{"id":29521,"date":"2009-07-29T06:43:00","date_gmt":"2009-07-29T06:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/29\/passare-da-una-visione-quantitativa-della-vita-a-una-qualitativa-significa-piantare-alberi-per-il-futuro\/"},"modified":"2009-07-29T06:43:00","modified_gmt":"2009-07-29T06:43:00","slug":"passare-da-una-visione-quantitativa-della-vita-a-una-qualitativa-significa-piantare-alberi-per-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/29\/passare-da-una-visione-quantitativa-della-vita-a-una-qualitativa-significa-piantare-alberi-per-il-futuro\/","title":{"rendered":"Passare da una visione quantitativa della vita a una qualitativa, significa piantare alberi per il futuro"},"content":{"rendered":"<p>Figli della civilt\u00e0 del \u00abbenessere\u00bb, cresciuti a Nutella e televisione, molti di noi hanno completamente smarrito il senso delle cose importanti della vita e corrono dietro a sciocchezze assolutamente ridicole, scambiandole per questioni essenziali.<\/p>\n<p>\u00c8 il trionfo della quantit\u00e0 sulla qualit\u00e0, del \u00abpaghi due e prendi tre\u00bb, anche se tre non ti servono, e neppure due; e forse, a guardar bene, non ti servirebbe nemmeno uno.<\/p>\n<p>Ormai, per molte persone il modo di vedere quantitativo \u00e8 divenuto come una seconda pelle, una seconda natura, da cui non immaginano neppure di poter uscire &#8211; ammesso che siano disposte ad ammettere che ci\u00f2 costituisce un problema.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, avere due automobili \u00e8 meglio che averne una, e cambiarsi d&#8217;abito tutti i giorni \u00e8 meglio che avere tre o quattro vestiti nell&#8217;armadio, per l&#8217;intera stagione; anche se tutto quello sfoggio di capi d&#8217;abbigliamento non fa che mettere in risalto la dozzinalit\u00e0 del gusto, l&#8217;assoluta mancanza di personalit\u00e0, la volgarit\u00e0 e la pacchianeria di chi li indossa.<\/p>\n<p>Avere una professione o un mestiere che facciano guadagnare cinquemila euro al mese \u00e8 meglio che averne degli altri, che ne fanno guadagnare milleduecento; anche se sono professioni o mestieri che non piacciono, che non soddisfano, che sottopongono a uno stress e a una frustrazione quotidiani; anche se, poi, bisogna spendere dal medico, dal farmacista o dallo psicologo una bella fetta di quel denaro, per affrontarne gli effetti negativi.<\/p>\n<p>Per una donna, poi, avere la sesta misura di seno \u00e8 certamente meglio che avere la prima: ci\u00f2 le permette di paragonarsi a qualche bellona siliconata del grande o del piccolo schermo, a qualche oca dei concorsi di bellezza o a qualche velina sculettante dei rotocalchi di <em>gossip<\/em>. E avere delle gambe chilometriche \u00e8 certo meglio che averle di misura normal; anzi, non \u00e8 mai abbastanza: bisogna pure indossare tutto il giorno quei vertiginosi tacchi a spillo che torturano le caviglie e fanno la delizia dei fisioterapisti, interpellati per cercar di riassestare colonne vertebrali irreparabilmente compromesse.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la vita in generale, infine, va da s\u00e9 che campare cent&#8217;anni \u00e8 meglio che fermarsi a settanta; certo, l&#8217;ideale sarebbe l&#8217;immortalit\u00e0 fisica, e la scienza ci sta gi\u00e0 penando e provando da un bel pezzo; ma, intanto, bisogna sapersi accontentare.<\/p>\n<p>Secondario \u00e8 <em>come<\/em> si sta vivendo la propria vita; secondario \u00e8 se si sta vivendo davvero la <em>propria<\/em> vita, o se si sta &#8211; semplicemente &#8211; scimmiottando quella di qualcun altro, magari di qualche squallido <em>vip<\/em> televisivo. Secondario \u00e8 anche sentirsi soddisfatti di s\u00e9, di ci\u00f2 che si \u00e8, di ci\u00f2 che si fa, pur non cessando di interrogarsi su quanto si potrebbe fare per scorgere con pi\u00f9 chiarezza l&#8217;essenziale, per sbarazzarsi di tutta la zavorra del falso ego e delle ingannevoli sirene che ci allettano con miraggi di felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Gi\u00e0; si vuole vivere tanto; si vuole vivere a lungo.