{"id":29486,"date":"2017-09-16T07:40:00","date_gmt":"2017-09-16T07:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/16\/vescovi-modernisti-il-cattolicesimo-e-unaltra-cosa\/"},"modified":"2017-09-16T07:40:00","modified_gmt":"2017-09-16T07:40:00","slug":"vescovi-modernisti-il-cattolicesimo-e-unaltra-cosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/16\/vescovi-modernisti-il-cattolicesimo-e-unaltra-cosa\/","title":{"rendered":"Vescovi modernisti, il cattolicesimo \u00e8 un&#8217;altra cosa"},"content":{"rendered":"<p>Di monsignor Giovanni D&#8217;Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, il quale tiene, con molta disinvoltura, una rubrica fissa, <em>Gente di fede<\/em>, dedicata a rispondere alle domande dei lettori, sulla rivista di gossip <em>Il settimanale nuovo<\/em>, tra un servizio illustrato sulle curve generose del lato A dell&#8217;attrice Tal dei Tali, e un altro sulle curve, ancor pi\u00f9 generose, del lato B della show-girl Talaltra (le altre rubriche, per farsi un&#8217;idea del giornale: <em>I nostri soldi<\/em>; <em>Parole d&#8217;amore<\/em>; <em>Weekend<\/em>, <em>Moda<\/em>, <em>Bellezza<\/em>, <em>Salute<\/em>, <em>Oroscopo<\/em>, <em>Addominali<\/em> (s\u00ec, c&#8217;\u00e8 una rubrica fissa solo per gli addominali), <em>Giochi<\/em>, <em>Cinema<\/em>, eccetera), ci eravamo gi\u00e0 occupati in un precedente articolo, discutendo ci\u00f2 rispondeva, in maniera banale e buonista, al quesito di un lettore circa la suora cattiva che non si ferma per fare la carit\u00e0 ad un mendicante professionista. Ci \u00e8 impossibile non tornare a parlare dei lui, essendoci capitato fra le mani il numero del 17 agosto 2017 di quella rivista, nel quale egli tratta, con la consueta leggerezza, un tema assai ampio, l&#8217;azione riformatrice di papa Francesco; e lo tratta da par suo, cio\u00e8 da modernista e non da vescovo o da sacerdote cattolico. Ma siccome non ne possiamo pi\u00f9 di questo clero modernista che si spaccia per cattolico, che fa credere ai fedeli di essere cattolico, e che smercia loro moneta falsa facendola passare per buona, cio\u00e8 prendendoli in giro su una questione terribilmente seria &#8212; la vera fede e, quindi, la salute delle anime &#8212; sentiamo l&#8217;obbligo morale di dire forte e chiaro che costoro non sono cattolici, che non insegnano la dottrina cattolica, che sono in realt\u00e0 dei modernisti, cio\u00e8 dei pericolosi eretici che si travestono da cattolici, ai quali san Pio X aveva comminato la scomunica sin dal 1907, con l&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em>.<\/p>\n<p>A dire il vero, dall&#8217;articolo di monsignor D&#8217;Ercole non traspare nemmeno un modernismo vero e proprio, ma un atteggiamento di tipo modernista: ossia un atteggiamento di quasi incredibile <em>nonchalance<\/em> nel trattare questioni serie e delicate, una approssimazione pastorale inverosimile, e una conoscenza teologica che, un tempo, sarebbe valsa una sonora bocciatura a qualunque seminarista alle prese con l&#8217;ABC della dottrina cattolica. Ci\u00f2 che intendiamo dire che \u00e8 che i veri modernisti, sia quelli della prima ondata &#8212; i Loisy, i Tyrrell, i Buonaiuti -, sia quelli dell&#8217;ondata di mezzo &#8212; i Teilhard de Chardin &#8212; sia, infine, quelli dell&#8217;ondata conciliare e postconciliare &#8212; i Rahner, i Kasper, i Schillebeeckx, eccetera &#8212; possedevano un notevole spessore culturale: infatti era proprio la superbia intellettuale la ragione prima dei loro errori. Non \u00e8 che non conoscessero la teologia cattolica; la conoscevano, e anche bene: \u00e8 che pretendevano di sostituirla con le loro idee, moderniste e antropocentriche, gettando via la Tradizione e adattando le Scritture alle loro idee moderniste, protestantizzando il cattolicesimo e introducendo il principio della libera interpretazione, nonch\u00e9 riducendo a &quot;simboli&quot; o &quot;miti&quot; praticamente tutte le cose che riguardano la dimensione soprannaturale, e quindi lasciando, della dottrina, solo una vaga impalcatura morale, che ciascuno intende a modo suo, secondo il proprio &quot;sentimento&quot; religioso. Ma i Paglia, i