{"id":29567,"date":"2016-11-08T11:45:00","date_gmt":"2016-11-08T11:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/08\/vogliono-imporre-la-religione-dellolocausto-sulle-ceneri-di-tutte-le-altre\/"},"modified":"2016-11-08T11:45:00","modified_gmt":"2016-11-08T11:45:00","slug":"vogliono-imporre-la-religione-dellolocausto-sulle-ceneri-di-tutte-le-altre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/08\/vogliono-imporre-la-religione-dellolocausto-sulle-ceneri-di-tutte-le-altre\/","title":{"rendered":"Vogliono imporre la religione dell\u2019Olocausto sulle ceneri di tutte le altre"},"content":{"rendered":"<p>Si faccia caso a quali sono gli obiettivi delle vignette oscene e degli sberleffi sacrileghi di un giornaletto squallidissimo come <em>Charlie Hebdo<\/em>, che solo l&#8217;azione terroristica del 2 novembre 2011 ha fatto conoscere al resto del mondo, fuori della Francia, e che, nel medesimo tempo, ha rivestito di un alone di martirio, mobilitando a suo sostegno le pubbliche autorit\u00e0, la stampa e l&#8217;opinione pubblica di tutto l&#8217;Occidente: l&#8217;islam e Maometto; il cristianesimo e Ges\u00f9, la Madonna e il papa; indi occasionali bersagli laici, scelti sempre con ottimo tempismo e perfetto buon gusto, come le vittime del terremoto avvenuto nell&#8217;Italia centrale, il 24 agosto del 2016. La sua linea di battaglia \u00e8 la difesa dei &quot;diritti dell&#8217;uomo e del cittadino&quot;, nella pi\u00f9 pura tradizione illuminista, giacobina e massonico-radicale; i suoi avversari sono sempre, o spesso, i fondamentalismi religiosi, percepiti e denunciati come estremamente pericolosi per l&#8217;assetto laico, pluralista e democratico della societ\u00e0, per\u00f2 con una clamorosa assenza. <em>Charlie Hebdo<\/em>, anche se si atteggia a politicamente scomodo, impertinente, irriverente, \u00e8, in effetti, estremamente <em>politically correct<\/em>: non se la prende mai con certi poteri intoccabili, con certi dogmi indiscutibili, con certi argomenti che sono divenuti realmente tab\u00f9, come l&#8217;Olocausto, il Giudaismo, la finanza ebraica mondiale. Ama scherzare su tutto, deridere tutti, spernacchiare tutti, ma non lo fa quasi mai su questi argomenti, verso questi obiettivi. La sua polemica finisce l\u00e0 dove \u00e8 veramente proibito scherzare: non teme di offendere a sangue islamici e cristiani, n\u00e9 di essere sacrilego nei confronti di Allah o della Santissima Trinit\u00e0; per\u00f2 non si permette di estendere la sua satira, le sue vignette iconoclaste e le sue sghignazzate a tutto ci\u00f2 che riguarda, direttamente o indirettamente, Israele, se non in modo assai blando. E abbiamo citato il caso di <em>Charlie Hebdo<\/em>, perch\u00e9 si tratta di un caso estremo: la linea offensiva di quel settimanale, proprio per la sua natura provocatoria e aggressiva, rappresenta un vero e proprio indicatore su fino a dove possono spingersi le critiche, le barzellette e le prese in giro sugli argomenti seri, e dove, invece, nettamente, irremovibilmente, si fermano, perch\u00e9 <em>devono fermarsi<\/em>.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una prima cosa che fa riflettere, o che dovrebbe indurre a farlo. Adesso prendiamo in considerazione la vicenda dello storico David Irving e quella del vescovo lefebvriano Richard Williamson. Irving, classe 1938, fu arrestato in Austria, l&#8217;11 novembre 2005, mentre si recava a una conferenza, sotto l&#8217;imputazione di negazionismo, ma ufficialmente per aver glorificato ed essersi identificato con il Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori tedeschi, cio\u00e8 con un partito politico che non esisteva pi\u00f9 da 60 anni, e condannato a tre anni di prigione: ne scont\u00f2 pi\u00f9 di uno (400 giorni, per l&#8217;esattezza) e fu poi scarcerato, il 21 dicembre 2006, in seguito a una sentenza della Corte d&#8217;appello, indi frettolosamente espulso dal Paese come <em>persona non grata<\/em> (cfr. il nostro precedente articolo: <em>Il rogo dei libri di David Irving \u00e8 un sinistro segnale