LETTURA e COMMENTO
.05 Febbraio (D) • SANT'AGATA, VERGINE E MARTIRE •
Antifona
Beata la vergine
che, rinunciando a se stessa e prendendo la croce,
ha imitato il Signore,
sposo delle vergini e principe dei martiri.
Colletta
Donaci, o Signore, la tua misericordia
per intercessione di sant’Agata, vergine e martire,
che sempre ti fu gradita
per la forza del martirio e la gloria della verginità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Il Signore corregge colui che egli ama.
Dalla lettera agli Ebrei • Eb 12,4-7.11-15
Fratelli, non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato e avete già dimenticato l'esortazione a voi rivolta come a figli:
«Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore
e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui;
perché il Signore corregge colui che egli ama
e percuote chiunque riconosce come figlio».
È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.
Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.
Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore; vigilate perché nessuno si privi della grazia di Dio. Non spunti né cresca in mezzo a voi alcuna radice velenosa, che provochi danni e molti ne siano contagiati.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 102 (103)
R. L’amore del Signore è da sempre.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono,
perché egli sa bene di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere. R.
Ma l’amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli,
per quelli che custodiscono la sua alleanza. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono. (Gv 10,27)
Alleluia.
Vangelo
Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,1-6
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d'intorno, insegnando.
Parola del Signore.
Sulle offerte
I doni che ti presentiamo nel glorioso ricordo di sant'Agata
ti siano graditi, o Signore,
come fu preziosa ai tuoi occhi l’offerta della sua vita.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
L’Agnello assiso sul trono
li guiderà alle sorgenti della vita. (Cf. Ap 7,17)
Dopo la comunione
O Dio, che hai glorificato tra i santi la beata Agata
con la duplice corona della verginità e del martirio,
per la potenza di questo sacramento
donaci di superare con forza ogni male,
per raggiungere la gloria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
05 Febbraio • Sant'AGATA • Vergine e MartireBIOGRAFIALa santa di Catania, dove subì il martirio nel 250, è stata venerata fin dal secolo VI a Milano, a Roma e a Ravenna, alla data del 5 febbraio, e anche in Oriente. Benché gli Atti del suo martirio, avvenuto sotto Decio, siano tardivi e apocrifi (avevano ispirato le diciassette antifone, con otto responsori, nel precedente Ufficio). Il patrizio Ricimero aveva fatto costruire a Roma una chiesa dedicate alla santa (secolo V) e destinata agli ariani: Sant'Agata dei Goti; e papa Simmaco, agli inizi del secolo VI, aveva introdotto ufficialmente il culto liturgico della martire a Roma, dedicandole una basilica sulla via Aurelia ("in fundum Lardarium"). Si attribuisce a Gregorio Magno l'introduzione del nome nel canone romano, per cui è venerata con memoria obbligatoria anche oggi. Forse la devozione dei papi per la martire è dovuta al fatto che san Pietro, secondo la leggenda, sarebbe apparso alla vergine crudelmente torturata (con l'asportazione dei seni) per guarirle le piaghe. Preludio al culto fu il miracoloso salvataggio di Catania da un'eruzione dell'Etna, la cui lava si arrestò nel primo anniversario della morte di Agata.MARTIROLOGIOMemoria di sant'Agata, vergine e martire, che a Catania, ancora fanciulla, nell'imperversare della persecuzione conservò nel martirio illibato il corpo e integra la fede, offrendo la sua testimonianza per Cristo Signore.DAGLI SCRITTI...Dal «Discorso su sant'Agata» di san Metodio Siculo, vescovo
Donata a noi da Dio, sorgente stessa della bontà
La commemorazione annuale di sant'Agata ci ha qui radunati perché rendessimo onore a una martire, che si è antica, ma anche di oggi. Sembra infatti che anche oggi vinca il suo combattimento perché tutti i giorni viene come coronata e decorata di manifestazioni della grazia divina.
Sant'Agata è nata dal Verbo del Dio immortale e dall'unico suo Figlio, morto come uomo per noi. Dice infatti san Giovanni: «A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio» (Gv 1, 12).
Agata, la nostra santa, che ci ha invitati al religioso banchetto, è la sposa di Cristo. E' la vergine che ha imporporato le sue labbra del sangue dell'Agnello e ha nutrito il suo spirito con la meditazione sulla morte del suo amante divino.
La stola della santa porta i colori del sangue di Cristo, ma anche quelli della verginità. Quella di sant'Agata, così, diviene una testimonianza di una eloquenza inesauribile per tutte le generazioni seguenti.
Sant'Agata è veramente buona, perché essendo di Dio, si trova dalla parte del suo Sposo per renderci partecipi di quel bene, di cui il suo nome porta il valore e il significato: Agata (cioè buona) a noi data in dono dalla stessa sorgente della bontà, Dio.
