{"id":29512,"date":"2018-04-08T08:25:00","date_gmt":"2018-04-08T08:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/08\/vince-il-mondo-chi-crede-in-gesu-figlio-di-dio\/"},"modified":"2018-04-08T08:25:00","modified_gmt":"2018-04-08T08:25:00","slug":"vince-il-mondo-chi-crede-in-gesu-figlio-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/08\/vince-il-mondo-chi-crede-in-gesu-figlio-di-dio\/","title":{"rendered":"\u00abVince il mondo chi crede in Ges\u00f9, Figlio di Dio\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Tutto il nodo della questione \u00e8 qui: nel rapporto fra Cristo e il mondo. Cristo non \u00e8 venuto per condannare il mondo, ma per salvarlo; il mondo, per\u00f2, la ha rifiutato, ha preferito le tenebre alla luce. Si \u00e8 ripetuta la rivolta del Paradiso terrestre: Adamo ed Eva, per invidia e per orgoglio, vollero essere come Dio e si ribellarono alla sua legge; quando Ges\u00f9 \u00e8 venuto nel mondo, gli uomini non l&#8217;hanno voluto accogliere, ma lo hanno messo in croce. E Ges\u00f9 era il Figlio di Dio, era la seconda Persona della Santissima Trinit\u00e0. Fra Ges\u00f9 e il mondo non vi \u00e8 alcun compromesso possibile: non perch\u00e9 il mondo sia male in se stesso, ma perch\u00e9 il mondo rifiuta di riconoscere di essere creato, rifiuta di rendere omaggio al suo Creatore e rifiuta anche l&#8217;invito struggente del suo amore, spinto fino al dono della vita da parte del Figlio: come Ges\u00f9 aveva profetizzato nella parabola dei vignaioli omicidi, ben sapendo quel che i sacerdoti, gli scribi e i farisei stavano preparando contro di Lui. Il mondo, perci\u00f2, \u00e8 quella parte della creazione che rifiuta l&#8217;amore di Colui che ha creato ogni cosa con la sua Parola creatrice: <em>Fiat.<\/em><\/p>\n<p>Non tutto il mondo, per\u00f2, ha rifiutato l&#8217;amore divino: alcuni hanno accolto Ges\u00f9 e hanno creduto in Lui. Tutta la storia umana, negli ultimi duemila anni, \u00e8 la storia degli ultimi tempi: i tempi in cui Dio ha rivolto agli uomini la sua Parola definitiva, Parola di amore, e insieme di giustizia, facendosi uomo Lui stesso e donando la sua vita, come uomo, per amor loro; e in cui la luce e la tenebra hanno poi continuato a lottare, perch\u00e9 alcuni hanno creduto e hanno accolto quella offerta d&#8217;amore, ma altri non hanno voluto credere, n\u00e9 accogliere l&#8217;amore di Dio, e sempre per le stesse meschine ragioni di Adamo ed Eva: invidia e orgoglio. Perch\u00e9 per accogliere l&#8217;amore di Ges\u00f9 Cristo bisogna farsi piccoli e umili: talmente piccoli da permettere a Lui, che \u00e8 Dio, di lavare i piedi a noi, che siamo solamente uomini. Pietro, alla lavanda dei piedi, ebbe l&#8217;impulso di ribellarsi: non voleva che Ges\u00f9, il Maestro e il Signore, gli lavasse i piedi, come se fosse stato un servo. Ma quando Ges\u00f9 gli rispose che, se non si fosse lasciato lavare i piedi, non avrebbe avuto parte con Lui, cambi\u00f2 subito idea e, preso dall&#8217;entusiasmo, chiese che gli lavasse anche il capo e le mani. Ges\u00f9 aveva voluto compiere con i suoi discepoli il gesto della massima umilt\u00e0; ma anche lasciarselo fare, da parte loro, richiese una grandissima umilt\u00e0. Ci vuole pi\u00f9 umilt\u00e0 nel lasciarsi amare, bench\u00e9 indegni, da chi \u00e8 tanto migliore di noi, che non a lasciarsi amare da chi \u00e8 al nostro stesso livello. Ma l&#8217;uomo, ontologicamente, si trova ad un livello incommensurabilmente inferiore rispetto al suo Creatore: non \u00e8 sostanza, non ha in s\u00e9 il proprio essere, ma lo riceve, dunque \u00e8 accidente: eppure, Dio ha voluto farsi uomo anche Lui, per mostrargli la via dell&#8217;amore. Solo tenendo conto di ci\u00f2 si comprendono le parole di san Giovanni (1 <em>Gv<\/em>, 5, 1-5):<\/p>\n<p><em>Chiunque crede che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, \u00e8 nato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui \u00e8 stato generato.