0706-Goretti - LITURGIA della PAROLA

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LETTURA e COMMENTO


6 LUGLIOSanta MARIA GORETTI
Vergine e Martire AGIOGRAFIA

PRIMA LETTURA • I vostri corpi sono membra di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
6, 13c-15a.17-20
Fratelli, il corpo non è per l’impurità, ma per il Signore,
e il Signore è per il corpo. Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.
Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito.
State lontani dall’impurità!
Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità, pecca contro il proprio corpo.
Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi?
Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi.
Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate unque Dio nel vostro corpo!
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE • Dal Salmo 30 (31)
Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi. R
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Esulterò e gioirò per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria. R
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori:
sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia. R

CANTO AL VANGELO • Gc 1, 12
Alleluia, alleluia.
Beato l’uomo che resiste alla tentazione
perché, dopo averla superata,
riceverà la corona della vita.
Alleluia.

VANGELO • Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.
Dal Vangelo secondo Giovanni • 12, 24-26
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se il chicco di
grano, caduto in terra, non muore, rimane solo;
se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la
propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche
il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».
Parola del Signore.


Santa Maria Goretti6 luglio
Vergine e Martire (Memoria facoltativa)
BIOGRAFIA
Nacque a Corinaldo presso Ancona nel 1890 e benché illetterata diede chiari segni di santità fin da piccola. Trasferitasi nel Lazio, e precisamente a Ferriere di Conca presso Nettuno, a causa delle condizioni disagiate della famiglia, ivi si prendeva cura dei fratellini e di altri bambini, quando la madre era al lavoro. Il padre morì che ella aveva dieci anni a causa delle disumane condizioni di lavoro a cui erano sottoposti molti operai in quella zona. Tentata da un giovane, oppose sempre un netto rifiuto ad ogni compromesso, finché questi vistosi rifiutato ancora una volta, fu mosso da un impeto di rabbia e colpì Maria ripetutamente con un coltello. La fanciulla morì a soli dodici anni martire della purezza. Alla sua canonizzazione nel 1950 hanno partecipato la madre, la sua famiglia e il suo assassino.
MARTIROLOGIO
Santa Maria Goretti, vergine e martire, che trascorse una difficile fanciullezza, aiutando la madre nelle faccende domestiche; assidua nella preghiera, a dodici anni, per difendere la sua castità da un aggressore, fu uccisa a colpi di pugnale vicino a Nettuno nel Lazio.
DAGLI SCRITTI...
Dal «Discorso per la canonizzazione di santa Maria Goretti» di Pio XII, papa
Come tutti sanno, questa vergine inerme dovette sostenere un'asprissima lotta: improvvisamente contro di lei si scatenò una torbida e cieca bufera, che cercò di macchiare e violare il suo angelico candore. Impegnata in tanta battaglia avrebbe potuto ripetere al redentore divino le parole dell'aureo libro dell'Imitazione di Cristo: «Se sarò tentata e tormentata da molte tribolazioni, non temerò finché sarà con me la tua grazia. Essa é la mia forza; essa mi dona consiglio e aiuto. E più forte di tutti i nemici».
Così sostenuta dalla grazia divina, a cui corrispondeva generosamente, donò la sua vita, ma non perse la gloria della verginità.
In questa vita di umile fanciulla, che brevemente abbiamo tratteggiato, possiamo ammirare non solo uno spettacolo degno del cielo, ma ancora degno di essere considerato e ammirato in questo nostro secolo. Imparino i padri e le madri come bisogna educare rettamente, santamente e fortemente i figli affidati loro da Dio e come bisogna conformarli ai precetti della religione cattolica, in modo che, quando la loro virtù si troverà in pericolo, possano, con l'aiuto della grazia, uscirne vittoriosi, integri,
incotaminati.
Impari la spensierata fanciullezza, la balda giovinezza a non tendere miseramente ai fugaci piaceri del senso, non agli affascinanti allettamenti dei vizi, ma piuttosto impari ad aspirare, anche tra le difficoltà, a quella
cristiana perfezione che tutti possiamo raggiungere con la volontà decisa, sostenuta dalla grazia soprannaturale, con lo sforzo, la preghiera. Non tutti certamente siamo chiamati a subire il martirio, ma tutti siamo chiamati a raggiungere la virtù cristiana. La virtù richiede forza, ché, se non arriva al grado eroico di questa fanciulla, non di meno richiede un'attenzione diuturna, diligente da non tralasciarsi mai fino alla fine della vita. Perciò piò chiamarsi quasi un lento e continuato martirio, a consumare il quale ci ammonisce la divina parola di Gesù Cristo: «Il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono» (Mt 11, 12).
A questo, dunque, tendiamo tutti, sostenuti dalla celeste grazia: a questo ci inviti la santa vergine e martire Maria Goretti. Dal cielo, dove gode una beatitudine eterna, ottenga dal divin redentore con le sue preghiere che tutti noi, secondo la nostra condizione, seguiamo il suo luminoso esempio con volontà forte e la condotta coerente.
NOTA DEL MESSALE
Maria (Corinaldo, Ancona, 16 ottobre 1890 - Nettuno, Roma, 6 luglio 1902), appartenente a una famiglia di braccianti agricoli, crebbe a Le Ferriere di Conca, un ambiente povero e malsano dell’Agro Pontino. Oppostasi alla tentata violenza da parte di un giovane, venne brutalmente uccisa ma perdonò il suo aggressore, il quale poté assistere alla sua canonizzazione (1950).
Dal Comune dei martiri: per una vergine martire o dal Comune delle vergini: per una vergine.

