{"id":29461,"date":"2018-05-03T11:58:00","date_gmt":"2018-05-03T11:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/03\/venuta-la-sera-lui-era-ancora-solo-lassu\/"},"modified":"2018-05-03T11:58:00","modified_gmt":"2018-05-03T11:58:00","slug":"venuta-la-sera-lui-era-ancora-solo-lassu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/03\/venuta-la-sera-lui-era-ancora-solo-lassu\/","title":{"rendered":"\u00abVenuta la sera, Lui era ancora solo, lass\u00f9\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;episodio evangelico, piuttosto noto, di Ges\u00f9 che cammina sulle acque, \u00e8 preceduto da una notazione che ci conferma quanto la preghiera in solitudine, anche di notte, in cima a luoghi elevati, fosse per Ges\u00f9 una vera e propria consuetudine, una parte essenziale della sua spiritualit\u00e0 e del suo ascetismo. Ci piace rileggerlo e meditarlo, anche per meglio comprendere il miracolo della sua apparizione sulla superficie del lago di Tiberiade, con le acque agitate e quasi in tempesta, e con il commovente tentativo di san Pietro di imitarlo, andandogli incontro, che per poco tuttavia non si conclude in tragedia (<em>Matteo<\/em>, 14, 22-33):<\/p>\n<p><em>Subito dopo ordin\u00f2 ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull&#8217;altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla.\u00a0Congedata la folla, sal\u00ec sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lass\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>La barca intanto distava gi\u00e0 qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario.\u00a0Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare.\u00a0I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: \u00ab\u00c8 un fantasma\u00bb e si misero a gridare dalla paura.\u00a0Ma subito Ges\u00f9 parl\u00f2 loro: \u00abCoraggio, sono io, non abbiate paura\u00bb.\u00a0Pietro gli disse: \u00abSignore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque\u00bb.\u00a0Ed egli disse: \u00abVieni!\u00bb. Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e and\u00f2 verso Ges\u00f9.\u00a0Ma per la violenza del vento, s&#8217;impaur\u00ec e, cominciando ad affondare, grid\u00f2: \u00abSignore, salvami!\u00bb. E subito Ges\u00f9 stese la mano, lo afferr\u00f2 e gli disse: \u00abUomo di poca fede, perch\u00e9 hai dubitato?\u00bb.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Appena saliti sulla barca, il vento cess\u00f2.\u00a0Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: \u00abTu sei veramente il Figlio di Dio!\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Pressato dalle richieste della folla, di tutta quella umanit\u00e0 dolente che cerca sollievo ai propri mali fisici e morali, che gli domanda guarigioni e liberazioni dal maligno, Ges\u00f9 non si nega, non si sottrae, non si risparmia; nondimeno, da molti particolari traspare la sua difficolt\u00e0, il suo disagio a dover stare in mezzo a tutta quella gente che lo cerca solo perch\u00e9 vuole dei segni, solo perch\u00e9 ha sentito dire che egli guarisce i malati ed esorcizza gli indemoniati, ma non per autentica fede nel Vangelo da Lui annunziato; non perch\u00e9 riconosce la verit\u00e0 delle sue parole o perch\u00e9 percepisce in Lui la presenza del Messia tanto atteso. Si ha l&#8217;impressione che la folla lo stanchi, con il suo incessante chiedere senza capire quel che Egli vuole anzitutto: una conversione dell&#8217;anima, di tutta l&#8217;anima, una rinuncia all&#8217;uomo vecchio, pieno di egoismo e di passioni disordinate, e la nascita dell&#8217;uomo nuovo, umile, paziente, mite, benevolo, e che si lascia guidare dall&#8217;alto perch\u00e9 si affida interamente a Dio, senza riserve, n\u00e9 mezze misure. E quando, dopo una intera giornata trascorsa in mezzo alla folla, a guarire malati, a esorcizzare posseduti, a predicare il Regno di Dio, ed \u00e8 stanco, quasi esausto, non solo e non tanto fisicamente, ma interiormente, Egli sente un prepotente, un immenso bisogno di raccoglimento, e perci\u00f2 di solitudine; avverte