{"id":29457,"date":"2010-02-18T07:17:00","date_gmt":"2010-02-18T07:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/02\/18\/veniamo-tutti-da-unaltra-dimensione-e-non-per-caso-talvolta-le-nostre-vite-si-sfiorano\/"},"modified":"2010-02-18T07:17:00","modified_gmt":"2010-02-18T07:17:00","slug":"veniamo-tutti-da-unaltra-dimensione-e-non-per-caso-talvolta-le-nostre-vite-si-sfiorano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/02\/18\/veniamo-tutti-da-unaltra-dimensione-e-non-per-caso-talvolta-le-nostre-vite-si-sfiorano\/","title":{"rendered":"Veniamo tutti da un\u2019altra dimensione: e non per caso, talvolta, le nostre vite si sfiorano"},"content":{"rendered":"<p>La frequenza con cui si parla della visita di astronavi extraterrestri sul nostro pianeta e di incontri, pi\u00f9 o meno ravvicinati, con creature aliene, nasce da un interesse assolutamente legittimo e non ha, in s\u00e9, proprio nulla di fatuo o di ozioso, come piace pensare ai corrucciati e seriosi parrucconi della cultura accademica.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, bisogna per\u00f2 subito aggiungere che si tratta di una forma di pura evasione intellettuale, se non si possiede la piena ed intera consapevolezza che ciascuno di noi \u00e8 un alieno, nel senso che ciascuno di noi \u00e8 originario, letteralmente, di un&#8217;altra dimensione. Bench\u00e9 abitanti della Terra, noi non siamo figli di questa dimensione spazio-temporale, ma siamo figli dell&#8217;infinito.<\/p>\n<p>Siamo giunti qui da altre dimensioni e da altri mondi, chiamati da una forza misteriosa, e a quella chiamata abbiamo risposto: \u00abS\u00ec\u00bb, in un tempo e in un luogo dei quali non abbiamo conservato il ricordo, se non in forma estremamente confusa e indistinta, almeno stando a quanto ci dice il nostro Logos razionale (ma non cos\u00ec la pensano, ad esempio, i sogni che vengono a visitarci, la notte, in una sfera felice, sottratta alla tirannia di quest&#8217;ultimo).<\/p>\n<p>Il fatto che, crescendo, la stragrande maggioranza degli esseri umani si dimentichino della propria origine ultradimensionale, ha come curiosa conseguenza che quei pochi che ne serbano memoria, finiscono per essere considerati un po&#8217; &quot;strani&quot;, e, magari, anche per considerarsi &quot;strani&quot; essi medesimi.<\/p>\n<p>Non stiamo parlando di teorie relativamente grossolane, come quella di Erich Von D\u00e4niken, secondo le quali noi siamo il frutto di un incrocio, o piuttosto di una serie di ibridazioni, fra gli ominidi cari all&#8217;evoluzionismo darwiniano e qualche evoluta razza proveniente da lontani corpi celesti.<\/p>\n<p>No; non vogliamo alludere a una nostra provenienza aliena nel senso materiale del termine; non vogliamo dire che i nostri progenitori siano giunti sulla Terra a bordo di astronavi e cose del genere (per quanto, la cosa potrebbe anche essere vera, n\u00e9 l&#8217;idea dovrebbe destare particolare scandalo; non pi\u00f9 di quella di Darwin, comunque, che ci vorrebbe discesi dagli alberi).<\/p>\n<p>Vogliamo dire, pi\u00f9 semplicemente, che, in senso tecnico, nessuno di noi \u00e8 veramente un terrestre, se per terrestre si intende una creatura materiale interamente legata ai propri processi fisiologici e al proprio ambiente fisico: insomma una creatura che esaurisce tutto il proprio campo esistenziale in un orizzonte puramente circoscritto e immanente.<\/p>\n<p>La nostra parte spirituale, di cui il corpo \u00e8 solo un supporto temporaneo (e, a nostro parere, illusorio, cos\u00ec come ogni altro ente materiale), viene da molto, molto lontano; non dalle stelle in senso astronomico, ma certamente dal Cielo in senso figurato. L&#8217;Essere luminoso, supremamente cosciente, infinitamente beato, ci ha tratti dal non-essere e ci ha chiamati a collaborare per tessere il meraviglioso arazzo dell&#8217;universo.