{"id":29466,"date":"2017-01-11T12:23:00","date_gmt":"2017-01-11T12:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/11\/i-veri-razzisti-stanno-lasciando-cadere-la-maschera\/"},"modified":"2017-01-11T12:23:00","modified_gmt":"2017-01-11T12:23:00","slug":"i-veri-razzisti-stanno-lasciando-cadere-la-maschera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/11\/i-veri-razzisti-stanno-lasciando-cadere-la-maschera\/","title":{"rendered":"I veri razzisti stanno lasciando cadere la maschera"},"content":{"rendered":"<p>Che i veri razzisti, oggi, non siano quelli che erano tali un tempo, ma che le parti si siano rovesciate; e cio\u00e8 che i veri razzisti, oggi, siano gli &quot;altri&quot;, i &quot;diversi&quot;, i &quot;lontani&quot; (anche se non sono affatto lontani, sono qui fra noi e ci stanno rapidamente <em>sostituendo<\/em>), ormai chiunque possieda anche solo un minimo di lucidit\u00e0 e di onest\u00e0 intellettuale l&#8217;ha capito da un pezzo. Del resto, l&#8217;hanno capito pure i bambini. Basta domandarlo a una maestra elementare, nelle nuove classi piene di figli d&#8217;immigrati: \u00e8 sufficiente che un bambino africano si lamenti: <em>Maestra, Giovanni mi da chiamato &quot;sporco negro!&quot;<\/em>, e subito il colpevole verr\u00e0 adeguatamente redarguito, anche se non \u00e8 vero affatto che aveva detto una frase del generale. Ma tant&#8217;\u00e8, quando le minoranze scoprono la forza poderosa del ricatto morale, per la maggioranza \u00e8 finita; e la sua fine sar\u00e0 un suicidio.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 diventato praticamente impossibile denunciare i cattivi comportamenti degli stranieri che a centinaia di migliaia, a milioni, stanno invadendo i nostri paesi e il nostro continente, stanno sommergendo le nostre tradizioni e la nostra stessa civilt\u00e0 sotto il peso della loro capacit\u00e0 di espansione demografica. Siamo arrivati a un punto tale di auto-censura, che il papa non osa nemmeno nominare il &quot;terrorismo islamico&quot;, per timore di offendere gli islamici; che maestre, preti e vescovi cominciano a rinunciare ai segni visibili della identit\u00e0 cristiana ed europea, il crocifisso, il presepio, i canti di Natale, per una forma malintesa di &quot;rispetto&quot; verso gli stranieri; che i giornali non osano pubblicare la nazionalit\u00e0 di un delinquente, di un rapinatore, di uno stupratore, per timore che dire la verit\u00e0, ossia che si tratta di un albanese, di un marocchino, di un nigeriano, possa suonare come un atto d&#8217;intollerabile discriminazione, una presunzione etnocentrica, se non proprio come una manifestazione di razzismo bella e buona.<\/p>\n<p>Un buon esempio di questo razzismo alla rovescia, finalmente esplicito e dichiarato, anzi, addirittura gridato, \u00e8 offerto dal giornalista Paolo Veronese, classe 1952, inviato speciale del padre di tutti i giornali progressisti e politicamente corretti, dunque antirazzisti, <em>La Repubblica<\/em>; ecco cosa dichiara al termine del suo libro <em>Africa. Reportages<\/em> (Roma-Bari, Laterza, 1999, pp.173-174):<\/p>\n<p><em>Un giorno o l&#8217;altro bisogner\u00e0 liberarsi di tanta correttezza politica, di tanto perbenismo intellettuale, e osare dire come uno la pensa veramente. No, gli uomini non sono tutti uguali; le razze esistono, e si dividono in inferiori e superiori. E superiore a tutte \u00e8 l&#8217;africana.<\/em><\/p>\n<p><em>Prendete uno di noi, cittadino di un qualsiasi paese europeo, con le sue abitudini, le sue certezze, il negozio di alimentari sotto casa, la tv, il riscaldamento, la metropolitana, la settimana bianca de le ferie esotiche comprate all&#8217;agenzia di viaggi. Paracadutatelo in una citt\u00e0 africana, in una periferia di baracche, oppure in un villaggio lontano da tutto. Non credo che reggerebbe a lungo a quella vita durissima. Soccomberebbe presto. Gli africani, invece, tirano avanti e sono capaci, nella loro miseria, nell&#8217;incertezza dell&#8217;oggi e del domani, di un sorriso, di un gesto d&#8221;ospitalit\u00e0,, di un atto di solidariet\u00e0 tirato fuori &#8212; come nel miracolo [sic] di un prestigiatore &#8212; dal vuoto della pi\u00f9 totale privazione.