{"id":29607,"date":"2015-07-28T06:51:00","date_gmt":"2015-07-28T06:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/detrattori-e-sostenitori-della-teoria-di-wegener-per-un-senso-del-limite-nella-ricerca-scientifica\/"},"modified":"2015-07-28T06:51:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:51:00","slug":"detrattori-e-sostenitori-della-teoria-di-wegener-per-un-senso-del-limite-nella-ricerca-scientifica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/detrattori-e-sostenitori-della-teoria-di-wegener-per-un-senso-del-limite-nella-ricerca-scientifica\/","title":{"rendered":"Detrattori e sostenitori della teoria di Wegener: per un senso del limite nella ricerca scientifica"},"content":{"rendered":"<p>Della teoria della deriva dei continenti di Alfred Wegener abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di parlare in un precedente articolo (cfr. \u00abLa teoria della deriva dei continenti era una cosa seria, a differenza del&#8217;evoluzionismo\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 17\/06\/2014): teoria che, opportunamente integrata da quella, formulata successivamente da altri scienziati, della tettonica a zolle e dello scorrimento delle masse continentali, si \u00e8 rivelata in grado di rendere ragione di tutta una serie di fatti geologici, bio-geografici e paleo-biologici, i quali, altrimenti, sarebbero rimasti inspiegati ed inspiegabili.<\/p>\n<p>Quello che forse non tutti sanno, \u00e8 con quanto accanimento la teoria del geniale pioniere, il Wegener, venne avversata e combattuta; e quante aspre discussioni essa suscit\u00f2 in campo accademico, tanto pi\u00f9 che lo scienziato tedesco era un &quot;semplice&quot; meteorologo e sia tra i biologi, sia, soprattutto, tra i geologi, vi fu una levata di scudi dei cosiddetti &quot;specialisti&quot; contro l&#8217;intruso, contro l&#8217;ultimo arrivato, che aveva l&#8217;incredibile e intollerabile presunzione di mettere il naso nelle &quot;loro&quot; faccende, fornendo una spiegazione, che aveva il &quot;difetto&quot; di essere semplice ed elegante, di quelle incongruenze, le quali, per essere spiegate, richiedevano l&#8217;ipotesi della esistenza, in epoche passate, di innumerevoli &quot;ponti&quot; continentali, attraverso i quali le diverse specie animali e vegetali avrebbero potuto scavalcare mari ed oceani, e popolare terre lontanissime fra loro. Senza contare che, anche invocando la spiegazione dei ponti continentali, restava da spiegare tutta una serie di strane coincidenze geografiche e geologiche: a cominciare dalla pi\u00f9 singolare di tutte &#8211; che anche un bambino, giocando con il planisfero, \u00e8 in grado di cogliere intuitivamente -, ossia la perfetta corrispondenza fra la linea della costa occidentale del continente africano, e la linea della costa orientale di quello nord-americano e sud-americano; oppure, la continuit\u00e0 fra talune catene montuose e talune formazioni rocciose delle due opposte sponde dell&#8217;Atlantico, ad esempio fra la Patagonia e l&#8217;Africa meridionale.<\/p>\n<p>Ha scritto Alfonso Bosellini nella sua opera \u00abLa Terra dinamica\u00bb, nel vol. B del \u00abCorso di scienze del Cielo e della Terra\u00bb, Bologna, Italo Bovolenta Editore, 2009, p. 146):<\/p>\n<p>\u00abSebbene fosse sostenuta da una vasta serie di dati, l&#8217;ipotesi di Wegener fu notevolmente osteggiata e criticata. Il maggior ostacolo per l&#8217;accettazione della teoria riguarda il meccanismo fisico della deriva dei continenti, cio\u00e8 le &quot;forze traslatrici&quot; , come diceva lo stesso Wegener. Egli, infatti, aveva proposto che la deriva si verificasse a causa della rotazione terrestre che faceva migrare le masse continentali dalle aree polari a quelle equatoriali., la cosiddetta &quot;fuga dai poli&quot;. Ma semplici calcoli dimostravano che le forze esercitate da questo meccanismo erano troppo piccole per creare catene di montagne come le Alpi e l&#8217;Himalaya. Wegener riteneva inoltre che i continenti tendessero a spostarsi verso occidente a causa dell&#8217;attrito prodotto dalle maree terrestri che rallentavano la rotazione, scollando la crosta terrestre dal substrato. Wegener, infine, pensava che i continenti fossero come delle zattere di sial che &quot;navigavano&quot; attraverso il sima a velocit\u00e0 sostenute.