
Voce narrante • SILVIA CANEPARO
Anno 2017
112. Prima ancora che Dio creasse, Egli aveva già in mente il Peccato della futura Umanità e il rimedio per salvarla, appunto il 'Verbo-Dio-Uomo crocifisso': la vittima sacrificale.
Faccio seguito al mio precedente Pensiero n° 111. Tutti gli uomini peccano perché non hanno il 'Timor di Dio'.
San Paolo aveva concluso, nei versetti commentati nella precedente lezione (Rm 3, 9-20), che tutti gli uomini sono peccatori perché non hanno il 'timor di Dio', e lo Spirito Santo valtortiano aveva ulteriormente ampliato ed approfondito questo concetto.
Ora lo Spirito Santo commentando i successivi1 versetti della lettera di San Paolo si pone qui una serie di domande retoriche.2
Se tutti gli uomini sono peccatori davanti a Dio e se dalla conoscenza della Legge viene la coscienza del peccato e quindi la colpa perché nessuno applica la Legge correttamente e - ancora - se nessuno potrà essere perdonato davanti a Dio attraverso le opere prescritte dalla Legge, chi si potrà mai salvare?
E in che modo?
E chi potrà infine meritare di appartenere al popolo di Dio se tutto il mondo - come appunto dice San Paolo - deve essere comunque ritenuto colpevole davanti a Dio?
Queste parole dell'Apostolo - continua lo Spirito Santo - parrebbero distruggere la speranza che Dio ha dato agli uomini, perché esse fanno pensare all'inutilità di fare parte di coloro che seguono i dettami di Dio (cioè di coloro che vorrebbero essere il suo 'popolo') in quanto essi fanno sempre imperfettamente le opere della Legge.
Lo Spirito Santo dice però che le parole di Paolo non distruggono né la speranza di salvezza né la promessa di Dio perché - come dice l'Apostolo - tutti quelli che credono in Dio sono salvati gratuitamente per grazia divina in virtù della Redenzione compiuta da Gesù Cristo.
Per l'Umanità imbarbarita dal Peccato originale, Gesù Cristo - quale Uomo-Dio che ha accettato il Sacrificio di Croce - è come se avesse tracciato con il Suo Sangue divino una strada che dalla Terra giunge in Cielo indicando, grazie ai suoi insegnamenti nei tre anni di predicazione attiva, la Via e la Verità per fare ottenere agli uomini la salvezza eterna.
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A questo punto lo Spirito Santo fa una osservazione molto interessante.
Egli spiega che - contrariamente agli uomini che vivono nel Tempo, fra passato, presente e futuro - Dio vive fuori del Tempo in un eterno Presente.
Nel tempo di Dio, che non è tempo, la Redenzione non ha dunque rappresentato un evento futuro.
Nell'eterno presente di Dio la Redenzione mediante la vittima propiziatoria preordinata da Dio non si è realizzata al momento della Morte in Croce di Gesù ma è stata pensata, anzi è stata tale, fin dall'inizio - se così si può dire - di quell'eterno Presente.
Prima ancora che Dio creasse, Egli aveva già in mente il Peccato della futura Umanità e il rimedio per salvarla, appunto il 'Verbo-Dio-Uomo Crocifisso': la vittima sacrificale.
È un po' come dire - e qui sono io che aggiungo questo commento di mio - che Dio, pensando alla Creazione, vedendo nel suo Presente eterno il 'futuro' peccato dell'uomo, avesse preordinato l'antidoto necessario alla sua salvezza, cioè il riscatto grazie al Sacrificio di amore di un Dio.
Poiché Dio - continua lo Spirito Santo - è Amore infinito e sa anche attendere, Egli ha sopportato i peccati e l'ingratitudine degli uomini riservandosi di fare conoscere la sua Misericordia nel 'nostro' Tempo al momento giusto affinché si potessero salvare tutti coloro che - per conoscenze dottrinarie o luce spirituale - avessero creduto negli insegnamenti di Gesù Cristo.
Lo Spirito Santo invita a meditare bene su queste sue ultime parole.
Cosa significa infatti che possono essere salvati tutti coloro che hanno creduto negli insegnamenti di Gesù Cristo per 'conoscenza dottrinaria o luce spirituale'?
Gli antichi ebrei ebbero la conoscenza dottrinaria delle Leggi divine ma - credendosi gli unici destinati al Cielo essendo gli unici - grazie ai Profeti - a conoscere l'esistenza e la Legge del Dio vero - caddero nel peccato di orgoglio e superbia.
Essi si considerarono comunque salvi, paghi della circoncisione fisica, senza pensare che era necessaria anche la circoncisione spirituale del proprio cuore.
Essi pensarono che la gloria eterna spettasse loro per diritto, e solo a loro, mentre invece il Cielo è una conquista per tutti gli uomini. Conquista lunga, dura ma anche certa per coloro che perseverano fino in fondo con la loro buona volontà.
