{"id":29504,"date":"2008-06-20T02:51:00","date_gmt":"2008-06-20T02:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/06\/20\/nelle-vicende-delluomo-e-del-bove-la-parabola-zen-del-progresso-spirituale\/"},"modified":"2008-06-20T02:51:00","modified_gmt":"2008-06-20T02:51:00","slug":"nelle-vicende-delluomo-e-del-bove-la-parabola-zen-del-progresso-spirituale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/06\/20\/nelle-vicende-delluomo-e-del-bove-la-parabola-zen-del-progresso-spirituale\/","title":{"rendered":"Nelle \u00abVicende dell&#8217;uomo e del bove\u00bb la parabola Zen del progresso spirituale"},"content":{"rendered":"<p>Lo Zen appartiene a quelle dottrine buddhiste che si sogliono definire &quot;brusche&quot; o &quot;discontinue&quot; (contrapposte a quelle &quot;graduali&quot; o &quot;continue&quot;), perch\u00e9 l&#8217;obiettivo cui mira &#8211; il conseguimento dello stato di Buddha mediante il <em>satori<\/em> &#8211; sopravviene in modo improvviso.<\/p>\n<p>A dispetto di ci\u00f2, la mente umana, che si trova immersa nella contingenza, non \u00e8 detto che possa raggiungere direttamente un tale risultato; anzi, \u00e8 molto probabile che siano necessarie pi\u00f9 vite terrene. Di conseguenza, guardando allo Zen non dal punto di vista dell&#8217;assoluto, ossia della verit\u00e0 in se stessa, ma del contingente, in cui si svolge la vita ordinaria, il passaggio dall&#8217;ignoranza all&#8217;illuminazione avviene di norma in modo graduale, nel senso che la verit\u00e0 emerge nella coscienza non di colpo, ma progressivamente.<\/p>\n<p>Beninteso, il <em>satori<\/em> &#8211; la totale identificazione della mente con la verit\u00e0 &#8211; \u00e8 e rimane un evento fulmineo, istantaneo; ma, per avere la <em>possibilit\u00e0<\/em> di conseguirlo, una preparazione mediante la meditazione sistematica costituisce una premessa estremamente utile, anzi necessaria. Infatti, l&#8217;identificazione della mente con la verit\u00e0 non \u00e8 una operazione della mente di tipo, per cos\u00ec dire, astratto: in pratica, essa consiste nella visione della <em>propria<\/em> natura pi\u00f9 profonda. \u00c8 quello il momento in cui scatta, istantaneamente, il <em>satori<\/em>.<\/p>\n<p>In questa prospettiva bisogna inquadrare la parabola delle vicende dell&#8217;uomo e del bove, che compare in tutti i trattati Zen e che costituisce un ausilio alla chiarificazione interiore. Ne esistono almeno due versioni, una costituita da sei scene o episodi, l&#8217;altra &#8211; quella che qui presentiamo &#8211; da dieci. La prima \u00e8 stata ideata da un monaco di nome Seikyo e ripresa, pi\u00f9 tardi, da un maestro chiamato Tzu-te Hui, e verte sul processo di albificazione del bove, allegoria del graduale progresso spirituale di colui che intraprende la via mistica allo Zen.<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 stata pensata e realizzata dal monaco Kakuan della scuola Rinzai e consta di un triplice linguaggio espressivo: pittorico, narrativo e poetico. Ogni singola scena., infatti, \u00e8 illustrata da una pittura, da un breve brano in prosa e da un componimento poetico di quattro versi, che formano un tutto unitario e coerente. Dalla prima alla decima scena, ci\u00f2 che viene raffigurato e commentato \u00e8 il progresso della mente dallo stato iniziale di ignoranza, smarrimento e confusione fino allo stato supremo di illuminazione e beatitudine.<\/p>\n<p>Qui non si parla dell&#8217;albificazione del bove, ma della ricerca di esso da parte dell&#8217;uomo: in cui il bove \u00e8, naturalmente, un simbolo della graduale consapevolezza interiore, conquistata appunto mediante la meditazione.