il santo bisogno di stare da solo, non per isolarsi dagli uomini, ma per ritrovare Se stesso e soprattutto per rimettersi in intima unione con il Padre celeste, col quale, in verit\u00e0, \u00e8 sempre rimasto strettamente unito, ma che, tuttavia, pressato da tante richiese umane, qualche volta inevitabilmente \u00e8 rimasto un po&#8217; sullo sfondo, presenza indefettibile e santificante, ma non cos\u00ec in primo piano come Egli avrebbe voluto. \u00c8 come se nella giornata di Ges\u00f9 Cristo, vero Dio ma anche vero uomo, il tempo si dilatasse, perch\u00e9 come uomo Egli \u00e8 attratto dai suoi impegni e dalla sua missione di conversione degli uomini, ma come Dio sente il bisogno di stare sempre unito al Padre, ogni singolo istante, senza staccarsene mai, per poter fare totalmente, irrevocabilmente, sempre e solo la sua volont\u00e0, mai la propria. In Ges\u00f9 \u00e8 vivissima la coscienza di quanto sia facile scivolare nel peccato della superbia, e come da questo peccato non siano immuni, anzi, siano forse particolarmente tentate, proprio le persone di pi\u00f9 intensa e di pi\u00f9 ardente spiritualit\u00e0, se trascurano, anche per poco, di fare riferimento sempre a Dio, di rivolgere a Lui ogni loro pensiero, ogni loro richiesta, e se pensano anche solo per un istante di avere dei meriti indipendentemente da Lui, di potersi vantare di qualcosa che non provenga da Lui. Perch\u00e9 \u00e8 in quell&#8217;istante che il diavolo vede, e sa cogliere fulmineamente la breccia, per insinuarsi nella loro anima, per introdurvi il pungiglione velenoso della vanit\u00e0 e dell&#8217;orgoglio; e cos\u00ec, senza quasi che se ne rendano conto, riesce a separare quelle anime da Dio.<\/p>\n<p>Nel suo libro pi\u00f9 famoso, <em>Memorie di un esorcista<\/em>, padre Gabriele Amorth mette in guardia contro il pericolo di quella particolare tentazione, la tentazione della superbia, che non risparmia nemmeno i sacerdoti, n\u00e9 gli esorcisti. La superbia, magari parzialmente inconsapevole, pu\u00f2 determinare, a sua volta, l&#8217;imprudenza; e l&#8217;imprudenza mette sempre l&#8217;uomo in una condizione di debolezza, di fragilit\u00e0, di vulnerabilit\u00e0, di fronte al male; mentre la sola maniera per essere protetti contro il male \u00e8 quella di ricordarsi della propria condizione di creature, della propria piccolezza, della propria imperfezione, e quindi di pregare, pregare sempre, senza stancarsi mai (cfr. <em>Luca<\/em>, 18, 1). Come faceva appunto Ges\u00f9, il solo modello assolutamente infallibile per il cristiano. Non di rado il diavolo, nel corso di un esorcismo, svergogna il sacerdote rinfacciandogli qualche sua debolezza, qualche peccato ignorato da tutti gli altri: ci\u00f2 conferma che vi \u00e8 un solo modo per strappare le armi dalle sue mani, quello di non offrire alcuna presa alle sue tentazioni, mediante una continua ricerca della propria santificazione. Certo, \u00e8 lapalissiano, ma conviene ripeterlo: se si vuole restare uniti a Dio, bisogna staccarsi dai vizi e confidare in Lui solo; ogni altra fiducia di tipo umano, nella propria intelligenza, nella propria forza di volont\u00e0, nel proprio vigore fisico, poggia letteralmente sul vuoto, perch\u00e9 noi, in quanto creature umane, siamo nulla, quando arriva il momento della prova. Come dice san Paolo in quel famoso passo della <em>Lettera agli Efesini<\/em> (6, 12), per combattere la battaglia contro le forze del male occorre indossare la corazza della fede, perch\u00e9 solo per mezzo di essa si pu\u00f2 affrontare e superare la prova della tentazione.