{"id":29587,"date":"2007-09-11T10:40:00","date_gmt":"2007-09-11T10:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/09\/11\/voltar-le-spalle-alla-grazia-il-peccato-dorigine-della-modernita\/"},"modified":"2007-09-11T10:40:00","modified_gmt":"2007-09-11T10:40:00","slug":"voltar-le-spalle-alla-grazia-il-peccato-dorigine-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/09\/11\/voltar-le-spalle-alla-grazia-il-peccato-dorigine-della-modernita\/","title":{"rendered":"Voltar le spalle alla grazia: il peccato d&#8217;origine della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo <em>Possiamo contare solo su noi stessi per realizzare l&#8217;oltre-uomo?,<\/em> abbiamo svolto una riflessione su quella forza benefica, misteriosa, esterna alla coscienza, che sembra intervenire nelle nostre viste, e specialmente nei passaggi difficili, per sostenerci, incoraggiarci, aiutarci. La religione cristiana parla di &quot;grazia&quot;; noi, comunque, ci siamo sforzati di esaminare la questione, per quanto possibile, da un punto di vista neutro e spassionato, &quot;laico&quot; se si preferisce, affinch\u00e9 non sorgessero malintesi e fosse ben chiaro che non \u00e8 necessario riconoscersi in una determinata confessione religiosa, anzi che non \u00e8 neanche necessario riconoscersi credenti per ammettere (quantomeno come ipotesi di lavoro) che tale presenza benefica <em>esiste<\/em> e che si manifesta in svariate e provvidenziali occasioni sotto forma di sogni, premonizioni, fenomeni parapsicologici (telepatia, chiaroveggenza, psicometria, apporto di energia psico-fisica superiore al normale o anche, semplicemente (si fa per dire) coincidenze altamente significative che paiono indicarci la via giusta da seguire, come un faro nella nebbia nel mare in tempesta. Un non credente dar\u00e0 loro un altro nome: Jung le chiamava sincronicit\u00e0, mentre gli studiosi dell&#8217;area anglosassone amano il termine <em>serenditipty<\/em>; ma che importa?, non \u00e8 questo il problema. Lasciamo che gli sciocchi, quando si indica loro la Luna con il dito, guardino la punta del dito; e concentriamoci non sui <em>nomi<\/em> delle cose o, peggio, sulle etichette ideologiche o confessionali che quei nomi possono far supporre, ma sulla <em>sostanza<\/em> delle cose.<\/p>\n<p>Il punto centrale \u00e8 che, forse, non siamo soli nel difficile cammino che conduce dall&#8217;uomo materiale all&#8217;uomo spirituale o, se si preferisce un&#8217;altra terminologia, dall&#8217;uomo all&#8217;oltre-uomo; che, nei passi rischiosi del sentiero di montagna, una guida esperta e silenziosa ci accompagna e veglia su di noi, riportandoci sul terreno sicuro ogni qual volta stiamo per mettere il piede nel vuoto. Stiamo parlando in modo figurato, ma non solo (la vita \u00e8 pi\u00f9 stupefacente di qualunque fantasia): c&#8217;\u00e8, infatti, chi ha fatto davvero una simile esperienza, proprio in senso strettamente fisico. Il sacerdote francese Andr\u00e9 Dupeyrat, missionario del Sacro Cuore d&#8217;Issoudun, ha soggiornato per ben 21 anni fra le trib\u00f9 pi\u00f9 isolate della Nuova Guinea, dal 1929 al 1950, accostandole con animo di studioso oltre che di uomo di Chiesa, imparandone gli idiomi, familiarizzandosi con i loro usi e costumi. Nel 1935, durante un soggiorno in Francia, a Reully, aveva conosciuto &#8211; tramite il professor Paul Guignard, una donna gravemente malata e paralizzata da 30 anni nel suo letto, Jeanne Thibault, esempio commovente di rassegnazione cristiana e di alta spiritualit\u00e0. L&#8217;incontro si concluse con la promessa, da parte di lei, di pregare per il missionario quando sarebbe tornato nella lontana Nuova Guinea.<\/p>\n<p>Tre anni dopo (egli aveva quasi dimenticato quel colloquio) padre Duperyrat stava percorrendo un sentiero spettacolare fra le montagne della Papuasia, un sentiero a fil di rasoio che sovrastava il mare da un&#8217;altezza di 1.000 metri, tutti a strapiombo. Era il 24 febbraio 1938. Ecco come lui stesso ha annotato gli eventi di quella escursione nel diario che, all&#8217;epoca, teneva quotidianamente:<\/p>\n<p><em>&quot;A destra e a sinistra, due nastri di schiume, che si svolgono a quasi 1.000 metri pi\u00f9 in gi\u00f9 e che noi dominiamo quasi verticalmente. La vista \u00e8 splendida. Ma per poco non mi costa la vita. Proprio prima di intraprendere la salita del primo colle, avevo sbattuto violentemente il ginocchio contro un ceppo, dissimulato dall&#8217;erba, e mi ero procurato una piaga e una contusione. Camminavo male. In cima alla prima gobba, fui talmente preso dalla bellezza del paesaggio che, col naso in aria, non mi accorsi di una svolta della cresta. Misi il piede nel vuoto&#8230; Una forza misteriosa mi respinse di lato.