{"id":29646,"date":"2007-11-12T05:52:00","date_gmt":"2007-11-12T05:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/11\/12\/la-parabola-dellastrologia-rinascimentale-da-olosmo-armonioso-a-bruto-meccanicismo\/"},"modified":"2007-11-12T05:52:00","modified_gmt":"2007-11-12T05:52:00","slug":"la-parabola-dellastrologia-rinascimentale-da-olosmo-armonioso-a-bruto-meccanicismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/11\/12\/la-parabola-dellastrologia-rinascimentale-da-olosmo-armonioso-a-bruto-meccanicismo\/","title":{"rendered":"La parabola dell&#8217;astrologia rinascimentale da olosmo armonioso a bruto meccanicismo"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 dai tempi dell&#8217;ottimo testo di Will-Erich Peuckert, <em>L&#8217;astrologia<\/em> (Stuttgart, 1960; traduzione italiana Roma, Edizioni Mediterranee, 1973) che non ci capitava di leggere sull&#8217;argomento un testo cos\u00ec ponderato e bene impostato come quello di Kocku von Stuckrad, <em>Storia dell&#8217;astrologia. Dalle origini ai nostri giorni<\/em> (titolo originale <em>Geschichte des Astrologie,<\/em> M\u00fcnchen 2003; traduzione italiana Milano, Arnoldo Mondatori, 2005). Questo giovane studioso tedesco (\u00e8 nato nel 1966), dopo aver insegnato Storia delle religioni a Bayreuth, occupa attualmente la cattedra di Filosofia ermetica presso l&#8217;Universit\u00e0 di Amsterdam e ha gi\u00e0 pubblicato <em>Das Ringen um die Astrologie<\/em> nel 2000, <em>Schamanismus und Esoterik<\/em> nel 2003 e, con Hans G. Kippenberg, <em>Einf\u00fchrung in die Religionswissenschaft<\/em>, sempre nel 2003.<\/p>\n<p>L&#8217;approccio di von Stuckrad \u00e8 rigorosamente storico-documentaristico e travalica di molto l&#8217;ambito specialistico per investire problematiche fondamentali riguardanti la scienza e il pensiero, partendo dalla constatazione che l&#8217;astrologia \u00e8 una delle scienze pi\u00f9 antiche dell&#8217;umanit\u00e0 e che ne accompagna passo passo l&#8217;intera evoluzione, almeno fino alla grande rottura verificatasi con l&#8217;astronomia &quot;scientifica&quot; tra Cinque e Seicento. La parte pi\u00f9 interessante, a nostro giudizio, della sua <em>Storia dell&#8217;astrologia<\/em> \u00e8 quella dedicata al periodo rinascimentale e, in particolare, alla triade Ficino-Pico della Mirandola-Pomponazzi, che segna una vera e propria svolta da una visione del cosmo olistica, organicistica e armoniosa ad una tipo di tipo razionalistico, riduzionistico e meccanicistico.<\/p>\n<p>Dopo aver ricordato che lo sviluppo dell&#8217;astrologia rinascimentale non fu affatto dovuto a una improvvisa scoperta ma procedette per gradi, attraverso il tardo Medioevo, e culmin\u00f2 nella riscoperta di una &quot;sapienza originaria&quot; (con traduzione dal greco in latino, da parte di Ficino, del <em>Corpus Hermeticum<\/em> nel 1471), von Stuckrad passa ad analizzare la diversa posizione e le diverse motivazioni di questi tre importanti pensatori nei confronti della scienza astrologica e, pi\u00f9 in generale, del suo rapporto col sapere e con la libert\u00e0 umana.<\/p>\n<p>La concezione astrologica di Marsilio Ficino, quale si evince specialmente dalla sua opera principale, il <em>De vita<\/em>, \u00e8 complessa e pu\u00f2 apparire perfino contraddittoria, se non se ne conoscono adeguatamente tutte le premesse filosofiche. Ricollegandosi alle correnti gnostico-ermetiche dell&#8217;antichit\u00e0, e imbevuto di filosofia neoplatonica, egli concepisce un cosmo vivo, in cui esistono segrete corrispondenza fra tutto ci\u00f2 che \u00e8 animato (compresi gli astri) e sviluppa una concezione dell&#8217;astrologia che potremmo definire magico-filosofica.