{"id":29553,"date":"2017-08-30T08:52:00","date_gmt":"2017-08-30T08:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/30\/il-vizietto-ecclesiastico-della-guerra-civile\/"},"modified":"2017-08-30T08:52:00","modified_gmt":"2017-08-30T08:52:00","slug":"il-vizietto-ecclesiastico-della-guerra-civile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/30\/il-vizietto-ecclesiastico-della-guerra-civile\/","title":{"rendered":"Il vizietto ecclesiastico della guerra civile"},"content":{"rendered":"<p>Chi non sa fare i conti con se stesso, con il proprio passato, con i propri conflitti irrisolti, prima o poi \u00e8 condannato e ripetere gli stessi errori, a rivivere le stesse situazioni, senza neppure il vantaggio di avere imparato qualcosa da esse. La Chiesa cattolica non ha mai fatto i conti &#8212; per ragioni comprensibili, fin che si vuole &#8212; con la pagina forse pi\u00f9 oscura della sua storia recente: il coinvolgimento nella guerra civile italiana del 1943-45 (con i prodromi del 1919-1921 e poi con la prova generale spagnola del 1936-39: <em>oggi in Spagna, domani in Italia<\/em>), che la vide presa in mezzo fra le due parti in lotta. Formalmente essa era neutrale, com&#8217;era giusto che fosse; salvo il fatto che il Vaticano, poco riconoscente per i Patti Lateranensi del 1929, non volle mai riconoscere la Repubblica Sociale Italiana, con la debole giustificazione giuridica che non era uso riconoscere i governi nati in un contesto internazionale di guerra tuttora in atto. Di fatto, una parte non certo piccola del clero, dai cappellani militari ai parroci, ai religiosi dei conventi, fin\u00ec per trovarsi non solo coinvolta, ma schierata, sia con l&#8217;una che con l&#8217;altra delle due parti in lotta: talvolta per assoluta necessit\u00e0, talaltra per scelta personale. E non fu piccolo il tributo di sangue che essa vers\u00f2 a quel drammatico capitolo della nostra storia nazionale: pi\u00f9 di cento, alla fine della guerra, risultarono i sacerdoti uccisi, sia dai tedeschi e dai fascisti, per rappresaglia, sia dai partigiani comunisti, per odio ideologico: odio che si spinse fino alla tortura e alla barbara uccisione di un seminarista quattordicenne, Rolando Rivi, &quot;colpevole&quot; di amare cos\u00ec tanto la sua Chiesa, da andare in giro con la veste sacerdotale, per mostrare a tutti la propria vocazione. Da parte loro, i vertici della Chiesa stavano a vedere come sarebbe finita: ma poich\u00e9 tutti avevano capito, dopo El Alamein e dopo Stalingrado, che sarebbe finita con la vittoria alleata, in pratica si trattava di aspettare che la guerra finisse, senza compromettersi troppo n\u00e9 con i tedeschi, che avrebbero potuto vendicarsi prima di subire l&#8217;inevitabile sconfitta, n\u00e9 con gli angloamericani, i quali, dopotutto, stavano bombardando selvaggiamente le citt\u00e0 italiane e provocando decine di migliaia di morti innocenti, in attesa di &quot;liberarle&quot;, e sobillavano i partigiani, la maggior pare dei quali erano di fede comunista e, perci\u00f2, atei e nemicissimi del cattolicesimo. A guerra finita, sia i vivi che i morti, com&#8217;era prevedibile, subirono un diverso trattamento: i sacerdoti e i religiosi che avevano scelto la parte &quot;sbagliata&quot;, come don Tullio Calcagno, vennero presto dimenticati, mentre quelli che si erano schierati dalla parte &quot;giusta&quot;, come don Primo Mazzolari, ricevettero onori, riconoscimenti e un bagno di popolarit\u00e0, e inoltre, cosa pi\u00f9 importante di tutte, ottennero una specie di lasciapassare per accedere al mondo della cultura repubblicana e democratica, dominato dai partiti di sinistra. Furono cos\u00ec gettate le basi per il successo editoriale e mediatico di sacerdoti come David Maria Turoldo, i quali potevano vantare la benemerenza di essere stati antifascisti e di aver aderito alla Resistenza; mentre venne letteralmente rimossa l&#8217;opera di quei sacerdoti, alcuni di notevole spessore intellettuale (un nome per tutti? quello del pedagogista padre Domenico Bassi, barnabita, vittima di una &quot;epurazione postuma&quot;, visto che ebbe la buona sorte di morire nel 1940), i quali si erano compromessi col fascismo e non avevano