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Una annotazione molto sobria, come si vede; e nient&#8217;altro. \u00abUna forza misteriosa mi respinse di lato\u00bb. Egli non percep\u00ec, al momento, la stranezza del fatto; e forse lo avrebbe presto dimenticato se, poco tempo dopo, non avesse ricevuto una lettera dell&#8217;amico Guignard, datata da Issoudun il 19 maggio 1938, che gli scriveva testualmente:<\/p>\n<p><em>&quot;Un giorno, a Reully, ho trovato la nostra santa amica terribilmente affranta, dopo settimane di dolori atroci. Poteva appena parlare. Le dissi che voi eravate in viaggio di esplorazione e in quali condizioni, domandandole un aumento di preghiera per le missioni di Papuasia. Mi rispose semplicemente, con un fil di voce appena percettibile: &#8216;La mia giornata di gioved\u00ec scorso forse gli ho salvato la vita.&#8217; Doveva essere il gioved\u00ec 24 febbraio.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Qualche tempo dopo, ebbi notizia che Giovanna Thibault era morta il 24 maggio 1938.<\/em><\/p>\n<p>Padre Dupeyrat si rese conto immediatamente che la frase della morente: \u00abLa mia giornata di gioved\u00ec scorso forse gi ha salvato la vita\u00bb alludeva proprio a quel mattino sul sentiero strapiombante, allorch\u00e9 egli aveva messo il piede in fallo e sembrava destinato a morte certa. Il commento del sacerdote francese \u00e8 breve ed eloquente:<\/p>\n<p><em>&quot;Si confrontino ora le date del mio incidente sulla cresta a fil di rasoio e del giorno in cui la &#8216;malata cristiana&#8217; pronunci\u00f2 impercettibilmente le parole che rivelavano il valore delle sue sofferenze; sofferenze che erano state pi\u00f9 atroci proprio durante il periodo di quella esplorazione, nella quale, pi\u00f9 di una volta, sfuggii alla morte. La coincidenza \u00e8 troppo straordinaria, per essere casuale&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Io credo nella Comunione dei Santi.&quot;<\/em><\/p>\n<p>(DUPEYRAT, Andr\u00e9, <em>21 ans chez les Papous,<\/em> con prefazione di Paul Claudel<em>,<\/em> Paris, 1952, tr. it. col titolo <em>Nel Paese degli uccelli paradiso,<\/em> Milano, Massimo, 1956, pp.191-195).<\/p>\n<p>Ora, tornando al nostro assunto iniziale dobbiamo riconoscere che l&#8217;umanit\u00e0 ha <em>creduto<\/em> a questa forza potente, benefica e misteriosa per secoli e secoli e vi ha trovato una fonte di consolazione, speranza ed energia per affrontare le difficolt\u00e0 della vita. Per secoli e secoli, gli uomini hanno serbato l&#8217;intima convinzione di non essere soli sulle strade del mondo, di non essere abbandonati a s\u00e9 stessi ma, al contrario, di essere silenziosamente accompagnati e sostenuti dall&#8217;amore divino, dalla Grazia. Anche il pi\u00f9 solo e il pi\u00f9 misero degli esseri umani sentiva una tale presenza, la percepiva come una luce nella notte.<\/p>\n<p>Poi, a un certo punto, pi\u00f9 nulla. Sparita l&#8217;idea della Grazia, scomparsa la certezza di una provvidenziale presenza dell&#8217;amore divino sulle strade del mondo, l&#8217;orizzonte della vita si \u00e8 svuotato di questa consolante certezza. Gli uomini hanno calcato la terra orgogliosamente e hanno ritenuto di potersi fondare unicamente sulle proprie risorse: e lo hanno chiamato coraggio. Di colpo, l&#8217;idea della Grazia \u00e8 apparsa un qualche cosa di puerile, di superstizioso: il fardello imbarazzante di una umanit\u00e0 bambina che aveva paura di camminare da sola, che non si fidava delle proprie forze e si inventava fumosi surrogati della fiducia in s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 verificato un tale, brusco cambiamento? Con l&#8217;inizio della modernit\u00e0 e, in particolare con l&#8217;avvento della cosiddetta Rivoluzione scientifica del XVII secolo. Hanno incominciato i filosofi del tardo Rinascimento, Machiavelli <em>in primis,<\/em> e hanno continuato Galilei e, Cartesio e Newton: a dispetto del fatto che Galilei e Cartesio si professassero buoni cattolici e Newton dedicasse gran parte delle proprie fatiche allo studio della teologia. Di fatto, costoro hanno cacciato la Grazia dal mondo e hanno fondato il regno dei valori immanenti, con al centro un essere umano ben deciso a insignorirsi della natura. Il Creato \u00e8 diventato il mondo, la gratitudine verso le cose \u00e8 stata sostituita dalla loro manipolazione indiscriminata (vedi la <em>Nuova Atlantide<\/em> di Francis Bacon), l&#8217;Essere \u00e8 caduto in oblio mentre sono stati divinizzati gli enti. Dalla prospettiva dell&#8217;assoluto si \u00e8 passati a quella del relativo: nella politica, nell&#8217;etica, nell&#8217;estetica, ecc.; dalla prospettiva dell&#8217;eterno a quella del temporale; dal senso del dovere alla pretesa di sempre nuovi diritti. L&#8217;ottica del mercante, il protagonista della rivoluzione economica e culturale del XVII secolo, basata sulla quantificazione e sulla mercificazione delle cose, si \u00e8 estesa alla cultura, alla ricerca scientifica, alla stessa filosofia, culminando nell&#8217;empirismo, nell&#8217;utilitarismo e nel pragmatismo di matrice anglosassone. Un grande filosofo come Leibniz, che aveva avuto il torto di parlare di <em>armonia prestabilita<\/em> fra la sfera del materiale e quella dello spirituale (versione aggiornata della Grazia divina) \u00e8 stato deriso e messo alla berlina dai lazzi scomposti di Voltaire, autentico portabandiera della modernit\u00e0, che ha anche deliberatamente travisato e messo in caricatura la teoria leibniziana del <em>migliore dei mondi possibili,<\/em> facendola passare per l&#8217;acritica celebrazione dell&#8217;esistente e, implicitamente, per una forma di tacita approvazione di tutto quanto al mondo \u00e8 storto, ingiusto e doloroso.<\/p>\n<p>Dove ci abbia condotti questo sedicente <em>progresso<\/em> (che, dice giustamente Kierkegaard, esplicandosi unicamente nel campo del relativo costituisce in effetti un <em>regresso<\/em>), sia detto senza alcun discutibile compiacimento, \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Respinta l&#8217;idea della Grazia, al punto che solo il fatto di nominarla \u00e8 divenuto <em>tab\u00f9<\/em> (cos\u00ec come lo \u00e8 divenuto il concetto di <em>anima<\/em>), che cosa abbiamo messo al suo posto per aiutarci nei passi difficoltosi della vita? Un Logos strumentale e calcolante che vede ovunque non essenti forniti di autonomia e intrinseca dignit\u00e0, ma strumenti per il proprio dominio, per il proprio profitto e per il proprio piacere; l&#8217;ebbrezza di una razionalit\u00e0 chiusa in se stessa e che rifiuta e delegittima ogni altra forma di conoscenza del mondo che non sia quella scientifico-matematica (Galilei <em>docet<\/em>); una <em>hybris<\/em> tracotante e smisurata che ha abolito, col senso del mistero, ogni senso del limite e che pretende di farsi norma a se stessa, sulla base di uno <em>sviluppo<\/em> illimitato che sta portando l&#8217;intero ecosistema terrestre alla catastrofe, l&#8217;economia mondiale al collasso e il rapporti sociali, compresi quelli familiari, alla disintegrazione e all&#8217;<em>homo homini lupus<\/em> di hobbesiana memoria.<\/p>\n<p>\u00c8 questo che vogliamo? \u00c8 cos\u00ec che intendiamo proseguire, \u00e8 questo il mondo che pensiamo di lasciare in eredit\u00e0 ai nostri figli? I Romani avevano coniato un&#8217;espressione molto efficace per descrivere una situazione come quella in cui noi, figli orgogliosi della modernit\u00e0, ci stiamo cacciando. Dicevano: <em>Quem Deus vult perdere, dementat<\/em>, ossia: \u00abDio toglie il senno a colui che vuole mandare in rovina\u00bb. Naturalmente, non nel senso letterale che Dio voglia rovinare qualcuno e pertanto lo faccia impazzire; ma in quello figurato, di qualcuno che \u00e8 talmente deciso a rovinarsi con le sue stesse mani, che perde il contatto con la realt\u00e0 e offusca da s\u00e9 stesso la propria mente. Dice San Paolo nella <em>Lettera ai Romani<\/em>: (1, 21-22) \u00abSi sono smarriti in stupidi ragionamenti e cos\u00ec non hanno capito pi\u00f9 nulla. Essi, che pretendono di essere sapienti, sono impazziti&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Quand&#8217;\u00e8 che ci decideremo a ritrovare il senno perduto, mettendo da parte un poco della nostra folle presunzione?<\/p>\n<p>Francesco Lamendola<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo Possiamo contare solo su noi stessi per realizzare l_25E2_2580_2599oltre-uom01C33BFD82\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[92],"class_list":["post-29587","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29587","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29587"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29587\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29587"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29587"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29587"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}