{"id":29591,"date":"2012-02-10T08:25:00","date_gmt":"2012-02-10T08:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/10\/von-galen-difese-la-sua-patria-a-viso-aperto-cosi-come-aveva-difeso-le-vittime-del-nazismo\/"},"modified":"2012-02-10T08:25:00","modified_gmt":"2012-02-10T08:25:00","slug":"von-galen-difese-la-sua-patria-a-viso-aperto-cosi-come-aveva-difeso-le-vittime-del-nazismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/10\/von-galen-difese-la-sua-patria-a-viso-aperto-cosi-come-aveva-difeso-le-vittime-del-nazismo\/","title":{"rendered":"Von Galen difese la sua patria a viso aperto cos\u00ec come aveva difeso le vittime del nazismo"},"content":{"rendered":"<p>\u00abPerch\u00e9 i Tedeschi non si sono opposti alla barbarie del nazismo?\u00bb, si chiese l&#8217;Europa dopo il 1945; e rispose da se stessa: \u00abNon lo fecero perch\u00e9, in fondo, erano d&#8217;accordo\u00bb, esprimendo cos\u00ec sia un giudizio storico e morale, sia un verdetto politico.<\/p>\n<p>I Tedeschi, perci\u00f2, dovevano pagare, collettivamente, per tutto il male che la Germania aveva fatto al resto del mondo.<\/p>\n<p>E hanno pagato.<\/p>\n<p>A milioni sono stati lasciati morire di fame, di freddo e di vaiolo nei campi di concentramento di Stalin, ma anche in quelli degli Alleati; a milioni sono stati cacciati, come lupi, dalle terre che abitavano da tempi immemorabili: la Prussia Orientale, la Prussia Occidentale, la Pomerania, la Posnania, la Slesia, i Sudeti, la Transilvania, il Banato; sono stati divisi in due Stati separati e nemici, di qua e di l\u00e0 della Cortina di Ferro; a milioni sono stati licenziati dalla pubblica amministrazione, inquisiti, processati; in entrambi \u00e8 stato insegnato loro a vergognarsi di tutto quanto avevano fatto, a rigettare il loro passato, a pentirsi delle colpe dei loro padri e dei loro nonni; dopo che a decine di migliaia erano stati costretti dai vincitori, con la minaccia delle armi, a entrare nei campi di sterminio, a guardare i cadaveri insepolti, a turarsi il naso col fazzoletto per il fetore di morte, ad assistere alla sepoltura nelle fosse comuni.<\/p>\n<p>Hanno pagato anche quanti non c&#8217;entravano assolutamente nulla: ad esempio quei 10 o 12.000 figli di guerra nati in Norvegia durante l&#8217;occupazione militare di quel Paese, trattati come i figli delle \u00abputtane tedesche\u00bb, umiliati e discriminati nelle scuole, disprezzati ed emarginati dalla popolazione, rifiutati dallo Stato, costretti a emigrare o a finire nelle case per malati di mente.<\/p>\n<p>Il mondo, dopo il 1945, doveva lavarsi la coscienza per l&#8217;inaudito massacro della seconda guerra mondiale, anche per gli orrori commessi dagli Alleati e tuttavia mai riconosciuti come tali &#8211; la distruzione voluta e sistematica di Amburgo e di Dresda, ma anche di Tokyo, per non parlare di Hiroshima e Nagasaki &#8211; e anche per alcune altre cose che erano state la conseguenza indiretta della guerra, come la nascita dello Stato d&#8217;Israele e la tragedia del popolo palestinese; e, per farlo, aveva bisogno di scaricare ogni colpa e responsabilit\u00e0 sul nemico vinto, senza andare tanto per il sottile, senza prendersi il disturbo di distinguere o cercar di comprendere.<\/p>\n<p>Il processo di Norimberga e quello di Tokyo, processi nei quali il vincitore si arrogava il diritto di giudicare il nemico sconfitto non solo per delle atrocit\u00e0 palesi, ma anche per reati, quali i &quot;crimini contro la pace&quot;, che nessuna legislazione conosceva come tali all&#8217;epoca in cui furono commessi, volevano ribadire il concetto che la giustizia degli Alleati era insindacabile, anzi, che era la quintessenza della giustizia umana, senza altra specificazione: anche se i giudici &#8211; quelli sovietici, in particolare &#8211; rappresentavano un sistema politico che, in fatto di crimini, ne aveva commessi di altrettanto gravi dei nazisti, sia come quantit\u00e0, sia come gravit\u00e0, se non peggiori.<\/p>\n<p>Del resto, durante la Guerra Fredda le due superpotenze fecero a gara, contrapponendo l&#8217; Occidente e l&#8217;Oriente, nel far dimenticare l&#8217;epoca in cui l&#8217;Europa aveva coronato la sua antica aspirazione alla unificazione politica; tale epoca coincideva con la seconda guerra mondiale e non era lecito presentarla altrimenti che come una brutale aggressione della Germania ai danni dei popoli vicini &#8211; ci\u00f2 che in realt\u00e0 era stata, eppure non fu solamente questo &#8211; un Medioevo da incubo, una parentesi nella storia della civilt\u00e0 che andava rimossa dalle coscienze.