{"id":29530,"date":"2015-09-14T04:59:00","date_gmt":"2015-09-14T04:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/14\/la-vita-nella-grazia-e-simile-ad-un-cristallo-vivificato-da-un-raggio-di-luce\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:41","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:41","slug":"la-vita-nella-grazia-e-simile-ad-un-cristallo-vivificato-da-un-raggio-di-luce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/14\/la-vita-nella-grazia-e-simile-ad-un-cristallo-vivificato-da-un-raggio-di-luce\/","title":{"rendered":"La vita nella grazia \u00e8 simile ad un cristallo vivificato da un raggio di luce"},"content":{"rendered":"<p>Un raggio di luce, quando colpisce un cristallo, gli infonde una qualit\u00e0 nuova, una virt\u00f9 che prima non possedeva, o che possedeva solo allo stato potenziale: \u00e8 questa un&#8217;idea molto antica, in cui credeva, fra l&#8217;altro, la cultura medievale, compreso Dante Alighieri; un&#8217;idea sulla quale si basa la concezione di un cosmo animato, vivo, attraversato da un continuo fluire di energie, di forze, di cariche positive e negative.<\/p>\n<p>Ebbene: se noi paragoniamo l&#8217;anima umana ad un cristallo, e Dio alla luce del Sole, ecco che avremo una esemplificazione pratica, assai chiara nella sua evidenza intuitiva, di quel che rappresenta, per la natura umana, la grazia santificante: una corrente di energia positiva, luminosa, benefica, che trasforma un oggetto bellissimo, ma inerte, in qualcosa di radicalmente nuovo, dotato di qualit\u00e0 che prima non aveva, perch\u00e9 si trovavano solo allo stato potenziale, ma che mai quell&#8217;oggetto, da s\u00e9 soltanto, sarebbe stato capace di risvegliare.<\/p>\n<p>La natura umana \u00e8, in se stessa, perfetta; nondimeno, le \u00e8 necessaria una virt\u00f9 ulteriore, affinch\u00e9 quella perfezione, dal piano teorico, si trasformi nella dimensione pratica: e quella virt\u00f9 \u00e8 la grazia divina, senza la quale neppure l&#8217;uomo pi\u00f9 perfetto sar\u00e0 mai capace di sollevarsi alle altezze cui \u00e8 stato destinato, cui \u00e8 stato <em>chiamato<\/em>. Infatti, l&#8217;uomo non esiste sulla Terra semplicemente per conservare il proprio essere, cos\u00ec come &#8212; nella parabola dei talenti &#8212; il servo cui sono state affidate in custodia le ricchezze del padrone non deve limitarsi a preservarle gelosamente, ma deve impiegarle nella maniera pi\u00f9 idonea a farle fruttificare. Se l&#8217;uomo fosse sulla Terra unicamente in base al principio di conservazione del suo essere, l&#8217;anima non conoscerebbe evoluzione e la vita stessa sarebbe un processo sostanzialmente inutile: una costante ripetizione dell&#8217;uguale, una ottusa reiterazione delle stesse dinamiche, delle stesse aspettazioni e delusioni, degli stessi contenuti esistenziali, intellettuali, psicologici, morali (vedi l&#8217;inferno dell&#8217;<em>eterno ritorno<\/em> di Nietzsche).<\/p>\n<p>Eppure, l&#8217;uomo \u00e8 stato chiamato all&#8217;esistenza; non vi \u00e8 precipitato per caso; ed \u00e8 stato chiamato da molto prima di nascere e da molto prima di essere concepito. Ciascun uomo \u00e8 stato chiamato fin dall&#8217;inizio dei tempi per partecipare attivamente e consapevolmente al progetto di amore da cui nasce ed evolve l&#8217;universo intero; e reca in se stesso i segni inequivocabili e ineludibili della sua chiamata soprannaturale. Il primo segno \u00e8 l&#8217;inquietudine: quella forza interiore che lo proietta sempre verso un bene ulteriore, come se egli oscuramente intuisse che nessuno dei beni che sono materialmente alla sua portata \u00e8 il vero bene, ma che solo in quel Bene da cui discendono tutti gli altri, sempre meno perfetti e sempre meno appaganti quanto pi\u00f9 sono distanti da esso, egli potr\u00e0 trovare quella felicit\u00e0 alla quale ardentemente aspira.