<\/p>\n<p>Il grande studioso ed esperto do dottrine Zen, Daisetz Teitaro Suzuki, ha giustamente ricordato che concezioni analoghe sono presenti anche in altri ambiti culturali e religiosi; perch\u00e9 la via mistica \u00e8 &#8211; aggiungiamo noi &#8211; quella che maggiormente valorizza l&#8217;elemento <em>comune<\/em> presente nelle varie tradizioni spirituali e che, per converso, riduce al minimo e tende a far scomparire gli elementi di diversit\u00e0 o, addirittura, di contrapposizione.<\/p>\n<p>Il mistico, infatti, \u00e8 una figura universale; e l&#8217;obiettivo finale della meditazione &#8211; la chiarificazione interiore, la consapevolezza della propria natura pi\u00f9 profonda e l&#8217;unione beatificante con l&#8217;Essere, comunque lo si voglia concepire (immanente o trascendente; monistico o non duale; ecc.) &#8211; \u00e8, in realt\u00e0, sempre lo stesso, indipendentemente da come lo si voglia chiamare.<\/p>\n<p>Nel misticismo sufi, ad esempio, le tappe dell&#8217;evoluzione spirituale sono descritte nella metafora delle Sette Valli, che sono, progressivamente, la Valle della Ricerca, dell&#8217;Amore, della Conoscenza dell&#8217;Indipendenza, dell&#8217;Unit\u00e0; dello Sbalordimento e dell&#8217;Annientamento.<\/p>\n<p>Nel misticismo cristiano il medesimo concetto \u00e8 stato illustrato dai vari mistici con immagini e simbologie non tanto diverse. Santa Teresa di Avila parla di quattro stadi: della Meditazione, della Quiete, uno stadio intermedio e infine quello dell&#8217;Unit\u00e0. Anche Ugo di San Vittore enumera quattro stadi: della Meditazione, del Soliloquio, della Considerazione e dell&#8217;Estasi.<\/p>\n<p>Riportiamo qui di seguito la parabola dell&#8217;uomo e del bove nella versione del monaco Kakuan, cos\u00ec come \u00e8 stata esposta dal D. T. Suzuki nei <em>Saggi sul Buddhismo Zen<\/em> (titolo originale: <em>Essays in Zen Buddhism. First Series<\/em>; traduzione italiana di Julius Evola, Edizioni Mediterranee, 3 voll., Roma, 1975, 1992, I, pp. 350-359).<\/p>\n<p><em>I. RICERCA DEL BOVE.<\/em><\/p>\n<p><em>Esso non si \u00e8 mai smarrito; che senso ha, dunque, cercarlo? Non abbiamo familiarit\u00e0 con esso perch\u00e9 ci siamo dati ad escogitare cose contrarie alla nostra natura pi\u00f9 profonda. Esso si \u00e8 perduto, perch\u00e9 siamo stati sviati dall&#8217;illusione dei sensi. La Casa ci si allontana sempre di pi\u00f9, le vie secondarie e le traverse continuano a farci confondere. Il desiderio di avere e la paura di perdere ci bruciano come fuoco; idee di bene e di male vengono su, a schiere.<\/em><\/p>\n<p><strong>Solo, nella solitudine selvaggia, perduto nella giungla egli cerca, cerca!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fiumi in piena, montagne lontane e la via senza fine;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Esausto e disperato, non sa dove andare;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ode soltanto le cicale della sera che cantano nei boschi di acero.<\/strong><\/p>\n<p><em>II. SI SCORGONO LE ORME DEL BOVE.<\/em><\/p>\n<p><em>Con l&#8217;aiuto dei testi e col cercare nelle dottrine, egli giunge a capire qualcosa: trova le tracce. Ora egli sa che le cose, bench\u00e9 molteplici, in essenza sono uno e che il mondo oggettivo non \u00e8 che un riflesso dell&#8217;Io. Ma egli \u00e8 ancora incapace di distinguere ci\u00f2 che \u00e8 buono da ci\u00f2 che non lo \u00e8; la sua mente \u00e8 ancora confusa per quel che riguarda il vero e il falso. Non avendo egli ancora varcato la soglia, vien detto, per ora, che egli ha scorto le orme.<\/em><\/p>\n<p><strong>Vicino all&#8217;acqua, sotto gli alberi, sono sparse le orme dell&#8217;animale perduto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I boschi olezzanti stanno facendosi folti &#8211; trover\u00e0 egli la via?