{"id":29503,"date":"2018-09-25T04:32:00","date_gmt":"2018-09-25T04:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/25\/vicari-di-cristo-o-pop-star\/"},"modified":"2018-09-25T04:32:00","modified_gmt":"2018-09-25T04:32:00","slug":"vicari-di-cristo-o-pop-star","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/25\/vicari-di-cristo-o-pop-star\/","title":{"rendered":"Vicari di Cristo o pop star?"},"content":{"rendered":"<p>Dei duecentosessanta papi che si sono succeduti al timone della Chiesa, da San Pietro a Pio XII, gli studi storici hanno indagato e rivelato virt\u00f9 e vizi, sicch\u00e9 oggi lo studioso imparziale, o che si sforza d&#8217;essere tale, pu\u00f2 formarsi un giudizio abbastanza esatto, tenendo conto delle svariate circostanze che, di volta involta, hanno condizionato i singoli pontificati. Una cosa, tuttavia, dovrebbe trovare tutti d&#8217;accordo: fino a Pio XII, nessun papa ha anteposto deliberatamente la propria persona, n\u00e9 ha ricercato la propria popolarit\u00e0, prima dell&#8217;immagine che i fedeli dovevano avere della Chiesa. Alcuni sono stati indegni dal punto di vista morale; altri sono stati smodatamente avidi, ambiziosi e anche lussuriosi; nessuno ha propalato l&#8217;eresia, nessuno \u00e8 caduto nell&#8217;apostasia; nessuno ha distorto la dottrina e cercato d&#8217;ingannare i cattolici su questioni di fede. Inoltre, nessuno ha cercato di rubare il palcoscenico ai Santi; nessuno ha cercato di farsi credere santo, senza esserlo; nessuno ha fatto in modo che la gente fosse indotta a guardare pi\u00f9 alla sua persona che al solo modello dell&#8217;unico Maestro, Ges\u00f9 Cristo. Nessuno, neanche i papi moralmente peggiori, come Alessandro VI; neanche i papi mondani di Avignone, o i papi burattini dei tempi di Alberico e di Marozia. Nessuno, gonfiando il petto, ha incoraggiato il culto della propria persona, anteponendolo a quello dei Santi, di Maria e di Ges\u00f9 Cristo; tutti, almeno formalmente, hanno riconosciuto la loro piccolezza e la loro indegnit\u00e0 davanti al solo Redentore, al solo Salvatore. Nessuno si \u00e8 inginocchiato pi\u00f9 volentieri davanti a un altro essere umano, che davanti al Santissimo; nessuno ha osato esprimersi in maniera irrispettosa nei confronti di Ges\u00f9 Cristo, di Maria e dei Santi; nessuno \u00e8 andato a caccia di facili applausi, promettendo perdono all&#8217;ingrosso e generosit\u00e0 all&#8217;ingrosso nei confronti dei peccatori conclamati e non pentiti. A costo di essere impopolari, tutti, dal primo all&#8217;ultimo, hanno tenuto fermo sulla dottrina e, di conseguenza, sulla morale evangelica. Nessuno ha osato dire che la sodomia \u00e8 una disposizione naturale e perci\u00f2 lecita; che la rottura del sacramento del matrimonio non esclude della santa Comunione; che si pu\u00f2 confessare l&#8217;aborto come un peccato qualsiasi, davanti al primo prete che capita, come si confessa un furto di caramelle; nessuno ha mai osato elogiare pubblicamente, n\u00e9 permettere a membri del clero di elogiare, gli aperti fautori del divorzio, dell&#8217;aborto e dell&#8217;eutanasia. Ora queste cose accadono, e bisogna domandarsi perch\u00e9. Inoltre, bisogna domandarsi come sia possibile che i cardinali e i vescovi non insorgano, non pretendano dei chiarimenti, delle rettifiche, delle correzioni di rotta: anzi, avallino, con il loro silenzio, la mancata risposta a quattro eminenti cardinali che si erano rispettosamente rivolti al papa per avere dei chiarimenti su questioni di fede aventi una grande importanza per la salute dell&#8217;anima. Quando ha avuto inizio questa papolatria, questa venerazione sconveniente, esagerata, per la figura del papa? Quando esattamente il papa ha incominciato a essere percepito come una figura, se non pi\u00f9 importante, pi\u00f9 