{"id":29611,"date":"2015-07-28T04:13:00","date_gmt":"2015-07-28T04:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/nelle-gelide-acque-del-mar-baltico-si-consuma-lapocalisse-dimenticata-del-wilhelm-gustloff\/"},"modified":"2015-07-28T04:13:00","modified_gmt":"2015-07-28T04:13:00","slug":"nelle-gelide-acque-del-mar-baltico-si-consuma-lapocalisse-dimenticata-del-wilhelm-gustloff","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/nelle-gelide-acque-del-mar-baltico-si-consuma-lapocalisse-dimenticata-del-wilhelm-gustloff\/","title":{"rendered":"Nelle gelide acque del Mar Baltico si consuma l\u2019apocalisse dimenticata del \u00abWilhelm Gustloff\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Tutti conoscono, almeno per sentito dire &#8212; anche se ne ignorano, generalmente, gli autentici risvolti &#8212; la tragica sorte del transatlantico britannico \u00abLusitania\u00bb, affondato da un sottomarino tedesco nel corso della Prima guerra mondiale, con la morte di quasi 1.200 persone, fra cui 123 cittadini statunitensi, che predispose l&#8217;opinione pubblica americana alla successiva entrata in guerra contro la Germania.<\/p>\n<p>Ma il nome del transatlantico \u00abWilhelm Gustloff\u00bb, che, nel 1945, trasportava migliaia di profughi tedeschi della Prussia Orientale, in fuga davanti all&#8217;avanzata dell&#8217;Armata Rossa, che venne silurato da un sommergibile sovietico e colato a picco, con la morte di 8.000 o 9.000 persone, \u00e8 a tutt&#8217;oggi praticamente ignorata dall&#8217;opinione pubblica mondiale, e perfino in Germania \u00e8 stato rimosso dalla memoria delle nuove generazioni, cresciute in un clima di cos\u00ec forte esecrazione verso tutto ci\u00f2 che ha a che fare con il passato nazista, da aver coinvolto nella rimozione storica perfino le vittime incolpevoli di quel regime, beninteso se di nazionalit\u00e0 tedesca.<\/p>\n<p>Del resto, anche fra quei pochi che conoscono, o che ricordano, quel terribile episodio, \u00e8 forte la tentazione di &quot;archiviarlo&quot; nella memoria, considerandolo magari poca cosa rispetto alle centinaia di migliaia di vittime dei bombardamenti aerei o ai milioni di vittime dei campi di concentramento nazisti e sovietici. Senza contare che le vittime dell&#8217;affondamento del \u00abWilhelm Gustloff\u00bb erano tedesche e che l&#8217;episodio si verific\u00f2 negli ultimi mesi della guerra, quando ormai il sollievo per la fine imminente del terribile conflitto, con il suo carico infinito di miserie e di dolori, si mescolava all&#8217;esultanza dei vincitori, o di quanti si ritenevano vincitori (mentre la verit\u00e0 \u00e8 che i popoli d&#8217;Europa si erano suicidati e che le nazioni europee avevano perso per sempre la loro indipendenza, non solo politica, ma economica e perfino culturale), per cui nessuno aveva voglia di guastarsi la gioia per la vittoria dei &quot;buoni&quot; e la sconfitta dei &quot;cattivi&quot;, prendendo atto che i rispettivi ruoli, fra &quot;buoni&quot; e &quot;cattivi&quot;, non erano poi cos\u00ec evidenti (e si pensi anche alle fosse di Katyn: solo nel 1990 Michail Gorbaciov ha porto le scuse ufficiali dell&#8217;Unione Sovietica alla Polonia, per quell&#8217;eccidio) come ingenuamente parecchi avevano pensato.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 anche un&#8217;altra ragione che ha favorito la scarsa conoscenza ed il rapido oblio della tragedia del \u00abWilhelm Gustloff\u00bb: il fatto che, nell&#8217;immaginario collettivo, quelli che affondano le navi civili, cariche di passeggeri inermi, di donne e di bambini, sono i Tedeschi, non gli Alleati: e questo perch\u00e9 la Germania ha condotto, per due volte, in entrambe le guerre mondiali, delle campagne di guerra sottomarina illimitata, ma senza che l&#8217;opinione pubblica mondiale abbia ben compreso che la guerra sottomarina \u00e8 stata la risposta, crudele quanto si vuole, ma perfettamente logica e pressoch\u00e9 inevitabile, al blocco marittimo imposto alla