{"id":29524,"date":"2008-06-04T11:12:00","date_gmt":"2008-06-04T11:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/06\/04\/le-visioni-dei-bambini-finestra-aperta-su-una-dimensione-altra\/"},"modified":"2008-06-04T11:12:00","modified_gmt":"2008-06-04T11:12:00","slug":"le-visioni-dei-bambini-finestra-aperta-su-una-dimensione-altra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/06\/04\/le-visioni-dei-bambini-finestra-aperta-su-una-dimensione-altra\/","title":{"rendered":"Le visioni dei bambini, finestra aperta su una dimensione \u00abaltra\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Avevamo gi\u00e0 avuto occasione di occuparci delle facolt\u00e0 paranormali dei bambini e degli adolescenti, sul mistero del loro mondo interiore, sulla loro strana prerogativa di sintonizzarsi su piani di realt\u00e0 che agli adulti, mano a mano che se ne dimenticano, finiscono per risultare inaccessibili. (1)<\/p>\n<p>Molti libri sono stati scritti sull&#8217;argomento, alcuni anche ben fatti. (2) Da parte loro gli psicologi, tuttavia, si muovono generalmente dal punto di vista di una scienza immanentista e materialista, per cui essi danno per scontato che non bisogna cercare fuori della mente la spiegazione di qualunque processo od evento, per quanto insolito. Valga per tutti il caso dei cosiddetti &quot;compagni di giochi immaginari&quot;, che tutti gli psicologi di formazione accademica interpretano unicamente come una creazione della fantasia di bambini particolarmente sensibili ed emotivi e abituati, per le pi\u00f9 varie circostanze, a trascorrere troppo tempo da soli.<\/p>\n<p>Solo pochissimi studiosi hanno osato sfidare il paradigma materialista della psicologia moderna e hanno sostenuto, ad es., che certe forme di <em>pavor nocturnus<\/em>, e gli stati nevrotici che ne derivano, sono spiegabili ammettendo che i bambini possiedano la facolt\u00e0 di vedere e sentire realt\u00e0 ultra-dimesionali, quali l&#8217;apparizione di creature demoniache: esperienze che, di norma, essi non osano confidare agli adulti, anche perch\u00e9 sanno che non verrebbero creduti. Tra questi, si segnala lo psichiatra inglese John Guirdham, che fece egli stesso, da bambino, una esperienza di questo genere; ci\u00f2 che gli permise, a suo tempo, di interpretare tutta una serie di patologie della personalit\u00e0 infantile.<\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 che il bambino vede nel suo terrore notturno \u00e8 reale per lui. E, molto spesso, \u00e8 reale nel senso pi\u00f9 stretto della parola. Ci\u00f2 che egli sta vedendo \u00e8 la simbolizzazione visiva del Male in forme che sono pervenute a noi attraverso eoni di tempo e che sono indipendenti dalla cosiddetta capacit\u00e0 immaginativa del bambino. Le facce che vede sono invariabilmente cattive. Sono di satiro e di diavolo. Ed \u00e8 notevole come bambini poco dotati dal punto di vista del disegno siano capaci di esprimere i loro terrori notturni. Facce orrende e sogghignanti sono ricordate da bambini per i quali una simile fraseologia rappresenta il culmine della capacit\u00e0 descrittiva. \u00c8 come se essi avessero percepito perla prima volta una realt\u00e0 vivida e descrivibile.<\/em> (3)<\/p>\n<p>L&#8217;esorcista e studioso Corrado Balducci riporta, con dovizia di particolari, il celebre casi di due fratelli, due bambini alsaziani che, nella seconda met\u00e0 del XIX secolo, furono vittime di una prolungata possessione demoniaca che mise a soqquadro l&#8217;intero paese. Ed \u00e8 noto che i testimoni di numerose apparizioni mariane &#8211; da Lourdes, a Fatima, a Medjugorie &#8211; furono bambini o adolescenti nell&#8217;et\u00e0 puberale; cos\u00ec come lo sono, di norma, i presunti agenti del fenomeno del <em>poltergeist.<\/em> E, inoltre, \u00e8 noto che la quasi totalit\u00e0 delle fiabe, dei racconti e delle storie popolari relativi a gnomi, elfi, coboldi, folletti e altre simili creature, vedono coinvolti &#8211; appunto &#8211; dei bambini (come lo era Alice, la protagonista dei due fortunati romanzi di Lewis Carroll).