{"id":29494,"date":"2017-12-27T12:46:00","date_gmt":"2017-12-27T12:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/27\/basta-chiacchiere-buoniste-il-cristiano-e-un-soldato\/"},"modified":"2017-12-27T12:46:00","modified_gmt":"2017-12-27T12:46:00","slug":"basta-chiacchiere-buoniste-il-cristiano-e-un-soldato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/27\/basta-chiacchiere-buoniste-il-cristiano-e-un-soldato\/","title":{"rendered":"Basta chiacchiere buoniste: il cristiano \u00e8 un soldato"},"content":{"rendered":"<p>A quelli della nostra generazione, che hanno appreso, da bambini, le verit\u00e0 cristiane attraverso il <em>Catechismo di Pio X<\/em>, un concetto era ben chiaro: che essere cristiani significa militare; significa essere dei soldati di Cristo. Senza enfasi e senza retorica. Nessuno pensava alle Crociate, nessun ci esortava ad andare in guerra; per\u00f2 ci veniva insegnato che la vita \u00e8 una guerra, una guerra incessante fra il bene e il male; che non \u00e8 possibile restar neutrali, come gl&#8217;ignavi di dantesca memoria; che bisogna prendere partito e che il cristiano prende partito per Cristo, che \u00e8 il bene, e, nello stesso tempo, \u00e8 anche la Verit\u00e0.<\/p>\n<p>Il carattere militante dell&#8217;essere cristiano non era una infiorettatura retorica, uno svolazzo letterario: era la trasmissione di una verit\u00e0 di fatto. Nel <em>Catechismo della Prima Comunione e Cresima<\/em> (Edizioni Paoline-Centro Catechistico, Roma, 1957) &#8211; le quali, allora, si ricevevano a distanza di pochi mesi l&#8217;una dall&#8217;altra, e non di qualche anno, come avviene ora con la discutibile motivazione che il ragazzo deve essere maturo per ricevere la Cresima, come se, frattanto, potesse ricevere la Comunione da immaturo &#8212; c&#8217;era una paginetta dedicata al &quot;carattere&quot;, inteso in senso teologico, cio\u00e8 come dono della grazia di Dio, e non in senso psicologico. Eccola (p. 32):<\/p>\n<p><em>IL CARATTERE<\/em><\/p>\n<p><em>Il fiero e splendido giovinetto che vedi nella figura [un bellissimo ragazzo vestito e armato da guerriero medievale, coi capelli rossi e dallo sguardo fiero, la spada sguainata e lo scudo levato, e con la Croce ricamata sulla veste e un&#8217;altra impressa sullo scudo stesso] \u00e8 simbolo dell&#8217;anima in grazia, la quale, nel Battesimo e nella Cresima, viene come rivestita d&#8217;una splendida divisa, propria dei cristiani e dei soldati di Ges\u00f9 Cristo. Una terza &quot;speciale divisa&quot; \u00e8 riservata ai sacerdoti, a coloro cio\u00e8 che ricevono l&#8217;Ordine sacro.<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco perch\u00e9 il BATTESIMO, la CRESIMA e l&#8217;ORDINE si ricevono una volta sola. Oltre che darci la grazia santificante, questi tre Sacramenti imprimono nell&#8217;anima un SEGNO SPECIALE, detto CARATTERE che non si cancella pi\u00f9 e che consacra per sempre al servizio di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>55. Che cos&#8217;\u00e8 il carattere?<\/em><\/p>\n<p><em>Il carattere \u00e8 un segno distintivo spirituale che non si cancella mai.<\/em><\/p>\n<p><em>56. Quale carattere imprimono nell&#8217;anima il battesimo, la cresima e l&#8217;ordine?<\/em><\/p>\n<p><em>Il Battesimo imprime nell&#8217;anima il carattere di cristiano; la Cresima quello di soldato di Ges\u00f9 Cristo; l&#8217;Ordine quello di suo ministro.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, negli anni &#8217;50 e &#8217;60 un bambino di otto o nove anni sapeva che cos&#8217;\u00e8 il &quot;carattere&quot; in senso cristiano, cio\u00e8 uno stato di grazia, l&#8217;ingresso della pienezza soprannaturale nella vita dell&#8217;anima; sapeva che il carattere si acquista per mezzo dei Sacramenti e si conserva, quando esso va perduto a causa del peccato, mediante il sacramento della Confessione; e sapeva che esistono tre Sacramenti, il Battesimo, la Cresima e l&#8217;Ordine, che sono come i gradini successivi di una sala che conduce l&#8217;anima verso una possesso sempre pi\u00f9 saldo della vita di grazia. Sapeva, infine, che tutto ci\u00f2 non \u00e8 facile e scontato; che richiede impegno e lotte; che