{"id":29464,"date":"2015-09-21T07:09:00","date_gmt":"2015-09-21T07:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/21\/combattendo-il-senso-della-vergogna-la-civilta-moderna-ci-espone-al-male\/"},"modified":"2015-09-21T07:09:00","modified_gmt":"2015-09-21T07:09:00","slug":"combattendo-il-senso-della-vergogna-la-civilta-moderna-ci-espone-al-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/21\/combattendo-il-senso-della-vergogna-la-civilta-moderna-ci-espone-al-male\/","title":{"rendered":"Combattendo il senso della vergogna la civilt\u00e0 moderna ci espone al Male"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 bene o male che il sentimento della vergogna esista e che si manifesti, tanto nella vita del singolo, quanto al livello delle societ\u00e0, dei popoli, delle culture? Una persona che non possieda il senso della vergogna, cos\u00ec come una societ\u00e0 che lo ignori, sono davvero da ammirare e da invidiare, oppure, a ben guardare, da compiangere?<\/p>\n<p>Ma facciamo un passo alla volta, e chiediamoci: che cos&#8217;\u00e8 la vergogna?; solo dopo aver risposto a questa domanda potremo dire se sia una cosa buona, o no. La vergogna, stando al vocabolario Zingarelli, \u00e8 quel \u00abturbamento e mortificazione che si provano per azioni, pensieri o parole che sono o si ritengono sconvenienti, indecenti, indecorose e simili, e che sono o possono essere causa di disonore o rimprovero\u00bb; pi\u00f9 in generale, \u00e8 un \u00absenso di soggezione, timore e simili dovuto specialmente alla timidezza\u00bb; solo raramente, la parola pu\u00f2 essere adoperata come sinonimo di \u00abmodestia e pudore\u00bb.<\/p>\n<p>La vergogna, insomma &#8212; come attestano anche alcuni sogni, particolarmente sgradevoli e imbarazzanti, che a tutti, crediamo, capita talvolta di fare &#8212; \u00e8 la coscienza di trovarsi in una situazione, o in una condizione, di inferiorit\u00e0 e di colpa, unite, anche se non sempre, ad un senso di inadeguatezza bruciante, e alla coscienza della riprovazione altrui, o della possibilit\u00e0 di soggiacere ad essa; infine, \u00e8 la manifestazione visibile del sentirsi umiliati, direttamente o indirettamente, non solo per ci\u00f2 che abbiamo fatto, o per ci\u00f2 che siamo, ma per ci\u00f2 che avremmo dovuto fare e per ci\u00f2 che avremmo potuto essere, deludendo, invece, le altrui aspettative o deludendo noi stessi: si pu\u00f2 provare vergogna, infatti, anche se nessuno ci vede, nessuno ci osserva e, probabilmente, nessuno verr\u00e0 mai a sapere quel che abbiamo detto, fatto, pensato. \u00c8 caratteristico, peraltro, che colui che prova la vergogna, abbia la sensazione che tutti siano a conoscenza del suo fallo, della sua colpa, del suo errore, anche se non \u00e8 cos\u00ec: quasi che la coscienza, sentendosi in colpa, richiamasse violentemente l&#8217;attenzione dell&#8217;anima sopra di s\u00e9 e trasmettesse all&#8217;intorno la propria sofferenza e il proprio rimorso, o il disagio, o l&#8217;amara delusione di s\u00e9.<\/p>\n<p>Ecco: la vergogna non \u00e8 il pentimento, ma pu\u00f2 esserne all&#8217;origine; non \u00e8 il rimorso, ma pu\u00f2 esserne la manifestazione, o una delle manifestazioni; non sempre corrisponde a una colpa reale, effettiva, e soprattutto visibile, ma pu\u00f2 esserne la spia, pu\u00f2 denunciare ci\u00f2 che la nostra ipocrisia vorrebbe tenere celato: in tutti questi casi, riteniamo che la vergogna sia un sentimento che svolge una funzione utile, oppure che svolge una funzione parzialmente utile, purch\u00e9 non diventi paralizzante, totalizzante, paranoica, assurda, nel qual caso, invece di offrire un punto di partenza per correggere delle cose che non ci piacciono di noi stessi, ci sprofonda in una spirale depressiva senza fine e sena speranza.