{"id":798,"date":"2022-03-28T17:45:01","date_gmt":"2022-03-28T15:45:01","guid":{"rendered":"https_3A//arcangelosanmichele.altervista.org/@p=798"},"modified":"2022-03-28T17:45:01","modified_gmt":"2022-03-28T15:45:01","slug":"eresie-daltri-tempi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arcangelosanmichele.altervista.org\/eresie-daltri-tempi\/","title":{"rendered":"Eresie d&#8217;altri tempi"},"content":{"rendered":"<h3>\u00a0tratto dall&#8217;Enciclopedia di Apologetica &#8211; quinta edizione &#8211; traduzione del testo APOLOG\u00c9TIQUE Nos raisons de croire &#8211; R\u00e9ponses aux objection<\/h3>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Tutte le eresie tendono al razionalismo. &#8211; Il cattolicesimo, confrontato con le altre forme di cristianesimo, \u00e8 caratterizzato particolarmente dalla sua fedelt\u00e0 nel mantenere intatto l&#8217;insegnamento tradizionale, nonostante tutte le apparenti difficolt\u00e0 che si possono presentare. Le eresie tendono, vorremmo dire per forza di cose, al razionalismo: esse pretendono di proporre alle anime una religione intelligibile e perci\u00f2 non esitano a sacrificare, quando torni utile, una parte della verit\u00e0 rivelata.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Tendono al razionalismo, dal quale, d&#8217;altronde, partono e si pu\u00f2 dire che logicamente, se non sempre storicamente, l&#8217;eresia \u00e8 l&#8217;effetto d&#8217;un atteggiamento razionalista da parte dei suoi &#8221; responsabili &#8220;. Per la massa che vi \u00e8 trascinata, il razionalismo pu\u00f2 essere una conclusione dell&#8217;eresia, perch\u00e9 l&#8217;uomo, privato della guida della fede, ha bisogno di darsi delle ragioni; ma originariamente l&#8217;errore il pi\u00f9 delle volte \u00e8 preceduto dall&#8217;orgoglio umano.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Il cattolicesimo invece non teme il mistero. Sarebbe esagerato dire che se ne compiace, ma lo accetta, perch\u00e9 in esso vede una condizione di vita. Nelle pagine seguenti vedremo la verit\u00e0 di queste osservazioni richiamando il lontano ricordo di alcune eresie d&#8217;altri tempi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>\u00a7 1. &#8211; Errori circa la natura dell&#8217;insegnamento tradizionale.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Primi attacchi contro la tradizione al tempo di San Paolo. &#8211; Si pu\u00f2 dire che la Chiesa, fin dai primi giorni della sua storia, si trov\u00f2 di fronte ad eresie. San Paolo, nelle Lettere della prigionia e in quelle pastorali, mette in guardia i suoi discepoli contro le tendenze pericolose dei novatori, che predicano dottrine estranee, e noi non troviamo in questo, come certi critici, un motivo per negare l&#8217;autenticit\u00e0 di tali lettere. Specialmente nella provincia dell&#8217;Asia, dove s&#8217;incontravano tanti opposti sistemi, dove si urtavano tanti influssi diversi, era quasi fatale che la predicazione cristiana fornisse l&#8217;appiglio a ogni sorta di speculazioni capaci di adulterarla. D&#8217;altronde conosciamo assai poco gli errori condannati da San Paolo, ed \u00e8 assai verosimile che non si possano ridurre ad unit\u00e0. Alcuni dottori della menzogna, si preoccupano soprattutto delle esigenze della vita pratica, predicano un ascetismo esagerato, forse esigono anche dai loro ascoltatori la continenza perfetta, preludendo cosi all&#8217;encratismo. Altri s&#8217;interessano troppo alla speculazione: sono gi\u00e0 gnostici, con le loro interminabili genealogie e le novit\u00e0 profane di parole, con l&#8217;esagerato culto degli angeli, con le pretese di rivelare un mistero nascosto. La fermezza usata dall&#8217;Apostolo contro questi sistemi, comunque siano e da qualunque parte vengano, \u00e8 notevole. Una formula breve ne traduce il senso: &#8220;Custodisci il deposito&#8221;. La fede cristiana \u00e8 qualcosa di sacro: essa fu affidata all&#8217;apostolo che l&#8217;ha trasmessa ai suoi discepoli, i quali a loro volta, devono trasmetterla come l&#8217;hanno ricevuta, senza cambiamenti o adulterazioni di sorta.