{"id":29493,"date":"2017-03-18T02:59:00","date_gmt":"2017-03-18T02:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/18\/ora-vogliono-togliere-il-mistero-anche-dalla-messa\/"},"modified":"2017-03-18T02:59:00","modified_gmt":"2017-03-18T02:59:00","slug":"ora-vogliono-togliere-il-mistero-anche-dalla-messa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/18\/ora-vogliono-togliere-il-mistero-anche-dalla-messa\/","title":{"rendered":"Ora vogliono togliere il mistero anche dalla Messa"},"content":{"rendered":"<p>Era prevedibile che ci saremmo arrivati, prima o dopo; e infatti ci siamo arrivati. A forza di demandare a teologi, biblisti e studiosi di formazione modernista e storicista il compito d&#8217;interpretare i dati della Rivelazione, la Rivelazione \u00e8 stata abbassata al rango di una rivelazione con la minuscola, la liturgia \u00e8 diventata la cornice festosa di una serie di cerimonie molto, troppo umane, e il mistero del divino, il mistero dell&#8217;Incarnazione e quello della Trinit\u00e0, il mistero della Passione, Morte e Resurrezione di Ges\u00f9, il mistero della grazia, dei sacramenti, dell&#8217;Eucarestia, e quindi anche della santa Messa, tutto ci\u00f2 ha smesso di costituire un limite alla conoscibilit\u00e0 della ragione umana, \u00e8 diventato, al contrario, manifestazione di Dio all&#8217;uomo, una manifestazione cos\u00ec piana e aperta, che tutti possono comprendere, tutti possono leggervi dentro come se fosse un quotidiano o un rotocalco acquistato nell&#8217;edicola all&#8217;angolo, sotto casa, e portato via al prezzo di pochi euro. Mistero in svendita, mistero in liquidazione. Che bello: cade il mistero, cade l&#8217;ultima frontiera, l&#8217;ultimo tab\u00f9; e l&#8217;uomo pu\u00f2 finalmente celebrare una religione tutta chiara e razionale, tutta opera delle sue mani e della sua volont\u00e0, dove Dio \u00e8 fatto a immagine dell&#8217;uomo e non l&#8217;uomo a immagine di Dio; una religione che \u00e8 stata pensata, voluta e realizzata per celebrare la grandezza dell&#8217;uomo, non la sua piccolezza; l&#8217;intelligenza dell&#8217;uomo, la forza dell&#8217;uomo, l&#8217;audacia dell&#8217;uomo, non il bisogno struggente che l&#8217;uomo ha di Dio, senza il quale potrebbe solo perdersi e perdere anche ci\u00f2 che gli sta intorno.<\/p>\n<p>Il cuore del mistero, per il cristiano, \u00e8 la presenza viva di Cristo in mezzo ai suoi fedeli: il mistero del Sacrificio eucaristico. Sacrificio che Dio fa di s\u00e9, mediante suo Figlio, per amore degli uomini, e che sempre si rinnova ogni volta che il Pane e il Vino vengono consacrati e si trasformano nel Corpo e nel Sangue di Ges\u00f9 Cristo; e non, o solo secondariamente, il sacrificio che gli uomini fanno di Lui, come invece pensano molti cristiani, o sedicenti tali (<em>eucaristia<\/em>, in greco, significa: rendere grazie). Se si toglie il mistero, si abbassa il divino al livello dell&#8217;umano: il che \u00e8 precisamente ci\u00f2 che vuol fare la neochiesa o contro-chiesa modernista e progressista, imbevuta di storicismo e di relativismo, dialogante con tutti quanti tranne che coi fedeli non convinti dalle novit\u00e0 che stanno sfigurando e rendendo irriconoscibile il cattolicesimo, sotto i colpi incessanti dei teologi della &quot;svolta antropologica&quot;, dei&quot;preti di strada&quot;, dei vescovi e cardinali massoni, di tutti coloro i quali predicano dal pulpito il <em>vangelo secondo me<\/em>. Un vangelo che poco o nulla ha a che fare cl Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, ma che \u00e8 stato confezionato apposta per soddisfare il narcisismo, il protagonismo, la smania dell&#8217;ego propria dell&#8217;uomo moderno, in una resa totale allo spirito del mondo e in una totale abdicazione, ossia in una radicale apostasia, dalla fede cattolica, cos\u00ec come la Chiesa l&#8217;ha insegnata e tramandata per un paio di millenni, finch\u00e9 non sono arrivati i modernisti e i progressisti a distruggerla, vantandosene, e chiamando &quot;rinnovamento&quot; la distruzione, e &quot;approfondimento del messaggio evangelico&quot; l&#8217;apostasia generalizzata.