0806_Trasfigurazione_ABC - LITURGIA della PAROLA

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LETTURA e COMMENTO


TRASFIGURAZIONE 6 agostoAGIOGRAFIA
Dn 7,9-10.13-14; Sal. 96; Rm 8, 35. 37-39; Mt 17,1-9 Anno_A
Dn 7,9-10.13-14 opp. 2Pt 1,16-19; Sal 96; Mc 9,2-10 • Anno_B_
Dn 7,9-10.13-14; Sal. 96; Rm 8, 35. 37-39; Lc 9,28b-36 Anno_C

Anno_A_B_C_
Antifona d'Ingresso
Nella  nube luminosa apparve lo Spirito Santo e si udì la voce del Padre: *  «Questi è il mio Figlio, l'amato: * in lui ho posto il mio  compiacimento. Ascoltatelo». (Cf. Mt 17, 5)
Gloria
Gloria  a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal  Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo,  ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo,  Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore  Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo  abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra  supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché  tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo,  con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.
Colletta
—(antica)—
O  Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del tuo Figlio unigenito hai  confermato i misteri della fede con la testimonianza di Mosè ed Elia,  nostri padri, e hai mirabilmente preannunciato la nostra definitiva  adozione a tuoi figli, fa' che, ascoltando la parola del tuo amato  Figlio, diventiamo coeredi della sua gloria. Egli è Dio, e vive e regna  con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
—(oppure)—
O  Padre, che apri la tua mano e sazi ogni vivente, fa' che nulla mai ci  possa separare dal tuo amore, pane che nutre le profondità della vita e  comunione con ogni creatura. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo  Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito  Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Prima Lettura
Dn 7,9-10.13-14
Dal libro del profeta Danièle
Io continuavo a guardare,
quand'ecco furono collocati troni
e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scorreva
e usciva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d'uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
IN ALTERNATIVA:
2Pt 1,16-19
Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo
 Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del  Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole  artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari  della sua grandezza.
Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio  Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: "Questi è  il Figlio mio, l'amato, nel quale ho posto il mio compiacimento". Questa  voce noi l'abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui  sul santo monte.
E abbiamo anche, solidissima, la parola dei  profeti, alla quale fate bene a volgere l'attenzione come a lampada che  brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei  vostri cuori la stella del mattino.
NOTA:
Quando questa  festa ricorre in domenica, si proclamano le tre letture qui indicate; se  la festa ricorre in settimana, si sceglie come prima lettura una delle  due che precedono il Vangelo; il Salmo responsoriale è sempre lo stesso.
C: Parola diDio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale
Sal. 96
RIT: Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.
Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono.
  RIT: Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria.
  RIT: Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.
Perché tu, Signore,
sei l'Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
  RIT: Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.
Seconda Lettura
Rm 8, 35. 37-39
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione,  l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
 Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati,  né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né  alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in  Cristo Gesù, nostro Signore.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Canto al Vangelo
Alleluia, Alleluia.
Questi è il Figlio mio, l'amato:
in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo.
Alleluia.

Vangelo
Mt 17,1-9 (Anno A)
Dal Vangelo secondo Matteo
In  quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e  li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a  loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide  come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con  lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: "Signore, è bello per  noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè  e una per Elia". Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa  li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva:  "Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento.  Ascoltatelo".
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a  terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e  disse: "Alzatevi e non temete". Alzando gli occhi non videro nessuno, se  non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: "Non  parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non  sia risorto dai morti".
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.


Anno_B_TRASFIGURAZIONE • 6 agosto
Dn 7,9-10.13-14 opp. 2Pt 1,16-19; Sal 96; Mc 9,2-10 (anno_B_)

Anno_B_
Antifona d'Ingresso
Nella  nube luminosa apparve lo Spirito Santo e si udì la voce del Padre: *  «Questi è il mio Figlio, l'amato: * in lui ho posto il mio  compiacimento. Ascoltatelo». (Cf. Mt 17, 5)
Gloria
Gloria  a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal  Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo,  ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo,  Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore  Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo  abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra  supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché  tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo,  con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.
Colletta
O  Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del tuo Figlio unigenito hai  confermato i misteri della fede con la testimonianza di Mosè ed Elia,  nostri padri, e hai mirabilmente preannunciato la nostra definitiva  adozione a tuoi figli, fa' che, ascoltando la parola del tuo amato  Figlio, diventiamo coeredi della sua gloria. Egli è Dio, e vive e regna  con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura (Dan 7,9-10.13-14):
Io continuavo a guardare, quand’ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti. Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.