<\/p>\n<p>Anche al giorno d&#8217;oggi, vi \u00e8 chi sostiene che il &quot;piccolo popolo&quot; delle strane creature del folklore esiste tuttora, per quanto sia estremamente elusivo nei confronti degli esseri umani. Il pi\u00f9 convinto sostenitore dell&#8217;esistenza di questa Seconda Razza era lo scrittore inglese Arthur Machen (1863-1947), specializzato in romanzi e racconti del terrore, fra i quali <em>Il gran dio Pan<\/em> e <em>La casa degli spiriti,<\/em> molto apprezzati dai cultori del genere. (4) Anche sir Arthur Conan Doyle, il celeberrimo inventore del personaggio di Sherlock Holmes, si era convinto dell&#8217;esistenza delle fate, dopo che due bambine inglesi le avevano vedute e fotografate, nel 1920 (anche se, molti anni pi\u00f9 tardi, una di queste ultime confess\u00f2 che si era trattato di uno scherzo).<\/p>\n<p>Tornando alle apparizioni, il parapsicologo americano William G. Roll (quasi omonimo del noto sensitivo di Torino, recentemente scomparso) sostiene che la mente di un soggetto medianico pu\u00f2 creare da se stessa l&#8217;apparizione che percepisce. Egli ammette che le tracce psichiche del passato, immagazzinate, possano dare luogo a fenomeni di apparizione, ipotesi che avevamo gi\u00e0 considerata in un nostro recente saggio sull&#8217;argomento. (5) Al tempo stesso, per\u00f2, Roll ipotizza che le condizioni mentali del percettore possano svolgere un ruolo attivo della comparsa delle apparizioni, al punto da poter creare inconsciamente delle infestazioni, onde poter soddisfare talune proprie necessit\u00e0 di tipo emotivo. Per esempio, la scomparsa improvvisa di una persona pu\u00f2 impregnare l&#8217;ambiente in cui viveva, la sua casa, al punto da creare, mediante una speciale rispondenza nei nuovi inquilini di essa, una realt\u00e0 oggettiva, una sorta di semi-personalit\u00e0, quasi per riempire il vuoto che si \u00e8 vento a creare. (6)<\/p>\n<p>Uno dei casi pi\u00f9 suggestivi di apparizione manifestatasi a un bambino \u00e8 quello riferito da Aurora R\u00fcmelin, che poi prese il nome di Wanda e divenne, per dieci anni, la moglie del celebre scrittore austriaco Leopold von Sacher Masoch (1836-1895, autore del romanzo <em>Venere in pelliccia<\/em>), nel suo libro di memorie, e che si riferisce a un episodio della sua prima adolescenza.<\/p>\n<p><em>A dodici anni un incidente strano e misterioso mi turb\u00f2 violentemente e lasci\u00f2 in me un&#8217;impressione incancellabile. Devo premettere che non ero una bambina malaticcia n\u00e9 particolarmente precoce; il mio sviluppo era sempre stato normale, e il mio sonno era profondo e tranquillo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il letto di mia madre aveva una specie di doppio fondo, conteneva cio\u00e8 una specie di cassetto, che veniva estratto la sera: questo era il mio giaciglio. Io dormivo con la testa rivolta verso la finestra che dava sul giardino, e, di fronte a me, si apriva la porta che dava nella stanza vicina. Dal momento che il muro divisorio era molto spesso, quando il battente era chiuso la porta formava una specie di nicchia.<\/em><\/p>\n<p><em>Una notte mi svegliai, non in quel piacevole stato di semincoscienza che, dopo un buon sonno, scompare solo qualche istante pi\u00f9 tardi, ma perfettamente lucida, come se non avessi dormito affatto. Un impulso misterioso mi spinse ad alzare la testa e ad aprire gli occhi. Vidi allora, in piedi nella nicchia, la figura di un adolescente di meravigliosa bellezza. La nicchia era oscura, ma l&#8217;apparizione era luminosa e sembrava emanare luce essa stessa. Portava una lunga tunica bianca che lasciava scoperti il collo e le braccia, ma io me ne accorsi solo di sfuggita: i suoi occhi cerulei mi guardavano, profondi e dolorosi, e sembravano volermi