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RICERCHE DI VERITÀ...

 
IL GRANDE GIORNO DI DIO

di Alessandro Conti Puorger
 
 

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IL GIORNO DELL'APOCALISSE
Nel libro dell'Apocalisse di San Giovanni apostolo, l'ultimo libro del Nuovo Testamento della Bibbia cristiana, dopo la presentazione e la visione delle 7 Chiese comincia la visione degli ultimi tempi che è presentata a partire dal capitolo 4.
Un trono nel cielo... "Uno" stava seduto... attorno al trono c'erano ventiquattro seggi con anziani in candide vesti - i 12 figli di Giacobbe - Israele e i 12 apostoli - in mezzo al trono e attorno al trono vi erano quattro esseri viventi .
Sul trono, quindi, assieme all'Uno erano i quattro esseri viventi = per cui chi è su quel trono alla fine dei tempi, in effetti, è l'Uomo, con la sua Sposa, il nuovo Adamo, , elevato sul trono di Dio, e questi è l'Unigenito incarnato che ha aiutato i viventi e li ha portati con se, i suoi fratelli nella carne.

"Alleluia! Ha preso possesso del suo regno il Signore, il nostro Dio, l'Onnipotente. Rallegriamoci ed esultiamo, rendiamo a lui gloria, perché sono giunte le nozze dell'Agnello; la sua sposa è pronta: le fu data una veste di lino puro e splendente. La veste di lino sono le opere giuste dei santi. Allora l'angelo mi disse: Scrivi: Beati gli invitati al banchetto di nozze dell'Agnello!" (Apocalisse 19,6-9)

L'autore ispirato che scrive al capitolo 5,1 riporta questa visione: "E vidi, nella mano destra di Colui che sedeva sul trono, un libro scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli."

Nessuno era in grado di aprire i sigilli del libro!
Chi ha la visione asserisce in Apocalisse 5,5: "Uno degli anziani mi disse: Non piangere; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli".

In questo modo indiretto è ricordata la profezia di Isaia 11,1: "Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto ("natser" ) germoglierà dalle sue radici", quindi, il davidico Gesù di Nazaret , il Crocefisso .

La visione prosegue in Apocalisse in 5,6: "Poi vidi, in mezzo al trono, circondato dai quattro esseri viventi e dagli anziani, un Agnello, in piedi, come immolato; aveva sette corna e sette occhi, i quali sono i sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra."

Tutti cantarono in Apocalisse 5,9-10: "Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio, con il tuo sangue, uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, e hai fatto di loro, per il nostro Dio, un regno e sacerdoti, e regneranno sopra la terra."

Solo la storia di Cristo, infatti, è in grado di aprire la durezza di quei testi che se letti in tutti i modi possibili alla luce degli eventi della Sua storia si aprono per far comprendere il senso profondo del loro messaggio scritto sul dritto e sul rovescio, quindi, da leggere con lettura usuale e dando senso a ogni lettera.

Accade poi che:

  • Apocalisse 7,2 - "E vidi salire dall'oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente."
  • Apocalisse 7,4 - "E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d'Israele..."
La spiegazione di quel 144.000 come ho riportato in altri articoli è semplice:

1   4 40     00 = 144.000
x 100 = Adamo ha reso il centuplo

Seguendo le parole "giorno - giorni", "notte", "luce" e "tenebre" secondo la traduzione C.E.I. 2008 si trova:
  • 12 per "giorno", 8 per "notte", di cui 4 per "giorno e notte",
  • 8 volte per "giorni",
  • 7 volte per "luce",
  • 1 per "tenebre".
Vediamo prima la questione delle "tenebre" che si trova al versetto Apocalisse 16,10.

Le tenebre, sono quanto avvolge il regno di Babilonia ove regna la "bestia", incarnazione del male, la cui mente è quella del "drago", "ten" "il confinato angelo (ribelle)" il maligno, che da voce al "falso profeta", l'anticristo, ma ci sarà il giorno del combattimento finale e della loro fine, infatti:
  • Apocalisse 15,1 - "E vidi nel cielo un altro segno, grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette flagelli; gli ultimi, poiché con essi è compiuta l'ira di Dio."
  • Apocalisse 15,5 - "E vidi aprirsi nel cielo il tempio che contiene la tenda della Testimonianza."
  • Apocalisse 15,7 - "Uno dei quattro esseri viventi diede ai sette angeli sette coppe d'oro, colme dell'ira di Dio..."
  • Apocalisse 16,1 - "...una voce potente che diceva ai sette angeli: Andate e versate sulla terra le sette coppe dell'ira di Dio."
  • Apocalisse 16,10 - "Il quinto angelo versò la sua coppa sul trono della bestia; e il suo regno fu avvolto dalle tenebre."
  • Apocalisse 16,13-14 - "Poi dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta vidi uscire tre spiriti impuri, simili a rane: sono infatti spiriti di demoni che operano prodigi e vanno a radunare i re di tutta la terra per la guerra del grande giorno di Dio, l'Onnipotente."
  • Apocalisse 16,16 - "E i tre spiriti radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedon."
  • Apocalisse 18,2 - Un altro angelo disceso dal cielo "Gridò a gran voce: È caduta, è caduta Babilonia la grande..."
Satana è stato incatenato per 1000 anni, in questo tempo la Chiesa ha il potere di giudicare e regna con Cristo per mille anni: "Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni che stanno ai quattro angoli della terra, Gog e Magòg, e radunarle per la guerra: il loro numero è come la sabbia del mare." (Apocalisse 20,7s)