per la libert\u00e0 di ricerca<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice l&#8217;11\/02\/2010). Oltre ad alcune cause penali per le sue idee storico-politiche, ha subito varie forme di boicottaggio, ad esempio in occasione della Fiera del libro di Varsavia, nel 2007, \u00e8 stato interrotto nel corso di incontri pubblici, \u00e8 stato multato, \u00e8 stato espulso o gli \u00e8 stato proibito l&#8217;accesso in vari Paesi del mondo, fra i quali la Germania e la Nuova Zelanda, che gli ha proibito di salire a bordo di qualsiasi aero diretto verso di essa; in Norvegia, nel 2008, l&#8217;invito a partecipare ad un incontro letterario ha scatenato un fiume di aspre polemiche. Quasi tutti gli altri storici lo hanno condannato, isolato e ricoperto di disprezzo. Ma il colpo pi\u00f9 duro gli \u00e8 venuto dalla sconfitta in una causa legale con la giornalista Deborah Lipstadt, che lo aveva accusato di negazionismo e di falsificazione storica, nel 2002, perch\u00e9 la sentenza di condanna della corte, che riconobbe la giustezza delle accuse, si accompagn\u00f2 a un vero e proprio tracollo finanziario, a causa delle spese sostenute nel corso del processo. Peraltro, le opinioni di Irving sull&#8217;Olocausto hanno conosciuto una altalena di negazioni e di revisioni e smentite delle precedenti affermazioni; va rilevato, inoltre, che, prima di portare la sua attenzione su questo tema, egli era decisamente apprezzato, specialmente come storico militare della Seconda guerra mondiale, e che nessuno, prima del processo Lipstadt e delle vicende successive, tra cui la carcerazione in Austria, aveva messo in dubbio la sua seriet\u00e0 di studioso e la sua scrupolosit\u00e0 di ricercatore, anzi; per esempio, a proposito del bombardamento alleato su Dresda, nel 1945, molti gli avevano riconosciuto il coraggio di aver aperto una riflessione partendo da un punto di vista fino ad allora inedito, o, comunque, assolutamente minoritario.<\/p>\n<p>Il caso di monsignor Williamson, bench\u00e9 meno drammatico (niente galera, per adesso), \u00e8, per certi aspetti, ancor pi\u00f9 significativo. Williamson, classe 1940, non \u00e8 uno storico e non ha particolari interessi storici, ma \u00e8 un vescovo cattolico, ordinato il 30 giugno 1988 da monsignor Lefebvre, che, per quel gesto (aveva ordinato, nello stesso giorno, anche altri tre vescovi), venne scomunicato <em>latae sententiae<\/em>, scomunica che si estese automaticamente ai nuovi quattro vescovi. Fu a partire da quel momento che finirono nel mirino alcune opinioni espresse da monsignor Williamson sulla vicenda dell&#8217;Olocausto: da quando, nel 1989, la famosa Royal Canadian Mounted Police, la Polizia a cavallo canadese, aveva aperto una inchiesta su di lui, a causa di una conferenza tenuta dal prelato a Sherbrooke, nel Qu\u00e9bec, nella quale aveva negato l&#8217;esistenza delle camere a gas, cos\u00ec come riferito dal giornale <em>The Boston Globe<\/em>; ma la cosa, per il momento, era finita con una archiviazione. Rettore del seminario San Tommaso d&#8217;Aquino a Winona, nel Minnesota (Stati Uniti), Williamson, nel 2003, si \u00e8 trasferito in Argentina, essendo stato nominato rettore del seminario La Reja, della Fraternit\u00e0 sacerdotale san Pio X, nella provincia di Buenos Aires. Il 21 gennaio 2009 la scomunica a Williamson e agli altri vescovi venne revocata dal pontefice, pur restando la sospensione <em>a divinis<\/em>; ne segu\u00ec una feroce polemica che incrin\u00f2 l&#8217;autorevolezza del pontificato di Benedetto XVI, in quanto, il giorno stesso della remissione della scomunica (il 21 gennaio), vennero diffuse dai media alcune dichiarazioni del vescovo di segno negazionista. In realt\u00e0, si trattava di una intervista registrata da tempo della televisione di Stato svedese, che giaceva in un cassetto e che, guarda caso, venne mandata in onda a poche ore di distanza dalla remissione della scomunica (ma due giorni dopo che il tedesco <em>Der Spiegel<\/em> l&#8217;aveva anticipata ai suoi lettori), costringendo il Vaticano a fornire affannose spiegazioni per un gesto che pareva quasi di approvazione alle tesi negazioniste.