poi prontamente ritrattato, cosa che sarebbe stata facilissima, visto che lo facevano tutti, anche nell&#8217;ambito della cultura laica, Curzio Malaparte <em>docet<\/em>: cosa che aveva il significato di una diabolica perseveranza nel &quot;male&quot;. Per i preti <em>rossi,<\/em> invece, si sono sprecati i discorsi, le commemorazioni e i monumenti: uno per tutti, il caso di don Giuseppe Fa\u00e8 (nome di battaglia: don Galera -, parroco di Montaner, un paesino delle Prealpi Trevigiane, del quale abbiamo altra volta parlato (vedi i nostri articoli: <em>Don Galera e Frate Mitra. Ma un prete deve predicare il Vangelo della vita, non il vangelo della morte,<\/em> pubblicato su <em>Libera Opinione<\/em> il 23\/04\/2015; e <em>Don Giuseppe Fa\u00e9: fu vera gloria?<\/em>, il 30\/07\/2015).<\/p>\n<p>Ora, la mancata riflessione su quel che era accaduto e l&#8217;assenza di un rinnovato dibattito, anche di tipo teologico, oltre che storico, sulla questione della &quot;guerra giusta&quot; e sulla liceit\u00e0 di una partecipazione dei sacerdoti alla guerra civile, hanno fatto s\u00ec che il mal seme dei don Fa\u00e8 si tramandasse, senza ricevere alcuna correzione, fino ai nostri giorni; tanto che oggi, a nostro avviso, sta cominciando a rifare capolino, per fortuna non in forme violente &#8211; o non ancora tali &#8212; ma, comunque, egualmente pericolose. Alludiamo alle sempre pi\u00f9 frequenti prese di posizione di sacerdoti e religiosi cattolici a favore dell&#8217;immigrazione\/invasione dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa da parte di orde di falsi profughi, quasi tutti islamici; e agli atteggiamento di provocazione, di sfida, di aperto disprezzo, da parte di costoro, nei confronti di quella parte dell&#8217;opinione pubblica e di quella parte dei fedeli, che essi sanno benissimo esistere, anzi, essere maggioritarie, che non vogliono riconoscere per buone le loro ragioni; che non accettano di subire passivamente tale invasione e tale islamizzazione; che non tollerano di vedere la Chiesa tutta cos\u00ec schierata, papa in testa, a favore di una scelta che non \u00e8 pi\u00f9 di tipo caritativo e assistenziale, ma decisamente politico &#8212; si veda l&#8217;intromissione di Bergoglio sulla legge per lo <em>ius soli<\/em> &#8212; e che coinvolge non noi soltanto, ma la generazioni future, cio\u00e8 il destino dei nostri figli e dei nostri nipoti. Da Gorizia a Roma, \u00e8 tutto un pullulare di preti che chiedono la dispensa ecclesiastica per candidarsi alle elezioni, sia politiche che amministrative, per portare avanti, a tempo pieno, la loro linea dell&#8217;accoglienza e della pretesa integrazione di milioni di stranieri; alla televisione e sulla stampa, \u00e8 tutta una passerella di sacerdoti che battono e ribattono su quel tasto, con il sostegno compiaciuto di giornalisti tutti schierati sulla linea immigrazionista, mondialista e omosessualista; e, quel che \u00e8 peggio, che stravolgono la lettera e il senso dei quattro <em>Vangeli<\/em> canonici e se ne inventano un quarto, il vangelo secondo Bergoglio, nel quale si dice che Dio non \u00e8 cattolico, che Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo, che l&#8217;apostolato \u00e8 una solenne sciocchezza, che Dio ha risparmiato Sodoma, che il diavolo non esiste, che non si sa cosa abbia detto Ges\u00f9 Cristo, che i giudei non hanno bisogno di convertirsi, che gli islamici sono amici ed ospiti graditi alla Messa cattolica, specie se \u00e8 ancora fresco il sangue di un prete cattolico assassinato dai fondamentalisti islamici; e che il vero peccato non \u00e8 la pratica omosessuale, ma la cosiddetta omofobia, che poi \u00e8 semplicemente il rifiuto di considerare normale l&#8217;omosessualit\u00e0, e sacrosanti i matrimoni gay; e che un vero cristiano deve essere per l&#8217;accoglienza dei &quot;migranti&quot;, altrimenti non merita di essere considerato tale, anzi, non merita neppure di essere considerato un uomo. Ed \u00e8 cos\u00ec che don Andrea Bigalli, prete di Firenze, benedice i matrimoni omosessuali e la signora Cirinn\u00e0; don Andrea Bellavite, prete friulano, si candida a sindaco di Aiello (Udine), vince e si mette a governare con una