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Il secondo secolo: gli gnostici. &#8211; Questa fedelt\u00e0 non sar\u00e0 senza merito, specialmente quando saranno scomparsi gli ultimi apostoli e finch\u00e9 non sia riconosciuta ovunque l&#8217;autorit\u00e0 d&#8217;un giudice supremo delle controversie. In quanto ci \u00e9 noto, il secondo secolo ci appare come il secolo della gnosi. Da ogni parte sorgono sistemi che pretendono di rivelare tutti i segreti della vita divina e di far conoscere agli uomini i misteri dell&#8217;eternit\u00e0: Basilide e suo figlio Isidoro; Valentino e i suoi discepoli, Eracleone, Tolomeo, Marco, Teodoto s&#8217;ingegnano a descrivere il mondo dell&#8217;aldil\u00e0 con gli eoni che lo popolano e che procedono gli uni dagli altri. Oggi ci torna difficile interessarci a tutta questa fantasmagoria, che d&#8217;altronde conosciamo poco nei particolari; ma le anime antiche vi trovavano una seduzione incomparabile. In se stessa l&#8217;idea della gnosi non era cristiana: vi furono gnosi esclusivamente pagane e forse&#8217; anche gnosi giudaiche. Tuttavia si comprende bene come spiriti ingegnosi avessero trovato il mezzo d&#8217;introdurre il nome di Ges\u00f9 tra quelli degli altri eoni e anche come abbiano fatto di Ges\u00f9 il redentore delle anime decadute: non \u00e8 questa una testimonianza della forza e della vitalit\u00e0 del cristianesimo? Tra gl&#8217;inventori di sistemi nessuno l&#8217;avrebbe preso in considerazione se non fosse riuscito a conquistare le anime: il suo stesso successo lo mette in pericolo, perch\u00e9 gli fa correre il rischio di non restare se stesso e di divenire un nuovo sincretismo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Qui non possiamo ricordare neppure sommariamente la storia degli gnosticismi cristiani, che per\u00f2 ci danno l&#8217;occasione di fare molti rilievi a loro riguardo. Prima di tutto bisogna sottolineare la potenza di seduzione della gnosi: tutti vogliono sapere, tutti corrono dietro ai segreti della scienza; e sono proprio le pretese rivelazioni riguardo al mondo dell&#8217;aldil\u00e0 che valsero alle religioni misteriche un gran numero di adepti. Gli stessi cristiani, intendo quelli che appartengono alla grande Chiesa, non sono sempre insensibili a&#8217; questa seduzione: per rendersene conto basta leggere opere come le Odi di Salomone, l&#8217;Epistola apostolorum, gli Atti di Tommaso, gli Atti di Giovanni. I critici non hanno ancor finito di discutere sull&#8217;ambiente in cui apparvero questi libri: alcuni vedono in essi produzioni nettamente gnostiche, il che pare esatto per gli Atti di Tommaso; altri vi trovano lo spirito della grande Chiesa, e le Odi di Salomone sembrano realmente un&#8217;opera cattolica. Almeno i cattolici del secondo secolo non temono sempre di usare espressioni sospette. Molti di loro diffidano della carne, in cui vedono il principio del male e spingono a un entcratismo esagerato e pericoloso. Naturale quindi che il compito della Chiesa s\u00eca di far fronte al pericolo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">D&#8217;altra parte se il cristianesimo autentico non \u00e8 una gnosi nel senso stretto che si pu\u00f2 dare a questa parola, comporta tuttavia una dottrina, che deve mantenere intatta perch\u00e9 la considera, e giustamente, come rivelata da Dio. La dottrina da sola non basta se non informa tutta la vita. Son fedeli non coloro che posseggono la parola d&#8217;ordine con cui entrare nel mondo superiore, ma coloro che praticano la carit\u00e0, che si amano a vicenda e che, come gi\u00e0 notava Plinio il Giovane, s&#8217;impegnano con giuramento a non commettere nessun delitto. La loro vita morale \u00e8 fondata su una fede, la quale, lungi dall&#8217;essere una cieca fiducia, \u00e8 invece una ferma adesione a un insegnamento. Leggendo le opere di Clemente Alessandrino e di Origene, si resta talvolta sorpresi nel vedere quale posto occupi specialmente in Clemente, che non cess\u00f2 mai d&#8217;essere un professore, l&#8217;elemento intellettuale della religione. Clemente esagera, e il ritratto dello gnostico da lui tracciato con amore, \u00e8 qualcosa di puramente ideale; ma se anche fosse realizzabile, non sarebbe quello del vero cristiano. Tuttavia bisogna aggiungere che Clemente ed Origene furono sempre fedeli alla Chiesa. Basta dire che la Chiesa \u00e8 lungi dal misconoscere il posto della dottrina nella sua vita.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Un esempio significativo: Marcione e la sua critica dell&#8217;Antico Testamento. &#8211; \u00c8 appena necessario aggiungere che alla Chiesa sta molto a cuore conservare l&#8217;integrit\u00e0 di questa dottrina. Particolarmente significativo al riguardo \u00e8 il caso di Marcione. Egli non \u00e8 propriamente- un gnostico, ma prima di tutto un cristiano, che per\u00f2 esagera l&#8217;originalit\u00e0 del cristianesimo fino a condannare tutto il complesso dell&#8217;Antico Testamento. Per Marcione il Dio giudaico non \u00e8 quello vero; la sua giustizia diventa iniqua e il Dio buono, rivelato da Ges\u00f9, ha l&#8217;unico compito di mettere fine, al suo regno. Venuto Ges\u00f9, il giudaismo non ha che da scomparire. Quindi Marcione non s&#8217;accontenta di dichiarare che la Chiesa non ha nulla di comune con la Sinagoga e che devono essere rinnegati tutti i libri sacri dei giudei; ma pretende sottoporre ad un esame critico anche i libri cristiani, conservando soltanto il Vangelo di San Luca e le Lettere di San Paolo, dopo essersi affaticato a purgarle accuratamente. Il suo eclettismo finisce in una dottrina assai coerente e anche molto razionalista; il talento d&#8217;organizzatore gli permette di costituire comunit\u00e0 abbastanza solide per resistere a non pochi assalti.