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;Africa \u00e8 un continente di sopravvissuti. Agli stenti, alle guerre, alle angherie di un potente che pressoch\u00e9 ovunque arbitrario, vessatorio, corrotto e concepisce se stesso come privilegio, mai come servizio. Alla violenza, che \u00e8 parte integrante della tradizione, ma anche l&#8217;unico frutto della modernit\u00e0 che abbondi. Alla mancanza di garanzie, d sicurezze, di autorit\u00e0 che non siano quelle del villaggio: gli anziani, i capi, lo stregone. Sono, gli africani, un&#8217;umanit\u00e0 che ha fatto della pazienza una virt\u00f9 continentale, dell&#8217;umilt\u00e0 la regola numero uno della sopravvivenza, dello humour l&#8217;unica forma di svago, d&#8217;intrattenimento, di distrazione. Nessuno come loro sa ridere di s\u00e9 medesimo, dei potenti, dei casi della vita. Sono, gli africani, i napoletani del mondo: e, come questo, eccellono nell&#8217;arte di arrangiarsi, nel genio di trovare espedienti che sono al tempo stesso soluzione ai problemi e sberleffo a chi li ha creati. Se si potesse trasformare in prodotto nazionale lordo la capacit\u00e0 che hanno gli africani di inventare, riciclare, adattare se stessi e le cose, di superare gli ostacoli con una soluzione trovata guardandosi attorno, allora s\u00ec che l&#8217;Africa sarebbe ricca, ricchissima.<\/em><\/p>\n<p>Ecco finalmente che i veri razzisti gettano la maschera: complimenti per la sincerit\u00e0. Anche se poi, a ben guardare, \u00e8 la solita sincerit\u00e0 di facciata dei tanti intellettuali, e sedicenti tali, progressisti, mondialisti, umanitaristi e buonisti: che cosa vuol dire, infatti, che <em>un giorno o l&#8217;altro bisogner\u00e0 liberarsi di tanta correttezza politica, di tanto perbenismo intellettuale, e osare dire come uno la pensa veramente<\/em>? No, lui sta gi\u00e0 facendo; lo sta facendo e sa di poterlo fare, cio\u00e8, non si sta affatto liberando della correttezza politica, altrimenti non glielo lascerebbero fare, e non pubblicherebbe i suoi scritti su uno dei due maggiori quotidiani nazionali, e con una delle maggiori case editrici italiane, entrambi rigorosamente progressisti e devotamente antifascisti; no: sta facendo esattamente il contrario. Infatti, quando dichiara, con tono di (finta) sfida e di (finto) coraggio: <em>No, gli uomini non sono tutti uguali; le razze esistono, e si dividono in inferiori e superiori. E superiore a tutte \u00e8 l&#8217;africana,<\/em> non sta andando contro il politicamente corretto, ma sta proclamando il Nuovo Vangelo del Politicamente Corretto. Per convincersene, basta fare la controprova: immaginare che lui, o chiunque altro, dicano una frase di questo tipo: <em>No, gli uomini non sono tutti uguali; le razze esistono, e si dividono in inferiori e superiori. E superiore a tutte \u00e8 la razza bianca.<\/em> Allora s\u00ec, che si scatenerebbe l&#8217;inferno! Ci sarebbe una levata di scudi universale; pontificherebbero e si straccerebbero le vesti tutti i Soloni del politicamente corretto; e il poveretto avrebbe finito di scrivere articoli per i maggiori giornali, e di pubblicare libri con le pi\u00f9 prestigiose case editrici. Basta, finito, chiuso per sempre. Come! Asserire che le razze non sono uguali, e che la razza bianca \u00e8 superiore a tutte quante! Questo s\u00ec, che sarebbe un crimine. Scherziamo! Non siamo mica pi\u00f9 ai tempi delle leggi razziali fasciste, perdiana! Invece, dire che le razze esistono e che la razza africana \u00e8 superiore a tutte, questo s\u00ec che va bene, questo s\u00ec che piace a tutto l&#8217;e<em>stablishment<\/em> politicamente corretto, progressista e di sinistra, terzomondista e &quot;illuminato&quot;. Sono sempre uguali, questi intellettuali progressisti a un tanto il chilo: sfidano l\u00e0 dove non c&#8217;\u00e8 nulla da rischiare, e si cacciano la coda tra le gambe quando, invece, il rischio c&#8217;\u00e8 davvero, perch\u00e9 si tratta di andare contro i poteri forti e contro la cultura dominante.