{"id":29515,"date":"2014-10-15T07:45:00","date_gmt":"2014-10-15T07:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/10\/15\/vineta-la-citta-sommersa-evoca-il-mistero-dun-mondo-perduto-e-favoloso\/"},"modified":"2014-10-15T07:45:00","modified_gmt":"2014-10-15T07:45:00","slug":"vineta-la-citta-sommersa-evoca-il-mistero-dun-mondo-perduto-e-favoloso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/10\/15\/vineta-la-citta-sommersa-evoca-il-mistero-dun-mondo-perduto-e-favoloso\/","title":{"rendered":"Vineta, la citt\u00e0 sommersa, evoca il mistero d\u2019un mondo perduto e favoloso"},"content":{"rendered":"<p>Vineta \u00e8 il nome di un&#8217;antica citt\u00e0 che sorgeva sulle rive meridionali del Mar Baltico, press&#8217;a poco fra le isole di Darss e di Wolin, lungo le coste del Mecklemburgo e quelle della Pomerania occidentale.<\/p>\n<p>Tutta la tradizione relativa ad essa, riconducibile soprattutto alla \u00abJ\u00f3msvikinga Saga\u00bb, databile al 1240, ha qualcosa di vago e di leggendario, un po&#8217; come per la mitica citt\u00e0 di Ys, che sarebbe esistita sulle coste della Bretagna o della Normandia e che, come quella, sarebbe scomparsa dalla sera alla mattina, travolta da una qualche sconosciuta catastrofe che la sommerse nelle acque del mare. E, come Ys, la sua tragica distruzione sarebbe da ricollegarsi a una colpa imperdonabile e al relativo castigo divino, cosa che ricorda la distruzione di Sodoma e Gomorra narrata nell&#8217;Antico Testamento. Infatti per i suoi peccati, o meglio per quelli dei suoi abitanti, la citt\u00e0, gi\u00e0 grande e fiorente di commerci marittimi, sarebbe andata incontro al suo drammatico destino.<\/p>\n<p>Di storico, se la citt\u00e0 esistette davvero, non si sa quasi nulla, neppure se sia stata fondata dai Vichinghi o dagli antichi Slavi, precisamente i Vendi, una delle ultime popolazioni pagane dell&#8217;Europa nord-orientale che finirono per cristianizzarsi; la sua fondazione si perde nella notte dei tempi, un po&#8217; come quella di Venezia, forse nel sesto secolo; il suo apogeo marinaro si colloca fra il X e il XII secolo, a met\u00e0 del quale dovette aver luogo la sua brusca fine. Una leggenda vuole che, in alcune particolari giornate, quando la luce cade sulle onde del Baltico con una particolare inclinazione, se ne possano intravvedere i tetti, le strade, i palazzi. Sono stati fatti numerosi tentativi per identificarne il sito, ma non si \u00e8 giunti ad alcun risultato sicuro: gli studiosi oscillano fra diverse possibili localit\u00e0, quattro in particolare, che sono, da Ovest a Est: Barth, sulla terraferma, tra la foce del Recknitz e l&#8217;isola di R\u00fcgen; Rude, all&#8217;estremit\u00e0 settentrionale dell&#8217;isola di Usedom; Koserow, al centro della medesima; e Wolin, sull&#8217;isola omonima.<\/p>\n<p>\u00c8 curioso il fatto che anche l&#8217;Europa settentrionale possieda la sua piccola Atlantide, come essa sprofondata nel mare nel corso di una sola giornata per le colpe dei suoi abitanti, forse a causa di un uragano; e che la sua memoria sia cos\u00ec poco conservata, al di fuori della Germania.<\/p>\n<p>La leggenda, o la storia, di Vineta, \u00e8 stata ripresa da musicisti, scrittori e drammaturghi, dei quali sarebbe troppo lungo fare l&#8217;elenco; ci limiteremo a dire che ne parlano anche Theodor Fontane nel suo celebre romanzo \u00abEffi Briest\u00bb, del 1895, e Selma Lagerl\u00f6f nel suo \u00abViaggio meraviglioso di Nils Holgersson\u00bb, del 1906, cos\u00ec amato e cos\u00ec letto presso la giovent\u00f9 svedese.