<\/p>\n<p>Un uomo incapace di provare la vergogna \u00e8 disumano: il sentimento della vergogna \u00e8 naturale, perch\u00e9 discende dalla fallibilit\u00e0 umana e dalla consapevolezza che nessuno \u00e8 perfetto, nessuno \u00e8 irreprensibile. Allo steso modo, una societ\u00e0, un popolo, una cultura, che abbiano bandito la vergogna, si saranno privati da s\u00e9 di un utile strumento di riflessione e di eventuale rigenerazione: \u00e8 come se si distruggessero tutti i termometri per misurare la febbre, ci\u00f2 non equivarrebbe ad avere eliminato la malattia. La vergogna, inoltre, pu\u00f2 essere salutare, perch\u00e9 ci insegna quel che va evitato e ci aiuta a non ripetere determinati errori, a non esporci a certe tentazioni: \u00e8 un deterrente, che, agitandoci davanti lo spauracchio delle conseguenze, ci preserva dalla possibilit\u00e0 di meritare la disapprovazione, tanto nostra che altrui.<\/p>\n<p>Osservava lo psicologo e psichiatra americano Michael Lewis nel suo saggio \u00abIl S\u00e9 a nudo. Alle origini della vergogna\u00bb (titolo originale: \u00abShame. The Exoposed Self\u00bb; traduzione dall&#8217;inglese di Gabiele Noferi, Milano, Gruppo Editoriale Giunti, 1995, pp. 275-277):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230;La nostra societ\u00e0 ha posto sempre pi\u00f9 l&#8217;accento sulla persona come individuo a s\u00e9 stante, definito come identit\u00e0 singola e isolata, e le pratiche di socializzazione rafforzano il movimento verso l&#8217;individuazione. La nostra esperienza infantile coi genitori \u00e8 il crogiolo dove di formano le emozioni autocoscienti la fonte da cui scaturiscono i nostri sentimenti crescenti di alienazione e di vergogna.<\/p>\n<p>I problemi legati alla vergogna sono sempre pi\u00f9 numerosi: la patologia narcisistica, la violenza contro gli altri (abusi dell&#8217;infanzia, microcriminalit\u00e0 diffusa, ecc.) e i casi di personalit\u00e0 multipla son fenomeni che fanno pensare tutti a problemi connessi con la vergogna. Da una cultura all&#8217;altra ci sono differenze quantitative qualitative nella vergogna, ma nessuno, in nessuna cultura, ora o in passato, si sottrae a questa esperienza. Culture e individui possono differire nella quantit\u00e0 di vergogna cui sono esposti, e certamente diverse sono le cause che la scatenano e le reazioni che essa provoca, ma la vergogna tutti la conoscono.<\/p>\n<p>L&#8217;assenza di vergogna \u00e8 patologica: non ha senso dire che una particolare cultura non possiede (o non possedeva) la rabbia, la paura o, appunto, la vergogna. Pu\u00f2 esserci una lingua che non ha le parole per indicare queste emozioni, ma anche chi parla quella lingua prova quelle emozioni. Anche un eccesso di vergogna \u00e8 patologico. Possiamo aspettarci che culture dominate da una vergogna eccessiva abbiano particolari problemi. Certo, alcune societ\u00e0 appaiono fin troppo aggressive e pu\u00f2 darsi che la loro aggressivit\u00e0 sia mossa dalla vergogna. Sessant&#8217;anni fa, Hitler si apr\u00ec la strada alla conquista del potere volgendo a proprio vantaggio il senso di vergogna nazionale che affliggeva la Germania: scaric\u00f2 sui traditori, ebrei e comunisti le responsabilit\u00e0 della sconfitta della prima guerra mondiale e del crollo del dopoguerra, promettendo di mettere fine all&#8217;umiliazione tedesca. Trasform\u00f2 in aggressione la vergogna del suo paese e scaten\u00f2 la seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti sono continuamente in guerra, prima la Germania e il Giappone, poi la Corea, il Vietnam, la lunga guerra fredda con l&#8217;ex Unione Sovietica, l&#8217;Iran, l&#8217;Irak. Secondo alcuni, l&#8221;operazione &quot;Desert Storm&quot;, la guerra del &#8217;91 nel deserto irakeno, avrebbe dovuto annullare la vergogna per la sconfitta in Vietnam. Noi americani facciamo la guerra anche fra noi, come dimostrano l&#8217;alto tasso di omicidi e suicidi, la violenza diffusa, l&#8217;abuso dell&#8217;infanzia. Pure quando cerchiamo di affrontare costruttivamente un problema e di risolverlo, il nostro modello \u00e8 la guerra: non a caso si parla di &quot;guerra alla povert\u00e0&quot;. Pu\u00f2 darsi che sia l&#8217;alto grado d&#8217;individuazione a produrre una dose massiccia di vergogna, che a sua volta si trasforma in aggressivit\u00e0.