io sono Dio, il Dio di tuo padre. Non temere di scendere in Egitto, perché laggiù io farò di te una grande nazione. 4Io scenderò con te in Egitto e io certo ti farò tornare. Giuseppe ti chiuderà gli occhi con le sue mani». (Gn 46,1-4).
 
 
La profezia si compie dopo quattrocentotrent’anni. Quattrocentotrenta furono anche gli anni di Eber, antenato di Abramo.
 
10Questa è la discendenza di Sem: Sem aveva cento anni quando generò Arpacsàd, due anni dopo il diluvio; 11Sem, dopo aver generato Arpacsàd, visse cinquecento anni e generò figli e figlie.
 
12Arpacsàd aveva trentacinque anni quando generò Selach; 13Arpacsàd, dopo aver generato Selach, visse quattrocentotré anni e generò figli e figlie.
 
14Selach aveva trent’anni quando generò Eber; 15Selach, dopo aver generato Eber, visse quattrocentotré anni e generò figli e figlie.
 
16Eber aveva trentaquattro anni quando generò Peleg; 17Eber, dopo aver generato Peleg, visse quattrocentotrenta anni e generò figli e figlie.
 
18Peleg aveva trent’anni quando generò Reu; 19Peleg, dopo aver generato Reu, visse duecentonove anni e generò figli e figlie.
 
20Reu aveva trentadue anni quando generò Serug; 21Reu, dopo aver generato Serug, visse duecentosette anni e generò figli e figlie.
 
22Serug aveva trent’anni quando generò Nacor; 23Serug, dopo aver generato Nacor, visse duecento anni e generò figli e figlie.
 
24Nacor aveva ventinove anni quando generò Terach; 25Nacor, dopo aver generato Terach, visse centodiciannove anni e generò figli e figlie.
 
26Terach aveva settant’anni quando generò Abram, Nacor e Aran.
 
27Questa è la discendenza di Terach: Terach generò Abram, Nacor e Aran; Aran generò Lot. 28Aran poi morì alla presenza di suo padre Terach nella sua terra natale, in Ur dei Caldei. 29Abram e Nacor presero moglie; la moglie di Abram si chiamava Sarài e la moglie di Nacor Milca, che era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca. 30Sarài era sterile e non aveva figli.
 
31Poi Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, figlio cioè di suo figlio, e Sarài sua nuora, moglie di Abram suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nella terra di Canaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono.
 
32La vita di Terach fu di duecentocinque anni; Terach morì a Carran. (Gn 11,10-32).
 
Ecco come San Paolo ricorda nella Lettera ai Galati i quattrocentotrent’anni della permanenza dei figli d’Israele in Egitto. Li ricorda in relazione alla Legge del Sinai.
 
                      1O stolti Gàlati, chi vi ha incantati? Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso! 2Questo solo vorrei sapere da voi: è per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede? 3Siete così privi d’intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne? 4Avete tanto sofferto invano? Se almeno fosse invano! 5Colui dunque che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede?
 
6Come Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato come giustizia, 7riconoscete dunque che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede. 8E la Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato i pagani per la fede, preannunciò ad Abramo: In te saranno benedette tutte le nazioni. 9Di conseguenza, quelli che vengono dalla fede sono benedetti insieme ad Abramo, che credette. 10Quelli invece che si richiamano alle opere della Legge stanno sotto la maledizione, poiché sta scritto: Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della Legge per metterle in pratica. 11E che nessuno sia giustificato davanti a Dio per la Legge risulta dal fatto che il giusto per fede vivrà. 12Ma la Legge non si basa sulla fede; al contrario dice: Chi metterà in pratica queste cose, vivrà grazie ad esse. 13Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della Legge, diventando lui stesso maledizione per noi, poiché sta scritto: Maledetto chi è appeso al legno, 14perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse ai pagani e noi, mediante la fede, ricevessimo la promessa dello Spirito.
 
15Fratelli, ecco, vi parlo da uomo: un testamento legittimo, pur essendo solo un atto umano, nessuno lo dichiara nullo o vi aggiunge qualche cosa. 16Ora è appunto ad Abramo e alla sua discendenza che furono fatte le promesse. Non dice la Scrittura: «E ai discendenti», come se si trattasse di molti, ma: E alla tua discendenza, come a uno solo, cioè Cristo. 17Ora io dico: un testamento stabilito in precedenza da Dio stesso, non può dichiararlo nullo una Legge che è venuta quattrocentotrenta anni dopo, annullando così la promessa. 18Se infatti l’eredità si ottenesse in base alla Legge, non sarebbe più in base alla promessa; Dio invece ha fatto grazia ad Abramo mediante la promessa.
 
19Perché allora la Legge? Essa fu aggiunta a motivo delle trasgressioni, fino alla venuta della discendenza per la quale era stata fatta la promessa, e fu promulgata per mezzo di angeli attraverso un mediatore. 20Ma non si dà mediatore per una sola persona: ora, Dio è uno solo. 21La Legge è dunque contro le promesse di Dio? Impossibile! Se infatti fosse stata data una Legge capace di dare la vita, la giustizia verrebbe davvero dalla Legge; 22la Scrittura invece ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché la promessa venisse data ai credenti mediante la fede in Gesù Cristo.
 
23Ma prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. 24Così la Legge è stata per noi un pedagogo, fino a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. 25Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo. 26Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, 27poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. 28Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. 29Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa. (Gal 3,1-29).
 
Gli anni della permanenza degli Israeliti in Egitto ci vengono forniti dallo stesso Esodo.
 
37Gli Israeliti partirono da Ramses alla volta di Succot, in numero di seicentomila uomini adulti, senza contare i bambini. 38Inoltre una grande massa di gente promiscua partì con loro e greggi e armenti in mandrie molto grandi. 39Fecero cuocere la pasta che avevano portato dall’Egitto in forma di focacce azzime, perché non era lievitata: infatti erano stati scacciati dall’Egitto e non avevano potuto indugiare; neppure si erano procurati provviste per il viaggio.
 
40La permanenza degli Israeliti in Egitto fu di quattrocentotrent’anni. 41Al termine dei quattrocentotrent’anni, proprio in quel giorno, tutte le schiere del Signore uscirono dalla terra d’Egitto. 42Notte di veglia fu questa per il Signore per farli uscire dalla terra d’Egitto. Questa sarà una notte di veglia in onore del Signore per tutti gli Israeliti, di generazione in generazione. (Es 12,37-42).
 
Dalla chiamata di Abramo (secolo XIX – XVIII a.C.) alla liberazione dall’Egitto (1234-1222, sotto il governo del faraone Mernepth), sono passati circa più di seicento anni.
 
Offriamo ora due cronologie per situarci nella storia universale.
 
Prima cronologia:
 
2000 Nascita di Abramo
 
1900 Nascita di Isacco
 
1800 Nascita di Giacobbe
 
1750 Nascita di Giuseppe
 
1350 Nascita di Mosè
 
1300 Nascita di Giosuè
 
1260 L’Esodo
 
1220 Attraversata del Giordano
 
1075 Samuele giudice di Israele
 
1050 Saul regna in Israele
 
1010 Davide regna in Israele
 
970 Salomone regna in Israele
 
930 Regno diviso in due: Giuda e Israele
 
843 Azael regna in Siria (al 796)
 
810-750 Gioele
 
797 Ben-Adad regna in Siria (al 770)
 
760 Giona, Amos
 
755-722 Osea
 
745 Tiglat-Pileser regna in Assiria (al 727)
 
742-687 Michea
 
740-700 Isaia
 
727 Salmaneser regna in Assiria (al 722)
 
722 Sargon regna in Assiria (al 705)
 
722 Caduta di Samaria
 
664-612 Naum
 
640 Sofonia
 
621-580 Geremia
 
609 Caduta di Assiria
 
605 Nabucodonosor regna in Babilonia (al 562)
 
605 Abacuc
 
604-535 Daniele
 
593-570 Ezechiele
 
587 Caduta di Gerusalemme
 
587 Abdia
 
539 Caduta di Babilonia
 
538 Ritorno dei primi Giudei dall’esilio
 
520 Aggeo, Zaccaria
 
516 Tempio completo
 
460 Malachia
 
331 Alessandro Magno (al 323)
 
198 La Palestina governata dalla Siria
 
63 La Palestina conquistata da Roma
 
37 Erode il Grande governa la Palestina
 
7-5 Nascita di Giovanni il battista. Nascita di Gesù Cristo
 
4 Morte di Erode il Grande
 
Archelao regna nella Giudea e la Samaria (al 6)
 
Antipa tetrarca regna nella Galilea e Perea (al 39)
 
Filippo regna nell'Iturea
 
6 d.C. La Giudea e la Samaria diventano una provincia romana
 
18 Caifa diventa sommo sacerdote
 
26 Pilato diventa governatore della Giudea (fino al 36)
 
27-30 Ministero di Gesù Cristo
 
33-35 Martirio di Stefano
 
34-36 Conversione di Paolo
 
37 Erode Agrippa I regna nell'Iturea
 
37-38 Il primo viaggio di Paolo a Gerusalemme
 
41 Agrippa I regna anche nella Giudea e la Samaria (al 44)
 
43 Martirio di Giacomo fratello di Giovanni
 
46 Il primo viaggio missionario di Paolo (fino al 47)
 
47 Galati (oppure 50 o 53)
 
48 Concilio a Gerusalemme
 
48 Il secondo viaggio missionario
 
49 1 e 2 Tessalonicesi
 
50 Paolo raggiunge Corinto
 
52 Felice governatore della Giudea (fino al 60)
 
53 Inizio del terzo viaggio missionario. Agrippa II tetrarca di diverse province (fino al 95)
 
54 Soggiorno di Paolo a Efeso (fino al 57)
 
54 1 Corinzi
 
55 2 Corinzi
 
56 Romani
 
57 Partenza per Troas
 
58 Incontro con Tito
 
58 Paolo torna in Macedonia e Acaia (e Illiria?)
 
59 Paolo va a Gerusalemme
 
59 Paolo prigioniero a Cesarea (fino al 61)
 
60 Festo governatore della Giudea (fino al 62)
 
61 Appello a Cesare e partenza a Roma
 
62 Arrivo a Roma
 
62 Paolo prigioniero a Roma
 
62 Efesini, Filippesi, Colossesi, Filemone
 
62 Martirio di Giacomo, fratello di Gesù
 
64 Paolo liberato da prigione?
 
64-66 Tito, 1 e 2 Timoteo
 
66 Martiri di Paolo e Pietro a Roma?Rivolta dei Giudei contro i Romani
 
70 Caduta di Gerusalemme
 
81 Persecuzione sotto Domiziano (fino al 96)
 
100? Morte di Giovanni l’apostolo
 
 
Seconda cronologia:
 
4500 Fine del Neolitico. Inizia l'età dei metalli. I Sumeri migrano nella bassa Mesopotamia
 
3500  Sorgono le prime civiltà monumentali. Primi acquedotti sumerici. I due regni in Egitto. Invenzione della scrittura
 
3000 Narmer. Riunificazione dell'Egitto. Gilgamesh. Zoser. Piramide di Saqqara. Imperatori cinesi leggendari
 
2500 Vengono costruiti i palazzi di Creta. Cheope. Piramidi di Gizah. Sargon. Gli  Accadi riunificano la Mesopotamia. Apogeo dei Minoici a Creta. In Egitto sorge il regno medio
 
2000 Tramonto della civiltà sumerica
 
1900 Acme di Moenjo-Daro e Harappa (India)
 
1800 Terah Abramo, Isacco
 
1700 Giacobbe. Hammurabi re di Babilonia. Giuseppe. Gli Hyksos invadono l'Egitto
 
1600   Fine della civiltà cretese
 
1500 Gli Ebrei schiavi in Egitto. Sinuhe. Il Nuovo regno egiziano
 
1400 Echnaton.  L'"esodo-espulsione"
 
1300 Mosè. L'"esodo-fuga" . Giosuè. Conquista di Canaan
 
1200  I Filistei in Palestina
 
1100 Debora, Sansone. I Giudici
 
1000 Samuele, Saul. Davide. Massima espansione del regno d'Israele
 
900 Salomone. Scisma Giuda-Israele
 
800 Elia, Eliseo. La dinastia di Omri in Samaria. Profetismo
 
700 Ezechia, Isaia. Crolla Israele. Apogeo dell'Assiria. Giosia. Riforma religiosa in Giuda
 
600 Crolla Gerusalemme. La cattività babilonese. Esdra, Zorobabele. Editto di Ciro. Ritorno dall'esilio
 
500 Neemia. Ricostruzione del tempio. Ester
 
400 Editto di Artaserse. Alessandro Magno in Palestina
 
300 Giuditta? Codificazione del Pentateuco
 
200  Giuda Maccabeo. Guerre maccabaiche
 
100 Gli Asmonei
 
37 a.C. Filone Alessandrino. Erode regna sulla Palestina
 
0 Gesù di Nazareth
 
70d.C. Tito espugna Gerusalemme
 
100 Bar Kokhba. Gli Ebrei scacciati dalla Palestina
 
200 Tertulliano. Grande persecuzione di Diocleziano
 
300 Editto di Milano. Sant'Ambrogio. Editto di Tessalonica
 
400 San Girolamo, Sant'Agostino. Caduta dell'impero d'occidente
 
500 I Persiani devastano la Palestina. S. Gregorio Magno   
 
600 L'Islam. Omar conquista Gerusalemme
 
Signore del tempo è Dio. È Lui dall’alto dei cieli che stabilisce quando un tempo può dirsi compiuto. Quando questo accade, allora tutta la storia si muove perché la profezia di Dio si compie.
 
Finché il tempo non è compiuto, la storia rimane come paralizzata, vive senza alcun movimento particolare, scorre e trascorre senza apparenti novità.
 
Poiché i figli di Israele dovevano crescere di numero e moltiplicarsi fino a divenire un grande popolo, ora che il popolo è stato costituito, è il tempo che ritorni nella terra di Canaan.
 
In questi quattrocentotrenta anni è come se Dio non ci fosse, perché vi è l’assenza, dopo Giuseppe, di persone particolari, speciali, straordinarie, testimoni della sua presenza nella loro vita.
 
C’è Dio. Manca l’uomo. Quando manca l’uomo è come se Dio fosse totalmente assente.
 
Dio, per un mistero insondabile e inconoscibile, ha deciso di salvare l’uomo per mezzo dell’uomo. Ha stabilito con decreto eterno di essere dell’uomo: luce, verità, grazia, sapienza, saggezza, intelligenza, ogni altro dono celeste, ma sempre per mezzo  dell’uomo. Dio si dona all’uomo per mezzo dell’uomo.
 
Non chiama però tutti. Ne chiama uno per i molti e lo costituisce suo tramite, profeta, messaggero, inviato, strumento della sua misericordia.
 
Il chiamato è presenza visibile di Dio in mezzo ai suoi fratelli. Attraverso di lui il Signore parla, agisce, opera, si rivela, si manifesta ai molti.
 
La Genesi ci ha mostrato alcuni di questi uomini: Noè, Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe.
 
Poi per quasi quattrocentotrent’anni è come se Dio non avesse più chiamato, fosse rimasto chiuso nel suo Cielo, si fosse assentato dai figli di Israele.
 
Se manca l’uomo, strumento, messaggero, inviato, ministro di Dio, suo profeta, non c’è Storia Sacra. C’è storia profana, ma non di certo sacra. Manca la presenza visibile del nostro Dio in mezzo alla comunità degli uomini.
 
La Storia Sacra è fatta da Dio sempre, ma sempre attraverso il suo strumento umano, che agisce ed opera in suo nome, sotto la sua autorità.
 
La Bibbia conosce di questi buchi. Ignoriamo il perché. Ma essi esistono. Esistono sempre quando vi è l’assenza di un profeta o di un messaggero del Signore.
 
Da questo istante il Signore ritorna a lavorare per mezzo di singole persone, che Lui sceglie e che Lui “si forma, si crea, si plasma”.
 
La storia della salvezza è sempre portata innanzi attraverso questi uomini particolari. Sono loro che devono condurre a Dio l’universalità degli altri uomini. Così lavora il Signore.
 
Dove vi è assenza della persona particolare, specifica, singolare, che rende visibile Dio, Cristo, lo Spirito Santo in mezzo alla comunità degli uomini, lì non vi è vera storia di salvezza. Manca la presenza visibile del nostro Dio e Signore.
 
Questo vale per la Chiesa universale, per la Diocesi, la Parrocchia, ogni altra Comunità, la stessa famiglia. In ognuno di queste realtà si deve respirare la presenza visibile di Dio.
 
Perché noi possiamo vivere dobbiamo sempre “respirare” Lui, l’ossigeno eterno della nostra umana esistenza. Ma per “respirare” Lui occorre che la sua presenza sia visibile, udibile, tangibile.
 
Lui ha spirato dentro di noi l’alito della vita. Il nostro alito viene da Lui. Lui dobbiamo sempre “respirare” se vogliamo rimanere in vita.
 
Questo però deve avvenire attraverso l’uomo, il cristiano, il discepolo di Gesù, che è già pieno del “Respiro di Dio” che è il suo Santo Spirito, o il Suo Santo Soffio di vita eterna che è Dio stesso nella sua Terza Persona.
 
In fondo è chiesto al cristiano di essere strumento dello Spirito del Signore allo stesso modo che lo è stato Cristo Gesù, non però in modo autonomo e distaccato, ma sempre in Cristo, con Cristo, per Cristo, nella sua Comunità, che è la Chiesa.
 
Quanto è avvenuto nel Cenacolo il giorno della Pasqua, deve avvenire per mezzo di ogni cristiano.
 
19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». 22Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». (Gv 20,19-23).
 
Tuttavia questo mai potrà avvenire, se non avviene nel cristiano ciò che è avvenuto in Cristo Gesù il giorno della sua morte in croce.
 
28Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». 29Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. 30Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
 
31Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. 32Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. 33Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, 34ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. 35Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. 36Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. 37E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. (Gv 19,28-37).
 
È questo il lavoro della Chiesa, lo stesso che un tempo fu di Dio durante tutto l’Antico Testamento, fu di Cristo Gesù, nella sua vita pubblica, è stato ed è tuttora l’opera dello Spirito Santo.
 
La Chiesa non solo deve essere la visibilità di Cristo Gesù in mezzo al mondo, deve essere anche lo strumento umano per formare persone che siano la presenza di Gesù Signore in mezzo ai loro fratelli.
 
Come Cristo ha formato i Dodici Apostoli per essere sua presenza viva nel mondo, così la Chiesa deve formare persone che siano presenza viva di se stessa, che è presenza viva di Cristo Gesù, in mezzo agli uomini.
 
Alcune espressioni del Nuovo Testamento meritano una particolare attenzione.
 
E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito (1Cor 12, 13).
 
… che i Gentili cioè sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo, e ad essere partecipi della promessa per mezzo del vangelo (Ef 3, 6).
 
Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! (1Cor 6, 15).
 
Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte (1Cor 12, 27).
 
Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono (2Cor 2, 15).
 
Noi non siamo infatti come quei molti che mercanteggiano la parola di Dio, ma con sincerità e come mossi da Dio, sotto il suo sguardo, noi parliamo in Cristo (2Cor 2, 17).
 
E' noto infatti che voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei vostri cuori (2Cor 3, 3).
 
Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove (2Cor 5, 17).
 
Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me (Gal 2, 20).
 
O stolti Gàlati, chi mai vi ha ammaliati, proprio voi agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso? (Gal 3, 1).
 
… poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo (Gal 3, 27).
 
Non c'è più Giudeo né Greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù (Gal 3, 28).
 
… figlioli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore finché non sia formato Cristo in voi! (Gal 4, 19).
 
Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri (Gal 5, 24).
 
Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo (Gal 6, 14).
 
… secondo la mia ardente attesa e speranza che in nulla rimarrò confuso; anzi nella piena fiducia che, come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia (Fil 1, 20).
 
Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno (Fil 1, 21).
 
