0606-Norberto - LITURGIA della PAROLA

Selezione SITI WEB di SPIRITUALITÀ
Vai ai contenuti

LETTURA e COMMENTO


06 Giugno • SAN NORBERTO, VESCOVO - MEMORIA FACOLTATIVA
Colore Liturgico bianco • CLICCA x INFOCLICCA x VIDEO

Antifona
Il Signore lo ha scelto come sommo sacerdote,
gli ha aperto i suoi tesori
e lo ha ricolmato di ogni benedizione.
Oppure:
Ecco il sommo sacerdote che nella sua vita piacque a Dio.
Il Signore lo ha reso grande
in mezzo al suo popolo. (Cf. Sir 50,1; 44,16.22)
Colletta
O Dio, che nel santo vescovo Norberto
hai dato alla tua Chiesa un ministro mirabile
per spirito di orazione e zelo pastorale,
fa’ che, per sua intercessione,
il gregge dei fedeli trovi sempre pastori secondo il tuo cuore
e pascoli di salvezza eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura
Si trattava di un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo.
Dagli Atti degli Apostoli
At 25,13-21
In quei giorni, arrivarono a Cesarèa il re Agrippa e Berenìce e vennero a salutare Festo. E poiché si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re le accuse contro Paolo, dicendo:
«C'è un uomo, lasciato qui prigioniero da Felice, contro il quale, durante la mia visita a Gerusalemme, si presentarono i capi dei sacerdoti e gli anziani dei Giudei per chiederne la condanna. Risposi loro che i Romani non usano consegnare una persona, prima che l'accusato sia messo a confronto con i suoi accusatori e possa aver modo di difendersi dall'accusa.
Allora essi vennero qui e io, senza indugi, il giorno seguente sedetti in tribunale e ordinai che vi fosse condotto quell'uomo. Quelli che lo incolpavano gli si misero attorno, ma non portarono alcuna accusa di quei crimini che io immaginavo; avevano con lui alcune questioni relative alla loro religione e a un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo.
Perplesso di fronte a simili controversie, chiesi se volesse andare a Gerusalemme e là essere giudicato di queste cose. Ma Paolo si appellò perché la sua causa fosse riservata al giudizio di Augusto, e così ordinai che fosse tenuto sotto custodia fino a quando potrò inviarlo a Cesare».
Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 102 (103)
R. Il Signore ha posto il suo trono nei cieli.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R.
Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l'oriente dall'occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe. R.
Il Signore ha posto il suo trono nei cieli
e il suo regno dòmina l'universo.
Benedite il Signore, angeli suoi,
potenti esecutori dei suoi comandi. R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa;
vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. (Gv 14,26)
Alleluia.

Vangelo
Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecore.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 21,15-19
In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse "Mi vuoi bene?", e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
Parola del Signore.

Sulle offerte
Accogli, o Signore, questo sacrificio del tuo popolo,
perché i doni che offriamo per la tua gloria in onore di san Norberto
siano per noi sorgente di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Il buon pastore dà la propria vita per le sue pecore. (Cf. Gv 10,11)
Dopo la comunione
I sacramenti che abbiamo ricevuto,
Signore Dio nostro,
accrescano in noi l’ardore della carità
che infiammò la vita di san Norberto
e lo spinse a donarsi instancabilmente per la tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.


San Norberto, vescovo di Magdeburgo, fondatore dei Canonici Regolari Premostratensi          