<\/p>\n<p>Quanto al merito dell&#8217;affermazione sulla superiorit\u00e0 della razza africana, li conosciamo, questi signori progressisti e paladini delle Giuste Cause, purch\u00e9 di sinistra: nipotini orfani di Rousseau, pieni di nostalgia per il Buon Selvaggio, s&#8217;innamorano a prima vista di tutti quei popoli, di tutte quelle societ\u00e0, di tutte quelle usanze, che sono agli antipodi della nostra (e loro, fino a prova contraria); beninteso, non disdegnano i vantaggi e i piccoli (o meno piccoli) privilegi che quest&#8217;ultima distribuisce con una certa generosit\u00e0: per esempio, quello di essere discretamente pagati per distribuire perle di saggezza da Baci Perugina sotto forma di reportage giornalistici; ma s\u00ec, \u00e8 bello lodare il Buon Selvaggio, e disprezzare il negozio di alimentari sotto casa, e il riscaldamento per l&#8217;inverno, quando si sa di avere l&#8217;una e l&#8217;altra cosa. Predicatori della &quot;purezza&quot; indigena e primitiva, con il cellulare e il computer sempre a portata di mano; laudatori della Sobriet\u00e0 e della Solidariet\u00e0 dei negri, degli asiatici, degli indios, degli aborigeni, degli eschimesi, di tutti, tranne che degli infami europei, due volte infami se cristiani. Giornalisti e scrittori fatti con lo stampino, vengono fuori in serie dalle fabbriche del <em>Poltically Correct<\/em>, come le <em>matrjoske<\/em>; e quanto pi\u00f9 snocciolano banalit\u00e0 e insulsaggini melense, tanto pi\u00f9 si sentono gli araldi della Saggezza e i Profeti del Mondo Nuovo. In verit\u00e0, c&#8217;\u00e8 solo un gradino che giace pi\u00f9 in basso della omologazione conformista politicamente corretta: quello che si scende quando ci si atteggia a contestatori del Sistema, a ribelli contro l&#8217;Autorit\u00e0, ma intanto si fa e si dice proprio quel che il Sistema vuole sentirsi dire, e &#8212; cosa non certo disprezzabile &#8211; si continua a mangiare alla sua greppia e ad avvalersi di tutti i suoi agganci le sue omologazioni. Sono proprio i figli e i nipoti legittimi del &#8217;68: che bello, che cuccagna, che goduria giocare alla rivoluzione, ma coi soldi di pap\u00e0; dir peste e corna della bieca scuola &quot;borghese&quot;, ma diplomarsi a forza di sei politico, bench\u00e9 ignoranti come capre.<\/p>\n<p>Quando uno, uno soli di questi signorini innamorati dell&#8217;Altro, avr\u00e0 il fegato di dire: <em>No, gli uomini non sono tutti uguali; le razze esistono, e si dividono in inferiori e superiori, e la bianca \u00e8 superiore a tutte<\/em>, allora, e allora soltanto, potremo dire d&#8217;aver trovato uno che ha il coraggio di andare controcorrente; quando ce ne sar\u00e0 uno solo che oser\u00e0 dire che gli africani sono essi stessi, almeno in parte, i responsabili della loro arretratezza, della loro miseria, delle loro sofferenze; che i mau mau non furono eroi dell&#8217;indipendenza del Kenya, ma atroci assassini e che ammazzarono migliaia di africani e una cinquantina di bianchi, met\u00e0 dei quali civili indifesi, fra cui donne e bambini; che i popoli africani si sono consegnati in ostaggio, per secoli e millenni, al potere tirannico di stregoni malvagi e spietati, subendo il terrore da essi imposto; che dittatori da Grand Guignol, come Bokassa e Idi Amin Dada, furono partoriti dai loro popoli e non piovvero gi\u00f9 da Marte (anche se, indubbiamente, le ex potenze coloniali vi ebbero lo zampino); e che la tratta degli schiavi, sia sulla costa occidentale dell&#8217;Africa, dove agivano i commercianti bianchi, sia su quella orientale, dove spadroneggiavano i mercanti arabi, fu resa possibile dalla attiva collaborazione degli stessi africani, continuamente invischiati nelle loro faide tribali, senza piet\u00e0 e senza misericordia per nessuno: ecco, quando ci\u00f2 accadr\u00e0, allora diremo che costui ha saputo spezzare i vincoli ferrei del pensiero Politicamente Corretto.