Germania, e all&#8217;intera Europa continentale, da parte della marine alleate, mirante ad affamare le popolazioni civili e a mettere in ginocchio l&#8217;economia e la produzione bellica tedesca. Dunque, una nave civile tedesca, per di pi\u00f9 carica di profughi assolutamente inermi, che viene colata a picco da un sottomarino alleato &#8212; sovietico, in questo caso &#8212; rappresenta una di quelle cose cui non si vorrebbe dare credito, n\u00e9 peso, perch\u00e9 disturbano gli schemi mentali dell&#8217;opinione pubblica, mettendo in crisi, o addirittura capovolgendo, ci\u00f2 che le persone sanno, o credono di sapere, sulla storia recente d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Cos\u00ec rievoca quella tragica e dimenticata pagina della storia della Seconda guerra mondiale il giornalista e saggista britannico Max Hastings nella sua onesta e apprezzabile monografia \u00abApocalisse tedesca. La battaglia finale, 1944-45\u00bb (titolo originale: \u00abArmageddon. The Battle for Germany 1944-45\u00bb, 2004; traduzione dall&#8217;inglese di A. Catania, Milano, Mondadori, 2006, pp. 385-9):<\/p>\n<p>\u00abIl &quot;Wilhelm Gustloff&quot; era un vascello di 27.000 tonnellate della flotta di imbarcazioni da crociera nazista di &quot;Forza attraverso la Gioia&quot;, adibito dopo il 1940 a funzioni di nave deposito per sottomarini. Negli ultimi giorni di gennaio [1945] il suo vecchio capitano ebbe l&#8217;ordine di far rifornimento di carburante e di prepararsi a imbarcare profughi di Gdynia, vicino a Danzica, e fare rotta verso ovest. Appena saputa la notizia, si scaten\u00f2 una lotta furiosa per procurarsi i permessi d&#8217;imbarco. Quasi tutte le cuccette furono immediatamente prenotate da potenti e facoltosi cittadini. La vicecomandante Wilhelmina Reitsch, cognata di Hanna, la collaudatrice di aerei prediletta da Hitler, chiese di imbarcare alcune delle 8.000 ausiliarie di marina sotto il suo comando, di stanza nel porto. Erano tutte ragazze fra i 17 e i 25 anni, perfettamente consapevoli di cosa le avrebbe attese se fossero cadute in mano ai russi. Solo 373 salirono a bordo, insieme a 918 uomini della marina e a 4.224 profughi.<\/p>\n<p>Per tre lunghi, tormentosi giorni restarono sugli affollati ponti passeggeri ad attendere il permesso di prendere il mare. Alcune donne erano agli ultimi giorni di gravidanza, e sul ponte da cui si poteva prendere il sole fu allestito uno speciale reparto maternit\u00e0. Centosessantadue feriti di guerra, molti dei quali mutilati, furono portati a bordo su barelle e ricoverati in un ospedale d&#8217;emergenza. La notte del 27 gennaio ci fu un&#8217;incursione aerea e fu ordinato a tutti i passeggeri di scendere a terra. La gente pass\u00f2 ore terribili al gelo nelle baracche del porto, prima di risalire nuovamente a bordo all&#8217;alba. All&#8217;ultimo minuto, la suite del F\u00fchrer sul ponte B fu occupata da 13 familiari del borgomastro di Gdynia, insieme al Kreisleiter (governatore) della citt\u00e0, sua moglie, i cinque figli, la domestica e la cameriera. Alcuni funzionari nazisti protestarono vivacemente per il sovraffollamento della nave.<\/p>\n<p>Altre scene drammatiche si verificarono il 30 gennaio, la mattina della partenza della nave: sal\u00ec a bordo la polizia militare, setacciando la nave da cima a fondo in cerca di disertori. Quando finalmente il &quot;Gustloff&quot; lev\u00f2 l&#8217;ancora, alle 11 del mattino, gli si accalc\u00f2 ai lati una flottiglia di imbarcazioni piene di profughi, madri con i bimbi in braccio che imploravano disperatamente di essere fatte salire. Gli uomini dell&#8217;equipaggio, mossi a piet\u00e0, calarono le reti per farli arrampicare. In tempo di pace, la capienza della nave era di 1.900 persone tra passeggeri ed equipaggio. La nota di carico, in data 30 gennaio, indicava oltre 6.000 anime.. E altre 2.000 riuscirono presumibilmente a salire a bordo nell&#8217;assalto finale. Ci fu un&#8217;ulteriore fermata al largo, dove il &quot;Gustloff&quot; rimase all&#8217;ancora in attesa di una seconda nave, l&#8217;&quot;Hansa&quot;. Infine, le autorit\u00e0 portuali decisero che quell&#8217;attesa era troppo pericolosa. Scortato solo da una vecchia torpediniera, il transatlantico fece rotta verso ovest. Dal capitano dell&#8217;&quot;Hansa&quot; giunse il messaggio: &quot;Bon voyage&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>Poco prima delle 19, tra intermittenti raffiche di neve, il trentatreenne capitano di terza classe Aleksandr Marinesko del sottomarino sovietico S-13 avvist\u00f2 con sua meraviglia una grossa nave che, per un atto di negligenza da parte tedesca, non andava a zig-zag e teneva accese le luci di bordo. Bevute e indisciplina erano all&#8217;ordine del giorno nelle forze armate sovietiche, ma per i suoi continui atti di sfrenatezza Marinesko si era gi\u00e0 guadagnato il biasimo dell&#8217;NKVD, che lo sospettava di tendenze controrivoluzionarie. Era pere mare da tre settimane con la sua pattuglia senza che gli si fosse mai presentato un bersaglio degno di nota. Ora, si diede da fare. L&#8217;S-13 cominci\u00f2 ad avvicinarsi furtivamente al &quot;Gustloff&quot; in superficie, mettendosi tra nave e costa. Gli ci vollero due ore per superare il transatlantico e collocarsi in posizione di fuoco. Alle 21,04, alla distanza ravvicinata di 1.000 metri, fece partire contemporaneamente una salva di siluri imbrattati dei consueti slogan: &quot;Per la Patria&quot;, &quot;Per Stalingrado&quot;, &quot;Per il popolo sovietico&quot;. Ci furono tre terribili esplosioni. Il &quot;Wilhelm Gustloff&quot; si inclin\u00f2 paurosamente, e cominci\u00f2 ad affondare.<\/p>\n<p>Quasi tutte le ausiliarie di marina ebbero la fortuna di morire all&#8217;istante., quando un siluro esplose proprio sotto il punto in cui erano alloggiate. Vecchi, malati e feriti non potevano muoversi, ma andarono incontro a una morte pi\u00f9 lenta. Si udivano le urla della gente rimasta intrappolata dietro le paratie stagne, chiusesi immediatamente dopo l&#8217;inizio dell&#8217;attacco. Alcuni marinai fecero ricorso ai fucili per controllare la calca dei passeggeri terrorizzati che saliva dal ponte di passeggiata. Un cameriere stava correndo lungi un corridoio di cabina quando ud\u00ec uno sparo: apr\u00ec una porta e vide un ufficiale di marina con una pistola in mano chino su una donna e un bambino morti ai suoi piedi, e un altro bimbo terrorizzato che gli si stringeva a una gamba. &quot;Vai via!&quot; gli url\u00f2 l&#8217;uomo: il cameriere ubbid\u00ec, lasciando che il padre finisse il suo lavoro. Il suicidio era perfettamente sensato se si pensa che solo 12 delle 24 scialuppe di salvataggio della nave erano a bordo, quelle sulle gru non erano sollevate all&#8217;esterno e ad attendere i superstiti c&#8217;era solo il freddo mortale del baltico.<\/p>\n<p>Gran parte dell&#8217;equipaggio tenne una condotta vergognosa. Una scialuppa che poteva portare 50 persone si allontan\u00f2 con a bordo solo il capitano e 12 marinai. Un&#8217;altra fu calata in modo cos\u00ec incauto che il suo carico di passeggeri fu rovesciato in mare. Molte altre non furono calate affatto. Presto la nave si reclin\u00f2 su un fianco; settanta minuti dopo l&#8217;inizio dell&#8217;attacco era stata completamente inghiottita dal mare. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il contributo di Marinesko alla tragedia del Baltico non era ancora completo. Il 9 febbraio individu\u00f2 e colp\u00ec un nuovo bersaglio. Il &quot;General Steuben&quot;, transatlantico di 17.500 tonnellate, con a bordo 2.000 feriti e 1.000 profughi, col\u00f2 rapidamente a picco. Appena 300 sopravvissuti raggiunsero Kolberg. Marinesko fece ritorno alla base da trionfatore&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Dunque, la tragedia del transatlantico \u00abWilhelm Gustloff\u00bb \u00e8 stata duplice: perch\u00e9 alle vittime, o meglio alla loro memoria, \u00e8 stata negata quella presa d&#8217;atto, quella forma di giustizia morale che consiste nel riconosce quel che \u00e8 avvenuto. Esse appartenevano alla parte &quot;sbagliata&quot; della barricata, ossia a quella dei vinti; pertanto, non sembrava giusto dedicar loro troppa attenzione, bisognava occuparsi piuttosto della memoria delle altre vittime, quelle realmente innocenti, perch\u00e9 appartenenti allo schieramento dei &quot;buoni&quot;.