Salmo Responsoriale • Sal. 96
RIT: Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.
Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono.
RIT: Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria.
RIT: Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.
Perché tu, Signore,
sei l'Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
RIT: Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.

Seconda Lettura (2Pt 1,16-19): Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte. E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino.

Versetto prima del Vangelo (Mt 17,5): Alleluia, alleluia. Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo. Alleluia.

Vangelo
Testo del Vangelo (Mc 9,2-10)
Dal Vangelo secondo Marco
: In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.
Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE ANNO C – Festa

Vangelo
Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d'aspetto.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,28b-36
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.
Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Parola del Signore.



06 AGOSTO • Trasfigurazione del Signore • A+B+C

La festa della Trasfigurazione ricorda la dedicazione delle basiliche del Monte Tabor, celebrata già a fine del V secolo. La festa è posteriore a quella dell’Esaltazione della Croce (14 settembre) da cui però dipende per la data, fissata il 6 agosto, 40 giorni prima dell’Esaltazione della Croce. La Festa comincia ad essere celebrata anche in Occidente a partire dal IX secolo e viene inserita nel calendario romano da papa Callisto III nel 1457: occasione storica fu la memoria riconoscente della vittoria ottenuta l’anno prima contro i Turchi, dai quali l’Occidente era seriamente minacciato. Al centro della Festa troviamo naturalmente il mistero della Trasfigurazione: la visione del “vegliardo” sul trono di fuoco e l’apparizione del “Figlio dell’Uomo” (cfr prima lettura).

Anno A Mt 17,1-9 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: "Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia". Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: "Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo". All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: "Alzatevi e non temete". Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: "Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti" .