passa attraverso sacrifico e penitenza. S\u00ec: perch\u00e9 la Chiesa, allora, insegnava il valore profondo, irrinunciabile della penitenza; predicava la penitenza e vi insisteva affinch\u00e9 fosse chiaro che, senza di essa, l&#8217;anima non potrebbe mai trovarsi nelle condizioni giuste per aprirsi al mistero e al dono della grazia. Pertanto, un bambino di otto anni sapeva quel che la maggior parte dei cristiani al giorno d&#8217;oggi &#8212; vorremmo sbagliarci, ma temiamo di non sbagliare affatto &#8212; ignora quasi completamente: che avere la fede cattolica \u00e8 un dono e, nello stesso tempo, un impegno per tutta la vita; che quell&#8217;impegno \u00e8 indelebile e inestinguibile; e che, a un dato momento, potrebbe richiedere anche il cimento supremo, ossia il martirio.<\/p>\n<p>Nessun masochismo in ci\u00f2, nessun autolesionismo, nessuna mania suicida, conscia o inconscia: psicanalisti, tranquillizzatevi; freudiani e junghiani di tutto il mondo, rilassatevi: semplicemente, seguire Ges\u00f9 Cristo significa prendere la Croce, e la Croce pu\u00f2 voler dire anche il martirio, se non in senso fisico, in senso morale. Quello che stanno subendo, oggi, i Francescani e le Francescane dell&#8217;Immacolata, \u00e8 l&#8217;equivalente di un martirio morale: e il bello, anzi il brutto, il bruttissimo, \u00e8 che lo stanno subendo ad opera della loro stessa Chiesa, ad opera del papa; e che lo stanno subendo in un silenzio assordante e nell&#8217;indifferenza di tutto il mondo cattolico. Nessun intellettuale di grido, nessun cattolico di peso si \u00e8 rivolto al papa, per chiedergli: <em>Ma che cosa hanno fatto? Di che cosa sono colpevoli, infine? Anche ammesso che il loro fondatore abbia delle responsabilit\u00e0, perch\u00e9 tanto accanimento contro tutti quei giovani e quelle giovani, pieni di zelo e di fervore religioso?<\/em> I Grillo, i Melloni, i Cardini, gli amici ed ammiratori del papa, coloro che ne intonano le lodi ad ogni pie&#8217; sospinto, perch\u00e9 non gli hanno mai chiesto: <em>Santo padre, qual \u00e8 la ragione per cui i Francescani e le Francescane dell&#8217;Immacolata subiscono un trattamento cos\u00ec duro?<\/em> Preferiscono volare pi\u00f9 in alto, quegli illustri personaggi, e non amano immischiarsi nelle basse faccende di alcune centinaia di religiosi e religiose, probabilmente dalla cultura assai modesta rispetto alla loro, e, per giunta, guardati con sospetto perch\u00e9, si dice, troppo attaccati all&#8217;Immacolata e al carisma di san Francesco e di padre Kolbe. Ah, s\u00ec, san Francesco: stavamo quasi per dimenticare: nessuno deve oscurare il carisma francescano di papa Francesco; nessuno pu\u00f2 esser e pi\u00f9 francescano di lui: che sia questa, la ragione recondita della loro persecuzione?<\/p>\n<p>Questa vicenda ci ricorda che il cristiano \u00e8 un soldato impegnato in una guerra su tre fronti: perch\u00e9 gli attacchi possono venire dall&#8217;esterno, cio\u00e8 dai nemici della Chiesa che stanno fuori di essa; da dentro la Chiesa, perch\u00e9 le mele marce ci sono anche fra il clero, e, anzi, vi sono dei casi illustri, e pi\u00f9 frequenti che non si creda, come quello della pluridecennale persecuzione che sub\u00ec padre Pio da Pietrelcina, i quali attestano che i peggiori nemici della vita cristiana e della santit\u00e0 possono essere proprio dei consacrati indegni; e infine gli attacchi vengono, e vengono quotidianamente, da dentro ciascuno di noi. Nessuno \u00e8 immune dalla tentazione, nessun uomo e nessun cristiano; neppure i Santi lo sono. La vera differenza fra i Santi e tutti gli altri \u00e8 che essi, davanti agli attacchi delle tentazioni, non cedono, resistono e vincono: ma non vincono con le loro povere armi umane, bens\u00ec con le armi invincibili che d\u00e0 loro la grazia, perch\u00e9 essi confidano in Dio e in Dio soltanto, mentre gli altri confidano in se stessi, ed \u00e8 cos\u00ec che cadono miseramente, proprio quando si ritengono pi\u00f9 forti. Nessun uomo \u00e8 forte, davanti alla tentazione; nessun uomo o donna \u00e8 cos\u00ec forte da poter resistere e vincere il peccato, fino a quando conta unicamente su se stesso. La