{"id":29450,"date":"2008-01-25T06:55:00","date_gmt":"2008-01-25T06:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/25\/dietro-la-vendetta-delle-signore-il-disorientamento-spirituale-della-modernita\/"},"modified":"2008-01-25T06:55:00","modified_gmt":"2008-01-25T06:55:00","slug":"dietro-la-vendetta-delle-signore-il-disorientamento-spirituale-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/25\/dietro-la-vendetta-delle-signore-il-disorientamento-spirituale-della-modernita\/","title":{"rendered":"Dietro la vendetta delle signore: il disorientamento spirituale della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>E poi c&#8217;\u00e8 qualcuno che ha il coraggio di dire che la politica italiana \u00e8 dominata dal pi\u00f9 bieco e anacronistico maschilismo.<\/p>\n<p>Ma se sono sempre le signore a fare il bello e il cattivo tempo, a decretare la salvezza o la caduta ignominiosa dei governi. Come si \u00e8 visto anche negli ultimi giorni.<\/p>\n<p>Se l&#8217;onorevole Dini non avesse dovuto vendicare l&#8217;affronto subito dalla sua signora, scampata a notevoli guai giudiziari solo grazie all&#8217;indulto; e se l&#8217;onorevole Mastella non avesse dovuto fare altrettanto, dopo che qualche magistrato impudente e scriteriato aveva osato porre agli arresti domiciliari la sua dolce met\u00e0; si pu\u00f2 ragionevolmente pensare che il governo Prodi sarebbe finito cos\u00ec ingloriosamente, come \u00e8 finito?<\/p>\n<p>E tornano alla mente le parole della signora Poggiolini (qualcuno se ne ricorda?), che, in pieno scandalo di Tangentopoli, apostrofava aggressiva i giornalisti con le profetiche parole: \u00ab<em>Voi<\/em> italiani, ve ne accorgerete! Finirete molto male!\u00bb.<\/p>\n<p>Infatti, ce ne stiamo accorgendo. Ce ne stiamo accorgendo che al peggio non c&#8217;\u00e8 mai fine, che si pu\u00f2 scendere la china ogni giorno di pi\u00f9, sempre pi\u00f9 in basso: contro tutte le leggi conosciute della geometria, della logica e della meccanica. Povera Italia, trascinata sempre pi\u00f9 in basso da una classe dirigente senza pudore e senza vergogna: sfrontata, corrotta, inefficiente, boriosa e irrimediabilmente parassitaria e opportunista.<\/p>\n<p>E pure matriarcale, nel senso peggiore del termine.<\/p>\n<p>Con la signora Berlusconi che si rivolge alla stampa per tirare le orecchie al marito, come in uno scadente programma televisivo di Maria De Filippi, trasformando milioni di cittadini in altrettanti guardoni involontari di beghe familiari che non li riguardano. O con la signora Levi Montalcini che dichiara alla stampa che anche lei avrebbe firmato la lettera dei docenti della Sapienza che non volevano la visita del papa, ma che non ha potuto perch\u00e9 legata da rapporti professionali col Vaticano. Dove non si sa se sia pi\u00f9 sgradevole la presa di posizione in se stessa (chiss\u00e0 se si sarebbe opposta anche a una visita del rabbino capo della Sinagoga) o la motivazione, dichiaratamente opportunistica, per cui non l&#8217;ha manifestata.<\/p>\n<p>Dice un proverbio che non si dovrebbe battere una signora neanche con un fiore. Ma la cultura italiana, imbevuta di mammismo e, pi\u00f9 di recente, di retorica post-femminista, ha spinto la sua galanteria, o piuttosto la sua demagogia, verso il gentil sesso, fino a livelli di abietto servilismo e di vero e proprio masochismo. Cosa non si farebbe per conquistare i voti dell&#8217;elettorato femminile! Nessuno sproloquio piagnucoloso, nessuna bassa adulazione, nessuna sfacciata ipocrisia sembrano troppo mortificanti, quando si tratta di ingraziarsi le elettrici.