{"id":29642,"date":"2010-05-16T10:24:00","date_gmt":"2010-05-16T10:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/16\/il-male-di-vivere-della-modernita-e-la-perdita-di-amore-verso-la-vita\/"},"modified":"2010-05-16T10:24:00","modified_gmt":"2010-05-16T10:24:00","slug":"il-male-di-vivere-della-modernita-e-la-perdita-di-amore-verso-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/16\/il-male-di-vivere-della-modernita-e-la-perdita-di-amore-verso-la-vita\/","title":{"rendered":"Il male di vivere della modernit\u00e0 \u00e8 la perdita di amore verso la vita"},"content":{"rendered":"<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 vistosi del disagio della modernit\u00e0, oggi cos\u00ec diffuso tra milioni e milioni di persone, \u00e8 il male di vivere che si diffonde come una gigantesca metastasi e che le sprofonda nella depressione, nella nevrosi, nella schizofrenia, nel suicidio &#8211; magari lento, come avviene attraverso l&#8217;abuso di droghe, alcool e tabacco.<\/p>\n<p>\u00c8 come se un gigantesco grido di sofferenza, di angoscia e di disperazione salisse da innumerevoli individui, alcuni dei quali dissimulano agli altri ed a se stessi il proprio male profondo, spingendolo sempre pi\u00f9 addentro, mentre altri lo lasciano erompere in forme conclamate, precipitando nel baratro dello sconforto e provocando immense sofferenze anche ai loro cari e alle persone che dividono con essi la loro vita.<\/p>\n<p>Se poi ci interroghiamo sulle cause di un cos\u00ec vasto e generalizzato male di vivere, non tarderemo a renderci conto che esse affondano non in singole situazioni ed eventi, sebbene &#8211; spesso &#8211; le persone che ne sono afflitte lo credano fermamente; ma in un atteggiamento generale verso la vita, in uno stato d&#8217;animo largamente diffuso, che si possono sintetizzare nell&#8217;espressione, schematica ma efficace, di perdita di amore nei confronti della vita.<\/p>\n<p>E con questa espressione non intendiamo qualche cosa di generico e quasi di astratto, ma, al contrario, qualche cosa di estremamente concreto e che va inteso nel senso pi\u00f9 letterale: ossia come sfiducia verso la vita, come disincanto del mondo, come perdita della speranza, come nausea dell&#8217;esistenza e come profonda disistima verso se stessi. La mancanza di amore verso la vita \u00e8 la perdita di amore verso se stessi e di ottimismo verso il domani.<\/p>\n<p>Strano, almeno in apparenza: proprio quando la vita sembra essere diventata pi\u00f9 comoda, o almeno pi\u00f9 facile, per tutti; proprio quando gli immani sacrifici materiali che dovevano sopportare i nostri nonni sembrano cose di un passato lontanissimo, ormai a stento immaginabili; proprio quando la scienza, la tecnica, in una parola il progresso, hanno dispiegato tutta la loro capacit\u00e0 progettuale per facilitare la vita e per rimuovere dai nostri passi ogni ostacolo, o almeno gli ostacoli pi\u00f9 grossi e difficoltosi, ecco che si diffonde a macchia d&#8217;olio un sentimento ignorato dalle generazioni passate, per quanto dura fosse la loro esistenza quotidiana: il disamore verso la vita.<\/p>\n<p>Non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze.<\/p>\n<p>Se ci muoviamo per le strade delle nostre citt\u00e0, quel che vediamo sempre pi\u00f9 spesso sono case fornite di ogni comfort, automobili di grossa cilindrata, vetrine traboccanti di merce allettante, persone che se ne vanno in giro con i vestiti firmati: persone ben truccate, per pettinate, ben vestite, ben nutrite, bene abbronzate e ben palestrate, con l&#8217;orologio di marca al polso e il braccialetto d&#8217;oro al polso o la catenina d&#8217;oro al collo.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec: anche le persone di modeste possibilit\u00e0 economiche, a prezzo di immani sacrifici oppure tagliando sulle spese veramente necessarie, come la qualit\u00e0 del cibo, oppure ancora indebitandosi o pagando la merce a rate, riescono a procurarsi almeno una parvenza di quello stile di vita.<\/p>\n<p>Anche nelle case pi\u00f9 modeste, ormai, ci sono non meno di due o tre televisori, la lavastoviglie automatica, un paio di computer, tre o quattro telefonini cellulari e un paio di automobili nel garage; anche le persone meno abbienti riescono, in qualche modo, a procurarsi dei vestiti e delle scarpe firmati, o almeno delle discrete contraffazioni di essi.