<\/p>\n<p>Di Vineta ha scritto anche una autrice tedesca della fine dell&#8217;Ottocento, Elisabeth B\u00fcrstenbinder, pi\u00f9 nota con il suo nome d&#8217;arte di Elisabeth Werner (1838-1918), oggi pressoch\u00e9 dimenticata, che per\u00f2 godette, ai suoi tempi, di una celebrit\u00e0 paragonabile a quella di scrittori come Charles Dickens, le sorelle Bront\u00eb, George Sand, Hector Malot, Georges Ohnet, specialmente presso il pubblico delle giovani romantiche di buona famiglia: una specie di Liala &quot;ante litteram&quot; della letteratura tedesca, insomma, paragone che non vuol essere affatto riduttivo e meno ancora derisorio, dato che Liala \u00e8 stata una scrittrice forse un po&#8217; banale, ma a suo modo tutt&#8217;altro che insignificante, come certa critica seriosa vorrebbe oggi far credere.<\/p>\n<p>Ci piace dunque riportare il brano della scrittrice Elisabeth Werner che rievoca la leggenda di Vineta (da: E. Werner, \u00abVineta, la citt\u00e0 sommersa\u00bb; titolo originale: \u00abVineta\u00bb, 1877; versione dal tedesco a cura di M. Giometti, Bologna, Malipiero, 1966, pp. 31-33, 35):<\/p>\n<p>\u00abIl Bosco dei Faggi era un tempo un isolotto, ma ora consisteva in un folto di alberi, collegati da un sentiero alla terraferma. Era un angolo remoto di strana bellezza e la solitudine imperava. I due giovani, perci\u00f2, si trovarono soli come in mare. Nordeck leg\u00f2 la barca e Wanda si slanci\u00f2 sulla sabbia lucente. Il Bosco di faggi le si apriva dinanzi mostrando magnifici alberi dalla larga chioma, che gettavano una spessa ombra sull&#8217;erba e su certe pietre di forma bizzarra, sparse sul terreno. Si diceva che esse fossero residui di antichi sismi altari serviti ad immolare giovani vittime, in onore degli dei. Lontano lontano, fino all&#8217;orizzonte il mare stendeva la sua azzurra superficie e sembrava di essere in un&#8217;isola, nell&#8217;immensit\u00e0 dell&#8217;oceano.<\/p>\n<p>Wanda si era appoggiata ad un masso ricoperto di muschio e si era tolta il grande cappello di paglia, adorno di nastri neri.<\/p>\n<p>La bianca e vaporosa veste fluttuava al venticello ed era trattenuta in cintura da una larga fascia di velluto scuro.<\/p>\n<p>L?immagine della giovinetta sembrava uscita dal quadro di un celebre pittore. Nordeck la contemplava quasi fosse irreale e fantastica. L&#8217;atteggiamento di lieve abbandono della fanciulla, che rovesciava indietro il capo congiungendo le mani sulle ginocchia, rapiva addirittura il giovane innamorato; egli sussult\u00f2 quando ud\u00ec la voice squillante di Wanda esclamare:<\/p>\n<p>&#8211; Che silenzio sepolcrale! Siamo in mezzo alle pietre sacre, vero?<\/p>\n<p>Nordeck alz\u00f2 le spalle.<\/p>\n<p>&#8211; Dovete chiederlo al professor Fabian, il mio precettore &#8212; disse. Egli conosce meglio i tempi preistorici di quelli contemporanei e potrebbe darvi precise informazioni sui nostri avi, parlandovi di questi argomenti con grande entusiasmo.<\/p>\n<p>&#8211; Io non parteciperei troppo alla sua gioia- rispose sorridendo la contessina. &#8212; Come mai non vi sentite attratto dalle et\u00e0 remote con un simile precettore? Mi sembrate molto indifferente, anzi.<\/p>\n<p>&#8211; Non mi curo di queste antiche glorie &#8212; soggiunse Nordeck un po&#8217; risentito. &#8212; Boschi e campi destano in me solo un desiderio di caccia.<\/p>\n<p>&#8211; Sono certa che qui non pensate che a cervi, daini e lepri!<\/p>\n<p>No! &#8212; rispose il giovane cin voce dolcissima. &#8212; Penso ad altro.<\/p>\n<p>&#8211; Bene! &#8212; esclam\u00f2 la contessina. &#8212; Guardate sul mare. Quale splendido effetto di luce!<\/p>\n<p>&#8211; Waldemaro segu\u00ec il gesto della piccola mano e disse:<\/p>\n<p>&#8211; Si crede che in quel punto giaccia Vineta.<\/p>\n<p>&#8211; Vineta? Che cos&#8217;\u00e8? &#8212; chiese Wanda con curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8211; Non lo sapete? Una nostra antica leggenda la descrive.<\/p>\n<p>&#8211; Vi prego, narratela!