<\/p>\n<p>Anche se, poi, non si ha neppure la dignit\u00e0 di saper invecchiare e si ricorre a ogni espediente della chirurgia estetica per simulare una giovinezza che \u00e8 trascorsa da un pezzo; per celare le rughe e tentar di rinvigorire le carni ormai flaccide e cadenti; per sparare in faccia agli altri una pretesa di seduttivit\u00e0 che si \u00e8 fatta ormai patetica, se non grottesca.<\/p>\n<p>Ecco come il filosofo Lucio Anneo Seneca la pensava al riguardo (Seneca, \u00abLettere a Lucilio\u00bb, XV, 93; traduzione italiana di Giuseppe Monti, Milano, Rizzoli, 1966, 1974, pp. 337-39):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230;Ogni giorno noi facciamo il processo al destino: &quot;Perch\u00e9 quello \u00e8 stato rapito quando pi\u00f9 la vita gli sorrideva? E perch\u00e9 non \u00e8 capitato a quell&#8217;altro? Perch\u00e9 di prolunga quella vecchiaia che \u00e8 di peso a se stessa e agli altri?&quot;. Ora io ti chiedo: ti sembra pi\u00f9 giusto che tu obbedisca ala natura o che la natura obbedisca a te?<\/p>\n<p>Del resto, che importanza ha uscire pi\u00f9 o meno presto da un corpo da cui si dovr\u00e0 comunque venir fuori? Non dobbiamo preoccuparci che la vita sia lunga, ma che sia piena; poich\u00e9 una vita lunga dipende solo dal destino, ma dipende dalla volont\u00e0 se la vita \u00e8 piena. E, se \u00e8 piena, la vita \u00e8 anche lunga. Si ha pienezza di vita quando l&#8217;anima ha ripreso possesso del bene che le spetta e non dipende pi\u00f9 che da se stessa. Che giovano a quell&#8217;uomo ottant&#8217;anni passati senza fare niente? Costui non \u00e8 vissuto, ma si \u00e8 attardato nella vita; n\u00e9 \u00e8 morto tardi, ma ha impiegato molto tempo per morire. Quell&#8217;altro \u00e8 morto nel vigore delle sue forze: lui, almeno, ha compiuto i suoi doveri di buon cittadino, di amico e di figlio affettuoso: non \u00e8 stato manchevole sotto nessun aspetto. Se non \u00e8 giunto al termine della sua et\u00e0, ha avuto una vita piena. L&#8217;altro ha vissuto ottant&#8217;anni: no, ha vegetato per ottant&#8217;anni, a meno che tu non intenda che \u00e8 vissuto come si dice che le piante vivono<\/p>\n<p>Ti scongiuro, caro Lucilio, facciamo in modo che la nostra vita, come ogni oggetto prezioso, valga pi\u00f9 per il suo peso che per il suo volume. Misuriamola non secondo la sua durata, ma secondo le opere che realizziamo. Vuoi sapere che differenza passa fra uno spirito virile che disprezza la fortuna e che, dopo aver compiuto tutti i suoi doveri di uomo, ha conosciuto la vera felicit\u00e0, e l&#8217;uomo che ha lasciato passare nell&#8217;inerzia i suoi anni? L&#8217;uno esiste anche dopo la morte, l&#8217;altro ha cessato di vivere prima di morire. Onoriamo, perci\u00f2, e annoveriamo fra le persone felici colui che ha saputo fare buon uso di quel po&#8217; di tempo che gli \u00e8 toccato. Egli ha conosciuto la vera luce: non \u00e8 stato uno dei tanti: ha vissuto da forte. Talvolta ha goduto il cielo sereno; talvolta, come avviene di solito, ha visto i raggi del sole risplendere fra le nuvole. Perch\u00e9 ti chiedi quanto tempo ha vissuto? Egli vive ancora: \u00e8 passato con un balzo ai posteri e ha lasciato un ricordo di s\u00e9.<\/p>\n<p>Se mi fossero dati in aggiunto altri anni di vita, non li rifiuterei; ma dur\u00f2 che ho conosciuto intera la felicit\u00e0, anche se la mia esistenza \u00e8 stata abbreviata. Io non ho adattato i miei programmi di vita a quel giorno che un&#8217;avida speranza mi aveva promesso come termine della mia esistenza; non c&#8217;\u00e8 giorno che io consideri come ultimo. Perch\u00e9 mi chiedi quando sono nato o se sono ancora nell&#8217;elenco dei giovani soggetti alla mobilitazione? Ho ricevuto la mia parte. Come in un corpo di piccola statura pu\u00f2 trovarsi una personalit\u00e0 perfetta, cos\u00ec anche in un mediocre spazio di tempo la vita pu\u00f2 essere perfetta. La durata della vita fa parte delle cose esteriori: non dipende da me. Dipende da me vivere con pienezza tutto il tempo che mi \u00e8 stato assegnato. Quello che mi si deve richiedere \u00e8 di non trascorrere i miei anni nell&#8217;ignavia e nell&#8217;oscurit\u00e0 e di dare un indirizzo alla mia esistenza, senza lasciarmi travolgere dagli eventi.