giunta di centro-sinistra, nonostante non abbia avuto l&#8217;autorizzazione del suo vescovo, che lo ha sospeso <em>a divinis<\/em>; ecco don Mussie Zerai, il prete eritreo che si vanta di salvare le vite dei profughi in pericolo, mentre, di fatto, svolge il ruolo di telefonista dei migranti; ecco don Franco De Donno, prete romano e dirigente della <em>Caritas<\/em>, che, dopo 36 anni di ministero sacerdotale, lascia la Chiesa per candidarsi alla testa di una lista progressista, immigrazionista e buonista; ed ecco don Massimo Biancalani, prete di Pistoia che non si limita a portare i migranti in piscina (ma chi porta in piscina i nostri poveri e i nostri dimenticati?), posta le gioiose foto in rete col commento <em>Questa \u00e8 la mia famiglia; i miei nemici sono i razzisti<\/em>, e, per ribadire il concetto, pone sulla sua onlus dei cartelli con la scritta <em>Vietato l&#8217;ingresso ai razzisti<\/em>. Tutti costoro, e altri dieci, cento, mille come loro, stanno facendo, che ne siano consapevoli o no, le prove generali di una guerra civile: stanno spaccando deliberatamente, intenzionalmente, la societ\u00e0 civile e la stessa comunit\u00e0 cattolica, in nome di una loro interpretazione del Vangelo, sapendo benissimo che essa non \u00e8 condivisa da tutti, anzi, che molti la trovano arbitraria, eretica e pericolosa, oltre che dannosissima quanto agli effetti pratici. Eppure non si danno la pena di spiegare, di argomentare, di dialogare: proprio loro, degni continuatori dello &quot;spirito&quot; (con la minuscola) del Concilio, che del dialogo aveva fatto un valore assoluto, non dialogano affatto con gli altri: perch\u00e9 dare agli altri dei razzisti non \u00e8 dialogare, \u00e8 insultare, e definire gli altri dei nemici, da parte di un sacerdote, equivale a chiudere ogni spiraglio, ogni possibilit\u00e0 di dialogo; ed \u00e8 semmai un provocare, e chi provoca non deve poi stupirsi se attira delle reazioni, non deve poi fare del vittimismo, non deve poi puntare il dito contro l&#8217;intolleranza altrui e lamentarsi della cattiveria altrui.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 sotto gli occhi di tutti che la societ\u00e0 civile si sta svegliando, si sta scuotendo, sta realizzando che ci\u00f2 che viviamo non \u00e8 solo un brutto sogno, un incubo, ma una realt\u00e0 tremenda che ci viene imposta, e alla quale si deve reagire, finch\u00e9 ci\u00f2 \u00e8 ancora possibile. \u00c8 sotto gli occhi di tutti che moltissime persone, esasperate dalla invasione dei sedicenti profughi, dalla ormai quotidiana criminalit\u00e0 cui essi si abbandonano, senza neppure darsi la pena di vedere se le loro domande di asilo verranno accolte (criminalit\u00e0 di cui gli organi d&#8217;informazione parlano pochissimo, insabbiando le notizie sgradevoli per non incrinare l&#8217;immagine del &quot;povero migrante&quot; che cerca solo sicurezza e lavoro), incomincia a organizzarsi e a reagire. In moltissimi luoghi i sindaci e i cittadini protestano contro l&#8217;arrivo dell&#8217;ennesima infornata di migranti, che vengono sistemati dai prefetti, con atto d&#8217;imperio, in strutture pubbliche o private, spesso senza minimamente tenere conto delle situazioni locali e della volont\u00e0 della popolazione. \u00c8 sotto gli occhi di tutti che questa situazione sta per esplodere; e che, mentre i cosiddetti migranti, come accade in questi giorni a Pordenone, si lamentano e vanno a protestare dal prefetto perch\u00e9 devono mangiare sempre lo stesso men\u00f9, molti cittadini italiani hanno perso la pazienza, non vogliono pi\u00f9 sentir parlare n\u00e9 di accoglienza, n\u00e9 di buonismo, e neppure di adozioni gay o di utero in affitto; che non tollerano pi\u00f9 di vedere che, mentre l&#8217;Italia sta diventando una succursale del Marocco o dell&#8217;Africa nera, dove \u00e8 pericoloso girare nei dintorni della stazione ferroviaria di Roma o di Milano, anche in pieno giorno, la signora Boldrini si vale della sua carica istituzionale per tenere lezioni di neolingua, spiegando che una donna sindaco deve essere chiamata <em>sindaca<\/em>, e una donna ministro, <em>ministra<\/em>, e una presidentessa del consiglio, <em>presidenta<\/em> del