<\/p>\n<p>Il 4 febbraio, la Segreteria di Stato vaticana diffondeva una nota trasudante d&#8217;imbarazzo, in cui, fra l&#8217;altro, si affermava: <em>Il vescovo Williamson, per una ammissione a funzioni episcopali nella Chiesa, dovr\u00e0 anche prendere in modo assolutamente inequivocabile e pubblico le distanze dalle sue posizioni riguardanti la Shoah, non conosciute dal Santo Padre nel momento della remissione della sua scomunica<\/em>. Ma il processo a Williamson, i bravi cattolici progressisti lo avevano gi\u00e0 fatto per direttissima (non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 spietato della cattiveria dei &quot;buoni&quot;), gareggiando con la stampa laica, a cominciare dalla solita <em>Repubblica<\/em>, che puntava il dito contro l&#8217;antigiudaismo e l&#8217;antisemitismo persistente, a suo dire, nelle file dei lefebvriani. Il portavoce del papa, padre Federico Lombardi, dichiar\u00f2 alla Radio Vaticana che <em>chi nega il fatto della Shoah non sa nulla del mistero di Dio n\u00e9 della croce di Cristo<\/em>; il cardinale Camillo Ruini, Vicario emerito del papa per la diocesi di Roma, disse lapidariamente, in una intervista alla televisione di Stato italiana, e precisamente al TG1, che <em>chi nega la Shoah non pu\u00f2 essere un vescovo cattolico.<\/em> Il Centro Simon Wiesenthal, da parte sua, esort\u00f2 pubblicamente Benedetto XVI a rimangiarsi la remissione della scomunica. La stessa cancelliera tedesca, Angela Merkel, volle dire la sua ed espresse stupore e indignazione per l&#8217;intervista di Williamson, insinuando che la Chiesa avrebbe fatto bene a chiarire al pi\u00f9 presto la propria posizione ufficiale; disse testualmente: <em>Io auspico un chiarimento pieno della questione da parte del papa e del Vaticano<\/em>. Due testa internazionali del peso del <em>Financial Times<\/em> e del <em>Sunday Times<\/em> spararono a zero contro Benedetto XVI (a proposito di poteri forti&#8230;). In Italia, dal canto loro, i cattoprogressisti non si lasciarono sfuggire la ghiotta occasione e il settimanale <em>Famiglia Cristiana<\/em> si espresse in termini assai critici sulla remissione della scomunica, sostenendo che quel gesto di Benedetto XVI rischiava di &quot;appannare l&#8217;immagine della Chiesa&quot;. Anche in questo caso, bisogna precisare che monsignor Williamson non nega che vi sia stato l&#8217;Olocausto, ma afferma di dubitare che in esso siano periti sei milioni di ebrei, e, inoltre, sostiene che non vi sono prove storiche dell&#8217;esistenza delle camere a gas.<\/p>\n<p>\u00c8 comunque significativo seguire la vicenda di questo vescovo dopo che l&#8217;intervista venne mandata in onda e fece subito il giro del mondo. Anche se l&#8217;obiettivo vero era, probabilmente, Benedetto XVI, Williamson pag\u00f2 un prezzo piuttosto alto, venendo cacciato sia dall&#8217;Argentina, sia dalla stessa Fraternit\u00e0 san Pio X, e nel 2014 ha fondato, con altri, un&#8217;altra organizzazione d&#8217;ispirazione tradizionalista, l&#8217;Unione sacerdotale Marcel Lefevre, a Nova Friburgo, in Brasile, opponendosi direttamente al vescovo lefebvriano Bernard Fellay, desideroso di ricomporre la spaccatura con Roma. Inoltre, avendo consacrato un altro vescovo, Jean-Michel Faure, \u00e8 incorso nuovamente nella scomunica della Chiesa cattolica, nel marzo 2015. La Germania, da parte sua, compresa la Chiesa cattolica tedesca &#8211; in particolare la diocesi di Ratisbona, che gli neg\u00f2 l&#8217;accesso ai luoghi di culto di quella citt\u00e0 -, fece del suo meglio per rendergli dura la vita: il 16 aprile 2010 il tribunale di Ratisbona lo condann\u00f2 a pagare una multa di 2.000 euro per le sue affermazioni negazioniste ed un supposto &quot;incitamento all&#8217;odio razziale&quot; (anche se, l&#8217;anno dopo, la Corte d&#8217;appello di Norimberga annull\u00f2 la sentenza e condann\u00f2 la Baviera a pagare le spese processuali addebitate a Williamson), Vale la pena di