{"id":29522,"date":"2008-02-20T01:26:00","date_gmt":"2008-02-20T01:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/02\/20\/per-essere-persone-e-non-pecore-nel-gregge-e-necessaria-una-visione-unificatrice-della-vita\/"},"modified":"2008-02-20T01:26:00","modified_gmt":"2008-02-20T01:26:00","slug":"per-essere-persone-e-non-pecore-nel-gregge-e-necessaria-una-visione-unificatrice-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/02\/20\/per-essere-persone-e-non-pecore-nel-gregge-e-necessaria-una-visione-unificatrice-della-vita\/","title":{"rendered":"Per essere persone e non pecore nel gregge \u00e8 necessaria una visione unificatrice della vita"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa \u00e8, esattamente, che fa la differenza fra una <em>persona<\/em>, ossia un individuo umano pienamente realizzato, maturo e consapevole, e un pecorone che s&#8217;intruppa nel primo gregge che passa e si dissolve nell&#8217;anonimit\u00e0 di una vita totalmente eterodiretta e deresponsabilizzata?<\/p>\n<p>Secondo noi, non ci sono dubbi: il fatto di possedere, o meno, una concezione unificatrice della vita: di possedere, cio\u00e8, un chiaro progetto esistenziale, una chiara consapevolezza della chiamata che ci \u00e8 stata rivolta, una chiara tavola di valori ai quali fare costantemente riferimento.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 vivere a caso, senza un perch\u00e9; non si pu\u00f2 vagare sulle strade del mondo senza una bussola, senza un punto verso il quale orientarsi, ma imboccando sempre, ad ogni bivio, la strada pi\u00f9 ovvia e pi\u00f9 facile. Tanto meno si possono mettere al mondo dei figli e costruire una famiglia: come per costruire una casa, ci vogliono le fondamenta.<\/p>\n<p>E non bastano i soldi; anche se, magari, ne abbiamo tanti. Le fondamenta di una casa sono fatte di mattoni, di lavoro, di sacrificio e, soprattutto, di amore. Senza questi materiali e senza questi requisiti non si pu\u00f2 costruire alcuna casa ma, tutt&#8217;al pi\u00f9, una casa-giocattolo. Che si sfascer\u00e0 regolarmente al primo acquazzone o al primo colpo di vento.<\/p>\n<p>Senza coscienza della propria chiamata, senza progetto di vita e senza valori saldi cui ispirarsi, non si pu\u00f2 nemmeno svolgere dignitosamente il proprio ruolo sociale. Non si pu\u00f2 essere decentemente n\u00e9 lavoratori o professionisti, n\u00e9 figli o fratelli, n\u00e9 vicini di casa di qualcun altro, n\u00e9 abitanti di una via, di un quartiere o di un paese. Non si pu\u00f2 essere niente di niente.<\/p>\n<p>Fra le teorie antropologiche che hanno tentato, in questi ultimi anni, di descrivere la condizione umana a partire dalle sue vere esigenze e dai suoi veri bisogni, rifiutando la visione riduttiva mutuata dalle categorie economiche e produttive, si segnala la corrente della cosiddetta psicologia umanistica.<\/p>\n<p>All&#8217;interno di essa, una delle figure di spicco, accanto ad A. H. Maslow, \u00e8 stata quella di Gordon W. Allport. Il suo pensiero si caratterizza per un&#8217;alta concezione dell&#8217;essere umano, dei suoi doveri, delle sue responsabilit\u00e0, del suo ruolo nel mondo e per una sacrosanta fedelt\u00e0 all&#8217;uomo, a ci\u00f2 che \u00e8 umano, contro le sirene di un tecnicismo esasperato o di un economicismo che tende a renderlo mera appendice dei processi produttivi.<\/p>\n<p>Uno dei suoi libri pi\u00f9 significativi \u00e8, senza dubbio, l&#8217;ampia monografia <em>Pattern and Growth in Personality<\/em>, che vide la luce a New York nel 1965 e che \u00e8 stato tradotto in italiano da Anna Maria Cagiano dalla Pas-Verlag di Zurigo, nel 1968 (e ristampato nel 1973, edizione alla quale facciamo riferimento).<\/p>\n<p>Desideriamo riportarne un brano (pp. 250-253) che ci \u00e8 parso particolarmente significativo, anche se &#8211; o precisamente per il fatto che &#8211; esso appare ispirato piuttosto dal semplice buon senso, che da complesse analisi psicologiche.<\/p>\n<p>La nostra scelta non deve meravigliare.<\/p>\n<p>Infatti, \u00e8 cosa piuttosto rara che gli psicologi di professione si degnino di uscire dalla foresta delle loro teorie, dei loro termini specialistici, delle loro speculazioni pi\u00f9 o meno azzardate, per lasciarsi guidare da una semplice dose di sano buon senso, in modo da non perdere di vista l&#8217;uomo <em>concreto<\/em> che sta davanti ai loro occhi, per inseguire la chimera di comprendere e descrivere chiss\u00e0 quale uomo <em>in astratto<\/em>.