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un concetto che noi Italiani dovremmo conoscere molto bene, dato che abbiamo avuto anche noi le nostre tragedie volutamente dimenticate per ragioni ideologiche: prima fra tutte, quella delle vittime delle foibe, nella Venezia Giulia, da parte dei partigiani comunisti slavi; e, come se ci\u00f2 non fosse bastato, quella dell&#8217;espulsione di circa 350.000 nostri connazionali da quelle terre e, per nostra somma vergogna, anche della pessima accoglienza che ai profughi fu riservata in tante citt\u00e0 e regioni dell&#8217;ingrata madrepatria. Ci furono perfino dei ferrovieri comunisti che bloccarono i treni che trasportavano verso l&#8217;interno quei nostri connazionali in fuga, con il cuore straziato per ci\u00f2 che avevano sofferto e per ci\u00f2 che avevano dovuto lasciare, a cominciare dalle loro case, dai loro negozi e dai loro poderi: e ci furono baldi militanti della sinistra che accorsero a circondare quei treni, quelle baracche ove indegnamente erano ricoverati i profughi, per sputare loro addosso, per insultarli e gridare loro tutto il proprio disprezzo, chiamandoli &quot;fascisti&quot;&#8230;<\/p>\n<p>La tragedia del \u00abWilhelm Gustloff\u00bb rientra in questa tipologia di tragedie belliche: fa parte di vicende che tutti vorrebbero dimenticare, o, se possibile, ignorare e perfino negare, perch\u00e9 quelle che &quot;meritano&quot; di essere ricordate sono altre. Cos\u00ec, sempre restando in Italia, tutti conoscono la tragedia dei sette fratelli Cervi, fucilati sotto gli occhi dei genitori nel corso della guerra civile del 1943-45; genitori che, in seguito, hanno ricevuto la solidariet\u00e0 e il conforto di una intera opinione pubblica, a cominciare dalle pi\u00f9 alte cariche dello stato: nessuno, per\u00f2, o quasi nessuno, conosce l&#8217;analoga tragedia dei sette fratelli Govoni (fra cui una donna, che era anche una giovane mamma). Senza dubbio perch\u00e9 i primi sono assurti al ruolo di icone della Resistenza, mentre gli altri non erano che dei &quot;fascisti&quot;, e dunque, poco meno che dei criminali &#8212; anche se crimini non ne avevano commessi per niente.<\/p>\n<p>Non si vuole, con ci\u00f2, opporre alle forzature e alle falsificazioni storiche di una parte politica, delle forzature e delle falsificazioni di segno opposto. Non \u00e8 questo quel che va fatto e non \u00e8 questo ci\u00f2 di cui la verit\u00e0 ha bisogno. Quello che serve, quello che urge sul piano morale, \u00e8 il riconoscimento che, nel male incommensurabile della guerra, a soffrire non sono stati solo quelli di cui sempre si parla, perch\u00e9 ci\u00f2 \u00e8 funzionale alla verit\u00e0 di comodo dei vincitori: ma tutti, anche i &quot;nemici&quot;.<\/p>\n<p>Del resto, come ha scritto Cesare Pavese, in una pagina altissima del romanzo \u00abLa casa in collina\u00bb, la cosa essenziale \u00e8 permettere ai morti d&#8217;interrogare i vivi, e domandare conto del sangue versato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti conoscono, almeno per sentito dire &#8212; anche se ne ignorano, generalmente, gli autentici risvolti &#8212; la tragica sorte del transatlantico britannico \u00abLusitania\u00bb, affondato da un<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[156],"class_list":["post-29611","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-germania"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29611","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29611"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29611\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}