Dalla paura alla fiducia
Il racconto della trasfigurazione segue la confessione di Pietro a Cesarea e il primo annuncio della passione (cfr 16,13ss). È la ragione “ultima” per la quale merita avere sempre il coraggio di confessare Gesù quale Signore e Dio, anche nei momenti più ardui e difficili, perché Gesù è il Signore. La trasfigurazione, quale anticipo della resurrezione, si offre come un orizzonte che mira ad alleggerire la paura e infondere il coraggio nell’affrontare il cammino della vita.
Qualche versetto prima, al cap 16,22, Pietro, così come quella degli altri discepoli, si ribella per il fatto che Gesù aveva annunciato la sua “passione e morte” e loro non potevano accettare di seguire un Messia la cui vicenda umana si sarebbe conclusa in quel modo. È alla luce di questa premessa che va quindi colta l’esperienza della trasfigurazione. Gesù aveva parlato della sua morte di croce (cfr Mt 16,21ss), e le condizioni per seguirlo: “Se qualcuno vuole venire dietro a me prenda la sua croce…” (Mt 16,24); ora Gesù cerca di aiutare i suoi discepoli a capire che è vero che Lui soffrirà e morirà ma è anche vero che risorgerà. La trasfigurazione è “vivere” in anticipo la risurrezione, proprio per prepararli ad affrontare il cammino di mezzo, cioè la passione-morte.
• Il monte
“Li condusse su un alto monte”:La montagna – ricorda il profeta Isaia – è dimora del Signore elevata al di sopra dei monti” (Is 2,2; Mi 4,1). In questa salita sul monte riecheggiano altre “salite” e altre esperienze di manifestazione di Dio: il monte Oreb/Sinai (Es 3,1; 24,12-18), la salita e la discesa di Mosè (cfr Es 19-34), l’esperienza di Elia (cfr 1Re 19,1-18). Sul monte, Gesù svela ai suoi tre discepoli che la sua vita è molto più profonda di quanto “vedono” e di quanto “sanno”.
“Fu trasfigurato”: l’evangelista è molto asciutto nel segnalare questo dato. Sappiamo da Luca che Gesù salì per pregare: la trasfigurazione è dunque un avvenimento di preghiera, dove Gesù mostra il suo essere una cosa sola col Padre (cfr Gv 10,30). E in questo dialogo, dove “le sue vesti erano bianchissime” -, Gesù si rivela luce del mondo (Gv 12,46).
• Mosè ed Elia
“Apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù”: Elia, padre dei profeti, Mosè, custode della legge. In loro si raccoglie l’intera storia dell’Antico Testamento. Mosè aveva ricevuto in dono diverse manifestazioni di Dio e proprio in questa intimità di amicizia, il suo volto brillava (cfr Es 34,29-35). Ma sappiamo anche che Mosè era l’atteso: “Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te e tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me: ascoltatelo!” (Dt 18,15). Così come Mosè è colui che pregò Dio dicendo: “Fammi vedere la tua gloria” (Es 33,18), sentendosi rispondere: “Non è possibile vedere…e restare in vita” (Es 33,20-23). Segnalo tutto questo perché sul monte con Gesù, Mosè può finalmente vedere la gloria di Dio, che è Gesù Cristo, il “Signore della gloria” (1Cor 2,8), colui sul quale “brilla lo splendore della gloria di Dio” (2Cor 4,6): Gesù, il nuovo Mosè. Accanto a Mosè, Elia, il padre dei profeti che, anche lui salito sul monte, sente Dio “nella voce di una brezza/vento sottile” (1Re 19,12). Egli rappresenta la sintesi ideale di tutta la schiera dei profeti che Giovanni Battista chiuderà, essendo lui l’ultimo profeta, il “nuovo Elia” (cfr Mt 11,14).