<\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;intuizione di s\u00e9 e il senso dell&#8217;umorismo procedono di pari passo, probabilmente perch\u00e9, in fondo, sono un fenomeno unico: il fenomeno dell&#8217;auto-oggettivazione. L&#8217;uomo in possesso del pi\u00f9 completo senso delle proporzioni per quanto riguarda le proprie qualit\u00e0 e i valori che gli sono pi\u00f9 cari, \u00e8 anche in grado di percepirne le incongruenze e le assurdit\u00e0 in determinate circostanze. (&#8230;) Il senso dell&#8217;umorismo (&#8230;) \u00e8 indispensabile a una visione matura della vita, ma non sempre \u00e8 sufficiente: una filosofia dell&#8217;esistenza basata unicamente sull&#8217;umorismo porterebbe al cinismo, per cui ogni cosa verrebbe considerata volgare, fuori posto e incongrua. La ragione verrebbe disprezzata e tutte le soluzioni serie respinte. Sebbene il cinico possa trovare il modo di divertirsi, in fondo \u00e8 un&#8217;anima solitaria cui manca la compagnia che d\u00e0, in genere, l&#8217;avere uno scopo nella vita. La maturit\u00e0 necessita, oltre che del senso dell&#8217;umorismo, di una chiara comprensione dello scopo della vita formulato nei termini di una teoria intelligibile o, in altre parole, di una qualche forma di concezione unificatrice della vita.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Un metodo psicologico per affrontare l&#8217;argomento \u00e8 quello costituito dallo studio effettuato da Charlotte B\u00fchler sulla biografia di molti individui, sia famosi ,sia comuni.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Questa studiosa pensa sia necessario introdurre il concetto di<\/em> Bestimmung<em>, un termine tedesco che \u00e8 stato tradotto, forse inadeguatamente, con &#8216;direttivit\u00e0&#8217;. Analizzando circa duecento biografie, appare evidente che ogni vita \u00e8 ordinata o diretta verso un fine prescelto (o pi\u00f9 fini prescelti). Ogni persona ha qualcosa di particolare per cui vivere, un&#8217;intenzione preminente. I fini variano: alcuni raggruppano tutto in un unico, grande obiettivo, altri hanno una serie di scopi definiti. Uno studio parallelo sui suicidi dimostra che la vita diventa intollerabile solo a coloro che non trovano nulla a cui mirare, un fine da ricercare.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nell&#8217;infanzia gli obiettivi &#8211; almeno inizialmente &#8211; mancano; nell&#8217;adolescenza sono definiti solo vagamente, mentre la prima maturit\u00e0 porta una certa determinatezza alloro perseguimento. Tutti incontrano degli ostacoli. Le vite caratterizzate dalla sfortuna possono perseguire uno scopo pi\u00f9 modesto (abbassando il &#8216;livello di aspirazione&#8217;). Spesso \u00e8 duro perseverare con poche speranze di successo; alcune personalit\u00e0 vinte rimangono legate alla vita per &#8216;semplice indignazione&#8217;, ma anche questa costituisce una ragione per combattere.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Usando il concetto cos\u00ec espresso, possiamo dire che nelle personalit\u00e0 mature la<\/em> Bestimmung <em>\u00e8 pi\u00f9 marcata, pi\u00f9 focalizzata all&#8217;esterno che nelle vite meno mature. E i giovani che non hanno ancora quest&#8217;orientamento costituiscono un problema. Uno studio condotto tra studenti (di<\/em> college<em>) valuta che approssimativamente un quinto di essi \u00abnon sa perch\u00e9 vive\u00bb; sembrano privi di ogni sia pur semplice motivazione momentanea e non sono n\u00e9 maturi n\u00e9 felici. Alcuni possono sviluppare pi\u00f9 tardi la direttivit\u00e0, ma le previsioni non sono favorevoli perch\u00e9, normalmente, il periodo in cui ci si attende di incontrare alte ambizioni e grandi ideali \u00e8 l&#8217;adolescenza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Viene spesso trascurata una crisi postadolescenziale piuttosto comune. B\u00fchler afferma che verso i venticinque-trent&#8217;anni dopo che gli ideali dell&#8217;adolescenza sono stati messi alla prova, sopraggiunge la delusione. \u00c8 tuttavia a quest&#8217;et\u00e0 che una persona pu\u00f2 imparare che le sue capacit\u00e0 devono armonizzarsi con le circostanze. Abbiamo gi\u00e0 parlato della difficolt\u00e0 di raggiungere la &#8216;maturit\u00e0 economica&#8217; :lo stipendio pu\u00f2 non essere quello che si era sperato, il matrimonio pu\u00f2 non essere cos\u00ec roseo, la persona pu\u00f2 non essere in grado di superare tutti i suoi handicaps personali. Malgrado questo stadio di delusione, tuttavia, sembra che la prognosi sia pi\u00f9 favorevole per il giovane che ha alte aspirazioni pi\u00f9 tardi ridimensionate, che per colui che nell&#8217;adolescenza non ha avuto alcuna direzione precisa.