{"id":29602,"date":"2016-03-21T11:56:00","date_gmt":"2016-03-21T11:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/21\/perche-alla-teologia-di-walter-kasper-sfugge-la-vera-sostanza-del-mistero-cristiano\/"},"modified":"2016-03-21T11:56:00","modified_gmt":"2016-03-21T11:56:00","slug":"perche-alla-teologia-di-walter-kasper-sfugge-la-vera-sostanza-del-mistero-cristiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/21\/perche-alla-teologia-di-walter-kasper-sfugge-la-vera-sostanza-del-mistero-cristiano\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 alla teologia di Walter Kasper sfugge la vera sostanza del Mistero cristiano"},"content":{"rendered":"<p>Walter Kasper, cardinale tedesco nato a Heidenheim an der Brenz, nel Baden-W\u00fcrttemberg, nel 1933, \u00e8 considerato da molti, oggi, come l&#8217;esponente principale di un vero e proprio modello teologico, non solo diverso, su importanti questioni, da quello &quot;tradizionale&quot;, ma alternativo e incompatibile con esso; in altre parole, come il maggiore ispiratore di quella &quot;svolta antropologica&quot; che ferve da alcuni decenni soprattutto nell&#8217;area di lingua tedesca, e il cui obiettivo finale \u00e8, in buona sostanza, adeguare sempre di pi\u00f9 il Vangelo al mondo, anzich\u00e9 il mondo al Vangelo.<\/p>\n<p>Oltre ad aver ricoperto importantissimi incarichi ai pi\u00f9 alti livelli della gerarchia cattolica, Kasper \u00e8 anche considerato come il vero ispiratore del Sinodo sulla famiglia voluto da papa Bergoglio, il quale, del resto, ha reso pubbliche grazie al cardinale e teologo tedesco, dicendosi felice di aver letto la sua relazione preparatoria e d&#8217;averla trovata alquanto stimolante e &quot;rasserenante&quot;. Le posizioni di Kasper sui divorziati che si sono risposati, come pure sulla questione delle unioni omosessuali, sono talmente avanzate, che incontrano non solo la perplessit\u00e0, ma anche la decisa opposizione di una parte della Chiesa, e in particolare quella, autorevolissima, del cardinale Gerhard L. M\u00fcller, attuale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Per lui, le idee di Kasper in materia di famiglia, divorzio, omosessualit\u00e0, non sono in linea con la tradizione della Chiesa, contraddicono anzi il Magistero ecclesiastico, e non trovano alcuna base di appoggio in una lettura, per quanto &quot;libera&quot; e disinvolta, del Vangelo. Kasper, da parte sua, sul tema dei divorziati risposati, ha testualmente affermato: <em>Non basta considerare il problema solo dal punto di vista e dalla prospettiva della Chiesa come istituzione sacramentale. Abbiamo bisogno di un cambiamento del paradigma e dobbiamo &#8212; come lo ha fatto il buon Samaritano &#8212; considerare la situazione anche dalla prospettiva di chi soffre e chiede aiuto.<\/em> Ecco, dunque, quel che desidera il cardinale Kasper, e lo dice apertamente: un cambiamento di paradigma. Come se qui si discutesse di un paradigma culturale come un altro, in termini di cultura laica (non ci si lasci fuorviare dal sapiente richiamo alla parabola del buon Samaritano, che, peraltro, \u00e8 pertinente quanto lo sono i cavoli a merenda), e non di un complesso inscindibile di dottrina e di azione pastorale che ha duemila anni di Tradizione alle spalle, e che si richiama direttamente alla Rivelazione di Cristo.<\/p>\n<p>Il vaticanista Sandro Magister ha sottolineato questo aspetto del problema, che Kasper affronta, da parte sua, con la consueta baldanza: <em>Di fronte alla sfida del presente, Kasper ha premesso che &quot;la nostra posizione oggi non pu\u00f2 essere un adattamento liberale allo statu quo, ma una posizione radicale che va alle radici, che va al Vangelo&quot;.