<\/p>\n<p>Le culture cambiano nel tempo. La nostra \u00e8 pi\u00f9 esposta alla vergogna da quando ci siamo volti ala libert\u00e0 personale e, al di l\u00e0 di questa, al narcisismo. Il S\u00e9, oggetto e soggetto insieme, \u00e8 oggi pi\u00f9 vulnerabile alla vergogna. E, contemporaneamente, ci siamo sbarazzati di quelle istituzioni religiose che sono capaci di assorbirla, privando cos\u00ec molti di noi di un meccanismo per garantirsi il perdono. Siamo oggi pi\u00f9 soli e pi\u00f9 concentrati su noi stessi di quanto lo siamo mai stati prima. Avvertiamo in questa condizione un senso di potenza, la libert\u00e0 di essere ci\u00f2 che vogliamo. La libert\u00e0 di riuscire \u00e8 anche libert\u00e0 di fallire. E del fallimento la persona deve spesso portare tutto il peso. La vergogna allora ci perseguita come un&#8217;ombra,m e noi ne abbiamo paura.\u00bb<\/p>\n<p>Niente pi\u00f9 vergogna, dunque, e niente pi\u00f9 istituzioni capaci di assorbire e metabolizzare il senso di vergogna: tutto questo produce un pericolosissimo corto circuito morale, che ci espone a regredire al livello delle fiere selvagge. D&#8217;altra parte, un eccesso di vergogna, una somministrazione eccessiva di senso di colpa, e si ottiene l&#8217;effetto opposto: un accumulo di frustrazione e di energie negative che si scateneranno, in cera di rivalsa e di vendetta, alla prima occasione, non appena il coperchio della vergogna stessa sia stato, per una ragione o per l&#8217;altra, rimosso. \u00c8 un male, dunque, che la vergogna scompaia, perch\u00e9 essa \u00e8 utile; ma \u00e8 un male anche che la si alimenti a dismisura, senza offrire alla vita interiore la maniera di trasformarla in rinascita spirituale.<\/p>\n<p>La Bibbia ci mostra chiaramente la prima situazione ove l&#8217;essere umano ha conosciuto il sentimento della vergogna: quella in cui Adamo ed Eva, dopo aver trasgredito al comandamento di Dio rispetto all&#8217;albero del bene e del male, udendo la sua voce, corsero a nascondersi, perch\u00e9 si resero conto di una cosa sinora perfettamente ignorata, cio\u00e8 il fatto di essere nudi. I nostri progenitori provarono vergogna, dunque, sia per il peccato commesso, sia per le sue conseguenze: la scoperta della nudit\u00e0, o meglio, la coscienza della perdita dell&#8217;innocenza. Finch\u00e9 erano stati innocenti, essi non avevano avuto coscienza di essere nudi; o, per dir meglio, avevano vissuto la propria nudit\u00e0 come un fatto assolutamente naturale. La vergogna, dunque, entr\u00f2 nei loro cuori come una conseguenza del fallo: l&#8217;aver mangiato l&#8217;albero del bene e del male tolse loro la beata innocenza e li gett\u00f2 in una dimensione nuova, nella quale dovevano assumersi la responsabilit\u00e0 di discernere ci\u00f2 una cosa cattiva, ma lo diventa se si accompagna alla malizia: sentimento pressoch\u00e9 inevitabile dopo la perdita dell&#8217;innocenza originaria. E la malizia, a sua volta, non \u00e8 semplicemente il frutto di una educazione repressiva, come vorrebbero certe pedagogie permissive: \u00e8 un dato originario, umano, naturale, che si pu\u00f2 agevolmente osservare centinaia e migliaia di volte.