<\/p>\n<p>E anche le persone di estrazione sociale pi\u00f9 modesta riescono, in una maniera o nell&#8217;altra, a concedersi qualche giorno di vacanza non nelle localit\u00e0 di villeggiatura pi\u00f9 vicine, ma su qualche spiaggia esotica in un grande albergo internazionale e, magari, anche una piccola crociera a bordo di un piroscafo con piscina, sale da gioco e cabina con l&#8217;aria condizionata.<\/p>\n<p>\u00c8 una follia: ma una follia collettiva, che d\u00e0 anche all&#8217;operaio l&#8217;illusione di non essere escluso dal grande banchetto del consumismo e consente al miliardario di non provare nemmeno l&#8217;ombra del senso di colpa, mentre conduce una vita di lusso e di sprechi, pur nella consapevolezza delle tante famiglie che stentano ad arrivare a fine mese o dei pensionati che elemosinano un piatto di minestra alla mensa dei Cappuccini o un po&#8217; di frutta avariata ai mercati generali.<\/p>\n<p>Sia come sia, questo benessere generalizzato, mescolato alla sua grossolana ma puntigliosa contraffazione, pu\u00f2 dare l&#8217;impressione che tutto vada bene e che non altro rimanga da chiedere alla vita, se non comodit\u00e0 materiali sempre maggiori e accessori tecnologici sempre pi\u00f9 sofisticati: e tale \u00e8, infatti, l&#8217;impressione che ricevono milioni di persone che vivono nei Paesi poveri, ma che ricevono via satellite i nostri programmi televisivi.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 completamente diversa.<\/p>\n<p>Le persone di ogni ceto sociale, all&#8217;interno della societ\u00e0 consumista post-moderna, sono afflitte da un disamore sempre pi\u00f9 diffuso nei confronti della vita; disamore che si manifesta nei comportamenti autodistruttivi che abbiamo descritto e che fornisce una miniera d&#8217;oro ai professionisti del dolore altrui: una pletora di psicologi, psichiatri e psicanalisti, non pi\u00f9 del dieci per centro dei quali persegue il fine di alleviare le sofferenze del prossimo, mentre tutti gli altri non sono che dei vili sciacalli e avvoltoi, interessati solo al denaro dei loro pazienti e moralmente, oltre che intellettualmente, incapaci di fornire un vero aiuto a chicchessia.<\/p>\n<p>La verit\u00e0, dunque, \u00e8 questa: non ci vogliamo bene, non crediamo pi\u00f9 nella vita; non pensiamo pi\u00f9 che la vita sia una cosa bella, che la nostra vita sia un&#8217;occasione straordinaria di crescita, di amore, di bellezza.<\/p>\n<p>Amara conclusione, dopo tre o quattro secoli di ideologie progressiste che hanno fatto a gara nel prometterci la felicit\u00e0 in Terra se solo avessimo deciso di affidarci, una buona volta, ai Lumi della Ragione, mettendo definitivamente in soffitta la metafisica e la trascendenza e scacciando l&#8217;anelito verso il divino, come una pericolosa forma di squilibrio mentale. Significa che generazioni di intellettuali illuministi, positivisti, neopositivisti e compagnia bella, con tutto il loro chiacchierare di magnifiche sorti e progressive, non hanno saputo portare al sentire comune nemmeno un briciolo di speranza, nemmeno un pallido riflesso di fiducia nel domani.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un risultato di cui possano andare particolarmente fieri, in verit\u00e0; anche se, imperturbabili davanti a un cos\u00ec manifesto fallimento, continuano a intronarci gli orecchi con i loro ditirambi in onore della Scienza, la quale, cos\u00ec come la intendono loro &#8211; e cio\u00e8 in senso grossolanamente razionalistico e materialistico -, altro non \u00e8 che una pallida e deformata caricatura del vero sapere scientifico.<\/p>\n<p>Il Dio della modernit\u00e0, il Dio del progresso, ha miseramente fallito e non \u00e8 stato in grado di realizzare nemmeno una delle sue promesse. Nemmeno quella del benessere puramente materiale, perch\u00e9 la devastazione ambientale, frutto inevitabile di un rapporto aggressivo e conflittuale con la natura, ci ha regalato, oltre a un profondissimo malessere spirituale, anche tutta una serie di pesanti situazioni negative sul piano pratico e materiale: prima fra tutte, il proliferare di malattie legate all&#8217;inquinamento e allo stile di vita consumistico, le quali, dai tumori all&#8217;infarto, dalle affezioni alle vie respiratorie, alle allergie sempre pi\u00f9 diffuse, per non parlare delle morti violente dovute al traffico automobilistico, testimoniano un drammatico, incontestabile peggioramento delle condizioni generali in cui si svolge la nostra esistenza.