<\/em> Kasper, insomma, vorrebbe fondare la sua proposta rivoluzionaria &#8212; perch\u00e9 un cambio di paradigma non \u00e8 una riforma, per quanto radicale, ma una rivoluzione: questo concetto, almeno, bisogna che sia assolutamente chiaro a tutti &#8212; su un &quot;ritorno&quot; alle radici, su un ritorno al Vangelo. Sono le stesse tematiche, ed \u00e8 la stessa impostazione, che furono proprie, a suo tempo, di Lutero: tornare al Vangelo, e intanto rifare dalle fondamenta ogni cosa, dopo aver azzerato l&#8217;esistente. E l&#8217;esistente, se qualcuno non lo avesse ancora capito, \u00e8 la Chiesa cattolica: per quello che essa \u00e8, nel bene e nel meno bene; per quello che rappresenta rispetto alla Tradizione e alla Scrittura, delle quali \u00e8 depositaria da duemila anni; e per quello che essa rappresenta riguardo al futuro della cristianit\u00e0, e anche dell&#8217;umanit\u00e0 tutta, vista la dimensione ormai globale che ogni grande svolta politica, sociale, culturale, scientifica, tecnologica, inevitabilmente finisce per assumere, ma vista anche, e soprattutto, la natura ecumenica della Chiesa stessa, e la sua perenne, irrinunciabile vocazione missionaria.<\/p>\n<p>Ma che cosa vorrebbe, Kasper, quale spirito animatore della <em>sua<\/em> Chiesa? Per farcene una idea, prendiamo in esame il Misteri cristiano per eccellenza, il Mistero eucaristico: anche se i teologi della sua tendenza raramente parlano dei &quot;misteri&quot; cristiani, e lo fanno quasi controvoglia, oppure evitano di farlo, imbevuti come sono di razionalismo &quot;laico&quot; e d&#8217;immanentismo. Kasper, in particolare, \u00e8 largamente debitore della filosofia di Hegel e, pi\u00f9 ancora, di quella di Schelling, per il quale ha avuto espressioni di lode iperbolica, anche se si stenta a capire che cosa possa aver trovato di tanto prezioso un teologo cristiano, che \u00e8 anche un cardinale della Chiesa cattolica, nel vago e confuso panteismo del pensatore idealista tedesco. L&#8217;Eucarestia \u00e8 il maggiore dei Sacramenti, e i Sacramenti sono il cuore della dottrina cattolica: perci\u00f2, quel che un teologo pensa dell&#8217;Eucarestia \u00e8 rivelatore di moltissime altre cose, diremmo di tutta la sua visione speculativa e di tutta la sua prospettiva spirituale.<\/p>\n<p>Ci serviremo di una pagina tratta dal saggio di monsignor Antonio Livi, \u00abL&#8217;Eucarestia secondo Kasper\u00bb, pubblicata su \u00abDisputationes Theologicae\u00bb. Ricordiamo che padre Livi (nato a Prato il 25 agosto 1938, e, dunque, di soli cinque anni pi\u00f9 giovane di Kasper) non \u00e8 un signore qualsiasi: \u00e8 uno dei massimi filosofi cattolici viventi e proviene da una scuola di altissima caratura, essendo stato allievo di \u00c9tienne Gilson e collaboratore di Cornelio Fabro: e basterebbero questi due nomi per far capire la qualit\u00e0 e lo spessore straordinario di questa scuola di pensiero, che si propone di restaurare, dopo tante astrusit\u00e0 e fumisterie incomprensibili, talvolta, agli stessi specialisti, la <em>filosofia del senso comune<\/em>. Dice, dunque, padre Livi, che, in una ecclesiologia sostanzialmente immanentistica, come quella delineata da Walter Kasper, il Mistero eucaristico non riesce pi\u00f9 a trovare il proprio adeguato e naturale spazio teologico (riportiamo solo il passaggio centrale della sua riflessione, omettendo, per brevit\u00e0, le numerose note):<\/p>\n<p><em>I frequenti cambiamenti di tesi teologiche che hanno caratterizzato la produzione scientifica e la pubblicistica divulgativa di Kasper fanno pensare che il criterio (i target, la finalit\u00e0, lo scopo finale) dei suoi discorsi non sia tanto una valida proposta di interpretazione del dogma, animata dallo\u00a0 zelo per la sua applicazione salvifica alla vita dei fedeli, quanto piuttosto l&#8217;ansia di imporsi nell&#8217;opinione pubblica come figura di rilievo dell&#8217;ala progressista della teologia contemporanea, soprattutto in rapporto all&#8217;ecumenismo, ossia al &quot;dialogo&quot; con i protestanti in vista di un &quot;riavvicinamento&quot; rituale e dottrinale tra loro e la Chiesa cattolica. In ogni caso, va detto che, nelle opere di\u00a0 Kasper, la continua proposta di &quot;riforme&quot; della Chiesa\u00a0 &#8211; riforme istituzionali, liturgiche, pastorali &#8211; ignora il necessario riferimento alla fondamentale &quot;forma&quot; che la Chiesa ha per istituzione divina; e ci\u00f2 dipende dalla svalutazione dei principi propriamente