<\/p>\n<p>&#8211; Qualunque vecchio pescatore della costa pu\u00f2 raccontarla. Io non ne sono capace.<\/p>\n<p>&#8211; Voglio sentirla subito&#8230; Avanti! Cominciate!<\/p>\n<p>La fronte di Nordeck si corrug\u00f2 all&#8217;ordine cos\u00ec imperioso: &#8211; La volete, dunque?<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, lo esigo &#8212; ripet\u00e9 con audacia la giovane.<\/p>\n<p>&#8211; La fronte di Waldemaro si oscur\u00f2. Il forte temperamento stava per ribellarsi al comando quando gli occhi di Nordeck s&#8217;incontrarono con quelli neri e vellutati della contessina, esprimenti ora una preghiera. L&#8217;espressione del volto si addolc\u00ec e il giovane disse sorridendo:<\/p>\n<p>&#8211; Accontentatevi allora di una descrizione molto prosaica perch\u00e9 non si pu\u00f2 dare quello che non si possiede&#8230; Stando alla tradizione, Vineta era una splendida citt\u00e0, capitale di questi luoghi. Entro le sue mura affluivano tesori da tutte le parti del mondo fino a che, per castigo divino dovuto ai delitti e alla immoralit\u00e0 degli abitanti, Vineta sprofond\u00f2 nel mare. I marinai assicurano che nelle giornate serene e calme, si pu\u00f2 distinguere la bella citt\u00e0 sommersa, le sue torri e le sue chiese; non solo! Assicurano di aver udito anche il suono delle campane. Dicono altres\u00ec che pochi privilegiati abbiano avuto la visione della magica citt\u00e0 sorgente dall&#8217;abisso per ricomparire alla luce del sole., luminosa e stupenda come nel passato. La gente del Nord ha molta immaginazione&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; Non dite altro, ve ne prego! &#8212; esclam\u00f2 la giovinetta. &#8211; Non m&#8217;importa che il fatto sia vero o n, la leggenda mi piace perch\u00e9 \u00e8 bella. [&#8230;]<\/p>\n<p>All&#8217;orizzonte le nuvole si tingevano di porpora e d&#8217;oro e il sole scendeva maestosamente nel mare,. Laggi\u00f9, dove giaceva Vineta, le onde si coloravano di un rosso dorato e mandavano bagliori di fuoco, luccichii di brillanti. Le antiche leggende hanno un profondo significato. Sono state create dagli uomini e i loro enigmi rivelano i segreti dell&#8217;anima e le voci misteriose della coscienza.<\/p>\n<p>Non a tutti appare un mondo fantastico, \u00e8 vero, ma i due giovani, soli nel bosco, ne subirono il fascino strano, che tolse loro la forza e la volont\u00e0 di muoversi.<\/p>\n<p>Il vento muoveva appena le foglie degli alberi e il mare parlava al silenzio con voce pi\u00f9 insinuante. Le onde orlate di schiuma, s&#8217;infrangevano sulla riva, ora con un suono come scoppi di riso, ora come un tenue singhiozzo. Era l&#8217;eterna canzone dei flutti e del vento, che si ascolta in estatico raccoglimento.<\/p>\n<p>A un tratto il suono delle campane vibr\u00f2 sul mare e Vineta, la citt\u00e0 sommersa e leggendaria, si dest\u00f2 dal suo sonno secolare e si offr\u00ec allo sguardo dei due giovani, provocando una penosa e deliziosa commozione&#8230; Visione di sogni?<\/p>\n<p>Nello stesso istante il sole scomparve e cos\u00ec Vineta. I raggi infuocati si spensero a poco a poco e un lungo sospiro agit\u00f2 il petto della fanciulla, che port\u00f2 la mano alla fronte.\u00bb<\/p>\n<p>Il romanzo della Werner mette in scena una storia d&#8217;amore romantico sulla sfondo delle tensioni etniche e culturali della Germania nord-orientale, fra la maggioranza tedesca e la minoranza polacca, dovute alla politica di germanizzazione portata avanti dai grandi proprietari tedeschi, gli Junker, e dal governo del Reich, dopo l&#8217;unificazione nazionale del 1871; eppure, curiosamente, in essa traspare anche la viva simpatia dell&#8217;autrice per la resistenza contro una analoga politica di russificazione condotta dal governo zarista ai danni dei Polacchi stanziati al di l\u00e0 della frontiera prussiana. Ambivalenza che era tipica dei Tedeschi dell&#8217;Est: sia lo storico Ferdinand Gregorovius, sia il filosofo Friedrich Nietzsche erano fieri delle loro vere o presunte ascendenza polacche, mentre il governo nazista, dopo la sua salita al potere, modific\u00f2 i cognomi tedeschi con la desinenza slava in modo da germanizzarli, un po&#8217; come fece il governo fascista, per italianizzarli, con i cognomi della Venezia Giulia che tradivano una origine slovena o croata?