<\/p>\n<p>Scriveva Anna di Noailles (da: Marie No\u00ebl, <em>Notes intimes<\/em>, Parigi, Stock, 1959):<\/p>\n<p><em>Due religioni, due d\u00e8i si affrontano al giorno d&#8217;oggi. Il Cristianesimo. Dio fatto uomo. L&#8217;anti-cristianesimo: l&#8217;uomo fatto Dio. Dio-fatto-uomo promette agli uomini un regno che non \u00e8 di questo mondo. Le Sue armi sono la povert\u00e0, la debolezza, l&#8217;amore. I Suoi apostoli, i martiri, L&#8217;uomo-fatto-dio promette agli uomini il dominio di questo mondo. Le sue armi sono la forza della menzogna, della violenza,m del&#8217;odio. I suoi zelatori, i tiranni e il poliziotti&#8230; A ciascuno scegliere il proprio Dio.<\/em><\/p>\n<p>Aveva dimenticato una categoria di zelatori della &quot;religione&quot; dell&#8217;uomo fatto dio: i falsi ministri di Dio.<\/p>\n<p>E adesso prendiamo l&#8217;articolo di don Paolo Tomatis, <em>La celebrazione, esperienza del mistero<\/em>, apparso sul mensile per operatori pastorali <em>Vita pastorale<\/em> (n. 2, febbraio 2017), e vediamo in che cosa consisterebbe propriamente il &quot;mistero&quot; cristiano per eccellenza, l&#8217;Eucarestia:<\/p>\n<p><em>Sono \u00e8 probabilmente ancora molti i credenti che, vedendo il sacerdote allargare le braccia dopo la consacrazione, interpretano questo gesto e le parole che seguono (&quot;Mistero della fede&quot;) come una resa della ragione di fronte al grande &quot;mistero&quot; della trasformazione del pane e del vino nel corpo e sangue di Cristo, quasi che lo sesso sacerdote alzando le mani in segno di resa confessasse: &quot;Siamo di fronte a un mistero pi\u00f9 grande di noi, che non possiamo comprendere, ma solo adorare&quot;!<\/em><\/p>\n<p><em>Mistero come realt\u00e0 inconoscibile e trascendente, dunque, oppure mistero come rivelazione di Dio nella storia, come conoscenza da parte degli uomini e come dono svelato? Per comprendere il significato cristiano della parola &quot;mistero&quot;, occorre interrogare le Scritture, e precisamente san Paolo o &#8211; per essere pi\u00f9 precisi ancora -i suoi discepoli, dal momento che le numerose volte (una ventina) in cui appare il termine &quot;mistero&quot; nelle lettere paoline sono tutte nelle cosiddette lettere deuteropaoline (Efesini, Colossesi, Timoteo&#8230;). Tale significato pu\u00f2 essere riassunto secondo quattro livelli: mistero \u00e8 il piano salvifico di Dio, nascosto nei secoli (1 Cor 2,7); rivelato e realizzato in Cristo, in modo speciale nella sua Pasqua (Ef 3, 3-10); manifestato alla Chiesa e da essa annunciato; destinato a compiersi nell&#8217;&quot;eschaton&quot; (Ef 1, 3-10). la differenza con le religioni pagane \u00e8 netta: l\u00e0 il mistero \u00e8 segreto e incomprensibile e dottrina nascosta; qui \u00e8 azione salvifica, offerta a tutti gli uomini. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Sappiamo come il Concilio Vaticano II abbia insistito sull&#8217;importanza di rendere accessibile e comprensibile il mistero della grazia, perch\u00e9 vi si possa partecipare: &quot;La Chiesa volge attente premure affinch\u00e9 i fedeli non assistano come estranei o muti spettatori a questo mistero dio fede (&quot;fidei mysterio&quot;) ma, comprendendolo bene per mezzo dei riti e delle preghiere (&quot;per ritus et preces&quot;), partecipino all&#8217;azione sacra consapevolmente, pienamente e attivamente (SC 48). Il mistero della fede (che \u00e8 poi il mistero della Pasqua, che si dona nel mistero eucaristico) non vuole spettatori muti ed estranei, ma partecipanti consapevoli e coinvolti: per questo \u00e8 necessario che le parole e i gesti del rito siano comprensibili.