<\/p>\n<p>Dunque: il male oscuro, profondo, nascosto che mina alla base l&#8217;edificio grandioso, ma effimero della nostra civilt\u00e0, \u00e8 il disamore verso la vita; e tale disamore nasce dal sentimento della impossibilit\u00e0 di stare bene con se stessi e con gli altri, di armonizzare l&#8217;io con il tu ed anche l&#8217;io con se stesso; in una parola: dal disgregamento inarrestabile, incontrollabile della coesione intima del nostro io e del ruolo che esso \u00e8 chiamato a svolgere nel mondo.<\/p>\n<p>La perdita di amore verso la vita ci ha resi una folla disgregata e frammentata, in cui &#8211; a dispetto del gigantismo patologico delle nostre megalopoli &#8212; ciascuno \u00e8 sempre pi\u00f9 solo e isolato, sempre pi\u00f9 smarrito e abbandonato a s\u00e9 stesso, senza certezze e senza punti d riferimento: senza nulla in cui credere, se non nel Dio denaro.<\/p>\n<p>Troppo poco davvero, per rendere l&#8217;esistenza di un essere umano qualche cosa di tollerabile; per imprimerle un indirizzo; per prospettarle una direzione, un senso e uno scopo. Troppo poco per sostenere la quotidiana fatica del vivere, resa ancora pi\u00f9 improba dal continuo aumento della complessit\u00e0 del mondo in cui ci muovianmo: complessit\u00e0 che non era neppure immaginabile solo fino a un paio di generazioni fa.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 tutto tremendamente pi\u00f9 complesso, pi\u00f9 arduo, pi\u00f9 problematico: tutto, vogliamo dire, tranne le comodit\u00e0 fatue, come quella di accendere il televisore senza doversi alzare dalla poltrona, o come poter parlare con chiunque al telefono in qualsiasi luogo, anche dalla cima di una montagna, e in qualunque momento, ventiquattr&#8217;ore su ventiquattro.<\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 difficile, infinitamente pi\u00f9 difficile, essere padri o madri, di quanto non lo fosse meno di cinquanta anni fa; \u00e8 infinitamente pi\u00f9 difficile essere mariti o mogli o compagni; \u00e8 infinitamente pi\u00f9 difficile essere figli; \u00e8 infinitamente pi\u00f9 difficile essere nonni; \u00e8 infinitamente pi\u00f9 difficile essere lavoratori; \u00e8 infinitamente pi\u00f9 difficile essere consumatori; \u00e8 infinitamente pi\u00f9 difficile essere cittadini.<\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 difficile fare la dichiarazione dei redditi per pagare le tasse, guidare l&#8217;automobile, fare una corsa in bicicletta (con il traffico che rende le strade pericolosissime), scegliere la merce al negozio o al supermercato: specialmente i generi alimentari, che nessuno sa pi\u00f9 se provengano da organismi geneticamente modificati o se contengano coloranti, conservanti, ormoni ed altre innominabili sozzure.<\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 difficile essere bambini, anzi si potrebbe dire che \u00e8 diventato quasi impossibile perch\u00e9 gli adulti, impazziti, hanno rubato l&#8217;infanzia ai loro figli e nipoti; ed \u00e8 infinitamente pi\u00f9 difficile essere anziani, perch\u00e9 il mondo sta cambiando talmente in fretta, che ad essi non viene lasciato letteralmente il tempo di farsi da parte, ma vengono sospinti via nel modo pi\u00f9 brutale, dato che di loro il mondo, oggi, non sa letteralmente cosa farsene, se non &#8211; forse &#8211; sfruttarli fino al&#8217;ultimo come baby-sitter gratuiti a vantaggio di figli e nipoti.<\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 complesso spedire una lettera, pagare una bolletta all&#8217;ufficio postale, aprire un conto in banca o fare un semplice bonifico; acquistare un biglietto ferroviario, salire su un treno, avere informazioni in un aeroporto, farsi indicare la strada a uno svincolo stradale.