COLLETTA PROPRIA
O Dio, sostegno degli innocenti e gioia dei puri di cuore, che a santa Maria [Goretti] hai dato in giovane età la grazia del martirio e le hai donato la corona di gloria per aver difeso la sua verginità, concedi a noi, per sua intercessione, una costante fedeltà ai tuoi comandamenti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


Santa Maria Goretti, vergine e martire • 06 luglio

“Un angelo di figliola”: Chi la conosceva a Ferriere di Conca, frazione in provincia di Latina, era solito parlare così di Marietta, secondogenita di Luigi Goretti e Assunta Carlini, contadini emigrati nell’agro pontino da Corinaldo, in provincia di Ancona, con i loro sei figli. Era nata in quel paesino marchigiano il 16 ottobre 1890.
Testimone della fede anche nelle difficoltà  
Affabilità, generosità e purezza di cuore caratterizzavano l’indole della piccola Maria, sempre dedita alle faccende domestiche e alla cura dei fratelli più piccoli, mentre i genitori si adoperavano senza riposo nel massacrante lavoro dei campi. La fede, l’assiduità nella preghiera, specialmente quella del Rosario, non venne mai meno nella bambina neanche quando, all’età di 10 anni, subì la grave perdita dell’amato papà, stroncato dalla malaria. La sofferenza non fiaccò la volontà di Marietta, anzi; da quel momento sentì di dover confortare la mamma rimasta sola a badare all’intera famiglia.
Il desiderio della Santa Comunione
Le precarie condizioni economiche spinsero i Goretti ad associarsi nel lavoro alla famiglia Serenelli che abitava nella stessa cascina, impiegata anch’essa nei campi di proprietà del conte Mazzoleni. Mentre i Serenelli, padre e figlio, si dedicavano alla coltivazione e Assunta accudiva i bambini, Maria si occupava della vendita delle uova nella lontana Nettuno, della preparazione dei pasti per i contadini o del rammendo del vestiario. L’intensa attività quotidiana non spense nella bimba il desiderio di pregare: sebbene illetterata, nel 1902, appena undicenne, un anno prima del previsto, chiese ed ottenne di ricevere il sacramento della Comunione. Era disposta a rinunciare a ore di sonno pur di poter partecipare alla messa domenicale a Campomorto, distante diversi chilometri da casa sua.
La croce e il silenzio
A turbare la pace spirituale che sempre aveva albergato nel suo cuore fu il momento in cui, appena sviluppata, divenne oggetto delle morbose attenzioni del diciottenne Alessandro Serenelli da lei fino a quel momento considerato un fratello. Il giovane provò ripetutamente ad insidiare Maria, e, respinto ogni volta con l’invito a non offendere Dio, arrivò a minacciarla di morte se avesse parlato di quelle avances con la famigliaIl silenzio fu una croce pesante da portare, ma la bambina, non voleva aggravare i rapporti già tesi tra le due famiglie e trovò conforto nell’affidamento alla Vergine.
Il martirio e la canonizzazione
Il 5 luglio 1902 mentre i Serenelli e i Goretti erano nei campi e Maria si trovava sola in casa, Alessandro la aggredì e tentò di violentarla. “No, Dio non vuole, andrai all’inferno!”, lo ammonì la bambina desiderosa di custodire la sua castità. Il giovane allora, accecato dalla rabbia, la colpì ripetutamente con un punteruolo, ferendola mortalmente. Il giorno successivo, prima di spirare, la piccola perdonò il carnefice confidando alla madre l’intimo desiderio che anche lui potesse raggiungerla in Paradiso. Condannato al carcere il ragazzo si convertì nel 1910 e, scontata la pena, nel 1928 chiese perdono ad Assunta Goretti, accostandosi con lei alla Comunione. Per voler di Pio XII Marietta fu proclamata santa il 24 giugno 1940. Nel 1950 alla canonizzazione, partecipata da una folla immensa, era presente anche la mamma ammalata. Il santuario della Madonna delle Grazie a Nettuno che custodisce le spoglie mortali della martire è oggi meta costante di pellegrinaggi.

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