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo \u00e8 inquieto perch\u00e9 si sente chiamato ad essere felice; e, inoltre, sente che quella felicit\u00e0, pur essendo da lui lontanissima, \u00e8, nondimeno, nelle sue mani, ossia che dipende da lui, da un suo preciso orientamento esistenziale; o meglio, sente, avverte, che essa non dipende da lui solo, ma che la sua collaborazione \u00e8 essenziale perch\u00e9 egli la raggiunga, in quanto il segreto di essa sta proprio nel fatto di abbandonare le smodate e incontentabili pretese dell&#8217;Io, che lo portano verso dei beni sterili e ingannevoli, dai quali finisce regolarmente per restare deluso, per aprirsi a quella luce e a quell&#8217;amore che vengono dall&#8217;Essere, cos\u00ec come dall&#8217;Essere viene ogni altra cosa esistente, e che l\u00ec egli trover\u00e0 quella pace e quell&#8217;appagamento che insegue inutilmente, come un viandante che si trascina nel deserto infuocato, nella dolorosa ricerca di un&#8217;oasi.<\/p>\n<p>Se si vuole &#8212; come osserva Thomas Merton, autore della similitudine del cristallo &#8212; si tratta di un paradosso, ma di un paradosso la cui comprensione sarebbe chiara anche a un bambino: non basta che una cosa sia buona, \u00e8 necessario che quella bont\u00e0 si sciolga, che si esplichi, che si realizzi nella realt\u00e0 concreta della vita. Ora, la natura umana \u00e8 buona, e, considerata in se stessa, addirittura perfetta; per\u00f2 le manca qualcosa per essere buona e perfetta in senso assoluto: qualcosa che non potr\u00e0 mai darsi da sola, e che deve necessariamente ricevere dal di fuori.<\/p>\n<p>Secondo certe dottrine orientali, \u00e8 sufficiente che l&#8217;anima si ridesti a s\u00e9 stessa, attraverso la meditazione, per scoprire e realizzare la propria perfezione: per <em>scoprire<\/em> di essere Dio. Ma il fatto che nell&#8217;anima umana traluca una scintilla divina, non equivale affatto a riconoscerla come divina in se stessa: cos\u00ec come la luce che brilla nel cristallo non \u00e8 la luce in se stessa, ma solo un riflesso della luce che non \u00e8 nel cristallo, ma viene ad esso dal di fuori, ed esso non potr\u00e0 mai darsela da solo. Pensare diversamente, ossia che l&#8217;anima umana possa brillare di luce propria, significa commettere un peccato di superbia: il primo, il pi\u00f9 antico: il peccato di credersi uguali a Dio. Nella teologia cattolica, si tratta del Peccato originale. Per ricevere il dono della grazia divina &#8212; che \u00e8, appunto, un dono &#8212; occorre riconoscersi bisognosi, cio\u00e8 occorre riconoscersi creature: creature che aspirano alla piena perfezione e al vero compimento di se stesse, ma che riconoscono, nello stesso tempo, di non essere in grado di fare ci\u00f2 con le proprie forze.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso dell&#8217;amore. L&#8217;amore umano, per quanto grande possa essere, \u00e8 pur sempre imperfetto: infatti, non \u00e8 mai totalmente disinteressato. Vi \u00e8 sempre, in esso, una qualche scoria, una qualche ombra: l&#8217;ombra dell&#8217;interesse; magari inconscio, magari confinato entro una sfera abbastanza ragionevole; e tuttavia esiste, ed \u00e8 pronto a scattare fuori con tutta la sua potenza distruttiva. Una vampata di passione brutalmente egoistica pu\u00f2 distruggere, in un attimo, una vita intera di amore apparentemente disinteressato: perch\u00e9 ci\u00f2 che nasce dall&#8217;egoismo distrugge, mentre solo ci\u00f2 che nasce dal bene che non domanda nulla, costruisce. La nostra esistenza \u00e8 cos\u00ec spesso distruttiva perch\u00e9 ci lasciamo guidare dall&#8217;egoismo, cio\u00e8 dall&#8217;amore eccessivo e distorto del nostro Io, e cos\u00ec gli permettiamo di inquinare e di avvelenare anche quelle espressioni di amore che, nelle nostre intenzioni, dovrebbero essere pure e senza macchia. Invece, per essere realmente senza macchia, qualsiasi cosa umana deve passare attraverso l&#8217;amore di Dio; deve abbandonarsi alla luce come il cristallo, per ricevere le sue virt\u00f9.