<\/p>\n<p>Andava rimossa anche a prezzo di qualche falsificazione e di qualche smemoratezza: per esempio, dimenticando che a chiedere la &quot;protezione&quot; germanica, nel marzo 1939, era stato il presidente cecoslovacco Hacha; che una analoga protezione fu chiesta, spontaneamente, dalla Slovacchia di monsignor Tiso; che Ungheria e Romania si sottoposero volontariamente all&#8217;arbitrato italo-tedesco per la Transilvania; che l&#8217;Austria aveva gi\u00e0 chiesto di unirsi alla Germania fin dall&#8217;indomani della prima guerra mondiale; che i Sudeti, Memel e Danzica erano regioni e citt\u00e0 tedesche da secoli e secoli, e che la loro rivendicazione non era una strana e irragionevole pretesa di Hitler; che l&#8217;Unione Sovietica aveva invaso i Paesi Baltici, la Bessarabia, la Bucovina settentrionale e, quando gi\u00e0 era iniziata la seconda guerra mondiale, la met\u00e0 orientale della Polonia, la quale ultima stava ancora combattendo contro i Tedeschi, eppure Francia e Inghilterra non le avevano dichiarato guerra in nome della libert\u00e0 dei popoli; che la Croazia aveva aderito entusiasticamente all&#8217;Asse, in odio alla Serbia e al suo predominio in seno al Regno jugoslavo; che, in Polonia, prima del 1939 esisteva un antisemitismo poco meno virulento che in Germania, tanto che il governo polacco aveva avviato contatti con quello francese per deportare i &quot;suoi&quot; ebrei nell&#8217;isola africana del Madagascar, e questo prima che un tale progetto passasse per la mente dei nazisti&#8230;<\/p>\n<p>E si potrebbe continuare. Ma il concetto \u00e8 quello: una volta deciso, al tavolo di Jalta, che l&#8217;Europa doveva essere divisa in due, venendo cos\u00ec incontro non solo agli appetiti sovietici e americani, ma anche all&#8217;eterna gelosia britannica verso la possibile unione del continente e l&#8217;eterna invidia francese verso la forza della sua vicina d&#8217;oltre Reno, la Germania, che la sovrastava e la sovrasta economicamente, oltre che demograficamente (ed \u00e8 una storia che si ripete, mutatis mutandis, fino ai nostri giorni), non restava che insegnare agli Europei che, nel 1945, essi erano stati &quot;liberati&quot; in none della libert\u00e0, da una parte, e del comunismo, dall&#8217;altra; che avrebbero dovuto serbare eterna gratitudine ai loro liberatori e dimenticare quel che l&#8217;Europa avrebbe potuto essere, sotto l&#8217;impulso di una Germania forte e unita.<\/p>\n<p>Una mitologia alla rovescia venne creata in funzione di questa pianificazione ideologica. Enormi e bruttissimi monumenti vennero eretti ad Est in memoria dei liberatori sovietici, come quello di Budapest, in riva al Danubio; e incessanti, martellanti cerimonie commemorative ebbero luogo, ad Ovest, per ricordare il glorioso sbarco in Normandia, prologo alla &quot;liberazione&quot;. Il fatto che i liberatori inglesi si fossero pesantemente inseriti nella guerra civile greca o che i liberatori sovietici, nel 1956, avessero represso gli ungheresi con modalit\u00e0 da macellaio, tanto da far impallidire la repressione asburgica del 1849, erano dettagli di poca importanza.<\/p>\n<p>In Germania, peraltro, vi era stato chi non aveva accettato il ricatto politico e morale degli Alleati e la criminalizzazione dell&#8217;intero popolo tedesco; chi pot\u00e9 guardare i &quot;liberatori&quot; a testa alta e rivolgersi a loro con dignit\u00e0 e fierezza, forte del fatto di non aver taciuto affatto i crimini del nazismo, di non essersi mai adeguato ai suoi metodi perversi.<\/p>\n<p>Parliamo del &quot;leone di M\u00fcnster&quot;, il vescovo Clemens August von Galen (1878-1946), un tedesco vecchia maniera, tutto d&#8217;un pezzo, che, dal pulpito della sua cattedrale, aveva tuonato contro le pratiche inumane del Terzo Reich ed era perfino riuscito a fa r sospendere il programma di eliminazione sistematica dei minorati psichici e fisici che i nazisti avevano condotto, sopprimendo decine di migliaia di esseri umani (in totale, forse 200.000) allo scopo di &quot;migliorare&quot; la razza.