presente, pi\u00f9 concreta, pi\u00f9 &quot;reale&quot; del solo e vero capo della Chiesa, il nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, Re dell&#8217;universo e fine della storia? Quando e come, un mattina, da cattolici che eravamo fino alla sera prima, ci siamo svegliati papisti e bergogliani? Quando e come \u00e8 sbocciata, nella testa di tanti preti, l&#8217;idea di dire e fare tutta una serie di cose, cose che dividono, che aprono un solco nel corpo della Chiesa, che spaccano la comunit\u00e0 dei fedeli &#8212; proprio loro, che hanno sempre in bocca la retorica dei ponti da gettare e dei muri da abbattere &#8212; dicendo di essere in linea con Francesco, di fare quel che fa Francesco, di applicare il modello di Francesco, e hanno smesso di parlare del solo e unico modello, che \u00e8 e sar\u00e0 sempre Ges\u00f9 Cristo, e della sola linea, che deve essere quella del Vangelo, il quale, come dice san Paolo, non \u00e8 di tizio o di caio ma \u00e8 il Vangelo del Signore Ges\u00f9, e di nessun altro?<\/p>\n<p>A nostro parere, questa deviazione idolatrica ha avuto inizio subito dopo la morte di Pio XII:, complice la televisione, la quale, per la prima volta, ha avuto in mano il &quot;racconto&quot; del conclave e di tutto ci\u00f2 che i papi, a partire da quel momento, avrebbero detto e fatto. Chi non ricorda il famoso discorso dal Palazzo apostolico di Giovanni XXIII dell&#8217;11 ottobre 1962, passato alla storia come il &quot;discorso della luna&quot;; e quanti non hanno pensato, dopo averlo udito, o averne udito parlare, che Giovanni XXIII fosse celebre per il fatto di carezzare i bambini, mentre il suo predecessore, rigido e compassato, non avrebbe mai fatto un gesto del genere, un gesto, oltretutto cos\u00ec in linea col Vangelo, dal momento che Ges\u00f9 prediligeva i bambini e sgridava i suoi Apostoli quando essi cercavano di impedir loro di avvicinarsi a Lui? Ebbene: Giovanni XXIII non ha mai carezzato un bambino in tutto il suo pontificato. Per\u00f2 quella frase, udita da milioni e milioni di persone: <em>Date una carezza ai vostri bambini e dite loro: &quot;Questa \u00e8 la carezza del papa!&quot;<\/em>, ha generato l&#8217;idea che Giovanni XXIII, il &quot;papa buono&quot; (ma perch\u00e9? gli altri papi non lo erano? Pio X, Pio XI, Pio XII erano cattivi?) fosse il pi\u00f9 vicino all&#8217;idea evangelico del Buon Pastore. Eppure, questa idea \u00e8 stata pensata e studiata a tavolino dallo stesso Giovanni XXIII. \u00c8 stato lui che ha fatto di tutto perch\u00e9 la gente lo identificasse come il papa buono; non solo: perch\u00e9 la gente facesse un confronto fra lui e il suo predecessore, e traesse la convinzione che, fra i due, quello veramente buono ed umano, quello evangelico e simile a Ges\u00f9, era lui, Roncalli, e non certo Pacelli.<\/p>\n<p>Giovanni XXIII, che tanti hanno sottovalutato, da questo punto di vista, per il suo aspetto modesto e contadinesco, per la sua corporatura grassoccia, per la sua et\u00e0 avanzata e la salute cagionevole, e soprattutto per la bonomia e l&#8217;affabilit\u00e0 del tratto e del sorriso, \u00e8 stato il primo papa della storia che ha lavorato moltissimo per coltivare una propria immagine suadente e popolare, il primo che ha dedicato sforzi ed energie per costruirsi una visibilit\u00e0 mediatica, che arrivasse direttamente nelle case e al cuore delle persone, quasi facendo passare in ombra l&#8217;aspetto essenziale della funzione del papato: la fedele custodia della Verit\u00e0. Egli, programmaticamente, ha contrapposto l&#8217;immagine del Buon Pastore a quella del severo difensore dell&#8217;ortodossia: e ha fatto in modo che le simpatie e le preferenze dei fedeli andassero al primo, a capito del secondo. Ma di Buon Pastore la Chiesa ne ha uno solo, Ges\u00f9 Cristo; il papa \u00e8 