Domenica 25 agosto, una giornata di orazione proposta a tutte le comunità religiose dall’Arcivescovo di Tunisi. Invito anche al digiuno per cristiani e musulmani vittime degli scontri
DAVIDE DEMICHELIS
ROMA
Domenica 25 agosto preghiera e digiuno per la pace in Africa e Medio Oriente. E’ l’invito dell’Arcivescovo di Tunisi, rivolto non solo ai suoi connazionali, ma al mondo intero. Monsignor Ilario Antoniazzi propone che “i sacerdoti parlino ai fedeli di questa iniziativa, magari durante l’omelia, e li invitino a partecipare. Chiediamo anche ai malati di offrire al Signore le loro sofferenze per la pace”.
Forse non è un caso che la proposta di pregare per la pace venga dalla regione in cui è vissuto Sant’Agostino. Anche a Tunisi oggi, le istituzioni si reggono su un equilibrio precario: il governo guidato dal partito islamico moderato Ennahda, deve far fronte alla protesta di migliaia di cittadini scesi in piazza nelle scorse settimane, accusandolo di avere la responsabilità morale degli omicidi di alcuni leader dell’opposizione. Il vento delle primavere arabe è soffiato anche in Tunisia, portando Ennahda al governo, ma si temono nuovi rivolgimenti, come in Egitto.
I cristiani in Tunisia sono l’uno per cento della popolazione. I musulmani sono la stragrande maggioranza, circa il 98 per cento, secondo le statistiche ufficiali. Ma non sono i numeri che contano, sostiene monsignor Antoniazzi: “Noi ci sentiamo in debito verso il nostro Paese. E’ per questo che preghiamo per la pace in Tunisia e in tutti i Paesi della fascia nordafricana, soprattutto Egitto e Siria, sconvolti da conflitti che la Chiesa segue con grande sofferenza”.
L’invito alla preghiera e al digiuno di questa domenica, è rivolto a tutte le comunità cristiane e non solo, in spirito di “solidarietà con tutti i nostri fratelli che soffrono, cristiani e musulmani”. L’Arcivescovo di Tunisi conclude la sua riflessione con una nota di speranza: “Noi crediamo che Dio sia il Signore della Storia e che anche queste prove, così difficili, contribuiscano al bene di quanti lo amano sinceramente”
