{"id":29518,"date":"2015-10-13T01:28:00","date_gmt":"2015-10-13T01:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/13\/il-mondo-moderno-e-pieno-di-antiche-virtu-cristiane-divenute-schegge-impazzite\/"},"modified":"2015-10-13T01:28:00","modified_gmt":"2015-10-13T01:28:00","slug":"il-mondo-moderno-e-pieno-di-antiche-virtu-cristiane-divenute-schegge-impazzite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/13\/il-mondo-moderno-e-pieno-di-antiche-virtu-cristiane-divenute-schegge-impazzite\/","title":{"rendered":"Il mondo moderno \u00e8 pieno di antiche virt\u00f9 cristiane divenute schegge impazzite"},"content":{"rendered":"<p>Gilbert Keith Chesterton se n&#8217;era accorto: il mondo moderno, cercando di sopprimere, dimenticare, &quot;oltrepassare&quot; il cristianesimo, non lo ha veramente soppresso, n\u00e9 dimenticato, n\u00e9, tanto meno, oltrepassato: ne ha fatto esplodere le virt\u00f9 originarie, i cui frammenti sono sparsi ovunque, proprio come delle schegge impazzite.<\/p>\n<p>Un buon esempio di questo fatto \u00e8 dato dall&#8217;umilt\u00e0. In termini cristiani, si tratta di una delle pi\u00f9 grandi virt\u00f9; in un certo senso, il presupposto di tutte le altre, perch\u00e9, senza umilt\u00e0, non ci sono n\u00e9 fede, n\u00e9 speranza, n\u00e9 carit\u00e0; e perfino le virt\u00f9 pre-cristiane, come la fortezza, la giustizia, la prudenza e la temperanza, diventano insipide o possono trasformarsi nei loro opposti. Ma l&#8217;umilt\u00e0 laica, o piuttosto laicista, non \u00e8 affatto una virt\u00f9: \u00e8 una follia; \u00e8 il continuo dubitare di tutto, mettere in forse ogni certezza, vergognarsi perfino di s\u00e9, di quello in cui si crede. Mentre l&#8217;umilt\u00e0 cristiana era uno stimolo a bene operare e a ben vivere, l&#8217;umilt\u00e0 laica e moderna \u00e8 diventata un freno e un impaccio a qualunque azione e sfocia in un relativismo che rende problematico il fatto stesso di vivere.<\/p>\n<p>La stessa cosa vale per la bont\u00e0. La bont\u00e0 cristiana \u00e8 una virt\u00f9 da persone forti; da persone forti che si piegano su chi \u00e8 pi\u00f9 debole, che si inginocchiano accanto a chi soffre, che si fanno carico di chi non ce la fa a portare la propria croce. La bont\u00e0 &quot;moderna&quot; \u00e8 diventata buonismo: qualche cosa di fiacco e, sovente, di ipocrita; una debolezza travestita, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che, sulla scia di simili &quot;virt\u00f9&quot;, non si va lontano; meglio: non si va da nessuna parte. Non sono virt\u00f9: sono i camuffamenti di una cattiva coscienza che cerca di dissimulare il proprio edonismo sfrenato, il proprio cinico utilitarismo, e che, troppo vile e pigra per aver voglia di battersi, finge di essere amante della pace, mentre ama solo il quieto vivere.<\/p>\n<p>Ma ecco come si esprime Chesterton nel suo saggio \u00abOrtodossia\u00bb (Brescia, Morcelliana, 1926; Edizioni Martello, 1988, pp. 45-8):<\/p>\n<p>\u00abSe [&#8230;] io dovessi descrivere con precisione il carattere di Bernard Shaw, non potrei farlo se non dicendo che egli ha un cuore grande e generoso, ma non ha il cuore a posto. Altrettanto pu\u00f2 dirsi, in generale, della societ\u00e0 tipica del nostro tempo.