Se pertanto siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché lasciarvi imporre, come se viveste ancora nel mondo, dei precetti quali… (Col 2, 20).
 
Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio (Col 3, 1).
 
Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! (Col 3, 3).
 
Siamo diventati infatti partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda sino alla fine la fiducia che abbiamo avuta da principio (Eb 3, 14).
 
E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore (2Cor 3, 18).
 
Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura (Col 1, 15).
 
… e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore (Col 3, 10).
 
… ma ad immagine del Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta (1Pt 1, 15).
 
Si può essere presenza viva di Cristo Signore nel mondo ad una condizione: che il discepolo di Gesù si lasci pienamente trasformare fino a divenire perfetta immagine di Cristo, oggi, in questo tempo.
 
Quando la Chiesa omette questa trasformazione nei suoi figli, è il Signore stesso che dall’Alto irrompe, chiama, trasforma, invia, manda.
 
Così Dio si rivela e si manifesta come il vero Realizzatore della salvezza sulla nostra terra. Questo avviene anche quando la Chiesa nei suoi uomini è incapace di prendere decisioni attuali di vera redenzione dell’umanità.
 
Dio sempre precede, accompagna, segue, ispira, conduce la Chiesa perché possa essere sempre strumento efficace di vera salvezza.
 
L’Esodo ci rivela quanto importante e quanto indispensabile e necessaria sia l’opera di un uomo, dell’uomo, riguardo alla salvezza di tutti.
 
Per mezzo di uno Dio realizza la liberazione della moltitudine. Per mezzo di uno Dio costituisce la moltitudine in unità.
 
Questa “metodologia” o “via divina” mai dovrà essere trascurata nella pastorale. I molti senza l’uno mai diverranno unità. L’unità senza l’uno si disgregherà e diverrà nuovamente moltitudine.
 
 
Oppressione da parte del faraone
 
 
 
8Allora sorse sull’Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe.
 
La chiave di lettura, interpretazione, comprensione del mistero della storia è una sola: la sapienza, l’intelligenza, la saggezza, l’onniscienza di Dio.
 
Le vie di Dio sono sempre indecifrabili, incomprensibili, misteriose.
 
Lo dice il Signore stesso.
 
                                    1O voi tutti assetati, venite all’acqua,
 
voi che non avete denaro, venite,
 
comprate e mangiate; venite, comprate
 
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
 
2Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
 
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
 
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
 
e gusterete cibi succulenti.
 
3Porgete l’orecchio e venite a me,
 
ascoltate e vivrete.
 
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
 
i favori assicurati a Davide.
 
4Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,
 
principe e sovrano sulle nazioni.
 
5Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
 
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
 
a causa del Signore, tuo Dio,
 
del Santo d’Israele, che ti onora.
 
6Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
 
invocatelo, mentre è vicino.
 
7L’empio abbandoni la sua via
 
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
 
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
 
e al nostro Dio che largamente perdona.
 
8Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
 
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
 
9Quanto il cielo sovrasta la terra,
 
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
 
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
 
10Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
 
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
 
senza averla fecondata e fatta germogliare,
 
perché dia il seme a chi semina
 
e il pane a chi mangia,
 
11così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
 
non ritornerà a me senza effetto,
 
senza aver operato ciò che desidero
 
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata.
 
12Voi dunque partirete con gioia,
 
sarete ricondotti in pace.
 
I monti e i colli davanti a voi eromperanno in grida di gioia
 
e tutti gli alberi dei campi batteranno le mani.
 
13Invece di spini cresceranno cipressi,
 
invece di ortiche cresceranno mirti;
 
ciò sarà a gloria del Signore,
 
un segno eterno che non sarà distrutto. (Is 55,1-13).
 
È venuto il tempo di far ritornare i figli di Israele nella terra di Canaan.
 
Questi però non sono un popolo. Non conoscono il Signore come lo hanno conosciuto Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe.
 
L’unità di un popolo è costituita dalla guida di un solo Re, allo stesso modo che un gregge è costituito in unità dalla conduzione di un solo pastore.
 
Dio è stato Pastore di Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe. Non è però pastore dei figli di Israele.
 
In Egitto loro si riconoscono diversi dagli altri, perché non Egiziani, perché discendenti di Abramo.
 
Non sono però un popolo. Sono forestieri. Non si governano da se stessi. Sono governati dal faraone.
 
Dio – ed è questo il vero mistero della storia che ci accingiamo a mettere in evidenza per quanto è possibile – proprio questa fa: attraverso quanto avverrà nella loro travagliata liberazione dovrà creare la fede in Lui nel cuore del suo popolo. Senza questa fede forte, sicura, radicata, stabile, duratura, invincibile, loro mai potranno divenire un popolo. Saranno solo una moltitudine, un gregge senza pastore. Saranno un ovile senza recinto. Ognuno potrà entrare, uscire a suo piacimento.
 
Creata la fede in Dio nel cuore di tutti, si crea anche il popolo con l’alleanza stipulata alle falde del Sinai.
 
Ora sappiamo che quando sparisce la fede, sparirà anche il popolo e quando la fede ricomparirà, ricomparirà anche il popolo.
 
Quale sarà la via migliore di tutte perché si crei la fede nel Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe nel cuore dei figli di Israele?
 
Questa via non la potrà mai stabilire, determinare, pensare un uomo. Questa via solo il Signore la potrà decidere e attuare.
 
Da dove iniziare perché si possa realizzare il fine da raggiungere?
 
Con i figli di Israele, oggi, in questa storia, comincia proprio dalla loro storia.
 
Loro stanno bene in Egitto.
 
Se stanno bene, a nessuno verrà il desiderio di ritornare nella terra di Canaan.
 
Il desiderio potrà nascere solo se essi cominceranno a stare male.
 
Ecco allora che il Signore inizia a sovvertire la loro condizione: da storia di bene in storia di sofferenza; da storia di libertà in storia di schiavitù; da storia di abbondanza in storia di privazione; da storia di signori in storia di oppressi; da storia in cui ognuno lavorava per sé e per la sua famiglia in storia in cui ognuno è obbligato a lavorare forzatamente per il faraone.
 
Dalla sofferenza nasce nel cuore il pensiero di Dio. Dal pensiero alla purissima fede ci sarà un lungo cammino da compiere.
 
Ma questo sarà il lavoro di Dio, non dell’uomo.
 
La Lettura anzitempo della parabola del Figliol prodigo potrebbe aiutarci ad entrare nel meccanismo delle vie di Dio, solo che queste sono sempre altre. Dio è infinito nella sapienza e nella saggezza. Infinite sono anche le sue vie.
 
La sofferenza, il niente, l’estrema povertà è una di queste vie.
 
11Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 12Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. 13Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. 14Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. 16Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. 17Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; 19non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. 20Si alzò e tornò da suo padre.
 
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 21Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. 22Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. 23Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
 
25Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 26chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. 27Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. 28Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. 29Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. 30Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. 31Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”». (Lc 15,11-32).
 
Alle vie di Dio nessuno mai si potrà abituare. Esse vanno sempre oltre la nostra intelligenza finita e limitata.
 
Dio è il Signore della storia. È sufficiente che Lui non faccia una cosa e subito tutta la storia si sovverte, cambia.
 
Un uomo è accolto da un altro uomo perché il Signore gli fa trovare grazia ai suoi occhi.
 
Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore (Gen 6, 8).
 
… dicendo: "Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo (Gen 18, 3).
 
Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia (Gen 19, 19).
 
Gli disse Labano: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi... Per divinazione ho saputo che il Signore mi ha benedetto per causa tua" (Gen 30, 27).
 
Sono venuto in possesso di buoi, asini e greggi, di schiavi e schiave. Ho mandato ad informarne il mio signore, per trovare grazia ai suoi occhi" (Gen 32, 6).
 
Domandò ancora: "Che è tutta questa carovana che ho incontrata?". Rispose: "E' per trovar grazia agli occhi del mio signore" (Gen 33, 8).
 
Ma Giacobbe disse: "No, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, accetta dalla mia mano il mio dono, perché appunto per questo io sono venuto alla tua presenza, come si viene alla presenza di Dio, e tu mi hai gradito (Gen 33, 10).
 
Disse allora Esaù: "Almeno possa lasciare con te una parte della gente che ho con me!". Rispose: "Ma perché? Possa io solo trovare grazia agli occhi del mio signore!" (Gen 33, 15).
 
Sichem disse ancora al padre e ai fratelli di lei: "Possa io trovare grazia agli occhi vostri; vi darò quel che mi direte (Gen 34, 11).
 
Così Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e divenne suo servitore personale; anzi quegli lo nominò suo maggiordomo e gli diede in mano tutti i suoi averi (Gen 39, 4).
 
Ma il Signore fu con Giuseppe, gli conciliò benevolenza e gli fece trovare grazia agli occhi del comandante della prigione (Gen 39, 21).
 
Egli alzò gli occhi e guardò Beniamino, suo fratello, il figlio di sua madre, e disse: "E' questo il vostro fratello più giovane, di cui mi avete parlato?" e aggiunse: "Dio ti conceda grazia, figlio mio!" (Gen 43, 29).
 
Gli risposero: "Ci hai salvato la vita! Ci sia solo concesso di trovar grazia agli occhi del mio signore e saremo servi del faraone!" (Gen 47, 25).
 
Quando fu vicino il tempo della sua morte, Israele chiamò il figlio Giuseppe e gli disse: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, metti la mano sotto la mia coscia e usa con me bontà e fedeltà: non seppellirmi in Egitto! (Gen 47, 29).
 
Passati i giorni del lutto, Giuseppe parlò alla casa del faraone: "Se ho trovato grazia ai vostri occhi, vogliate riferire agli orecchi del faraone queste parole (Gen 50, 4).
 
Farò sì che questo popolo trovi grazia agli occhi degli Egiziani: quando partirete, non ve ne andrete a mani vuote (Es 3, 21).
 
Mosè disse al Signore: "Vedi, tu mi ordini: Fa’ salire questo popolo, ma non mi hai indicato chi manderai con me; eppure hai detto: Ti ho conosciuto per nome, anzi hai trovato grazia ai miei occhi (Es 33, 12).
 
Ora, se davvero ho trovato grazia ai tuoi occhi, indicami la tua via, così che io ti conosca, e trovi grazia ai tuoi occhi; considera che questa gente è il tuo popolo" (Es 33, 13).
 
Come si saprà dunque che ho trovato grazia ai tuoi occhi, io e il tuo popolo, se non nel fatto che tu cammini con noi? Così saremo distinti, io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono sulla terra" (Es 33, 16).
 
Disse il Signore a Mosè: "Anche quanto hai detto io farò, perché hai trovato grazia ai miei occhi e ti ho conosciuto per nome" (Es 33, 17).
 
Rispose: "Farò passare davanti a te tutto il mio splendore e proclamerò il mio nome: Signore, davanti a te. Farò grazia a chi vorrò far grazia e avrò misericordia di chi vorrò aver misericordia" (Es 33, 19).
 
Il Signore passò davanti a lui proclamando: "Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di fedeltà (Es 34, 6).
 
Disse: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, mio Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità" (Es 34, 9).
 
Mosè disse al Signore: "Perché hai trattato così male il tuo servo? Perché non ho trovato grazia ai tuoi occhi, tanto che tu mi hai messo addosso il carico di tutto questo popolo? (Nm 11, 11).
 
Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire, se ho trovato grazia ai tuoi occhi; io non veda più la mia sventura!" (Nm 11, 15).
 
Aggiunsero: "Se abbiamo trovato grazia ai tuoi occhi, sia concesso ai tuoi servi il possesso di questo paese: non ci far passare il Giordano" (Nm 32, 5).
 
quando il Signore tuo Dio le avrà messe in tuo potere e tu le avrai sconfitte, le voterai allo sterminio; non farai con esse alleanza né farai loro grazia (Dt 7, 2).
 
Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che essa non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa (Dt 24, 1).
 
Infatti era per disegno del Signore che il loro cuore si ostinasse nella guerra contro Israele, per votarli allo sterminio, senza che trovassero grazia, e per annientarli, come aveva comandato il Signore a Mosè (Gs 11, 20).
 
Gli esploratori videro un uomo che usciva dalla città e gli dissero: "Insegnaci una via di accesso alla città e noi ti faremo grazia" (Gdc 1, 24).
 
Gli disse allora: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che proprio tu mi parli (Gdc 6, 17).
 
Rut, la Moabita, disse a Noemi: "Lasciami andare per la campagna a spigolare dietro a qualcuno agli occhi del quale avrò trovato grazia". Le rispose: "Và, figlia mia" (Rt 2, 2).
 
Allora Rut si prostrò con la faccia a terra e gli disse: "Per qual motivo ho trovato grazia ai tuoi occhi, così che tu ti interessi di me che sono una straniera?" (Rt 2, 10).
 
Essa gli disse: "Possa io trovar grazia ai tuoi occhi, o mio signore! Poiché tu mi hai consolata e hai parlato al cuore della tua serva, benché io non sia neppure come una delle tue schiave" (Rt 2, 13).
 
Essa replicò: "Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi". Poi la donna se ne andò per la sua via e il suo volto non fu più come prima (1Sam 1, 18).
 
Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho chiesto (1Sam 1, 27).
 
E Saul mandò a dire a Iesse: "Rimanga Davide con me, perchè ha trovato grazia ai miei occhi" (1Sam 16, 22).
 
Ma Davide giurò ancora: "Tuo padre sa benissimo che ho trovato grazia ai tuoi occhi e dice: Giònata non deve sapere questa cosa perchè si angustierebbe. Ma, per la vita del Signore e per la tua vita, c'è un sol passo tra me e la morte" (1Sam 20, 3).
 
Mi ha detto: Lasciami andare, perchè abbiamo in città il sacrificio di famiglia e mio fratello me ne ha fatto un obbligo. Se dunque ho trovato grazia ai tuoi occhi, lasciami libero, perchè possa vedere i miei fratelli. Per questo non è venuto alla tavola del re" (1Sam 20, 29).
 
Interroga i tuoi uomini e ti informeranno. Questi giovani trovino grazia ai tuoi occhi, perchè siamo giunti in un giorno lieto. D , ti prego, quanto puoi dare ai tuoi servi e al tuo figlio Davide" (1Sam 25, 8).
 
Davide disse ad Achis: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, mi sia concesso un luogo in una città del tuo territorio dove io possa abitare. Perchè dovrà stare il tuo servo presso di te nella tua città reale?" (1Sam 27, 5).
 
Ioab si gettò con la faccia a terra, si prostrò, benedisse il re e disse: "Oggi il tuo servo sa di aver trovato grazia ai tuoi occhi, re mio signore, poiché il re ha fatto quello che il suo servo gli ha chiesto" (2Sam 14, 22).
 
Appena ieri sei arrivato e oggi ti farei errare con noi, mentre io stesso vado dove capiterà di andare? Torna indietro e riconduci con te i tuoi fratelli; siano con te la grazia e la fedeltà al Signore!" (2Sam 15, 20).
 
Il re disse a Zadok: "Riporta in città l'arca di Dio! Se io trovo grazia agli occhi del Signore, egli mi farà tornare e me la farà rivedere insieme con la sua Dimora (2Sam 15, 25).
 
Il re disse a Ziba: "Quanto appartiene a Merib-Baal è tuo". Ziba rispose: "Mi prostro! Possa io trovar grazia ai tuoi occhi, re mio signore!" (2Sam 16, 4).
 
Egli concede una grande vittoria al suo re, la grazia al suo consacrato, a Davide e ai suoi discendenti per sempre" (2Sam 22, 51).
 
e disse: "Ho una piccola grazia da chiederti; non me la negare". Il re le rispose: "Chiedi, madre mia, non ti respingerò" (1Re 2, 20).
 
Adad trovò grazia agli occhi del faraone, che gli diede in moglie una sua cognata, la sorella della regina Tafni (1Re 11, 19).
 
Ora nell'anno trentasette della deportazione di Ioiachìn, re di Giuda, nel decimosecondo mese, il ventisette del mese, Evil-Merodach re di Babilonia, nell'anno in cui divenne re, fece grazia a Ioiachìn re di Giuda e lo fece uscire dalla prigione (2Re 25, 27).
 
Lodate il Signore, perché è buono, perché la sua grazia dura sempre (1Cr 16, 34).
 
Con loro erano Eman, Idutun e tutti gli altri scelti e designati per nome perché lodassero il Signore, perché la sua grazia dura sempre (1Cr 16, 41).
 
… avvenne che, quando i suonatori e i cantori fecero udire all'unisono la voce per lodare e celebrare il Signore e il suono delle trombe, dei cembali e degli altri strumenti si levò per lodare il Signore perché è buono, perché la sua grazia dura sempre, allora il tempio si riempì di una nube, cioè della gloria del Signore (2Cr 5, 13).
 
Tutti gli Israeliti, quando videro scendere il fuoco e la gloria del Signore sul tempio, si prostrarono con la faccia a terra sul pavimento, adorarono e celebrarono il Signore perché è buono, perché la sua grazia dura sempre (2Cr 7, 3).
 
I sacerdoti attendevano al servizio; i leviti con tutti gli strumenti musicali, fatti dal re Davide, celebravano il Signore, perché la sua grazia dura sempre, eseguendo le laudi composte da Davide. I sacerdoti suonavano le trombe di fronte ai leviti, mentre tutti gli Israeliti stavano in piedi (2Cr 7, 6).
 
Quindi, consigliatosi con il popolo, mise i cantori del Signore, vestiti con paramenti sacri, davanti agli uomini in armi, perché lodassero il Signore dicendo: Lodate il Signore, perché la sua grazia dura sempre (2Cr 20, 21).
 
Ora, da poco, il nostro Dio ci ha fatto una grazia: ha liberato un resto di noi, dandoci un asilo nel suo luogo santo, e così il nostro Dio ha fatto brillare i nostri occhi e ci ha dato un pò di sollievo nella nostra schiavitù (Esd 9, 8).
 
… e poi risposi al re: "Se piace al re e se il tuo servo ha trovato grazia ai suoi occhi, mandami in Giudea, nella città dove sono i sepolcri dei miei padri, perché io possa ricostruirla" (Ne 2, 5).
 
Poi, prima di unirti con essa, alzatevi tutti e due a pregare. Supplicate il Signore del cielo perché venga su di voi la sua grazia e la sua salvezza. Non temere: essa ti è stata destinata fin dall'eternità. Sarai tu a salvarla. Ti seguirà e penso che da lei avrai figli che saranno per te come fratelli. Non stare in pensiero" (Tb 6, 18).
 
Gli altri intanto erano usciti e avevano chiuso la porta della camera. Tobia si alzò dal letto e disse a Sara: "Sorella, alzati! Preghiamo e domandiamo al Signore che ci dia grazia e salvezza" (Tb 8, 4).
 
Tu sei benedetto, perché hai avuto compassione dei due figli unici. Concedi loro, Signore, grazia e salvezza e falli giungere fino al termine della loro vita in mezzo alla gioia e alla grazia" (Tb 8, 17).
 
Perché, per la vita di Nabucodònosor, re di tutta la terra, e per la potenza di lui che ti ha inviato a riordinare ogni essere vivente, non gli uomini soltanto per mezzo tuo lo servono, ma anche le bestie selvatiche e gli armenti e gli uccelli del cielo vivranno in grazia della tua forza per l'onore di Nabucodònosor e di tutta la sua casa (Gdt 11, 7).
 
Il re amò Ester più di tutte le altre donne ed essa trovò grazia e favore agli occhi di lui più di tutte le altre vergini. Egli le pose in testa la corona regale e la fece regina al posto di Vasti (Est 2, 17).
 
… gli diede anche una copia dell'editto promulgato a Susa per il loro sterminio, perché lo mostrasse a Ester, la informasse di tutto e le ordinasse di presentarsi al re per domandargli grazia e per intercedere in favore del suo popolo (Est 4, 8).
 