teologici dell&#8217;ecclesiologia, a cominciare dal riconoscimento esplicito della natura divina di Cristo come Verbo Incarnato che ha affidato alla Chiesa da Lui fondata la prosecuzione della sua missione salvifica con il fedele annuncio dei misteri soprannaturali e la grazia santificante dei sacramenti. I principi propriamente teologici dell&#8217;ecclesiologia erano stati giustamente connessi con il dogma cristologico (e anche a quello mariologico) negli anni precedenti il Concilio da un altro teologo del Novecento, lo svizzero Charles Journet, il quale aveva saputo\u00a0 ripresentare\u00a0 e sviluppare coerentemente i principi essenziali della tradizione dogmatica su Cristo, Maria e la Chiesa nel suo trattato su\u00a0&quot;L&#8217;\u00c9glise du Verbe Incarn\u00e9&quot;, la cui dottrina risulta\u00a0 in gran parte recepita nella costituzione dogmatica\u00a0&quot;Lumen gentium&quot;, specie\u00a0 nell&#8217;ottavo capitolo, l\u00ec dove il Concilio parla di Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa. Ma Kasper, che pure si presenta come &quot;teologo conciliare&quot;, ignora sistematicamente le nozioni propriamente teologiche dell&#8217;ecclesiologia, anzi pretende di &quot;purificare&quot; la fede cattolica dalle \u00abforme e formule\u00bb che pure erano state riconfermate solennemente dal Vaticano II, in quanto proprio queste \u00abforme e formule\u00bb\u00a0 assicurano il carattere soprannaturale (trascendente) delle realt\u00e0 divine e giustificano il culto di adorazione che la Chiesa tributa a Cristo, che \u00e8 Dio, il Verbo eterno che nel tempo si \u00e8 fatto carne ed \u00e8 realmente presente nell&#8217;Eucaristia, cos\u00ec come giustificano la venerazione nei confronti di Maria, riconosciuta come Madre di Dio\u00a0 in quanto \u00e8 la vera Madre di Cristo che \u00e8 Dio. La battaglia per l&#8217;abolizione di termini teologici dal sapore &quot;metafisico&quot;, presentata come mera esigenza pastorale (la solita pretesa necessit\u00e0 di abbandonare un linguaggio che risulterebbe incomprensibile e inaccettabile per l&#8217;uomo di oggi), \u00e8 indirizzata in realt\u00e0 a eliminare dalla &quot;predicazione&quot; tutti i principi di base dell&#8217;ecclesiologia cattolica, sottomettendoli a una sistematica critica razionalistica, a cominciare proprio dalla nozione di &quot;Verbo Incarnato&quot;. Questa infatti \u00e8 ridotta in termini immanentistici nella sua opera\u00a0\u00a0 pi\u00f9 nota,\u00a0&quot;Jesus der Christus&quot;,\u00a0dove Kasper propone la &quot;sua&quot; cristologia in chiave antimetafisica: si tratta in realt\u00e0 di una riformulazione del dogma cristiano attraverso l&#8217;adozione delle categorie immanentistiche proprie della filosofia religiosa di Schelling, il quale riduce le tre Persone divine a tre &quot;modi di sussistenza&quot; di un&#8217;unica realt\u00e0 divina, la cui natura si risolve nella storia del suo manifestarsi al mondo. Nell&#8217;orizzonte di questa\u00a0Selbstoffenbarung Gottes, Cristo non \u00e8 pi\u00f9 creduto e adorato come Mediatore tra Dio e gli uomini, ma \u00e8 ridotto alla manifestazione storica della Trinit\u00e0 &quot;economica&quot;. Kasper non riesce a emanciparsi dalla filosofia della rivelazione schellinghiana, come invece aveva fatto nel suo stesso ambiente tedesco Romano Guardini, e cos\u00ec, da teologo cattolico finisce per ostinarsi in un&#8217;opera insensata di decostruzione del dogma cristologico tradizionale; persino le prove storiche della divinit\u00e0 di Cristo &#8211; ossia i miracoli da Lui operati con l&#8217;esplicita intenzione di mostrare la sua onnipotenza e sostenere cos\u00ec la fede dei discepoli &#8211; vengono sottoposti da\u00a0 Kasper al dubbio sulla loro effettiva verit\u00e0 fattuale e sul loro significato teologico in rapporto alla fede, sicch\u00e9 in definitiva vengono a essere negate per quello che essenzialmente sono, cio\u00e8 l&#8217;evidenza empirica dell&#8217;intervento di Dio, facente parte dei motivi di credibilit\u00e0. Dalla negazione implicita della divinit\u00e0 di Cristo deriva l&#8217;uso insistito che