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 famoso critico di Wegener fu il geofisico e matematico Harold Jeffreys di Cambridge che nel suo trattato di geofisica del 1926 affermava ironicamente che &quot;se il sima \u00e8 lo strato pi\u00f9 debole e consente ai continenti di solcarlo come navi col vento in poppa, esso non pu\u00f2 contorcerne le prue&quot; (cio\u00e8 non si possono creare catene montuose per corrugamento). Jeffreys sosteneva inoltre, giustamente, che le forze traslatrici invocate da Wegener rappresentano circa la milionesima parte della forza necessaria per muovere i continenti.<\/p>\n<p>Tra i sostenitori di Wegener \u00e8 da ricordare Reginald Aldworth Daly, un famoso geologo americano dell&#8217;universit\u00e0 di Harvard che accett\u00f2 completamente l&#8217;idea della deriva, suggerendo un&#8217;alternativa al meccanismo proposto da Wegener: i continenti sarebbero scivolati lateralmente sotto l&#8217;influsso della gravit\u00e0 a causa del rigonfiamento delle regioni polari ed equatoriali con una depressione intermedia.<\/p>\n<p>Favorevoli a Wegener Emile Argand, il rande geologo svizzero a cui si deve la sintesi fondamentale della struttura della catena alpina (1924) e Alexander Du Toit, un geologo sudafricano, noto per aver ricostruito (1937) con grande accuratezza l&#8217;originario assemblaggio delle terre australi nell&#8217;unico grande continente di Gondwana.<\/p>\n<p>Nel 1928, Arthur Holmes, pioniere della datazione isotopica e da molti considerato il pi\u00f9 grande geologo inglese del secolo scorso, propose che la concentrazione di elementi radioattivi nel substrato terrestre fosse sufficiente a causare la convezione. Infatti, anche Holmes, come gi\u00e0 Jeffreys, rifiutava il modello di Wegener delle &quot;zattere sialiche&quot; che si muovevano attraverso il sima, ma egli, convinto dalle evidenze geologiche, cercava un meccanismo alternativo che fosse accettabile sulla base dei principi della fisica. Holmes propose che correnti sub crostali fluenti in opposte direzioni esercitassero una forte trazione nel soprastante sima che veniva stirato orizzontalmente e assottigliato. Anche un eventuale grosso blocco sialico sovrastante poteva cos\u00ec venir rotto in grossi frammenti,tra i quali doveva comparire del sima e formarsi cos\u00ec un nuovo oceano. Il modello di Holmes pu\u00f2 essere considerato il vero embrione delle attuali teorie della dinamica terrestre. Nonostante il grande prestigio di Holmes, la teoria della deriva dei continenti continu\u00f2 a essere considerata per anni assai poco favorevolmente.\u00bb<\/p>\n<p>In pratica, fu solo verso la fine degli anni Sessanta del Novecento che la teoria della deriva dei continenti venne, per cos\u00ec dire, sostanzialmente riabilitata, perch\u00e9 fu solo allora che s&#8217;impose la teoria della tettonica a placche, o della tettonica a zolle (Wegener aveva avanzato la sua teoria nel 1924 ed era morto nel 1930, durante la sua terza spedizione scientifica in Groenlandia): e ci\u00f2 avvenne a partire dal 1965, allorch\u00e9 essa fu proposta per la prima volta, in modo esplicito, da Wilson. Le tappe preliminari per giungere ad un tale &quot;riconoscimento&quot; furono la teoria dell&#8217;espansione oceanica, formulata da Hess nel 1962, e l&#8217;interpretazione delle anomalie magnetiche oceaniche, avanzata da Vine e Matthews, nel 1963.