solo il suo vicario. Il suo compito non \u00e8 soltanto quello di pascere il gregge &#8212; a ci\u00f2 provvedono i vescovi e i sacerdoti &#8212; quanto custodirlo nella Verit\u00e0. Ricordiamo che l&#8217;ultima preghiera di Ges\u00f9 nella sala dell&#8217;Ultima Cena, prima della Passione, \u00e8 stata di questo tenore: <em>Padre, tu me li hai affidati e io li ho conservati tutti, tranne colui che ha voluto perdersi. Ora io torno a Te e te li affido. Non ti chiedo di proteggerli dal male, ma di custodirli nella Verit\u00e0. La tua parola \u00e8 Verit\u00e0<\/em>. Parole pi\u00f9 chiare di cos\u00ec, non \u00e8 possibile immaginarle. Eppure, Giovanni XXIII ha insinuato &#8212; oh, ma con molta, con moltissima abilit\u00e0 &#8212; che l&#8217;importante, per un papa, \u00e8 pascere le pecorelle e proteggerle dal male, indipendentemente dalla Verit\u00e0. Ma il gregge senza la Verit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 il gregge di Cristo, \u00e8 un&#8217;altra cosa. E la Chiesa, senza la verit\u00e0 di Cristo, non \u00e8 pi\u00f9 la vera Chiesa: \u00e8 un altra cosa. Ora vediamo il signore argentino fare a pezzi il poco di integro che ancora restava nella dottrina, nella pastorale e nella liturgia; ma l&#8217;opera nefasta era iniziata fin dal conclave del 1958, quello che elesse il cosiddetto &quot;papa buono&quot;. Come ora, che tutti dicono che Bergoglio \u00e8 buono, che Bergoglio \u00e8 umano, che Bergoglio \u00e8 il miglior papa che sia mai esistito. Papolatria, narcisismo, vanit\u00e0, ambizione sfrenata. Questa lenta e astuta sostituzione di soggetti, da Ges\u00f9 al papa, dal Vangelo alla neochiesa, \u00e8 incominciata con il discorso pronunciato da Giovanni XXIII, poco dopo la sua elezione, il 4 novembre 1958, per annunciare le linee programmatiche del suo pontificato: discorso estremamente sgradevole, perch\u00e9 in esso il nuovo papa celebrava se stesso e criticava, sia pure velatamente e indirettamente, il suo defunto predecessore. Giovanni Paolo II, coi suoi viaggi spettacolari e innumerevoli, con le sue folle adoranti, coi sui pellerossa danzanti, coi suoi mantelli svolazzanti, con i suoi milioni di <em>papa boys<\/em> e le ammucchiate poco dignitose e poco cattoliche in questo o quel continente, intorno alla sua persona, ha proseguito per la stessa strada, dilatando a dismisura gli aspetti pi\u00f9 esteriori e discutibili del culto del papa. <em>Avrebbe dovuto fare l&#8217;attore<\/em>: questo era il commento che si sentiva pi\u00f9 spesso, e non solo fra i non cristiani, ma anche fra i cattolici e persino da parte di molti che pure lo amavamo e lo stimavano. In mezzo, due figure pi\u00f9 controverse, pi\u00f9 sofferte, pi\u00f9 introverse, Paolo VI e Benedetto XVI; di Giovanni Paolo I non diciamo nulla, perch\u00e9 non \u00e8 possibile dire nulla di un papa che ha regato trenta giorni. Pure, sappiamo che anche quelle due figure amletiche e, per certi aspetti, commoventi, celavano dei segreti, dei segreti inconfessabili: Paolo VI, quello della sua omosessualit\u00e0, ben nota e schedata dalle forze di polizia assai prima della sua elezione a pontefice romano, vizio che lo poneva oggettivamente nelle condizioni di poter essere ricattato da certi poteri interni al Vaticano, dalla massoneria ecclesiastica e da altre forze ancora, di provenienza internazionale; del secondo, forse, un giorno sapremo non solo perch\u00e9 si \u00e8 dimesso a quel modo, senza dare alcuna spiegazione convincente, ma anche perch\u00e9 ha permesso, durante il suo pontificato e prima ancora, come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, tutta una serie di cose che non avrebbe dovuto permettere &#8212; ad esempio, perch\u00e9 abbia concesso sempre pi\u00f9 spazio al falso monaco e falso prete Enzo Bianchi, consentendogli di