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">La Chiesa cattolica non ignora tutto ci\u00f2 che la separa dalla Sinagoga: fin dai primi giorni della sua esistenza dovette lottare per la conquista della sua indipendenza e, durante la predicazione di Marcione, trova i Giudei tra i suoi peggiori nemici. Ma essa non vuole rinnegare nulla della sua eredit\u00e0. I libri sacri dell&#8217;Antico Testamento le appartengono come propriet\u00e0 sua: l&#8217;autore della Lettera di Barnaba non arriva forse a sostenere che essi hanno cessato di essere la propriet\u00e0 dei Giudei? A fortiori avviene lo stesso di tutti gli scritti che rivendicano come propri autori apostoli o discepoli: prima che finisca il secondo secolo il canone del Nuovo Testamento \u00e8 costituito press&#8217;a poco come lo definir\u00e0 il Concilio di Trento; in particolare, i quattro Vangeli vengono presentati da Sant&#8217;Ireneo come diverse redazioni dell&#8217;unico Vangelo. Ges\u00f9 aveva detto che non era venuto per distruggere la legge, ma per compierla; nulla quindi, nemmeno un apice o uno iota, sparir\u00e0 dalla Legge, ed a questa regola la Chiesa si attiene, senza chiedersi se cos\u00ec non diventi pi\u00f9 difficile la professione del cristianesimo. Che importano le difficolt\u00e0? Solo conta la fedelt\u00e0 all&#8217;insegnamento del Maestro, che bisogna mantenere intatto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Si pu\u00f2 notare che oggi la Chiesa, su questo punto, pensa esattamente come la Chiesa d&#8217;un tempo e che non \u00e8, pi\u00f9 di allora, disposta a rigettare l&#8217;Antico Testamento nonostante gl&#8217;inviti che le rivolgono certi critici. Haraack nel suo studio su Marcione non ha forse scritto: k Giustamente la Chiesa del secondo secolo si rifiut\u00f2 di commettere l&#8217;errore di rigettare l&#8217;Antico Testamento &#8220;, perch\u00e9 allora non poteva respingerlo senza rompere ogni legame con esso, e senza dichiararlo opera di un falso dio, il che avrebbe significato gettare il turbamento nelle coscienze? o Conservare l&#8217;Antico Testamento nel secolo xvi fu un destino al quale la Riforma non pot\u00e8 ancora sottrarsi &#8220;, sebbene Luter\u00f2 ne avesse quasi avuto l&#8217;intenzione: Non potest nobis monstrare verum Deum. &#8221; Ma conservare ancora l&#8217;Antico Testamento, come fonte canonica, dopo il secolo xix \u00e8 conseguenza d&#8217;una paralisi religiosa ed ecclesiastica&#8221;. Harnack acconsente che si conservi il Nuovo Testamento, a perch\u00e9 non si potrebbe fare migliore raccolta di fonti per determinare ci\u00f2 che \u00e8 cristiano &#8220;, ma condanna i libri dell&#8217;Antico Testamento, esattamente come Marcione. La Chiesa cattolica per\u00f2 non acconsentir\u00e0 mai a subire o a fare una mutuazione di questo genere. &#8221; Essa riceve come sacri e canonici tutti questi libri, nella loro integrit\u00e0 e con tutte le loro parti, come si usa leggerli nella Chiesa cattolica e come si trovano nella vecchia Volgata latina &#8221; (Conc. Trid. sess. rv).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">L&#8217;atteggiamento della Chiesa. -L&#8217;eresia scioglie; la Chiesa conserva, non avendo per cosi dire altra missione. Gli gnostici insistono sulla conoscenza d&#8217;una dottrina e molti di loro abbandonano volentieri la morale: se basta la gnosi, se gli peumatici sono predestinati alla salute, non \u00e8 evidente che la condotta della vita \u00e8 indifferente e che il praticare la virt\u00f9 non serve nulla? Forse potrebbe anche essere utile fare ogni genere d&#8217;esperienze e avvoltolarsi nel vizio. Altri che insistono sul dualismo e sulla natura essenzialmente cattiva della materia, condannano perfino l&#8217;uso legittimo del matrimonio e votano i loro adepti alla continenza assoluta. Gli uni e gli altri sono forse logici nelle conclusioni, ma partono da premesse false, e per provarlo la Chiesa non ha bisogno di lunghe dimostrazioni, bastandole notare che la sua dottrina \u00e8 un principio di vita. Conoscere \u00e8 bene, ma vivere \u00e8 meglio, se la vita traduce fedelmente la conoscenza. Il vero cristiano \u00e8 chiamato alla salute, e non viene salvato definitivamente dal solo fatto dell&#8217;iniziazione battesimale o anche dalla partecipazione al corpo e al sangue di Cristo. N\u00e9 le formule n\u00e9 i sacramenti esercitano un&#8217;azione magica ed \u00e8 ancora pi\u00f9 falso dire che