<\/p>\n<p>Di fatto, n\u00e9 gli acuti e pertinenti argomenti geologici avanzati da Wegener a sostegno della sua teoria, n\u00e9 quelli, del pari pregnanti, di ordine paleontologico (ritrovamenti fossili, attestanti la presenza di rettili paleozoici delle medesime specie in differenti localit\u00e0 dell&#8217;antico supercontinente Gondwana), n\u00e9, infine, gli elementi di tipo paleo-climatico (la formazione di vastissime aree glaciali nelle regioni australi dei continenti attuali, oggi molto lontane le une dalle altre e poste a latitudini medie) riuscirono a convincere i suoi oppositori, principalmente a causa del fatto che egli non era in grado di fornire una spiegazione adeguata delle forze fisiche che avrebbero generato il grandioso fenomeno dello &quot;spostamento&quot; laterale dei continenti.<\/p>\n<p>Oggi, che conosciamo l&#8217;esistenza e la natura di tali poderose forze endogene &#8211; ossia le &quot;correnti convettive&quot; che si formano ed agiscono al di sotto della litosfera, nel mantello terrestre &#8211;, la teoria di Wegener, integrata da quella della tettonica a placche, ci appare in tutta la sua geniale, limpida, sobria pregnanza e linearit\u00e0: poche teorie scientifiche possono rivaleggiare con essa, quanto a semplicit\u00e0 ed eleganza, nella storia della scienza europea; e in poche di esse si notano, da un lato, la straordinaria capacit\u00e0 di abbracciare, coraggiosamente, una visione straordinariamente ampia dell&#8217;insieme dei fatti fisici, andando dritto verso l&#8217;essenziale e trascurando, per il momento, aspetti secondari; e, dall&#8217;altro, l&#8217;umilt\u00e0 intellettuale di lasciar parlare i fatti, a costo di rivedere le teorie preesistenti e di dover affrontare difficolt\u00e0 teoriche immense.<\/p>\n<p>Insomma, Wegener \u00e8 stato uno scienziato nel senso migliore del termine: non si \u00e8 fatto intimidire da niente e da nessuno, ma si \u00e8 posto nella giusta prospettiva fin dall&#8217;inizio: quella di cercare una spiegazione &quot;semplice&quot; dei fatti, senza moltiplicare inutilmente gli enti (secondo la nota formula del cosiddetto &quot;rasoio di Occam&quot;): perch\u00e9, nella ricerca scientifica, non \u00e8 necessario, n\u00e9 opportuno, ricorrere a numerose teorie per rendere conto di quei fenomeni, i quali possono trovare una spiegazione adeguata e soddisfacente per mezzo di una sola. Sembra incredibile che ci\u00f2 che poteva vedere anche un bambino, e cio\u00e8 che le coste dell&#8217;Africa e delle Americhe, se si avvicinassero i due continenti, ad esempio per mezzo di un modellino, finirebbero per combaciare perfettamente, non ha suscitato la curiosit\u00e0, n\u00e9 destato l&#8217;interesse, di alcuno scienziato, prima del XX secolo; o forse s\u00ec, ma nessuno ha mai avuto il coraggio intellettuale di trarne le debite conclusioni, e di sfidare, se necessario, le prevedibili reazioni della comunit\u00e0 scientifica, dichiarando che quelle terre, con tutta evidenza, dovevano essere state unite, in un&#8217;epoca lontana.<\/p>\n<p>Ora, che la teoria della deriva dei continenti, al suo apparire, abbia suscitato immediatamente un acceso dibattito, che vide molti scienziati schierarsi pro o contro di essa, talvolta anche mostrando un di pi\u00f9 di coinvolgimento polemico, \u00e8 cosa che si pu\u00f2 benissimo comprendere: \u00e8 pi\u00f9 che giusto che la scienza proceda sempre con cautela e che la comunit\u00e0 scientifica si astenga dall&#8217;aderire frettolosamente a teorie rivoluzionarie, che non sono in grado di sostenersi completamente (come era il caso di Wegener, che non possedeva una spiegazione soddisfacente delle forze endogene da cui si sarebbe originato il movimento delle masse continentali). Tuttavia, \u00e8 altrettanto chiaro che il naturale conservatorismo degli scienziati rischia di frenare gravemente l&#8217;acquisizione di nuove conoscenze (ci asteniamo, e non senza una ragione, dall&#8217;adoperare l&#8217;espressione: &quot;progresso scientifico&quot;, perch\u00e9 l&#8217;idea di progresso suggerisce una filosofia della scienza che parteggia sempre e comunque per il &quot;nuovo&quot;, il che non pu\u00f2 essere un valido criterio epistemologico); e quindi, in definitiva, rischia di essere il peggior nemico della scienza stessa.