0705-AntZacc - LITURGIA della PAROLA

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LETTURA e COMMENTO


05 luglio • SANT’ANTONIO MARIA ZACCARIA • sacerdote
Dal Comune dei pastori o dei santi [per gli educatori e per i religiosi]:
2 Tm 1, 13-14; 2, 1-3 • Salmo 1 • Mc 10, 13-16 ► AGIOGRAFIA




Sant'Antonio Maria Zaccaria • Sacerdote

BIOGRAFIA • Nacque a Cremona nel 1502 da famiglia nobile e studiò medicina a Padova, esercitando in seguito la professione a favore dei poveri. Nel contempo si dava all'istruzione catechistica tra i fanciulli. Dopo aver rinunciato all'eredità paterna ed essersi legato a Dio con voto di verginità, intrapresi gli studi teologici nel 1528 divenne sacerdote. Nel 1530, essendo cappellano della contessa Luigia Torelli di Guastalla, si trasferì a Milano che divenne il campo del suo apostolato. Qui, per ispirazione del P. Battista da Crema domenicano, istituì una compagnia di preti regolari dediti all'apostolato per la riforma del clero e l'edificazione del laicato: ne nacque la Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo, i quali – avendo successivamente la cura della chiesa di san Barnaba a Milano – furono detti Barnabiti. Vennero anche istituite le Angeliche di San Paolo, congregazione femminile sorta nel 1536. Sant'Antonio diede sviluppo e ordine alla pratica delle Quarantore. E risale a lui la consuetudine di far suonare la campanella alle 3 pomeridiane in ricordo della morte del Signore. Fu canonizzato nel 1897.
MARTIROLOGIO
Sant'Antonio Maria Zaccaria, sacerdote, che fondò la Congregazione dei Chierici regolari di San Paolo o Barnabiti allo scopo di rinnovare la vita dei fedeli e a Cremona in Lombardia fece ritorno al Salvatore.
DAGLI SCRITTI...
Dal «Discorso ai confratelli» di sant'Antonio Maria Zaccaria, sacerdote
Il discepolo di Paolo apostolo
«Noi stolti a causa di Cristo» (1 Cor 4, 10): così diceva di sé, degli apostoli e di coloro che professano la fede apostolica la nostra beata guida e santissimo protettore. Ma non dobbiamo meravigliarci o temere, carissimi fratelli, perché «un discepolo, non é da più del maestro, né un servo da più del suo padrone» (Mt 10, 24). Coloro che ci avversano, mentre fanno male a se stessi, perché provocano contro di sé lo sdegno di Dio, fanno però del bene a noi, perché ci accrescono la corona della gloria eterna. Dobbiamo quindi compiangerli e amarli, piuttosto che disprezzarli e odiarli. Anzi, dobbiamo pregare per loro e non lasciarvi vincere dal male, ma vincere il male con il bene e ammassare sopra il loro capo atti di pietà, come carboni ardenti (Rm 12, 20) di carità - come ci ammonisce il nostro Apostolo - in modo che essi vedano la nostra pazienza e mitezza, ritornino ad una via migliore e si accendano di amore per Dio.
Quanto a noi, Dio nella sua misericordia ci ha tolti dal mondo, sebbene indegni, perché lo serviamo salendo di virtù in virtù e portiamo un grande frutto di carità mediante la pazienza, gloriandoci non solo nella speranza della gloria dei figli di Dio, ma anche nelle tribolazioni. Considerate la vostra chiamata (cfr. 1 Cor 1, 26), carissimi fratelli. Se volessimo esaminarla bene, vedremmo facilmente ciò che esige da noi, e come abbiamo incominciato a seguire, benché da lontano, i passi dei santi apostoli e degli altri discepoli di Cristo, così non rifiuteremo di partecipare ai loro patimenti. «Corriamo con perseveranza nella corsa, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede» (Eb 12, 1).
Quindi noi che abbiamo scelto per padre e giuda un apostolo così grande, e ci siamo impegnati a seguirlo, sforziamoci di mettere in pratica la sua dottrina e i suoi esempi. Non sarebbe conveniente infatti che sotto un tale capo vi siano soldati vili o disertori, né che siano indegni i figli di un così grande padre.
NOTA DEL MESSALE
Antonio (Cremona, 1502/1503 - 5 luglio 1539), medico, si prese cura dei poveri. Ordinato presbitero, fondò la Società dei Chierici regolari di San Paolo – detti Barnabiti dalla chiesa di San Barnaba in Milano dove ebbero origine – e una Società dei coniugati, per la santità nel matrimonio. Con la sua predicazione ravvivò la fede e la devozione popolare.
Dal Comune dei pastori: per un pastore o dal Comune dei santi: per gli educatori o per i religiosi.
COLLETTA PROPRIA