<\/p>\n<p>Nella sua <em>Storia dell&#8217;astrologia<\/em> (ed. cit., pp. 170-171) von Stuckrad afferma:<\/p>\n<p><em>&quot;A partire dal principio del pensiero per corrispondenze, che lega uil mondo celeste a quello terreno e quello ideale a quello materiale, c&#8217;\u00e8 l&#8217;idea di un regno strutturato in livelli, le cui parti tendono tutte alla perfezione. Al centro c&#8217;\u00e8 l&#8217;anima nella sua triplice forma, cio\u00e8 anima del mondo, anima delle sfere e anima umana. L&#8217;anima umana \u00e8 un diretto riflesso dell&#8217;anima del mondo, dunque in ultima analisi un riflesso di Dio(il che talvolta procur\u00f2 a Ficino l&#8217;accusa di<\/em> hybris<em>). A ogni modo, l&#8217;uomo \u00e8 legato al cosmo in maniera triplice: attraverso lo spirito \u00e8 in collegamento con le pi\u00f9 alte dimensioni spirituali, l&#8217;anima lo lega all&#8217;anima del mondo, e il corpo infine appartiene al regno della natura e dunque della necessit\u00e0. L&#8217;uomo \u00e8 in tal modo saldamente integrato nell&#8217;ordine cosmico.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00c8 da notare che secondo Ficino l&#8217;uomo \u00e8 soggetto al destino e alla predizione solo sul piano materiale e corporeo; a un livello razionale e spirituale, invece, \u00e8 libero e capace di conoscenza. (&#8230;) Dai livelli pi\u00f9 alti e pi\u00f9 vicini al divino vengono emanati influssi planetari verso i livelli inferiori che si corrispondono tra loro in maniera esatta. Allo stesso tempo, per Ficino il mondo \u00e8 vivificato da innumerevoli anime, tutte legate tra loro.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Ecco allora che la <em>magia naturalis<\/em>, per Ficino, altro non \u00e8 se non l&#8217;intervento dell&#8217;uomo nella complessa rete delle correnti energetiche di corrispondenza, ove tutto \u00e8 legato a tutto e l&#8217;uomo \u00e8 un <em>microcosmo<\/em> che riproduce l&#8217;intero <em>macrocosmo<\/em>, ad esempio nella corrispondenza che esiste fra singoli organi del corpo e determinati corpi celesti.<\/p>\n<p>A questo proposito, nel suo ormai classico saggio <em>L&#8217;umanesimo italiano<\/em> (Bari, Laterza, 1952; prima edizione in tedesco: <em>Der italienische Humanismus,<\/em> 1947), Eugenio Garin aveva del pari ricordato che (ed. 1966, p. 113-114)<\/p>\n<p><em>&quot;(&#8230;) il nucleo dottrinale dell&#8217;opera del Ficino \u00e8, ancora, l&#8217;Unit\u00e0 fontale che si esprime in un complesso di aspetti direttamente intuiti, \u00abnon altrimenti che innumerabili numeri i quali, nelkla unit\u00e0 originale di quelli, sono una cosa sola, e innumerabili linee in un centro individuo sono una cosa sola e individua\u00bb (A. Ficino,<\/em> Orphica comparatio Solis ad Deum<em>).<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Conoscere, e quindi ascendere a Dio, \u00e8 vedere ogni aspetto della realt\u00e0 come momento, o tappa, grado, dell&#8217;unitaria serie del tutto; risalire dal raggio al centro, secondo l&#8217;antica immagine; cogliere nelle cose l&#8217;insufficienza loro per giungere cos\u00ec alla divina sufficienza. Poich\u00e9 ogni cosa \u00e8 &#8216;specchio&#8217; di Dio; ma ogni grado, se ci si affisi, ci si dimostra imperfetto e ci rimanda ad altro: le cose a noi stessi, noi stessi a Dio.