ci sono uomini che si salvano per natura, mentre altri sarebbero per natura dannati. Ciascuno deve appropriarsi i meriti della redenzione operata da Cristo e chi pecca render\u00e0 conto a Dio dei propri peccati. Ecco quello che la Chiesa risponde agli gnostici immoralisti. D&#8217;altronde agli encratiti di ogni scuola risponde che se la pratica della virt\u00f9 \u00e8 indispensabile, non \u00e8 necessario imporre agli uomini gioghi che essi non possono portare: eccellente \u00e8 la verginit\u00e0, come dichiar\u00f2 il Signore e San Paolo conferm\u00f2, ma non si potrebbe renderla obbligatoria: qui potest capere capiat. All&#8217;origine del mondo Dio istitu\u00ec il matrimonio per assicurare la propagazione della specie umana; quindi il matrimonio rimane buono e l&#8217;unione dell&#8217;uomo e della donna, secondo San Paolo, pu\u00f2 venire paragonata all&#8217;unione di Cristo e della sua Chiesa. Sarebbe una follia condannarla, mentre si tratta semplicemente di santificarla.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">La concezione cattolica: Sant&#8217;Ireneo. &#8211; Sant&#8217;Ireneo \u00e8 il grande avversario dello gnosticismo, che, alla fine del secondo secolo, quando gi\u00e0 i primi dottori dell&#8217;eresia sono morti e i loro epigoni moltiplicano all&#8217;infinito le sette, espone mirabilmente il pensiero cattolico di fronte all&#8217;errore: la Chiesa \u00e8 fatta per custodire la tradizione e l&#8217;insegnamento apostolico; ed essa custodisce questa tradizione con fedelt\u00e0 senza aggiungervi n\u00e9 toglierle nulla. La sola vera fede, vivente e vivificante, \u00e8 quella che la Chiesa ha ricevuto dagli apostoli e che essa oggi distribuisce ai suoi figli. Il Signore in realt\u00e0 diede il suo Vangelo agli apostoli; affid\u00f2 loro la missione d&#8217;insegnare in suo nome, e da essi noi abbiamo la verit\u00e0, cio\u00e8 la dottrina del Figlio di Dio (Haer., Ili, praefat.). Per poco che si voglia aprire gli occhi, in ogni chiesa si contempla la tradizione della dottrina degli apostoli, autenticata dai vescovi attuali che risalgono agli apostoli, con una successione continua e verificabile (Haer., Ili, 3, 1). Il procedimento \u00e8 semplice: nessuna verit\u00e0 fuori della dottrina degli apostoli; non c&#8217;\u00e8 dottrina degli apostoli fuori del cattolicesimo; non c&#8217;\u00e8 cattolicesimo fuori della successione dei vescovi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Sant&#8217;Ireneo quindi pu\u00f2 definire l&#8217;eresia per opposizione alla tradizione cattolica. Gli gnostici sono quelli che ricercano la verit\u00e0 come se nessuno prima di loro l&#8217;avesse mai trovata; e se per caso fanno appello alla tradizione, deviano questa parola dal suo vero senso cercandosi degli antenati umani, ai quali d&#8217;altronde sono incapaci di restare fedeli. Fin dalle origini la Chiesa \u00e8 una coesione d&#8217;anime e di Chiese in una stessa fede d&#8217;autorit\u00e0; lo gnosticismo invece si risolve in un pulviscolo di sette senza alcuna unit\u00e0; tutt&#8217;alpi\u00f9 finisce coll&#8217;organizzare delle scuole. \u00c8 vero che Marcione riesce a fondare una Chiesa, ma questa non tarda a dividersi in sette rivali. Solo il cattolicesimo conserva la sua unit\u00e0, perch\u00e9 esso solo mantiene la tradizione ricevuta.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Il montanismo. &#8211; Molto caratteristico della fedelt\u00e0 della Chiesa a tutta l&#8217;eredit\u00e0 del passato \u00e8 l&#8217;atteggiamento assunto nell&#8217;affare montanista. \u00c8 noto come circa l&#8217;anno 170 un certo Montano, accompagnato dalle due profetesse, Quintilla e Massimilla, cominci\u00f2 a predicare nella Frigia l&#8217;avvento dello Spirito Santo e la prossima venuta della Gerusalemme celeste. Montano e le sue compagne si pretendevano ispirati e assicuravano che lo Spirito Santo in persona parlava per la loro bocca. Sembrava difficile poter rispondere a una tale affermazione: la Chiesa non era forse nata nel giorno di Pentecoste, e gli apostoli non erano stati gratificati in modo miracoloso del dono delle lingue? Da allora le manifestazioni dello Spirito divino nei cristiani erano state molto numerose; gli Atti degli apostoli a pi\u00f9 riprese ricordano i suoi interventi; San Paolo, specialmente nella prima lettera ai Corinti, fa lunghe istruzioni sui carismi, particolarmente sulla glossolalia e sulla profezia e dichiara che la carit\u00e0 \u00e8 preferibile a tutte le lingue del mondo non esitando a riconoscere i diritti sovrani dello Spirito, che spira dove vuole e che non bisogna estinguere. Dopo l&#8217;et\u00e0 apostolica i carismatici erano stati certamente meno numerosi, ma la Chiesa non ne era mai stata priva e tra i fratelli restavano testimoni indiscutibili della presenza di Dio in mezzo ai suoi. Che cosa c&#8217;era da opporre a Montano che si presentava come il depositario delle grazie divine?