Galantino, i Sosa Abascal, i Martin, i D&#8217;Ercole, mostrano una straordinaria ignoranza teologica e una ancor pi\u00f9 stupefacente disinvoltura nel sostenere punti di vista balordi e peregrini, fondato su argomentazioni da autobus o da bar: <em>Non sappiamo cosa disse veramente Ges\u00f9 perch\u00e9 a quel tempo non c&#8217;erano i registratori<\/em>, dice, per esempio, padre Sosa, che non \u00e8 un Pinco Pallino qualsiasi, ma il nuovo generale dei gesuiti. E che dire dell&#8217;affermazione, fatta da papa Francesco in persona (il 19 aprile 20017, nel corso di un&#8217;udienza generale ), che la morte di Ges\u00f9 sulla croce \u00e8 un <em>fatto<\/em> storico, mentre la Resurrezione \u00e8 &quot;solo&quot; un <em>atto<\/em> di fede? Un mese prima, il 17 marzo, sempre in un&#8217;udienza al Palazzo Apostolico, il papa, per spiegare l&#8217;unit\u00e0 e la differenza nella Santissima Trinit\u00e0, aveva detto che \u00e8 come se le Tre Persone divine stessero sempre a litigare a porte chiuse, mentre, al di fuori, danno un&#8217;immagine di unit\u00e0.<\/p>\n<p>Ed ecco cosa scrive monsignor D&#8217;Ercole a una lettrice che chiede il suo parere sulla nomina del cardinale Gualtiero Bassetti a presidente della C.E.I.; lettrice che, peraltro, non sembra aver bisogno di pareri altrui, visto che ha gi\u00e0 le idee ben chiare, affermando che quella nomina contribuisce a creare &quot;una Chiesa diversa, pi\u00f9 aperta e pi\u00f9 vicina al messaggio di Cristo&quot;: una affermazione talmente in sintonia con la linea di Bergoglio e dello stesso D&#8217;Ercole, che sembra pi\u00f9 un&#8217;imbeccata che una vera domanda (ma costoro ci prendono proprio per scemi? A noi, che conoscevamo la <em>Rivista della RDT<\/em>, queste domande e risposte concertate hanno un suono familiare, di cosa gi\u00e0 vista e molto triste, in perfetto stile sovietico):<\/p>\n<p><em>Carissima signora Amalia, papa Francesco sta cambiando la Chiesa in moltissimi modi: anche con i gesti, per esempio, ma soprattutto con innovazioni che attecchiranno sempre di pi\u00f9 nel terreno sociale e nel cuore della gente col trascorrere del tempo. \u00c8 difficile e prevedere come sar\u00e0 la Chiesa fra vent&#8217;anni, perch\u00e9 la Chiesa delle periferie &#8212; come ama dire spesso il Pontefice &#8212; ci riserver\u00e0 ancora tantissime sorprese. La nomina del cardinale Gualtiero Bassetti si inserisce in modo stupendo in questa tendenza. Il porporato, infatti, da sempre si \u00e8 distinto per l&#8217;annuncio appassionato del Vangelo e per il servizio ai poveri, che rimangono nel cuore della sua e della nostra vocazione. Per questo, papa Francesco ha gi\u00e0 invertito un paradigma: la giustizia non \u00e8 il fine ultimo dell&#8217;evangelizzazione, ma ne \u00e8 il presupposto. Se non c&#8217;\u00e8 giustizia sociale, se la relazione fra le persone viene interrotta dalla povert\u00e0, l&#8217;azione del Vangelo non trova spazio.<\/em><\/p>\n<p>In verit\u00e0, \u00e8 quasi umiliante doversi confrontare con delle tesi di una tale povert\u00e0 intellettuale e spirituale e di una tale piaggeria (si noti quell&#8217;aggettivo, <em>stupendo<\/em>, del tutto sproporzionato e quasi ridicolo nel conteso in cui viene adoperato). Queste righe sembrano scritte da un analfabeta della teologia, oppure da una persona seriamente intenzionata a sovvertire e demolire la Rivelazione cristiana, cos\u00ec come noi l&#8217;abbiamo sempre conosciuta e come la Chiesa cattolica l&#8217;ha trasmessa fedelmente per quasi duemila anni.<\/p>\n<p>Due sono le cose che maggiormente colpiscono, entrambe in senso estremamente negativo. La prima \u00e8 la naturalezza con cui si parla della volont\u00e0 di cambiare la Chiesa e ci si compiace della rapidit\u00e0 di tale cambiamento, al punto che, volendo fare una previsione, perfino colui che scrive non osa immaginare come sar\u00e0 la Chiesa, non fra 200 anni, fra 20 anni Il fatto che per due millenni essa sia rimasta salda sui de fondamenti della Tradizione e della Scrittura, gli \u00e8 del tutto indifferente: facendo suo lo spirito del mondo, spirito di frenesia, febbre di novit\u00e0, smania del cambiamento &#8212; trova che tutto ci\u00f2 