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per lontano che il bove erri, sulle colline e ancor oltre,<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il suo muso raggiunge i cieli e nulla pu\u00f2 nasconderlo.<\/strong><\/p>\n<p><em>III. SI VEDE IL BOVE.<\/em><\/p>\n<p><em>Grazie al suono, egli trova la via; vede le origini delle cose e tutti i suoi sensi sono in un odine armonioso. In ogni sua attivit\u00e0 quest&#8217;ordine \u00e8 chiaramente presente. \u00c8 come il sale nell&#8217;acqua marina e l&#8217;olio di lino nei colori. [\u00c8 presente, ma non lo pu\u00f2 distinguere.] Quando diriger\u00e0 il suo sguardo nel modo giusto, scoprir\u00e0 che null&#8217;altro esiste fuori di lui stesso.<\/em><\/p>\n<p><strong>Lass\u00f9, posato su di un ramo, un usignolo canta tutto lieto;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il sole \u00e8 caldo, una brezza refrigerante soffia attraverso i verdi salici della riva;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il bue \u00e8 l\u00e0, solo; non vi \u00e8 luogo ove possa nascondersi;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quale pittore saprebbe ritrarre la sua testa magnifica dalle corna maestose?<\/strong><\/p>\n<p><em>IV. IL BOVE VIENE CATTURATO.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo essersi sperduto per un lungo tempo nella solitudine selvaggia, egli ha finalmente trovato il bove e se ne \u00e8 impadronito. Ma a causa della pressione prepotente del mondo esterno \u00e8 difficile mantenere sotto controllo il bove. Di continuo, esso agogna la fresca erba. La natura selvaggia \u00e8 ancora agitata e non vuole assolutamente lasciarsi domare. Se si vuole averla completamente sotto il potere, bisogna usare senza riguardi la frusta.<\/em><\/p>\n<p><strong>Con tutte le forze della sua anima, egli si \u00e8 finalmente impadronito del bove:<\/strong><\/p>\n<p><strong>ma quanto \u00e8 selvaggia la sua volont\u00e0, quanto \u00e8 difficile a governare la sua potenza!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Talvolta esso s&#8217;inerpica su per un altopiano,<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ed ecco, si perde fra le nebbie impenetrabili di un passo montano.<\/strong><\/p>\n<p><em>V. IL BOVE PORTATO AL PASCOLO.<\/em><\/p>\n<p><em>Se un pensiero si muove, un altro lo segue, poi un altro ancora: si desta una catena senza fine di pensieri. Grazie all&#8217;illuminazione, essa cede alla verit\u00e0, ma quando nella mente predomina la confusione, \u00e8 l&#8217;errore ad affermarsi. Le cose non ci opprimono per via dell&#8217;esistenza di un mondo oggettivo, bens\u00ec a causa di una mente che inganna se stessa. Non tener lenta ma tesa la corda che passa pel naso della bestia, Non accordare a te stesso alcuna indulgenza.<\/em><\/p>\n<p><strong>Non separarti mai dalla frusta e dalla cavezza,<\/strong><\/p>\n<p><strong>A che esso non se ne fugga, a pascolare fra le sozzure:<\/strong><\/p>\n<p><strong>baderai ad esso nel modo giusto, diverr\u00e0 puro e docile,<\/strong><\/p>\n<p><strong>E ti seguir\u00e0 da s\u00e9, anche senza catena o cavezza.<\/strong><\/p>\n<p><em>VI. RITORNO A CASA CAVALCANDO IL BOVE.<\/em><\/p>\n<p><em>La lotta \u00e8 finita; egli non si cura pi\u00f9 di guadagno o di perdita. Fischietta un&#8217;aria da legnaiolo, canta canti semplici da ragazzo di villaggio. Cavalcando il bove, il suo sguardo si affisa su cose che non sono nella terra. Perfino se viene chiamato, non volta la testa; non v&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla, la cui seduzione possa trattenerlo.