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Infatti numerosi cristiani si lasciarono sedurre e anche alcuni vescovi | ebbero la debolezza di aderire al movimento montanista. Nel suo complesso la ! Chiesa rest\u00f2 ferma contro l&#8217;eresia, e oppose risolutamente la sua tradizione alle novit\u00e0 del preteso profeta. \u00c8 impossibile che Dio contraddica se stesso; quello che fu insegnato fin dall&#8217;origine \u00e8 la verit\u00e0; quindi tutto ci\u00f2 che s&#8217;oppone alla tradizione \u00e8 l&#8217;errore. Sotto colore di rivelazione privata, Montano in-troduceva delle novit\u00e0 e solo per questo si rendeva condannabile e meritava di venir considerato come un eretico. Sembra che sia stato in occasione del montanismo che si riunirono i primi Concili in Oriente. Che cosa pi\u00f9 di queste assemblee di vescovi, successori degli apostoli depositari della tradizione e custodi della fede, poteva essere pi\u00f9 efficace contro le pretese di Montano? Nei vescovi infatti il montanismo trov\u00f2 un&#8217;opposizione irriducibile, e ben presto cadde in oblio anche perch\u00e9 la Gerusalemme celeste, promessa con tanta sicurezza, non discese nella pianura di Pepuzio, dov&#8217;era attesa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Intanto era impostato il problema della legittimit\u00e0 della. profezia. I vescovi avevano il diritto e anche il mezzo di regolare le manifestazioni carismatiche? Di questo non ci poteva essere questione. Alcuni storici hanno recentemente ridotto l&#8217;essenza della storia della Chiesa primitiva a un conflitto tra carismatici e membri della gerarchla; ma i fatti sono molto lontani dall&#8217;appoggiare quest&#8217;ipotesi, e conosciamo non pochi vescovi, cominciando da Sant&#8217;Ignazio d&#8217;Antiochia e San Policarpo di Smirne, che vennero favoriti delle grazie dello Spirito Santo. Per\u00f2 era necessario fissare le regole che dovevano permet: tere di distinguere i veri dai falsi profeti. Gi\u00e0 la Dottrina degli apostoli aveva dato a questo riguardo alcuni principi. Gli avversari del montanismo ripresero lo studio del problema e decisero in particolare che &#8221; il profeta non deve parlare in estasi &#8220;. Questo indicava una netta diffidenza verso i prodigi e le manifestazioni straordinarie; significava condannare in anticipo tutti i&#8217; falsi profeti che, sotto colore d&#8217;ispirazione, avrebbero profuso discorsi inintelligibili; significava soprattutto affermare il primato della tradizione sull&#8217;ispirazione individuale. I principi erano salvi: i veri profeti mantenevano il loro posto nella Chiesa e in loro si veneravano i privilegiati dello Spirito Santo; ma venivan loro richieste le lettere credenziali, cio\u00e8 una vita degna, discorsi intelligibili e perfetto disinteresse. Soluzione saggia quant&#8217;altro mai, equilibrata e armoniosa, analoga a quelle che chiusero i dibattiti sollevati dallo gnosticismo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>\u00a7 2. &#8211; Errori sul contenuto dell&#8217;insegnamento tradizionale.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">La fine del secondo secolo e il principio del terzo videro sorgere altre questioni che concernevano non solo la natura, ma anche e principalmente il contenuto dell&#8217;insegnamento tradizionale. Ancora una volta constateremo che nelle controversie sul patripassianesimo e l&#8217;adozianesimo, la Chiesa rimase fedele alla linea di condotta seguita fino allora.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Due movimenti estremi: adozianesimo e patripassianesimo. &#8211; Roma diviene ora il centro delle controversie che improvvisamente acquistano una importanza speciale. Gi\u00e0 i maestri pi\u00f9 famosi della gnosi e lo stesso Marcione avevano fatto di Roma il centro della loro propaganda, rendendo cosi una specie d&#8217;omaggio all&#8217;autorit\u00e0 della Chiesa romana. Circa l&#8217;anno 200 Roma \u00e8 pi\u00f9 che mai il punto d&#8217;incontro di tutti i cristiani che credono d&#8217;avere qualcosa da dire. Da Bisanzio giunge Teodoto il Cuoiaio il quale insegna che &#8221; Ges\u00f9 \u00e8 un uomo partorito da una vergine secondo la volont\u00e0 del Padre; che visse come tutti gli altri, ma per la sua piet\u00e0 supera tutti gli uomini. Pi\u00f9 tardi, al tempo del suo battesimo sulle rive del Giordano, ricevette e contenne in s\u00e9 il Cristo disceso dal cielo sotto forma d&#8217;una colomba&#8230; Ma anche allora, dopo la discesa dello Spirito, Ges\u00f9 non \u00e8 divenuto Dio; secondo alcuni lo divenne mediante la sua resurrezione dai morti &#8220;. Teodoto ebbe numerosi discepoli, che unitamente a lui vedono in Ges\u00f9 Cristo un semplice uomo, ma che in quanto al resto sono ben lungi dall&#8217;andare d&#8217;accordo tra loro: questo per\u00f2 non impedisce ai teodoziani di cercare almeno di organizzare una Chiesa e darsi per vescovo un certo Natale, sedotto dall&#8217;esca mensile di centocinquanta denari.