<\/p>\n<p>Un importante corollario della nostra non casualit\u00e0 \u00e8 che, se non siamo giunti qui in seguito a un capriccio del destino, non sarebbe logico n\u00e9 sensato immaginare che per caso le nostre vite, talvolta, si sfiorino con quelle di altre creature; ma \u00e8 molto pi\u00f9 realistico pensare che ogni incontro che facciamo nella vita sia il risultato di un disegno vastissimo e armonioso, incommensurabilmente saggio e paziente, il cui scopo \u00e8 aiutarci a fare ritorno, nel modo migliore e pi\u00f9 felice possibile, alla luminosa sorgente dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Nulla incontriamo per caso: n\u00e9 i luoghi, n\u00e9 le situazioni, n\u00e9 le piante e gli animali o, tanto meno, gli altri esseri umani.<\/p>\n<p>Questo, per\u00f2, non significa affatto che tutto sia stato gi\u00e0 predisposto e che a noi non resti altro che recitare la parte che altri ci hanno costruita. Infatti, c&#8217;\u00e8 un momento, ed uno solo, nel quale noi siamo veramente pronti per gli incontri che facciamo, ed esso dipende proprio da noi e dal nostro livello di maturazione spirituale. Se quel momento non \u00e8 ancora giunto, noi non siamo neppure in grado di riconoscere gli incontri della nostra vita; tanto meno saremmo in grado di trarne il bench\u00e9 minimo vantaggio.<\/p>\n<p>Se un uomo delle caverne si trovasse fra le mani un calcolatore elettronico, non solo non saprebbe che farsene, ma nemmeno capirebbe che genere di oggetto sia: ne sarebbe cos\u00ec lontano che, probabilmente, rinuncerebbe a qualsiasi congettura. Infatti, quando il divario tra la realt\u00e0 e la nostra capacit\u00e0 di percepirla \u00e8 troppo grande, quello che inevitabilmente si verifica \u00e8 un vero e proprio &quot;black out&quot;. E cos\u00ec facciamo noi quando incontriamo persone o situazioni importantissimi per la nostra crescita spirituale, ma che si trovano troppo al di sopra del nostro livello attuale: non li notiamo nemmeno.<\/p>\n<p>Se una persona comune incontrasse un Maestro, ad esempio, \u00e8 cosa assolutamente certa che non lo riconoscerebbe, a meno che egli stesso non decidesse di rivelarsi; cosa piuttosto improbabile. Potrebbe darsi che un barbiere, ad esempio, serva per anni un certo cliente e gli tagli i capelli e la barba come a qualunque altro cliente; e tuttavia ignori di aver avuto il privilegio di trovarsi in presenza di un Maestro, ossia di una creatura umana che ha raggiunto un altissimo livello di consapevolezza spirituale.<\/p>\n<p>Certo, potrebbe forse notare (ma non \u00e8 detto) una certa qual luce misteriosa nel suo sguardo e, soprattutto, potrebbe percepire delle onde di energia positiva irradiare dalla sua persona; ma di qui a sospettare la verit\u00e0, ce ne corre.<\/p>\n<p>Di sicuro egli non immaginerebbe che il suo cliente \u00e8 una creatura capace di lasciare il proprio corpo fisico e quello eterico, di viaggiare con il corpo astrale fin nei pi\u00f9 lontani pianeti, di vedere nel segreto delle anime e di collegarsi, entrando in meditazione o in preghiera, con la ineffabile sorgente dell&#8217;Essere, per riceverne ogni sorta di beneficio.<\/p>\n<p>I pittori del Rinascimento solevano raffigurare i santi con l&#8217;aureola sul capo; ma, naturalmente, si tratta di una rappresentazione convenzionale. Di fatto, la santit\u00e0 non possiede dei segni di riconoscimento fisici che chiunque possa percepire di primo acchito; solo le persone che gi\u00e0 sono dotate di una cospicua elevatezza spirituale possono, forse, intuirla a prima vista.