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come la nostra classe dirigente \u00e8 affetta da una vergognosa deriva populista, altrettanto lo \u00e8 da una inarrestabile deriva pseudo-femminista. Della serie: le donne hanno sempre ragione; le donne sono migliori degli uomini; quanto sarebbe bello il mondo, se solo le donne fossero al potere.<\/p>\n<p>Ma le abbiamo gi\u00e0 viste, le donne al potere. Le abbiamo gi\u00e0 viste, le signore Allbright e le signore Rice: ciniche, spietate, bugiarde, violente: hanno firmato alcuni dei peggiori crimini, alcune delle pagine pi\u00f9 brutte della storia degli ultimi anni. E sorridevano, sui mucchi dei cadaveri iracheni, nel carcere di Abu Ghraib; e ridevano, mentre torturavano e infliggevano sevizie sessuali a degli uomini nudi e inermi. Anzi, anche il direttore del carcere era una donna, un pezzo grosso dell&#8217;esercito americano.<\/p>\n<p>Certo, accanto a loro c&#8217;erano dei colleghi maschi. Verissimo.<\/p>\n<p>Resta il fatto che esistono ragioni di perplessit\u00e0 davanti all&#8217;affermazione che le donne, se fossero al potere, instaurerebbero una diversa modalit\u00e0 della politica. Questo sarebbe credibile se esistesse qualche sia pur debole indizio che le donne, antropologicamente (o ginecologicamente?), sono meno aggressive, pi\u00f9 pacifiche e pi\u00f9 concilianti degli uomini. Ma tali indizi non esistono, e le donne pi\u00f9 intelligenti sono le prime ad ammetterlo. Esse hanno sempre amato la competizione, la guerra, il potere; solo che, nelle societ\u00e0 patriarcali, hanno dovuto dissimulare queste loro caratteristiche. E, come direbbe il buon vecchio Nietzsche, la dissimulazione porta con s\u00e9 la cattiva coscienza e, con essa, una carica pressoch\u00e9 illimitata di pulsioni distruttive e una capacit\u00e0 praticamente inesauribile di rancore.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;Italia fu frastornata, per settimane e per mesi, dal clamore mediatico intorno al delitto di Cogne, l&#8217;argomento principale degli innocentisti fu che una donna, anzi una mamma, mai e poi mai potrebbe fare del male al proprio bambino. Ma era soltanto un esorcismo, un pio desiderio creato per tranquillizzarsi, per salvare dal naufragio la propria immagine del mondo: mammista, buonista e zuccherosa.<\/p>\n<p>Oppure si pensi a quell&#8217;altro, atroce fatto di cronaca nera: a quella madre siciliana che commission\u00f2, insieme alla figlia, l&#8217;esecuzione del proprio figlio, reo di aver infranto il codice d&#8217;onore della onorata societ\u00e0 mafiosa.<\/p>\n<p>Non \u00e8 affatto vero che le donne siano &quot;naturalmente&quot; pi\u00f9 dolci e pi\u00f9 buone degli uomini; specialmente fra di loro, \u00e8 vero semmai il contrario. Non esiste praticamente cattiveria o bassezza che una donna non farebbe a danno di un&#8217;altra donna, quando siano in gioco la sua vanit\u00e0 e la sua smania di protagonismo. Gli inquirenti di Perugia, ad esempio, sono convinti che Amanda Knox odiasse la povera Meredith per il solo fatto che, nel locale dove entrambe lavoravano, la seconda &#8211; pi\u00f9 semplice e meno narcisista &#8211; riscuoteva le simpatie dei clienti, mettendo in ombra la prima. Essere messa in ombra da una rivale: ecco ci\u00f2 che una donna non pu\u00f2 assolutamente accettare, che non pu\u00f2 assolutamente perdonare.