<\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 complesso orientarsi in un grande ospedale e pagare allo sportello automatico; perfino comperare la frutta al supermercato: bisogna infilare i guanti, munirsi del sacchetto, prendere nota del numero di codice della merce, pesarla sulla bilancia: tutte operazioni non cos\u00ec semplici, ad esempio, per una persona anziana.<\/p>\n<p>Anche consultare l&#8217;elenco telefonico \u00e8 divenuto pi\u00f9 difficile: bisogna memorizzare, oltre al numero desiderato, anche il prefisso, entrambi scritti in caratteri piccolissimi: chi non possiede una buona vista e una buona memoria, si trova fatalmente impacciato.<\/p>\n<p>Cose da poco, si dir\u00e0. \u00c8 vero; ma mettiamo insieme cinque, dieci, venti di queste &quot;piccole&quot; difficolt\u00e0 ogni giorno; mettiamone cento in un mese: ed ecco che la vita si fa tesa, problematica, irta di noie e di lievi, ma continue frustrazioni: da ultimo, una buona percentuale della popolazione finir\u00e0 per sentirsi inadeguata, incapace, superflua, in un mondo che corre freneticamente, senza curarsi di lasciarla indietro.<\/p>\n<p>Perfino gli spazi fisici non sono pi\u00f9 pensati se non a misura di consumatori giovani, forti, sani: gli spazi architettonici, i modelli di automobili, le stesse barriere anti-velocit\u00e0 (che, pure, servirebbero a rallentare i ritmi eccessivamente veloci del traffico), sono pensati in modo da ignorare completamente le esigenze degli anziani, dei malati, dei sofferenti.<\/p>\n<p>Tutto questo aumento della complessit\u00e0 si \u00e8 accompagnato ad un aumento delle comodit\u00e0 materiali; ma, a sua volta, quest&#8217;ultimo ha provocato, automaticamente, un ulteriore aumento della complessit\u00e0. Il tutto in un circolo vizioso sempre pi\u00f9 stretto, in una sarabanda sempre pi\u00f9 febbrile, in una corsa sempre pi\u00f9 pazza.<\/p>\n<p>E quello che la tecnica ci ha dato con una mano &#8211; ad esempio, un miglioramento delle pratiche chirurgiche o delle terapie antitumorali &#8211; se lo \u00e8 ripreso, con gli interessi, con l&#8217;altra mano: ad esempio, con l&#8217;aumento esponenziale delle malattie iatrogene, ossia delle malattie provocate dagli effetti collaterali delle cure stesse o, semplicemente, dal cattivo funzionamento delle strutture sanitarie.<\/p>\n<p>Vogliamo tentare di uscire dal pantano del disamore verso la vita, del disamore verso noi stessi e tornare a guardare al futuro con fiducia e ottimismo, come facevano i nostri genitori e i nostri nonni, sebbene non avessero almeno due auto nel garage e non disponessero di tre televisori e quattro o cinque telefonini cellulari?<\/p>\n<p>Ebbene, dobbiamo abbandonare la pericolosa illusione che la tecnica, di per se stessa, ci far\u00e0 stare meglio e che risolver\u00e0 tutti i nostri problemi; mentre dobbiamo riprendere in mano le nostre vite, le nostre aspirazioni profonde: prima fra tutte, la tensione verso la trascendenza.<\/p>\n<p>Dobbiamo tornare a credere in noi stessi, con tutte le nostre umane debolezza e i limiti insiti nella nostra condizione, ma anche con la nostra volont\u00e0 di migliorarci e di trascenderci, non sul piano banalmente economico e sociale, ma su quello della consapevolezza spirituale.<\/p>\n<p>Dobbiamo riscoprire il valore della semplicit\u00e0, della sobriet\u00e0, della solidariet\u00e0, dell&#8217;apertura verso il tu e della gratitudine verso la vita: e tornare a fare affidamento nella sua saggezza, e non nel Vitello d&#8217;Oro di una Ragione divinizzata che ci promette una felicit\u00e0 illusoria e ingannevole, espropriandoci, nel frattempo, della nostra pi\u00f9 autentica e profonda umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 vistosi del disagio della modernit\u00e0, oggi cos\u00ec diffuso tra milioni e milioni di persone, \u00e8 il male di vivere che si diffonde<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[202],"class_list":["post-29642","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29642","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29642"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29642\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29642"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29642"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29642"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}