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Circa nello stesso tempo Prassea introduce a Roma il patripassianesimo. Egli viene dall&#8217;Asia, dove ha conosciuto il montanismo, e combatte vigorosamente la nuova profezia. Per\u00f2 nello stesso tempo, col pretesto di conservare la monarchia divina, afferma che il Verbo non esiste come una persona, e che non \u00e8 altro che un nuovo nome per indicare il Padre: quindi il Padre stesso si \u00e8 incarnato nel seno di Maria, sofferse, mori e resuscit\u00f2. In Ges\u00f9 Cristo si possono distinguere due elementi: quello umano, Ges\u00f9, che se si vuole \u00e8 Figlio; l&#8217;altro divino, Cristo, identico al Padre.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Pare che Prassea non sia rimasto a lungo a Roma, dove per\u00f2 si continu\u00f2 a insegnare la sua dottrina: Cleomene, sotto il pontificato di San Zeffirino, \u00e8 il patripassiano pi\u00f9 noto e trova un grande numero di partigiani tra i semplici, che vogliono affermare l&#8217;unit\u00e0 di Dio. Bisogna ammettere che il mistero cristiano sconcerta le deboli intelligenze che cercano di capire come Dio possa essere unico nella Trinit\u00e0 delle persone: a questi semplici fedeli era stato tanto predicato che il grande nemico del cristianesimo .\u00e8 l&#8217;idolatria, ed essi per timore insistono tanto sulla monarchia divina da compromettere la Trinit\u00e0. Perci\u00f2 non possono dire che il Figlio \u00e8 differente dal Padre e siccome devono ammettere che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 Dio, ne concludono molto naturalmente che il Padre stesso s&#8217;\u00e8 incarnato. D&#8217;altronde molti non vanno cos\u00ec lontano nello sforzo intellettuale e s&#8217;accontentano di affermare la divinit\u00e0 del Salvatore o di dire che Dio si \u00e8 fatto uomo, senza continuare le investigazioni.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">La risposta della Chiesa: i papi Zeffirino e Dionigi. &#8211; I cattolici istruiti naturalmente protestano contro le semplificazioni del domina; desiderano quanto gli altri di salvaguardare la divinit\u00e0 di Cristo, ma non sono meno desiderosi di mantenere la Trinit\u00e0 delle persone in Dio. Tertulliano a Cartagine e Sant&#8217;Ippolito a Roma rappresentano meglio di tutti lo sforzo degl&#8217;intellettuali per trovare formule pienamente soddisfacenti. D&#8217;altronde bisogna riconoscere che questo sforzo non arriv\u00f2 a risultati definitivi e che non venne incoraggiato dal papa S. Zeffirino il quale si mette a fianco dei semplici credenti. Tertulliano protesta invano: &#8221; I semplici, per non dire gli inetti e gl&#8217;ignoranti, che formano sempre la grande massa dei fedeli, vedendo che la regola della fede ci fa passare dal politeismo pagano a un Dio vero e unico, non capiscono che in realt\u00e0 bisogna credere al Dio unico, ma con la sua economia, e si spaventano; immaginano che l&#8217;economia introduca la pluralit\u00e0, che la distinzione della Trinit\u00e0 divida l&#8217;unit\u00e0, mentre \u00e8 tutto il contrario, poich\u00e9 l&#8217;unit\u00e0, diffondendo dal suo seno la Trinit\u00e0, non viene distrutta, ma ordinata &#8221; (Adv. Prax., 8).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">San Zeffirino, succeduto a San Vittore, \u00e8 secondo Sant&#8217;Ippolito, uno spirito angusto e incolto. Qui Sant&#8217;Ippolito parla come avversario, ma si pu\u00f2 credere che in realt\u00e0 il papa non abbia tutta la scienza del prete che illustra allora la sua Chiesa, e che s&#8217;accontenta di mantenere la tradizione cristiana nella sua integrit\u00e0, senza fare il gioco n\u00e9 dei dotti, che con le loro spiegazioni sottili tendono al subordinazianesimo, n\u00e9 degl&#8217;ignoranti, che sarebbero tentati di sacrificare sconsideratamente la Trinit\u00e0. Ippolito assicura che, nel suo desiderio di pace, Zeffirino ora dichiara : &#8221; Io non conosco che un Dio, Ges\u00f9 Cristo, e all&#8217;infuori di lui nessun altro che sia nato e che potesse soffrire &#8220;; ora dice: &#8221; Non \u00e8 il Padre che \u00e8 morto, ma il Figlio &#8220;. L&#8217;autenticit\u00e0 di queste formule non \u00e8 certa; specialmente la prima, che \u00e8 testualmente dell&#8217;eretico Noeto di Smirne, stupirebbe se fosse detta da un papa. Tuttavia si pu\u00f2 spiegare cosi: \u00c8 ben sicuro che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 Dio e che egli \u2014 non il Padre, n\u00e9 lo Spirito Santo, ma il Figlio \u2014 \u00e8 stato generato e sofferse. Tra i monarchici patripassiani e gli adozianisti, San Zeffirino vuole conservare l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;insegnamento tradizionale; non intende sacrificare nulla del domma cattolico, dovesse pure per questo insistere sull&#8217;aspetto misterioso della dottrina. C&#8217;\u00e8 un Dio e in Dio ci sono tre persone; Ges\u00f9 Cristo \u00e8 veramente un uomo ed \u00e8 veramente un Dio. Tutto questo dev&#8217;essere egualmente affermato, e tutto questo agli occhi della Chiesa \u00e8 egualmente prezioso.