<\/p>\n<p>Gli uomini moderni non sono cattivi, in un certo senso, son fin troppo buoni. Il mondo \u00e8 pieno di virt\u00f9 selvagge e messe in subbuglio. Quando un sistema religioso \u00e8 sconvolto, come il cristianesimo all&#8217;epoca della Riforma, non si scatenano soltanto i vizi. I vizi &#8212; rilasciati &#8212; dilagano e danneggiano. Ma anche le virt\u00f9, lasciate in balia di se stesse, si diffondono pi\u00f9 selvaggiamente e fanno anche pi\u00f9 terribili danni. Il mondo moderno \u00e8 pieno di antiche virt\u00f9 cristiane che sembrano come folli: sono divenute folli perch\u00e9 sono scisse una dall&#8217;altra e vagano senza meta. Cos\u00ec alcuni scienziati coltivano la verit\u00e0, ed \u00e8 una verit\u00e0 senza piet\u00e0; cos\u00ec alcuni umanitari coltivano la piet\u00e0, e la loro piet\u00e0 (mi dispiace il dirlo) \u00e8 spesso nemica della verit\u00e0. [&#8230;]<\/p>\n<p>Noi ci occupiamo qui dell&#8217;umilt\u00e0 sotto un solo aspetto. L&#8217;umilt\u00e0 era intesa, in senso largo, come un limite posto alla superbia e al desiderio insaziabile dell&#8217;uomo; il quale \u00e8 continuamente disposto a non contentarsi dei benefici conseguiti inventando sempre nuovi bisogni. La sua stessa possibilit\u00e0 di godere distrugge per met\u00e0 i suoi godimenti. Nella incessante ricerca di piacere egli perde il primo dei piaceri: il piacere della sorpresa. Onde \u00e8 chiaro che un uomo il quale voglia far grande il suo mondo, deve far piccolo se stesso. Anche le superbe visioni, le alte citt\u00e0, i pinnacoli audaci sono creazioni dell&#8217;umilt\u00e0. I giganti che calpestano le foreste come erba sono creazioni dell&#8217;umilt\u00e0; le torri che spariscono nel cielo al di sopra della stella pi\u00f9 solitaria sono creazioni dell&#8217;umilt\u00e0; perch\u00e9 le torri non sono alte se non ci voltiamo in su per guardarle e i giganti non sono giganti se non sono pi\u00f9 grandi di noi. Tutte queste figurazioni gigantesche, che danno forse all&#8217;uomo la pi\u00f9 grande gioia di cui sia capace, sono in fondo di una perfetta umilt\u00e0. Senza umilt\u00e0 \u00e8 impossibile apprezzare alcuna cosa, non escluso l&#8217;orgoglio.<\/p>\n<p>Ma quella di cui ora ci lamentiamo \u00e8 una umilt\u00e0 fuori di posto. La modestia si \u00e8 spostata dall&#8217;organo dell&#8217;ambizione a quello della convinzione, col quale essa non ha mai avuto niente da fare. Un uomo ha diritto di dubitare di se stesso, non della verit\u00e0; questa proposizione \u00e8 stata esattamente rovesciata. Oggigiorno ognuno crede esattamente in quella parte dell&#8217;uomo in cui dovrebbe non credere; e dubita esattamente in quella parte in cui non dovrebbe dubitare: la ragione divina. Huxley predicava un&#8217;umilt\u00e0 soddisfatta di apprendere dalla natura, ma il nuovo scettico \u00e8 tanto umile che dubita anche delle sue possibilit\u00e0 di apprendere. Cos\u00ec non avremmo sbagliato se avessimo precipitatamente affermato che il nostri tempo non ha una sua propria forma di umilt\u00e0. La verit\u00e0 \u00e8 che questa umilt\u00e0 c&#8217;\u00e8 effettivamente, ma in pratica essa \u00e8 pi\u00f9 deleteria delle pi\u00f9 disumane prostrazioni ascetiche. L&#8217;umilt\u00e0 di una volta era uno sprone che impediva all&#8217;uomo di fermarsi; quella di oggi \u00e8 un chiodo in una scarpa che impedisce all&#8217;uomo di andare avanti. L&#8217;umilt\u00e0 di una volta induceva l&#8217;uomo a dubitare dei suoi sforzi e lo spingeva ad un lavoro pi\u00f9 intensa; l&#8217;umilt\u00e0 moderna fa che l&#8217;uomo dubiti dei suoi fini e che non lavori pi\u00f9.<\/p>\n<p>A ogni angolo di strada possiamo trovare chi ci viene incontro con la pazzesca e blasfema dichiarazione che egli pu\u00f2 avere torto. Ogni giorno ci imbattiamo in qualcuno il quale ci dice che, naturalmente, la sua opinione pu\u00f2 essere la giusta. Ma, evidente,ente, o la sua opinione deve essere quella giusta o non \u00e8 la sua opinione. Noi siamo sulla strada di tirar su una generazione di uomini di uomini di tale umilt\u00e0 mentale che non oseranno credere alla tavola pitagorica. Corriamo il rischio di vedere dei filosofi che dubitano della legge di gravit\u00e0 come di una loro fantasia. I beffardi scettici di una volta non si lasciano convincere perch\u00e9 troppo superbi; quelli d&#8217;oggi perch\u00e9 troppo umili.