dire qualcosa, qualcosa di triste e di lieto. E questi occhi avevano un che di noto, di familiare, come se a guardarmi fossero i miei stessi occhi. In un primo momento rimasi come ammaliata, ma a poco a poco mi resi conto della stranezza di questa apparizione: cominciai ad aver paura, e chiusi gli occhi. Il mio cuore batteva cos\u00ec forte che mi pareva di sentirlo. Aspettai alcuni istanti, poi gettai uno sguardo furtivo al di sopra della coperta. L&#8217;apparizione era sempre l\u00ec. Richiusi gli occhi e aspettai. Quando li riaprii, l&#8217;apparizione c&#8217;era ancora. Allora mi assal\u00ec una paura atroce; chiamai mia madre e la supplicai di prendermi con s\u00e9 nel suo letto. Lei acconsent\u00ec e io, con gli occhi chiusi per non vedere pi\u00f9 nulla, mi alzai dal mio cassetto e mi infilai vicino a lei. Mi tirai la coperta sopra la testa e cercai di addormentarmi. Ma non ci riuscii. La curiosit\u00e0 mi spingeva a guardare di nuovo. L&#8217;apparizione era sempre l\u00ec. Decisi fermamente di non guardare pi\u00f9 e, tremando di paura, mi strinsi con forza a mia madre, l&#8217;abbracciai, e cos\u00ec riuscii a riaddormentarmi.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando mi svegliai, a mattina inoltrata, il mio primo pensiero fu per l&#8217;apparizione; ma la nicchia era vuota come sempre.<\/em><\/p>\n<p><em>Rividi poi una seconda volta la stessa apparizione, ma fu di giorno, e all&#8217;aperto.<\/em> (7)<\/p>\n<p>Vi sono diversi elementi che rendono questa testimonianza degna di interesse, oltre alla qualit\u00e0 letteraria del racconto: confermata, del resto, nel corso dell&#8217;intero volume di memorie di questa donna intelligente e fortemente intuitiva.<\/p>\n<p>Innanzitutto, non \u00e8 possibile ridurre il fatto alle dimensioni di un semplice sogno, per quanto vivido e impressionante possa essere stato: la ragazzina che ne fu protagonista, a un certo punto, chiese di essere accolta nel letto della mamma, il che non valse a cancellare l&#8217;apparizione. Se si fosse trattato di un sogno, ben difficilmente si sarebbe ripetuto allo stesso identico modo. Inoltre, la testimone non ritenne in alcun modo di essersi addormentata; al contrario, rifer\u00ec di aver visto l&#8217;apparizione al suo risveglio: uscendo dal sonno, non scivolandovi insensibilmente.<\/p>\n<p>L&#8217;enigmatico adolescente, dalla figura luminosa e di una sovrumana bellezza, sembra essere un messaggero di qualche mondo parallelo; e, ad onta di una certa ieraticit\u00e0, che lo carica di valenze simboliche, manifesta effettivamente, con lo sguardo, l&#8217;intenzione di voler comunicare qualche cosa: qualche cosa di bello e terribile allo stesso tempo. Notevole il particolare degli occhi, che sembrano gli occhi della testimone: sicch\u00e9 ella ha l&#8217;impressione di essere fissata dal proprio stesso sguardo, quasi come in uno sdoppiamento. Eppure, l&#8217;apparizione non \u00e8 il suo &quot;doppio&quot;: \u00e8 di sesso maschile e, fisicamente, non le somiglia; solo lo sguardo sembra quello di lei.<\/p>\n<p>Un altro elemento interessante \u00e8 la graduale trasformazione dell&#8217;atmosfera emotiva che accompagna la misteriosa apparizione. Aurora, la dodicenne, passa da uno stato d&#8217;animo &quot;ammaliato&quot; a uno di crescente inquietudine e, infine, di terrore sempre pi\u00f9 forte, addirittura &quot;atroce&quot;. L&#8217;apparizione permane per un lungo lasso di tempo, ma sembra statica e indecifrabile: qualunque cosa intendesse dire, non pu\u00f2 o non vuole comunicarla; e, apparentemente indifferente al turbamento e alla paura della ragazzina, non fa nulla per rassicurarla; n\u00e9 un gesto, n\u00e9 un sorriso. Alla fine, siamo portati a credere che non si tratti di una presenza benevola: quale spirito buono non si commuoverebbe, vedendo la confusione e il terrore crescere nell&#8217;animo di una tenera fanciulla che ne \u00e8 la destinataria? D&#8217;altra parte, se si tratta di uno spirito maligno, perch\u00e9 tanta celestiale bellezza; e perch\u00e9, all&#8217;inizio, aveva prodotto in lei un&#8217;impressione cos\u00ec positiva?