<\/em><\/p>\n<p>Oh, no, per carit\u00e0, il gesto del sacerdote di alzare le braccia e le sue parole liturgiche: <em>Mistero della fede<\/em> non sono, non devono essere, una resa della ragione: ma quando mai? La ragione non deve arrendersi, mai e poi mai: neanche davanti a Dio, neanche davanti al Sacramento dell&#8217;Eucarestia. Infatti, Tomatis scrive &quot;mistero&quot; fra virgolette, quando dice della trasformazione del pane e del vino nel corpo e sangue di Cristo (corpo e sangue lettera minuscola, si capisce, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 nessun mistero, e chiss\u00e0 se c&#8217;\u00e8 davvero Ges\u00f9 Cristo, poi). Per carit\u00e0, che non sia, quello, un gesto di resa: quando mai l&#8217;uomo deve arrendersi davanti a Dio? Non certo nella neochiesa modernista e progressista; no, l&#8217;uomo non si arrende davanti a nessuno, \u00e8 troppo grande, lui, per arrendersi, figuriamoci per inginocchiarsi; e infatti non solo non s&#8217;inginocchiano, codesti &quot;cattolici&quot; modernisti, e neppure accennano un sia pur piccolo inchino davanti al Santissimo, ma vogliono prendere l&#8217;Eucarestia con le loro mani e portarsela in bocca da s\u00e9, con fierezza, a testa alta: sono cristiani adulti e vaccinati, ci mancherebbe, non sono mica bambini, che hanno bisogno di ricevere il cibo in bocca dalle mani degli altri. E poi, non bisogna che il fedele pensi che <em>siamo di fronte a un mistero pi\u00f9 grande di noi, che non possiamo comprendere, ma solo adorare&quot;!<\/em> (e si noti quel punto esclamativo); oh, no di certo, siamo abbastanza grandi da poter comprendere perfettamente il mistero di Dio, il mistero della Messa, il mistero della Transustanziazione; non sia mai che dobbiamo &quot;solo&quot; adorare, rinunciando a comprendere! Ma per chi ci hanno preso, per delle vecchie beghine, di quelle d&#8217;una volta? Quei tempi, grazie al Cielo, sono finiti; oggi tutti i cattolici sono, o dovrebbero essere, perfettamente adulti e maturi, e perfettamente in grado di capire tutto, di penetrare il mistero, di vedere ogni cosa con la stessa chiarezza di Dio medesimo. Ci sarebbe quasi da ridere, se non ci fosse da piangere. E pensare che a dire e scrivere di queste cose sono proprio i sacerdoti: colti da un raptus, da una furia modernista, senza ritegno, senza neanche ascoltare il suono delle loro stesse parole, del tutto inebriati dalla teologia della &quot;svolta antropologica&quot;. Una sola cosa sentono con estrema fierezza: il fatto di aver superato e chiuso i conti con la liturgia, con la pastorale, con la dottrina del &quot;passato&quot;, cio\u00e8 anteriori al Concilio Vaticano II; il fatto di sentirsi investiti della sacra missione di spazzar via le ultime briciole, gli ultimi rimasugli della mentalit\u00e0 cattolica pre-conciliare: ottusa, superstiziosa, miserevole.<\/p>\n<p>Nel brano sopra riportato possiamo vedere un concentrato del nuovo modo d&#8217;intendere la teologia, la liturgia, la fede e la Chiesa stessa, da parte dei cattolici modernisti e progressisti. La parola d&#8217;ordine, la parola-chiave, \u00e8 <em>partecipazione<\/em>. Il fedele non deve <em>assistere<\/em> ai sacri riti, deve <em>partecipare<\/em>; e deve <em>capire<\/em>, deve <em>comprendere<\/em>, sino in fondo, senza misteri, senza zone d&#8217;ombra. Si direbbe che, pi\u00f9 che una Messa, ci si trovi in presenza di una lezione di matematica, o di filosofia; e, nello stesso tempo, che si tratta di un&#8217;assemblea democratica, dove tutti partecipano perch\u00e9 tutti devono essere attivi, coscienti, festosi e rumorosi, e Dio, il suo mistero, la sua presenza misteriosa, il suo sacrificio misterioso, \u00e8 l\u00ec a fare da sponda, a fare da &quot;spalla&quot;. Il mistero, insomma, d\u00e0 fastidio: non si vuol ammettere che l&#8217;uomo non possa capire e sapere tutto: ed ecco che il mistero, attraverso una bella torsione semantica e concettuale, finisce per diventare la &quot;rivelazione di Dio nella storia&quot; e &quot;una conoscenza degli uomini&quot;, e non pi\u00f9 una &quot;realt\u00e0 inconoscibile e trascendente&quot;. Capito? Niente trascendenza, niente d&#8217;inconoscibile per l&#8217;uomo; la Messa \u00e8 solo un rito, una celebrazione &quot;orizzontale&quot; e perfettamente razionale. Incredibile: par di leggere il\u00a0<em>Cristianesimo senza misteri<\/em>\u00a0di John Toland (del quale ci siamo occupati, a suo tempo, in pi\u00f9 d&#8217;una occasione), cio\u00e8 