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, \u00e8 noto che la conoscenza scientifica procede per mezzo di &quot;scosse&quot; e di &quot;strappi&quot;, ossia di teorie rivoluzionarie, come \u00e8 stato magistralmente mostrato da Thomas K\u00fchn, il quale parla di &quot;fasi&quot; e di &quot;rivoluzioni&quot; scientifiche, per sottolineare il carattere non lineare, ma spezzato, irregolare, perfino imprevedibile, delle nuove teorie, dalle quali scaturisce, gradualmente, una nuova visione complessiva della realt\u00e0 fisica. E, dunque, bisogna riconoscere che la scienza si avvantaggia pi\u00f9 delle intuizioni geniali dei &quot;dilettanti&quot; come Wegener, che non del lento e paziente lavoro di ricerca degli specialisti; in un certo senso, si possono paragonare i primi agli storici, i secondi agli studiosi eruditi che accumulano i materiali grezzi, dei quali gli storici si serviranno per formulare delle interpretazioni d&#8217;insieme.<\/p>\n<p>In altre parole, quello che la vicenda di Wegener ci ricorda \u00e8 soprattutto il dovere, per gli scienziati, di essere umili, di avere il senso del limite: essi non dovrebbero avere troppa fretta di rigettare una teoria solo perch\u00e9 le mancano alcuni elementi, sia pure importanti, perch\u00e9, se cos\u00ec non fosse, se tutti gli elementi fossero gi\u00e0 perfettamente risolti, allora non ci si troverebbe pi\u00f9 in presenza di una teoria, ma, appunto, di una certezza, ossia di una verit\u00e0 evidente; e, in tal caso, non ci sarebbe bisogno di uno scienziato che la formuli, ma solo di un esercito di specialisti che ne prendano atto e ne sviluppino tutte le necessarie conseguenze. Ne deduciamo che anche gli scienziati hanno bisogno di un certo grado d&#8217;immaginazione e di creativit\u00e0, nel momento in cui concepiscono e mettono a punto delle teorie innovative. Sorpresa: la scienza non \u00e8 solo razionalit\u00e0 arida, ma, proprio come lo \u00e8 la matematica, anche esercizio della dimensione creativa della mente umana.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che, nelle vicende della ricerca scientifica, un ruolo importante lo giocano dei fattori meramente psicologici: da un lato, la gelosia e l&#8217;invidia di alcuni scienziati nei confronti di colleghi pi\u00f9 giovani e brillanti, portatori di concezioni dinamiche e di teorie innovative; dall&#8217;altro, la pigrizia intellettuale e la chiusura professionale di una classe di persone che non hanno niente a che fare con la ricerca, ossia i divulgatori scientifici: dei giornalisti che si sono auto-proclamati difensori della &quot;vera&quot; scienza e che, sovente digiuni di qualsiasi ragionamento filosofico, ritengono loro dovere deridere e liquidare tutto ci\u00f2 che a loro non sembra conforme al paradigma stabilito e ufficialmente riconosciuto. Sono soprattutto questi ultimi che svolgono un ruolo nefasto nell&#8217;esercitare una sorta di censura scientifica, senza possedere, peraltro, le competenze necessarie. Il bene che essi fanno, divulgando il sapere scientifico presso un vasto pubblico, \u00e8 inferiore al danno che cos\u00ec producono&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Della teoria della deriva dei continenti di Alfred Wegener abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di parlare in un precedente articolo (cfr. \u00abLa teoria della deriva dei continenti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30160,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[92],"class_list":["post-29607","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geografia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-geografia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29607","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29607"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29607\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30160"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}