\u00a0Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti,\u00a0perch\u00e9 in questo consiste l&#8217;amore di Dio, nell&#8217;osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.\u00a0Tutto ci\u00f2 che \u00e8 nato da Dio vince il mondo; e questa \u00e8 la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede.\u00a0E chi \u00e8 che vince il mondo se non chi crede che Ges\u00f9 \u00e8 il Figlio di Dio?<\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9 Cristo \u00e8 colui che ha sconfitto il mondo; del resto, sono queste le sue precise parole, nel grande discorso di commiato dell&#8217;Ultima Cena (<em>Gv<\/em>., 16, 28-33):<\/p>\n<p><em>Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo, e vado al Padre\u00bb.\u00a0Gli dicono i suoi discepoli: \u00abEcco, adesso parli chiaramente e non fai pi\u00f9 uso di similitudini.\u00a0Ora conosciamo che sai tutto e non hai bisogno che alcuno t&#8217;interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio\u00bb.\u00a0Rispose loro Ges\u00f9: \u00abAdesso credete?\u00a0Ecco, verr\u00e0 l&#8217;ora, anzi \u00e8 gi\u00e0 venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perch\u00e9 il Padre \u00e8 con me. \u00a0Vi ho detto queste cose perch\u00e9 abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ora, se Ges\u00f9 ha sconfitto il mondo, vuol dire che Ges\u00f9 \u00e8 venuto per combattere: il cristiano, quindi, \u00e8 un combattente. Il cristiano \u00e8 chiamato a fare quel che ha fatto Ges\u00f9, il suo unico maestro: e Ges\u00f9 non \u00e8 venuto a blandire il mondo, non \u00e8 venuto a corteggiarlo, n\u00e9 \u00e8 a cercar dei compromessi con il mondo. Niente affatto: \u00e8 venuto a vincerlo. Ci\u00f2 non significa che il mondo sia, in se stesso, cosa cattiva; significa che \u00e8 cosa cattiva il mondo che rifiuta Dio, che rifiuta di lasciarsi amare dal suo Creatore. Il cristiano \u00e8 un uomo nuovo, nato da Dio e non pi\u00f9 dal mondo; e chi \u00e8 nato da Dio vince il mondo, mentre chi viene dal mondo cerca solo di sistemarsi con le maggiori comodit\u00e0 possibili: non \u00e8 un combattente, ma un edonista e un narcisista; non ama altri che se stesso e il proprio piacere. Di conseguenza, nel suo io ipertrofico non c&#8217;\u00e8 posto per il &quot;tu&quot;; e quindi non c&#8217;\u00e8 posto nemmeno per il Tu divino. L&#8217;uomo egoico, l&#8217;uomo vecchio, chiuso alla luce di Cristo, \u00e8 l&#8217;uomo che non sa riconoscere l&#8217;altro, non sa porlo, n\u00e9 valorizzarlo, n\u00e9 amarlo; \u00e8 l&#8217;uomo che non sa ringraziare e lodare nulla e nessuno, tranne se stesso; che non sa celebrare se non le proprie impresa, le proprie gesta; che mai si abbasserebbe a ringraziare Dio per il dono della vita e per tutti gli altri doni ricevuti con essa: salute, intelligenza, volont\u00e0, senso morale. Tutto ci\u00f2 che realizza, \u00e8 merito suo e ne mena gran vanto, come un bambino viziato; ma se qualcosa gli fallisce tra le mani, allora maledice la sfortuna, il destino, la natura matrigna, e chiss\u00e0 che altro; senza mai dimenticarsi della supposta invidia degli altri (la quale esiste, beninteso, eccome se esiste: ma, generalmente, \u00e8 d&#8217;intralcio a quelli che sono realmente meritevoli, non agl&#8217;individui vanitosi ma comuni, perch\u00e9 la folla raramente \u00e8 invidiosa di chi \u00e8 simile a lei, mentre detesta chi le \u00e8 superiore). E siccome la civilt\u00e0 moderna \u00e8 la civilt\u00e0 delle masse, \u00e8 anche quella in cui si dispiega, metodicamente, una selezione alla rovescia: i peggiori avanzano, sostenuti dalle condizioni sociali favorevoli; i migliori devono quasi nascondersi, perch\u00e9 mal tollerati da tutti gli altri.