{"id":29483,"date":"2018-02-01T07:24:00","date_gmt":"2018-02-01T07:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/01\/verso-il-redde-rationem\/"},"modified":"2018-02-01T07:24:00","modified_gmt":"2018-02-01T07:24:00","slug":"verso-il-redde-rationem","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/01\/verso-il-redde-rationem\/","title":{"rendered":"Verso il redde rationem"},"content":{"rendered":"<p><em>Redde rationem villicationis tuae: iam enim non poteris villicare<\/em>: sono parole di Ges\u00f9 Cristo, che Egli pronuncia nella parabola del cattivo amministratore (<em>Lc<\/em> 16,2). Molti credono che l&#8217;espressione latina <em>redde rationem<\/em>, ossia &quot;rendere conto di qualcosa&quot;<em>,<\/em> sia di origine classica, che appartenga a qualche poeta, come Orazio, o a qualche commediografo, come Plauto, oppure semplicemente che sia un proverbio, un modo di dire, o magari una formula giuridica. Niente di tutto questo: \u00e8 Vangelo, puro e sacrosanto Vangelo, che un buon cristiano dovrebbe conoscere praticamente a memoria; e quelle parole, sono le precise parole adoperate dal nostro Signore Ges\u00f9 Cristo per far capire che noi tutti, a un dato momento &#8212; quando, nessuno lo sa, n\u00e9 lo pu\u00f2 prevedere -, dovremo rendere conto del nostro operato, di quel che abbiamo fatto nella nostra vita, e soprattutto di come lo abbiamo fatto. (Il padrone) <em>lo chiam\u00f2 e gli disse: Che \u00e8 questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perch\u00e9 non puoi pi\u00f9 essere amministratore<\/em>. In altre parole: sei licenziato; ma prima, rendimi conto di quel che hai fatto.<\/p>\n<p>Sono parole di una seriet\u00e0 terribile, se appena vi si riflette sopra con un minimo di attenzione. A forza di sentir ripetere, in tutte le salse, che Dio \u00e8 misericordioso, ci siamo quasi scordati che Egli \u00e8 anche giusto giudice: giusto, ma giudice. No, nessuna forzatura teologica, nessun ritorno all&#8217;<em>Antico Testamento<\/em>: al contrario, il pensiero che Dio \u00e8 giudice dovrebbe essere d&#8217;immenso conforto per noi; o, almeno, dovrebbe esserlo per i buoni, per quanti hanno vissuto la loro vita con mitezza, senza fare del male ad alcuno e cercando anzi, per quanto possibile, di fare del bene. Guai se Dio non fosse giudice; guai se non giudicasse, come empiamente ha dato a intendere il falso papa Bergoglio nella udienza generale del 23 agosto 2017, quando ha affermato che Dio, alla fine dei tempi, chiamer\u00e0 a s\u00e9 <em>tutti gli uomini<\/em>, per abitare con Lui sotto una immensa tenda, evidentemente il Paradiso. E solo Dio, che \u00e8 Verit\u00e0, pu\u00f2 giudicarci in maniera veritiera: Lui solo sa cosa c&#8217;\u00e8 nei nostri cuori; e Lui solo sa se, dopo aver peccato, ci siamo realmente e profondamente pentiti, oppure no. Chi altro lo potrebbe sapere? Ogni giudizio umano \u00e8 fallibile; ma Dio ci conosce fino in fondo, per Lui non ci sono misteri, non ci sono ombre nella nostra anima: Lui sa tutto, vede tutto, nulla potrebbe mai sfuggirgli. Se cos\u00ec non fosse, un criminale mafioso che ha ucciso, barbaramente e crudelmente, decine di persone, e perfino strangolato dei bambini, e poi li ha sciolti nell&#8217;acido, senza mai pentirsi, senza mai ravvedersi, senza mai domandar perdono n\u00e9 a Dio, n\u00e9 agli uomini, ma anzi, vantandosi fino all&#8217;ultimo delle sue orribili prodezze, potrebbe trovarsi sotto <em>la grande tenda di Dio<\/em> accanto alle anime sante. Una cosa del genere sarebbe mostruosa, sarebbe la negazione dell&#8217;ordine universale, sarebbe la profanazione suprema di tutto ci\u00f2 che di vero e di giusto noi, creature imperfette, possiamo immaginare, ma anche di ci\u00f2 che la Verit\u00e0 e la Giustizia assolute potrebbero mai tollerare. Se a qualcuno piace immaginarsi un dio del genere, gabellandolo per misericordioso, mentre sarebbe semplicemente un dio ingiusto e perci\u00f2 non sarebbe dio, ma una sua atroce contraffazione, faccia pure; se ai neoteologi e ai neopreti piace predicare un dio di questo tipo, facendolo complice della umana ingiustizia e della umana depravazione, se ne assumano tutta la responsabilit\u00e0 e non si nascondano dietro il dito della falsa misericordia. Si carichino pure la coscienza di quest&#8217;altra blasfemia, di quest&#8217;altra bestemmia, dopo le tante che ci tocca sentire ormai praticamente ogni giorno: noi non li invidiamo, n\u00e9 vorremmo essere nei loro panni. Si prendono una responsabilit\u00e0 gravissima, sia verso Dio, sia verso le anime che essi spingono verso l&#8217;errore: ma saranno ricompensati, anche loro, secondo giustizia.