<\/p>\n<p>Vuoi sapere qual \u00e8 la vita pi\u00f9 lunga? Quella che si conclude in saggezza. Chi la raggiunge, tocca la meta non pi\u00f9 lontana, ma pi\u00f9 alta. Egli pu\u00f2 essere orgoglioso e ringraziare gli dei, fra i quali si \u00e8 collocato per suo merito e per merito della natura. Ad essa egli restituisce una vita migliore di quella che aveva ricevuto; e, perci\u00f2, \u00e8 ben giusto il suo orgoglio. Egli ha fornito un esempio di virt\u00f9, ha mostrato le sue qualit\u00e0 e la sua grandezza: se gli fosse concesso maggior tempo, continuerebbe a vivere come \u00e8 sempre vissuto? Tuttavia per quale scopo viviamo ancora? Ormai abbiamo goduto della conoscenza della natura: sappiamo quali siano le origini, come essa regoli il mondo, per quali vicende rinnovi l&#8217;anno, in che modo abbia racchiuso tutte le cose esistenti, facendo di s\u00e9 confine a se stessa. Sappiamo che le stelle si muovono per proprio impulso e che, esclusa la terra, nulla \u00e8 fermo, ma tutto corre senza interruzione. Sappiamo come la luna oltrepassi il sole e perch\u00e9 e lo lasci indietro, pur essendo di lui meno veloce; come riceva la luce e come la perda; quale sia la legge che regola il succedersi del giorno e della note. Non resta che andare l\u00e0 dove queste cose potranno vedersi pi\u00f9 da vicino.<\/p>\n<p>Tuttavia, aggiunge chi \u00e8 saggio, io non abbandono la vita pi\u00f9 serenamente solo perch\u00e9 ho la speranza che mi si apra la strada per tornare nella divina sede. Ho meritato di essere accolto dove sono gi\u00e0, perch\u00e9 fin d&#8217;ora il mio spirito si \u00e8 sollevato verso gli dei, come il loro spirito \u00e8 disceso in me. Ma anche se l&#8217;esistenza mia, come quella di ogni essere umano, si dissolvesse nel nulla, e dovessi morire per non passare in nessun altro luogo, sento di avere un&#8217;anima ugualmente grande&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Cos\u00ec parlava un romano dell&#8217;et\u00e0 di Nerone che, dopo una brillante carriera politica, si era ritirato dagli affari pubblici per affrontare una radicale scelta esistenziale, capace di mettere la vita al riparo dal pericolo della dispersione e dell&#8217;alienazione e di riconciliarla con se stessa, di ricompattarla, di ridarle splendore, dignit\u00e0 e significato, al di l\u00e0 di tutte le vicissitudini esteriori: ora liete e piene di lusinghe, ora avverse e drammatiche.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una frase, soprattutto, che vorremmo evidenziare in questo brano: <em>\u00abSi ha pienezza di vita quando l&#8217;anima ha ripreso possesso del bene che le spetta e non dipende pi\u00f9 che da se stessa.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Una riflessione cos\u00ec acuta e penetrante, cos\u00ec sobriamente essenziale, che vale da sola un intero trattato di filosofia.<\/p>\n<p>Tuttavia c&#8217;\u00e8 anche un altro ordine di ragionamento, in base al quale dovremmo riappropriarci di una visione qualitativa della nostra vita, tale da rendere a quest&#8217;ultima freschezza ed entusiasmo, al di l\u00e0 del pensiero della nostra morte individuale.<\/p>\n<p>Alludiamo al nostro debito nei confronti delle generazioni future e, pi\u00f9 in generale, del progetto cosmico di cui facciamo parte e cui siamo stati chiamati a collaborare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come noi non viviamo solamente per noi stessi, ma anche per gli altri &#8211; cio\u00e8 per essere, come dice Seneca, dei buoni cittadini per la societ\u00e0, dei buoni amici per i nostri amici, dei buoni figli per i nostri genitori, e cos\u00ec via -, ugualmente noi non moriamo solamente per noi stessi, ma anche per gli altri: per lasciare a chi verr\u00e0 dopo i frutti del nostro lavoro, della nostra rettitudine, della nostra bont\u00e0 e intelligenza.<\/p>\n<p>Come dice Cecilio Stazio (nei \u00abSynephebi\u00bb, di cui non ci \u00e8 rimasto che un frammento): siamo chiamati a piantare un albero che far\u00e0 ombra ad altre generazioni.