Concedi a noi, o Signore, di crescere, secondo lo spirito dell’apostolo Paolo, nella sublime scienza di Gesù Cristo, che illuminò la vita di sant’Antonio Maria [Zaccaria] e lo rese, nella tua Chiesa, annunciatore della parola di salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Antonio Maria
Nato a Cremona nel 1502, studiò medicina a Padova. Sacerdote, fondò la Società dei Chierici di san Paolo o Barnabiti. Morì nel 1549. A pochi mesi di vita, rimase orfano di padre. In casa, grazie alla madre, respirò i valori cristiani e l’attenzione verso i poveri. Sarà la madre ad avviarlo negli studi di Medicina a Padova, affinché coltivasse solida formazione. Antonio accettò, confidando alla madre di essersi personalmente consacrato a Dio e che gli studi di Medicina gli sarebbero stati utili per meglio servire i poveri. A 22 anni era già laureato! Rientrato a Cremona, si dedicò – gratuitamente – alla cura dei malati poveri e raccoglieva i ragazzi della città presso la chiesa di san Vito, dove li intratteneva con catechesi.
La scelta religiosa
Alla luce di questa esperienza, il suo padre spirituale gli fece presente che accanto alle malattie del corpo, c’erano molte malattie dell’anima e che solo un sacerdote poteva porvi la giusta cura. Antonio non aveva mai pensato di farsi religioso o sacerdote, ma alla fine accettò.
Nel 1528 è consacrato prete. Il giorno della prima messa gli accadde un evento che lo segnò tutta la vita. Un’illuminazione – dono di Dio stesso, dirà - che gli permise di capire in modo nuovo la salvezza operata da Cristo in croce, la sua reale presenza nell’Eucaristia e il valore della Parola di Dio. A partire da questa esperienza, raccolse attorno a sé alcuni amici per evangelizzare e portare a un rinnovamento dei costumi. A quest’opera si unì la contessa di Guastalla, Ludovica Torelli, anch’essa preoccupata e delusa del livello culturale in cui si ritrovava la Chiesa. Si divisero così i compiti: Antonio Maria si concentrò sui sacerdoti, e lei sui monasteri, visto che lei stessa era diventata religiosa.
Chierici Regolari di san Paolo
Quanti operavano in questa missione si ritrovavano regolarmente presso la chiesa di san Barnaba, a Milano. Fondarono così l’ordine dei Chierici Regolari di san Paolo, detti Barnabiti dalla loro prima chiesa; e la Torelli fondò le Angeliche di san Paolo. Infine pensarono anche a un ramo dedito ai laici, Coniugati amici di san Paolo. Se i Chierici erano “cosa normale” anche per quegli anni, a far fatica ad entrare nella mentalità del tempo erano le donne, in quanto quelle che si consacravano solitamente restavano chiuse in monastero. Le Angeliche invece lavorarono per la riforma dei monasteri femminili, l’assistenza negli ospedali e l’istituzione di luoghi pii.
Anche l’opera di Antonio non trovò subito vita facile. Infatti, arrivò a inviare per le vie di Milano Barnabiti e Angeliche per compiere mortificazioni pubbliche, allo scopo di suscitare nel popolo pentimento e conversione. Per i suoi modi e le sue catechesi, dovette andare a Roma due volte (1534 e 1537) per difendersi dalle accuse, finché il Papa stesso ne approvò l’opera. A difenderlo, inoltre, intervenne anche il Cardinale di Milano, Carlo Borromeo. A partire da questa duplice approvazione, l’opera di Antonio Maria si diffuse ovunque: ritiri spirituali, quarant’ore, comunione frequente, commenti e catechesi sulla Parola di Dio… Il rinnovamento della Chiesa doveva partire dall’interiorità. Morì il 5 luglio 1539, tra le braccia della madre.
Scritti
Il Zaccaria non ha lasciato particolari Scritti, ma quanto sappiamo lo si coglie dalle Lettere, alcune omelie e le Costituzioni. Scrive ai suoi: “Vi voglio tutti santi, e non piccoli santi”. Guardando al Crocifisso, non possiamo noi esser da meno, e chi può renderci degni di imitare la vita e le gesta del Crocifisso è solo l’Eucaristia. Per questo spingerà affinché s’impari a riceverla di frequente e a starvi in adorazione, perché quest’opera svuota noi stessi per riempirci dello Spirito Santo.  “E’ proprio dei grandi cuori voler servire senza ricompensa, combattere senza soldi e senza rifornimenti assicurati”.; “Avanzate sempre, aspirate al perfetto”; “Consacrate tutto il vostro tempo libero a intrattenervi con il Crocifisso. Parlate a Gesù in croce di tutto ciò che vi riguarda e chiedetegli consiglio, per voi e per gli altri”.



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