Kasper fa dell&#8217;espressione \u00abil Dio di Ges\u00f9 Cristo\u00bb,espressione\u00a0che appare anche come titolo di una delle sue opere dianzi citate (&quot;Der Gott Jesu Christi&quot;) e\u00a0che, in quanto separa il nome di Dio dal nome di Cristo, insinua semanticamente la negazione della divinit\u00e0 di Ges\u00f9, non riconosciuto come l&#8217;unigenito Figlio di Dio, consustanziale al Padre. In realt\u00e0, Kasper partecipa in pieno a quella corrente ideologica che fa capo a Hans K\u00fcng e a Kar Rahner e che intende la teologia come antropologia, suggerendo alla Chiesa di parlare non tanto di Dio quanto dell&#8217;uomo; in\u00a0 conformit\u00e0 a questo preciso indirizzo speculativo, Kasper mette da parte il discorso sulla duplice natura di Cristo, Verbo eterno (discorso che logicamente ha senso solo se si ammettendo che le categorie metafisiche di &quot;persona&quot; e di &quot;natura&quot; siano adeguate alla necessaria formulazione dogmatica del mistero soprannaturale contenuto nella Rivelazione) e riduce la cristologia a un discorso di stampo fenomenologico sulla coscienza di Ges\u00f9 come &quot;uomo che parla di Dio&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Crediamo che Antonio Livi sia stato di una tale chiarezza, di una tale linearit\u00e0, di una tale capacit\u00e0 di andare dritto al nocciolo delle cose, che non vi sia bisogno di ulteriori commenti. In questa degradazione della teologia ad antropologia; in questo abbassamento della regale divinit\u00e0 di Cristo in una ambigua &quot;umanizzazione&quot; che, togliendo di mezzo tutto ci\u00f2 che sa di soprannaturale (come i miracoli), per non disturbare la sensibilit\u00e0 laicista e modernista e per non concedere nulla, ma proprio nulla, a ci\u00f2 che \u00e8 &quot;teologico&quot; in senso forte, sta il senso ultimo del &quot;cambio di paradigma&quot; auspicato da Walter Kasper, sulla scia di &quot;maestri&quot; quali Karl Rahner e Hans K\u00fcng. Essi hanno voluto rifondare una teologia debole, a imitazione del pensiero debole caro ai filosofi laici del dubbio sistematico, del sospetto eretto a sistema, della diffidenza e della insofferenza verso i contenuti &quot;forti&quot;, i valori assoluti, le affermazioni nette, le scelte radicali. Mente a noi sembra che, a questo proposito, abbia visto giusto un grande filosofo e teologo, che appartenne, s\u00ec, all&#8217;ambito culturale del luteranesimo, ma che si spinse molto pi\u00f9 avanti dei suoi consimili, e che, come ben vide Cornelio Fabro, si avvicin\u00f2 in molti punti, e sia pure inconsapevolmente, alla prospettiva propriamente cattolica: S\u00f6ren Kierkegaard. Per Kierkegaard, la fede \u00e8 un &quot;paradosso&quot; ed esige scelte drastiche, non ambigue mediazioni, le quali, peraltro, risolvono le cose solo sulla carta, ma lasciamo intatte le antinomie della vita reale. La fede \u00e8 un <em>aut-aut<\/em>, e non un <em>et-et<\/em>, come per Hegel. E allora diciamo, con Kierkegaard, con Fabro, con Gilson, con Livi, con Guardini, con Amerio: <em>iota umnum,<\/em> non cadr\u00e0 nemmeno uno <em>iota<\/em> dalla Legge divina. I &quot;cambiamenti di paradigma&quot; alla Walter Kasper, se pure non sfociano in vere e proprie eresie, vanno e passano; solo il Verbo rimane, intatto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Walter Kasper, cardinale tedesco nato a Heidenheim an der Brenz, nel Baden-W\u00fcrttemberg, nel 1933, \u00e8 considerato da molti, oggi, come l&#8217;esponente principale di un vero e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[237,238,257],"class_list":["post-29602","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-sacra-scrittura","tag-sacramenti","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29602","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29602"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29602\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29602"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29602"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29602"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}