<\/p>\n<p>Le sue omelie circolavano clandestinamente per tutta la Germania; Hitler non aveva osato prendere provvedimenti direttamente contro di lui, a causa della immensa popolarit\u00e0 di cui godeva, tale da far temere, se fosse stato arrestato, una vera e propria insurrezione; in compenso, vennero arrestate centinaia di persone che diffondevano i suoi discorsi o che, a vario titolo, approvavano la sua linea e contribuivano a sostenere le sue critiche al nazismo.<\/p>\n<p>Von Galen, dunque, aveva tutte le carte in regola per guardare in faccia i &quot;liberatori&quot;, nel 1945, e per parlare con loro su un piede di parit\u00e0 morale, senza complessi e senza rimorsi: e lo fece, infatti, non limitandosi ad approvare servilmente la politica degli occupanti, ma denunciando con altrettanto vigore gli abusi da loro commessi e chiedendo ai vincitori di non fare di tutta l&#8217;erba un fascio, di non addossare all&#8217;intero popolo tedesco le colpe del caduto regime.<\/p>\n<p>Egli era un robusto conservatore &#8211; come, perch\u00e9 negarlo, lo \u00e8 sempre stata la maggioranza del suo popolo; ma conservatore non vuol dire reazionario, n\u00e9, tanto meno, nazista; egli paventava che la durezza gli Alleati spingesse il popolo tedesco, schiacciato e umiliato, verso il comunismo; ma, soprattutto, in lui parlava una concezione cristiana della vita, che non si era mai piegata ad adulare la politica hitleriana e che aveva sempre difeso la dignit\u00e0 della persona, il diritto inalienabile della coscienza, in nome del messaggio evangelico di pace e fratellanza umana.<\/p>\n<p>Nella predica pronunciata in Telgte il 1\u00b0 luglio 1945, a meno di due mesi dalla fine della guerra nel continente europeo e con la Germania ridotta a un solo cumulo di rovine fumanti, cos\u00ec Von Galen riaffermava il diritto del popolo tedesco a essere riaccolto nella comunit\u00e0 internazionale secondo verit\u00e0 e secondo giustizia (da: Von Galen, \u00abUn vescovo indesiderabile. Le Grandi Prediche di sfida al nazismo\u00bb, a cura di Rosario F. Esposito, Edizioni del Messaggero, Padova, 1985, pp. 179-80):<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 ingiusto presentare attualmente la situazione come se l&#8217;intera Germania, e ciascuno di noi, fosse colpevole per le crudelt\u00e0 che alcuni membri hanno commesse. \u00c8 una colpevolizzazione falsa e ingiusta, l&#8217;affermare che tutto il popolo tedesco \u00e8 corresponsabile dei delitti commessi nelle nazioni straniere e anche qui fra noi, soprattutto nei campi di concentramento.<\/p>\n<p>Proprio nei campi di concentramento sono stati deportati e uccisi molti cittadini tedeschi; questo attesta con quali mezzi si impedisse ogni protesta nei confronti della violenza dei detentori del potere; anzi, anche ogni espressione del pensiero veniva soffocata, castigata, e resa del tutto impossibile.<\/p>\n<p>\u00c8 un&#8217;offesa della giustizia e della carit\u00e0 il dichiarare tutti i tedeschi corresponsabili, e perci\u00f2 degni di castigo, per questi delitti. Vogliamo accettare e sopportare , con l&#8217;aiuto di Dio, le inevitabili conseguenze della guerra, il dolore per i nostri morti, per le citt\u00e0 distrutte, per l&#8217;abbattimento delle nostre abitazioni e delle nostre chiese. Ma non accettiamo l&#8217;ingiusta colpevolizzazione e le conseguenti punizioni per accadimenti il cui arbitrio, la cui ingiustizia e la cui crudelt\u00e0 hanno pesato duramente su di noi nel corso di lunghi anni&#8230;<\/p>\n<p>\u00c8 possibile raggiungere e punire in base alla legge i verri colpevoli, gli effettivi responsabili, ma la verit\u00e0 e la carit\u00e0 devono proteggere gli altri, la massa realmente innocente del nostro paese che unitamente a me, nel tempo anteriore alla guerra e durante il conflitto ha respinto sdegnosamente ogni odio e ogni sentimento di vendetta. Cos\u00ec si aprir\u00e0 la via alla &quot;quiete dell&#8217;ordine&quot;, secondo la volont\u00e0 di Dio, per giungere alla vera pace, tra i popoli amanti della pace.\u00bb<\/p>\n<p>Cos\u00ec pure, il 12 aprile, cio\u00e8 appena tre giorni dopo l&#8217;entrata in vigore della capitolazione totale delle Forze Armate tedesche, Von Galen si era recato a parlare con il colonnello Leadenham, capo del governo di occupazione alleato della Westfalia, per denunciare le violenze della soldatesca americana contro la popolazione; e il giorno dopo aveva messo nero su bianco una relazione del colloquio (op. cit., pp. 177-78):<\/p>\n<p>\u00abHo parlato con il colonnello Leadenham, capo del governo militare, nella sezione regionale del governo, qui in M\u00fcnster. Mi rendo conto che il mio nome \u00e8 conosciuto: \u00e8 stato citato pi\u00f9 volte i fogli volanti e nella radio inglese. Poich\u00e9 mi sino impegnato per la verit\u00e0, la libert\u00e0 e il diritto anche nei confronti del governo tedesco, faccio lo stesso nei confronti de governo di occupazione.