Questo è pure l'errore in cui incorrono anche molti cristiani cattolici moderni i quali, superbi, finiscono per perdersi. Non è vero che solo un cattolico può salvarsi, perché Dio ha poteri infiniti fra i quali quello di comunicare Se stesso alle anime, cioè di ispirarle.
Dio legge nel cuore degli uomini ed è felice di far conoscere se stesso a coloro che pur senza le conoscenze dottrinali anelano a conoscere meglio quel 'Dio ignoto' che essi confusamente sentono che esiste e che vogliono accontentare.
Allora Dio, nel suo amore misericordioso, si comunica loro, li ispira, li aiuta e fa loro dono della fede anche se in un Dio ignoto che essi non conoscono, e questa fede viva è di aiuto e premio per il loro comportamento da giusti in onore di quel 'Dio ignoto' che essi cercano di conoscere.
Costoro saranno una grandissima moltitudine - anche se pochi rispetto ai miliardi di uomini che sono vissuti durante la storia dell'Umanità - perché lo stesso Dio che salva i 'circoncisi spirituali' credenti nel Dio vero per mezzo della loro fede, salva - sempre attraverso la fede - gli 'incirconcisi', e cioè i pagani, che non lo conoscono ma che a Lui aspirano. Questa fede misteriosa è veramente un dono divino per coloro che sono di buona volontà e che - senza avere conoscenza delle opere prescritte dalla Legge - le praticano spesso ancor meglio di quelli che le conoscono, per cui - per essi - la fede, come dice anche Paolo3, è ancor più valida della conoscenza della Legge per salvare l'uomo.
Infatti - conclude lo Spirito Santo - 'chi ha fede in un Dio ignoto che ama e premia per il bene compiuto in suo onore' possiede anche la speranza e conseguentemente la carità
Per tutto ciò quando - con il Giudizio universale - finirà la storia dell'Umanità, coloro che non hanno avuto la possibilità di essere battezzati cristianamente con l'acqua per la remissione del Peccato originale si vedranno cancellata la Macchia d'Origine grazie ad un Battesimo di Fuoco, ossia - dice lo Spirito Santo - 'con la Carità data a premio della loro carità'.
Lo Spirito Santo valtortiano ci aveva prima invitato ad una profonda meditazione e - in effetti - Egli ha chiarito il linguaggio in un certo senso 'criptico' caratteristico di questa epistola di San Paolo, illuminandola della luce della Sapienza e conducendoci per mano dentro le sue pieghe più riposte.
Non c'è dubbio che la Misericordia di Dio appare qui in tutta la sua grandezza.
Non esiste un Dio solo dei cristiani, ma esiste un Dio di tutti gli uomini.
Non si salvano solo i cristiani nè tantomeno solo i cattolici, ma anche i 'non cristiani' essendo sufficiente che questi ultimi - pur ignorando le opere della Legge - si comportino secondo la Legge avendo fede nel 'Dio ignoto' che essi confusamente sanno esistere e che vogliono compiacere.
Fede che é un dono che Dio concede loro per premio, cogliendo nel loro intimo la loro aspirazione al Bene, ispirandoli poi direttamente a fare sempre meglio comportandosi sempre più da 'giusti'.
Essi infatti, senza conoscere le opere prescritte dalla Legge, le praticano ancor meglio di molti che le conoscono.
Come Dio - per mezzo della loro fede - salva i 'circoncisi spirituali' che credono nel vero Dio, così Egli salva, sempre attraverso la fede, i pagani incirconcisi che non lo conoscono ma a Lui aspirano.
Con un Dio così è impossibile davvero dannarsi, a meno che uno proprio non lo voglia.
Non è dunque il Dio terribile dell'Antico Testamento conosciuto dagli ebrei di allora.
Quello era il Dio del tempo del rigore verso l'uomo peccatore, ma venuto il momento - nel 'nostro' tempo - della Redenzione prefissata da Dio ab-aeterno, nel Presente di Dio, ecco farsi Carne il Dio dell'Amore, quello della Misericordia, il Dio della Nuova Alleanza stipulata con il Sangue di Gesù4, alleanza per la quale diventiamo figli di Dio5, del quale riceviamo lo Spirito.6
La fede è ancor più valida della Legge per salvare l'uomo, infatti - concludeva prima lo Spirito Santo - chi ha fede ha speranza e chi ha la speranza ha la carità e Dio - che è Carità - si dona a chi mostra carità.
Qui non può non aprirsi una ulteriore riflessione su questo misterioso dono della Fede, un dono che è anche premio.
Perché dono, e perché premio?
Quante volte non abbiamo sentito qualcuno anche bonariamente 'recriminare' il perché Dio abbia dato la fede ad altri e non a lui che non ce l'ha?