 Norberto
“Illustre del Nord”, questo il significato del suo nome.  Arcivescovo di Magdeburgo e fondatore dell’ordine di Prémontrè. Nato nel  1080/85, in Germania o Olanda (le fonti sono discordanti). Il padre era  a servizio dell’arcivescovo di Colonia. Ancora giovane, Norberto fu  nominato canonico della chiesa di Xanten, per essere poi educato alla  corte di Federico I. Successivamente passò alla Corte dell’Imperatore  Enrico V, dove ebbe modo di conoscere i contrasti sulle questioni  politiche e religiose del tempo, ma anche condurre una vita disordinata e  spensierata.
Resasi vacante la sede vescovile di Cambrai, l’Imperatore offrì la  sede a Norberto, il quale la rifiutò e se ne tornò a Xanten. Una cosa  però si chiedeva: come faceva l’Imperatore a proporgli un tale incarico  solo per “simpatia”, senza provvedere a formarlo alla missione? E  ripensando alle discussioni del passato e osservando il livello  culturale-spirituale del clero e dei vescovi, comprese bene su quali  aspetti era necessario lavorare. Intanto, lungo la strada del rientro,  raccontano le fonti sulla Vita, venne colpito da un fulmine che  rischiò di ucciderl;: cadendo a terra e resosi conto che non era  accaduto nulla, lesse questo episodio come un “segno di Dio” che lo  invitava a fidarsi unicamente di Lui. In quell’incidente comprese che  pur conducendo una vita agiata e apparentemente sicura, in realtà nulla  gli garantiva la vita… se non Dio solo. Decise così di entrare nel  monastero di san Benedetto a Siegburg, fino ad essere ordinato sacerdote  dall’arcivescovo di Colonia, Federico.
Tra i predicatori mendicanti
A quel tempo c’erano i predicatori mendicanti, uomini che avevano  scelto di vivere di quanto la provvidenza offriva loro. Lungo il loro  peregrinare, predicavano e cercavano di testimoniare il vangelo. Anche  Norberto vi aderì per un periodo, conquistando cuori e intelligenze per  il suo modo affabile e per i contenuti profondi della sua parola. Ma  proprio la folla che si riuniva attorno a lui per ascoltarlo, suscitò  non poche invidie in alcuni Vescovi, i quali cominciarono a mettere in  dubbio il contenuto delle sue predicazioni. Norberto decise così di  scendere a Roma per esporre direttamente al Papa la questione. Il Papa,  dopo averlo ascoltato, lodò i contenuti, la sua opera e lo incoraggiò a  proseguire. Nel viaggio di rientro, però, non si diresse subito verso la  Germania, dove i suoi nemici sarebbero stati pronti a eliminarlo.
L’Ordine di Prémontrè
Strada facendo predicava il vangelo a quanti incontrava: le regioni  del Reno, il Belgio… Morto papa Gelasio, venne eletto Callisto II:  Norberto andò anche da lui per ricevere dovuto riconoscimento e questi  non solo glielo accordò, ma gli indicò il vescovo di Laon, Bartolomeo.  Questi, dopo aver ascoltato Norberto, gli propose di fondare una vita  cenobitica e così nacque l’Ordine di Prémontré, dal nome della città di  fondazione.  Siamo nel 1121. Come regola di base scelsero la Regola di  Sant’Agostino, più attinente alla vita apostolica, confronto a quella di  san Benedetto. Nel 1123 si diresse verso la città di Anversa, nella  diocesi di Cambrai, per una serie di problemi che vi erano sorti. Di  fronte agli sbandamenti spirituali e alla banalizzazione dell’Eucaristia  e degli altri sacramenti da parte di sacerdoti poco idonei e formati,  Norberto reagì con la predicazione e con l’esempio. La sua opera fu di  tale portata, che venne istituita la festa del “Trionfo di Norberto”,  dove veniva celebrata la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, da  lui celebrata con profonda devozione e spiegata in ogni sua catechesi.  Per questo fatto è a lui attribuito il titolo di “Apostolo del  santissimo Sacramento”.
Arcivescovo di Magdeburgo
Giunto a Speyer, trovò le autorità impegnate nel decidere chi poteva  essere nominato arcivescovo di Magdeburgo. Si trattava di una Sede  delicata, in quanto centro e riferimento della vita cattolica in  Germania. La concomitanza di questi due momenti – l’arrivo di Norberto e  la discussione in atto – portarono alla nomina proprio di Norberto ad  Arcivescovo. Data la precaria situazione in cui versavano i sacerdoti,  sia a livello culturale che spirituale, chiamò in soccorso i fratelli  premostratensi, per i quali fondò un monastero. La scelta si rivelò  importante, tanto che ben presto i sacerdoti che abbracciarono la vita  cenobitica e di povertà superò quella dei sacerdoti diocesani. Dalla  “Vita sancti Norberti”: “Molto spesso Norberto suggeriva ai suoi  questi tre punti: purezza (dell’anima e dell’ambiente) nei riguardi  dell’altare e dei santi misteri; correzione (fraterna), in capitolo e  altrove, delle colpe e negligenze; esercizio della carità e  dell’ospitalità nei confronti dei poveri”.
Ma l’opera di Norberto non si fermò alla sua diocesi.
I due Papi
Alla morte di Onorio II, nel 1130, erano stati eletti due Papi: prima  Innocenzo II e poi Anacleto II. L’unità della Chiesa era in pericolo.  Mentre Bernardo di Chiaravalle cercava ogni modo per far riconoscere il  legittimo papa in Francia, stessa cosa faceva Norberto in Germania. La  controversia durò fino al 1132, quando Norberto accompagnò l’Imperatore  Lotario di Germania a Roma, e Bernardo fece la stessa cosa per la parte  francese. Anacleto venne così deposto e l’unità della Chiesa preservata.  In quel contesto, l’imperatore – visto il grande favore fatto al Papa –  chiese di poter nuovamente eleggere i Vescovi nel suo impero e, mentre  il Papa stava per cedere alla richiesta, intervennero Bernardo e  Norberto per fermarlo, sostenendo che anche se è vero che l’imperatore  aveva liberato la chiesa dallo scisma, non doveva però ora privarla  della libertà.
La morte
Norberto morì il 6 giugno 1134. Inizialmente venne sepolto nella  chiesa del cenobio, tra i suoi “fratelli”. Ma quando al tempo della  Riforma la città di Magdeburgo passò ai protestanti, i premostratensi  fecero di tutto per portare via le reliquie, dato che i protestanti non  coltivavano la devozione per le reliquie dei santi. Nel 1626 si potè  aprire il sepolcro e portare il corpo a Praga, dove l’abate di Strahow  concesse che lì venisse portato. Nel 1627 le spoglie furono così deposte  nella chiesa del cenobio dei Canonici Premostratensi a Strahow, nella  città di Praga, dove venne innalzato un altare. La sua vita e la sua  opera fu sempre affiancata a quella di san Bernardo,  entrambe impegnati  nella riforma dei costumi e della cultura del loro tempo.

Torna ai contenuti