natura umana \u00e8 debole, \u00e8 fragile, \u00e8 incostante: fondare su di essa le speranze di condurre una vita immune dal peccato, \u00e8 come voler costruire una casa sul fango di una palude. I Santi sono coloro i quali sanno umiliarsi, sanno spogliarsi del loro io, delle loro passioni egoistiche, dei loro appetiti disordinati, per donarsi interamente a Dio; e Dio li ama e li ricompensa offrendo loro la vita di grazia, che contiene tutti gli strumenti necessari per resistere alla tentazione e per essere d&#8217;aiuto e di conforto anche al prossimo. Il santo \u00e8 colui che si \u00e8 fatto ultimo per amare e per servire Dio e il prossimo: \u00e8 l&#8217;<em>uomo nuovo<\/em> di cui parla san Paolo, che si \u00e8 spogliato della sua dura scorza di egoismo per rinascere all&#8217;amore gratuito di Cristo.<\/p>\n<p>La situazione che si \u00e8 creata ai nostri giorni \u00e8, per certi aspetti, inedita. Gli attacchi esterni contro la Chiesa e contro i cristiani non sono diminuiti, anzi, in certe zone del mondo, e specialmente nell&#8217;area a maggioranza islamica, hanno raggiunto il culmine dell&#8217;intensit\u00e0; in Europa, invece, e in genere nell&#8217;Occidente post-cristiano e secolarizzato, non si tratta pi\u00f9 di attacchi, n\u00e9, tanto meno, di persecuzioni, ma di sottile ironia, di velato disprezzo, di carriere che non procedono, di meriti che non vengono riconosciuti, di gesti e parole che devono essere repressi (un predicatore cristiano che leggeva per strada la <em>Lettera ai Romani<\/em> di san Paolo, a Londra, \u00e8 stato arrestato, portato in prigione e ammonito a non offenderle mai pi\u00f9 le persone omosessuali); inoltre, della sofferenza morale di dover vivere in una societ\u00e0 che celebra ogni giorno un peccato mortale, come l&#8217;aborto, chiamandolo &quot;conquista di civilt\u00e0&quot; e praticandolo in perfetta tranquillit\u00e0 e quasi con indifferenza, senza che pi\u00f9 nessuno ne parli, o sollevi il problema.<\/p>\n<p>Il secondo fronte, quello della Chiesa, si \u00e8 fatto pi\u00f9 che mai minaccioso; ora non si tratta solo di singoli pastori sviati, di singoli sacerdoti che hanno perso la vocazione, e che rendono la vita dura a qualche loro sottoposto, o, magari, a qualche parrocchiano; no: si tratta di qualcosa di infinitamente peggiore: si tratta di una apostasia generalizzata che parte dai vertici della Chiesa stessa, culminata nell&#8217;esplicita eresia del (falso) papa Bergoglio, che minaccia di trascinare milioni e milioni di anime verso la perdizione, avendo completamente sovvertito l&#8217;ordine del bene e del male, giustificato il peccato senza pentimento, e praticamente ignorato il ruolo insostituibile della grazia divina. Parla ancora della grazia santificante, la neochiesa dei nostri giorni? No, per la semplice ragione che non parla nemmeno del peccato, o, se ne parla, ne parla solo per dire che la misericordia di Dio \u00e8 cos\u00ec grande, che qualunque peccato pu\u00f2 essere perdonato. Il che \u00e8 vero, ma solo a condizione che il peccato sia seguito dal pentimento e dalla penitenza del peccatore; altrimenti, \u00e8 vero il contrario: che il peccato ostinato e consapevole \u00e8 l&#8217;autostrada per l&#8217;inferno. Ma anche dell&#8217;inferno, la neochiesa non parla pi\u00f9; e alcuni suoi esponenti hanno spinto la loro audacia fino ad asserire che nemmeno il diavolo esiste. Il che \u00e8 come dare dei matti o degli imbecilli a centinaia di sacerdoti esorcisti; e, al tempo stesso, \u00e8 come svuotare di significato l&#8217;Incarnazione e la Passione di Ges\u00f9: se il peccato non c&#8217;\u00e8, o se non \u00e8 poi cos\u00ec pericoloso nelle sue conseguenze, e se non c&#8217;\u00e8 l&#8217;inferno, cosa mai \u00e8 venuto a fare, sulla terra, Ges\u00f9 Cristo? Perch\u00e9 \u00e8 stato crocifisso, perch\u00e9 \u00e8 morto e poi risorto? Se si tolgono il peccato, il diavolo e l&#8217;inferno, tutto ci\u00f2 non ha pi\u00f9 alcun senso, e il cristianesimo si riduce a una bella favola in cui evapora la cosa essenziale: che Ges\u00f9 Cristo si \u00e8 fatto uomo per poterci redimere, caricandosi del peso dei nostri peccati.