0319-SanGiuseppe - LITURGIA della PAROLA

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LETTURA e COMMENTO


19 marzo • San Giuseppe • F • AGIOGRAFIA
2 Sam 7, 4-5.12-14.16; Sal 88; Rm 4, 13.16-18.22; Mt 1, 16.18-21.24.

Antifona d'Ingresso
Ecco il servo fedele e prudente, * che il Signore ha messo a capo della sua famiglia. (Cf. Lc 12, 42)
Gloria
Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.
Colletta
Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell'opera di salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Prima Lettura
2 Sam 7, 4-5.12-14.16
Dal secondo libro di Samuele
In quei giorni, fu rivolta a Natan questa parola del Signore:
«Va' e di' al mio servo Davide: Così dice il Signore: "Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno.
Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre"».
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
Salmo Responsoriale • Sal 88
RIT: In eterno durerà la sua discendenza.
Canterò in eterno l'amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».
 RIT: In eterno durerà la sua discendenza.
«Ho stretto un'alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono».
 RIT: In eterno durerà la sua discendenza.
«Egli mi invocherà: "Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza".
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele».
 RIT: In eterno durerà la sua discendenza.

Seconda Lettura
Rm 4, 13.16-18.22
Dalla lettera di san Paolo ai Romani.
Fratelli, non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede.
Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi - come sta scritto: «Ti ho costituito padre di molti popoli» - davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all'esistenza le cose che non esistono.
Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza». Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Canto al Vangelo
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Beato chi abita nella tua casa, Signore:
senza fine canta le tue lodi.
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Vangelo
Mt 1, 16.18-21.24 • Dal Vangelo secondo Matteo
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
IN ALTERNATIVA:
Lc 2,41-51
Dal Vangelo secondo Luca
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
Professione di Fede
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
Preghiera dei Fedeli
Fratelli e sorelle, la gioia nel venerare Giuseppe, modello di vita evangelica, ci invita alla preghiera per la Chiesa e per il mondo. Diciamo insieme:
Santifica il tuo popolo, Signore.
Ti lodiamo, Padre, per la docilità di Giuseppe: rendi docile la tua Chiesa agli insegnamenti del tuo divin Figlio. Preghiamo:
Gloria a te, o Padre, per il discernimento di Giuseppe: dona ai nostri pastori la sapienza che sa capire i segni dei tempi. Preghiamo:
Sii lodato, Padre, per Giuseppe che ha accolto nei Magi gli uomini venuti da lontano: dona anche a noi la virtù dell'accoglienza, che ci apre alle persone lontane da te. Preghiamo:
Ti lodiamo, Padre, per la laboriosità di Giuseppe: ricambia con la tua grazia il lavoro generoso e onesto di ogni uomo. Preghiamo:
Sii benedetto, Padre, per la responsabilità silenziosa e fattiva di Giuseppe: insegnala a tutti i genitori perché indichino ai figli la strada del Signore. Preghiamo:
Ti glorifichiamo, Padre, per la presenza di Cristo nella casa di Giuseppe: Gesù eucaristico sia per noi il centro della vita. Preghiamo:
Padre onnipotente e santo, che ti servi degli uomini per compiere i tuoi disegni di amore, insegnaci ad imitare il nostro fratello san Giuseppe che per tutta la vita ti ha lodato e glorificato. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Sulle Offerte
Donaci, o Padre, di servire al tuo altare con la stessa purezza di cuore che animò san Giuseppe nella fedele dedizione al tuo Figlio unigenito, nato dalla Vergine Maria. Per Cristo nostro Signore.
Prefazio
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, * rendere grazie sempre e in ogni luogo * a te, Signore, Padre santo, + Dio onnipotente ed eterno. ** Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti glorifichiamo * nella solennità [memoria] di san Giuseppe. ** Egli, uomo giusto, da te fu prescelto come sposo di Maria, Vergine e Madre di Dio; * servo saggio e fedele, fu posto a capo della santa Famiglia per custodire, come padre, il tuo unico Figlio, * concepito per opera dello Spirito Santo, + Gesù Cristo Signore nostro. ** Per mezzo di lui gli Angeli lodano la tua gloria, * le Dominazioni ti adorano, le Potenze ti venerano con tremore; * a te inneggiano i cieli dei cieli e i Serafini, + uniti in eterna esultanza. ** Al loro canto concedi, o Signore, * che si uniscano le nostre umili voci + nell'inno di lode: **
Antifona alla Comunione
—(antica)—
Bene, servo buono e fedele: prendi parte alla gioia del tuo padrone. (Mt 25, 21)
—(oppure)—
«Va', tuo figlio vive». * Quell'uomo credette alla parola di Gesù * e si mise in cammino. (Gv 4, 50)
Dopo la Comunione
Proteggi sempre la tua famiglia, o Signore, che hai nutrito a questo altare nella gioiosa memoria di san Giuseppe, e custodisci in noi i doni del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.