(&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Unit\u00e0 e gradualit\u00e0 del tutto sono temi in Ficino strettamente congiunti, e formano la base di quella visione dei vari momenti come simboli, aspetti o specchi della divinit\u00e0. D&#8217;altra parte i singoli gradi della serie delle cose (<\/em>series, ordo, rerum<em>) si dispongono secondo una convergenza verso l&#8217;Unit\u00e0 piena, partendo dalla corporeit\u00e0, come quantit\u00e0 pura per procedere, attraverso la qualit\u00e0, l&#8217;anima, l&#8217;angelo, fino a Dio. Convergenza, s&#8217;\u00e8 detto, verso l&#8217;unit\u00e0, che sola spiega la struttura del mondo, articolato in un ritmo musicale pulsante attraverso il<\/em> recessum <em>e l&#8217;<\/em>accessum&#8230;<em>&quot;<\/em><\/p>\n<p>Passando a Pico della Mirandola, von Stuckrad osserva che questi, attraverso la sua ampia opera <em>Disputationes adversum astrologiam divinatricem<\/em> del 1495 (ma anche, implicitamente, nel <em>De hominis dignitatem<\/em> del 1486) si era scagliato duramente contro l&#8217;astrologia, pur avendo inclinato, nella prima parte della sua breve, folgorante parabola intellettuale, verso una concezione mistica fortemente influenzata dalla Cabala. Pi\u00f9 che di una &quot;conversione&quot; della maturit\u00e0 in senso &quot;illuministico&quot;, in cui combatte l&#8217;astrologia in nome della lotta contro ogni &quot;superstizione&quot;, von Struckard ricorda l&#8217;elemento di continuit\u00e0 presente nel pensiero di questo filosofo: l&#8217;esaltazione della libert\u00e0, dignit\u00e0 e autonomia dell&#8217;essere umano, che lo port\u00f2 da un lato a scagliarsi con veemenza contro il fatalismo dell&#8217;astrologia divinatrice (senza per\u00f2 negare che gli astri possano esercitare un&#8217;influenza sul mondo terreno, ma per vie del tutto naturali), dall&#8217;altro contro quelle interpretazioni del cristianesimo che tendevano, secondo lui, a sminuire il principio e il valore della libert\u00e0 umana. Ironia della sorte, Pico mor\u00ec a soli trentadue anni, nel 1494, poco prima della pubblicazione delle <em>Disputationes,<\/em> dopo che tre astrologi, fra i quali il medico senese Kucio Bellanti, suo oppositore, gli avevano predetto che egli non avrebbe superato il trentatreesimno anno di vita. Uno psicologo potrebbe vedere nella lotta di Pico contro l&#8217;astrologia un cosciente tentativo di superare l&#8217;angoscia che tale predizione dovette, senza dubbio, provocargli.<\/p>\n<p>Scrive von Stuckrad (op. cit., p173-174):<\/p>\n<p><em>&quot;Fulcro degli scritti di Pico \u00e8 una idea dell&#8217;uomo come<\/em> magnum miraculum <em>e<\/em> copula mundi<em>, cio\u00e8 grande miracolo e intermediario, vincolo della realt\u00e0. L&#8217;uomo non \u00e8 pi\u00f9 soltanto parte del mondo, ma autonomo e miracoloso signore della realt\u00e0. La sua libert\u00e0 rappresenta perci\u00f2 allo stesso tempo una frattura nell&#8217;ordine universale. Neanche Pico contesta gli influssi astrali sulle situazioni terrene, ma solo quando abbiano una relazione con cause naturali, come nel caso degli effetti del Sole e della Luna. Con lo sguardo rivolto all&#8217;astrologia, egli si chiede come possa sussistere come possa sussistere un rapporto di causalit\u00e0 tra principi generali e singoli avvenimenti. Una cosa che non \u00e8 causa non pu\u00f2 essere vista neanche come segno. Pico distingue radicalmente tra spiegazione razionale e mito, arrivando ad aprire tutti gli ambiti del sapere, purificati da ogni residuo di credulit\u00e0, all&#8217;approccio della ragione umana. In questo sta l&#8217;importanza dei suoi scritti, che oltrepassa i confini del XV secolo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;effetto delle<\/em> Disputationes <em>fu dirompente, non solo per le critiche concretamente in relazione dell&#8217;astrologia, che non erano affatto nuove, ma anche per la tematizzazione, mai formulata prima in questo modo, della posizione particolare dell&#8217;uomo rispetto al mondo e a Dio, e per la connessa liberazione della dignit\u00e0 umana da quella rete di rapporti che in precedenza lo rinchiudeva ma, allo stesso tempo, la teneva al sicuro.