… se ho trovato grazia agli occhi del re e se piace al re di concedermi quello che chiedo e di soddisfare il mio desiderio, venga il re con Amàn anche domani al banchetto che io preparerò loro e io risponderò alla domanda del re" (Est 5, 8).
 
Allora la regina Ester rispose: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, o re, e se così piace al re, la mia richiesta è che mi sia concessa la vita e il mio desiderio è che sia risparmiato il mio popolo (Est 7, 3).
 
Il re incollerito si alzò dal banchetto e uscì nel giardino della reggia, mentre Amàn rimase per chiedere la grazia della vita alla regina Ester, perché vedeva bene che da parte del re la sua rovina era decisa (Est 7, 7).
 
… e disse: "Se così piace al re, se io ho trovato grazia ai suoi occhi, se la cosa gli par giusta e se io gli sono gradita, si scriva per revocare i documenti scritti, macchinazione di Amàn figlio di Hammedàta, l'Agaghita, in cui si ordina di far perire i Giudei che sono in tutte le province del re (Est 8, 5).
 
Di ritorno cantavano e innalzavano benedizioni al cielo " perché egli è buono e la sua grazia dura sempre " (1Mac 4, 24).
 
Subito alcuni compagni di Eliodòro pregarono Onia che supplicasse l'Altissimo e impetrasse la grazia della vita a costui che stava irrimediabilmente esalando l'ultimo respiro (2Mac 3, 31).
 
Poiché egli ha detto: "Non giova all'uomo essere in buona grazia con Dio" (Gb 34, 9).
 
Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni (Sal 22, 6).
 
Tutti i sentieri del Signore sono verità e grazia per chi osserva il suo patto e i suoi precetti (Sal 24, 10).
 
Esulterò di gioia per la tua grazia, perché hai guardato alla mia miseria, hai conosciuto le mie angosce (Sal 30, 8).
 
Benedetto il Signore, che ha fatto per me meraviglie di grazia in una fortezza inaccessibile (Sal 30, 22).
 
Molti saranno i dolori dell'empio, ma la grazia circonda chi confida nel Signore (Sal 31, 10).
 
Egli ama il diritto e la giustizia, della sua grazia è piena la terra (Sal 32, 5).
 
Ecco, l'occhio del Signore veglia su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia (Sal 32, 18).
 
Signore, sia su di noi la tua grazia, perché in te speriamo (Sal 32, 22).
 
Signore, la tua grazia è nel cielo, la tua fedeltà fino alle nubi (Sal 35, 6).
 
Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! Si rifugiano gli uomini all'ombra delle tue ali (Sal 35, 8).
 
Concedi la tua grazia a chi ti conosce, la tua giustizia ai retti di cuore (Sal 35, 11).
 
Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore, la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato. Non ho nascosto la tua grazia e la tua fedeltà alla grande assemblea (Sal 39, 11).
 
Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia, la tua fedeltà e la tua grazia mi proteggano sempre (Sal 39, 12).
 
Di giorno il Signore mi dona la sua grazia di notte per lui innalzo il mio canto: la mia preghiera al Dio vivente (Sal 41, 9).
 
Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo, sulle tue labbra è diffusa la grazia, ti ha benedetto Dio per sempre (Sal 44, 3).
 
Nel tuo amore fa grazia a Sion, rialza le mura di Gerusalemme (Sal 50, 20).
 
Mandi dal cielo a salvarmi dalla mano dei miei persecutori, Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia (Sal 56, 4).
 
La grazia del mio Dio mi viene in aiuto, Dio mi farà sfidare i miei nemici (Sal 58, 11).
 
Ma io canterò la tua potenza, al mattino esalterò la tua grazia perché sei stato mia difesa, mio rifugio nel giorno del pericolo (Sal 58, 17).
 
Regni per sempre sotto gli occhi di Dio; grazia e fedeltà lo custodiscano (Sal 60, 8).
 
Una parola ha detto Dio, due ne ho udite: il potere appartiene a Dio, tua, Signore, è la grazia (Sal 61, 12).
 
Poiché la tua grazia vale più della vita, le mie labbra diranno la tua lode (Sal 62, 4).
 
Rispondimi, Signore, benefica è la tua grazia; volgiti a me nella tua grande tenerezza (Sal 68, 17).
 
Poiché sole e scudo è il Signore Dio; il Signore concede grazia e gloria, non rifiuta il bene a chi cammina con rettitudine (Sal 83, 12).
 
perché hai detto: "La mia grazia rimane per sempre"; la tua fedeltà è fondata nei cieli (Sal 88, 3).
 
Giustizia e diritto sono la base del tuo trono, grazia e fedeltà precedono il tuo volto (Sal 88, 15).
 
La mia fedeltà e la mia grazia saranno con lui e nel mio nome si innalzerà la sua potenza (Sal 88, 25).
 
Gli conserverò sempre la mia grazia, la mia alleanza gli sarà fedele (Sal 88, 29).
 
Ma non gli toglierò la mia grazia e alla mia fedeltà non verrò mai meno (Sal 88, 34).
 
Saziaci al mattino con la tua grazia: esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni (Sal 89, 14).
 
Quando dicevo: "Il mio piede vacilla", la tua grazia, Signore, mi ha sostenuto (Sal 93, 18).
 
salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia (Sal 102, 4).
 
Ma la grazia del Signore è da sempre, dura in eterno per quanti lo temono; la sua giustizia per i figli dei figli (Sal 102, 17).
 
Fece loro trovare grazia presso quanti li avevano deportati (Sal 105, 46).
 
Ma tu, Signore Dio,agisci con me secondo il tuo nome: salvami, perché buona è la tua grazia (Sal 108, 21).
 
Non a noi, Signore, non a noi,ma al tuo nome dá gloria,per la tua fedeltà, per la tua grazia. Ma al tuo nome dá gloria, per la tua fedeltà, per la tua grazia (Sal 114, 1).
 
Venga a me, Signore, la tua grazia, la tua salvezza secondo la tua promessa (Sal 118, 41).
 
Con tutto il cuore ti ho supplicato, fammi grazia secondo la tua promessa (Sal 118, 58).
 
Mi consoli la tua grazia, secondo la tua promessa al tuo servo (Sal 118, 76).
 
Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio (Sal 118, 149).
 
Vedi che io amo i tuoi precetti, Signore, secondo la tua grazia dammi vita (Sal 118, 159).
 
Ecco, dono del Signore sono i figli, è sua grazia il frutto del grembo (Sal 126, 3).
 
Strappa dal carcere la mia vita, perché io renda grazie al tuo nome: i giusti mi faranno corona quando mi concederai la tua grazia (Sal 141, 8).
 
Al mattino fammi sentire la tua grazia, poiché in te confido. Fammi conoscere la strada da percorrere, perché a te si innalza l'anima mia (Sal 142, 8).
 
Mia grazia e mia fortezza, mio rifugio e mia liberazione, mio scudo in cui confido, colui che mi assoggetta i popoli (Sal 143, 2).
 
Paziente e misericordioso è il Signore, lento all'ira e ricco di grazia (Sal 144, 8).
 
Il Signore si compiace di chi lo teme, di chi spera nella sua grazia (Sal 146, 11).
 
… saranno vita per te e grazia per il tuo collo (Pr 3, 22).
 
Dei beffardi egli si fa beffe e agli umili concede la grazia (Pr 3, 34).
 
Una corona di grazia porrà sul tuo capo, con un diadema di gloria ti cingerà" (Pr 4, 9).
 
Il Signore ama chi è puro di cuore e chi ha la grazia sulle labbra è amico del re (Pr 22, 11).
 
Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare (Pr 31, 30).
 
Come un nastro di porpora le tue labbra e la tua bocca è soffusa di grazia; come spicchio di melagrana la tua gota attraverso il tuo velo (Ct 4, 3).
 
Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell'amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti (Sap 3, 9).
 
Anche l'eunuco, la cui mano non ha commesso iniquità e che non ha pensato cose malvagie contro il Signore, riceverà una grazia speciale per la sua fedeltà, una parte più desiderabile nel tempio del Signore (Sap 3, 14).
 
… che la grazia e la misericordia sono per i suoi eletti e la protezione per i suoi santi (Sap 4, 15).
 
Quanto più sei grande, tanto più umìliati; così troverai grazia davanti al Signore (Sir 3, 18).
 
C'è una vergogna che porta al peccato e c'è una vergogna che è onore e grazia (Sir 4, 21).
 
La tua generosità si estenda a ogni vivente e al morto non negare la tua grazia (Sir 7, 33).
 
Un uomo senza grazia è un discorso inopportuno: è sempre sulla bocca dei maleducati (Sir 20, 19).
 
Il parlare dello stolto è come un fardello nel cammino, ma sulle labbra dell'intelligente si trova la grazia (Sir 21, 16).
 
La grazia di una donna allieta il marito, la sua scienza gli rinvigorisce le ossa (Sir 26, 13).
 
Grazia su Grazia è una donna pudica, non si può valutare il peso di un'anima modesta (Sir 26, 15).
 
Prima del tuono viene la folgore, la grazia precede l'uomo modesto (Sir 32, 10).
 
L'occhio desidera grazia e bellezza, ma più ancora di esse il verde dei campi (Sir 40, 22).
 
Allora sarai veramente pudico e troverai grazia presso chiunque (Sir 41, 27).
 
La loro discendenza resta fedele alle promesse e i loro figli in grazia dei padri (Sir 44, 12).
 
Dopo di lui sorse un figlio saggio, che, in grazia sua, ebbe un vasto regno (Sir 47, 12).
 
Eppure il Signore aspetta per farvi grazia, per questo sorge per aver pietà di voi, perché un Dio giusto è il Signore; beati coloro che sperano in lui! (Is 30, 18).
 
Popolo di Sion che abiti in Gerusalemme, tu non dovrai più piangere; a un tuo grido di supplica ti farà grazia; appena udrà, ti darà risposta (Is 30, 19).
 
Così dice il Signore: "Ha trovato grazia nel deserto un popolo di scampati alla spada; Israele si avvia a una quieta dimora" (Ger 31, 2).
 
… grida di gioia e grida di allegria, la voce dello sposo e quella della sposa e il canto di coloro che dicono: Lodate il Signore degli eserciti, perché è buono, perché la sua grazia dura sempre, portando sacrifici di ringraziamento nel tempio del Signore, perché ristabilirò la sorte di questo paese come era prima, dice il Signore (Ger 33, 11).
 
Ora, nell'anno trentasettesimo della deportazione di Ioiachin re di Giuda, nel decimosecondo mese, il venticinque del mese, Evil-Merodach re di Babilonia, nell'anno della sua ascesa al regno, fece grazia a Ioiachin re di Giuda e lo fece uscire dalla prigione (Ger 52, 31).
 
Pregate perché il Signore ci dia forza e illumini i nostri occhi e si possa vivere all'ombra di Nabucodònosor, re di Babilonia, e all'ombra del figlio Baldassàr e servirli per molti anni e trovar grazia ai loro occhi (Bar 1, 12).
 
Ascolta, Signore, la nostra preghiera, la nostra supplica, liberaci per il tuo amore e facci trovar grazia davanti a coloro che ci hanno deportati (Bar 2, 14).
 
Lodate il Signore, perché egli è buono, perché la sua grazia dura sempre (Dn 3, 89).
 
Benedite, fedeli tutti, il Dio degli dei, lodatelo e celebratelo, perché la sua grazia dura sempre" (Dn 3, 90).
 
… lottò con l'angelo e vinse, pianse e domandò grazia. Ritrovò Dio in Betel e là gli parlò (Os 12, 5).
 
Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito (Zc 12, 10).
 
Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te" (Lc 1, 28).
 
L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio (Lc 1, 30).
 
Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui (Lc 2, 40).
 
E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini (Lc 2, 52).
 
… e predicare un anno di grazia del Signore (Lc 4, 19).
 
Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: "Non è il figlio di Giuseppe?" (Lc 4, 22).
 
Costoro giunti da Gesù lo pregavano con insistenza: "Egli merita che tu gli faccia questa grazia, dicevano (Lc 7, 4).
 
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità (Gv 1, 14).
 
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia (Gv 1, 16).
 
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo (Gv 1, 17).
 
Dio lo ha innalzato con la sua destra facendolo capo e salvatore, per dare a Israele la grazia della conversione e il perdono dei peccati (At 5, 31).
 
Stefano intanto, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo (At 6, 8).
 
… e lo liberò da tutte le sue afflizioni e gli diede grazia e saggezza davanti al faraone re d'Egitto, il quale lo nominò amministratore dell'Egitto e di tutta la sua casa (At 7, 10).
 
Questi trovò grazia innanzi a Dio e domandò di poter trovare una dimora per il Dio di Giacobbe (At 7, 46).
 
Quando questi giunse e vide la grazia del Signore, si rallegrò e (At 11, 23).
 
Sciolta poi l'assemblea, molti Giudei e proseliti credenti in Dio seguirono Paolo e Barnaba ed essi, intrattenendosi con loro, li esortavano a perseverare nella grazia di Dio (At 13, 43).
 
Rimasero tuttavia colà per un certo tempo e parlavano fiduciosi nel Signore, che rendeva testimonianza alla predicazione della sua grazia e concedeva che per mano loro si operassero segni e prodigi (At 14, 3).
 
di qui fecero vela per Antiochia là dove erano stati affidati alla grazia del Signore per l'impresa che avevano compiuto (At 14, 26).
 
Noi crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati e nello stesso modo anche loro" (At 15, 11).
 
Paolo invece scelse Sila e partì, raccomandato dai fratelli alla grazia del Signore (At 15, 40).
 
Poiché egli desiderava passare nell'Acaia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di fargli buona accoglienza. Giunto là, fu molto utile a quelli che per opera della grazia erano divenuti credenti (At 18, 27).
 
Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di rendere testimonianza al messaggio della grazia di Dio (At 20, 24).
 
Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l'eredità con tutti i santificati (At 20, 32).
 
… dicendomi: Non temere, Paolo; tu devi comparire davanti a Cesare ed ecco, Dio ti ha fatto grazia di tutti i tuoi compagni di navigazione (At 27, 24).
 
Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell'apostolato per ottenere l'obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome (Rm 1, 5).
 
A quanti sono in Roma amati da Dio e santi per vocazione, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo (Rm 1, 7).
 
… ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù (Rm 3, 24).
 
Eredi quindi si diventa per la fede, perché ciò sia per grazia e così la promessa sia sicura per tutta la discendenza, non soltanto per quella che deriva dalla legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi (Rm 4, 16).
 
… per suo mezzo abbiamo anche ottenuto, mediante la fede, di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio (Rm 5, 2).
 
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini (Rm 5, 15).
 
E non è accaduto per il dono di grazia come per il peccato di uno solo: il giudizio partì da un solo atto per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute per la giustificazione (Rm 5, 16).
 
Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo (Rm 5, 17).
 
La legge poi sopraggiunse a dare piena coscienza della caduta, ma laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia (Rm 5, 20).
 
… perché come il peccato aveva regnato con la morte, così regni anche la grazia con la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore (Rm 5, 21).
 
Che diremo dunque? Continuiamo a restare nel peccato perché abbondi la grazia? (Rm 6, 1).
 
Il peccato infatti non dominerà più su di voi poiché non siete più sotto la legge, ma sotto la grazia (Rm 6, 14).
 
Che dunque? Dobbiamo commettere peccati perché non siamo più sotto la legge, ma sotto la grazia? E' assurdo! (Rm 6, 15).
 
Così anche al presente c'è un resto, conforme a un'elezione per grazia (Rm 11, 5).
 
E se lo è per grazia, non lo è per le opere; altrimenti la grazia non sarebbe più grazia (Rm 11, 6).
 
Per la grazia che mi è stata concessa, io dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto è conveniente, ma valutatevi in maniera da avere di voi un giusto concetto, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato (Rm 12, 3).
 
Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede (Rm 12, 6).
 
Tuttavia vi ho scritto con un pò di audacia, in qualche parte, come per ricordarvi quello che già sapete, a causa della grazia che mi è stata concessa da parte di Dio (Rm 15, 15).
 
Il Dio della pace stritolerà ben presto satana sotto i vostri piedi. La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con voi (Rm 16, 20).
 
… grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo (1Cor 1, 3).
 
Ringrazio continuamente il mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù (1Cor 1, 4).
 
… che nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo (1Cor 1, 7).
 
Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce (1Cor 3, 10).
 
Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me (1Cor 15, 10).
 
La grazia del Signore Gesù sia con voi. Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù! (1Cor 16, 23).
 
… grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo (2Cor 1, 2).
 
Con questa convinzione avevo deciso in un primo tempo di venire da voi, perchè riceveste una seconda grazia (2Cor 1, 15).
 
Tutto infatti è per voi, perché la grazia, ancora più abbondante ad opera di un maggior numero, moltiplichi l'inno di lode alla gloria di Dio (2Cor 4, 15).
 
E poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio (2Cor 6, 1).
 
Vogliamo poi farvi nota, fratelli, la grazia di Dio concessa alle Chiese della Macedonia (2Cor 8, 1).
 
… domandandoci con insistenza la grazia di prendere parte a questo servizio a favore dei santi (2Cor 8, 4).
 
Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà (2Cor 8, 9).
 
Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene (2Cor 9, 8).
 
… e pregando per voi manifesteranno il loro affetto a causa della straordinaria grazia di Dio effusa sopra di voi (2Cor 9, 14).
 
Ed egli mi ha detto: "Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza". Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo (2Cor 12, 9).
 
La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi (2Cor 13, 13).
 
Grazia a voi e pace da parte di Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo (Gal 1, 3).
 
Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo (Gal 1, 6).
 
Ma quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque (Gal 1, 15).
 
… e riconoscendo la grazia a me conferita, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Barnaba la loro destra in segno di comunione, perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi (Gal 2, 9).
 
Non annullo dunque la grazia di Dio; infatti se la giustificazione viene dalla legge, Cristo è morto invano (Gal 2, 21).
 
Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella legge; siete decaduti dalla grazia (Gal 5, 4).
 
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen (Gal 6, 18).
 
… grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo (Ef 1, 2).
 
… secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto (Ef 1, 6).
 
… nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia (Ef 1, 7).
 
… da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati (Ef 2, 5).
 
… per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù (Ef 2, 7).
 
Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio (Ef 2, 8).
 
… penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro beneficio (Ef 3, 2).
 
… del quale sono divenuto ministro per il dono della grazia di Dio a me concessa in virtù dell'efficacia della sua potenza (Ef 3, 7).
 
A me, che sono l'infimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia di annunziare ai Gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo (Ef 3, 8).
 
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo (Ef 4, 7).
 
La grazia sia con tutti quelli che amano il Signore nostro Gesù Cristo, con amore incorruttibile (Ef 6, 24).
 
Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo (Fil 1, 2).
 
E' giusto, del resto, che io pensi questo di tutti voi, perché vi porto nel cuore, voi che siete tutti partecipi della grazia che mi è stata concessa sia nelle catene, sia nella difesa e nel consolidamento del vangelo (Fil 1, 7).
 
… perché a voi è stata concessa la grazia non solo di credere in Cristo; ma anche di soffrire per lui (Fil 1, 29).
 
La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito (Fil 4, 23).
 
… ai santi e fedeli fratelli in Cristo che dimorano in Colossi grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro! (Col 1, 2).
 
… il quale è giunto a voi, come pure in tutto il mondo fruttifica e si sviluppa; così anche fra voi dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità (Col 1, 6).
 
Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito di sapienza, per sapere come rispondere a ciascuno (Col 4, 6).
 
Il saluto è di mia propria mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle mie catene. La grazia sia con voi (Col 4, 18).
 
Paolo, Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: grazia a voi e pace! (1Ts 1, 1).
 
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi (1Ts 5, 28).
 
… grazia a voi e pace da Dio Padre e dal Signore Gesù Cristo (2Ts 1, 2).
 
… perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo (2Ts 1, 12).
 
E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza (2Ts 2, 16).
 
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi (2Ts 3, 18).
 