\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;impazzimento delle antiche virt\u00f9 cristiane \u00e8 divenuto materialmente visibile soprattutto nel corso della Rivoluzione francese, uno degli eventi-cardine della modernit\u00e0. I &quot;philosophes&quot; illuministi non ebbero mai l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di riconoscere il loro debito nei confronti del cristianesimo, anzi, sovente lo presero a bersaglio polemico della loro battaglia per il progresso: tuttavia \u00e8 innegabile, da chi abbia un minimo di senso critico, che, senza millecinquecento anni di etica cristiana, le parole d&#8217;ordine di libert\u00e0, fraternit\u00e0 e uguaglianza non sarebbero state neppure concepibili. Eppure fu in nome di esse, e specialmente della tolleranza, che si tagliarono le teste e si ridusse la Vandea ad un deserto: le antiche virt\u00f9 erano impazzite, avevano perso il loro quadro di riferimento naturale e si erano separate dalla loro ispirazione originaria. Si dir\u00e0 che tale stravolgimento si era gi\u00e0 manifestato nel corso della storia dell&#8217;Europa cristiana, ed \u00e8 vero: quello che rende folli la libert\u00e0, la fraternit\u00e0 e l&#8217;uguaglianza laiche \u00e8 la pretesa di assolutizzarle, pretesa che il cristianesimo non aveva mai avuto.<\/p>\n<p>L&#8217;orizzonte cristiano non ha mai proclamato una singola virt\u00f9 come assoluta, n\u00e9 come avulsa dalle altre, perch\u00e9 non ha mai perso di vista il collegamento fra la virt\u00f9 e la grazia, cio\u00e8 fra il mondo naturale, umano, e quello soprannaturale; e se ci\u00f2, talvolta, \u00e8 avvenuto, si \u00e8 trattato quasi sempre di interpretazioni unilaterali del cristianesimo, tipiche delle eresie medievali. Il catarismo, ad esempio, che viene continuamente tirato in ballo per il solo motivo che ci\u00f2 permette di puntare il dito contro la crociata bandita da Innocenzo III e le crudelt\u00e0 perpetrate da Simon de Montfort e i suoi seguaci, aveva assolutizzato la virt\u00f9 della purezza, denigrando il corpo fino alla sua svalutazione assoluta: nella prospettiva dei catari, sposarsi e far nascere dei figli era abominevole, perch\u00e9 alimentava il mondo malvagio, invece di depotenziarlo. L&#8217;evidente follia di questa concezione \u00e8 provata dal fatto che i catari erano stati costretti a elaborare e praticare una doppia morale: una per i seguaci esterni al movimento, o meglio per i simpatizzanti, e una per i veri credenti, i &quot;perfetti&quot;, che rifiutavano ogni tipo di contatto con la pretesa impurit\u00e0 del mondo.<\/p>\n<p>Soprattutto, nell&#8217;orizzonte cristiano non esiste squilibrio o disarmonia fra le singole virt\u00f9 e l&#8217;insieme dei doveri e delle responsabilit\u00e0 della vita. Questo era stato chiarito nel cristianesimo delle origini, una volta per tutte, e sia pure al prezzo di un certo numero di compromessi con il mondo. Per esempio, la pace e la povert\u00e0 furono assolutizzate ed estremizzate da alcuni gruppi e individui, ma la Chiesa decise di intervenire, chiarendo una volta per tutte la giusta interpretazione di esse, in senso evangelico. Cos\u00ec, coloro che, nel tardo Impero Romano, rifiutarono non solo di combattere, ma anche solo di lasciarsi arruolare, come San Massimiliano in Africa, vennero, s\u00ec, celebrati come martiri, ma non vennero mai proposti come esempio, n\u00e9, tanto meno, le loro scelte imposte come necessarie alla salvezza o alla perfezione cristiana. E coloro i quali, pi\u00f9 tardi, proclamarono che Cristo era stato povero e che la povert\u00e0 totale era indispensabile ai suoi seguaci, vennero scomunicati da Giovanni XXII e trattati da eretici.