<\/p>\n<p>Viviamo in un momento storico in cui molti nodi stanno venendo al pettine, e tutto lascia pensare che non sia lontano il momento della verit\u00e0: il momento in cui ciascuno di noi, come uomo e come cristiano (se lo \u00e8, o se pensa di esserlo), dovr\u00e0 presentarsi davanti al Signore, per il <em>redde rationem<\/em>. Dovr\u00e0 rispondere alla domanda: <em>Rendimi conto di quel che hai fatto e di quel che non hai fatto<\/em>; perch\u00e9, come ha sempre insegnato, e giustamente, la dottrina morale cattolica, vi sono i peccati attivi, relativi a ci\u00f2 che abbiamo pensato, detto e operato, e vi sono anche i peccati di omissione, che in certi casi possono essere non meno gravi dei primi. E, naturalmente, il <em>redde rationem<\/em> cui saremo chiamati non avr\u00e0 niente a che fare con il regno della quantit\u00e0. Dio non ci chieder\u00e0 conto di quante cose avremo fatte, ma di come le avremo fatte: se le avremo fatte con amore, con disinteresse, cercando la Sua gloria e il bene del prossimo, non il nostro bene o il nostro interesse. A Dio non importa quanta gente un papa riesce a portare in piazza, per vederlo e ascoltarlo, come fosse una star, e non, puramente e semplicemente, l&#8217;umile vicario di Cristo; a Lui importa sapere se anche una sola anima \u00e8 stata salvata, o, almeno, se \u00e8 stata messa in condizione di potersi salvare, mostrandole la via del bene e della verit\u00e0: di questo ci chieder\u00e0 conto. E ci chieder\u00e0 conto anche delle anime che avremo allontanato dalla verit\u00e0 e dalla fede, e quindi dalla salvezza, con il nostro comportamento, con le nostre parole e i nostri atti; e anche di quelle che non avremo fatto nulla per avvicinare a Lui, pur avendone la possibilit\u00e0 e l&#8217;occasione.<\/p>\n<p>Ora, un tratto tipico, e diremmo inconfondibile, della neochiesa, o falsa chiesa, \u00e8 proprio quello di dare un&#8217;importanza preminente, per non dire esclusiva, ai grandi numeri: con un ragionamento puramente mercantilistico, essa punta a fare il pieno sulle piazze (sulle piazze, non nelle chiese), come se ci\u00f2 fosse la cosa pi\u00f9 importante; non si cura, molto spesso, di dare un esempio di vita e di vera dottrina cristiana, con le parole e con gli atti di ogni giorno. Peraltro, perfino sul piano della quantit\u00e0 i numeri le stanno dando torto: non \u00e8 vero che oggi i fedeli sono in aumento, al contrario, sono in caduta verticale: se nel 2000 l&#8217;ottanta per cento degli italiani si dichiarava di fede cattolica, oggi, in meno di vent&#8217;anni, essi sono scesi al sessanta per cento. Lo si vede a occhio: Piazza San Pietro, la domenica, non \u00e8 gremita di folla come un tempo: forse la gente si \u00e8 stancata delle mancate benedizioni (perch\u00e9 volutamente incomplete nella formula rituale) e delle false benedizioni (perch\u00e9 fatte a nome di un dio che \u00e8 <em>il Padre di tutte le confessioni<\/em>, dunque anche delle religioni false e perfino di quelle sanguinarie e diaboliche), di un presunto papa che sa parlare sempre e solo di politica, che si mostra letteralmente ossessionato dalla pretesa d&#8217;imporre l&#8217;accoglienza dei migranti, presentandola &#8212; falsamente &#8211; come un preciso dovere cristiano; forse si stanno stancando di sentirlo magnificare ed esaltato Bonino e Pannella e, intanto, umiliare e perseguitare gli ottimi Francescani dell&#8217;Immacolata. Sta di fatto che a Iquique, nel Cile