<\/p>\n<p>Essi sono venuti in un paese cristiano: perci\u00f2 stiano certi della nostra obbedienza. Ma i governanti, unitamente al potere, hanno anche nelle loro mani il dovere e il compito di garantire l&#8217;ordine pubblico. \u00c8 loro dovere difendere la vita e la propriet\u00e0 proteggendola di fronte alla violenza , alla distruzione, al saccheggio.<\/p>\n<p>I lavoratori forestieri: essi vivono in miseria; \u00e8 un problema serio provvedere al loro alloggio e al loro mantenimento. Provvisoriamente qualcosa si pu\u00f2 fare: ma di notte essi non devono abbandonare i loro alloggi.<\/p>\n<p>Secondo: i soldati americani (negri) saccheggiano per petulanza. Non si comprende come possa regnare tanta indisciplina e tanto disordine, soprattutto di notte. Il 10 aprile in Sendenhorst quattro ragazze sono state violentate. Dissacrazione delle chiese. Anche ai soldati bisogna proibire e impedire di scorrazzare liberamente durante la note; devono funzionare le ronde che impediscano le razzie. Non abbiamo prestato fede a quello che ci hanno detto i dirigenti tedeschi: violenza e saccheggio viene tollerato sia nella parte orientale che in quella occidentale; a volte \u00e8 persino incoraggiato.<\/p>\n<p>Abbiamo dato fiducia alla radio inglese, quando diceva che essi sarebbero venuti per ristabilire la libert\u00e0 e il dirotto in Germania. Se non la si smette subito con le violenze alle donne, coi saccheggi e i latrocini, saremo obbligati a credere che sono parole vuote, come quelle cui ci aveva abituati la nostra propaganda. La popolazione, se \u00e8 provocata all&#8217;odio, alla rivincita (come i lupi), viene indotta alla disperazione, e cade in braccio al bolscevismo.\u00bb<\/p>\n<p>La voce di von Galen, dunque, era la voce di quella cultura cristiana che, nei secoli del Medioevo, aveva fatto scudo all&#8217;Europa contro le orde asiatiche degli Ungari, dei Mongoli, dei Tartari, dei Turchi; e che, nei secoli della modernit\u00e0, aveva tenuto alti i valori dello spirito, contro tutte le idolatrie della forza, della tecnica, del progresso illimitato e disumano, al servizio non della persona concreta, ma di astratti e fumosi ideali o della pura e semplice dittatura del denaro.<\/p>\n<p>Una voce dignitosa, che si levava dalle macerie della Germania e dell&#8217;Europa, in nome di ci\u00f2 che unisce i popoli e attenua le differenze, senza per\u00f2 negarle e, anzi, rispettando le tradizioni e la specificit\u00e0 di ciascuno.<\/p>\n<p>\u00c8 merito della cultura cristiana, e specificamente di quella cattolica, aver saputo esprimere, in quei momenti drammatici, delle personalit\u00e0 poderose, che durante il nazismo non si erano piegate e che, all&#8217;indomani della guerra, poterono avviare e incoraggiare la ricostruzione, quella morale non meno di quella materiale.<\/p>\n<p>Fra esse vogliamo ricordare quella del filosofo Romano Guardini, del politico Konrad Adenauer, dello scrittore Ernst Wiechert: figure notevoli, grandi, dignitose ed austere, che testimoniarono, nell&#8217;ora pi\u00f9 buia della Germania, la straordinaria vitalit\u00e0 del popolo tedesco, il suo profondo legame con i grandi valori del passato, la sua capacit\u00e0 di rimettersi in piedi dopo le peggiori bufere e di fare da guida all&#8217;intero continente sulla via della rinascita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abPerch\u00e9 i Tedeschi non si sono opposti alla barbarie del nazismo?\u00bb, si chiese l&#8217;Europa dopo il 1945; e rispose da se stessa: \u00abNon lo fecero perch\u00e9,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[133,156,248,265],"class_list":["post-29591","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-europa","tag-germania","tag-seconda-guerra-mondiale","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29591","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29591"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29591\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}