<\/em><\/p>\n<p><strong>Cavalcando il bove, prende calmo la via di casa;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Circondato dalla bruma serale, in che modo melodioso il suono del suo flauto si perde nelle lontananze!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cantando a tempo una canzonetta, il suo cuore \u00e8 pieno di una gioia indescrivibile!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Occorre dire che egli \u00e8 divenuto uno di coloro che sanno?<\/strong><\/p>\n<p><em>VII. IL BOVE LO SI \u00c8DIMENTICATO, L&#8217;UOMO RESTA SOLO.<\/em><\/p>\n<p><em>Le cose sono uno e il bove \u00e8 un simbolo. Quando ti accorgi che ci\u00f2 di cui hai bisogno \u00e8 la lepre o il pesce non il laccio o la rete, \u00e8 come se l&#8217;oro si separasse dalla ganga, \u00e8 come se la luna uscisse dalle nubi. L&#8217;unico raggio della luce serena e penetrante risplende perfino prima del giorno della creazione.<\/em><\/p>\n<p><strong>Cavalcando il bove, egli finalmente \u00e8 di ritorno a casa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ed ecco! Il bove non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, e in che serenit\u00e0 ora egli se ne sta seduto, tutto solo!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bench\u00e9 il rosso sole sia alto nel cielo, sembra dormire ancora tranquillamente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La frusta e la corda stanno inutili per terra vicino a lui, sotto un tetto di paglia.<\/strong><\/p>\n<p><em>VIII. NON SI VEDE PI\u00d9 N\u00c9 IL BOVE, N\u00c9 L&#8217;UOMO.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni confusione si \u00e8 allontanata, regna soltanto una serenit\u00e0; perfino l&#8217;idea della santit\u00e0 perde ogni valore. Egli non si attarda presso i luoghi ove \u00e8 il Buddha, passa rapidamente l\u00e0 dove non vi \u00e8 pi\u00f9 alcun Buddha. Ove non esiste nessuna specie di dualismo, perfino chi avesse mille occhi non riuscirebbe a scoprire una fessura. Una santit\u00e0 dinanzi alla quale gli uccelli offrono dei fiori, non \u00e8 che una farsa.<\/em><\/p>\n<p><strong>Tutto \u00e8 vuoto, la frusta, la corda, l&#8217;uomo, il bove:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quale sguardo ha mai abbracciato l&#8217;immensit\u00e0 del cielo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sulla fornace ardente non pu\u00f2 cadere un fiocco di neve:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quando regna questo stato, lo spirito dell&#8217;antico maestro \u00e8 manifesto.<\/strong><\/p>\n<p><em>IX. RITORNANDO ALL&#8217;ORIGINE, RISALE ALLA SORGENTE.<\/em><\/p>\n<p><em>Puro e immacolato fin dall&#8217;inizio, egli non \u00e8 stato mai toccato dalla sozzura. Egli osserva, calmo, la nascita e la fine delle cose legate aduna forma, mentre risiede nella serenit\u00e0 immutabile della non-affermazione. Se egli non si identifica con la fantasmagoria delle trasformazioni, a che gli servono le artificialit\u00e0 dell&#8217;autodisciplina? L&#8217;acqua scorre azzurra, le montagne s&#8217;innalzano tutte verdi. Seduto in solitudine, egli osserva le cose soggette al mutamento.<\/em><\/p>\n<p><strong>Tornare all&#8217;Origine, tornare alla Sorgente &#8211; \u00e8 gi\u00e0 un passo falso!<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 molto meglio restare a casa, senza vedere, senza udire, in semplicit\u00e0, con poche cure.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Seduto nella capanna, non prende conoscenza delle cose che stanno fuori.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Guarda l&#8217;acqua che scorre &#8211; verso dove, nessuno lo sa; e quei fiori, rossi e freschi, che non sa per chi siano.