… a Timòteo, mio vero figlio nella fede: grazia, misericordia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù Signore nostro (1Tm 1, 2).
 
… così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù (1Tm 1, 14).
 
… professando la quale taluni hanno deviato dalla fede. La grazia sia con voi! (1Tm 6, 21).
 
… al diletto figlio Timòteo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro (2Tm 1, 2).
 
Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia; grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dall'eternità (2Tm 1, 9).
 
Tu dunque, figlio mio, attingi sempre forza nella grazia che è in Cristo Gesù (2Tm 2, 1).
 
Il Signore Gesù sia con il tuo spirito. La grazia sia con voi! (2Tm 4, 22).
 
… a Tito, mio vero figlio nella fede comune: grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro salvatore (Tt 1, 4).
 
E' apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini (Tt 2, 11).
 
… perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna (Tt 3, 7).
 
Ti salutano tutti coloro che sono con me. Saluta quelli che ci amano nella fede. La grazia sia con tutti voi! (Tt 3, 15).
 
… grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo (Fm 1, 3).
 
La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito (Fm 1, 25).
 
Però quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli sperimentasse la morte a vantaggio di tutti (Eb 2, 9).
 
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno (Eb 4, 16).
 
Pensate quanto maggiore sarà castigo di cui sarà ritenuto meritevole chi avrà calpestato il Figlio di Dio e considerato profano quel sangue dell'alleanza dal quale è stato un giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia? (Eb 10, 29).
 
… vigilando che nessuno venga meno alla grazia di Dio. Non spunti né cresca alcuna radice velenosa in mezzo a voi, così che molti ne siano infettati (Eb 12, 15).
 
Perciò, poiché noi riceviamo in eredità un regno incrollabile, conserviamo questa grazia e per suo mezzo rendiamo a Dio un culto gradito a lui, con riverenza e timore (Eb 12, 28).
 
Non lasciatevi sviare da dottrine varie e peregrine, perché è bene che il cuore venga rinsaldato per mezzo della grazia, non di cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne usarono (Eb 13, 9).
 
Salutate tutti i vostri capi e tutti i santi. Vi salutano quelli d'Italia. La grazia sia con tutti voi (Eb 13, 24).
 
Ci dá anzi una grazia più grande; per questo dice: Dio resiste ai superbi; agli umili invece dá la sua grazia (Gc 4, 6).
 
… secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi del suo sangue: grazia e pace a voi in abbondanza (1Pt 1, 2).
 
Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti che profetizzarono sulla grazia a voi destinata (1Pt 1, 10).
 
Perciò, dopo aver preparato la vostra mente all'azione, siate vigilanti, fissate ogni speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si rivelerà (1Pt 1, 13).
 
E' una grazia per chi conosce Dio subire afflizioni, soffrendo ingiustamente (1Pt 2, 19).
 
E ugualmente voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così non saranno impedite le vostre preghiere (1Pt 3, 7).
 
Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio (1Pt 4, 10).
 
Ugualmente, voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perchè Dio resiste ai superbi, ma dá grazia agli umili (1Pt 5, 5).
 
E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, egli stesso vi ristabilirà, dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi renderà forti e saldi (1Pt 5, 10).
 
Vi ho scritto, come io ritengo, brevemente per mezzo di Silvano, fratello fedele, per esortarvi e attestarvi che questa è la vera grazia di Dio. In essa state saldi! (1Pt 5, 12).
 
… grazia e pace sia concessa a voi in abbondanza nella conoscenza di Dio e di Gesù Signore nostro (2Pt 1, 2).
 
… ma crescete nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo. A lui la gloria, ora e nel giorno dell'eternità. Amen! (2Pt 3, 18).
 
… grazia, misericordia e pace siano con noi da parte di Dio Padre e da parte di Gesù Cristo, Figlio del Padre, nella verità e nell'amore (2Gv 1, 3).
 
Si sono infiltrati infatti tra voi alcuni individui - i quali sono già stati segnati da tempo per questa condanna - empi che trovano pretesto alla loro dissolutezza nella grazia del nostro Dio, rinnegando il nostro unico padrone e signore Gesù Cristo (Gd 1, 4).
 
Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono (Ap 1, 4).
 
Colui che attesta queste cose dice: "Sì, verrò presto!". Amen. Vieni, Signore Gesù. La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. Amen! (Ap 22, 20).
 
La grazia del Signore è a fondamento di ogni relazione con Dio e con gli uomini, con il Cielo e con la terra, anche con il creato della materia.
 
Se Dio omette questa grazia e può ometterla per un fine suo proprio che noi non conosciamo, tutta la relazione si trasforma. Da storia di accoglienza diviene storia di allontanamento, persecuzione, schiavitù, timore, invidia, superbia.
 
Diviene storia di repulsione ed anche espulsione. In Egitto da storia di libertà si fa storia di schiavitù solamente perché Dio non ha fatto trovare grazia.
 
Ma anche il non far trovare grazia è la più grande grazia di Dio che in quel momento serve per il più grande bene della nostra vita.
 
Per grazia di Dio noi non troviamo grazia e la nostra storia è chiamata ad un’evoluzione, ad un cambiamento, ad una trasformazione verso il meglio, l’ottimo.
 
Per vedere però la non concessione della grazia come la più grande grazia di Dio occorrono occhi di fede. Occorre la stessa fede di Gesù sulla Croce. Altrimenti vi è il serio rischio di peccare contro il Signore e contro noi stessi.
 
La fede ci deve condurre a vedere la non grazia di Dio come la sua più grande grazia nei nostri confronti.
 
Noi vediamo l’attimo presente. Dio vede il nostro futuro. Noi non vediamo il bene più grande. Noi vediamo solo il bene relativo, il bene di un momento. Anzi molte volte non vediamo neanche il bene reale, ma solo quello immaginario, della fantasia, del cuore, del desiderio.
 
Bene reale e bene immaginario, bene totale e bene relativo, bene del momento e bene di tutta la vita non sono la stessa cosa.
 
Dio vede il bene reale, totale, di tutta la vita, vede il bene sommo e supremo per noi e secondo questo bene Egli sempre agisce ed opera.
 
Il bene più grande per i figli di Israele non è certo quello di rimanere in Egitto. Devono divenire un popolo libero. Dio dichiara che il tempo è compiuto. Essi devono lasciare l’Egitto.
 
Lo abbiamo già detto, lo diciamo una seconda volta, ribadendolo con più forza ed energia.
 
La libertà senza l’unità non è vera libertà. L’unità senza un capo supremo ben presto si sbriciola e diviene moltitudine immensa.
 
L’unità si regge su una sola verità: sulla conduzione di Dio del suo popolo.
 
Perché Dio possa condurre il suo popolo è necessario che sorga in ogni cuore la fede in Lui e soprattutto il timore di Lui, che non è paura, ma riverente ossequio, ascolto, obbedienza alla sua voce.
 
Tutto quanto avviene in Egitto da questo istante fino al momento dell’uscita, attraverso il mar Rosso, ha un solo scopo: creare la fede in Dio e nel suo strumento umano, Mosè, che sulla terra ha il posto di Dio.
 
Anticipando, ecco come questa fede viene cantata alla fine del percorso:
 
                 1Il Signore disse a Mosè: 2«Comanda agli Israeliti che tornino indietro e si accampino davanti a Pi‑Achiròt, tra Migdol e il mare, davanti a Baal‑Sefòn; di fronte a quel luogo vi accamperete presso il mare. 3Il faraone penserà degli Israeliti: “Vanno errando nella regione; il deserto li ha bloccati!”. 4Io renderò ostinato il cuore del faraone, ed egli li inseguirà; io dimostrerò la mia gloria contro il faraone e tutto il suo esercito, così gli Egiziani sapranno che io sono il Signore!». Ed essi fecero così.
 
5Quando fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del faraone e dei suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: «Che cosa abbiamo fatto, lasciando che Israele si sottraesse al nostro servizio?». 6Attaccò allora il cocchio e prese con sé i suoi soldati. 7Prese seicento carri scelti e tutti i carri d’Egitto con i combattenti sopra ciascuno di essi. 8Il Signore rese ostinato il cuore del faraone, re d’Egitto, il quale inseguì gli Israeliti mentre gli Israeliti uscivano a mano alzata. 9Gli Egiziani li inseguirono e li raggiunsero, mentre essi stavano accampati presso il mare; tutti i cavalli e i carri del faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito erano presso Pi‑Achiròt, davanti a Baal‑Sefòn.
 
10Quando il faraone fu vicino, gli Israeliti alzarono gli occhi: ecco, gli Egiziani marciavano dietro di loro! Allora gli Israeliti ebbero grande paura e gridarono al Signore. 11E dissero a Mosè: «È forse perché non c’erano sepolcri in Egitto che ci hai portati a morire nel deserto? Che cosa ci hai fatto, portandoci fuori dall’Egitto? 12Non ti dicevamo in Egitto: “Lasciaci stare e serviremo gli Egiziani, perché è meglio per noi servire l’Egitto che morire nel deserto”?». 13Mosè rispose: «Non abbiate paura! Siate forti e vedrete la salvezza del Signore, il quale oggi agirà per voi; perché gli Egiziani che voi oggi vedete, non li rivedrete mai più! 14Il Signore combatterà per voi, e voi starete tranquilli».
 
15Il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. 16Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. 17Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. 18Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».
 
19L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò dietro. 20Andò a porsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte.
 
21Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. 22Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. 23Gli Egiziani li inseguirono, e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro di loro in mezzo al mare.
 
24Ma alla veglia del mattino il Signore, dalla colonna di fuoco e di nube, gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. 25Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!».
 
26Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri». 27Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. 28Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l’esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. 29Invece gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra.
 
30In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani, e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; 31Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto, e il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo. (Es 14,1-31).
 
 
                 1Allora Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al Signore e dissero:
 
 
«Voglio cantare al Signore,
 
perché ha mirabilmente trionfato:
 
cavallo e cavaliere
 
ha gettato nel mare.
 
 
2Mia forza e mio canto è il Signore,
 
egli è stato la mia salvezza.
 
È il mio Dio: lo voglio lodare,
 
il Dio di mio padre: lo voglio esaltare!
 
 
3Il Signore è un guerriero,
 
Signore è il suo nome.
 
 
4I carri del faraone e il suo esercito
 
li ha scagliati nel mare;
 
i suoi combattenti scelti
 
furono sommersi nel Mar Rosso.
 
5Gli abissi li ricoprirono,
 
sprofondarono come pietra.
 
 
6La tua destra, Signore,
 
è gloriosa per la potenza,
 
la tua destra, Signore,
 
annienta il nemico;
 
 
7con sublime maestà
 
abbatti i tuoi avversari,
 
scateni il tuo furore,
 
che li divora come paglia.
 
 
8Al soffio della tua ira
 
si accumularono le acque,
 
si alzarono le onde come un argine,
 
si rappresero gli abissi nel fondo del mare.
 
 
9Il nemico aveva detto:
 
“Inseguirò, raggiungerò,
 
spartirò il bottino,
 
se ne sazierà la mia brama;
 
sfodererò la spada,
 
li conquisterà la mia mano!”.
 
 
10Soffiasti con il tuo alito:
 
li ricoprì il mare,
 
sprofondarono come piombo
 
in acque profonde.
 
 
11Chi è come te fra gli dèi, Signore?
 
Chi è come te, maestoso in santità,
 
terribile nelle imprese,
 
autore di prodigi?
 
 
12Stendesti la destra:
 
li inghiottì la terra.
 
 
13Guidasti con il tuo amore
 
questo popolo che hai riscattato,
 
lo conducesti con la tua potenza
 
alla tua santa dimora.
 
 
14Udirono i popoli: sono atterriti.
 
L’angoscia afferrò gli abitanti della Filistea.
 
15Allora si sono spaventati i capi di Edom,
 
il pànico prende i potenti di Moab;
 
hanno tremato tutti gli abitanti di Canaan.
 
 
16Piómbino su di loro
 
paura e terrore;
 
per la potenza del tuo braccio
 
restino muti come pietra,
 
finché sia passato il tuo popolo, Signore,
 
finché sia passato questo tuo popolo,
 
che ti sei acquistato.
 
 
17Tu lo fai entrare e lo pianti
 
sul monte della tua eredità,
 
luogo che per tua dimora,
 
Signore, hai preparato,
 
santuario che le tue mani,
 
Signore, hanno fondato.
 
 
18Il Signore regni
 
in eterno e per sempre!».
 
 
19Quando i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri furono entrati nel mare, il Signore fece tornare sopra di essi le acque del mare, mentre gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare. 20Allora Maria, la profetessa, sorella di Aronne, prese in mano un tamburello: dietro a lei uscirono le donne con i tamburelli e con danze. 21Maria intonò per loro il ritornello:
 
 
«Cantate al Signore,
 
perché ha mirabilmente trionfato:
 
cavallo e cavaliere
 
ha gettato nel mare!».
 
 
22Mosè fece partire Israele dal Mar Rosso ed essi avanzarono verso il deserto di Sur. Camminarono tre giorni nel deserto senza trovare acqua. 23Arrivarono a Mara, ma non potevano bere le acque di Mara, perché erano amare. Per questo furono chiamate Mara. 24Allora il popolo mormorò contro Mosè: «Che cosa berremo?». 25Egli invocò il Signore, il quale gli indicò un legno. Lo gettò nell’acqua e l’acqua divenne dolce. In quel luogo il Signore impose al popolo una legge e un diritto; in quel luogo lo mise alla prova. 26Disse: «Se tu darai ascolto alla voce del Signore, tuo Dio, e farai ciò che è retto ai suoi occhi, se tu presterai orecchio ai suoi ordini e osserverai tutte le sue leggi, io non t’infliggerò nessuna delle infermità che ho inflitto agli Egiziani, perché io sono il Signore, colui che ti guarisce!».
 
27Poi arrivarono a Elìm, dove sono dodici sorgenti di acqua e settanta palme. Qui si accamparono presso l’acqua. (Es 15,1-27).
 
Seguiamo ora passo, passo l’opera del Signore nella sua finalità di fondare e creare la fede in Lui nel suo popolo.
 
Sorge in Egitto un faraone che non aveva conosciuto Giuseppe. Questo re non si ricorda di quanto Giuseppe aveva fatto per i suoi padri, salvandoli da una durissima carestia.
 
Essendo Giuseppe un estraneo per lui, estraneo diviene anche il popolo dei figli di Israele. Non solo vede il popolo con occhi estranei, lo vede anche come un possibile pericolo.
 
9Egli disse al suo popolo: «Ecco che il popolo dei figli d’Israele è più numeroso e più forte di noi.
 
Gli occhi del faraone non sono più illuminati dalla grazia di Dio. Sono occhi puramente e semplicemente umani.
 
Come vedono questi occhi di carne il popolo dei figli di Israele?
 
Lo vedono assai numeroso. Lo vedono grande. Lo vedono più forte.
 
Questa constatazione apre alla paura. Ecco in che termini:
 
10Cerchiamo di essere avveduti nei suoi riguardi per impedire che cresca, altrimenti, in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi partirà dal paese».
 
Non possiamo lasciarli crescere a dismisura.
 
Se loro crescono, diventeranno più numerosi di noi.
 
In caso di guerra, si uniranno ai nostri avversari, combatteranno contro di noi e noi soccomberemo.
 
Loro si prenderanno la loro libertà e noi saremo privati della loro opera.
 
Chi lavorerà per noi?
 
Se loro crescono, noi ci impoveriremo. Se loro diminuiscono, noi ci arricchiremo.
 
Occorre allora una politica avveduta, finalizzata, orientata a far sì che loro non crescano.
 
La domanda che urge porsi è questa: può la politica prendere decisioni sulla libertà della persona? Può costringere le persone ad agire contro il loro stesso bene primario? Può il bene di uno essere ostacolato a favore del bene di un altro, dal momento che tutte le persone godono della stessa libertà e dignità?
 
Mai la politica potrà intervenire su quello che è il bene primario della persona.
 
La politica è a servizio dei beni primari della persona. Mai potrà impedire che essi vengano vissuti. Mai ostacolare il loro sviluppo.
 
Non è il suo compito. Non è la sua finalità.
 
Sempre però la politica decide invece che la persona. Sempre si arroga questo diritto che non le compete.
 
La politica può intervenire su tutto ciò che non viola i beni primari della persona, quelli che oggi sono chiamati diritti non negoziabili. Sempre deve intervenire in favore di questi diritti inalienabili, perché vengano da tutti rispettati.
 
La politica è a servizio dell’uomo, non suo proprietario, suo arbitro assoluto.
 
Il faraone è  però senza il vero Dio. Senza il vero Dio sempre mancherà la verità dell’uomo.
 
La falsità diviene norma di verità e alla falsità tutto è lecito e tutto consentito.
 
Sono però decisioni bugiarde, menzognere, che mai potranno tenere conto della verità della persona umana, dal momento che questa verità non è conosciuta e neanche la si vuole conoscere.
 
Il mondo attuale ha rinnegato il vero Dio. Lo ha relegato nell’ambito del privato. Tutto ciò che è fuori delle mura domestiche è cosa pubblica e lì non c’è spazio per il Signore.
 
Qual è il risultato di questa decisione sciagurata?
 
Tutte le decisioni prese sulle relazioni tra le persone sono false, menzognere, bugiarde, mentitrici, di morte.
 
Il bene più grande di tutti gli uomini mai potrà essere costruito sul sacrificio del bene della singola persona.
 
Il bene più grande di tutti gli uomini è invece la somma del bene più grande di ogni singola persona.
 
11Perciò vennero imposti loro dei sovrintendenti ai lavori forzati, per opprimerli con le loro angherie, e così costruirono per il faraone le città‑deposito, cioè Pitom e Ramses.
 
Ecco la decisione avveduta del faraone e di tutta la sua corte.
 
Il popolo fu condannato ai lavori forzati.
 
Sopra il popolo già costretto a questi lavori disumani furono imposti dei sovrintendenti per opprimerlo con le loro angherie.
 
I figli di Israele sono costretti a costruire per il faraone le città-deposito.
 
Il lavoro è doppiamente disumano.
 
È disumano perché fatto sotto costrizione, imposizione, nella privazione di ogni libertà.
 
È disumano perché alla privazione di ogni libertà si aggiunge la vessazione con ogni angheria.
 
La finalità è una sola: decimare il popolo dei figli di Israele, facendoli soccombere sotto il pesante giogo della schiavitù fisica e spirituale.
 
Questa è purtroppo la politica di ieri, oggi e domani.
 
Cambiano le forme storiche. Rimane però inalterato il principio.
 
Il bene di uno deve esser costruito sul sacrificio del bene dell’altro, ad ogni costo, anche al costo dello sterminio di massa, anche al costo del terrore e della guerra senza alcuna legge morale.
 
Quando queste cose avvengono è il segno manifesto che Dio non governa con la sua verità il cuore dell’uomo.
 
12Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva, ed essi furono presi da spavento di fronte agli Israeliti.
 
La storia però non è in mano della politica.
 
In essa vi è un principio di vita che sfugge ad ogni controllo umano.
 
Nessun uomo ha il potere sulla creazione di Dio.
 
Il progetto del faraone fallisce. Si rivela inutile.
 
Non solo i figli di Israele non diminuiscono, crescono a dismisura.
 
Il loro numero è talmente grande da provocare spavento nel cuore degli Egiziani.
 
Gli Egiziani si sentono perduti, smarriti, già pensano di essere sconfitti.
 
Se l’uomo avesse un sano e vero discernimento, la storia sarebbe per lui un libro dal quale imparare la sua inutilità, inefficienza, vanità di ogni sua decisione presa contro la verità dell’uomo.
 
Diverrebbe umile, modesto. Saprebbe che ogni combattimento contro l’uomo alla fine è un combattimento perduto.
 