settentrionale, per la tanto attesa Messa del 18 gennaio, nel coso del viaggio apostolico di Bergoglio nell&#8217;America del Sud, erano attese non meno di 380.000 persone &#8212; tante ne poteva contenere la struttura predisposta sulla spiaggia di Lobito -, mentre ne sono arrivate forse 90.000, forse 80 o 75.000. E non si tratta di assenze dovute a cause logistiche: come ricorda la giornalista Margaret G. Galitizin (vedi sul sito di <em>Riscossa Cristiana<\/em>), per la Messa della Signora del Carmelo, ne vengono ogni anno, in media, 250000. Ma per il papa, non solo non se ne sono viste di pi\u00f9, ma molte di meno, neppure un quinto di quanto preventivato. Che ci\u00f2 sia stato per il disgusto provocato dalle sue dichiarazioni sul caso del vescovo Barros, protettore di un sacerdote indegno come don Fernando Karadina, un violentatore di bambini riconosciuto e conclamato; o per i suoi incessanti discorsi a favore degli immigrati clandestini (che anche in quel Paese stanno cominciando a costituire un problema sociale non indifferente), o per la ciarlatanesca vicenda del matrimonio &quot;a sorpresa&quot;, che in realt\u00e0 non era tale, celebrato sull&#8217;aereo, a 11.000 metri di quota, il risultato \u00e8 quello. Ma c&#8217;\u00e8 una ragione ancora pi\u00f9 profonda, secondo noi, che contribuisce, pi\u00f9 di questo o quel fatto specifico, per quanto grave possa essere, a distogliere le masse da questo falso papa, e da questa falsa chiesa, che non parlano, n\u00e9 agiscono come i papi e la Chiesa hanno sempre parlato ed agito, nel corso della millenaria tradizione cattolica: e cio\u00e8 che, per l&#8217;appunto, non vale la pena di prestare attenzione a un papa che non parla mai del destino eterno dell&#8217;anima, e di una chiesa che non parla mai della grazia e del peccato, ma sempre e solo di problemi sociali, in chiave, oltretutto, smaccatamente ideologica, e cio\u00e8 progressista e di sinistra. No, non ne vale la pena.<\/p>\n<p><em>Voi siete il sale della terra<\/em>, dice Ges\u00f9 ai suoi discepoli (<em>Mt<\/em>, 5, 13); <em>ma se il sale perdesse il suo sapore, con che cosa lo si potrebbe rendere salato?<\/em> Ecco: il sale ha perso realmente il suo sapore; ed il neoclero, credendo di aver fatto chi sa mai quale gigantesco passo in avanti, da quando, dopo il Concilio, si \u00e8 messo sulla strada della &quot;svolta antropologica&quot; di Karl Rahner, non ha fatto altro che smarrire il senso profondo della Rivelazione cristiana. Di fatto, ci\u00f2 che ha incominciato a predicare, e in maniera sempre pi\u00f9 esplicita e sempre pi\u00f9 svergognata, \u00e8 stata la resa dei cristiani al mondo: al modo di sentire, di pensare e di agire del mondo; a trasformare il peccato in errore, una cosa tutta umana, e la grazia in capacit\u00e0 e maturit\u00e0, altre cose tutte ed esclusivamente umane. In pratica, Dio \u00e8 stato sfrattato e Ges\u00f9 Cristo, per il momento, viene ancora tollerato, ma con il sottinteso che, un poco alla volta, lo si ridurr\u00e0 alle proporzioni di un profeta, cio\u00e8 di un semplice uomo. La Redenzione non verr\u00e0 pi\u00f9 da Lui, dalla sua Incarnazione, e poi dalla sua Passione, Morte e Resurrezione; no: verr\u00e0 dagli uomini stessi. E tutto questo verr\u00e0 ancora chiamato cristianesimo, almeno per un certo tempo; ma l&#8217;obiettivo finale &#8211; e gi\u00e0 sta incominciando a cadere la maschera al neoclero &#8211; sar\u00e0 la fusione di tutte le religioni in un sincretismo universale, con un dio che \u00e8 Padre di tutte le confessioni (omelia di Santa Marta del 31 gennaio scorso), e con una vita eterna assicurata per tutti, tutti beati, s&#8217;intende, <em>todos cabelleros<\/em>, nessun peccatore, quindi nessuno all&#8217;inferno, anzi, nessun inferno; e del resto, come dice il padre gesuita Sosa Abascal, nemmeno il diavolo esiste, figuriamoci, \u00e8 solo un&#8217;immagine simbolica del male, del male con l&#8217;iniziale minuscola. Alla fine anche quel dio vago ed evanescente, buono per tutte le stagioni e per tutte le morali, anche le