sia buono e giusto e non lo sfiora neppure l&#8217;idea che nessuno, tanto meno il papa, ha alcun diritto di far ci\u00f2: cambiare la Chiesa. La Chiesa non viene affidata al papa e ai vescovi perch\u00e9 la cambino, ma perch\u00e9 custodiscano e tramandino fedelmente il Deposito della fede e si preoccupino costantemente della salvezza delle anime; non della giustizia sociale. Questa \u00e8 la prima cosa che balza all&#8217;occhio: ed \u00e8 di una tale enormit\u00e0, di una portata cos\u00ec devastante, da lasciar senza parole. Chi pensa, parla e scrive cos\u00ec, o non sa cosa sia la Chiesa, oppure la detesta e vuol fare al suo posto un&#8217;altra cosa. Come fece Lutero, del resto tanto ammirato da papa Francesco e dai suoi entusiastici sostenitori. C&#8217;\u00e8 il piccolo particolare che Lutero \u00e8 un eretico ed \u00e8 stato solennemente scomunicato dalla Chiesa cattolica, per mano di papa Leone X (3 gennaio 1521). Ma niente paura: si parla gi\u00e0 di una prossima remissione, anche formale, della scomunica: dopo le celebrazioni di Lund, in Svezia, la cosa sarebbe fin troppo naturale. Naturale, ma inammissibile; logica, ma intollerabile per i cattolici. Se davvero papa Francesco oser\u00e0 fare un gesto del genere, siamo noi che non osiamo immaginare quali potrebbero essere le conseguenze per la Chiesa. Senza dubbio, una parte dei cattolici non lo potrebbe accettare: se lo facessero, dimostrerebbero di non esser pi\u00f9 tali e di non credere pi\u00f9 alla vera Chiesa di Ges\u00f9 Cristo, ma a un&#8217;altra chiesa, quella di Bergoglio e dei suoi fan, che non ha niente a che vedere con essa. A quel punto, il clero della neochiesa bergogliana dovrebbe assumersi l&#8217;immensa responsabilit\u00e0 di aver provocato uno scisma. A forza di tirare la corda, non c&#8217;\u00e8 dubbio che finir\u00e0 per spezzarsi. Si tratta solo di vedere quando, e in quale occasione verr\u00e0 gettata la maschera.<\/p>\n<p>Ma il secondo punto che emerge dalle parole di monsignor D&#8217;Ercole \u00e8 ancora, se possibile, pi\u00f9 sconcertante del primo. Laddove afferma che <em>papa Francesco ha gi\u00e0 invertito un paradigma: la giustizia non \u00e8 il fine ultimo dell&#8217;evangelizzazione, ma ne \u00e8 il presupposto. Se non c&#8217;\u00e8 giustizia sociale, se la relazione fra le persone viene interrotta dalla povert\u00e0, l&#8217;azione del Vangelo non trova spazio<\/em>, egli riesce a dire ben tre eresie nell&#8217;ambito di un solo concetto<em>.<\/em><\/p>\n<p>La prima \u00e8 che la giustizia, secondo lui, era il fine ultimo dell&#8217;evangelizzazione, evidentemente prima della &quot;svolta&quot; di Bergoglio; la seconda, che ora le teste d&#8217;uovo della neochiesa hanno compreso che non la giustizia \u00e8 il fine, ma il presupposto; la terza, che il Vangelo non trova spazio se vi \u00e8 la povert\u00e0, e quindi, prima di annunciare il Vangelo, bisogna eliminare la povert\u00e0. La prima eresia: la giustizia di cui egli parla \u00e8 la giustizia degli uomini, tanto \u00e8 vero che la scrive con la lettera minuscola; ma la giustizia umana non \u00e8 parte del messaggio evangelico. Il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 l&#8217;annuncio del Regno di Dio, non del dovere di lottare per la giustizia umana. Non si dice, con questo, che essa non sia, o non possa essere, un nobile fine; si dice che non c&#8217;entra con il Vangelo, che non \u00e8 parte del Vangelo, che non appartiene a ci\u00f2 che Ges\u00f9 ha insegnato agli uomini. Semmai, ha insegnato la carit\u00e0; ma la sola giustizia di cui parla Ges\u00f9, \u00e8 la Giustizia di Dio; in quella degli uomini, non mostra di avere la minima fiducia, per la ragione che gli uomini, da soli, senza Dio, e quindi senza la sua Giustizia, <em>non possono fare niente<\/em> (cfr. la similitudine della vite e dei tralci).