Vive un mistero nella storia che è sempre oltre il singolo uomo e tutti gli uomini, infinitamente oltre i despoti, gli usurpatori, coloro che legalizzano il male come strumento di progresso e di elevazione delle culture.
 
Una pagina di Abacuc potrà aiutarci a comprendere questo mistero ed entrare noi nell’umiltà di non pensarci governatori della storia e dell’uomo.
 
                                         1Oracolo ricevuto in visione dal profeta Abacuc.
 
             2Fino a quando, Signore, implorerò aiuto
 
             e non ascolti,
 
             a te alzerò il grido: «Violenza!»
 
             e non salvi?
 
             3Perché mi fai vedere l’iniquità
 
             e resti spettatore dell’oppressione?
 
             Ho davanti a me rapina e violenza
 
             e ci sono liti e si muovono contese.
 
             4Non ha più forza la legge
 
             né mai si afferma il diritto.
 
             Il malvagio infatti raggira il giusto
 
             e il diritto ne esce stravolto.
 
             5«Guardate fra le nazioni e osservate,
 
             resterete stupiti e sbalorditi:
 
             c’è chi compirà ai vostri giorni una cosa
 
             che a raccontarla non sarebbe creduta.
 
             6Ecco, io faccio sorgere i Caldei,
 
             popolo feroce e impetuoso,
 
             che percorre ampie regioni
 
             per occupare dimore non sue.
 
             7È feroce e terribile,
 
             da lui sgorgano
 
             il suo diritto e la sua grandezza.
 
             8Più veloci dei leopardi sono i suoi cavalli,
 
             più agili dei lupi di sera.
 
             Balzano i suoi cavalieri, sono venuti da lontano,
 
             volano come aquila che piomba per divorare.
 
             9Tutti, il volto teso in avanti,
 
             avanzano per conquistare.
 
             E con violenza
 
             ammassano i prigionieri come la sabbia.
 
             10Si fa beffe dei re,
 
             e dei capi se ne ride;
 
             si fa gioco di ogni fortezza:
 
             l’assedia e la conquista.
 
             11Poi muta corso come il vento e passa oltre:
 
             si fa un dio della propria forza!».
 
             12Non sei tu fin da principio, Signore,
 
             il mio Dio, il mio Santo?
 
             Noi non moriremo!
 
             Signore, tu lo hai scelto per far giustizia,
 
             l’hai reso forte, o Roccia, per punire.
 
             13Tu dagli occhi così puri
 
             che non puoi vedere il male
 
             e non puoi guardare l’oppressione,
 
             perché, vedendo i perfidi, taci,
 
             mentre il malvagio ingoia chi è più giusto di lui?
 
             14Tu tratti gli uomini come pesci del mare,
 
             come animali che strisciano e non hanno padrone.
 
             15Egli li prende tutti all’amo,
 
             li pesca a strascico,
 
             li raccoglie nella rete,
 
             e contento ne gode.
 
             16Perciò offre sacrifici alle sue sciàbiche
 
             e brucia incenso alle sue reti,
 
             perché, grazie a loro, la sua parte è abbondante
 
             e il suo cibo succulento.
 
             17Continuerà dunque a sguainare la spada
 
             e a massacrare le nazioni senza pietà? (ab 1,1-17).
 
 
                                    1Mi metterò di sentinella,
 
             in piedi sulla fortezza,
 
             a spiare, per vedere che cosa mi dirà,
 
             che cosa risponderà ai miei lamenti.
 
             2Il Signore rispose e mi disse:
 
             «Scrivi la visione
 
             e incidila bene sulle tavolette,
 
             perché la si legga speditamente.
 
             3È una visione che attesta un termine,
 
             parla di una scadenza e non mentisce;
 
             se indugia, attendila,
 
             perché certo verrà e non tarderà.
 
             4Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto,
 
             mentre il giusto vivrà per la sua fede».
 
             5La ricchezza rende perfidi;
 
             il superbo non sussisterà,
 
             spalanca come gli inferi le sue fauci
 
             e, come la morte, non si sazia,
 
             attira a sé tutte le nazioni,
 
             raduna per sé tutti i popoli.
 
             6Forse che tutti non lo canzoneranno,
 
             non faranno motteggi per lui?
 
             Diranno:
 
             «Guai a chi accumula ciò che non è suo,
 
             – e fino a quando? –
 
             e si carica di beni avuti in pegno!».
 
             7Forse che non sorgeranno a un tratto i tuoi creditori,
 
             non si sveglieranno e ti faranno tremare
 
             e tu diverrai loro preda?
 
             8Poiché tu hai saccheggiato molte genti,
 
             gli altri popoli saccheggeranno te,
 
             perché hai versato sangue umano
 
             e hai fatto violenza a regioni,
 
             alle città e ai loro abitanti.
 
             9Guai a chi è avido di guadagni illeciti,
 
             un male per la sua casa,
 
             per mettere il nido in luogo alto
 
             e sfuggire alla stretta della sventura.
 
             10Hai decretato il disonore alla tua casa:
 
             quando hai soppresso popoli numerosi
 
             hai fatto del male contro te stesso.
 
             11La pietra infatti griderà dalla parete
 
             e la trave risponderà dal tavolato.
 
             12Guai a chi costruisce una città sul sangue,
 
             ne pone le fondamenta sull’iniquità.
 
             13Non è forse volere del Signore degli eserciti
 
             che i popoli si affannino per il fuoco
 
             e le nazioni si affatichino invano?
 
             14Poiché la terra si riempirà della conoscenza
 
             della gloria del Signore,
 
             come le acque ricoprono il mare.
 
             15Guai a chi fa bere i suoi vicini
 
             mischiando vino forte per ubriacarli
 
             e scoprire le loro nudità.
 
             16Ti sei saziato d’ignominia, non di gloria.
 
             Bevi anche tu, e denùdati mostrando il prepuzio.
 
             Si riverserà su di te il calice della destra del Signore
 
             e la vergogna sopra il tuo onore,
 
             17poiché lo scempio fatto al Libano ricadrà su di te
 
             e il massacro degli animali ti colmerà di spavento,
 
             perché hai versato sangue umano
 
             e hai fatto violenza a regioni,
 
             alle città e ai loro abitanti.
 
             18A che giova un idolo
 
             scolpito da un artista?
 
             O una statua fusa o un oracolo falso?
 
             L’artista confida nella propria opera,
 
             sebbene scolpisca idoli muti.
 
             19Guai a chi dice al legno: «Svégliati»,
 
             e alla pietra muta: «Àlzati».
 
             Può essa dare un oracolo?
 
              Ecco, è ricoperta d’oro e d’argento,
 
             ma dentro non c’è soffio vitale.
 
             20Ma il Signore sta nel suo tempio santo.
 
             Taccia, davanti a lui, tutta la terra! (Ab 2,1-20).
 
Chi non ha fede, ha però intelligenza. È proprio dell’intelligenza operare quel sano discernimento e comprendere che la storia ha le sue leggi e i suoi percorsi.
 
Perché l’uomo non si serve della sua intelligenza?
 
Perché la superbia lo rende cieco. Ma la superbia è la botola dell’inferno. Uno si affida ad essa. Sotto però non vi è alcun sostegno e si precipita nella perdizione eterna, senza alcun rimedio.
 
Questa saggezza aveva Gamaliele. E secondo questa saggezza consigliò il Sinedrio.
 
12Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; 13nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. 14Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, 15tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro. 16Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.
 
17Si levò allora il sommo sacerdote con tutti quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducei, pieni di gelosia, 18e, presi gli apostoli, li gettarono nella prigione pubblica. 19Ma, durante la notte, un angelo del Signore aprì le porte del carcere, li condusse fuori e disse: 20«Andate e proclamate al popolo, nel tempio, tutte queste parole di vita». 21Udito questo, entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare.
 
Quando arrivò il sommo sacerdote con quelli della sua parte, convocarono il sinedrio, cioè tutto il senato dei figli d’Israele; mandarono quindi a prelevare gli apostoli nella prigione. 22Ma gli inservienti, giunti sul posto, non li trovarono nel carcere e tornarono a riferire: 23«Abbiamo trovato la prigione scrupolosamente sbarrata e le guardie che stavano davanti alle porte, ma, quando abbiamo aperto, non vi abbiamo trovato nessuno». 24Udite queste parole, il comandante delle guardie del tempio e i capi dei sacerdoti si domandavano perplessi a loro riguardo che cosa fosse successo. 25In quel momento arrivò un tale a riferire loro: «Ecco, gli uomini che avete messo in carcere si trovano nel tempio a insegnare al popolo».
 
26Allora il comandante uscì con gli inservienti e li condusse via, ma senza violenza, per timore di essere lapidati dal popolo. 27Li condussero e li presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote li interrogò 28dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo». 29Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. 30Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. 31Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. 32E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono». 33All’udire queste cose essi si infuriarono e volevano metterli a morte.
 
34Si alzò allora nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della Legge, stimato da tutto il popolo. Diede ordine di farli uscire per un momento 35e disse: «Uomini d’Israele, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini. 36Tempo fa sorse Tèuda, infatti, che pretendeva di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui furono dissolti e finirono nel nulla. 37Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse gente a seguirlo, ma anche lui finì male, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui si dispersero. 38Ora perciò io vi dico: non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questo piano o quest’opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; 39ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!».
 
Seguirono il suo parere 40e, richiamati gli apostoli, li fecero flagellare e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. 41Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù. 42E ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo. (At 5,12-42).
 
Gamaliele era uomo saggio e di sicuro non superbo. La sua scienza non lo aveva fuorviato.
 
13Per questo gli Egiziani fecero lavorare i figli d’Israele trattandoli con durezza.
 
La superbia fa precipitare l’uomo di stoltezza in stoltezza e di ingiustizia in ingiustizia sempre più grande.
 
Anziché convincersi che la soluzione, iniqua per se stessa e immorale, era anche vana.
 
Loro hanno pensato che la soluzione era vana perché poca era la schiavitù e inefficaci le angherie e le vessazioni.
 
Il piano sarebbe riuscito se fossero aumentati le strategie vessatorie e di oppressione.
 
Quando la mente rimane schiava e prigioniera della sua superbia, questa sempre viene governata dalla stoltezza.
 
La stoltezza sempre conduce a soluzioni di morte, mai di vera vita.
 
Anche se le soluzioni sono di morte, i problemi non vengono risolti. Vengono spostati, ma non eliminati.
 
14Resero loro amara la vita mediante una dura schiavitù, costringendoli a preparare l’argilla e a fabbricare mattoni, e ad ogni sorta di lavoro nei campi; a tutti questi lavori li obbligarono con durezza.
 
Vengono aumentate le difficoltà su ogni campo. Anche l’asprezza e la durezza vengono incrementate.
 
Si fa dura la schiavitù.
 
Si deve preparare l’argilla.
 
Si devono fabbricare i mattoni.
 
Si deve fare ogni lavoro nei campi.
 
Su tutto questo vi è la durezza e l’asprezza dei sorveglianti.
 
La vita deve essere resa amara ed amara sarà.
 
Questa è la politica senza la verità dell’uomo.
 
15Il re d’Egitto disse alle levatrici degli Ebrei, delle quali una si chiamava Sifra e l’altra Pua:
 
Anche in questa durezza e asprezza di vita, la decisione si rivela ancora una volta vana, inefficace, inutile.
 
Il popolo non diminuisce. Anzi continua a crescere.
 
Cosa pensa allora il faraone?
 
Pensa di regolamentare le nascite, non però attraverso i moderni metodi della contraccezione, bensì attraverso una decisione ancora più  crudele e atroce.
 
Questa volta si rivolge direttamente alle levatrici.
 
Ecco il suo ordine.
 
16«Quando assistete le donne ebree durante il parto, osservate bene tra le due pietre: se è un maschio, fatelo morire; se è una femmina, potrà vivere».
 
Esse ricevono il comando di uccidere al momento del parto tutti i maschi. Potevano lasciare vivere le femmine.
 
Un popolo senza maschi è destinato a sicura morte come popolo.
 
Senza maschi sarebbero scomparsi i figli di Israele.
 
Tutti sarebbero divenuti Egiziani.
 
Veramente l’uomo governato dalla superbia non ha limiti nel pensare il male.
 
Se poi alla superbia si unisce anche il potere dispotico, il male pensato diviene male attuato.
 
Anche questo meccanismo perverso si inceppa. Non funziona.
 
Veramente, come un giorno dirà Balaam, non c’è sortilegio contro Israele e non c’è maledizione.
 
                 1Poi gli Israeliti partirono e si accamparono nelle steppe di Moab, oltre il Giordano di Gerico.
 
2Balak, figlio di Sippor, vide quanto Israele aveva fatto agli Amorrei, 3e Moab ebbe grande paura di questo popolo, che era così numeroso; Moab fu preso da spavento di fronte agli Israeliti. 4Quindi Moab disse agli anziani di Madian: «Ora questa assemblea divorerà quanto è intorno a noi, come il bue divora l’erba dei campi».
 
Balak, figlio di Sippor, era in quel tempo re di Moab. 5Egli mandò messaggeri a Balaam, figlio di Beor, a Petor, che sta sul fiume, nel territorio dei figli di Amau, per chiamarlo e dirgli: «Ecco, un popolo è uscito dall’Egitto; ha ricoperto la faccia della terra e si è stabilito di fronte a me. 6Ora dunque, vieni e maledici questo popolo per me, poiché esso è più potente di me. Forse riuscirò a batterlo, per scacciarlo dalla terra; perché io lo so: colui che tu benedici è benedetto e colui che tu maledici è maledetto».
 
7Gli anziani di Moab e gli anziani di Madian partirono con in mano il compenso per l’oracolo. Arrivarono da Balaam e gli riferirono le parole di Balak. 8Balaam disse loro: «Alloggiate qui stanotte e vi darò la risposta secondo quanto mi dirà il Signore». I capi di Moab si fermarono da Balaam.
 
9Ora Dio venne da Balaam e gli disse: «Chi sono questi uomini che stanno da te?». 10Balaam rispose a Dio: «Balak, figlio di Sippor, re di Moab, mi ha mandato a dire: 11“Ecco, il popolo che è uscito dall’Egitto ha ricoperto la superficie della terra. Ora vieni, maledicilo per me; forse riuscirò a batterlo e potrò scacciarlo”». 12Dio disse a Balaam: «Tu non andrai con loro, non maledirai quel popolo, perché esso è benedetto».
 
13Balaam si alzò la mattina e disse ai prìncipi di Balak: «Andatevene nella vostra terra, perché il Signore si è rifiutato di lasciarmi venire con voi». 14I prìncipi di Moab si alzarono, tornarono da Balak e dissero: «Balaam si è rifiutato di venire con noi».
 
15Allora Balak mandò di nuovo dei prìncipi, in maggior numero e più influenti di quelli di prima. 16Vennero da Balaam e gli dissero: «Così dice Balak, figlio di Sippor: “Nulla ti trattenga dal venire da me, 17perché io ti colmerò di grandi onori e farò quanto mi dirai; vieni dunque e maledici per me questo popolo”». 18Ma Balaam rispose e disse ai ministri di Balak: «Quand’anche Balak mi desse la sua casa piena d’argento e oro, non potrei trasgredire l’ordine del Signore, mio Dio, per fare cosa piccola o grande. 19Nondimeno, trattenetevi qui anche voi stanotte, perché io sappia ciò che il Signore mi dirà ancora».
 
20La notte Dio venne da Balaam e gli disse: «Questi uomini non sono venuti a chiamarti? Àlzati dunque, e va’ con loro; ma farai ciò che io ti dirò». 21Balaam quindi si alzò di buon mattino, sellò l’asina e se ne andò con i capi di Moab.
 
22Ma l’ira di Dio si accese perché egli stava andando; l’angelo del Signore si pose sulla strada per ostacolarlo. Egli cavalcava la sua asina e aveva con sé due servitori. 23L’asina vide l’angelo del Signore che stava ritto sulla strada con la spada sguainata in mano. E l’asina deviò dalla strada e cominciò ad andare per i campi. Balaam percosse l’asina per rimetterla sulla strada. 24Allora l’angelo del Signore si fermò in un sentiero infossato tra le vigne, che aveva un muro di qua e un muro di là. 25L’asina vide l’angelo del Signore, si serrò al muro e strinse il piede di Balaam contro il muro e Balaam la percosse di nuovo. 26L’angelo del Signore passò di nuovo più avanti e si fermò in un luogo stretto, tanto stretto che non vi era modo di deviare né a destra né a sinistra. 27L’asina vide l’angelo del Signore e si accovacciò sotto Balaam. L’ira di Balaam si accese ed egli percosse l’asina con il bastone.
 
28Allora il Signore aprì la bocca dell’asina ed essa disse a Balaam: «Che cosa ti ho fatto perché tu mi percuota già per la terza volta?». 29Balaam rispose all’asina: «Perché ti sei beffata di me! Ah, se avessi una spada in mano, ti ucciderei all’istante!». 30L’asina disse a Balaam: «Non sono io la tua asina, sulla quale hai cavalcato da quando hai iniziato fino ad oggi? Sono forse abituata ad agire così?». Ed egli rispose: «No».
 
31Allora il Signore aprì gli occhi di Balaam ed egli vide l’angelo del Signore che stava ritto sulla strada, con in mano la spada sguainata. Balaam si inginocchiò e si prostrò con la faccia a terra. 32L’angelo del Signore gli disse: «Perché hai percosso la tua asina già tre volte? Ecco, io sono uscito a ostacolarti, perché il tuo cammino contro di me è rovinoso. 33L’asina mi ha visto e ha deviato davanti a me per tre volte; se non avesse deviato davanti a me, certo ora io avrei già ucciso proprio te e lasciato in vita lei». 34Allora Balaam disse all’angelo del Signore: «Ho peccato, perché non sapevo che tu ti fossi posto contro di me sul cammino; ora, se questo è male ai tuoi occhi, me ne tornerò indietro». 35L’angelo del Signore disse a Balaam: «Va’ pure con questi uomini; ma dirai soltanto quello che io ti dirò». Balaam andò con i prìncipi di Balak.
 
36Balak udì che Balaam arrivava e gli uscì incontro a Ir‑Moab, che è sulla frontiera dell’Arnon, all’estremità del territorio. 37Balak disse a Balaam: «Non avevo forse mandato a chiamarti con insistenza? Perché non sei venuto da me? Non sono forse in grado di trattarti con onore?». 38Balaam rispose a Balak: «Ecco, sono venuto da te; ma ora posso forse dire qualsiasi cosa? La parola che Dio mi metterà in bocca, quella dirò». 39Balaam andò con Balak e giunsero a Kiriat‑Cusòt. 40Balak immolò bestiame grosso e minuto e mandò parte della carne a Balaam e ai prìncipi che erano con lui.
 
41La mattina Balak prese Balaam e lo fece salire a Bamòt‑Baal, e di là vide un’estremità del popolo accampato. (Num 22,1-41).
 
 
                 1Balaam disse a Balak: «Costruiscimi qui sette altari e preparami qui sette giovenchi e sette arieti». 2Balak fece come Balaam aveva detto; Balak e Balaam offrirono un giovenco e un ariete su ciascun altare. 3Balaam disse a Balak: «Férmati presso il tuo olocausto e io andrò. Forse il Signore mi verrà incontro; quel che mi mostrerà io te lo riferirò». Andò su di un’altura brulla.
 
4Dio andò incontro a Balaam e Balaam gli disse: «Ho preparato i sette altari e ho offerto un giovenco e un ariete su ciascun altare». 5Allora il Signore mise una parola in bocca a Balaam e gli disse: «Torna da Balak e parla così». 6Balaam tornò da Balak che stava presso il suo olocausto: egli e tutti i prìncipi di Moab. 7Allora Balaam pronunciò il suo poema e disse:
 
 
«Da Aram mi fa venire Balak,
 
il re di Moab dalle montagne d’oriente:
 
“Vieni, maledici per me Giacobbe;
 
vieni, minaccia Israele!”.
 
8Come maledirò quel che Dio non ha maledetto?
 