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, dunque, anche quella sera, si era ritirato sul monte a pregare; era gi\u00e0 buio, era calata la notte, ma Lui era lass\u00f9, da solo, in fervido colloquio col Padre suo. Come uomo, Ges\u00f9 era l&#8217;uomo assolutamente perfetto: la fame, la sete, la stanchezza, il sonno, non potevano avere la meglio su di Lui, perch\u00e9 era sempre unito a Dio: privo della cicatrice del Peccato originale, quindi privo della concupiscenza, la sua volont\u00e0, la sua mente e il suo cuore erano tutt&#8217;uno con il Padre suo. Da ci\u00f2 questo bisogno di pregare, di isolarsi, di ritagliare del tempo da dedicare esclusivamente a Dio: per quanto indaffarato, per quanto assorbito dai problemi e dalle sofferenze degli uomini, mai si dimentic\u00f2 di non essere venuto per risolverli, come se fosse stato una specie di eroe vendicatore,\u00a0 o una sorta di giustiziere; mai pens\u00f2 di presentarsi agli uomini come un Messia di quaggi\u00f9, come l&#8217;annunciatore di un Regno che appartiene al mondo. Questo errore, gravissimo, e tale da condurre a un completo fraintendimento e rovesciamento del Vangelo, \u00e8 oggi, purtroppo, particolarmente frequente da parte del clero: mai, per\u00f2, nelle parole e nei gesti di Ges\u00f9, troviamo il minimo indizio che Egli si sia lasciato afferrare e assorbire dalle cose di quaggi\u00f9, fino a sbilanciare il suo messaggio in un\u00a0senso terreno e immanentista. Del resto lo dice esplicitamente, nell&#8217;episodio di Marta e Maria: la parte migliore che l&#8217;uomo pu\u00f2 scegliere non \u00e8 quella del fare, ma dell&#8217;ascolto della parola di Dio. \u00c8 dall&#8217;ascolto che viene la fede, ed \u00e8 la fede che guida e sorregge l&#8217;agire: perch\u00e9 l&#8217;uomo, da solo, agisce male, perfino nei casi &#8212; e non sono frequenti &#8211; nei quali riesce a vedere giusto. Pur senza essere un rassegnato e un fatalista, il cristiano sa di non essere chiamato a rifare il mondo, ma a rifare se stesso; e sa che solo partendo da l\u00ec, anche il mondo comincer\u00e0 ad essere un luogo migliore. Ma \u00e8 pur sempre un luogo provvisorio, e il cristiano sa che non ci si deve affezionare alla casa pi\u00f9 della vita che essa custodisce: non scambia il guscio per la sostanza. La smania del fare nasce da una mentalit\u00e0 mondana e cela il mal seme della superbia: la pretesa, cio\u00e8, di voler migliorare l&#8217;opera di Dio. Se nel mondo c&#8217;\u00e8 il male, non \u00e8 per &quot;colpa&quot; di Dio, che lo ha creato perfetto, ma per colpa dell&#8217;uomo, che non ha saputo fare buon uso della condizione privilegiata a lui riservata fra tutte le creature. Pertanto, egli sa che il suo vero compito non \u00e8 cambiare il mondo e perfezionare l&#8217;opera di Dio, ma cambiare il proprio cuore, da cui provengono sia il male che il bene.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 chiede anzitutto la fede; a chi mostra di averla, o almeno di desiderarla, concede il suo aiuto, ad esempio la guarigione; alla sorella di Lazzaro, assicura perfino la risurrezione del fratello, morto da quattro giorni (<em>Giovanni<\/em>, 11, 25-26): <em>Ges\u00f9 le disse: \u00abIo sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivr\u00e0;\u00a0chiunque vive e crede in me, non morr\u00e0 in eterno. Credi tu questo?\u00bb.<\/em> Ed \u00e8 per mancanza di fede che Pietro, quella notte sul lago, comincia ad affondare, ed \u00e8 preso dal terrore; e ci\u00f2 che Ges\u00f9 vuol fargli capire \u00e8 appunto questo: che \u00e8 necessario aver fede, e che nulla \u00e8 impossibile a Dio, se si ha fede in Lui. Quanto ai miracoli, Ges\u00f9 non avrebbe potuto farli, o non tutti, semplicemente in quanto uomo; in quanto uomo, e sia pure assolutamente santo, anche Lui era soggetto a dei limiti; infatti, dopo quaranta giorni di digiuno nel deserto, anch&#8217;egli, finalmente, aveva provato i morsi della fame. E quando venne flagellato, coronato di spine, crocifisso e trafitto con la lancia, mor\u00ec, proprio come muoiono tutti gli esseri umani. Ci\u00f2 significa che era umano, che aveva dei limiti, ma appunto quanto alla sua natura umana. In Lui, per\u00f2, vi erano due nature: vi era anche la natura divina. E con la sua natura divina, nulla poteva resistergli: infatti nemmeno la morte ebbe potere su di Lui, ed Egli ne spezz\u00f2 i lacci e usc\u00ec dal sepolcro, vittorioso. La Resurrezione di Cristo \u00e8 il trionfo della sua divinit\u00e0, ed \u00e8 la glorificazione del suo Corpo mortale, divenuto definitivamente immortale: un Corpo trasfigurato, simile a quello che avranno anche le anime dei giusti, dopo la morte e il giudizio finale.