<\/p>\n<p>Non si dica che il Peccato originale \u00e8 solo un mito religioso, perch\u00e9 chiunque abbia a che fare con i bambini comprende perfettamente di che cosa stiamo parlando: esiste un momento preciso in cui all&#8217;innocenza subentra la malizia; un momento in cui i bambini non vivono pi\u00f9 con naturalezza la loro nudit\u00e0, per cui \u00e8 bene separare i maschietti dalle femminucce, e in cui anche i genitori devono fare attenzione a non offrire ad essi, esibendo la propria nudit\u00e0, occasioni di turbamento. La pratica del nudismo, da parte degli adulti, non rende ceto possibile il ripristino dell&#8217;innocenza; piuttosto, si potrebbe osservare che, l\u00e0 dove la nudit\u00e0 \u00e8 universale, l&#8217;eccitazione diminuisce o scompare, per una sorta di saturazione psicologica: ma ci\u00f2 non equivale al ripristino dell&#8217;innocenza, \u00e8 una cosa completamente diversa. L&#8217;innocenza, una volta passata, non ritorner\u00e0 mai pi\u00f9: solamente i santi, o i grandi illuminati &#8212; il che \u00e8 la stessa cosa &#8212; possono conservare, o addirittura riconquistare, l&#8217;innocenza originaria, dopo averla naturalmente perduta, come accade a tutti gli esseri umani, nel corso dell&#8217;infanzia o dell&#8217;adolescenza. E si sa bene &#8212; se si vuol fare un discorso onesto, senza mitizzare l&#8217;infanzia come fece Rousseau e come tuttora fa una certa psicologia buonista e melensa &#8211; che certi bambini precoci e certi adolescenti possono essere pi\u00f9 maliziosi di un adulto, e possono essere loro stessi occasione di tentazione per lui.<\/p>\n<p>Ci stiamo perci\u00f2 avvicinando a rispondere alla domanda che ci eravamo posta all&#8217;inizio: se sia da invidiare, o da compiangere, una persona priva di vergogna; e se lo sia una intera societ\u00e0. A noi sembra che quella persona, o quella societ\u00e0, siano piuttosto da compiangere che da invidiare: perch\u00e9 la vergogna \u00e8 un elemento umano, che ci aiuta a restare umani; mentre il fatto di non provarla, o di soffocarla con successo, senza essersi interrogati sulla sua origine, \u00e8 disumano, e dunque foriero di conseguenze negative. La prima delle quali \u00e8 la sfrontatezza che, a sua volta, innesca la spirale del vizio: la persona incapace di vergogna diventa sfrontata, e la persona sfrontata si espone inevitabilmente alle seduzioni del vizio; la stessa cosa vale per la societ\u00e0 nel suo complesso. Noi abbiamo bisogno che la vergogna ci richiami al senso del giusto, del vero e del bello; anche se dobbiamo guardarci da ogni esagerazione, e, pertanto, dobbiamo concedere alla vergogna lo spazio che le compete, non quello che non le compete. Una vergogna morbosa, continua, sistematica, \u00e8 la spia di un grave disordine psichico e spirituale: in tal caso, comunque, ci\u00f2 che va combattuto \u00e8 il disordine, non la vergogna, che ne \u00e8 solo l&#8217;effetto. Non buttiamo via le medicine solo perch\u00e9 vi sono dei medici inetti, che prescrivono quelle sbagliate: sforziamoci di fare un uso umano, cio\u00e8 intelligente e responsabile, della nostra aspirazione alla salute.<\/p>\n<p>L&#8217;anima umana \u00e8 assetata di bene: ma il bene vero e duraturo essa non lo trover\u00e0 nelle cose effimere e transeunti, bens\u00ec solamente in Dio. Forse nel mondo moderno ci si vergogna della vergogna, perch\u00e9 non si accetta la propria condizione creaturale e ciascun uomo vorrebbe essere il piccolo dio di se stesso. Ma Dio non ammette contraffazioni e quel che gli uomini sono in grado di produrre, tentando di imitarlo, \u00e8 alimentare la parte peggiore di se stessi: quella demoniaca. Ben venga la vergogna, allora, se essa ci richiama alla nostra finitezza; e se ci addita la via delle altezze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 bene o male che il sentimento della vergogna esista e che si manifesti, tanto nella vita del singolo, quanto al livello delle societ\u00e0, dei popoli,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-29464","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29464","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29464"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29464\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29464"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29464"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29464"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}