avvicinarsi alla posizione di potere che ha infine raggiunto con il pontificato attuale, al punto da tenere, lui laico e lui eretico &#8212; le sue eresie si contano a decine: ogni suo libro e ogni suo discorso ne sono letteralmente intrisi, c&#8217;\u00e8 solo l&#8217;imbarazzo della scelta &#8212; di predicare gli esercizi spirituali mondiali al clero cattolico. Il che fa il paio con l&#8217;aver permesso che il gesuita James Martin, quello che vuole il pieno riconoscimento della sodomia da parte della Chiesa, con tanto di nozze gay, sacerdoti gay e santi gay (secondo lui), sia andato a Dublino a parlare all&#8217;Incontro mondiale della Famiglia. Se James Martin \u00e8 una voce autorevole da far udire alle famiglie cattoliche, ed Enzo Bianchi \u00e8 una voce autorevole da far udire al clero cattolico, allora vuol dire che abbiamo toccato il fondo: che questa chiesa non \u00e8 pi\u00f9 la nostra Chiesa, la Chiesa in cui siano stati battezzati e in cui abbiamo fatto la nostra Prima Comunione; la stessa che ci ha confessati, che ci ha cresimati, che ci ha sposati (oppure ordinati sacerdoti) e che ci dar\u00e0, a Dio piacendo, l&#8217;estrema unzione. Non \u00e8 pi\u00f9 la Chiesa di Ges\u00f9 Cristo, soprattutto: cosa pi\u00f9 grave di ogni altra.<\/p>\n<p>Dicevamo che tutto \u00e8 incominciato nel 1958, subito dopo la morte di Pio XII; e che il Vaticano, le alte gerarchie ecclesiastiche, con fretta servile e indecente si sono affrettati ad adeguarsi al &quot;nuovo corso&quot;: corso mediatico, corso demagogico, corso spettacolare. Ecco cosa ha scritto un testimone di tutto rispetto, giornalista, vaticanista e saggista, Carlo Falconi (1915-1998), che conobbe bene e da vicino sia Pio XII, sia Giovanni XXIII) nel suo interessane volume di memorie <em>L&#8217;uomo che non divenne papa<\/em> (Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1978, pp. 227-229):<\/p>\n<p><em><br \/>\nL&#8217;indomani, comunque, 4 novembre [1958], tutti i miei propositi di serenit\u00e0 e di equilibrio nei confronti del nuovo papa andarono in frantumi: il primo urto fu abbastanza rapidamente superato.\u00a0 A procurarmelo fu il suono rauco delle trombe d&#8217;argento che salutavano la sua entrata nella basilica. Era la prima volta che vedevo papa Roncalli\u00a0 in sedia gestatoria al &quot;suo&quot; posto. Ma fu una reazione d&#8217;un attimo.\u00a0 [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Ma ecco, all&#8217;omelia, la mia ribellione. Dopo una calcolata manovra di approcci, nel brano focale del discorso,\u00a0 Giovanni XXIII disse letteralmente: &quot;C&#8217;\u00e8 chi aspetta dal pontefice l&#8217;Uomo di Stato, il diplomatico, lo scienziato, l&#8217;organizzatore della vita collettivo, ovvero uno dall&#8217;animo aperto a tutte le forme di progresso della vita moderna, senza alcuna eccezione&#8230; Tutti costoro sono fuori del retto cammino, perch\u00e9 si formano del Sommo Pontefice un concetto che non \u00e8 pienamente conforme al vero ideale.&quot;. Il papa autentico &quot;anzitutto attua in se stesso la splendida immagine del Buon Pastore&#8230; A noi sta a cuore in maniera specialissima il compito di pastore di tutto il gregge. Tutte le altre qualit\u00e0 umane &#8211; scienza, accorgimento e tatto diplomatico, qualit\u00e0 organizzative &#8211; possono riuscire di abbellimento e di complemento dell&#8217;Ufficio Pastorale, ma in nessun modo sostituirlo&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo &#8211; mi dissi &#8211; non era soltanto un prender le distanze dal proprio predecessore, sebbene scaltramente evitasse di nominarlo nel momento stesso\u00a0 in cui ne richiamava le connotazioni pi\u00f9 tipiche: era addirittura quasi un ripudiarlo e condannarlo, se non\u00a0 un annientarlo per sostituirglisi e mettersi in sua vece nella migliore