pi\u00f9 aberranti, cadr\u00e0 dall&#8217;albero come una foglia secca: e infatti a cosa mai potr\u00e0 servire un dio che non premia, n\u00e9 castiga, perch\u00e9 non giudica, non domanda nulla, non promette nulla (o, il che \u00e8 lo stesso, promette tutto, ma senza alcuno sforzo o sacrificio), e neppure interviene, non si prende cura delle sue creature, perch\u00e9 vuole che esse facciamo da sole, che si dimostrino autonome e mature? Sparir\u00e0 anche lui, non se ne parler\u00e0 pi\u00f9, e rester\u00e0 solo il culto dell&#8217;Uomo: il culto satanico dell&#8217;uomo che glorifica se stesso, che divinizza se stesso. E tutto questo, questo slittamento progressivo, metodico, inarrestabile, verso il mondo, che par seguire una tabella oraria ben precisa, un calendario prestabilito; questo deragliamento dai binari della vera dottrina e della vera Chiesa, la gente lo sente, eccome; ormai anche molti tra i fedeli pi\u00f9 semplici e meno smaliziati se ne stanno accorgendo, perch\u00e9 saranno ingenui, ma non sono tutti sciocchi; e quel che provano in cuor loro \u00e8 un immenso senso di delusione, di disinganno: un&#8217;amarezza molto simile a quella di chi scopre di essere stato ingannato, tradito e venduto, per qualche losca e inconfessabile ragione, proprio da coloro nei quali aveva riposto tutta la sua fiducia.<\/p>\n<p>In ogni caso, stiamo andando verso il <em>redde rationem<\/em>: stiamo stancando la pazienza di Dio, e non abbiamo alcuna scusante, nemmeno quella dell&#8217;umanesimo &quot;spontaneo&quot;, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 niente di spontaneo e naturale in quel che la neochiesa sta facendo, al contrario, \u00e8 il frutto di una vastissima cospirazione, che parte da lontano, e nella quale s&#8217;incontrano forze nemiche di Ges\u00f9 Cristo sia di provenienza esterna, sia, e questa \u00e8 a cosa pi\u00f9 triste, dall&#8217;interno della Chiesa stessa. Di nuovo, Giuda sta tradendo il suo Signore e Salvatore; e, guarda caso, proprio adesso, dopo duemila anni nei quali l&#8217;insegnamento della Chiesa \u00e8 stato ben diverso, il falso papa Bergoglio si \u00e8 messo in capo di darci a intendere che Giuda si era pentito e che perci\u00f2, probabilmente, si \u00e8 salvato, \u00e8 andato in paradiso pure lui. E se perfino Giuda si \u00e8 salvato, ci\u00f2 vuol dire che la sua colpa non era poi cos\u00ec terribile; ci\u00f2 significa che tanti altri piccoli giuda sono autorizzati a seguire le sue orme, a tradire la Chiesa del Signore, tanto, per male che vada loro, ci sar\u00e0 sempre la Sua misericordia ad abbracciarli e a perdonarli, pentiti o impenitenti che siano. No: non \u00e8 spontaneo il culto dell&#8217;uomo, l&#8217;adorazione di noi stessi, che i neoteologi, i neovescovi e i neopreti stanno sostituendo alla fede nel vero e unico Dio, talvolta sfacciatamente, come don Fredo Olivero, che dice durante la santa Messa: <em>Non recito il &quot;Credo&quot; perch\u00e9 non ci credo<\/em>, talvolta implicitamente, come quel prete spagnolo che ha lasciato entrare nella sua chiesa gli adoratori del dio ind\u00f9 Ganesha dalla testa di elefante, portandolo in processione per convincere i fedeli cattolici che Dio &#8211; come dice, del resto, il signor Bergoglio &#8211; \u00e8 il Padre di tutte le confessioni e quindi non c&#8217;\u00e8 alcuna differenza se si adora il dio dalla testa d&#8217;elefante o si adora Ges\u00f9 Cristo, morto sulla Croce per il nostro riscatto. Quelli che ancora non vogliono convincersi di come stiano realmente le cose, di quali altri segni hanno bisogno? Che altro devono fare Bergoglio, Paglia, Galantino? Devono forse lasciar spuntare gli zoccoli da sotto la veste? Ma via, siamo seri, siamo cristiani adulti: sappiamo bene che il diavolo non esiste. O no?&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Redde rationem villicationis tuae: iam enim non poteris villicare: sono parole di Ges\u00f9 Cristo, che Egli pronuncia nella parabola del cattivo amministratore (Lc 16,2). 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