<\/p>\n<p>Dunque: ci si incontra, ci si sfiora, si passa oltre.<\/p>\n<p>Raramente ci si riconosce, cio\u00e8 si riconosce che la persona che stiamo incrociando in quel momento non \u00e8 un viandante indifferente, che per puro caso sta incrociando i propri passi con i nostri, ma proprio quella persona che stavamo aspettando e che stavamo cercando. Ma quando il riconoscimento ha luogo, allora si accende un momento prezioso, emozionante, che riscatta mesi e anni di grigiore e di apatia. \u00c8 come se un colpo di frusta ci rimettesse in piedi, scuotendoci dal nostro sonnecchiare, dal nostro vegetare: il sangue scorre pi\u00f9 rapido nelle vene, pensieri entusiasmanti si affollano alla mente&#8230;<\/p>\n<p>Lo ripetiamo: nessun incontro avviene a caso; ma capirlo e agire di conseguenza, ci\u00f2 dipende dal nostro livello di consapevolezza.<\/p>\n<p>Potremmo passare accanto a un tesoro, senza neanche vederlo; ma, quando siamo pronti, il significato di quell&#8217;incontro non ci sfuggir\u00e0. E i legami che possono nascere da tali incontri consapevoli, caratterizzati dalla reciproca attesa e dal reciproco riconoscimento, hanno veramente il profumo dell&#8217;infinito e la fragranza ineffabile dell&#8217;altrove e dell&#8217;eterno&#8230; se di eterno \u00e8 lecito parlare nel contesto di questa dimensione spazio-temporale.<\/p>\n<p>Crediamo che un elemento essenziale, decisivo, perch\u00e9 possano verificarsi degli incontri di questo genere &#8211; e non solo con le persone, ma anche con le situazioni o con qualsiasi altro ente &#8211; sia l&#8217;aver conservato in s\u00e9 un po&#8217; di quella freschezza, di quella spontaneit\u00e0, di quella fiduciosa apertura verso il mondo che sono (o forse, ahim\u00e8, dovremmo dire: che erano) tipiche dei bambini.<\/p>\n<p>Senza l&#8217;incanto del mondo, senza una certa quale ingenuit\u00e0 di fronte alla vita (e usiamo la parola nel suo significato pi\u00f9 bello e positivo) passeremmo loro accanto senza degnarli di uno sguardo, con la pi\u00f9 totale inconsapevolezza.<\/p>\n<p>Le condizioni della societ\u00e0 contemporanea, in particolare, sono tali da rendere ancor pi\u00f9 difficili sia la consapevolezza, sia il riconoscimento degli incontri positivi (quelli negativi, infatti, non richiedono alcuna particolare capacit\u00e0 di percezione; sebbene anch&#8217;essi, come gli altri, discendono da una fondamentale ignoranza della propria verit\u00e0 interiore). La fretta convulsa, l&#8217;utilitarismo smaccato, l&#8217;alienazione causata da uno stile di vita consumista e delirante, la deresponsabilizzazione dell&#8217;individuo rispetto ai grandi apparati sociali e la continua derisione dell&#8217;ingenuit\u00e0, in nome di una furbizia maligna e sommamente egoistica: tutto questo si oppone al riconoscimento delle realt\u00e0 spirituali, in se stessi e negli altri.<\/p>\n<p>Dovremmo ritrovare un po&#8217; di quella freschezza, di quella spontaneit\u00e0, di quella apertura esistenziale che avevamo da bambini e che l&#8217;intera societ\u00e0 ancora possedeva, in qualche misura, fino alla svolta degli anni Settanta del secolo scorso (riferendoci, ovviamente, al contesto sociale e culturale dell&#8217;Occidente).<\/p>\n<p>Parliamo di quando il consumismo, la tecnica, il pragmatismo e l&#8217;efficientismo esasperati, il produttivismo eretto a valore supremo, non avevano ancora distrutto interamente l&#8217;incanto del mondo negli adulti e, con esso, quella benevola ingenuit\u00e0, quella accogliente capacit\u00e0 di stupirsi e di gioire anche per le piccole cose.<\/p>\n<p>Parliamo di quando una scatola di soldatini o una bambola erano, per i bambini, la fonte di una gioia immensa e durevole.