riportare le motivazioni addotte dal Ministro degli interni argentino, Florencio Randazzi, a nome del governo del suo Paese, il 19 febbraio 2009, al momento della espulsione di Williamson, la quale avvenne, in realt\u00e0, dietro pressione del rabbino di Buenos Aires, Daniel Goldman: <em>Episodi come questi<\/em> [cio\u00e8 la famosa intervista alla tv di Stato svedese, ma forse anche la remissione della scomunica da parte del papa, nonch\u00e9 la stessa presenza di Willianson in territorio argentino] <em>nocciono profondamente alla societ\u00e0 argentina, al popolo ebreo e a tutta l&#8217;umanit\u00e0, pretendendo di negare una comprovata verit\u00e0 storica.<\/em> Da parte sua, la presidente Cristina Kirchner aveva dichiarato il vescovo persona a motivo delle sue <em>spregevoli dichiarazioni antisemite.<\/em><\/p>\n<p>A proposito di rispetto della religione altrui, delle opinioni altrui e della sensibilit\u00e0 altrui, vale la pena di ricordare che il 18 febbraio 2009, alla vigilia di uno storico accordo fra il Vaticano e lo Stato d&#8217;Israele per regolare lo status giuridico della Chiesa cattolica in quel Paese, la televisione israeliana mand\u00f2 in onda, sul Canale 10, un programma intitolato <em>Like a Virgin<\/em>, nel quale, prendendo lo spunto dalla polemica sul caso Williamson, si ridicolizzavano sia la figura di Ges\u00f9 Cristo, che quella della Vergine Maria. Arriviamo cos\u00ec ad una conclusione difficilmente smentibile: si pu\u00f2 offendere impunemente qualsiasi religione, filosofia o credenza, ma non si pu\u00f2 toccare in alcun modo la sensibilit\u00e0 del giudaismo e dei suoi esponenti. Da parte nostra, siamo dell&#8217;opinione che la vera colpa di Williamson, agli occhi di quanti si sono stracciati le vesti per l&#8217;indignazione, come Caifa nel Sinedrio, non sia tanto legata al suo cosiddetto negazionismo (ma se negare le dimensioni e le modalit\u00e0 del genocidio \u00e8 sufficiente per essere considerati dei &quot;negazionisti&quot;, allora andiamo davvero verso un fosco futuro per la libert\u00e0, non solo degli studiosi di storia, ma anche dei comuni cittadini), e nemmeno al fatto che egli ha dichiarato di credere alla autenticit\u00e0 dei Protocolli dei Savi anziani di Sion, quanto alla sua posizione, in generale, nei confronti del giudaismo come religione, e alle sue dichiarazioni relative all&#8217;ebraismo internazionale come protagonista occulto della politica mondiale. Per quanto riguarda il primo aspetto, Williamson ha dichiarato, in una intervista al <em>Catholic Herald<\/em>, che <em>se gli ebrei sono nemici di Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo,- naturalmente non tutti gli ebrei, ma quelli che lo sono &#8212; allora non mi piacciono<\/em>. Una affermazione che pu\u00f2 scandalizzare solo chi sia piovuto sulla Terra dal pianeta Marte, o chi abbia la memoria assai corta, perch\u00e9 essa riflette fedelmente la posizione ufficiale della Chiesa cattolica, e il sentire comune dei cattolici, almeno fino all&#8217;epoca del Concilio Vaticano II, ma in realt\u00e0 anche dopo, diciamo fino al pontificato di Giovanni Paolo II e alla sua storica visita alla sinagoga di Roma, nel 1986. Quanto al secondo aspetto, il vescovo ha dichiarato (come riferito dal <em>Telegraph<\/em> del 4 febbraio 2009; consultabile su Internet) che gli Ebrei stanno lottando per il dominio mondiale ed instaurare il trono dell&#8217;Anticristo. E questo, la nuova religione dell&#8217;Olocausto non lo pu\u00f2 tollerare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si faccia caso a quali sono gli obiettivi delle vignette oscene e degli sberleffi sacrileghi di un giornaletto squallidissimo come Charlie Hebdo, che solo l&#8217;azione terroristica<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[92],"class_list":["post-29567","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29567","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29567"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29567\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}