<\/p>\n<p>Intendiamoci: esistono delle eccezioni. Ed esistono molti uomini, specialmente se effeminati (per quanto palestrati e apparentemente sicuri di s\u00e9) che condividono questa psicologia della competizione sfrenata, della gelosia a tutto campo, del rancore implacabile, del cieco desiderio di vendetta dell&#8217;amor proprio ferito. Ci\u00f2 non \u00e8 per nulla in contraddizione con quanto abbiamo detto prima, anzi completa il quadro che abbiamo or ora delineato. In una societ\u00e0 che idealizza la donna fino al punto di creare di lei un&#8217;immagine puramente fantastica (come Emilio Brentani fa con Angiolina in <em>Senilit\u00e0<\/em> di Italo Svevo), nulla di pi\u00f9 naturale che gli uomini, svirilizzati, invece di &quot;imporre&quot; alle donne le loro qualit\u00e0 virili &#8211; la lealt\u00e0, la schiettezza, la trasparenza -, imitino da esse le loro qualit\u00e0 peggiori: la dissimulazione, il nascondimento, l&#8217;ipocrisia, il segreto desiderio di rivalsa.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 sana, ciascuno dei due sessi svolge il proprio ruolo specifico: ruolo complementare, e perci\u00f2 diverso da quello dell&#8217;altro. Ma la nostra societ\u00e0 \u00e8 profondamente malata: e sono state proprio le donne, che silenziosamente e coraggiosamente sostenevano gran parte del suo peso, a perdere la testa pi\u00f9 in fretta, in questi ultimi anni (cfr. i nostri precedenti articoli <em>\u00c8 la donna, oggi, l&#8217;anello debole della catena<\/em> e <em>Il demone segreto dell&#8217;infelicit\u00e0 femminile<\/em>, sempre sul sito di Arianna Editrice). Da quando hanno rinunciato al loro specifico ruolo femminile per diventare la caricatura del maschio stupido (Spengler avrebbe detto, parlando delle &quot;maschiette&quot; degli Anni Venti: da quando, invece di bambini, hanno dei problemi), i cerchioni della famiglia hanno cominciato a saltare e, con essi, per un inarrestabile processo a catena, quelli della societ\u00e0 intera. Le donne, a un certo punto, sono impazzite, e hanno affrettato l&#8217;impazzimento della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che non sono neppure felici.<\/p>\n<p>Inseguendo il modello edonistico del maschio idiota (non del maschio normale e responsabile: del maschio idiota), le donne sono cadute nel patetico e nel grottesco: le sessantenni hanno voluto far concorrenza alle liceali <em>sul loro stesso terreno<\/em>; oppure si sono abbandonate alla sterile vanit\u00e0 del potere. Basta chiedere a una donna, per esempio, se preferisce lavorare con un capo ufficio maschio o donna: novantanove volte su cento, ella risponder\u00e0 di preferire un capo di sesso maschile: perch\u00e9 una donna al potere \u00e8, spesso, il peggiore aguzzino per i suoi sottoposti, <em>e specialmente per le sue sottoposte.<\/em> Tutto il suo sadismo represso pu\u00f2 finalmente trovare sfogo nell&#8217;esercizio del potere: e che palpiti di volutt\u00e0, che fremiti di piacere trova in esso. Esattamente quanti ne trovano gli uomini poco virili che un fato maligno (per s\u00e9 e per gli altri) ha collocato, anch&#8217;essi, in una posizione di potere&#8230;<\/p>\n<p>Queste riflessioni non sono rivolte contro le donne.<\/p>\n<p>Sono rivolte contro la degenerazione e contro l&#8217;obnubilamento dei ruoli sessuali; contro la micidiale confusione che ha colpito in maggior misura, a nostro avviso, le donne, per tutta una serie di ragioni economiche, sociali, culturali e psicologiche. E non stiamo facendo l&#8217;apologia dei bei tempi andati, quando le donne erano relegate tra pentole, fornelli e calzini di lana. No di certo: casomai, vorremmo fare l&#8217;apologia del bel tempo andato, quando la donna era fiera di essere donna, e l&#8217;uomo era fiero di essere uomo; ed entrambi, invece di tormentarsi in una pirandelliana commedia dei dispetti e delle ripicche, si incontravano e si sostenevano a vicenda, in vista di un progetto pi\u00f9 grande del loro puro e semplice piacere. Il progetto di metter su una famiglia, di allevare dei figli, di prendersi cura dei genitori anziani; insomma, di contribuire alla stabilit\u00e0 e al benessere (non solo e non tanto economico) dell&#8217;intera societ\u00e0.