<\/p>\n<p>La seconda eresia \u00e8 che la giustizia sia diventata, adesso, il presupposto del&#8217;evangelizzazione: vale a dire, prima di annunciare il Vangelo i preti e i fedeli devono rimboccarsi le maniche e farsi politici, sindacalisti, sociologi, amministratori, economisti, legislatori, in modo da fornire al Vangelo la sua necessaria base di giustizia (terrena ed umana: non quella divina). Davvero non si capisce se chi esprime una idea simile si renda conto, oppure no, di stare snaturando completamente la religione cristiana e la fede cattolica da ci\u00f2 che sono, sono sempre state e devono continuare ad essere. Dire che prima deve venire la giustizia, poi il Vangelo, equivale a ridurre il vangelo (con la minuscola) a una delle tante ideologie di questo mondo, senza nulla di soprannaturale; per giunta, a un&#8217;ideologia di seconda scelta, perch\u00e9, prima di poter essere annunciata, bisogna che sia realizzata un&#8217;altra condizione, la giustizia appunto. Ci\u00f2 significa togliere al cristianesimo il suo carattere di Rivelazione divina, e anche la sua cosa pi\u00f9 specifica: l&#8217;Incarnazione del Verbo, che si fa uomo, muore e risorge per amore dell&#8217;umanit\u00e0. Dov&#8217;\u00e8, in tutto questo, Ges\u00f9 Cristo? Dov&#8217;\u00e8 l&#8217;amore del Padre? E dov&#8217;\u00e8 l&#8217;azione dello Spirito Santo? Non parliamo, poi, degli angeli, dei santi e della Madonna: sparisce tutto, resta solo un bisogno di giustizia umana. Ma questo non \u00e8 pi\u00f9 cristianesimo; non \u00e8 nemmeno una religione: \u00e8 una dottrina politica e sociale, fondata sull&#8217;idea di giustizia. E non solo questa \u00e8 la versione aggiornata della pi\u00f9 morta e defunta di tutte le ideologie moderne, il marxismo; \u00e8, addirittura, la sovrapposizione del marxismo al Vangelo. Ora si capisce perch\u00e9 il papa Francesco ha gradito tanto l&#8217;empio crocifisso intrecciato con la falce e il martello, regalatogli dal presidente boliviano Morales: perch\u00e9 questo \u00e8 precisamente il <em>suo<\/em> vangelo.<\/p>\n<p>La terza eresia \u00e8 nell&#8217;ultima affermazione: <em>Se non c&#8217;\u00e8 giustizia sociale, se la relazione fra le persone viene interrotta dalla povert\u00e0, l&#8217;azione del Vangelo non trova spazio.<\/em> Traduciamo fedelmente, senza alterare il pensiero dell&#8217;autore: se c&#8217;\u00e8 la povert\u00e0, la relazione fra le persone viene interrotta, e allora \u00e8 impossibile, o inutile, o sbagliato, annunciare il Vangelo, perch\u00e9 non ci sono gli spazi sufficienti. Questo \u00e8 un pensiero non solo eretico, ma anche particolarmente balordo sul piano della logica, e in palese contraddizione con l&#8217;idea di fondo sin qui sostenuta dal monsignore: perch\u00e9, se le sue parole hanno un senso, se ne deduce che, prima di poter annunciare il Vangelo, bisogna rimuove la povert\u00e0. Cio\u00e8 si pu\u00f2 annunciare il Vangelo solo dove c&#8217;\u00e8 il benessere: paradossale conclusione. L&#8217;opzione preferenziale per i poveri si rovescia nel suo contrario, il vangelo riservato ai ricchi. Si vede che nella Palestina, ai tempi di Ges\u00f9, la povert\u00e0 non c&#8217;era: altrimenti, in base a questo raffinato ragionamento, Ges\u00f9 non avrebbe potuto, o magari non avrebbe voluto, annunciare il Vangelo. Avrebbe detto ai suoi discepoli: <em>Ragazzi, non possiamo a predicare il Vangelo, n\u00e9 battezzare, finch\u00e9 la giustizia non si stata stabilita e la povert\u00e0 eliminata<\/em>. E cos\u00ec si sarebbero trasformati, Lui e loro, in operatori sociali, riformatori politici, e cos\u00ec via. Per\u00f2 Ges\u00f9, il Vangelo, lo ha annunciato; e ai suoi discepoli ha raccomandato di fare altrettanto. Dunque, non resta che una sola spiegazione possibile: in Palestina non c&#8217;erano poveri, ma erano tutti benestanti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di monsignor Giovanni D&#8217;Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, il quale tiene, con molta disinvoltura, una rubrica fissa, Gente di fede, dedicata a rispondere alle domande dei<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[107,157,201,216],"class_list":["post-29486","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-cattolicesimo","tag-gesu-cristo","tag-modernismo","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29486","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29486"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29486\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}