Infatti cos'è più beneficio del sommo bene? E chi potrebbe trovare qualcosa degno di esser maggiormente celebrato con lodi del bene? Ora Agata significa «Buona». La sua bontà corrisponde così bene al nome e alla realtà. Agata, che per le sue magnifiche gesta porta un glorioso nome e nello stesso nome ci fa vedere le gloriose gesta da lei compiute. Agata, ci attrae persino con il proprio nome, perché tutti volentieri le vadano incontro ed è insegnamento con il suo esempio, perché tutti, senza sosta, gareggino fra di loro per conseguire il vero bene, che è Dio solo.Nota del messaleAgata fu martire a Catania, probabilmente durante la persecuzione di Decio (251). Il suo culto iniziò a diffondersi nel secolo V, quando papa Simmaco le dedicò una basilica sulla via Aurelia. L’anniversario della sua morte è ricordato il 5 febbraio dal Martirologio geronimiano (sec. V-VI); il suo nome è inserito nel Canone Romano.Elisabetta Jacobucci (al secolo: Agata)(1858 - 1939)• Venerabile Serva di Dio •
Suora professa dell’Istituto delle Suore Terziarie Francescane Alcantarine; condusse una vita virtuosa nella semplicità del quotidiano. Mostrò grande umiltà e spirito di servizio, sempre disponibile ad accettare le mansioni più umili, nella consapevolezza che si trattasse della volontà di Dio espressa attraverso i Superiori. La sua fede genuina le consentì di aprirsi alla Grazia e intraprendere un profondo cammino spirituale
Biografia
Riusciva a cogliere il bene presente in ciascuno, nonostante i contesti difficili, caratterizzati da miseria, prevaricazioni e degrado
La Venerabile Serva di Dio Elisabetta Jacobucci (al secolo: Agata) nacque a Trevi (Frosinone, Italia) il 23 luglio 1858, in una famiglia di contadini di profonda religiosità. Rimasta orfana di padre a 14 anni, non potendo opporsi al volere della madre che desiderava per lei un matrimonio, l’8 febbraio 1885, scappò di notte da Trevi e raggiunse Roma, dove fu accolta come postulante dalle Suore Francescane Alcantarine, che gestivano l’Ospizio S. Margherita da Cortona per il recupero delle donne pericolanti.
Il 2 maggio 1885 fu ammessa in noviziato a Castellamare di Stabia e, il 10 dicembre 1886, emise la prima professione a Venosa, dove era stata inviata presso il Conservatorio per anziani “S. Carlo Borromeo”.
Nel 1887 fu trasferita a Sant’Agnello di Sorrento, nell’orfanotrofio “dei Sette Dolori” come questuante. Emise la professione perpetua il 12 gennaio 1905 e, nel 1924, venne mandata a Pozzano di Castellammare di Stabia, per la cura degli orfani. Dal 1927 visse a Meta di Sorrento, nell’Ospizio di “Santa Maria del Lauro”. La sua occupazione principale fu la questua, che praticava nei centri abitati della costiera di Sorrento, fino all’isola di Capri. Visse sempre molto semplicemente e fu molto amata dalle popolazioni, che la conoscevano per il suo incessante questuare a favore dei più poveri.
In seguito a un’emorragia cerebrale, morì a 81 anni a Meta di Sorrento (Italia), il 10 febbraio 1939.
La Venerabile Serva di Dio condusse una vita virtuosa nella semplicità del quotidiano. Mostrò grande umiltà e spirito di servizio, sempre disponibile ad accettare le mansioni più umili, nella consapevolezza che si trattasse della volontà di Dio espressa attraverso i Superiori. La sua fede genuina le consentì di aprirsi alla Grazia e intraprendere un profondo cammino spirituale. La preghiera rappresentò il fulcro della sua crescita interiore. Incarnò il carisma Alcantarino legato alla contemplazione della Passione e caratterizzato da spirito di penitenza e povertà. Unì all’aspetto ascetico dell’Istituto un intenso apostolato caritativo, principalmente a beneficio di orfani e di anziani. La sua operosità rappresentò un notevole supporto spirituale ed economico per le consorelle. Nei confronti delle giovani suore fu materna e amorevole. La questua le consentì di incontrare molte persone di ogni condizione e ceto sociale. Mentre chiedeva l’elemosina, portava il Signore tra la gente in un vero e proprio apostolato di strada. Con fine capacità di discernimento riusciva a cogliere il bene presente in ciascuno, nonostante i contesti difficili, caratterizzati da miseria, prevaricazioni e degrado. La sua carità fattiva e il carattere gioviale e sensibile raggiungevano i bisognosi attraverso gesti delicati e premurosi.
La fama di santità già presente in vita è aumentata dopo la morte, unita ad una consistente fama signorum.
Il Processo Informativo Ordinario e il Processo super non cultu si svolsero presso la Curia ecclesiastica di Sorrento (Italia), rispettivamente dal 1963 al 1964 e nel 1964.
Validità giuridica dei Processi: 22 settembre 1995.
La Seduta dei Consultori Storici si tenne il 9 gennaio 2021 e diede voto affermativo.
Congresso Peculiare dei Consultori Teologi (15 dicembre 2022): esito affermativo.
Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi (6 febbraio 2024): esito affermativo.