<\/p>\n<p>Non ci viene detto se quella apparizione fosse l&#8217;annunziatrice di qualche evento notevole nella vita della ragazza, lieto o triste. Sembra per\u00f2 di capire che, in quel periodo, Aurora si preparava a ricevere la prima comunione; e, nonostante la bont\u00e0 e il carattere equilibrato del sacerdote che la seguiva, ella era tormentata da forti inquietudini e scrupoli di natura religiosa. Uno psicologo di tendenza freudiana non esiterebbe a mettere i due fatti in relazione reciproca e a vedere nell&#8217;apparizione splendente, ma in definitiva minacciosa, un riflesso dei dubbi e del disagio emotivo della ragazzina, aggravato, quest&#8217;ultimo, dall&#8217;et\u00e0 puberale e, forse, dall&#8217;avvicinarsi o dal manifestarsi delle prime mestruazioni. Da parte nostra, confessiamo che una simile interpretazione non ci convince affatto, e per varie ragioni.<\/p>\n<p>Una di esse \u00e8 che l&#8217;apparizione del fanciullo splendente si ripet\u00e9, a distanza di parecchio tempo, e in circostanze completamente diverse: all&#8217;aperto e con la chiara luce del giorno. Pertanto ci sembra difficile credere che si sia trattato di una semplice proiezione di una inquietudine dovuta a circostanze ben precise: se cos\u00ec fosse stato, essa avrebbe dovuto manifestarsi in quel ristretto arco di tempo e in quella condizione particolare, legata al buio e alla notte. Un&#8217;apparizione in pieno giorno \u00e8 senza dubbio inquietante, ma non angosciosa e tanto meno paurosa. Inoltre, se \u00e8 la stessa che gi\u00e0 si era manifestata la notte, si sarebbe portati a crederla pi\u00f9 legata a circostanze esterne (ad es., l&#8217;infestazione della casa e delle sue vicinanze) che non allo psichismo, pi\u00f9 o meno disturbato, del soggetto che la percepisce.<\/p>\n<p>Potremmo chiederci, infine, se l&#8217;apparizione fosse visibile soltanto ad Aurora o anche, eventualmente, ad altri. Ora, sappiamo che nell&#8217;episodio notturno era presente anche la madre di lei, che per\u00f2 nulla vide; mentre in quello diurno non si dice se fossero presenti altre persone. In ogni caso, concludere &#8211; come \u00e8 quasi certo &#8211; che solo la ragazza vide l&#8217;apparizione, non significa relegare quest&#8217;ultima, automaticamente, tra i fenomeni di autosuggestione o, comunque, puramente soggettivi. Un fenomeno di questo genere pu\u00f2 essere sia interiore che oggettivo: come le &quot;voci&quot; di santa Giovanna D&#8217;Arco, pu\u00f2 avere per teatro una scena interiore e, tuttavia, essere assolutamente &quot;reale&quot;.<\/p>\n<p>Chi ha seguito, negli anni Ottanta del Novecento, le apparizioni mariane di Medjugorie (incominciate, per l&#8217;esattezza, nel 1981), ricorder\u00e0 &#8211; ad esempio &#8211; che lo sguardo dei ragazzi che ne furono protagonisti si spostava sincronicamente, come se vedessero tutti la stessa cosa, e questa cosa si spostasse davanti a loro; e ci\u00f2 avveniva senza che i ragazzi si guardassero reciprocamente. L&#8217;ultimo dettaglio escludeva la possibilit\u00e0 che vi fosse intesa fraudolenta tra loro; il primo, implicava che davanti ai loro occhi ci fosse realmente una visione, anche se nessun altro era in grado di percepirla (e ci\u00f2 sia detto indipendentemente dal valore di verit\u00e0, religiosa e soprannaturale, che si intende attribuire a quella vicenda).