<\/p>\n<p>Ma che cosa vogliamo arrivare a dire, infine: che il cristiano dovrebbe odiare il mondo? Che egli dovrebbe desiderare non la vita, ma la morte, per evadere dal carcere in cui \u00e8 recluso? Niente affatto. Innanzitutto, bisogna mettersi d&#8217;accordo sul concetto di &quot;mondo&quot;. Nel linguaggio evangelico, il &quot;mondo&quot; non \u00e8 tutto il mondo: \u00e8 il mondo che si oppone alla Redenzione; inoltre, \u00e8 il mondo ferito dalle conseguenze del Peccato originale; infine, \u00e8 il mondo nel senso della opacit\u00e0, della resistenza e dell&#8217;indifferenza all&#8217;amore salvifico di Ges\u00f9 Cristo. In tutti questi significati, che s&#8217;intrecciano indissolubilmente, il mondo \u00e8 il male: \u00e8 il mondo di tenebre di cui parla san Paolo (cfr. <em>Efesini<\/em>, 6, 11-20), una realt\u00e0 negativa, paurosa, dominata dalle potenze infernali. Anche noi, di norma, adoperiamo la parola &quot;mondo&quot; in questa accezione, sull&#8217;esempio di san Giovanni e di san Paolo, specialmente all&#8217;interno di un discorso di tipo teologico e morale. Se, invece, per &quot;mondo&quot; intendiamo la creazione cos\u00ec come essa \u00e8 stata pensata dalla mente di Dio, cos\u00ec come essa \u00e8 uscita dalla sua mano creatrice; prima che la stravolgesse il Peccato originale; e, soprattutto, come dovrebbe essere se le creature intelligenti tornassero a Dio, accogliendo l&#8217;offerta d&#8217;amore culminata nell&#8217;Incarnazione di Cristo e nella sua Passione, Morte e Resurrezione, allora il mondo non \u00e8, di per s\u00e9, una realt\u00e0 negativa: \u00e8 il luogo della nostra dimora terrena, ed \u00e8, quindi, anche il luogo dei nostri affetti, delle nostre legittime aspirazioni. Non c&#8217;\u00e8 nulla di male nel fatto di amarlo, nel fatto di amare la vita; al contrario: sarebbe un cristianesimo malato quello che odiasse il mondo perch\u00e9 odiatore della vita. Il pericolo, tuttavia, \u00e8 che l&#8217;amore per le cose terrene, anche le pi\u00f9 belle, le pi\u00f9 legittime, pu\u00f2 facilmente trasformarsi in attaccamento, in egoismo, in separazione e allontanamento da Dio, nonch\u00e9 da noi stessi e dagli altri, e pertanto in una forma di alienazione. Ci\u00f2 avviene a causa della concupiscenza, triste eredit\u00e0 della caduta di Adamo. A causa della concupiscenza, anche i nobili sentimenti che l&#8217;uomo \u00e8 suscettibile di provare, anche le sue aspirazioni pi\u00f9 disinteressate, possono trasformarsi in una prigione, in una feroce volont\u00e0 di affermazione di s\u00e9 a scapito della giustizia: in breve, in altrettante passioni disordinate. \u00c8 disordinata una passione la quale eccede il suo giusto limite e diventa imperiosa, tirannica, ossessiva. Si dir\u00e0, magari sulla scia della cultura romantica, che ci ha tutti un po&#8217; contagiati, che le passioni sono la cosa migliore che la vita ci pu\u00f2 dare. Non \u00e8 vero, se con ci\u00f2 s&#8217;intende che noi dovremmo lasciarci tiranneggiare da esse, fino al punto di diventare dipendenti dalla gratificazione che possono procurarci, un po&#8217; come il drogato finisce per divenire dipendente dalla sua dose di eroina. Se noi sapessimo vedere le cose del mondo con uno sguardo limpido, se sapessimo apprezzarle in maniera ordinata, e se sapessimo amarle senza farcene schiavi, non vi sarebbe assolutamente nulla di male nel fatto di amare intensamente la vita e tutte le cose che in essa si trovano. Purtroppo, ci\u00f2 non avviene: perch\u00e9, al contrario, in misura maggiore o minore, noi le vediamo, le apprezziamo e le amiamo (oppure le odiamo, il che \u00e8 una forma aberrante di amarle) lasciandoci trasportare dal nostro io inferiore. Il male, quindi, non \u00e8 nelle cose, ma nel nostro modo sbagliato di accostarle; e ci\u00f2 dipende dal fatto che il nostro io \u00e8 malato di egoismo, di amore narcisista di s\u00e9. In effetti, il, cristiano \u00e8, in misura anche maggiore dell&#8217;uomo in generale, un essere dalla doppia cittadinanza: si muove contemporaneamente nella sfera del finito e in quella dell&#8217;assoluto. Come cittadino dell&#8217;una, \u00e8 portato ad amare il