{"id":29541,"date":"2010-05-20T05:31:00","date_gmt":"2010-05-20T05:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/20\/la-vittoria-dellorologio-sulle-campane-segna-linizio-della-laicizzazione-in-europa\/"},"modified":"2010-05-20T05:31:00","modified_gmt":"2010-05-20T05:31:00","slug":"la-vittoria-dellorologio-sulle-campane-segna-linizio-della-laicizzazione-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/20\/la-vittoria-dellorologio-sulle-campane-segna-linizio-della-laicizzazione-in-europa\/","title":{"rendered":"La vittoria dell\u2019orologio sulle campane segna l\u2019inizio della laicizzazione in Europa"},"content":{"rendered":"<p>Abituati come siamo a portare al polso l&#8217;orologio, e a consultare la sveglia sul comodino appena svegli, o il quadrante della stazione ferroviaria quando ci rechiamo a prendere il treno, tendiamo a dimenticare il fatto che non di una condizione ovvia si tratta, n\u00e9 di una maniera &quot;oggettiva&quot; di misurare il tempo, ma di un portato culturale della modernit\u00e0: il pi\u00f9 caratteristico, forse, da quando siamo entrati, a vele spiegate, nelle \u00abmagnifiche sorti e progressive\u00bb.<\/p>\n<p>Quello che pu\u00f2 sfuggire anche ad una riflessione pi\u00f9 consapevole, peraltro, \u00e8 che la scansione matematica del tempo basata sulle lancette dell&#8217;orologio e, quindi, sulla sua integrale quantificazione ad uso economico, corrisponde all&#8217;inizio di un processo che parte, in Europa, dal Basso Medioevo e prosegue ininterrotto fino al XX secolo: la progressiva distruzione del sacro e l&#8217;affermarsi del suo rovescio: la laicizzazione.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo antico e l&#8217;uomo medievale non misuravano il tempo alla nostra maniera e non solo perch\u00e9 non possedevano gli orologi meccanici o elettronici di cui noi disponiamo, ma soprattutto perch\u00e9 avevano un&#8217;altra concezione del tempo e un&#8217;altra concezione di come deve essere il nostro rapporto con esso.<\/p>\n<p>La frase, per noi cos\u00ec ovvia da essere divenuta proverbiale, che \u00abil tempo \u00e8 denaro\u00bb, per loro, semplicemente, non avrebbe avuto senso. Cominci\u00f2 ad acquistarlo con il prestito di denaro ad usura, per secoli condannato dalla Chiesa e dalla cultura cristiana, grazie all&#8217;accumulo dell&#8217;interesse in base alla durata del finanziamento.<\/p>\n<p>Per l&#8217;uomo greco, esistevano addirittura due diversi vocaboli per indicare il tempo: &quot;kronos&quot;, e &quot;kairos&quot;: il primo indicava il tempo logico e sequenziale, il secondo indicava il tempo particolare, nel quale accade qualche cosa di speciale. Il primo, dunque, era il tempo meramente esteriore e quantitativo; il secondo, il tempo interiore e qualitativo.<\/p>\n<p>Per l&#8217;uomo medievale, nostro diretto antenato, il tempo \u00e8 essenzialmente il tempo sacro, scandito dal suono delle campane fra l&#8217;alba e il tramonto, che chiama il fedele alla preghiera, e dal calendario liturgico, che si incurva come un arco fra l&#8217;Avvento e la Pentecoste e che inserisce le attivit\u00e0 quotidiane e quelle stagionali in un contesto pi\u00f9 ampio e pi\u00f9 alto, riflesso dell&#8217;ordine celeste che entra nella storia con la venuta di Cristo.<\/p>\n<p>Questo tempo sacro \u00e8 mirabilmente fuso con il tempo del lavoro agricolo, in modo che il secondo si inserisce nel primo senza strappi e senza contraddizioni; sar\u00e0 il progressivo differenziarsi dei mestieri e delle professioni dopo la svolta dell&#8217;anno Mille a produrre le prime crepe in questo mirabile edificio, mano a mano che il lavoro della bottega e del banco dei cambi si affianca, con i suoi ritmi artificiali e con la sua maggiore esigenza di precisione, a quello dell&#8217;agricoltore, del boscaiolo e del pastore.