La Fede è un 'dono' che viene dato a quelli di buona volontà che cercano Dio.7
È un dono che serve a raggiungere meglio l'obbiettivo della salvezza, ma non è un dono assolutamente indispensabile, nel senso che per molti, che 'fede' non hanno, conta la coerenza dei comportamenti nel rispetto delle 'leggi' scritte da Dio nel nostro cuore.
Ma, comunque, la fede è un dono importante, che rende tutto più facile. E quindi la responsabilità verso Dio-donatore di chi ha avuto il 'talento' della Fede è ancora più grande e, per giustizia, gliene verrà chiesto conto. Perché ognuno deve dare in proporzione, almeno, a quello che gli è stato dato.
Ma la carità, che è Amore, quanto è grande la carità...!
Ma per arrivare all'Amore, cioè alla Carità, bisogna passare attraverso la Speranza perché non può amare chi non 'spera' e non può sperare chi non cammina sul solido terreno della Fede che impedisce lo sprofondamento sulle sabbie mobili del Peccato.
Fede, Speranza, Carità: tre virtù necessarie all'unione con Dio.
Chi ha la Fede, e in più la Speranza del proprio Dio, riesce alla fine anche ad 'Amare', cioè a congiungersi con Dio.
Chi non ha ‘fede’ non può fare apostolato.
Ma nemmeno chi ha mancanza di Carità, cioè di Amore, può farlo, perché è vero che l'insegnamento della 'dottrina' senza la trasmissione dell'Amore è trasmissione di parole vuote dette con le labbra ma non con il Cuore. Ma l'Amore non è quello che si intende comunemente, umanamente. L'Amore non è 'sentimentalismo' ma impegno fattivo.
L'amore a Dio lo si mostra non con slanci d'affetto, che sono 'umanità', ma con il 'sacrificato' rispetto della legge dei Dieci Comandamenti...
Non sentimentalismo, ma fatti. E come la Fede è il palo che sorregge la vite tesa verso l'alto del Cielo, così la Speranza è il 'palo' che sostiene la Fede e la spinge - con la 'sua' anima - verso l'Amore.
Bisogna dunque aver sempre Speranza, non deflettere mai nonostante le possibili, sempre possibili, circostanze della vita. Rimanere sempre avvinti al palo della Speranza, perché finché avremo Speranza avremo anche la Fede e finché avremo fede avremo anche Dio, che è appunto Carità.
1 Rm 3, 21-31:
21 Ma, ora, senza la legge, si è manifestata la giustizia di Dio, comprovata dalla legge e dai profeti, 22 la giustizia di Dio per la fede di Gesù Cristo, in tutti e sopra tutti quelli che credono in lui. Non v’è alcuna distinzione, 23 perché tutti hanno peccato ed hanno bisogno della gloria di Dio, 24 e son giustificati gratuitamente per la grazia di lui mediante la redenzione che è in Cristo Gesù, 25 da Dio preordinato vittima propiziatoria mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la propria giustizia nella remissione dei precedenti delitti, 26 sopportati da Dio per far conoscere la sua giustizia nel tempo presente, in modo che sia giusto e giustifichi colui che crede in Gesù Cristo.27 Dov’è dunque il tuo vanto? È tolto. Per qual legge? Per quella delle opere? No: per la legge della fede. 28 Noi riteniamo che l’uomo è giustificato per mezzo della fede, senza le opere della legge. 29 È forse Dio dei soli Giudei? E non è anche Dio dei Gentili? 30 Certamente anche dei Gentili, perché v’è un Dio solo che giustifica i circoncisi per mezzo della fede e gl’incirconcisi per mezzo della fede.31 Distruggiamo dunque la legge per mezzo della fede? No, certamente; anzi noi confermiamo la legge.
2 M.V.: 'Lezioni sull'Epistola di Paolo ai Romani' - 25.1.48 - Centro Ed. Valtortiano
3 Rm 3, 27-30.
27 Dov’è dunque il tuo vanto? È tolto. Per qual legge? Per quella delle opere? No: per la legge della fede.28 Noi riteniamo che l’uomo è giustificato per mezzo della fede, senza le opere della legge.29 È forse Dio dei soli Giudei? E non è anche Dio dei Gentili?30 Certamente anche dei Gentili, perché v’è un Dio solo che giustifica i circoncisi per mezzo della fede e gl’incirconcisi per mezzo della fede.31 Distruggiamo dunque la legge per mezzo della fede? No, certamente; anzi noi confermiamo la legge.
4 Mt 26, 27-28
5 Rm 8,14
6 2 Cor 3,6
7 Guido Landolina: 'Alla ricerca del Paradiso perduto' - Cap. 54 - Ed. Segno, 1997 - vedi anche l'opera leggibile e scaricabile dal sito internet dell'autore (Sez. Opere): www.ilcatecumeno.net