<\/p>\n<p>Si comprende bene come esista una notevole differenza fra il dire che la povert\u00e0 e l&#8217;aspirazione alla pace sono virt\u00f9 cristiane, e pretendere che il &quot;vero&quot; cristiano viva in assoluta povert\u00e0 e rifiuti di impugnare la spada, anche solo per la difesa strettamente intesa. La Chiesa, nel corso dei secoli, aveva elaborato sia la dottrina della guerra &quot;giusta&quot;, sia quella del giusto uso delle ricchezze. Essa non ha mai detto che chi serve nell&#8217;esercito andr\u00e0 all&#8217;Inferno, n\u00e9 che la salvezza \u00e8 esclusa per chi non si spogli di tutti i propri beni; e questo per la buona ragione che simili dottrine sono estranee alla lettera e allo spirito del Nuovo Testamento. N\u00e9 Cristo, n\u00e9 San Paolo hanno mai condannato il soldato in quanto tale, o il ricco in quanto tale; Cristo si \u00e8 limitato ad osservare quanto sia raro che un ricco entri nel regno dei Cieli, a causa non dei beni, ma dell&#8217;attaccamento che i beni provocano in colui che li possiede, distogliendolo da Dio; e San Paolo ha affermato esplicitamente che ciascuno deve rimanere nello stato in cui si trova al momento della conversione, occupando il proprio posto nella societ\u00e0, ma con uno spirito nuovo. Nemmeno la schiavit\u00f9 \u00e8 stata condannata in se stessa: piuttosto, si \u00e8 chiesto ai padroni di trattare i propri schiavi come dei figli o dei fratelli.<\/p>\n<p>Nel mondo moderno, anche queste due virt\u00f9 sono impazzite. Il pacifismo e il pauperismo sono diventate dottrine radicali e intolleranti, nemiche di qualsiasi accomodamento, di qualunque confronto con la realt\u00e0. Sant&#8217;Agostino aveva incoraggiato i suoi concittadini a resistere, nella citt\u00e0 di Ippona, all&#8217;assedio dei Vandali; ma certi pacifisti pretenderebbero che si debba andare incontro a qualunque nemico disarmati ed inermi, e tacciano di militaristi e guerrafondai anche coloro i quali sostengono la teoria e la pratica della guerra difensiva contro l&#8217;ingiusta aggressione. Di nuovo: resistere al male con la non-violenza \u00e8 una scelta, e pu\u00f2 anche essere una scelta appropriata ed ammirevole, almeno in talune circostanze; purch\u00e9 non la si voglia imporre a tutti e non si neghi agli altri il diritto difendersi materialmente.<\/p>\n<p>Quanto alla povert\u00e0, \u00e8 ben noto tutto il male che ha fatto l&#8217;estremizzazione del pauperismo di origine cristiana. Esso \u00e8 sfociato in una sorta di mitizzazione della figura e della condizione del povero, giungendo alla balorda affermazione che il povero ha sempre ragione; e, nella cosiddetta teologia della liberazione, che la Chiesa, sull&#8217;esempio di Cristo, ha un amore preferenziale per i poveri. Se proprio si vuol tirare il Maestro per il lembo della veste, allora bisogna riconoscere che Cristo, che ha mostrato e proclamato amore per tutti gli esseri umani, semmai ha mostrato una speciale sollecitudine per i sofferenti, e non solo per quanti soffrono in senso fisico; che non ha mai disprezzato i ricchi, frequentando &#8211; anzi &#8211; volentieri le loro case, allo scopo di convertirli; che ha sempre mostrato una speciale compassione per chi \u00e8 lontano da Dio, di qualunque condizione sociale.<\/p>\n<p>Comunque, a parte la teologia della liberazione, che \u00e8 pur sempre un fenomeno cristiano (condannato, peraltro, da Giovanni Paolo II), l&#8217;aspirazione alla povert\u00e0, nella Chiesa, ha sempre trovato il modo di esplicarsi nelle sedi appropriate, negli ordini religiosi, limitando la propriet\u00e0 privata agli oggetti di uso personale; fuori di essa, nel mondo laico e secolarizzato della modernit\u00e0, il pauperismo non ha prodotto se non fenomeni regressivi, come quello dei &quot;clochards&quot;; o ingenue idealizzazioni, come quella che taluni hanno ricamato intorno alla vita dei Rom; oppure, ancora, comportamenti boh\u00e8mien sostanzialmente ipocriti, come quello dei giovani i quali, specialmente negli anni &#8217;60 del Novecento, rifiutavano il lavoro e ogni forma d&#8217;inserimento nella societ\u00e0 &quot;borghese&quot;, salvo lasciarsi mantenere dai genitori, nella veste fraudolenta di studenti eternamente fuori corso.