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Una cinquantina d&#8217;anni pi\u00f9 tardi il papa San Dionigi deve ritornare sugli stessi problemi e formula la sua decisione in termini netti e categorici: &#8221; \u00c8 necessario che il Verbo divino sia unito al Dio dell&#8217;universo, e bisogna che lo Spirito Santo abbia in Dio il suo soggiorno e la sua abitazione. Bisogna ad ogni modo che la Santa Trinit\u00e0 sia ricapitolata e ricondotta a uno solo come al suo vertice, voglio dire il Dio onnipotente dell&#8217;universo perch\u00e9 spezzare e dividere la monarchia in tre principi \u00e8 l&#8217;insegnamento di Marcione, l&#8217;insensato&#8230;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\">Non bisogna quindi dividere in tre divinit\u00e0 l&#8217;ammirabile e divina unit\u00e0, n\u00e9 abbassare (con l&#8217;idea di) produzione la dignit\u00e0 e l&#8217;eccellente grandezza del Signore, ma credere in Dio Padre onnipotente, e Ges\u00f9 Cristo suo Figlio, e allo Spirito Santo e (credere che) il Verbo \u00e8 unito al Dio dell&#8217;universo &#8220;.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">In queste formule di San Dionigi ci colpisce la forza e la chiarezza. Come nota il P. Lebreton, qui non ci sono &#8221; affatto speculazioni teologiche, affatto sottigliezze dialettiche, scarsa &#8220;erudizione scritturale, ma la dichiarazione categorica della fede professata dalla Chiesa&#8230; Non parla il teologo, ma il papa; egli da parte sua non si compiace nelle speculazioni teologiche e poco si cura di quelle degli altri: si \u00e8 notato che la sua argomentazione non tiene conto delle sottili distinzioni alessandrine sulle tre persone o sul duplice stato del Logos; si cura soltanto delle conclusioni pi\u00f9 in vista, sia che i loro autori abbiano formulato questa dottrina essi stessi, sia che gli sembrino derivarne per deduzione spontanea; e poich\u00e9 tali conclusioni sono un pericolo per la fede, le rigetta e con esse la teologia che le ha generate &#8221; (J. Lebreton, Le d\u00e9saccord de la fot populaire et de la th\u00e9ologie sanante dans VEglise chr\u00e9tienne du ih siede, in Rev. d&#8217;hist. eccl\u00e9siast, xx, 1924, pp. 9-10).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Il Conc\u00eclio di Nicea. &#8211; Per\u00f2 la controversia non \u00e8 finita con le dichiarazioni di San Dionigi romano e l&#8217;onore di definire il domma cattolico della Trinit\u00e0 spetta al Concilio di Nicea. La definizione \u00e8 data in un simbolo che mette in onore il termine consustanziale, applicato al Figlio di Dio. Dire che il Figlio \u00e8 consustanziale al Padre significa affermare che \u00e8 Dio come lui, inseparabile da lui, che \u00e8 l&#8217;immagine della sua sostanza; in una parola significa proclamarne la sua vera divinit\u00e0. Si poteva esitare a questo riguardo leggendo le lettere di San Paolo e i Vangeli, specialmente il quarto, che afferma chiara<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\">mente la perfetta unit\u00e0 del Padre e del Figlio? Ma nello stesso tempo i Padri di Nicea insegnano che il Figlio non si confonde col Padre, che \u00e8 altra cosa da un nome, che ha una realt\u00e0 personale e incomunicabile; e se non insistono su questo punto \u00e8 perch\u00e9 devono combattere l&#8217;eresia subordinazionista di Ario. Ma quando le circostanze lo richiederanno la Chiesa non avr\u00e0 nessuna difficolt\u00e0 a mettere in rilievo la Trinit\u00e0 delle divine persone, con altrettanta chiarezza come ha fatto per l&#8217;unit\u00e0 di Dio. Qui \u00e8 particolarmente interessante segnalare il Concilio di Alessandria del 362, perch\u00e9 fa chiaramente vedere la saggezza della Chiesa e la sua volont\u00e0 di mantenere intatta tutta la tradizione.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">\u00a7 3. &#8211; Conclusione: la lezione del passato.