luce. Giovanni XXIII, pensai, aveva evitato di farlo l&#8217;indomani del&#8217;elezione parlando nella Sistina, quando il suo discorso era appena radiodiffuso e c&#8217;era soltanto il Sacro Collegio ad ascoltarlo: aveva deciso di farlo nel giorno dell&#8217;incoronazione, davanti a 35 cardinali, 300 tra arcivescovi e vescovi, 62 missioni diplomatiche straordinarie, decine di migliaia\u00a0 di persone e in San Pietro e il quintuplo o il sestuplo nella grande piazza, e soprattutto quando dardeggiavano sopra di lui e sul fasto sbalorditivo delle pi\u00f9 ricche liturgie del mondo e i riflettori della TV che trasmetteva, ed era per la prima volta, la cerimonia dell&#8217;incoronazione di un papa, con la sua immagine e la sua voce, a quasi tutta l&#8217;Europa e anche alla lontana America. E cos\u00ec il &quot;buon nonno in pantofole&quot;, il &quot;buon parroco con la fontana d&#8217;acqua sorgiva nel bel mezzo della piazza del villaggio&quot;, come avevano incominciato a definirlo i giornali, si era tolta la maschera per mostrare il suo vero volto. \u00c8 vero, si riconosceva privo di scienza, di qualit\u00e0 diplomatiche, ecc., ma pi\u00f9 papa di chi le aveva ostentate sinora perch\u00e9 non autentico &quot;pastore del gregge&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo quel discorso, come avevo facilmente previsto, la Corte e la Curia fermentarono subito di sussurri, mormorii e risentimenti. Le deplorazioni si dissero\u00a0 tanto pi\u00f9 doverose in quanto sembrava ormai di moda da troppe parti l&#8217;accanirsi su Pio XII in proporzione esatta\u00a0 del&#8217;unanimit\u00e0 con cui prima lo si era costantemente encomiato ed osannato: e l&#8217;omelia finiva involontariamente per avallare e incentivare quella incresciosa denigrazione.<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec; \u00e8 vero che, dopo quel perfido discorso, Giovanni XXIII sembr\u00f2 voler correggere il tiro, dichiarando pubblicamente in pi\u00f9 occasioni, e specialmente quando prese possesso della cattedrale di San Giovanni, che il ricordo di Pio XII &quot;sarebbe rimasto glorioso&quot;, eccetera, eccetera. Ma la &quot;riparazione&quot; era stata solo apparente. Di fatto, come osserva sempre Falconi, rimaneva il senso inequivocabile del suo precedente discorso, che non aveva cercato poi di &quot;chiarire&quot;, ma che aveva semmai rafforzato: il vero papa \u00e8 il Buon Pastore, e lui intendeva essere tale; mentre altri, prima di lui, probabilmente non lo erano stati. Scandaloso. Per la prima volta nella storia moderna, un papa suggeriva un confronto fra s\u00e9 e il suo predecessore, e lo faceva magnificando se stesso e le proprie virt\u00f9. E raccoglieva entusiastici consensi, anche: consensi che venivano soprattutto dai settori progressisti della Chiesa, dato che, nel suo breve pontificato, egli ebbe l&#8217;ardire di convocare quel Concilio che, nella sua saggezza e nella sua prudenza, Pio XII, pur ritenendolo necessario (ma per tutt&#8217;altre ragioni dalle sue), non os\u00f2 indire, ben sapendo il rischio terribile che ci\u00f2 avrebbe comportato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dei duecentosessanta papi che si sono succeduti al timone della Chiesa, da San Pietro a Pio XII, gli studi storici hanno indagato e rivelato virt\u00f9 e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,117,157,216],"class_list":["post-29503","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29503","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29503"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29503\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29503"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29503"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29503"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}