<\/p>\n<p>La conclusione \u00e8 che il mondo moderno, che crede di essersi sbarazzato del cristianesimo, non ha saputo elaborare una visione della vita altrettanto ricca, profonda e adeguata ai singoli e differenti aspetti della realt\u00e0; non ha saputo elaborare se non una scienza senz&#8217;anima, una economia senza compassione, una estetica senza bellezza, una filosofia senza senso, una morale senza valori assoluti, dunque in balia di un continuo relativismo. In compenso, l&#8217;orizzonte del mondo moderno \u00e8 letteralmente ingombro delle macerie e delle schegge impazzite delle antiche virt\u00f9 cristiane, le quali, divenute estranee al proprio significato originario, non sono pi\u00f9 di alcun aiuto o sostegno all&#8217;uomo, ma sono divenute degli assurdi scandalosi e delle pietre d&#8217;inciampo.<\/p>\n<p>Senza contare il ritorno della barbarie, quella barbarie che il cristianesimo aveva allontanato e tenuto a bada per quasi duemila anni: il sadismo (si pensi agli spettacoli circensi), l&#8217;idolatria (delle cose, del denaro, del successo o del potere), l&#8217;orgoglio intellettuale senza limiti, il disprezzo per la dignit\u00e0 della persona umana, la sfrenatezza edonistica eretta a sistema.<\/p>\n<p>Al mondo moderno, giunto al limite dell&#8217;implosione, altra risorsa non \u00e8 rimasta che cercare d&#8217;imporre, con la forza, il rispetto dei cosiddetti &quot;diritti umani&quot; (versione laica e aggiornata dei dieci comandamenti): ed ecco i Parlamenti precipitosamente impegnati a votare leggi, una dietro l&#8217;altra, per punire i cori razzisti negli stadi sportivi, la discriminazione verso gli omosessuali, la violenza contro le donne, e perfino chi manifesta certe opinioni storiche, sbagliate quanto si vuole, ma in s\u00e9 legittime, ad esempio in materia di Olocausto. Come se, fino a ieri, percuotere o uccidere una donna non fosse reato; o come se percuotere o uccidere un uomo, nel caso che a farlo siano delle donne (come talvolta accade), sia un reato meno grave.<\/p>\n<p>Virt\u00f9 cristiane impazzite, appunto. Solo che il cristianesimo cercava di PERSUADERE gli esseri umani alla bont\u00e0, agendo dall&#8217;interno dell&#8217;anima, mediante la conversione; il moderno laicismo li vuole COSTRINGERE alla virt\u00f9 (in senso giacobino), con il codice penale, con le manette e con il carcere; o forse &#8212; chiss\u00e0 &#8212; presto anche con il ripristino della &quot;santa&quot; ghigliottina&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gilbert Keith Chesterton se n&#8217;era accorto: il mondo moderno, cercando di sopprimere, dimenticare, &quot;oltrepassare&quot; il cristianesimo, non lo ha veramente soppresso, n\u00e9 dimenticato, n\u00e9, tanto meno,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[107,263],"class_list":["post-29518","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-cattolicesimo","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29518","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29518"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29518\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29518"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29518"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29518"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}