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito di un tale progetto, un ruolo eminente era assunto dalla donna. In Friuli, la terra della nostra infanzia, si diceva (non sappiano se il detto esiste ancora) che la donna sorregge tre dei quattro angoli su cui poggia una casa.<\/p>\n<p>Qualcuno dir\u00e0 che una tale epoca non \u00e8 mai esistita. Non \u00e8 vero: \u00e8 esistita, e molti di coloro che hanno una certa et\u00e0 ne conservano un vivido e grato ricordo. Molti ricordano le mamme che, pur stanche alla fine della giornata, rubavano qualche altro momento al meritato riposo per stare un po&#8217; con i figli, per raccontar loro una fiaba, per consolare le loro piccole pene; oppure che cantavano loro una canzone, una filastrocca, una ninna-nanna. Molti ricordano i pap\u00e0 che, pur pieni di preoccupazioni d&#8217;ogni genere, si facevano in quattro per dare serenit\u00e0 e sicurezza ai propri figli: ma senza strafare e senza viziarli, senza scusarli e giustificarli in tutto. Molti, poi, ricordano i nonni,: che erano figure importanti, preziose, educative nel rapporto con i nipotini.<\/p>\n<p>C&#8217;era, parlando in generale (e, quindi, con le debite eccezioni), un senso del dovere largamente diffuso. Non stiamo parlando di secoli e secoli fa, ma di pochi decenni fa: di una o, al massimo, due generazioni prima di ora. Adesso, i rapporti si sono invertiti. Sacrificare il proprio piacere per dedicarsi ai figli, ai nipoti o ai genitori anziani \u00e8 diventa l&#8217;eccezione alla regola; e la regola \u00e8 quella di inseguire, senza riguardo per alcuno, il proprio miraggio edonistico. Ringraziando il regressivo modello americano e tutte le idiozie e le spazzature che mamma tiv\u00f9 quotidianamente ci propina (ma che non ci propinava la tiv\u00f9 del canale unico, capace di fare educazione e di promuovere cultura e livelli tutt&#8217;altro che banali).<\/p>\n<p>Che dire a questo punto? Possiamo ancora immaginare dei rimedi, una rifondazione di valori che salvi la nostra societ\u00e0 della disgregazione totale?<\/p>\n<p>Forse; ma il cammino che ci attende sar\u00e0 tutto in salita. Troppe scelte facili e furbesche, troppi compromessi, troppa irresponsabile demagogia hanno inquinato le nostre menti e i nostri cuori; e non si possono scaricare tutte le colpe su Mammona. Se il denaro, il piacere e il potere sono diventati le nostre nuove divinit\u00e0, vuol dire che un processo di decadenza morale era gi\u00e0 in corso da lungo tempo, e che le fondamenta della nostra bella casa erano gi\u00e0 marce e putrefatte senza che ce ne accorgessimo.<\/p>\n<p>Dobbiamo avere il coraggio e l&#8217;umilt\u00e0 di ripartire da zero. <em>Europa, anno zero<\/em>, dovremmo dire, parafrasando il titolo del celebre film di Roberto Rossellini. Come se fossimo appena usciti da una guerra catastrofica e da una sconfitta totale.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: ripartire da zero, demolendo i ruderi pericolanti delle nostre false sicurezze.<\/p>\n<p>Ma quanti di noi ne avranno il coraggio?<\/p>\n<p>Eppure, non c&#8217;\u00e8 altra strada.<\/p>\n<p>O, almeno, non c&#8217;\u00e8 altra strada che ci consenta di conservare un briciolo di onore, di fierezza e dignit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E poi c&#8217;\u00e8 qualcuno che ha il coraggio di dire che la politica italiana \u00e8 dominata dal pi\u00f9 bieco e anacronistico maschilismo. 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