un tipico esponente di quel razionalismo e di quella irreligiosit\u00e0 illuminista vagamente camuffati da deismo settecentesco, ovviamente a sfondo massonico. Notiamo, fra parentesi, che si credono all&#8217;avanguardia, questi cattolici modernisti, e non sanno di essere in ritardo di tre secoli; ma questo \u00e8 un male che condividono con gli intellettuali laici, specialmente di sinistra, i quali pensano e s&#8217;illudono di rappresentare la punta di diamante della modernit\u00e0, mentre sono in cronico ritardo di parecchie generazioni, e trattano come cose di estrema attualit\u00e0 quelle che hanno fatto da un pezzo il loro tempo, ma, in compenso, non vedono affatto il nuovo che avanza, bello o brutto che sia, semplicemente perch\u00e9 non sanno riconoscerlo.<\/p>\n<p>Tornando a Tomatis, vediamo nel suo ragionamento il tipico modo di procedere di una certa teologia post-conciliare, che diventa pastorale e liturgia, ovviamente nel senso della costante &quot;innovazione&quot; e del costante &quot;aggiornamento&quot;, come avviene per le scienze positive, con le quali evidentemente costoro vogliono gareggiare. E cos\u00ec come un biologo, o un fisico, o un chimico, i quali non si aggiornino continuamente, resterebbero completamente sorpassati nel giro di pochi anni, cos\u00ec questi cattolici modernisti ritengono loro dovere aggiornare continuamente la loro lettura e interpretazione del Vangelo (concetto appena ribadito dal generale dei gesuiti, Arturo Sosa Abascal). E che cosa hanno capito, del mistero? Hanno capito che il vero significato della parola &quot;mistero&quot;, nel cristianesimo, non \u00e8 quello che, ingenuamente, per duemila anni la Chiesa ha creduto e insegnato, e la sana teologia confermato e ribadito, cio\u00e8 un limite oggettivo alle capacit\u00e0 razionali dell&#8217;uomo (che non per questo ne vengono sminuite o umiliate), un limite oltre il quale anche il pi\u00f9 saggio e intelligente degli uomini deve fare una scelta di fede (<em>beati quelli che crederanno senza aver visto<\/em>, dice Ges\u00f9 Cristo a Tommaso), ma esattamente l&#8217;opposto: che esso indica il rivelarsi di Dio agli uomini attraverso Cristo e la sua Pasqua, non certo in maniera incomprensibile, ma, al contrario, accessibile a tutti i membri della Chiesa.<\/p>\n<p>E come si fa a giungere a questa conclusione? Leggendo e confrontando le <em>Lettere<\/em> di san Paolo (non i quattro <em>Vangeli<\/em>!), anzi, proprio quelle la cui paternit\u00e0 \u00e8 meno sicura, almeno stando alla critica neotestamentaria pi\u00f9 recente. Ed ecco la strategia di tutta l&#8217;operazione: il &quot;semplice&quot; fedele (che pure era stato esaltato come colui che deve partecipare attivamente e consapevolmente alla liturgia) deve lasciare la parola a chi \u00e8 pi\u00f9 competente di lui, il teologo, il biblista, l&#8217;esegeta del Nuovo Testamento. Costui, che \u00e8 uno specialista, perch\u00e9 conosce il greco, l&#8217;ebraico e il latino, e non un dilettante come il semplice fedele, ha compreso che il &quot;vero&quot; significato della parola mistero, nei testi appositamente da lui selezionati, \u00e8 quello di rivelazione del piano di Do agli uomini, e quindi che in esso non c&#8217;\u00e8 alcun&#8230; mistero. Insomma, \u00e8 tutto chiaro, \u00e8 tutto semplice come bere un bicchier d&#8217;acqua. Ma quale mistero: i misteri li avevano i pagani. E qui, parecchio in mala fede, si allude ai &quot;misteri&quot; delle religioni antiche, per far emergere la luminosit\u00e0 del cristianesimo, che di tali oscurit\u00e0 non ha bisogno. Ma il fatto che il cristianesimo non abbia misteri nel senso pagano della parola, cio\u00e8 saperi segreti, non significa affatto che il cristianesimo non conosce il mistero in quanto tale, cio\u00e8 la distanza radicale, la distanza ontologica, tra il Creatore e le sue creature! E, del resto, \u00e8 proprio la tecnica adoperata da costoro che torna a rimarcare una distanza &quot;ontologica&quot; fra coloro che sanno, gli specialisti della <em>Bibbia,<\/em> e coloro che non sanno, i quali devono