<\/p>\n<p>Il grande storico francese Jacques Le Goff ha cos\u00ec ricostruito la vicenda del passaggio dal &quot;tempo delle campane&quot; al &quot;tempo dell&#8217;orologio&quot; (in: J. Le Goff, \u00abLa civilt\u00e0 dell&#8217;Occidente medievale\u00bb, traduzione italiana Torino, Einaudi, 1981, pp. 198-201):<\/p>\n<p>\u00abIl tempo medievale \u00e8 soprattutto un tempo religioso e clericale.<\/p>\n<p>Tempo religioso, perch\u00e9 l&#8217;anno \u00e8 prima di ogni altra cosa l&#8217;anno liturgico. Ma, caratteristica essenziale della mentalit\u00e0 medievale, l&#8217;anno liturgico segue il dramma dell&#8217;Incarnazione, e la storia di Cristo, dall&#8217;Avvento alla Pentecoste, \u00e8 stata a poco a poco riempita di momenti, di giorni significativi presi da un altro ciclo, quello dei santi. Le feste dei grandi santi sono venute a intercalarsi nel calendario cristologico e la festa di Ognissanti (primo novembre) \u00e8 divenuta, accanto a Natale, Pasqua, Ascensione, Pentecoste, una delle grandi date dell&#8217;anno religioso. Quello che tiene viva l&#8217;attenzione della gente del Medioevo riguardo a queste feste, e conferisce loro definitivamente il carattere di data, \u00e8, oltre alle cerimonie speciali e spesso spettacolari che le distinguevano, erano punti di riferimento della vita economica : date di censi agricoli, giorni di riposo per gli artigiani e gli operai.<\/p>\n<p>Tempo clericale, perch\u00e9 il clero \u00e8 per la sua cultura il padrone della misura del tempo. Esso soltanto ha bisogno per la sua liturgia di misurare il tempo, esso soltanto \u00e8 capace, perlomeno approssimativamente, di farlo. [&#8230;] Il tempo medievale \u00e8 scandito dalle campane. Gli scampanii fatti per i chierici, per i monaci, per gli uffizi, sono gli unici punti di riferimento della giornata. Il suono delle campane fa conoscere il solo tempo quotidiano approssimativamente misurato, quello delle ore canoniche, sul quale si regolano tutti gli uomini. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il tempo clericale non \u00e8 meno sottoposto a questo ritmo. Non soltanto la maggior parte delle grandi feste religiose sostituisce feste pagane anch&#8217;esse in rapporto diretto con il tempo naturale &#8212; il Natale, per prendere l&#8217;esempio pi\u00f9 noto, ha preso il posto di una festa del sole nel momento del solstizio &#8211; ma soprattutto l&#8217;anno liturgico \u00e8 in accordo con il ritmo naturale dei lavori agricoli. L&#8217;anno liturgico occupa, dall&#8217;Avvento alla Pentecoste, il periodo di riposo dei rurali. L&#8217;estate e una parte dell&#8217;autunno, momento dell&#8217;attivit\u00e0 agraria, restano liberi dalle grandi feste, a eccezione della pausa dell&#8217;Assunzione di Maria Vergine, il 15 agosto, che d&#8217;altronde si afferma lentamente, entra nell&#8217;iconografia solo nel XII secolo e non sembra imporsi prima del XIII. Iacopo da Varagine riporta un fatto significativo: lo spostamento della data primitiva di Ognissanti per non disturbare il calendario agricolo. Questa festa, proclamata in Occidente dal papa Bonifacio IV all&#8217;inizio del VII secolo, era stata allora fissata per il 13 maggio sull&#8217;esempio della Siria, ove la festa era apparsa nel IV secolo nel quadro di una civilt\u00e0 essenzialmente urbana. Fu trasferita alla fine dell&#8217;VIII secolo al primo novembre poich\u00e9, dice la &quot;Legenda aurea&quot;, &quot;il papa ritenne che fosse meglio celebrare la festa in un momento dell&#8217;anno in cui, essendo state fatte le vendemmie e le mietiture, i pellegrini potevano pi\u00f9 facilmente trovare da nutrirsi&quot;. Quest&#8217;arco fra VIII e IX secolo, che \u00e8 anche quello in cui Carlo Magno d\u00e0 ai mesi nuovi nomi che evocano in generale i lavori rurali, sembra proprio nel momento decisivo in cui si compie, come si \u00e8 visto, la ruralizzazione dell&#8217;Occidente medievale. [&#8230;]<\/p>\n<p>La dipendenza dei tempi medievali dal tempo naturale si incontra anche nel mondo