Come minaccerò quel che il Signore non ha minacciato?
 
9Perché dalla vetta delle rupi io lo vedo
 
e dalle alture lo contemplo:
 
ecco un popolo che dimora in disparte
 
e tra le nazioni non si annovera.
 
10Chi può contare la polvere di Giacobbe?
 
O chi può calcolare un solo quarto d’Israele?
 
Possa io morire della morte dei giusti
 
e sia la mia fine come la loro».
 
 
11Allora Balak disse a Balaam: «Che cosa mi hai fatto? Per maledire i miei nemici io ti ho preso, ed ecco, li hai grandemente benedetti». 12Rispose: «Non devo forse aver cura di dire solo quello che il Signore mi mette sulla bocca?».
 
13Balak gli disse: «Vieni con me in altro luogo da dove tu possa vederlo; ne vedrai solo un’estremità, non lo vedrai tutto intero: di là maledicilo per me». 14Lo condusse al campo di Sofìm, sulla cima del Pisga; costruì sette altari e offrì un giovenco e un ariete su ogni altare. 15Allora Balaam disse a Balak: «Férmati presso il tuo olocausto e io andrò incontro al Signore». 16Il Signore andò incontro a Balaam, gli mise una parola sulla bocca e gli disse: «Torna da Balak e parla così».
 
17Balaam tornò da Balak, che stava presso il suo olocausto insieme con i capi di Moab. Balak gli disse: «Che cosa ha detto il Signore?». 18Allora Balaam pronunciò il suo poema e disse:
 
 
«Sorgi, Balak, e ascolta;
 
porgimi orecchio, figlio di Sippor!
 
19Dio non è un uomo perché egli menta,
 
non è un figlio d’uomo perché egli ritratti.
 
Forse egli dice e poi non fa?
 
Parla e non adempie?
 
20Ecco, di benedire ho ricevuto il comando:
 
egli ha benedetto, e non mi metterò contro.
 
21Egli non scorge colpa in Giacobbe,
 
non ha veduto torto in Israele.
 
Il Signore, suo Dio, è con lui
 
e in lui risuona un’acclamazione per il re.
 
22Dio, che lo ha fatto uscire dall’Egitto,
 
è per lui come le corna del bufalo.
 
23Perché non vi è sortilegio contro Giacobbe
 
e non vi è magìa contro Israele:
 
a suo tempo vien detto a Giacobbe
 
e a Israele che cosa opera Dio.
 
24Ecco un popolo che si leva come una leonessa
 
e si erge come un leone;
 
non si accovaccia, finché non abbia divorato la preda
 
e bevuto il sangue degli uccisi».
 
 
25Allora Balak disse a Balaam: «Se proprio non lo maledici, almeno non benedirlo!». 26Rispose Balaam e disse a Balak: «Non ti ho già detto che quanto il Signore dirà io dovrò eseguirlo?».
 
27Balak disse a Balaam: «Vieni, ti condurrò in altro luogo: forse piacerà agli occhi di Dio che tu lo maledica per me di là». 28Così Balak condusse Balaam in cima al Peor, che è di fronte al deserto. 29Balaam disse a Balak: «Costruiscimi qui sette altari e preparami sette giovenchi e sette arieti». 30Balak fece come Balaam aveva detto e offrì un giovenco e un ariete su ogni altare. (Num 23,1-30).
 
 
                 1Balaam vide che al Signore piaceva benedire Israele e non andò come le altre volte alla ricerca di sortilegi, ma rivolse la sua faccia verso il deserto. 2Balaam alzò gli occhi e vide Israele accampato, tribù per tribù. Allora lo spirito di Dio fu sopra di lui. 3Egli pronunciò il suo poema e disse:
 
 
«Oracolo di Balaam, figlio di Beor,
 
e oracolo dell’uomo dall’occhio penetrante;
 
4oracolo di chi ode le parole di Dio,
 
di chi vede la visione dell’Onnipotente,
 
cade e gli è tolto il velo dagli occhi.
 
5Come sono belle le tue tende, Giacobbe,
 
le tue dimore, Israele!
 
6Si estendono come vallate,
 
come giardini lungo un fiume,
 
come àloe, che il Signore ha piantato,
 
come cedri lungo le acque.
 
7Fluiranno acque dalle sue secchie
 
e il suo seme come acque copiose.
 
Il suo re sarà più grande di Agag
 
e il suo regno sarà esaltato.
 
8Dio, che lo ha fatto uscire dall’Egitto,
 
è per lui come le corna del bufalo.
 
Egli divora le nazioni che lo avversano,
 
addenta le loro ossa
 
e le loro frecce egli spezza.
 
9Si accoscia, si accovaccia come un leone
 
e come una leonessa: chi lo farà alzare?
 
Benedetto chi ti benedice
 
e maledetto chi ti maledice».
 
 
10Allora l’ira di Balak si accese contro Balaam; Balak batté le mani e disse a Balaam: «Per maledire i miei nemici ti ho chiamato, ed ecco li hai grandemente benedetti per tre volte. 11Ora vattene nella tua terra! Avevo detto che ti avrei colmato di onori, ma ecco, il Signore ti ha impedito di averli».
 
12Balaam disse a Balak: «Non avevo forse detto ai messaggeri che mi avevi mandato: 13“Quand’anche Balak mi desse la sua casa piena d’argento e d’oro, non potrei trasgredire l’ordine del Signore per fare cosa, buona o cattiva, di mia iniziativa: ciò che il Signore dirà, quello soltanto dirò”? 14Ora sto per tornare al mio popolo; ebbene, vieni: ti predirò ciò che questo popolo farà al tuo popolo nei giorni a venire». 15Egli pronunciò il suo poema e disse:
 
 
«Oracolo di Balaam, figlio di Beor,
 
oracolo dell’uomo dall’occhio penetrante,
 
16oracolo di chi ode le parole di Dio
 
e conosce la scienza dell’Altissimo,
 
di chi vede la visione dell’Onnipotente,
 
cade e gli è tolto il velo dagli occhi.
 
17Io lo vedo, ma non ora,
 
io lo contemplo, ma non da vicino:
 
una stella spunta da Giacobbe
 
e uno scettro sorge da Israele,
 
spacca le tempie di Moab
 
e il cranio di tutti i figli di Set;
 
18Edom diverrà sua conquista
 
e diverrà sua conquista Seir, suo nemico,
 
mentre Israele compirà prodezze.
 
19Uno di Giacobbe dominerà
 
e farà perire gli scampati dalla città».
 
 
20Poi vide Amalèk, pronunciò il suo poema e disse:
 
 
«Amalèk è la prima delle nazioni,
 
ma il suo avvenire sarà la rovina».
 
 
21Poi vide i Keniti, pronunciò il suo poema e disse:
 
 
«Sicura è la tua dimora, o Caino,
 
e il tuo nido è aggrappato alla roccia.
 
22Ma sarà dato all’incendio,
 
finché Assur non ti deporterà in prigionia».
 
 
23Pronunciò ancora il suo poema e disse:
 
 
«Ahimè! Chi vivrà,
 
dopo che Dio avrà compiuto queste cose?
 
24Verranno navi dalla parte dei Chittìm
 
e piegheranno Assur e piegheranno Eber,
 
ma anch’egli andrà in perdizione».
 
 
25Poi Balaam si alzò e tornò nella sua terra, mentre Balak se ne andò per la sua strada. (Num 24,1-25).
 
 
 
Non c’è sortilegio e né maledizione, perché il Signore sempre si serve di persone timorate che rendono vani i pensieri dei superbi.
 
17Ma le levatrici temettero Dio: non fecero come aveva loro ordinato il re d’Egitto e lasciarono vivere i bambini.
 
Le levatrici temono Dio. Significa: obbediscono al comando di Dio e non a quello del re.
 
È questo il timore del Signore: riverenza, ascolto, obbedienza, sottomissione alla sua volontà, alla sua Legge, alla retta coscienza che dice il vero bene e ciò che è male.
 
Teme Dio chi si consegna a Lui in ogni cosa, sempre.
 
Teme Dio chi sceglie Lui, nella sua verità, sempre.
 
Teme Dio chi osserva la Legge dell’uomo e della creazione, sempre.
 
Teme Dio chi non lo offende con la trasgressione dei suoi Comandamenti.
 
Rispose Abramo: "Io mi sono detto: certo non vi sarà timor di Dio in questo luogo e mi uccideranno a causa di mia moglie (Gen 20, 11).
 
… come ti assalì lungo il cammino e aggredì nella tua carovana tutti i più deboli della retroguardia, mentre tu eri stanco e sfinito, e non ebbe alcun timor di Dio (Dt 25, 18).
 
Non temere se siamo diventati poveri. Tu avrai una grande ricchezza se avrai il timor di Dio, se rifuggirai da ogni peccato e farai ciò che piace al Signore Dio tuo" (Tb 4, 21).
 
Nel cuore dell'empio parla il peccato, davanti ai suoi occhi non c'è timor di Dio (Sal 35, 2).
 
Poiché dai molti sogni provengono molte delusioni e molte parole. Abbi dunque il timor di Dio (Qo 5, 6).
 
Se uno non si aggrappa in fretta al timor del Signore, la sua casa andrà presto in rovina (Sir 27, 3).
 
Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere (Gen 9, 2).
 
Gli uomini del luogo lo interrogarono intorno alla moglie ed egli disse: "E' mia sorella"; infatti aveva timore di dire: "E' mia moglie", pensando che gli uomini del luogo lo uccidessero per causa di Rebecca, che era di bell'aspetto (Gen 26, 7).
 
Ebbe timore e disse: "Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo" (Gen 28, 17).
 
Mentre vuotavano i sacchi, ciascuno si accorse di avere la sua borsa di denaro nel proprio sacco. Quando essi e il loro padre videro le borse di denaro, furono presi dal timore (Gen 42, 35).
 
Già si spaventano i capi di Edom, i potenti di Moab li prende il timore; tremano tutti gli abitanti di Canaan (Es 15, 15).
 
Mosè disse al popolo: "Non abbiate timore: Dio è venuto per mettervi alla prova e perché il suo timore vi sia sempre presente e non pecchiate" (Es 20, 20).
 
Ma Aronne e tutti gli Israeliti, vedendo che la pelle del suo viso era raggiante, ebbero timore di avvicinarsi a lui (Es 34, 30).
 
ma, quanto a noi, ci terremo pronti in armi, per marciare davanti agli Israeliti, finché li avremo condotti al luogo destinato loro; intanto, i nostri fanciulli dimoreranno nelle fortezze per timore degli abitanti del paese (Nm 32, 17).
 
…ricordati delle grandi prove che hai viste con gli occhi, dei segni, dei prodigi, della mano potente e del braccio teso, con cui il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire; così farà il Signore tuo Dio a tutti i popoli, dei quali hai timore (Dt 7, 19).
 
Tutto Israele lo verrà a sapere, ne avrà timore e non commetterà in mezzo a te una tale azione malvagia (Dt 13, 12).
 
tutto il popolo lo verrà a sapere, ne avrà timore e non agirà più con presunzione (Dt 17, 13).
 
Allora tutti gli uomini della sua città lo lapideranno ed egli morirà; così estirperai da te il male e tutto Israele lo saprà e avrà timore (Dt 21, 21).
 
Se non cercherai di eseguire tutte le parole di questa legge, scritte in questo libro, avendo timore di questo nome glorioso e terribile del Signore tuo Dio (Dt 28, 58).
 
Alla mattina dirai: Se fosse sera! e alla sera dirai: Se fosse mattina!, a causa del timore che ti agiterà il cuore e delle cose che i tuoi occhi vedranno (Dt 28, 67).
 
Risposero a Giosuè e dissero: "Era stato riferito ai tuoi servi quanto il Signore Dio tuo aveva ordinato a Mosè  suo servo, di dare ciò a voi tutto il paese e di sterminare dinanzi a voi tutti gli abitanti del paese; allora abbiamo avuto molto timore per le nostre vite a causa vostra e perciò facemmo tal cosa (Gs 9, 24).
 
I Filistei ne ebbero timore e si dicevano: "E' venuto il loro Dio nel loro campo!", ed esclamavano: "Guai a noi, perchè non è stato così né ieri né prima (1Sam 4, 7).
 
Samuele allora invocò il Signore e il Signore mandò subito tuoni e pioggia in quel giorno. Tutto il popolo fu preso da grande timore del Signore e di Samuele (1Sam 12, 18).
 
Saul cominciò a sentir timore di fronte a Davide, perchè il Signore era con lui, mentre si era ritirato da Saul (1Sam 18, 12).
 
Saul, vedendo che riusciva proprio sempre, aveva timore di lui (1Sam 18, 15).
 
Davide gli disse allora: "Come non hai provato timore nello stendere la mano per uccidere il consacrato del Signore?" (2Sam 1, 14).
 
il Dio di Giacobbe ha parlato, la rupe d'Israele mi ha detto: Chi governa gli uomini ed è giusto, chi governa con timore di Dio (2Sam 23, 3).
 
Ora il timore del Signore sia con voi; nell'agire badate che nel Signore nostro Dio non c'è nessuna iniquità; egli non ha preferenze personali né accetta doni" (2Cr 19, 7).
 
Egli comandò loro: "Voi agirete nel timore del Signore, con fedeltà e con cuore integro (2Cr 19, 9).
 
Egli ricercò Dio finché visse Zaccaria, che l'aveva istruito nel timore di Dio, e finché egli ricercò il Signore, Dio lo fece prosperare (2Cr 26, 5).
 
Ristabilirono l'altare al suo posto, pur angustiati dal timore delle popolazioni locali, e vi offrirono sopra olocausti al Signore, gli olocausti del mattino e della sera (Esd 3, 3).
 
Perciò il re mi disse: "Perché hai l'aspetto triste? Eppure non sei malato; non può esser altro che un'afflizione del cuore". Allora io ebbi grande timore (Ne 2, 2).
 
Io dissi: "Quello che voi fate non è ben fatto. Non dovreste voi camminare nel timore del nostro Dio per non essere scherniti dagli stranieri nostri nemici? (Ne 5, 9).
 
I governatori che mi avevano preceduto, avevano gravato il popolo, ricevendone pane e vino, oltre a quaranta sicli d'argento; perfino i loro servi angariavano il popolo, ma io non ho fatto così, poiché ho avuto timore di Dio (Ne 5, 15).
 
Quando tutti i nostri nemici lo seppero, tutte le nazioni che stavano intorno a noi furono prese da timore e si perdettero oltremodo d'animo e dovettero riconoscere che quest'opera si era compiuta per l'intervento del nostro Dio (Ne 6, 16).
 
Ma gli abitanti di tutte queste regioni disprezzarono l'invito di Nabucodònosor re degli Assiri e non lo seguirono nella guerra, perché non avevano alcun timore di lui, che agli occhi loro era come un uomo qualunque. Essi respinsero i suoi messaggeri a mani vuote e con disonore (Gdt 1, 11).
 
Allora Oloferne le rivolse la parola: "Sta’ tranquilla, o donna, il tuo cuore non abbia timore, perché io non ho mai fatto male ad alcun uomo che abbia accettato di servire Nabucodònosor, re di tutta la terra (Gdt 11, 1).
 
Né vi fu più nessuno che incutesse timore agli Israeliti finché visse Giuditta e per un lungo periodo dopo la sua morte... (Gdt 16, 25).
 
In ogni provincia, in ogni città, dovunque giungevano l'ordine del re e il suo decreto, vi era per i Giudei gioia ed esultanza, banchetti e feste. Molti appartenenti ai popoli del paese si fecero Giudei, perché il timore dei Giudei era piombato su di loro (Est 8, 17).
 
I Giudei si radunarono nelle loro città, in tutte le province del re Assuero, per aggredire quelli che cercavano di fare loro del male; nessuno potè resistere loro, perché il timore dei Giudei era piombato su tutti i popoli (Est 9, 2).
 
Tutti i capi delle province, i satrapi, i governatori e quelli che curavano gli affari del re diedero man forte ai Giudei, perché il timore di Mardocheo si era impadronito di essi (Est 9, 3).
 
Così cominciò a diffondersi il timore di Giuda e dei suoi fratelli e le genti intorno furon prese da terrore (1Mac 3, 25).
 
infondi in loro timore e spezza l'audacia della loro forza, siano travolti nella loro rovina (1Mac 4, 32).
 
Giuda fu informato che quello era venuto da lui con inganno, ed ebbe timore di lui e non volle più vedere la sua faccia (1Mac 7, 30).
 
Avevano assoggettato i re vicini e quelli lontani e quanti sentivano il loro nome ne avevano timore (1Mac 8, 12).
 
Questi ebbero grande timore quando sentirono che il re gli aveva concesso facoltà di arruolare milizie (1Mac 10, 8).
 
Ma anche gli avversari seppero che Giònata e i suoi uomini stavano pronti per la battaglia e furon presi da timore ed esitazione d'animo e allora accesero fuochi nel loro campo (1Mac 12, 28).
 
Così tutti giunsero senza molestie in Giudea; fecero lutto per Giònata e per quelli della sua scorta e furono presi da grande timore. Tutto Israele si immerse in un lutto profondo (1Mac 12, 52).
 
Ognuno sedeva sotto la sua vite e sotto il suo fico e nessuno incuteva loro timore (1Mac 14, 12).
 
Mentre stava per morire sotto i colpi, disse tra i gemiti: "Il Signore, cui appartiene la sacra scienza, sa bene che, potendo sfuggire alla morte, soffro nel corpo atroci dolori sotto i flagelli, ma nell'anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui" (2Mac 6, 30).
 
Il Maccabeo poi, radunando i suoi uomini in numero di seimila, li esortava a non scoraggiarsi davanti ai nemici, né a lasciarsi prendere da timore di fronte alla moltitudine dei pagani venuti ingiustamente contro di loro, ma a combattere da forti (2Mac 8, 16).
 
Minore era il loro timore per le donne e i figli come pure per i fratelli e i parenti, poiché la prima e principale preoccupazione era per il tempio consacrato (2Mac 15, 18).
 
A chi è sfinito è dovuta pietà dagli amici, anche se ha abbandonato il timore di Dio (Gb 6, 14).
 
… perché mi incute timore la mano di Dio e davanti alla sua maestà non posso resistere (Gb 31, 23).
 
… servite Dio con timore e con tremore esultate (Sal 2, 11).
 
Ma io per la tua grande misericordia entrerò nella tua casa; mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio (Sal 5, 8).
 
Il timore del Signore è puro, dura sempre; i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti (Sal 18, 10).
 
Di Davide. Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? (Sal 26, 1).
 
Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato (Sal 33, 5).
 
Venite, figli, ascoltatemi; v'insegnerò il timore del Signore (Sal 33, 12).
 
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, lode al nostro Dio. Molti vedranno e avranno timore e confideranno nel Signore (Sal 39, 4).
 
Vedendo, i giusti saran presi da timore e di lui rideranno (Sal 51, 8).
 
Timore e spavento mi invadono e lo sgomento mi opprime (Sal 54, 6).
 
In Dio, di cui lodo la parola, in Dio confido, non avrò timore: che cosa potrà farmi un uomo? (Sal 55, 5).
 
in Dio confido, non avrò timore: che cosa potrà farmi un uomo? (Sal 55, 12).
 
…per colpire di nascosto l'innocente; lo colpiscono di sorpresa e non hanno timore (Sal 63, 5).
 
Allora tutti saranno presi da timore, annunzieranno le opere di Dio e capiranno ciò che egli ha fatto (Sal 63, 10).
 
Chi conosce l'impeto della tua ira, tuo sdegno, con il timore a te dovuto? (Sal 89, 11).
 
Santo e terribile il suo nome. Principio della saggezza è il timore del Signore, saggio è colui che gli è fedele; la lode del Signore è senza fine (Sal 110, 11).
 
Santo e terribile il suo nome. Principio della saggezza è il timore del Signore,saggio è colui che gli è fedele;la lode del Signore è senza fine (Sal 110, 10).
 