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Ed eccoci a Pietro Pomponazzi, che oper\u00f2 all&#8217;interno di quella roccaforte dell&#8217;aristotelismo interpretato secondo Avicenna, che fu all&#8217;epoca l&#8217;Universit\u00e0 di Padova. In due opere, <em>De incantationibus<\/em> e <em>De fato, de libero arbitrio et de praedestinatione<\/em> egli espone l&#8217;idea di un cosmo totalmente razionalizzato, ove non \u00e8 pi\u00f9 possibile all&#8217;uomo sfuggire al destino n\u00e9 conservare il suo libero arbitrio. L&#8217;universo \u00e8 retto da una inesorabile necessit\u00e0 che deriva dalla sua stessa struttura razionale: e, per tale via, il filosofo giunge ad una visione pienamente meccanicistica e riduzionista, anticipando di un buon secolo il paradigma sotteso alla Rivoluzione scientifica del 1600. Particolare interessante, Pomponazzi non finge di non vedere (come fanno tanti moderni scientisti) i fenomeni dell&#8217;occulto e quelli che oggi si chiamano del paranormale, solo che li interpreta come manifestazioni materiali delle forze fisiche presenti nell&#8217;uomo, che la scienza non sa ancora spiegare ma che un giorno, forse, riuscir\u00e0 a farlo. Implicitamente, egli nega cos\u00ec sia il miracolo, evento soprannaturale legato alla presenza del divino nel mondo, sia la possessione demoniaca, evento preter-naturale legato alle manifestazioni del demoniaco.<\/p>\n<p>Come vede con lucidit\u00e0 von Stuckrad (op. cit., pp. 174-175):<\/p>\n<p><em>&quot;Pomponazzi afferma, d&#8217;accordo con Pico, che solo le cause naturali possono servire a spiegare i fenomeni; diversamente da questi, per\u00f2, che sottolineando l&#8217;elemento della libert\u00e0 umana arriva a una rottura ontologica tra il mondo e l&#8217;uomo, Pomponazzi torna a inserire l&#8217;uomo completamente nella dinamica degli eventi cosmici, anche se non alla maniera di Ficino, cio\u00e8 attraverso la partecipazione all&#8217;anima del mondo e le corrispondenze. In Pomponazzi l&#8217;uomo \u00e8 del tutto vincolato al determinismo e all&#8217;animalit\u00e0, che egli \u00e8 s\u00ec in grado di riconoscere, &#8211; e questa \u00e8 la vera tragicit\u00e0 del saggio -, ma a cui non pu\u00f2 sfuggire. Come Prometeo, l&#8217;uomo consapevole \u00e8 legato alla roccia e viene tormentato dall&#8217;avvoltoio. Proprio in questo consiste la nobilt\u00e0 dell&#8217;uomo, che sa di dovere morire e sogna l&#8217;immortalit\u00e0. Con questa affermazione radicale Pomponazzi contesta la dottrina dell&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima e l&#8217;idea di anima che per Ficino aveva avuto un ruolo cos\u00ec importante. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;unit\u00e0 di mondo celeste e terrestre significa solo che il cosmo \u00e8 un ingranaggio, un meccanismo che va avanti ininterrottamente. In tal modo Pomponazzi non contesta affatto il diritto dell&#8217;astrologia di dedurre da segni celesti avvenimenti terreni, ma interpreta il nesso tra questi livelli in maniera diversa rispetto ai platonici, poich\u00e9 egli ricerca le cause naturali degli avvenimenti terreni, e non quelle metafisiche. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nel dodicesimo libro del<\/em> De incantationibus <em>Pomponazzi presenta un&#8217;interpretazione dell&#8217;avvicendamento delle religioni davvero clamorosa. Lontanissimo dall&#8217;accettare un&#8217;interpretazione del cristianesimo come storia provvidenziale della salvezza, egli vede l&#8217;alternarsi delle religioni entro uno schema necessario di ascesa e tramonto.