La presenza di “Elia e Mosè”. È vero, Gesù deve “rivelarsi” ai discepoli, ma c’è anche un dato più “umano”: Gesù stesso necessita di confrontarsi sulla “sua dipartita” (passione-morte-risurrezione). Sa di non poterlo fare con i suoi discepoli, i quali non capiscono. Così sceglie due “amici” di grande levatura. Due amici della Scrittura. Un modo con il quale Gesù suggerisce a me e a ciascuno di noi, che su certe cose dobbiamo saper scegliere con chi confidarci e confrontarci, perché non tutto è alla portata di tutti. Gli amici della Scrittura, così come anche i Santi, che la Chiesa ci indica come “amici e modelli di vita”, bene possono aiutarci con i loro scritti e i loro esempi a capire il senso della vita e a darne un giusto orientamento.

• La nube
“Venne una nube dal cielo..”: continua a fare da sfondo l’esperienza dell’Esodo: la faticosa marcia del popolo nel deserto, guidato da una nube (Es 13,21ss); la nube sul monte Sinai (Es 19,16); la nube che accompagna “il tabernacolo” (Es 40,34-35), che custodiva “la legge” di Dio e, infine, la nube che scende su Gesù, il quale dirà “i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e nella verità” (Gv 4,23), quando non serviranno più né monti né tabernacoli particolari.
“Egli è il figlio mio, l'amato: ascoltatelo!”: nel momento del battesimo, la voce dal cielo fu udita solo da Gesù (Mc 1,11), ora invece questa stessa voce viene udita anche dai discepoli. Ascoltatelo: è l’eco dello Shema’ “Ascolta, Israele” (Dt 6,4) e delle parole di Mosè: “Il Signore tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto (Dt 18,15). La voce sul monte indica in Gesù, lui solo, colui che ora va ascoltato: Lui è la Parola vivente, Parola di vita, di verità (cfr Gv 14,6).
• È bello stare qui
Pietro non capisce tutto, ma una cosa la coglie: “è bello stare qui” (Mt 17,4). Questa è la spinta umana: quante esperienze “belle” anche noi viviamo a tal punto da lasciarci tentare e dire “Facciamo tre tende…”, “fermiamo il tempo”. Col rischio, però, d’inseguire solo esperienze emozionali ma che ci rendono incapaci di “tornare giù dal monte”, lì dove c’è la concretezza della vita. Gesù m’insegna che l’ascolto fattivo è l’apice dell’esperienza: “Ascoltatelo”. Non possiamo cioè restare sotto la dittatura delle emozioni: servono, sia inteso, ma non bastano. Servono per riscaldare, per ridare slancio, coraggio…ma noi siamo più grandi delle emozioni. “È l’ascolto che definisce il discepolo: non si tratta - ricorda B. Maggioni - di essere originali, ma di essere servi della verità. L’ascolto è fatto di obbedienza e speranza. Richiede intelligenza per comprendere ma anche coraggio per decidersi, perché la Parola ti coinvolge e ti strappa a te stesso”. Donandoti quanto il tuo cuore cerca: “Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15,11). “Signore, che bello!”.