Il Signore è con me, non ho timore; che cosa può farmi l'uomo? (Sal 117, 6).
 
Ma presso di te è il perdono: e avremo il tuo timore (Sal 129, 4).
 
Il timore del Signore è il principio della scienza; gli stolti disprezzano la sapienza e l'istruzione (Pr 1, 7).
 
Poiché hanno odiato la sapienza e non hanno amato il timore del Signore (Pr 1, 29).
 
Sì, lo sbandamento degli inesperti li ucciderà e la spensieratezza degli sciocchi li farà perire; ma chi ascolta me vivrà tranquillo e sicuro dal timore del male" (Pr 1, 32).
 
… allora comprenderai il timore del Signore e troverai la scienza di Dio (Pr 2, 5).
 
Per timore che tu guardi al sentiero della vita, le sue vie volgono qua e là; essa non se ne cura (Pr 5, 6).
 
Fondamento della sapienza è il timore di Dio, la scienza del Santo è intelligenza (Pr 9, 10).
 
Il timore del Signore prolunga i giorni, ma gli anni dei malvagi sono accorciati (Pr 10, 27).
 
Nel timore del Signore è la fiducia del forte; per i suoi figli egli sarà un rifugio (Pr 14, 26).
 
Il timore del Signore è fonte di vita, per evitare i lacci della morte (Pr 14, 27).
 
Poco con il timore di Dio è meglio di un gran tesoro con l'inquietudine (Pr 15, 16).
 
Il timore di Dio è una scuola di sapienza, prima della gloria c'è l'umiltà (Pr 15, 33).
 
Con la bontà e la fedeltà si espia la colpa, con il timore del Signore si evita il male (Pr 16, 6).
 
Il timore di Dio conduce alla vita e chi ne è pieno riposerà non visitato dalla sventura (Pr 19, 23).
 
Frutti dell'umiltà sono il timore di Dio, la ricchezza, l'onore e la vita (Pr 22, 4).
 
Il tuo cuore non invidi i peccatori, ma resti sempre nel timore del Signore (Pr 23, 17).
 
Riconosco che qualunque cosa Dio fa è immutabile; non c'è nulla da aggiungere, nulla da togliere. Dio agisce così perché si abbia timore di lui (Qo 3, 14).
 
… poiché il peccatore, anche se commette il male cento volte, ha lunga vita. Tuttavia so che saranno felici coloro che temono Dio, appunto perché provano timore davanti a lui (Qo 8, 12).
 
… perché era una stirpe maledetta fin da principio. Non certo per timore di alcuno lasciavi impunite le loro colpe (Sap 12, 11).
 
Perché ricordassero le tue parole, feriti dai morsi, erano subito guariti, per timore che, caduti in un profondo oblio, fossero esclusi dai tuoi benefici (Sap 16, 11).
 
Neppure il nascondiglio in cui si trovavano li preservò dal timore, ma suoni spaventosi rimbombavano intorno a loro, fantasmi lugubri dai volti tristi apparivano (Sap 17, 4).
 
Il timore infatti non è altro che rinunzia agli aiuti della ragione (Sap 17, 11).
 
Il timore del Signore è gloria e vanto, gioia e corona di esultanza (Sir 1, 9).
 
Il timore del Signore allieta il cuore e dá contentezza, gioia e lunga vita (Sir 1, 10).
 
Corona della sapienza è il timore del Signore; fa fiorire la pace e la salute (Sir 1, 16).
 
Il timore del Signore è sapienza e istruzione, si compiace della fiducia e della mansuetudine (Sir 1, 24).
 
Non essere disobbediente al timore del Signore e non avvicinarti ad esso con doppiezza di cuore (Sir 1, 25).
 
… perché non hai ricercato il timore del Signore e il tuo cuore è pieno di inganno (Sir 1, 29).
 
Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato? O chi lo ha invocato ed è stato da lui trascurato? (Sir 2, 10).
 
Dapprima lo condurrà per luoghi tortuosi, gli incuterà timore e paura, lo tormenterà con la sua disciplina, finché possa fidarsi di lui, e lo abbia provato con i suoi decreti (Sir 4, 17).
 
Tieniti lontano dall'uomo che ha il potere di uccidere e non sperimenterai il timore della morte. Se l'avvicini, sta’ attento a non sbagliare perché egli non ti tolga la vita; sappi che cammini in mezzo ai lacci e ti muovi sull'orlo delle mura cittadine (Sir 9, 13).
 
Tuoi commensali siano gli uomini giusti, il tuo vanto sia nel timore del Signore (Sir 9, 16).
 
Uno ricco, onorato o povero, ponga il proprio vanto nel timore del Signore (Sir 10, 22).
 
Se aumentano di numero non gioire, se sono privi del timore del Signore (Sir 16, 2).
 
Egli infuse in ogni essere vivente il timore dell'uomo, perché l'uomo dominasse sulle bestie e sugli uccelli (Sir 17, 4).
 
Tutta la sapienza è timore di Dio e in ogni sapienza è la pratica della legge (Sir 19, 18).
 
Chi osserva la legge domina il suo istinto, il risultato del timore del Signore è la sapienza (Sir 21, 11).
 
Una palizzata posta su un'altura di fronte al vento non resiste, così un cuore meschino, basato sulle sue fantasie, di fronte a qualsiasi timore non resiste (Sir 22, 18).
 
Il suo timore riguarda solo gli occhi degli uomini; non sa che gli occhi del Signore sono miriadi di volte più luminosi del sole; essi vedono tutte le azioni degli uomini e penetrano fin nei luoghi più segreti (Sir 23, 19).
 
I superstiti sapranno che nulla è meglio del timore del Signore, nulla più dolce dell'osservare i suoi comandamenti (Sir 23, 27).
 
Corona dei vecchi è un'esperienza molteplice, loro vanto il timore del Signore (Sir 25, 6).
 
Il timore del Signore è più di ogni cosa; chi lo possiede a chi potrà esser paragonato? (Sir 25, 11).
 
Un uomo assennato non trascura l'avvertimento, quello empio e superbo non prova alcun timore (Sir 32, 18).
 
Abbi pietà di noi, Signore Dio di tutto, e guarda, infondi il tuo timore su tutte le nazioni (Sir 36, 1).
 
Mentre sta per mettersi in salvo si sveglia, meravigliandosi dell'irreale timore (Sir 40, 7).
 
Ricchezze e potenza sollevano il cuore, ma più ancora di esse il timore del Signore. Con il timore del Signore non manca nulla; con esso non c'è bisogno di cercare aiuto (Sir 40, 26).
 
Il timore del Signore è come un giardino di benedizioni; la sua protezione vale più di qualsiasi altra gloria (Sir 40, 27).
 
Lo rese glorioso come i santi e lo rese grande a timore dei nemici (Sir 45, 2).
 
Pincas, figlio di Eleazaro, fu il terzo nella gloria per il suo zelo nel timore del Signore per la sua fermezza quando il popolo si ribellò, egli infatti intervenne con generoso coraggio e placò Dio in favore di Israele (Sir 45, 23).
 
Il Signore degli eserciti, lui solo ritenete santo. Egli sia l'oggetto del vostro timore, della vostra paura (Is 8, 13).
 
Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore (Is 11, 2).
 
Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire (Is 11, 3).
 
Io, il Signore, ne sono il guardiano, a ogni istante la irrigo; per timore che venga danneggiata, io ne ho cura notte e giorno (Is 27, 3).
 
C'è sicurezza nelle sue leggi, ricchezze salutari sono sapienza e scienza; il timore di Dio è il suo tesoro (Is 33, 6).
 
Le isole vedono e ne hanno timore (Is 41, 5).
 
… io te le annunziai da tempo, prima che avvenissero te le feci udire, per timore che dicessi: "Il mio idolo le ha fatte, la mia statua e il dio da me fuso le hanno ordinate" (Is 48, 5).
 
Chi hai temuto? Di chi hai avuto paura per farti infedele? E di me non ti ricordi, non ti curi? Non sono io che uso pazienza e chiudo un occhio? Ma tu non hai timore di me (Is 57, 11).
 
La tua stessa malvagità ti castiga e le tue ribellioni ti puniscono. Riconosci e vedi quanto è cosa cattiva e amara l'avere abbandonato il Signore tuo Dio e il non avere più timore di me. Oracolo del Signore degli eserciti (Ger 2, 19).
 
… ha visto che ho ripudiato la ribelle Israele proprio per tutti i suoi adultèri, consegnandole il documento del divorzio, ma la perfida Giuda sua sorella non ha avuto alcun timore. Anzi anch'essa è andata a prostituirsi (Ger 3, 8).
 
Il re Ioiakim, tutti i suoi prodi e tutti i magistrati udirono le sue parole e il re cercò di ucciderlo, ma Uria lo venne a sapere e per timore fuggì andandosene in Egitto (Ger 26, 21).
 
Concluderò con essi un'alleanza eterna e non mi allontanerò più da loro per beneficarli; metterò nei loro cuori il mio timore, perché non si distacchino da me (Ger 32, 40).
 
Non temete il re di Babilonia, che vi incute timore; non temetelo - dice il Signore - perché io sarò con voi per salvarvi e per liberarvi dalla sua mano (Ger 42, 11).
 
Fino ad oggi essi non ne hanno sentito rimorso, non hanno provato timore e non hanno agito secondo la legge e i decreti che io ho posto davanti a voi e ai vostri padri" (Ger 44, 10).
 
Per questo tu hai riempito i nostri cuori del tuo timore perché invocassimo il tuo nome. Noi ti lodiamo ora nell'esilio, poiché abbiamo allontanato dal cuore tutta l'iniquità dei nostri padri, i quali hanno peccato contro di te (Bar 3, 7).
 
Ora, vedrete in Babilonia idoli d'argento, d'oro e di legno, portati a spalla, i quali infondono timore ai pagani (Bar 6, 3).
 
State attenti dunque a non imitare gli stranieri; il timore dei loro dei non si impadronisca di voi (Bar 6, 4).
 
Quegli uomini furono presi da grande timore e gli domandarono: "Che cosa hai fatto?". Quegli uomini infatti erano venuti a sapere che egli fuggiva il Signore, perché lo aveva loro raccontato (Gn 1, 10).
 
Quegli uomini ebbero un grande timore del Signore, offrirono sacrifici al Signore e fecero voti (Gn 1, 16).
 
Leccheranno la polvere come il serpente, come i rettili della terra; usciranno tremanti dai loro nascondigli, trepideranno e di te avranno timore (Mi 7, 17).
 
Signore, ho ascoltato il tuo annunzio, Signore, ho avuto timore della tua opera. Nel corso degli anni manifestala falla conoscere nel corso degli anni. Nello sdegno ricordati di avere clemenza (Ab 3, 2).
 
Zorobabele figlio di Sealtièl, e Giosuè figlio di Iozedàk, sommo sacerdote, e tutto il resto del popolo ascoltarono la parola del Signore loro Dio e le parole del profeta Aggeo, secondo la volontà del Signore che lo aveva loro inviato, e il popolo ebbe timore del Signore (Ag 1, 12).
 
Il figlio onora suo padre e il servo rispetta il suo padrone. Se io sono padre, dov'è l'onore che mi spetta? Se sono il padrone, dov'è il timore di me? Dice il Signore degli Eserciti a voi, sacerdoti, che disprezzate il mio nome. Voi domandate: "Come abbiamo disprezzato il tuo nome?" (Ml 1, 6).
 
La mia alleanza con lui era alleanza di vita e di benessere e io glieli concessi; alleanza di timore ed egli mi temette ed ebbe riverenza del mio nome (Ml 2, 5).
 
A quella vista, la folla fu presa da timore e rese gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini (Mt 9, 8).
 
… non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri! (Mt 10, 31).
 
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore (Mt 17, 6).
 
… se diciamo "dagli uomini, abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta" (Mt 21, 26).
 
Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: "Davvero costui era Figlio di Dio!" (Mt 27, 54).
 
Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annunzio ai suoi discepoli (Mt 28, 8).
 
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: "Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!" (Mc 1, 27).
 
E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: "Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?" (Mc 4, 41).
 
Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni (Mc 9, 32).
 
Mentre erano in viaggio per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano stupiti; coloro che venivano dietro erano pieni di timore. Prendendo di nuovo in disparte i Dodici, cominciò a dir loro quello che gli sarebbe accaduto (Mc 10, 32).
 
Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura (Mc 16, 8).
 
Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore (Lc 1, 12).
 
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose (Lc 1, 65).
 
… di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore (Lc 1, 74).
 
Tutti rimasero stupiti e levavano lode a Dio; pieni di timore dicevano: "Oggi abbiamo visto cose prodigiose" (Lc 5, 26).
 
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: "Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo" (Lc 7, 16).
 
Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio, benché condannato alla stessa pena? (Lc 23, 40).
 
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dá il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore (Gv 14, 27).
 
Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù (Gv 19, 38).
 
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!" (Gv 20, 19).
 
Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli (At 2, 43).
 
All'udire queste parole, Anania cadde a terra e spirò. E un timore grande prese tutti quelli che ascoltavano (At 5, 5).
 
E un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in quanti venivano a sapere queste cose (At 5, 11).
 
Allora il capitano uscì con le sue guardie e li condusse via, ma senza violenza, per timore di esser presi a sassate dal popolo (At 5, 26).
 
La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria; essa cresceva e camminava nel timore del Signore, colma del conforto dello Spirito Santo (At 9, 31).
 
Egli lo guardò e preso da timore disse: "Che c'è, Signore?". Gli rispose: "Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, in tua memoria, innanzi a Dio (At 10, 4).
 
Il fatto fu risaputo da tutti i Giudei e dai Greci che abitavano a Efeso e tutti furono presi da timore e si magnificava il nome del Signore Gesù (At 19, 17).
 
… la tirarono a bordo e adoperarono gli attrezzi per fasciare di gòmene la nave. Quindi, per timore di finire incagliati nelle Sirti, calarono il galleggiante e si andava così alla deriva (At 27, 17).
 
Nel timore di finire contro gli scogli, gettarono da poppa quattro ancore, aspettando con ansia che spuntasse il giorno (At 27, 29).
 
Non c'è timore di Dio davanti ai loro occhi (Rm 3, 18).
 
Perciò è necessario stare sottomessi, non solo per timore della punizione, ma anche per ragioni di coscienza (Rm 13, 5).
 
Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi il tributo, il tributo; a chi le tasse le tasse; a chi il timore il timore; a chi il rispetto il rispetto (Rm 13, 7).
 
Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione (1Cor 2, 3).
 
Consapevoli dunque del timore del Signore, noi cerchiamo di convincere gli uomini; per quanto invece riguarda Dio, gli siamo ben noti. E spero di esserlo anche davanti alle vostre coscienze (2Cor 5, 11).
 
In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la nostra santificazione, nel timore di Dio (2Cor 7, 1).
 
Ecco, infatti, quanta sollecitudine ha prodotto in voi proprio questo rattristarvi secondo Dio; anzi quante scuse, quanta indignazione, quale timore, quale desiderio, quale affetto, quale punizione! Vi siete dimostrati innocenti sotto ogni riguardo in questa faccenda (2Cor 7, 11).
 
E il suo affetto per voi è cresciuto, ricordando come tutti gli avete obbedito e come lo avete accolto con timore e trepidazione (2Cor 7, 15).
 
Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi (Gal 2, 12).
 
Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo (Ef 5, 21).
 
Schiavi, obbedite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore, con semplicità di spirito, come a Cristo (Ef 6, 5).
 
… in tal modo la maggior parte dei fratelli, incoraggiati nel Signore dalle mie catene, ardiscono annunziare la parola di Dio con maggior zelo e senza timore alcuno (Fil 1, 14).
 
Quindi, miei cari, obbedendo come sempre, non solo come quando ero presente, ma molto più ora che sono lontano, attendete alla vostra salvezza con timore e tremore (Fil 2, 12).
 
Voi, servi, siate docili in tutto con i vostri padroni terreni; non servendo solo quando vi vedono, come si fa per piacere agli uomini, ma con cuore semplice e nel timore del Signore (Col 3, 22).
 
Per questo, non potendo più resistere, mandai a prendere notizie sulla vostra fede, per timore che il tentatore vi avesse tentati e così diventasse vana la nostra fatica (1Ts 3, 5).
 
Quelli poi che risultino colpevoli riprendili alla presenza di tutti, perché anche gli altri ne abbiano timore (1Tm 5, 20).
 
…e liberare così quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita (Eb 2, 15).
 
Per fede Noè, avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano, compreso da pio timore costruì un'arca a salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e divenne erede della giustizia secondo la fede (Eb 11, 7).
 
Perciò, poiché noi riceviamo in eredità un regno incrollabile, conserviamo questa grazia e per suo mezzo rendiamo a Dio un culto gradito a lui, con riverenza e timore (Eb 12, 28).
 
E se pregando chiamate Padre colui che senza riguardi personali giudica ciascuno secondo le sue opere, comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio (1Pt 1, 17).
 
Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore (1Gv 4, 18).
 
… altri salvateli strappandoli dal fuoco, di altri infine abbiate compassione con timore, guardandovi perfino dalla veste contaminata dalla loro carne (Gd 1, 23).
 
I mercanti divenuti ricchi per essa, si terranno a distanza per timore dei suoi tormenti; piangendo e gemendo, diranno (Ap 18, 15).
 
Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l'Egitto e il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo Mosè (Es 14, 31).
 
Davide si preoccupò di queste parole e temette molto Achis re di Gat (1Sam 21, 13).
 
… temette di non poter disporre, come altre volte in passato, delle risorse per le spese e i doni, che faceva con mano prodiga, superando i re precedenti (1Mac 3, 30).
 
La mia alleanza con lui era alleanza di vita e di benessere e io glieli concessi; alleanza di timore ed egli mi temette ed ebbe riverenza del mio nome (Ml 2, 5).
 
Ma le levatrici temettero Dio: non fecero come aveva loro ordinato il re d'Egitto e lasciarono vivere i bambini (Es 1, 17).
 
In quel giorno il Signore glorificò Giosuè  agli occhi di tutto Israele e lo temettero, come avevano temuto Mosè  in tutti i giorni della sua vita (Gs 4, 14).
 
Forse Ezechia re di Giuda e tutti quelli di Giuda lo uccisero? Non temettero piuttosto il Signore e non placarono il volto del Signore e così il Signore disdisse il male che aveva loro annunziato? Noi, invece, stiamo per commettere una grave iniquità a nostro danno" (Ger 26, 19).
 
L'angelo disse: "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio" (Gen 22, 12).
 
Alzati davanti a chi ha i capelli bianchi, onora la persona del vecchio e temi il tuo Dio. Io sono il Signore (Lv 19, 32).
 
Non prendere da lui interessi, né utili; ma temi il tuo Dio e fa’ vivere il tuo fratello presso di te (Lv 25, 36).
 
Temi il Signore tuo Dio, a lui servi, restagli fedele e giura nel suo nome (Dt 10, 20).
 
Non credere di essere saggio, temi il Signore e sta’ lontano dal male (Pr 3, 7).
 
Temi il Signore, figlio mio, e il re; non ribellarti né all'uno né all'altro (Pr 24, 21).
 
Conclusione del discorso, dopo che si è ascoltato ogni cosa: Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo per l'uomo è tutto (Qo 12, 13).
 
Temi con tutta l'anima il Signore e riverisci i suoi sacerdoti (Sir 7, 29).
 
Temi il Signore e onora il sacerdote, consegna la sua parte, come ti è stato comandato: primizie, sacrifici espiatori, offerta delle spalle, vittima di santificazione e primizie delle cose sante (Sir 7, 31).
 
Poiché prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonato il paese di cui temi i due re (Is 7, 16).
 
Ti metterò nelle mani di chi attenta alla tua vita, nelle mani di coloro che tu temi, nelle mani di Nabucodònosor re di Babilonia e nelle mani dei Caldei (Ger 22, 25).
 