<\/p>\n<p>Cicerone, nel \u00abCato Maior de Senectute\u00bb, VII, 24, esprime questo concetto in maniera semplice, ma efficace (Cicerone, \u00abL&#8217;arte di invecchiare\u00bb, traduzione italiana di Bartolomeo Rossetti, Roma, Newton Compton, 1994, p. 47):<\/p>\n<p>\u00abE poi per lasciar da parte queste divine inclinazioni, posso nominare i contadini romani della campagna sabina, miei vicini ed amici, che, senza di loro, nei campi non si farebbe quasi nessun lavoro di quelli importanti; non si seminerebbe, non si raccoglierebbe, non si riporrebbero i frutti della terra. Bench\u00e9 per loro questo \u00e8 meno sorprendente: nessuno infatti \u00e8 tanto vecchio da non credere di poter vivere un altro anno; ma loro si dedicano anche ad altri lavori, che sanno bene non riguardarli:<\/p>\n<p><em>&quot;Lui pianta alberi, che saranno utili a un&#8217;altra generazione&quot;<\/em><\/p>\n<p>come dice il nostro Stazio nei &quot;Sinefebi&quot;\u00bb. E invece il contadino, per quanto sia vecchio, non esista a rispondere a chi gli chiede per chi semina: &quot;Per gli dei immortali, che non hanno voluto soltanto che io ricevessi tutto questo dagli avi, ma che lo trasmettessi anche ai posteri.\u00bb<\/p>\n<p>E noi, che pensiamo sempre al modo di possedere pi\u00f9 cose alla <em>nostra<\/em> vita, al <em>nostro<\/em> piccolo Ego; e che sappiamo dire sempre e soltanto: <em>io, io, io<\/em>: ebbene, per chi ci stiamo affaticando, noi, oltre che per il miserabile obiettivo di aggiungere qualche cosa in pi\u00f9 al nostro sfrenato narcisismo e al nostro infantile egocentrismo?<\/p>\n<p><em>\u00abSerit arbores, quae alteri saeculo prosient\u00bb<\/em>: vi sono una grande bellezza, una profonda saggezza di vita in questa semplice frase.<\/p>\n<p>Noi non viviamo n\u00e9 moriamo solamente per noi stessi, ma anche per gli altri: la nostra vita e la nostra morte, con quello che lasceremo in eredit\u00e0 di bene e di male, sono il dono che noi facciamo alle generazioni future, che ne siamo consapevoli o no.<\/p>\n<p>Se saremo vissuti solo per accumulare due o tre macchine nel garage o un centinaio di vestiti nell&#8217;armadio; se saremo vissuti solo per apparire fisicamente belli e seducenti; se non ci saremo preoccupati d&#8217;altro che di soddisfare ogni nostro capriccio e ogni nostro appetito passeggero, non lasceremo proprio nulla a quanti verranno dopo.<\/p>\n<p>Se saremo vissuti cercando di realizzare, per la nostra anima, il possesso del bene che le spetta da sempre, allora qualche cosa lasceremo: un esempio, in primo luogo; e poi, forse, anche un mondo migliore.<\/p>\n<p>Se riusciremo a lasciare un mondo un po&#8217; migliore &#8211; anche solo di pochissimo, anche solo di un pollice &#8211; rispetto a quello che abbiamo ricevuto da coloro che ci hanno preceduti nella vita, allora avremo adempiuto la nostra missione, saremo stati fedeli alla chiamata.<\/p>\n<p>Vorr\u00e0 dire che avremo piantato almeno un albero, all&#8217;ombra del quale potranno riposare altri uomini dopo il lavoro e potranno giocare altri bambini: bambini come lo siamo stati noi, quando giocavamo; uomini come lo siamo ora noi, quando lavoriamo.<\/p>\n<p>Vorr\u00e0 dire che avremo pagato il nostro debito con la vita, restituendo almeno in parte tutti i tesori che abbiamo ricevuto gratuitamente, al momento di nascere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Figli della civilt\u00e0 del \u00abbenessere\u00bb, cresciuti a Nutella e televisione, molti di noi hanno completamente smarrito il senso delle cose importanti della vita e corrono dietro<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-29521","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29521","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29521"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29521\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29521"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29521"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29521"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}