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il problema si presenta in modo diverso per le persone anziane. Sebbene costoro occupino molta parte del loro tempo a valutare il loro sforzo totale, vogliono ancora conservare la loro direzione, anche se devono notevolmente diminuire la loro attivit\u00e0. Il fine pu\u00f2 essere ora molto modesto. (Ricordiamo la vecchia signora, ospite di una casa di riposo, la quale esprimeva il suo unico desiderio affermando: \u00abQualcuno mi ricorder\u00e0 con affetto dopo che me ne sar\u00f2 andata\u00bb). In linea generale, costituisce una grave perdita sociale il tagliare fuori dalle loro direttrici di sviluppo le persone anziane con il ritiro e l&#8217;isolamento. Quando, alla fine, essi non saranno pi\u00f9 capaci di un&#8217;azione civile, potranno utilmente trascorrere il loro tempo nel ricomporre insieme i frammenti di quanto hanno conosciuto della vita e continuare a ricercarne il senso nello studio o nel pensiero filosofico e religioso.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Questo brano ci aiuta a riflettere sul fatto che la concezione unificatrice della propria vita non \u00e8 qualche cosa di dato una volta per tutte; n\u00e9, tanto meno, un elemento acquisto per scienza infusa. \u00c8 una conquista; e, come tutte le conquiste, richiede, per potersi realizzare, alcune condizioni indispensabili di base, che non si trovano facilmente &#8211; ad esempio &#8211; in una <em>bidonville<\/em> africana o in una <em>favela<\/em> del Brasile; n\u00e9, d&#8217;altra parte, in personalit\u00e0 infantili compromesse da gravi malattie fisiche o da gravi disturbi dell&#8217;apprendimento e della personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Non solo.<\/p>\n<p>Una volta che la visione unitaria della vita, coi suoi scopi e il suo senso di responsabilit\u00e0, sia germogliata nell&#8217;animo, nella fase iniziale della sua crescita essa \u00e8 esattamente nelle condizioni di una tenera piantina che deve irrobustirsi attraverso le dure prove delle piogge eccessive o della prolungata siccit\u00e0. In altre parole, allorch\u00e9 il bambino e, poi, l&#8217;adolescente, siano riusciti a forgiarsi quello formidabile strumento di orientamento nella vita, che \u00e8 la visione unitaria di essa, devono affrontare e superare la prova dello scontro dei propri ideali con la realt\u00e0 concreta. Uno scontro dal quale non tutti escono vittoriosi e dal quale tutti, comunque, riportano cicatrici pi\u00f9 o meno dolorose, pi\u00f9 o meno permanenti.<\/p>\n<p>Si badi che la posta in gioco, allorch\u00e9 l&#8217;adolescente e il giovane devono mettere alla prova il proprio scopo di vita ed i propri ideali, non \u00e8 il fatto di riuscire ad affermare integralmente questi ultimi, cosa del resto impossibile a causa della loro inevitabile indeterminatezza. Se tale fosse la posta in gioco, potremmo anzi dire che <em>nessuno<\/em>, ma proprio nessuno, riesce a superare la prova. Quando mai la vita ha fatto degli sconti a qualcuno in misura tale, da consentirgli di realizzare <em>integralmente<\/em> i propri ideali e le proprie ambizioni?<\/p>\n<p>No: la posta in gioco non \u00e8 l&#8217;affermazione vittoriosa e integrale degli ideali e delle aspirazioni individuali; ma il fatto di mettere alla prova le proprie capacit\u00e0, il proprio coraggio, la propria perseveranza, al fine di trasformare le aspirazioni e gli ideali dell&#8217;adolescenza, pi\u00f9 o meno vaghi e velleitari, in un abito permanente, in una struttura di carattere, in un esercizio della volont\u00e0 e, al tempo stesso, in una matura e realistica capacit\u00e0 di valutare il rapporto tra mezzi e fini, tra le proprie possibilit\u00e0 e capacit\u00e0 e gli obiettivi di massima che ci si \u00e8 dati. La posta in gioco, in una parola, non \u00e8 qualche cosa di esterno all&#8217;individuo, ma qualche cosa che fa parte della sua realt\u00e0 pi\u00f9 intima e fondamentale: la coscienza di s\u00e9 e l&#8217;autostima.