<\/strong><\/p>\n<p><em>X. INGRESSO NELLA CITT\u00c0, CON LE MANI CHE DISPENSANO BENEDIZIONI.<\/em><\/p>\n<p><em>La porta della sua umile casa \u00e8 chiusa e nemmeno il pi\u00f9 saggio degli uomini sa di lui. Nulla si pu\u00f2 cogliere della sua vita interiore, perch\u00e9 egli va per la sua via senza seguire le orme dei saggi antichi. Portando una fiasca [simbolo del &#8216;vuoto&#8217;] egli esce e va al mercato; appoggiato ad un bastone, torna a casa. Lo si trova in compagni di bevitori di vino e di macellai. Lui e gli altri tutti sono trasformati in Buddha.<\/em><\/p>\n<p><strong>Col petto nudo, e i piedi nudi egli esce e va alla piazza del mercato;<\/strong><\/p>\n<p><strong>imbrattato di fango e di cenere, che largo sorriso egli ha!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non c&#8217;\u00e8 bisogno del potere miracoloso degli d\u00e8i,<\/strong><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 basta che egli tocchi, ed ecco! Gli alberi morti sono in piena fioritura!<\/strong><\/p>\n<p>Non esitiamo a confessare che il tentativo di far seguire un qualsiasi commento alle parole e ai versi del monaco Kakuan ci sembrerebbe non solo temerario, ma anche inutile.<\/p>\n<p>Il processo di graduale chiarificazione della verit\u00e0 interiore da parte della mente che si libera di pensieri, timori, desideri, e di ogni altra rappresentazione del falso ego, \u00e8 descritto in maniera cos\u00ec impeccabile ed efficace, cos\u00ec sintetica e, al tempo stesso, esaustiva, che pensare di aggiungervi qualcosa di nostro sarebbe una pretesa abbastanza ridicola.<\/p>\n<p>Anche considerati solamente dal punto di vista letterario, i versi che commentano ciascuna delle dieci scene sono degli esempi di altissima poesia, di una bellezza e di una intensit\u00e0 tali da togliere il fiato.<\/p>\n<p>Ecco, una sola cosa ci sentiamo di dire, a conclusione di questa breve riflessione.<\/p>\n<p>Chiunque si senta spiritualmente confuso e inquieto, gi\u00e0 per tale consapevolezza \u00e8 in condizione di poter intraprendere un cammino di liberazione dall&#8217;ignoranza e di avvicinamento alla verit\u00e0. Egli si trova, infatti, nella medesima situazione dell&#8217;uomo che, nella prima scena dipinta da Kakuan, si trova, perplesso, alla ricerca del bove.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, la parabola delle vicende dell&#8217;uomo e del bove pu\u00f2 costituire un ausilio estremamente prezioso per tutti gli uomini di buona volont\u00e0, di ogni fede e convinzione &#8211; buddhisti, taoisti, cristiani, musulmani, ebrei, atei &#8211; i quali vogliano intraprendere, in profondit\u00e0 e con purezza d&#8217;intenti, un tale cammino di liberazione e di chiarificazione del proprio essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo Zen appartiene a quelle dottrine buddhiste che si sogliono definire &quot;brusche&quot; o &quot;discontinue&quot; (contrapposte a quelle &quot;graduali&quot; o &quot;continue&quot;), perch\u00e9 l&#8217;obiettivo cui mira &#8211; il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[92],"class_list":["post-29504","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-orientali","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-orientali.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29504","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29504"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29504\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30159"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29504"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29504"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29504"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}