mondo, e le cose che in esso si trovano, come se fossero dei fini; in quanto cittadino dell&#8217;altra, comprende, o intuisce, che esse meritano di essere amate non in solo in se stesse, ma soprattutto in quanto mezzi per giungere alla meta: che \u00e8 nell&#8217;eternit\u00e0, fuori della vita terrena. Il cristiano che ha trovato un vero equilibrio con se stesso, ama, pertanto, le cose belle e buone del mondo, ma non fino al punto di assolutizzarle, e perci\u00f2 senza lasciarsene dominare; e ama, ancor pi\u00f9, l&#8217;assoluto, nel quale sa essere la sua meta, il suo scopo, il significato della sua esistenza terrena.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un ulteriore elemento di cui si deve tener conto. Il mondo moderno \u00e8 un tipo particolare di mondo: \u00e8 il mondo costruito dalla modernit\u00e0, cio\u00e8 un mondo pensato, voluto e realizzato in opposizione al divino, in odio alla Redenzione e con il preciso scopo di sostituire l&#8217;opera dell&#8217;uomo all&#8217;opera di Dio. Il racconto della Torre di Babele ne \u00e8 la metafora biblica; il mito di Faust ne \u00e8 la rappresentazione profana e tipicamente moderna. L&#8217;uomo faustiano \u00e8 l&#8217;uomo moderno, cio\u00e8 l&#8217;uomo che si vuol fare Dio, come ai tempi della Torre di Babele, e, in pi\u00f9, che stipula un patto con il demonio, allo scopo di procurarsi da lui la potenza che gli permetta di eccedere i limiti del finito, della creatura, dei quali soffre, a causa del suo orgoglio e della sua invidia, e che non vuole in alcun modo accettare. Piuttosto che accettare di essere solamente una creatura, e quindi fallibile e mortale; piuttosto che riconoscere Dio come Signore e come Padre, l&#8217;uomo preferisce farsi servo del diavolo, adorarlo e domandare a lui gli strumenti della propria potenza. Non stiamo parlando in termini figurati e mitologici: stiamo parlando in termini letterali e concreti. \u00c8 la storia dell&#8217;uomo di oggi, e ne sono una tipica manifestazione gli abusi, sempre pi\u00f9 enormi e sempre pi\u00f9 mostruosi, che egli compie, ad esempio, nel campo della bioingegneria, dei quali si sta macchiando per aver rifiutato Dio e la sua legge, sia quella naturale che soprannaturale, e per avere voluto stringere un patto infernale con una scienza diabolica, posta al servizio del suo perverso egoismo. Ed una espressione ancor pi\u00f9 tipica dell&#8217;allontanamento dell&#8217;uomo moderno da Dio sono l&#8217;apparente tranquillit\u00e0 e la disinvoltura con le quali un numero crescente d&#8217;individui usufruisce di codeste pratiche infernali &#8212; la fecondazione eterologa, l&#8217;utero in affitto &#8212; per soddisfare le proprie passioni disordinate, nonch\u00e9 la magniloquente affermazione che si tratta di un legittimo e sacrosanto esercizio della propria libert\u00e0, addirittura una espressione d&#8217;amore: amore altruistico verso il nascituro, non gi\u00e0 amore disordinato di s\u00e9! Il che aggiunge una nota di particolare malizia, ipocrisia e improntitudine alla sua scellerata maniera di perseguire, ad ogni costo e con qualunque mezzo, la realizzazione egoistica e narcisista dei propri appetiti pi\u00f9 bassi. Ebbene: \u00e8 proprio questo il &quot;mondo&quot; che rifiuta l&#8217;amore di Dio e che con tale rifiuto attua da s\u00e9, con le proprie mani, la sua sessa condanna (<em>Gv.<\/em> 12, 47-50):<\/p>\n<p><em>Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perch\u00e9 non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.\u00a0Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condanner\u00e0 nell&#8217;ultimo giorno.\u00a0Perch\u00e9 io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare.\u00a0E io so che il suo comandamento \u00e8 vita eterna&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto il nodo della questione \u00e8 qui: nel rapporto fra Cristo e il mondo. 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