<\/p>\n<p>Parliamo di quando una corsa in bicicletta o quattro chiacchiere tra coetanei erano tutto quanto un adolescente o un giovane desiderassero, al di fuori degli impegni dello studio e della collaborazione familiare per i lavoretti domestici.<\/p>\n<p>Parliamo di quando una famigliola era felice di fare qualche giorno di vacanza al mare, nella spiaggia pi\u00f9 vicina, in un albergo senza pretese, senza ascensore, senza condizionatore d&#8217;aria e senza la televisione o il frigo-bar in camera: per poi tornarsene a casa contenta e riposata, pur senza aver fatto le ore piccole in qualche rinomata discoteca e senza aver visto le scogliere coralline e i tramonti tropicali delle Seychelles.<\/p>\n<p>E parliamo, soprattutto, della capacit\u00e0 di essere se stessi, di sentirsi bene nella propria pelle, di non inseguire il miraggio schizofrenico dell&#8217;apparire ad ogni costo.<\/p>\n<p>I nostri figli non sarebbero pi\u00f9 disposti ad andare a scuola con un maglione qualsiasi o con i libri legati da una cinghia, come facevamo noi; ma quello che \u00e8 stato guadagnato in termini di benessere, peraltro solo apparente, e di discutibile prestigio sociale, \u00e8 stato irrimediabilmente perduto in termini di essenzialit\u00e0 e, quindi, di spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>E solo una ricca e fresca vita spirituale pu\u00f2 consentirci di riconoscere gli appuntamenti che la vita predispone per noi, nella sua infinita saggezza, nonch\u00e9 di trarne il massimo bene possibile, vale a dire la spinta perch\u00e9 possiamo procedere nel cammino della consapevolezza.<\/p>\n<p>Incontrare una persona che ci aiuti in tale cammino \u00e8 una cosa divina: una cosa che dovrebbe farci fremere di emozione e di gratitudine, se solo non fossimo cos\u00ec intorpiditi e abbrutiti da un modo di porci di fronte alla vita contraddistinto da una totale inconsapevolezza.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe domandare, a questo punto, come si possano coniugare l&#8217;ingenuit\u00e0 e la consapevolezza: domanda che gi\u00e0 di per se stessa tradisce l&#8217;ottenebramento spirituale, tipico di una visione della realt\u00e0 profondamente inconsapevole.<\/p>\n<p>Infatti, sarebbe come domandare come si possano coniugare l&#8217;innocenza e la grazia (intesa, quest&#8217;ultima, nel senso di dono soprannaturale). La grazia \u00e8 figlia dell&#8217;innocenza, cos\u00ec come la consapevolezza \u00e8 figlia dell&#8217;ingenuit\u00e0: dove per ingenuit\u00e0 &#8211; lo ripetiamo &#8211; si intende qualche cosa di bello, di fresco, di pulito, uno stupore e una gratitudine di fronte al mondo, una disponibilit\u00e0 all&#8217;apertura e alla rivelazione.<\/p>\n<p>Ritrovare quel tipo di ingenuit\u00e0, vuol dire sintonizzarsi sulla giusta lunghezza d&#8217;onda per riconoscere gli incontri preziosi che ci sfiorano nella vita, forse ogni giorno e ogni ora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La frequenza con cui si parla della visita di astronavi extraterrestri sul nostro pianeta e di incontri, pi\u00f9 o meno ravvicinati, con creature aliene, nasce da<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[92],"class_list":["post-29457","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29457","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29457"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29457\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29457"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29457"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29457"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}