dell&#8217;artigianato o del commercio, apparentemente pi\u00f9 distaccato da questa schiavit\u00f9. Nel mondo dei mestieri contrasti giorno e notte, inverno e estate si ritrovano nella regolamentazione corporativa. La solita proibizione di lavorare la notte ne deriva in gran parte. Molti mestieri hanno un ritmo di attivit\u00e0 differente in inverno e in estate: i muratori per esempio, alla fine del XIII secolo, riscuotono dei salari il cui tasso \u00e8 diverso nella morta e nella bela stagione. Nell&#8217;ambito dell&#8217;attivit\u00e0 commerciale la navigazione mercantile, nella quale si \u00e8 voluto vedere uno dei motori dell&#8217;economia medievale, si immobilizza durante l&#8217;inverno, perlomeno fino agli ultimi anni del XIII secolo, finch\u00e9 non si diffonde l&#8217;uso della bussola e del timone di poppa. Le navi si fermano e restano all&#8217;ancora, anche nel Mediterraneo, dall&#8217;inizio di dicembre a met\u00e0 marzo; nei mari settentrionali spesso pi\u00f9 a lungo. Senza dubbio il tempo medievale cambia, ancora lentamente, durante il XIV secolo. I successi del movimento urbano, i progressi della borghesia, dei mercanti e dei datori di lavoro che sentono il bisogno di misurare pi\u00f9 da vicino il tempo del lavoro e delle operazioni commerciali &#8211; bancarie soprattutto, con lo sviluppo della cambiale &#8211; spezzano e unificano i tempio tradizionali. Gi\u00e0 nel XIII secolo il grido o la tromba della sentinella segnava l&#8217;inizio della giornata, ben presto la campana del lavoro appare nelle citt\u00e0 commerciali, in particolare in quelle sedi di tessiture, in Francia, in Italia, in Germania. Soprattutto il progresso tecnico, sostenuto dall&#8217;evoluzione della scienza, spezza il tempo e lo rende discontinuo, favorisce l&#8217;apparizione degli orologi che servono a misurare l&#8217;ora in senso moderno, ventiquattresima parte della giornata. L&#8217;orologio di Gerberto [d&#8217;Aurillac], intorno all&#8217;anno mille, non era altro che un orologio ad acqua, proprio come quello, certamente pi\u00f9 perfezionato, che descrive ancora il re di Castiglia Alfonso il Saggio nel XIII secolo. Ma il progresso decisivo si compie alla fine del secolo con la scoperta del meccanismo a scappamento e la nascita dei primi orologi meccanici, che si diffondono in Italia, in Germania, in Francia, in Inghilterra, poi in tutta la Cristianit\u00e0 nel XIV e XV secolo. Il tempo si laicizza: un tempo laico, quello degli orologi delle torri, si afferma di fronte al tempo clericale delle campane di chiesa. I meccanismi sono ancora fragili, spesso si guastano e restano tributari del tempo naturale, perch\u00e9 l&#8217;inizio della giornata varia da una citt\u00e0 all&#8217;altra e dipende molto spesso da quel momento sempre variabile che \u00e8 il sorgere o il tramontare del sole.<\/p>\n<p>In effetti la scossa \u00e8 sufficiente perch\u00e9 anche Dante, &quot;laudator temporis acti&quot;, senta che un modo di misurare il tempo sta scomparendo, e con questo tutta una societ\u00e0, quella del nostro Medioevo.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio Cacciaguida che piange sul tempo defunto (Par., XV., 97-99):<\/p>\n<p>&quot;Fiorenza, dentro da la cerchia antica,<\/p>\n<p>ond&#8217;ella toglie ancora e terza e nona,<\/p>\n<p>si stava in pace, sobria e pudica&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Perfino ai nostri giorni, chi non \u00e8 pi\u00f9 tanto giovane ed \u00e8 vissuto in campagna o in citt\u00e0 di piccole dimensioni, pu\u00f2 ancora ricordare il tempo dell&#8217;infanzia, quando il suono delle campane della chiesa scandiva il tempo della giornata e quando il calendario liturgico segnava profondamente lo scorrere del tempo profano lungo l&#8217;arco dell&#8217;anno solare.