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">L&#8217;eresia \u00e8 una dissociazione rovinosa e ingiustificata. &#8211; Abbiamo insistito sulle&#8217;prime eresie, perch\u00e9 dal nostro punto di vista hanno un significato speciale, in quanto segnano lo sforzo della scienza umana per scegliere quello che nell&#8217;insegnamento del Salvatore si pu\u00f2 ritenere e quello che si deve respingere. Si poteva temere che la Chiesa soccombesse alla tentazione, ma abbiamo constatato che proprio questo essa non ha mai fatto. Gli eretici abbandonano or questa or quella parte della rivelazione e scivolano per una china dove non potranno arrestarsi; gli unici eretici perfettamente logici sono i razionalisti puri, che respingono tutto e non conservano nulla. Come fare per scegliere, e che cosa si ha il diritto di conservare, quando si \u00e8 cominciato la discussione? Perch\u00e9 credere in Ges\u00f9 se non si ammette tutto quello che ha detto? Perch\u00e9 conservare le Scritture, se si respinge la Chiesa che ne insegna l&#8217;ispirazione e l&#8217;inerranza? Perch\u00e9 ammettere che Dio ha parlato agli uomini, se si respinge il miracolo e la profezia?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Il domma cristiano dev&#8217;essere accolto o negato nella sua totalit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">&#8211; Si voglia o no, l&#8217;insegnamento cristiano \u00e8 un blocco che si ammette o no cosi com&#8217;\u00e8.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\">Ma dal momento che lo si ammette, non si ha pi\u00f9 il diritto di discuterne le parti: occorre appena notare che qui si tratta non delle opinioni liberamente dibattute tra i teologi, ma delle dottrine che fanno parte del deposito rivelato. Quello che San Paolo diceva al suo discepolo Timoteo: &#8220;Custodisci il deposito &#8220;, la Chiesa non cessa di ripeterlo a quanti credono in lei. I papi e i vescovi, che costituiscono la Chiesa docente, hanno la sola missione di ripetere nei secoli questa formula, piaccia o dispiaccia. Se questo in determinati momenti solleva speciali difficolt\u00e0 non importa. Non si tratta di sapere se una data dottrina oggi s&#8217;accorda con la filosofia in voga; se armonizza con questo o quel sistema umano: a questo gioco possono dedicarsi, se vogliono, quelli che hanno tempo e gusto. Si tratta solo di mantenere tutto quello che \u00e8 stato creduto sempre dappertutto e da tutti, per usare la formula di San Vincenzo di Lerino. La Chiesa non ha mai sacrificato nulla del tesoro che le \u00e8 stato affidato. Non \u00e8 forse mera vigliosa simile fedelt\u00e0 nelle circostanze pi\u00f9 difficili, di fronte alle pi\u00f9 seducenti tentazioni? E non possiamo credere che lo Spirito di Dio ha manifestato la sua presenza non permettendo che durante i secoli neppure una volta fosse intaccata l&#8217;integrit\u00e0 del deposito? G. B.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 14pt;\">BIBLIOGRAFIA. &#8211; Circa gli errori relativi alla natura dell&#8217;insegnamento e la rispettiva reazione della Chiesa \u00e8 fondamentale D. Van Den Eyttoe, &#8220;Le nomes de l&#8217;ens\u00e0gnement chr\u00e9tien dans la l\u00ectt\u00e9rature patr\u00ecstique des trois premiers si\u00e8cles, Duculot, Gembloux 1933. Per gli errori relativi al contenuto dell&#8217;insegnamento tradizionale vedere una buona Storia della Chiesa, ad es. quella di Fucsie et Martin, voli. I-II, L. I. C. E., Torino 1937-1938; oppure L\u2019Histoire des dogmes di Tixeront, Gabalda, Paris 1905-1912 o le rispettive voci nella E. C. Sullo spirito di eresia nei primi tre secoli si possono leggere le profonde considerazioni di A. Moehler, L&#8217;uniti dans VEglise, Ed. du Cerf, Paris 1938, pp. 55-108 : Multitude sans unite. Di questa classica opera esiste anche una traduzione italiana (Librer\u00f2 Pirotta, Milano 1858} ormai quasi introvabile.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0tratto dall&#8217;Enciclopedia di Apologetica &#8211; quinta edizione &#8211; traduzione del testo APOLOG\u00c9TIQUE Nos raisons de croire &#8211; R\u00e9ponses aux objection [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":799,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[126],"avopt_banners_inside_post":true,"avopt_banners_on_page":true,"av_copy_from":"","av_sharing_message":"","av_sharing_allowed":true,"av_sharing_on":{"fb":[],"tw":[]},"av_allow_affiliate_banner":false,"av_allow_affiliate_multi_banner":false,"av_post_rating":true,"av_have_post_rating_value":false,"spellchecker_performed_today":false,"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Eresie d&#039;altri tempi - San Michele Arcangelo<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/arcangelosanmichele.altervista.org\/eresie-daltri-tempi\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Eresie d&#039;altri tempi - San Michele Arcangelo\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00a0tratto dall&#8217;Enciclopedia di Apologetica &#8211; 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