fidarsi e rimettersi ai primi. Bella conclusione davvero: non bisogna pi\u00f9 credere, senza vedere, a Dio, per\u00f2 bisogna credere, senza capire, ai biblisti e agli esegeti modernisti, i quali ci assicurano che le cose stanno proprio cos\u00ec. E questa non \u00e8 una gnosi in piena regola? Non \u00e8 forse un ritorno all&#8217;idea pagana di una religione &quot;alta&quot; per le perone colte, istruite e sapienti, e una religione &quot;bassa&quot; per il popolino? L&#8217;importante \u00e8 che a quel popolino, poi, si faccia credere di aver capito tutto; che lo si rassicuri sul fatto che non c&#8217;\u00e8 proprio alcun mistero; che esso \u00e8 il vero protagonista della Messa, senza pi\u00f9 residui di trascendenza, ma come un rito in cui la &quot;partecipazione attiva&quot; da parte dell&#8217;assemblea \u00e8 tanto importante, quanto il rinnovarsi del Sacrificio Eucaristico di Cristo. E qui c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra, voluta confusione concettuale: perch\u00e9 il fatto di essere chiamato a una fede, e quindi a un rito, in cui non tutto \u00e8 razionalmente comprensibile e umanamente spiegabile, non significa affatto che la partecipazione dei fedeli non si attiva: questo \u00e8 un modo di pensare che pu\u00f2 andar bene quando si parla di un&#8217;assemblea di condominio, o di fabbrica, o di quartiere; ma non va bene quando si parla della santa Messa, nella quale i fedeli sono chiamati \u00a0a partecipare, s\u00ec, ma non per capire tutto e non per essere i protagonisti, non per agire, perch\u00e9 nella Messa c&#8217;\u00e8 un solo sacerdote: Cristo; un solo sacrificio: il Suo; una sola azione necessaria e indispensabile: la Sua, mediante la transustanziazione. Che \u00e8, fino a prova contraria, un mistero. Oppure no? Se non lo \u00e8, allora lo dicano, questi bravi &quot;cattolici&quot; modernisti&#8230;<\/p>\n<p>E dopo la rassicurazione degli specialisti sul &quot;vero&quot; significato del mistero cristiano, ecco l&#8217;immancabile richiamo al Vaticano II: l&#8217;unico concilio che costoro abbiano sempre in bocca, come se gli altri venti non contassero nulla. E che dice, in proposito, il Vaticano II? Che i fedeli non devono andare alla Messa come\u00a0<em>spettatori muti ed estranei, ma partecipanti consapevoli e coinvolti: per questo \u00e8 necessario che le parole e i gesti del rito siano comprensibili<\/em>. Benissimo: vuol dire che nella Messa tridentina, nella Messa di prima del Concilio, parole e i gesti del rito non erano comprensibili: insomma, superstizione e magia allo stato puro. Non hanno il coraggio di dirlo, ma lo pensano. Per secoli e secoli, i cattolici hanno celebrato una Messa incomprensibile, in cui i poveri\u00a0fedeli erano &quot;muti&quot;, &quot;passivi&quot;, &quot;inerti&quot;, e non capivano un accidenti di quel che il sacerdote facesse; ma poi \u00e8 arrivato il Concilio (occorre specificare quale? basta dire: il Concilio), poi \u00e8 arrivata la &quot;svolta antropologica&quot;, \u00e8 arrivata la &quot;partecipazione&quot;, \u00e8 arrivata la voglia di essere &quot;attivi&quot;, e son arrivati costoro, questi preti e teologi modernisti e progressisti, e finalmente, dopo tante generazioni vissute nell&#8217;ignoranza, \u00e8 arrivato il vero cristianesimo: chiaro, limpido, accessibile a tutti, senza neppure un angolino di mistero &#8211; senza trascendenza. Una cosa tutta umana, tutta perfettamente ragionevole, dal principio alla fine.<\/p>\n<p>Ahim\u00e8, cari preti progressisti e modernisti: possibile che non vi fiori un sia pur vago sospetto che tutto questo abbia a che fare col diavolo, piuttosto che con Dio?\u00a0<em>Tu hai creduto perch\u00e9 hai visto, Tommaso<\/em>\u00a0&#8211; dice Ges\u00f9 nel Vangelo; oppure anche questo va &quot;rivisto &quot; e &quot;reinterpretato&quot;?;\u00a0<em>ma beati coloro che crederanno pur senza avere visto.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era prevedibile che ci saremmo arrivati, prima o dopo; e infatti ci siamo arrivati. 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