<\/p>\n<p>Ma il nostro tempo, ormai, non \u00e8 pi\u00f9 quello: non \u00e8 pi\u00f9 &quot;kairos&quot;, ma semplice &quot;kronos&quot;: un tempo ordinario e commerciabile, uguale per tutti in ogni stagione; il tempo delle fabbriche e degli aeroporti, il tempo del mondo che ha fretta perch\u00e9 deve correre e produrre di pi\u00f9, sempre di pi\u00f9, con ogni mezzo e in qualunque situazione.<\/p>\n<p>La progressiva scomparsa della domenica come tempo settimanale differenziato e dedicato alle cose dello spirito e al riposo lavorativo \u00e8 l&#8217;ultimo atto di questa progressiva desacralizzazione e laicizzazione del tempo. I grandi centri commerciali e i supermercati aperti anche la domenica sono le nuove cattedrali di una nuova religione, la religione dei consumi, che celebra i suoi riti profani all&#8217;insegna dell&#8217;avere e non dell&#8217;essere e che allontanano l&#8217;uomo sempre pi\u00f9 dal suo baricentro spirituale, dalla sua consapevolezza interiore.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 nulla di cui rallegrarsi, anche se la pensano in altro modo i laicisti ad oltranza, i nipotini di Voltaire e di Sartre, gli orfani di Marx e Lenin e tutti gli scientisti che ragionano a un tanto il chilo e che inondano la stampa e la televisione di innumerevoli sproloqui razionalisti e antireligiosi (\u00abIl falso della Sindone\u00bb, titola l&#8217;ultimo numero dell&#8217;ineffabile rivista progressista e politicamente corretta \u00abMicromega\u00bb di Paolo Flores D&#8217;Arcais).<\/p>\n<p>Il tempo dell&#8217;orologio ci \u00e8 stato imposto dalle esigenze dell&#8217;economia capitalista, che, come \u00e8 noto, non sono a misura d&#8217;uomo, da di portafoglio; ed \u00e8 uno dei fattori che contribuiscono ad allontanarci dalla nostra vera essenza, dal nostro io pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p>Essere svegliati al mattino dal suono della sirena che chiama gli operai nelle fabbriche non \u00e8 precisamente la stessa cosa che essere svegliati da quello delle campane che chiamano i fedeli alla preghiera mattutina. Il primo \u00e8 un suono brutale, che entra con prepotenza nella nostra vita e ci ricorda la nostra schiavit\u00f9 nei confronti delle macchine e del circuito produttivo, del quale siamo soltanto dei miseri ingranaggi; il secondo fa appello alla nostra interiorit\u00e0, al nostro spirito ed apre la nostra consapevolezza alle dimensioni superiori della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Certo, noi non possiamo pi\u00f9 liberarci dalla schiavit\u00f9 del tempo laico per eccellenza, quello economico; non possiamo pi\u00f9 levarci dal polso la catena della nostra schiavit\u00f9, simboleggiata dall&#8217;orologio, che ci \u00e8 indispensabile per giungere puntuali al lavoro.<\/p>\n<p>Possiamo, per\u00f2, incominciare a liberarcene psicologicamente e spiritualmente, riconoscendo il carattere puramente pratico e strumentale del tempo profano e rivolgendo costantemente i nostri pensieri a quell&#8217;altro tempo, il tempo dell&#8217;anima, senza il quale noi regrediamo alla condizione di automi fabbricati in serie, le cui uniche funzioni sono produrre e consumare merci senza posa, in un circolo vizioso che finir\u00e0 solo con la nostra autodistruzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abituati come siamo a portare al polso l&#8217;orologio, e a consultare la sveglia sul comodino appena svegli, o il quadrante della stazione ferroviaria quando ci rechiamo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[110,157],"class_list":["post-29541","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-civilta","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29541","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29541"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29541\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29541"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29541"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29541"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}