<\/p>\n<p>A chi \u00e8 davvero libero dal ricatto del perbenismo intellettuale, non costa alcuna fatica ammettere che la civilt\u00e0 europea ha le sue colpe, accanto ai suoi grandissimi meriti: solo un imbecille pu\u00f2 pensare che tutto il bene stia da una sola parte, e tutto il male dall&#8217;altra. Quel che sbagliano i signorini dell&#8217;<em>establishment<\/em> culturale di sinistra, \u00e8 il bersaglio con cui se la prendono: non dovrebbero avercela con la civilt\u00e0 europea <em>in se stessa<\/em>, che li ha partoriti, ha insegnato loro valori universali e ha offerto loro la possibilit\u00e0 di cogliere occasioni che mai, in Africa, in Asia o in America Latina &#8212; nei paradisi del Buon Selvaggio &#8212; sarebbero state offerte loro. Ci\u00f2 di cui l&#8217;europeo si dovrebbe vergognare non \u00e8 n\u00e9 il Vangelo, n\u00e9 quel che dal Vangelo \u00e8 scaturito: Dante e San Tommaso, le cattedrali e i teatri, Bach e Van Gogh (e senza dimenticare quel che viene prima del Vangelo, ossia le radici greche e romane); ma \u00e8 piuttosto quella degenerazione, quella malattia che si chiama <em>modernit\u00e0<\/em>. Si pu\u00f2, si deve essere antimoderni senza essere anticristiani e antieuropei; senza odiare e disprezzare le propri radici, ma, anzi, amandole e ritornando ad esse. L&#8217;errore, macroscopico e in perfetta mala fede, dei signorini progressisti, \u00e8 di buttar via il neonato insieme ai pannolini sporchi: cio\u00e8 il pensare che, se i crimini della modernit\u00e0 vengono dalla nostra storia, allora tutta la nostra storia deve essere buttata via, e noi dobbiamo andare a lezione dagli stregoni africani, o dai mau mau, o dal primo Buon Selvaggio (che magari \u00e8 un tantino cattivello, ma questo non lo si deve dire in giro) nel quale ci capita d&#8217;imbatterci. E se invece del Buon Selvaggio \u00e8 nel Buon Rivoluzionario che s&#8217;imbattono, come diceva Carlos Rangel, allora tanto meglio: al mito della umanit\u00e0 buona e primitiva, quello di Rousseau, si sommer\u00e0 il fascino romantico della lotta per la libert\u00e0 e la giustizia, quello di Marx. La sintesi perfetta \u00e8 data da Ernesto &quot;Che&quot; Guevara, il cui ritratto, non a caso, ha campeggiato sul muro della cameretta di migliaia e migliaia di codesti signorini, al posto di Ges\u00f9 Cristo che campeggiava nelle stanze dei loro nonni; di questi &quot;compagni&quot; ed ex compagni di sessantottesca memoria, i quali, dopo aver mostrato di non aver capito niente del mondo che stava venendo avanti, e aver fatto di tutto, ma proprio di tutto, per schierarsi, fino all&#8217;ultimo, dalla parte sbagliata, ora vorrebbero, dall&#8217;alto della loro Scienza infallibile, istruirci ed insegnarci, proprio come allora, col ditino alzato, col ditino accusatorio sempre puntato contro qualcuno, che nella loro giovinezza indicava al pubblico ludibrio il miserabile &quot;borghese&quot;, e oggi indica il miserabile &quot;razzista&quot;: cio\u00e8 chi non accetta il dogma della <em>superiorit\u00e0 della razza africana<\/em>. In fondo, \u00e8 abbastanza semplice. Questi signori si portano dentro un tale grumo d&#8217;infelicit\u00e0 e disprezzo di s\u00e9, che, inconsciamente, desiderano morire. Vorrebbero, per\u00f2, morire in buona compagnia: vorrebbero che tutto il nostro continente si suicidasse insieme a loro. Nel modo pi\u00f9 pacifico e indolore: smettendo di far figli, e accogliendo milioni d&#8217;immigrati africani e asiatici, i quali, di figli, ne fanno pi\u00f9 che a sufficienza. Ma hanno fatto male i loro conti. Pu\u00f2 darsi che noi non siamo d&#8217;accordo di suicidarci, tanto meno a quel modo. Per intanto, abbiamo scoperto il loro gioco; e abbiamo visto che non \u00e8 pulito. Perci\u00f2, d&#8217;ora in poi, staremo bene attenti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che i veri razzisti, oggi, non siano quelli che erano tali un tempo, ma che le parti si siano rovesciate; e cio\u00e8 che i veri razzisti,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[87,259],"class_list":["post-29466","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-africa","tag-tradizione"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29466"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29466\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}