consiglio (ma perch\u00e9 poi si deve <em>consiglio<\/em>, che \u00e8 maschile, visto che ne fanno parte anche delle donne?), altrimenti si \u00e8 sessisti, maschilisti e reazionari. A causa di tutto ci\u00f2, di questa espropriazione delle decisioni a danno del popolo e di questa arroganza, fatuit\u00e0 e sconsideratezza da parte di molti esponenti della vita pubblica, si stanno creando le condizioni, purtroppo oggettive, per una guerra civile, nel senso che i margini di dialogo e di compromesso sono quasi azzerati e si fronteggiano due Italie, due chiese, due modi di vedere i maggiori problemi odierni, che sono opposti e assolutamente inconciliabili. E la Chiesa cattolica, che avrebbe la possibilit\u00e0, le risorse e l&#8217;esperienza per fare opera di mediazione, e che, in passato, lo ha fatto per secoli e secoli, ha deciso ora di gettare, invece, benzina sul fuoco, schierandosi con estrema convinzione con una delle due parti, e lanciando anatemi furiosi contro l&#8217;altra; o, se non proprio tutta la Chiesa, una buona parte di essa, partendo dal papa e arrivando fino all&#8217;ultimo don Zerai. Cos\u00ec facendo, tutti costoro si stanno assumendo una responsabilit\u00e0 tremenda: dopo aver tradito gli italiani e i cattolici, in favore degli stranieri e degli islamici che vengono nel nostro Paese con il fermo proposito di non integrarsi affatto, ma semmai di conquistarlo in maniera incruenta, al ritmo di sempre nuove nascite, essi, dopo aver rinunciato al crocifisso, al presepio, ai canti di Natale e alla carne di maiale nelle mense scolastiche, per non offendere le sensibilit\u00e0 islamica, non si peritano di soffiare sul fuoco di una conflittualit\u00e0 sociale che sta raggiungendo i livelli di guardia. E questo, secondo noi, significa tradire il Vangelo, anche se del &quot;vero&quot; vangelo essi hanno sempre piena la bocca, come se loro soltanto avessero capito quale sia questo &quot;vero&quot; vangelo, e tutti gli altri, compresa la Chiesa degli ultimi diciannove secoli, quella anteriore al Concilio Vaticano II, non l&#8217;avessero capito per niente. Questa mentalit\u00e0 esagitata, folle, irresponsabile, da guerra civile, i preti di sinistra l&#8217;hanno mutuata principalmente da due sorgenti: la teologia della liberazione sudamericana (frutto, a sua volta, di una realt\u00e0 da guerra civile: vedi la scelta guerrigliera del padre Camilo Torres, in Colombia) e la cultura studentesca del &#8217;68, entrata poi nel bagaglio ideologico del terrorismo rosso negli &quot;anni di piombo&quot;). Il laboratorio di questo incontro scellerato e di questa fusione tra i due elementi \u00e8 stato offerto dai gesuiti, specie dall&#8217;opera del gesuita spagnolo Pedro Arrupe, nel ventennio fra gli anni &#8217;60 e gli anni &#8217;80 del Novecento, e dall&#8217;Istituto di studi politici <em>Pedro Arrupe<\/em> di Palermo, fucina dei vari esperimenti di catto-comunismo, in Sicilia e fuori.<\/p>\n<p>A questo punto, vorremmo porre solo una sommessa domanda ai cattolici progressisti e ai &quot;preti di strada&quot; su nominati: non vi sorge alcun sospetto nel vedere che le vostre parole, le vostre idee, coincidono perfettamente con le parole e con le idee di George Soros, dei Rockefeller, della Banca Mondiale e della Banca Centrale Europea, cio\u00e8 della <em>\u00e9lite<\/em> finanziari che ci governa, e che dispone del controllo totale dell&#8217;informazione? Voi, che vi sentite di sinistra, non siete neanche un po&#8217; imbarazzati? Strano, perch\u00e9 dovreste esserlo: volete far la rivoluzione col sostegno dei poteri forti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi non sa fare i conti con se stesso, con il proprio passato, con i propri conflitti irrisolti, prima o poi \u00e8 condannato e ripetere gli<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[109,137,236],"class_list":["post-29553","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-chiesa-cattolica","tag-fascismo","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29553","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29553"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29553\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}