<\/p>\n<p>Il terzo fronte, quello interno, \u00e8, se possibile, ancora pi\u00f9 minaccioso del secondo. Perch\u00e9 la tentazione \u00e8 antica quanto \u00e8 antico l&#8217;uomo, basti pensare al Peccato originale dei nostri progenitori; mai come oggi, per\u00f2, gli uomini sembrano aver smarrito la nozione stessa del bene e de del male, e, di conseguenza, mai come oggi hanno abbassato le difese nei confronti della tentazione stessa, e anche di quel nemico che per padre Sosa Abascal non esiste, cio\u00e8 il diavolo, ma che san Pietro, nella prima delle lettere apostoliche che portano il suo nome, descrive come un leone ruggente che si aggira in cerca di anime da divorare. Ora, \u00e8 chiaro che chi non crede che il nemico esista, che il pericolo esista, \u00e8 in una condizione di pericolo assai pi\u00f9 grave, si potrebbe dire quasi disperata, rispetto a chi sa che il nemico c&#8217;\u00e8, e che esiste la concreta possibilit\u00e0 di esserne colpito. Andare alla guerra disarmati, e fiduciosi avviarsi verso le linee nemiche come se si andasse a una scampagnata fra amici, equivale a un suicidio: e questo \u00e8 ci\u00f2 che sta accadendo, oggi, nei confronti della tentazione e del peccato. A tanto si \u00e8 giunti per il diffondersi capillare, sistematico, implacabile, del modello di vita edonista e materialista e per l&#8217;adozione dello stile consumista, nonch\u00e9 per l&#8217;abnorme crescita della cultura dei diritti individuali, non accompagnata da una corrispondente cultura dei doveri, per cui sembra che tutto sia lecito, tutto sia concesso e tutto sia dovuto nella ricerca della &quot;felicit\u00e0&quot; di ciascuno. A volte, invece di &quot;felicit\u00e0&quot;, si parla di &quot;realizzazione&quot;: lo fanno specialmente psicologi, sociologi e pi\u00f9 o memo improvvisati &quot;maestri di saggezza&quot; e perfino maestri di (pseudo) spiritualit\u00e0; ma nessuno di essi sa cosa sia veramente la felicit\u00e0, e meno ancora cosa voglia dire realizzarsi. Realizzarsi, per tutti costoro, equivale a rivendicare la liceit\u00e0 di ci\u00f2 che piace, qualunque cosa sia; poich\u00e9 negano che esista una morale assoluta e un concetto universale di bene, respingono l&#8217;idea che la realizzazione di ciascuno sia inseparabile dal perseguimento del Bene, del vero bene, del bene che, per esser tale, deve esserlo per tutti e non solo per un singolo soggetto, magari a spese di altri soggetti. La Chiesa, in questa fase di dissoluzione morale, sta brillando per la sua assenza, o peggio. La neochiesa di questi ultimi anni si \u00e8 unita al coro insulso e ingannevole dei falsi maestri di felicit\u00e0 e di saggezza e ha fatto a gara con loro nel giustificare, e, ultimamente, perfino nel sollecitare le persone a cercare da s\u00e9 la propria &quot;felicit\u00e0&quot; e la propria &quot;realizzazione&quot;, senza tenere in alcun conto la morale cristiana, anzi, perfino la morale naturale: ad esempio, giustificando pienamente, e addirittura esaltando, la pratica omosessuale, come se fosse la cosa pi\u00f9 normale e pi\u00f9 giusta cui un cristiano possa indulgere (padre James Martin, gesuita); discorso poco diverso per il divorzio, le unioni di fatto, l&#8217;aborto, l&#8217;eutanasia. E questa \u00e8, forse, la colpa pi\u00f9 grave di cui si sta macchiando il neoclero: incoraggiando il vizio e il peccato, sta spingendo le anime verso l&#8217;abisso&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A quelli della nostra generazione, che hanno appreso, da bambini, le verit\u00e0 cristiane attraverso il Catechismo di Pio X, un concetto era ben chiaro: che essere<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157,238],"class_list":["post-29494","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo","tag-sacramenti"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29494","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29494"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29494\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29494"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29494"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29494"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}