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Nel caso del cristianesimo, anzi, egli vede moltiplicarsi i segni della senilit\u00e0 e del tramonto; e si spinge ancora oltre, affermando che tutte le religioni non sono altro che favole utili per governare i popoli (idee che verranno riprese da Cesare Vanini un secolo dopo e che porteranno quest&#8217;ultimo sul rogo). In particolare, l&#8217;affermazione che gli dei devono tramontare perch\u00e9 hanno avuto un inizio, osserva von Stuckrad, \u00e8 straordinariamente &quot;moderna&quot;, tanto che sembra uscire direttamente dalle pagine dello <em>Zarathustra<\/em> di Friedrich Nietzsche.<\/p>\n<p>Giustamente von Stuckrad, dopo aver ricordato la definizione data da Ernst Cassirer della filosofia di Pomponazzi, come un &quot;illuminismo in vesti scolastiche&quot; e come affermazione del &quot;primato incondizionato della ragione scientifica&quot;, fa notare come all&#8217;epoca di Ficino, Pico e Pomponazzi si sia verificata una frattura decisiva nella cultura filosofica e scientifica occidentale. I loro contemporanei, tuttavia, non sempre ne colsero tutta la dirompente novit\u00e0, a causa di taluni elementi di contiguit\u00e0 presenti nel pensiero di questi tre autori, che ne velarono le sostanziali e non mediabili differenze (op. cit., p. 176):<\/p>\n<p><em>&quot;Essi svilupparono, ciascuno con le proprie peculiarit\u00e0, prospettive che avrebbero caratterizzato la futura cultura europea, e anticiparono uno dei tratti distintivi della cosiddetta &#8216;modernit\u00e0&#8217;, ovvero la crescente riflessione dell&#8217;uomo sul formarsi delle proprie teorie e la loro relativizzazione critica, e una crescente separazione dell&#8217;uomo rispetto al tutto della natura e del cosmo, che Anthony Giddens definisce<\/em> disembedding <em>(&#8216;sradicamento&#8217;). Non bisogna pensare che l&#8217;olismo alla maniera di Ficino a un certo punto semplicemente scomparisse attraverso le critiche di Pico, Pomponazzi e altri: l&#8217;ordine del mondo , per\u00f2, era divenuto incerto, e inizi\u00f2 a diffondersi un&#8217;inquietudine che richiedeva risposte nuove. All&#8217;interno del paradigma dell&#8217;indagabilit\u00e0 scientifica del mondo avrebbe presto fatto la sua scomparsa un modello che prometteva di dare queste risposte.&quot;<\/em><\/p>\n<p>E sarebbe stato, appunto, il modello materialista, meccanicista, riduzionista avviato dalla &quot;rivoluzione&quot; di Galilei, Cartesio, Newton e sotto la cui ombra oggi, pi\u00f9 che mai, siamo rimasti intrappolati; come se la storia del pensiero, in questo campo, si fosse bruscamente arrestata quattro secoli fa e non rimanesse altra libert\u00e0, a noi cittadini del terzo millennio, che quella di sistemare i punti e le virgole di un discorso gi\u00e0 fatto e sostanzialmente concluso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 dai tempi dell&#8217;ottimo testo di Will-Erich Peuckert, L&#8217;astrologia (Stuttgart, 1960; traduzione italiana Roma, Edizioni Mediterranee, 1973) che non ci capitava di leggere sull&#8217;argomento un testo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[96],"class_list":["post-29646","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-anima"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29646","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29646"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29646\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29646"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29646"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29646"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}