<\/p>\n<p>Sarebbe estremamente semplicistico concludere che, se un fenomeno non \u00e8 verificabile oggettivamente, la sua attendibilit\u00e0 crolla. Cos\u00ec come esistono diversi livelli di coscienza, del pari esistono differenti gradi di spessore ontologico dei fenomeni. Un evento \u00e8 reale se viene percepito, sia oggettivamente che soggettivamente (e il filosofo Berkeley direbbe che noi percepiamo <em>tutti<\/em> i fenomeni soggettivamente). Il contenuto di un sogno, ad esempio, \u00e8 qualcosa di reale, anche se di un grado di realt\u00e0 diverso &#8211; pi\u00f9 tenue, forse &#8211; rispetto a quello della coscienza desta. Anche una fantasia lucida ha un suo grado di realt\u00e0, tanto pi\u00f9 che pu\u00f2 essere orientata e organizzata mediante l&#8217;immaginazione e la volont\u00e0. (8)<\/p>\n<p>Che dire, dunque, di esperienze come quella che la giovanissima Aurora R\u00fcmelin fece nella sua camera da letto, all&#8217;et\u00e0 di dodici anni, e che tanti altri ragazzini della sua et\u00e0, o anche pi\u00f9 piccoli, hanno fatto a loro volta, generalmente senza osare parlarne con anima viva?<\/p>\n<p>Per noi, una cosa \u00e8 certa. I bambini, molto pi\u00f9 degli adulti, possiedono doti naturali di sensitivit\u00e0, per cui si trovano a vivere situazioni che noi siamo abituati a collegare alla figura e all&#8217;esperienza del <em>medium.<\/em> Detto in parole semplici: vedono, senza sforzo, cose che noi non vediamo; odono cose che noi non sentiamo. Cose bellissime e cose orribili, demoniache; in ogni caso, cose reali, che <em>esistono.<\/em><\/p>\n<p>Ma gli adulti hanno perduto la chiave per accedere a quella magica dimensione della realt\u00e0, e tutto quello che possono fare \u00e8 cercare dei interpretare, senza credulit\u00e0 ma anche senza pregiudizi positivisti, quello che i bambini stessi raccontano: ahim\u00e8, generalmente quando ormai \u00e8 troppo tardi, ossia quando anche loro sono entrati definitivamente nell&#8217;et\u00e0 adulta, perdendo quella famosa chiave.<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p>1)  Cfr. Francesco Lamendola, <em>I bambini vedono cose che noi non vediamo<\/em>, sul sito di Arianna Editrice.<\/p>\n<p>2)  Vedi, ad es., Jean-paul Bourre, <em>I poteri misteriosi dei bambini<\/em> (titolo originale: <em>Les enfants extra-sensoriels et leurs pouvoirs<\/em>, Tchou Editeur, 1978; traduzione italiana Armenia Editore, Milano, 1983.<\/p>\n<p>3)  Crf. Arthur Guirdham, <em>L&#8217;ossessione diabolica<\/em> (titolo originale: <em>Obesssion<\/em>, 1972; traduzione italiana di Aldo Durante, Tattilo Editrice, 1974, pp. 20-21.<\/p>\n<p>4)  Cfr. Peter Haining, <em>Antichi misteri<\/em> (titolo originale: <em>Ancient Mysteries<\/em>, 1977), traduzione italiana Sperling &amp; Kupfer, 1978,1997.<\/p>\n<p>5)  Cfr. Francesco Lamendola, <em>La personificazione come fenomeno<\/em> parapsicologico, prima e s seconda parte, sul sito di Edicolaweb.<\/p>\n<p>6)  Cfr. l&#8217;enciclopedia <em>I misteri dell&#8217;ignoto<\/em>, vol. <em>I luoghi visitati<\/em>, a cura dei Redattori delle Edizioni Time-Life, edizione italiana Hobby &amp; Work, 1995, pp. 35-36.<\/p>\n<p>7)  Wanda von sacher-Masoch, <em>Le mie confessioni<\/em> (titolo originale: <em>Meine Lebensbeichte<\/em>, Berlin, 1906); traduzione italiana dall&#8217;edizione francese di Gis\u00e8le Bartoli, Adelphi, Milano, 1977, pp. 13-14.<\/p>\n<p>8)  Cfr. Francesco Lamendola, <em>Nelle fantasie sessuali di uomini e donne la creazione di un mondo \u00abfantasmatico\u00bb parallelo<\/em>, sul sito di Arianna Editrice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevamo gi\u00e0 avuto occasione di occuparci delle facolt\u00e0 paranormali dei bambini e degli adolescenti, sul mistero del loro mondo interiore, sulla loro strana prerogativa di sintonizzarsi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-29524","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29524","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29524"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29524\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29524"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29524"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29524"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}