<\/p>\n<p>Rileggiamo quella pagina della famosa autobiografia del neoconvertito e monaco trappista Thomas Merton, che sfiora, a volte, la potenza e l&#8217;intensit\u00e0 delle \u00abConfessioni di Sant&#8217;Agostino, \u00abLa montagna dalle sette balze\u00bb (titolo originale: \u00abThe Seven Storey Mountain\u00bb, 1950; traduzione dall&#8217;americano di Alberto castelli, 1950, 1966, pp. 203-205):<\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 un paradosso nel cuore dell&#8217;esistenza umana, e lo si deve comprendere perch\u00e9 sia possibile per l&#8217;anima dell&#8217;uomo una felicit\u00e0 durevole. Il paradosso \u00e8 questo: la natura dell&#8217;uomo per se stessa poco o nulla pu\u00f2 fare per risolvere i suoi problemi pi\u00f9 importanti. A seguire soltanto la propria natura, la propria filosofia e il proprio livello etico, si finisce all&#8217;inferno.<\/p>\n<p>Se non fosse puramente astratto, sarebbe un pensiero deprimente.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ordine concreto delle cose, Dio diede all&#8217;uomo una natura subordinata a una vita soprannaturale. Cre\u00f2 l&#8217;uomo dotato di un&#8217;anima fatta non per raggiungere da s\u00e9 la perfezione nell&#8217;ordine proprio, ma per essere perfezionata da Lui in un ordine infinitamente superiore alle forze umane. Non siamo stati mai destinati a condurre una vita puramente naturale, e perci\u00f2, nei disegni di Dio, non siamo stati destinati a una felicit\u00e0 puramente naturale. La nostra natura, dono liberale di Dio, ci \u00e8 stata data per essere perfezionata e completata da un altro dono liberale che non \u00e8 necessariamente dovuto.<\/p>\n<p>Questo dono liberale \u00e8 la &quot;grazia santificante&quot;. Essa perfeziona la nostra natura col dono di una vita, di un intelletto, di un amore, di un modo di esistenza infinitamente superiore al suo livello. Se l&#8217;uomo raggiungesse anche la vetta astratta della perfezione naturale, l&#8217;opera di Dio non sarebbe compiuta neppure a met\u00e0: sarebbe soltanto al suo inizio perch\u00e9 la sua vera opera \u00e8 opera della grazia, delle virt\u00f9 infuse e dei doni dello Spirito Santo.<\/p>\n<p>Che cos&#8217;\u00e8 la &quot;grazia&quot;? \u00c8 la vita stessa di Dio di cui noi siamo partecipi. La vita di Dio \u00e8 Amore. <em>Deus caritas est<\/em>. Con la grazia siamo i grado di partecipare all&#8217;infinito e disinteressato amore di Colui che \u00e8 atto puro da non avere bisogno di nulla e che perci\u00f2 nulla pu\u00f2 fare per fini egoistici. Infatti, al di fuori di Lui non vi \u00e8 nulla, e tutto ci\u00f2 che esiste, esiste per il libro dono dell&#8217;esistenza da Lui, e quindi uno ei concetti assolutamente contraddittori alla perfezione di Dio \u00e8 l&#8217;egoismo. \u00c8 metafisicamente impossibile per Dio essere egoista perch\u00e9 l&#8217;esistenza di tutto ci\u00f2 che \u00e8 dipende dal Suo dono, dipende dalla Sua generosit\u00e0.<\/p>\n<p>Un raggio di luce quando colpisce un cristallo gli infonde una qualit\u00e0 nuova. E quando l&#8217;amore infinitamente disinteressato di Dio agisce sull&#8217;anima umana avviene press&#8217;a poco la stessa cosa. E questa \u00e8 la vita chiamata grazia santificante.<\/p>\n<p>Lasciata a se stessa l&#8217;anima dell&#8217;uomo \u00e8 un cristallo potenzialmente brillante immerso nelle tenebre. \u00c8 perfetto per sua natura, ma gli manca qualcosa che pu\u00f2 soltanto ricevere dal di fuori, dall&#8217;alto. Ma quando la luce lo raggiunge, si trasforma in un certo senso in luce e sembra perdere la propria natura nello splendore di una natura pi\u00f9 alta, nella natura della luce che \u00e8 in lui.