Anno B Mc 9,2-10 In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li  condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato  davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime…E  apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola,  Pietro disse a Gesù: “Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre  capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Non sapeva infatti  che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube dal cielo che li  coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: “Questi è il Figlio  mio, l’amato: ascoltatelo!”. E improvvisamente, guardandosi attorno, non  videro più nessuno se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal  monte, ordinò loro di non raccontare nulla ad alcuno ciò che avevano  visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed  essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire  risorgere dai morti.
• I tre discepoli sul Monte
Giacomo, Giovanni e Pietro sono i tre discepoli più vicini a Gesù, già scelti come testimoni della resurrezione della figlia di Giairo (cf. Mc 5,37-43), quelli che saranno poi anche i testimoni della sua preghiera nell’orto del Getsemani, alla vigilia della passione (cf. Mc 14,32-42).
La montagna – ricorda il profeta Isaia – è dimora del Signore elevata al di sopra dei monti” (Is 2,2; Mi 4,1). In questa salita sul monte riecheggiano altre “salite” e altre esperienze di manifestazione di Dio: il monte Oreb/Sinai (Es 3,1; 24,12-18), la salita e la discesa di Mosè (cfr Es 19-34), l’esperienza di Elia (cfr 1Re 19,1-18). Sul monte, Gesù svela ai suoi tre discepoli che la sua vita è molto più profonda di quanto “vedono” e di quanto “sanno”. Ma ciò che maggiormente interessa, è che Gesù svela che la passione e morte verso le quali va incontro, non sono la distruzione, la fine, ma la piena realizzazione della persona, perché passaggio alla gloria.
• Fu trasfigurato, in dialogo con Mosè ed Elia
L’evangelista è molto asciutto nel segnalare questo dato. Sappiamo da Luca che Gesù salì per pregare: la trasfigurazione è dunque un avvenimento di preghiera, dove Gesù mostra il suo essere una cosa sola col Padre (cfr Gv 10,30). E in questo dialogo, dove “le sue vesti erano bianchissime” -, Gesù si rivela luce del mondo (Gv 12,46).
Elia, padre dei profeti, Mosè, custode della legge. In loro si raccoglie l’intera storia dell’Antico Testamento. Mosè aveva ricevuto in dono diverse manifestazioni di Dio e proprio in questa intimità di amicizia, il suo volto brillava (cfr Es 34,29-35). Accanto a Mosè, Elia, il padre dei profeti che, anche lui salito sul monte, sente Dio “nella voce di una brezza/vento sottile” (1Re 19,12). Egli rappresenta la sintesi ideale di tutta la schiera dei profeti che Giovanni Battista chiuderà, essendo lui l’ultimo profeta, il “nuovo Elia” (cfr Mt 11,14).
In questo discorrere (l’evangelista Luca aggiunge “discorrevano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme, Lc 9,31) Gesù si rivela come l’autentico interprete della Legge e della Profezia, colui che “Cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiega in tutte le Scritture ciò che si riferisce a Lui” (cfr Lc 24,27, Emmaus). E l’evangelista Luca fa coincidere con Mosè ed Elia i “due uomini” presso la tomba vuota del giorno di Pasqua: “Mentre le donne erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti” (Lc 24,4): coloro che interpretano le parole dette da Gesù nella sua vita e proclameranno che Gesù, il Crocifisso, è risorto (cfr Lc 24,4-7).
• Tre tende
Pietro esprime certamente la gioia per quanto vissuto, ma altresì svela quanto non ha ancora compreso! Forse pensa alla gioia di poter incontrare Dio nella “tenda” (cfr Es 33,7-11)? O fa riferimento alla festa delle Capanne/Sukkot, dimenticando che sarà comunque Dio a “costruire” la tenda (cfr 2Sam 7; Is 66,1ss) così come si coglie dallo stesso prologo di Giovanni: “E il Verbo si fece carne e pose la tenda in mezzo a noi” (1,14).
• Una nube dal cielo
Continua a fare da sfondo l’esperienza dell’Esodo: la faticosa marcia del popolo nel deserto, guidato da una nube (Es 13,21ss); la nube sul monte Sinai (Es 19,16); la nube che accompagna “il tabernacolo” (Es 40,34-35), che custodiva “la legge” di Dio e, infine, la nube che scende su Gesù, il quale dirà “i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e nella verità” (Gv 4,23), quando non serviranno più né monti né tabernacoli particolari.
• Una voce
Nel momento del battesimo, la voce dal cielo fu udita solo da Gesù (Mc 1,11), ora invece questa stessa voce viene udita anche dai discepoli. Ascoltatelo: è l’eco dello Shema’ “Ascolta, Israele” (Dt 6,4) e delle parole di Mosè: “Il Signore tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto (Dt 18,15). La voce sul monte indica in Gesù, lui solo, colui che ora va ascoltato: Lui è la Parola vivente, Parola di vita, di verità (cfr Gv 14,6). È Lui cioè il metro di misura con il quale ascoltare Mosè ed Elia: è cambiato il baricentro. E questo crea non poco imbarazzo nei discepoli, perché Gesù non corrisponde all’immagine che si erano fatti di Lui. Eppure, Lui va ascoltato, senza vergognarsi di Lui e della sua Parola (cfr Mc 8,38).