Su questi mille anni è da aprire una parentesi.
Per chiarirne il significato è da considerare che la Scrittura precedente all'Apocalisse afferma:
  • Salmo 90,4 - "Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno di ieri...";
  • 2Pietro 3,8 - "Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo."
Quei 1000 anni hanno un senso che va compreso.
Servono a definire in modo sapienziale con linguaggio profetico lo scorcio del 7° giorno, quello finale, dalla risurrezione di Cristo alla fine dei tempi, la cui vera durata non è nota; comunque è ora in corso il combattimento finale!

La globalizzazione, la nuova Torre di Babele cerca la rivincita, ma è scritto: "Salirono fino alla superficie della terra e assediarono l'accampamento dei santi e la città amata. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli." (Apocalisse 20,9s)

Ed ecco che: "E vidi un grande trono bianco e Colui che vi sedeva. Scomparvero dalla sua presenza la terra e il cielo senza lasciare traccia di sé. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. E i libri furono aperti. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati secondo le loro opere, in base a ciò che era scritto in quei libri. Il mare restituì i morti che esso custodiva, la Morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. Poi la Morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non risultò scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco." (Apocalisse 20,11-15)

Infine è da parlare della risurrezione.
Nel tempo della crescita della Chiesa molti morti, i santi, i martiri: "...ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi quelli che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte..." (Apocalisse 20,5s)

La conclusione è la visione della Nuova Gerusalemme in cui vi sarà solo "giorno", ossia "luce" e finirà la "notte" per sempre.

Chi ha la visione scrive: "In essa non vidi alcun tempio: il Signore Dio, l'Onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna: la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'Agnello. Le nazioni cammineranno alla sua luce, e i re della terra a lei porteranno il loro splendore. Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno, perché non vi sarà più notte." (Apocalisse 21,22-24)

In conclusione per il fedele tutto viene dalla Parola di Dio che si è "incarnata" nella "scrittura" divenendo "sacra", la "Torah" , veicolo che attraverso i segni delle lettere ebraiche si portano nella mente , la aprono ... per portare a operare.

Le lettere dell'alfabeto ebraico perciò hanno avuto una grande importanza accompagnando in modo stretto l'atto creativo secondo le Sacre Scritture ebraiche, passate tutte nella Bibbia cristiana.
Per tale motivo annetto loro una grande importanza per una loro esegesi.
Ogni lettera ebraica, infatti, com'è evidenziato dalla particolare forma espressiva che presenta la grafia detta "rabbino quadrato", è pure apportatrice di un messaggio tipo icona per cui ogni parola ebraica si può guardare anche come un rebus di più figure, tante quante sono le lettere della parola stessa.
Al riguardo, propongo:
Dalle lettere dal testo ebraico delle Sacre Scritture usate come icone si possono ottenere seconde facce d'interi versetti e capitoli, sempre relativi al Messia, finalità nascosta di tutta la Tenak giudaica, come ho argomentato e presentato nei numerosi articoli del mio Sito.

Ora, in estrema sintesi tutta l'epopea del Messia si può considerare sviluppata in tre "giorni", "iom" , col significato più vasto di quello di giorno solare, ma come tempo d'operazione o atto con cui "è portata la vita ", precisamente:
  • primo e unico giorno delle 6 fasi della creazione fisica di quanto esiste:
  • giorno del Signore il giorno dello "shabbat" allusivo di "stare in esilio () finisce ", in cui il Creatore "è a portarsi ai viventi " con la Torah, e "è a portarsi in vita " nel Signore Gesù che "è a portarsi alle acque " al Giordano, "è a recare la (propria) vita " in croce, "è a recare l'acqua " dal costato, "è a recare la madre " sotto la croce che i viventi "è a recare alle acque " del battesimo e sul finire di questo giorno che stiamo attendendo il Signore "sarà a riportarsi dai viventi " nella gloria di Risorto e "sarà a condurli alla Vita ", quella vera, con la risurrezione;
  • il terzo giorno, giorno eterno senza tramonto, quando "sono portati i viventi " dal Signore e i risorti "sono portati a vivere " nella Sua luce.
a.contipuorger@gmail.com

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