Ma io ti libererò in quel giorno - oracolo del Signore - e non sarai consegnato in mano agli uomini che tu temi (Ger 39, 17).
 
Bene; essi però sono stati tagliati a causa dell'infedeltà, mentre tu resti lì in ragione della fede. Non montare dunque in superbia, ma temi! (Rm 11, 20).
 
… poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene. Ma se fai il male, allora temi, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male (Rm 13, 4).
 
Le levatrici rispettano la Legge di Dio, Legge ancora non codificata sulle tavole di pietra, ma scritta nel più profondo del loro cuore.
 
Secondo questa Legge, l’uomo mai potrà uccidere un altro uomo. Nessuna politica lo potrà imporre. Ad ogni politica ci si deve sottrarre.
 
La Legge di Dio viene prima di ogni altra legge umana e ogni legge umana è vera legge se è interprete fedele della Legge di Dio.
 
La legge umana immorale non obbliga, mai potrà obbligare.
 
Alla legge umana immorale sempre dobbiamo rifiutare la nostra obbedienza.
 
Il martirio è proprio questo: pagare con la propria vita la disobbedienza ad un ordine immorale, disumano, contro Dio e contro l’uomo.
 
Al martirio siamo obbligati come uomini.
 
Il martirio è la legge della vera umanità che afferma la sua vera umanità.
 
Dove non c’è la proclamazione della vera umanità dell’uomo, lì mai vi potrà essere martirio. Lì vi è suicidio.
 
Altra verità del vero martirio è questa: la vita dovrà essere tolta dagli altri, mai da noi stessi.
 
Se ci togliamo la vita da noi stessi, non siamo martiri, siamo suicidi.
 
Oggi i moderni martiri che si lasciano esplodere e provocano infiniti lutti, non sono martiri, sono suicidi e omicidi insieme.
 
Mai un martire vero ha ucciso un solo uomo. Si è lasciato uccidere per non uccidere.
 
Temere Dio è rispettare la sua Legge e la sua Legge, scritta nei cuori, nelle coscienza, nelle fibre stesse della natura umana, ci dice che dal momento del concepimento fino all’esalazione dell’ultimo respiro, la vita donata non appartiene a colui che la dona (aborto), non appartiene alla politica (regolamentazione delle nascite), non appartiene a nessun altro se non a Dio soltanto, il solo Signore di ogni vita.
 
Ai genitori la responsabilità morale di procreare o non procreare. Una volta che la vita è procreata nel seno materno, essa non appartiene più all’uomo, a nessun uomo.
 
18Il re d’Egitto chiamò le levatrici e disse loro: «Perché avete fatto questo e avete lasciato vivere i bambini?».
 
Il faraone vuole sapere perché il suo piano non ha funzionato.
 
Vuole conoscere le ragioni del perché la vita continua a moltiplicarsi tra i figli di Israele.
 
Lui aveva dato loro un ordine ben preciso: ogni maschio doveva essere ucciso, ogni femmina lasciata vivere.
 
I maschi continuavano a vivere assieme alle femmine. Perché?
 
19Le levatrici risposero al faraone: «Le donne ebree non sono come le egiziane: sono piene di vitalità. Prima che giunga da loro la levatrice, hanno già partorito!».
 
Il timore del Signore dona saggezza, intelligenza, acume nel rispondere.
 
Sembra di trovarci in una anticipazione evangelica.
 
16Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. 17Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 18e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. 19Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: 20infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. (Mt 10,16-20).
 
9Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. 10Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. 11E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. 12Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. 13Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. (Mc 13,9-13).
 
11Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, 12perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire». (Lc 12,11-12),
 
Quando si osserva la Legge del Signore, quando si teme Dio, quando si fa la sua volontà, sempre il Signore viene in nostro aiuto per la nostra salvezza. Sempre mette sulle nostre labbra la giusta parola per la confusione dei nostri avversari.
 
Le levatrici non dicono ciò che esse hanno fatto, cioè che sono state loro a prendere la decisione di lasciare vivere i maschi.
 
Dicono che le donne ebree sono piene di vitalità e sanno partorire anche da sole. Esse non sono come le donne degli Egiziani, bisognose sempre delle levatrici.
 
Così non solo il passato viene salvato. È preservato da ulteriori interrogazioni anche il futuro.
 
La giusta parola è il Signore che la pone sulle nostre labbra. Siamo anche noi a doverla chiedere.
 
17kAnche la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un’angoscia mortale. Si tolse le vesti di lusso e indossò gli abiti di miseria e di lutto; invece dei superbi profumi si riempì la testa di ceneri e di immondizie. Umiliò duramente il suo corpo e, con i capelli sconvolti, coprì ogni sua parte che prima soleva ornare a festa. Poi supplicò il Signore e disse:
 
17l«Mio Signore, nostro re, tu sei l’unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, perché un grande pericolo mi sovrasta.
 
17mIo ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai preso Israele tra tutte le nazioni e i nostri padri tra tutti i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto per loro tutto quello che avevi promesso. 17nMa ora abbiamo peccato contro di te e ci hai consegnato nelle mani dei nostri nemici, perché abbiamo dato gloria ai loro dèi. Tu sei giusto, Signore!
 
17oMa ora non si sono accontentati dell’amarezza della nostra schiavitù: hanno anche posto le mani sulle mani dei loro idoli, giurando di abolire il decreto della tua bocca, di sterminare la tua eredità, di chiudere la bocca di quelli che ti lodano e spegnere la gloria del tuo tempio e il tuo altare, 17pdi aprire invece la bocca delle nazioni per lodare gli idoli vani e proclamare per sempre la propria ammirazione per un re mortale.
 
17qNon consegnare, Signore, il tuo scettro a quelli che neppure esistono. Non permettere che ridano della nostra caduta; ma volgi contro di loro questi loro progetti e colpisci con un castigo esemplare chi è a capo dei nostri persecutori.
 
17rRicòrdati, Signore, manifèstati nel giorno della nostra afflizione e da’ a me coraggio, o re degli dèi e dominatore di ogni potere. 17sMetti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all’odio contro colui che ci combatte, per lo sterminio suo e di coloro che sono d’accordo con lui. 17tQuanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore!
 
17uTu hai conoscenza di tutto e sai che io odio la gloria degli empi e detesto il letto dei non circoncisi e di qualunque straniero. 17vTu sai che mi trovo nella necessità e che detesto l’insegna della mia alta carica, che cinge il mio capo nei giorni in cui devo comparire in pubblico; la detesto come un panno immondo e non la porto nei giorni in cui mi tengo appartata. 17xLa tua serva non ha mangiato alla tavola di Aman; non ha onorato il banchetto del re né ha bevuto il vino delle libagioni. 17yLa tua serva, da quando ha cambiato condizione fino ad oggi, non ha gioito, se non in te, Signore, Dio di Abramo.
 
17zO Dio, che su tutti eserciti la forza, ascolta la voce dei disperati, liberaci dalla mano dei malvagi e libera me dalla mia angoscia!».   
 
Ester la chiede perché necessaria non per sé, ma per la salvezza del suo popolo.
 
Per poter chiedere al Signore dobbiamo vivere nella sua giustizia e nella sua verità. Dobbiamo essere veri suoi amici.
 
20Dio beneficò le levatrici. Il popolo aumentò e divenne molto forte. 21E poiché le levatrici avevano temuto Dio, egli diede loro una discendenza.
 
Il bene fatto agli altri sempre si riversa sopra di noi con un bene infinitamente più grande.
 
Dio benefica le levatrici. Li ricolma di ogni bene. Concede loro una discendenza. Dona loro dei figli e figli dei figli.
 
Dio è sempre ricco in misericordia e in bontà.
 
Anche i figli di Israele aumentano e divengono molto forti.
 
Ancora una volta il piano del faraone si rivela vano.
 
Contro questo popolo non ha alcun potere. Esso è benedetto dal Signore.
 
Contro la benedizione di Dio non ci sono ingegnerie umane che possano rendere inefficace quanto  Lui ha stabilito.
 
Lui ha stabilito che i figli di Israele dovranno aumentare e aumentano.
 
I decreti di un uomo mai potranno rendere vani e inefficaci i disegni di Dio.
 
Dio è il Signore. Gli altri sono solo uomini. Nulla di più.
 
22Allora il faraone diede quest’ordine a tutto il suo popolo: «Gettate nel Nilo ogni figlio maschio che nascerà, ma lasciate vivere ogni femmina».
 
Il Faraone, nella sua stoltezza, pensa che i disegni di decimazione finora proposti, si siamo dimostrati vani per una ragione umana.
 
Non pensa che le ragioni umane non sono la causa del fallimento.
 
Ora pensa ad una soluzione drastica, crudele, spietata, senza cuore.
 
Ordina al suo popolo di gettare nel Nilo ogni figlio maschio che nascerà.
 
Dovranno lasciare vivere solo ogni femmina.
 
Come si può constatare quest’ordine è facile da osservare. Non sono solo due levatrici e neanche alcuni funzionari cui è dovuta la decimazione dei figli di Israele.
 
Ogni Egiziano ora può legittimamente intervenire per gettare nel Nilo un neonato figlio di Ebrei.
 
Così agendo, viene a crearsi un odio generale. L’odio di tutti gli Egiziani contro tutti gli Ebrei.
 
Finisce la pace, l’armonia, la comunione.
 
Ora ognuno può essere traditore e uccisore. Nessuno sa da chi doversi guardare, di chi doversi fidare.
 
Situazione simile è avvenuta con la decisione del Nazismo di eliminare tutti gli Ebrei della Germania e di ogni altro territorio alleato o conquistato.
 
Ancora una volta, la politica cieca, superba, arrogante, stolta, insipiente, insipida, malvagia, ha pensato di poter eliminare un popolo versando il suo sangue.
 
Essa ignora che questo popolo è sotto la potente benedizione del Signore.
 
Contro questo popolo nessuna decisione umana mai vi riuscirà.
 
Non è dell’uomo estinguere la discendenza di Abramo secondo la carne.
 
Alle parole della Genesi si possono dare tutte le interpretazioni e i significati allegorici. Mai però si potrà togliere loro il significato storico.
 
                  15L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta 16e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, 17io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. 18Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce». (Gn 22,15-18).
 
C’è una benedizione eterna del Signore sulla discendenza di Abramo.
 
L’uomo potrà anche accanirsi contro di essa con ferocia, stoltezza, insipienza, totale disumanità, crudeltà inaudita, decisioni impensate e impensabili, sappia però che lui perirà. Il popolo del Signore rimarrà stabile per sempre.
 
Esso si moltiplicherà, crescerà a dismisura, sarà sempre grande e potente.
 
Forse sarebbe anche utile a molti leggere quanto San Paolo dice di questo popolo nella Lettera ai Romani.
 
             1Dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: 2ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua. 3Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne. 4Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; 5a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.
 
6Tuttavia la parola di Dio non è venuta meno. Infatti non tutti i discendenti d’Israele sono Israele, 7né per il fatto di essere discendenza di Abramo sono tutti suoi figli, ma: In Isacco ti sarà data una discendenza; 8cioè: non i figli della carne sono figli di Dio, ma i figli della promessa sono considerati come discendenza. 9Questa infatti è la parola della promessa: Io verrò in questo tempo e Sara avrà un figlio. 10E non è tutto: anche Rebecca ebbe figli da un solo uomo, Isacco nostro padre; 11quando essi non erano ancora nati e nulla avevano fatto di bene o di male – perché rimanesse fermo il disegno divino fondato sull’elezione, non in base alle opere, ma alla volontà di colui che chiama –, 12le fu dichiarato: Il maggiore sarà sottomesso al minore,13come sta scritto:
 
 
Ho amato Giacobbe
 
e ho odiato Esaù.
 
 
14Che diremo dunque? C’è forse ingiustizia da parte di Dio? No, certamente! 15Egli infatti dice a Mosè:
 
 
Avrò misericordia per chi vorrò averla,
 
e farò grazia a chi vorrò farla.
 
 
16Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell’uomo, ma da Dio che ha misericordia. 17Dice infatti la Scrittura al faraone: Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato in tutta la terra. 18Dio quindi ha misericordia verso chi vuole e rende ostinato chi vuole. 19Mi potrai però dire: «Ma allora perché ancora rimprovera? Chi infatti può resistere al suo volere?». 20O uomo, chi sei tu, per contestare Dio? Oserà forse dire il vaso plasmato a colui che lo plasmò: «Perché mi hai fatto così?». 21Forse il vasaio non è padrone dell’argilla, per fare con la medesima pasta un vaso per uso nobile e uno per uso volgare? 22Anche Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande magnanimità gente meritevole di collera, pronta per la perdizione. 23E questo, per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso gente meritevole di misericordia, da lui predisposta alla gloria, 24cioè verso di noi, che egli ha chiamato non solo tra i Giudei ma anche tra i pagani. 25Esattamente come dice Osea:
 
 
Chiamerò mio popolo quello che non era mio popolo
 
e mia amata quella che non era l’amata.
 
26E avverrà che, nel luogo stesso dove fu detto loro:
 
«Voi non siete mio popolo»,
 
là saranno chiamati figli del Dio vivente.
 
27E quanto a Israele, Isaia esclama:
 
Se anche il numero dei figli d’Israele
 
fosse come la sabbia del mare,
 
solo il resto sarà salvato;
 
28perché con pienezza e rapidità
 
il Signore compirà la sua parola sulla terra.
 
29E come predisse Isaia:
 
Se il Signore degli eserciti
 
non ci avesse lasciato una discendenza,
 
saremmo divenuti come Sòdoma
 
e resi simili a Gomorra.
 
 
30Che diremo dunque? Che i pagani, i quali non cercavano la giustizia, hanno raggiunto la giustizia, la giustizia però che deriva dalla fede; 31mentre Israele, il quale cercava una Legge che gli desse la giustizia, non raggiunse lo scopo della Legge. 32E perché mai? Perché agiva non mediante la fede, ma mediante le opere. Hanno urtato contro la pietra d’inciampo, 33come sta scritto:
 
 
Ecco, io pongo in Sion una pietra d’inciampo
 
e un sasso che fa cadere;
 
ma chi crede in lui non sarà deluso. (Rm 9,1-33).
 
 
                 1Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera salgono a Dio per la loro salvezza. 2Infatti rendo loro testimonianza che hanno zelo per Dio, ma non secondo una retta conoscenza. 3Perché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio. 4Ora, il termine della Legge è Cristo, perché la giustizia sia data a chiunque crede.
 
5Mosè descrive così la giustizia che viene dalla Legge: L’uomo che la mette in pratica, per mezzo di essa vivrà. 6Invece, la giustizia che viene dalla fede parla così: Non dire nel tuo cuore: Chi salirà al cielo? – per farne cioè discendere Cristo –; 7oppure: Chi scenderà nell’abisso? – per fare cioè risalire Cristo dai morti. 8Che cosa dice dunque? Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore, cioè la parola della fede che noi predichiamo. 9Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. 10Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. 11Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso. 12Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. 13Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.
 
14Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? 15E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!
 
16Ma non tutti hanno obbedito al Vangelo. Lo dice Isaia: Signore, chi ha creduto dopo averci ascoltato? 17Dunque, la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo. 18Ora io dico: forse non hanno udito? Tutt’altro:
 
 
Per tutta la terra è corsa la loro voce,
 
e fino agli estremi confini del mondo le loro parole.
 
 
19E dico ancora: forse Israele non ha compreso? Per primo Mosè dice:
 
 
Io vi renderò gelosi di una nazione che nazione non è;
 
susciterò il vostro sdegno contro una nazione senza intelligenza.
 
 
20Isaia poi arriva fino a dire:
 
 
Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano,
 
mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me,
 
 
21mentre d’Israele dice:
 
 
Tutto il giorno ho steso le mani
 
verso un popolo disobbediente e ribelle! (Rm 10,1-21).
 
 
                   1Io domando dunque: Dio ha forse ripudiato il suo popolo? Impossibile! Anch’io infatti sono Israelita, della discendenza di Abramo, della tribù di Beniamino. 2Dio non ha ripudiato il suo popolo, che egli ha scelto fin da principio.
 
Non sapete ciò che dice la Scrittura, nel passo in cui Elia ricorre a Dio contro Israele? 3Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno rovesciato i tuoi altari, sono rimasto solo e ora vogliono la mia vita. 4Che cosa gli risponde però la voce divina? Mi sono riservato settemila uomini, che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal. 5Così anche nel tempo presente vi è un resto, secondo una scelta fatta per grazia. 6E se lo è per grazia, non lo è per le opere; altrimenti la grazia non sarebbe più grazia.
 
7Che dire dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava; lo hanno ottenuto invece gli eletti. Gli altri invece sono stati resi ostinati, 8come sta scritto:
 
 
Dio ha dato loro uno spirito di torpore,
 
occhi per non vedere
 
e orecchi per non sentire,
 
fino al giorno d’oggi.
 
 
9E Davide dice:
 
 
Diventi la loro mensa un laccio, un tranello,
 
un inciampo e un giusto castigo!
 
10Siano accecati i loro occhi in modo che non vedano
 
e fa’ loro curvare la schiena per sempre!
 
 
11Ora io dico: forse inciamparono per cadere per sempre? Certamente no. Ma a causa della loro caduta la salvezza è giunta alle genti, per suscitare la loro gelosia. 12Se la loro caduta è stata ricchezza per il mondo e il loro fallimento ricchezza per le genti, quanto più la loro totalità!
 
13A voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, 14nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. 15Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti?
 
16Se le primizie sono sante, lo sarà anche l’impasto; se è santa la radice, lo saranno anche i rami. 17Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu, che sei un olivo selvatico, sei stato innestato fra loro, diventando così partecipe della radice e della linfa dell’olivo, 18non vantarti contro i rami! Se ti vanti, ricordati che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.
 
19Dirai certamente: i rami sono stati tagliati perché io vi fossi innestato! 20Bene; essi però sono stati tagliati per mancanza di fede, mentre tu rimani innestato grazie alla fede. Tu non insuperbirti, ma abbi timore! 21Se infatti Dio non ha risparmiato quelli che erano rami naturali, tanto meno risparmierà te!
 
22Considera dunque la bontà e la severità di Dio: la severità verso quelli che sono caduti; verso di te invece la bontà di Dio, a condizione però che tu sia fedele a questa bontà. Altrimenti anche tu verrai tagliato via. 23Anch’essi, se non persevereranno nell’incredulità, saranno innestati; Dio infatti ha il potere di innestarli di nuovo! 24Se tu infatti, dall’olivo selvatico, che eri secondo la tua natura, sei stato tagliato via e, contro natura, sei stato innestato su un olivo buono, quanto più essi, che sono della medesima natura, potranno venire di nuovo innestati sul proprio olivo!
 
25Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l’ostinazione di una parte d’Israele è in atto fino a quando non saranno entrate tutte quante le genti. 26Allora tutto Israele sarà salvato, come sta scritto:
 
 
Da Sion uscirà il liberatore,
 
egli toglierà l’empietà da Giacobbe.
 
27Sarà questa la mia alleanza con loro
 
quando distruggerò i loro peccati.
 
 
28Quanto al Vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla scelta di Dio, essi sono amati, a causa dei padri, 29infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! 30Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, 31così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia. 32Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!
 
33O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! 34Infatti,
 
 
chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?
 
O chi mai è stato suo consigliere?
 
35O chi gli ha dato qualcosa per primo
 
tanto da riceverne il contraccambio?
 
 
36Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen. (Rm 11,1-26).
 
 
Sono questi tre capitoli densissimi di significato storico e teologico.
 
Noi dobbiamo ancora imparare a leggere la storia dal punto di vista di Dio.
 
È Lui il Signore e nessun altro.
 
SITO in ALLESTIMENTO
Eventuali violazioni ai DIRITTI d'AUTORE, se DEBITAMENTE SEGNALATE a ezio1944@gmail.com - VERRANNO IMMEDIATAMENTE RIMOSSE
Torna ai contenuti