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la bont\u00e0 naturale dell&#8217;uomo, la sua capacit\u00e0 di amare che nell&#8217;ordine naturale sar\u00e0 sempre necessariamente un po&#8217; egoistica, si trasfigurano e si trasformano quando l&#8217;amore di Dio risplende in lui. Che avviene quando l&#8217;uomo si abbandona completamente alla vita divina che ha in s\u00e9? Questa perfezione \u00e8 solo di coloro che vengono chiamati santi, o meglio di coloro che sono santi e che vivono unicamente nella luce di Dio. Perch\u00e9 quelli che vengono chiamati santi dall&#8217;opinione umana e terrena possono benissimo essere demoni, e la loro luce essere tenebra. Per quel che si riferisce alla luce di Dio, noi non siamo che gufi. Essa ci acceca, e appena ne siamo colpiti ci troviamo immersi nelle tenebre. Chi ci sembra santo spesso non lo \u00e8, e chi non ha l&#8217;aria di esserlo lo \u00e8 invece sovente. E i pi\u00f9 grandi santi sono talvolta i pi\u00f9 oscuri: la Madonna, San Giuseppe.<\/p>\n<p>Tra gli altri motivi, Cristo fond\u00f2 la Sua Chiesa perch\u00e9 gli uomini potessero guidarsi l&#8217;un l&#8217;altro verso Dio e in questo modo santificare se stessi e gli altri. Perch\u00e9 in un tale processo \u00e8 Cristo che ci attira a s\u00e9 per mezzo del nostro prossimo.<\/p>\n<p>Dobbiamo controllare le ispirazioni che sorgono nel profondo della nostra coscienza con la rivelazione che ci viene data con garanzie divinamente certe da coloro che fra noi hanno ereditato il posto degli Apostoli di Cristo, da coloro che ci parlano in Nome di Cristo, quasi fossero nella Sua stessa Persona. <em>Qui vos audi me audit;<\/em> <em>qui vos spernit, me spernit.<\/em><\/p>\n<p>Quando si tratta di accettare l&#8217;autorit\u00e0 di Dio su cose che si possono conoscere soltanto per Sua rivelazione, si considera follia prestare orecchio e ascoltare. Non si vogliono accettare le cose che solo a questo modo si possono conoscere. E tuttavia molti accetteranno passivamente e docilmente le pi\u00f9 spaventose menzogne stampate nei giornali quando basterebbe che alzassero la testa per vedersi di fronte la verit\u00e0, appena al di l\u00e0 del foglio che tengono fra le mai.\u00bb<\/p>\n<p>\u00c8 verissimo: davanti alla luce di Dio, noi tutti &#8212; anche i pi\u00f9 sapienti, anche i pi\u00f9 intelligenti; vorremmo dire: <em>soprattutto<\/em> loro &#8212; siamo come dei gufi: non sopportiamo una luce cos\u00ec intensa e chiudiamo gli occhi, non vediamo pi\u00f9 nulla. O, almeno, questo \u00e8 ci\u00f2 che accade in un primo momento. Ma, come tutti sanno, quando l&#8217;organo della vista, dopo essere stato per molto tempo al buio, incomincia ad abituarsi alla luce, riacquista, poco a poco, la sua naturale facolt\u00e0; e la stessa cosa accade allorch\u00e9 l&#8217;anima, allontanatasi dalla ricerca disordinata dei beni inferiori e illusori &#8211; che le parevano luce, mentre sono tenebra &#8211; si dirige con decisione verso i beni pi\u00f9 alti ed, infine, verso il vero Bene, che \u00e8 solo e unicamente Dio. In altre parole: le nostre belle potenzialit\u00e0, la perfezione di cui siamo teoricamente capaci, ma che mai riusciremo a realizzare con le nostre sole forze, diventano possibili, anzi, perfino necessarie, quando smettiamo di contare su noi stessi e ci affidiamo all&#8217;amore di Dio. Allora, e solo allora, la vita diventa altro che un meccanismo puramente biologico; l&#8217;uomo \u00e8 anche e soprattutto &#8212; cosa di cui la psicologia moderna sembra essersi dimenticata &#8212; tensione incessante verso l&#8217;infinito. Perch\u00e9 l&#8217;uomo ha i piedi sulla terra, ma guarda il Cielo: la sua vera vita \u00e8 quella dell&#8217;anima, che gli viene dalla Grazia. Egli \u00e8 un ponte fra la natura e il soprannaturale: e, come tutti i ponti, si regge su una forza che pare statica, mentre \u00e8 dinamica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un raggio di luce, quando colpisce un cristallo, gli infonde una qualit\u00e0 nuova, una virt\u00f9 che prima non possedeva, o che possedeva solo allo stato potenziale:<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[96,117],"class_list":["post-29530","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-anima","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29530"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29530\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}