19 marzo San Giuseppe Sposo di Maria •
La più antica menzione del culto di san Giuseppe in Occidente appare intorno all’800 nel nord della Francia. Vi si legge al 19
marzo: “Ioseph sponsus Mariae”. La menzione di Giuseppe sposo di Maria sarà sempre più frequente dal IX al XIV secolo. Nel XII secolo, i crociati, eressero una chiesa in suo onore a Nazaret. Ma è nel XV secolo che il culto a san Giuseppe si diffonderà sotto l’influenza di san Bernardino da Siena e soprattutto di Giovanni Gerson (+ 1420), cancelliere di Notre Dame di Parigi: sarà proprio lui ad alimentare il desiderio di una festa dedicata a san Giuseppe in modo ufficiale. C’erano già alcune celebrazioni, a Milano, presso gli Agostiniani e in molte località della Germania. Comunque sia, dal 1480, con l’approvazione di Papa Sisto IV s’inizia a celebrare la festa il 19 marzo, che diventerà poi obbligatoria con Papa Gregorio XV nel 1621. Pio IX nel 1870 lo dichiara patrono della Chiesa universale, e Giovanni XXIII nel 1962 fa inserire il suo nome nel Canone romano della Santa Messa. E Papa Francesco ha approvato sette nuove invocazioni nelle Litanie di san Giuseppe: custode del Redentore, servo di Cristo, ministro della Salvezza, sostegno nelle difficoltà, patrono degli esuli, patrono degli afflitti, patrono dei poveri.
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore (Mt 1,16.18-21.24).
La liturgia propone anche Lc 2, 41-51
Padre amato
Giuseppe si è posto al servizio del progetto della salvezza. Si è preso cura della Santa Famiglia che Dio gli ha affidato. Si è fatto un servo attento al momento dell’Annunciazione; un servo provvidente nel prendersi cura di Maria e del Bambino che portava in grembo; ha preso le difese della Famiglia nel momento del pericolo. Sono solo alcuni dei tratti di san Giuseppe che spiegano il perché il santo popolo di Dio lo venera con particolare devozione.
Padre nella tenerezza
Giuseppe ha insegnato a Gesù a camminare, tenendolo per mano: Gesù ha visto la tenerezza di Dio in Giuseppe, uomo giusto. In Giuseppe, Gesù ha visto l’uomo di fede che sa guardare con speranza la vita, perché in mezzo alle tempeste Dio rimane saldo al timone della barca della vita.
Padre nell’obbedienza
A Giuseppe il piano di Dio gli viene svelato attraverso i sogni, e la sua risposta è sempre pronta: nel momento dell’Annunciazione del Signore, quando Erode vuole uccidere il Bimbo, alla morte di Erode. Giuseppe viene guidato da Dio e obbedisce. Gesù ha respirato questa “sottomissione” filiale a Dio, e ha imparato a obbedire ai genitori.
Padre dell’accoglienza
Giuseppe si presenta come figura di uomo rispettoso, delicato, capace di mettere la dignità e la vita di Maria al di sopra di ogni cosa, anche della sua reputazione. Giuseppe accoglie, certo che ogni cosa è guidata dalla provvidenza di Dio. Ha capito che la vita si svela nella misura che si accoglie il progetto di Dio, che ci si riconcilia con il progetto di Dio. È il realismo cristiano: accogliere in Dio la propria storia, per imparare ad accogliere chi incontriamo.
Padre del coraggio creativo
Di fronte alle difficoltà, Giuseppe ha sempre tirato fuori le risorse più inaspettate. Giuseppe è l’uomo mediante il quale Dio si prende cura degli inizi della storia della salvezza; dove le difficoltà non fermano l’audacia e l’ostinazione di questo uomo giusto e saggio. Dio si fida di quest’uomo, così come si fida di Maria, e da qui, Giuseppe si rivela il Custode della Santa Famiglia: quella di Nazaret, e oggi quella della Chiesa.
Padre lavoratore
Il lavoro, inteso come partecipazione all’opera stessa di Dio, è quanto Giuseppe porta avanti nella sua vita ed è quanto insegna al Figlio Gesù. L’importanza del lavoro per dare origine a una nuova “normalità”, in cui nessuno sia escluso. Il lavoro di san Giuseppe ricorda che Dio stesso fatto uomo non ha disdegnato di lavorare. Il lavoro è garanzia della dignità dell’uomo.
Padre nell’ombra
Essere padri significa introdurre il Figlio all’esperienza della vita, alla realtà. Non trattenerlo, non imprigionarlo, non possederlo, ma renderlo capace di scelte, di libertà, di partenze. La logica dell’amore è sempre logica di libertà: e la gioia di Giuseppe è il dono di sé. Si è reso inutile, si è lasciato mettere in ombra affinché emergesse il Figlio.
Preghiera
Salve, custode del Redentore,
e sposo della Vergine Maria.
A te Dio affidò il suo Figlio;
in te Maria ripose la sua fiducia;
con te Cristo diventò uomo.
O Beato Giuseppe, mostrati padre anche per noi,
e guidaci nel cammino della vita.
Ottienici grazia, misericordia e coraggio,
e difendici da ogni male. Amen.

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