<\/p>\n<p>A parte questo, nella pagina della Werner relativa alla leggenda di Vineta si coglie tutto il fascino che le antiche tradizioni sanno ancora esercitare sull&#8217;animo degli Europei moderni &#8212; o, almeno, che sapevano esercitare fino a quattro cinque generazioni fa -, per quanto questi possano essere colti, pratici e razionali: \u00e8 l&#8217;anima slava, poetica e sognante, che s&#8217;innesta sul fronte tronco germanico, pi\u00f9 prosaico e smaliziato, e nondimeno anch&#8217;esso, a suo modo, romantico; ma \u00e8 una cosa difficile da spiegare a chi non sa cosa fosse il germanesimo orientale, quale fosse il clima culturale di citt\u00e0 come Danzica, K\u00f6nigsberg, Posen, Breslavia. L&#8217;anima tedesca \u00e8 sempre stata bifronte: ad Est, verso il mondo slavo, estatica e sognante, ma anche bellicosa e perfino selvaggia, capace d&#8217;improvvisi scoppi di furore; a Ovest, verso la Francia e il mondo latino, molto pi\u00f9 metodica e razionale, molto pi\u00f9 permeata dei valori e della cultura dell&#8217;Europa occidentale. La leggenda di Vineta \u00e8 una leggenda tipicamente tedesco-orientale, che affonda le sue radici nella temperie slava, quando Vendi, Prussiani antichi, Sorabi e Lituani, nei loro villaggi tribali, ancora praticavano i culti pagani e resistevano tenacemente alla germanizzazione e alla cristianizzazione delle loro scure foreste, dei loro laghi e delle loro paludi. Ma \u00e8 una leggenda che trova rispondenza emotiva nell&#8217;animo di qualunque persona, perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 restare del tutto indifferente alla memoria di una superba citt\u00e0 portuale che le onde del mare sommersero insieme ai suoi sventurati abitanti, stendendo un equoreo sarcofago sopra di essa e occultandone il segreto allo sguardo delle generazioni a venire.<\/p>\n<p>Anche in Italia, specialmente lungo le coste, ma anche presso i laghi delle Alpi e degli Appennini, sopravvivono ricordi di citt\u00e0 sommerse dall&#8217;acqua: citt\u00e0 reali, sparite per lo sprofondamento del fondo marino o, al contrario, per il suo innalzamento, come la bizantina Eraclea, che sorgeva al centro di una laguna nell&#8217;entroterra veneto dell&#8217;Alto Adriatico, o come l&#8217;etrusca Spina, nelle valli di Comacchio; altre leggendarie, d&#8217;incerta origine e di dubbia collocazione. Ma l&#8217;idea d&#8217;una citt\u00e0 che giace addormentata in fondo al mare, come il Porto sepolto di Ungaretti, avvolta da festoni di alghe e popolata di pesci, \u00e8 troppo seducente per non esercitare un fascino strano, cui \u00e8 difficile sottrarsi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vineta \u00e8 il nome di un&#8217;antica citt\u00e0 che sorgeva sulle rive meridionali del Mar Baltico, press&#8217;a poco fra le isole di Darss e di Wolin, lungo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-29515","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29515","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29515"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29515\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29515"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29515"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29515"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}