<\/p>\n<p>Abbiamo visto che il segreto di Ges\u00f9, in quanto uomo, risiede essenzialmente nella preghiera; e che la preghiera di Ges\u00f9 \u00e8 spesso, per necessit\u00e0 di cose, una preghiera notturna. O si attardava in preghiera mentre gli altri gi\u00e0 dormivano, oppure si levava presto, prima dell&#8217;alba, e cercava la solitudine delle ultime ore della notte, per poter pregare in pieno raccoglimento (cfr. <em>Marco<\/em>, 1, 33-37). Di notte Egli prega anche la sua preghiera pi\u00f9 intensa e straziante: quella nell&#8217;Orto degli Ulivi, a Gerusalemme, alla vigilia della Passione, quando l&#8217;anima sua <em>\u00e8 triste fino alla morte<\/em>.<\/p>\n<p>Ci piace riportare queste osservazioni dal libro <em>Tempo di Maria, un invito alla preghiera<\/em> (a cura di Raffaella e Roberto Grava, Conegliano, Editrice Ancilla, p. 53):<\/p>\n<p><em>A volte Ges\u00f9 preferiva restare completamente solo e trascorrere parte della notte in preghiera:<br \/>\n&quot;Allora egli costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo all&#8217;altra riva, verso Betsaida, mentre egli avrebbe licenziato la folla. Poi accomiatatosi da loro se ne and\u00f2 sul monte a pregare. Fattosi sera lui era solo (Matteo, 14, 22-23).<\/em><\/p>\n<p><em>La preghiera notturna \u00e8 anche una preghiera di ringraziamento e in questo caso si inserisce nella preghiera continua:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quali ringraziamenti infatti possiamo noi rendere a Dio per voi, a motivo di tutta la gioia che proviamo per merito Vostro dinanzi al nostro Dio, se non pregandolo giorno e notte con maggior ardore?&quot; (1 Tessalonicesi, 3, 9-10).<\/em><\/p>\n<p><em>E ancora:&quot;Io rendo grazie a Dio a cui servo come i miei antenati, con pura coscienza, quando giorno e notte di continuo penso a te nelle mie preghiere (2 Timoteo, 1, 3).<\/em><\/p>\n<p><em>La preghiera notturna non \u00e8 per\u00f2 una caratteristica del Nuovo Testamento, perch\u00e9, gi\u00e0 prima della venuta di Ges\u00f9, era praticata dal popolo eletto:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;A mezzanotte io mi levo a lodarti, per i giusti giudizi tuoi&quot; (Salmo 119, 62).<\/em><\/p>\n<p><em>Fino a poco tempo fa, inoltre, le &quot;alzate&quot; notturne erano una parte usuale delle regole di molti ordini religiosi.<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una ragione pi\u00f9 profonda, oltre a quelle gi\u00e0 ricordate, per vedere nella preghiera notturna una speciale necessit\u00e0 dell&#8217;anima: la notte, come abbiamo visto in un&#8217;altra occasione, \u00e8 il tempo dell&#8217;oscurit\u00e0, in cui le forze del male se ne vanno pi\u00f9 liberamente in giro, in cerca di anime alle quali nuocere. Di notte, perci\u00f2, occorre raddoppiare la vigilanza: esattamente come le sentinelle di una guarnigione in tempo di guerra, i cristiani devono vegliare e pregare, e non solamente dormire, perch\u00e9 la notte \u00e8 un tempo difficile, in cui occorre pi\u00f9 coraggio che non di giorno. Di notte, anche Dante si smarrisce nella <em>selva oscura<\/em> del peccato. <em>Vegliate e pregate<\/em>, ammonisce Ges\u00f9 i suoi discepoli, <em>per non cadere in tentazione. Lo spirito \u00e8 pronto, ma la carne \u00e8 debole<\/em> (<em>Matteo<\/em>, 26, 41)&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;episodio evangelico, piuttosto noto, di Ges\u00f9 che cammina sulle acque, \u00e8 preceduto da una notazione che ci conferma quanto la preghiera in solitudine, anche di notte,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157],"class_list":["post-29461","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29461","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29461"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29461\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}