<\/p>\n<p>Vi sono individui che escono con le ossa rotte da una tale prova, e che non riescono a riprendersi mai pi\u00f9. Per essi, lo scontro con la realt\u00e0 avviene in modo talmente traumatico, che il mondo delle proprie ambizioni iniziali se ne va in frantumi una volta per tutte, e non \u00e8 pi\u00f9 possibile ricostruirlo. Entrare nel mondo degli adulti \u00e8 sempre un cadere; e le cadute, a volte, possono provocare lesioni e infermit\u00e0 permanenti. Forse gli ideali erano troppo ambiziosi; forse non si erano ben valutate le proprie possibilit\u00e0; forse un fatto traumatico esterno &#8211; la perdita di una persona cara, ad esempio &#8211; produce un crollo dell&#8217;orizzonte di speranza e di fiducia in s\u00e9 stesso, cui non sar\u00e0 mai pi\u00f9 possibile porre rimedio.<\/p>\n<p>Sia come sia, quando ci\u00f2 accade, si produce il fenomeno &#8211; ricordato dalla B\u00fchler &#8211; di coloro che rimangono legati alla vita da un sentimento di &quot;indignazione&quot;; indignazione non solo verso la struttura oggettiva del mondo, ritenuta ingiusta e irrazionale, ma verso le ferite e le sconfitte vissute in prima persona, percepite come sommamente immeritate e crudeli.<\/p>\n<p>Qualcuno ha detto che tutto, nella vita, dipende da quanto si rimane delusi; ed \u00e8 una frase che ben si attaglia alla crisi della post-adolescenza, della quale parla Charlotte B\u00fchler. Il fatto \u00e8 che molte persone permangono in questa disposizione d&#8217;animo per tutto il resto della loro vita e divengono, successivamente, dei trentenni indignati, dei quarantenni indignati, dei cinquantenni indignati, e cos\u00ec via. La nota dominante del loro atteggiamento verso la vita \u00e8 il rancore; che si accompagna, spesso, all&#8217;invidia nei confronti di quanti essi ritengono essere stati pi\u00f9 &quot;fortunati&quot; di loro.<\/p>\n<p>L&#8217;unico modo di sfuggire alla patologia del rancore permanente \u00e8 farsi una ragione delle proprie sconfitte, dei propri insuccessi e, in generale, di tutto il ridimensionamento che la vita impone alle nostre ambizioni e ai nostri ideali giovanili, <em>senza per questo rinunciare ad essi<\/em>, ma anzi continuando a lottare per realizzarli. Nel corso di tale lotta, che durer\u00e0 quanto l&#8217;intera vita e che ne costituir\u00e0 il senso e la ragione fondamentale, l&#8217;individuo maturo impara a lottare <em>anche<\/em> per cambiare se stesso, per perfezionarsi, affinarsi e purificarsi; nonch\u00e9 per accettare i propri limiti, senza tuttavia adagiarsi nell&#8217;eventuale alibi che questi ultimi gli potrebbero fornire.<\/p>\n<p>Lottare per realizzare una missione e per rispondere a una chiamata \u00e8 sempre, in primo luogo &#8211; ma questo lo si capisce solo in corso d&#8217;opera &#8211; lottare per affermare la parte migliore di se stessi e per non permettere a quella peggiore &#8211; egoista, meschina, pigra e calcolatrice &#8211; di prendere il sopravvento.<\/p>\n<p>Conquistarsi una propria visione unificatrice della vita, pertanto, significa imparare a mettersi continuamente in discussione, a ignorare gli stereotipi preconfezionati e a procedere in mezzo alla pi\u00f9 fitta vegetazione per aprirsi una strada vergine, non mai battuta da altri, fidando nel soccorso di quelle forze benefiche che hanno cura di chi serve la vita con umilt\u00e0 e semplicit\u00e0.<\/p>\n<p>I credenti danno, a queste forze, il nome di &quot;grazia&quot;.<\/p>\n<p>I non credenti le chiamano in altro modo, o forse non le chiamano affatto, perch\u00e9 non le riconoscono nel loro cammino.<\/p>\n<p>Eppure esse sono l\u00ec, nei punti pi\u00f9 impervi e pericolosi, come la mano tesa di un amico che conosce le nostre difficolt\u00e0 ed, eventualmente, che conosce anche come il nostro orgoglio ci impedisca di chiedere aiuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa \u00e8, esattamente, che fa la differenza fra una persona, ossia un individuo umano pienamente realizzato, maturo e consapevole, e un pecorone che s&#8217;intruppa nel<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-29522","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29522","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29522"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29522\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}