Anno C Lc 9,28b-36 In quel tempo Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul  monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua  veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano  con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo  esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni  erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua  gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano  da lui, Pietro disse a Gesù: "Maestro, è bello per noi essere qui.  Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia". Egli non  sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li  coprì con la sua ombra. All'entrare nella nube, ebbero paura. E dalla  nube uscì una voce, che diceva: "Questi è il Figlio mio, l'eletto;  ascoltatelo!". Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in  quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto
Il monte
“Li condusse su un alto monte”:La montagna – ricorda il profeta Isaia – è dimora del Signore elevata al di sopra dei monti” (Is 2,2; Mi 4,1). In questa salita sul monte riecheggiano altre “salite” e altre esperienze di manifestazione di Dio: il monte Oreb/Sinai (Es 3,1; 24,12-18), la salita e la discesa di Mosè (cfr Es 19-24), l’esperienza di Elia (cfr 1Re 19,1-18). Sul monte, Gesù svela ai suoi tre discepoli che la sua vita è molto più profonda di quanto “vedono” e di quanto “sanno”. Un’esperienza, quella della Trasfigurazione, che avviene nella preghiera, ricorda Luca: “Gesù salì sul monte a pregare”. In questo contesto, Gesù mostra il suo essere una cosa sola col Padre (cfr Gv 10,30). E in questo dialogo, dove “le sue vesti erano bianchissime” -, Gesù si rivela luce del mondo (Gv 12,46).
• Mosè ed Elia
“Ed ecco due uomini conversavano con lui, erano Mosè ed Elia”: Elia, padre dei profeti, Mosè, custode della legge. In loro si raccoglie l’intera storia dell’Antico Testamento. Mosè aveva ricevuto in dono diverse manifestazioni di Dio e proprio in questa intimità di amicizia, il suo volto brillava (cfr Es 34,29-35). Ma sappiamo anche che Mosè era l’atteso: “Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te e tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me: ascoltatelo!” (Dt 18,15). Così come Mosè è colui che pregò Dio dicendo: “Fammi vedere la tua gloria” (Es 33,18), sentendosi rispondere: “Non è possibile vedere…e restare in vita” (Es 33,20-23). Segnalo tutto questo perché sul monte con Gesù, Mosè può finalmente vedere la gloria di Dio, che è Gesù Cristo, il “Signore della gloria” (1Cor 2,8), colui sul quale “brilla lo splendore della gloria di Dio” (2Cor 4,6): Gesù, il nuovo Mosè. Accanto a Mosè, Elia, il padre dei profeti che, anche lui salito sul monte, sente Dio “nella voce di una brezza/vento sottile” (1Re 19,12). Egli rappresenta la sintesi ideale di tutta la schiera dei profeti che Giovanni Battista chiuderà, essendo lui l’ultimo profeta, il “nuovo Elia” (cfr Mt 11,14). La presenza di “Elia e Mosè”. È vero, Gesù deve “rivelarsi” ai discepoli, ma c’è anche un dato più “umano”: Gesù stesso necessita di confrontarsi sulla “sua dipartita” (passione-morte-risurrezione). Sa di non poterlo fare con i suoi discepoli, i quali non capiscono. Così sceglie due “amici” di grande levatura. Due amici della Scrittura. Un modo con il quale Gesù suggerisce a me e a ciascuno di noi, che su certe cose dobbiamo saper scegliere con chi confidarci e confrontarci, perché non tutto è alla portata di tutti. Gli amici della Scrittura, così come anche i Santi, che la Chiesa ci indica come “amici e modelli di vita”, bene possono aiutarci con i loro scritti e i loro esempi a capire il senso della vita e a darne un giusto orientamento.
• La nube
“Venne una nube dal cielo..”: continua a fare da sfondo l’esperienza dell’Esodo: la faticosa marcia del popolo nel deserto, guidato da una nube (Es 13,21ss); la nube sul monte Sinai (Es 19,16); la nube che accompagna “il tabernacolo” (Es 40,34-35), che custodiva “la legge” di Dio e, infine, la nube che scende su Gesù, il quale dirà “i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e nella verità” (Gv 4,23), quando non serviranno più né monti né tabernacoli particolari.
“Egli è il figlio mio, l'amato: ascoltatelo!”: nel momento del battesimo, la voce dal cielo fu udita solo da Gesù (Mc 1,11), ora invece questa stessa voce viene udita anche dai discepoli. Ascoltatelo: è l’eco dello Shema’ “Ascolta, Israele” (Dt 6,4) e delle parole di Mosè: “Il Signore tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto (Dt 18,15). La voce sul monte indica in Gesù, lui solo, colui che ora va ascoltato: Lui è la Parola vivente, Parola di vita, di verità (cfr Gv 14,6).
• È bello stare qui
Pietro non capisce tutto, ma una cosa la coglie: “è bello stare qui” (Lc 9,33). Questa è la spinta umana: quante esperienze “belle” anche noi viviamo a tal punto da lasciarci tentare e dire “Facciamo tre tende…”, “fermiamo il tempo”. Col rischio, però, d’inseguire solo esperienze emozionali ma che ci rendono incapaci di “tornare giù dal monte”, lì dove c’è la concretezza della vita. Gesù m’insegna che l’ascolto fattivo è l’apice dell’esperienza: “Ascoltatelo”. Non possiamo cioè restare sotto la dittatura delle emozioni: servono, sia inteso, ma non bastano. Servono per riscaldare, per ridare slancio, coraggio…ma noi siamo più grandi delle emozioni. “È l’ascolto che definisce il discepolo: non si tratta - ricorda B. Maggioni - di essere originali, ma di essere servi della verità. L’ascolto è fatto di obbedienza e speranza. Richiede intelligenza per comprendere ma anche coraggio per decidersi, perché la Parola ti coinvolge e ti strappa a te stesso”. Donandoti quanto il tuo cuore cerca: “Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15,11). “Signore, che bello!”.

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