{"id":29449,"date":"2017-02-07T07:00:00","date_gmt":"2017-02-07T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/07\/quel-veleno-dei-preti-modernisti-che-fa-perdere-la-fede-alle-anime\/"},"modified":"2017-02-07T07:00:00","modified_gmt":"2017-02-07T07:00:00","slug":"quel-veleno-dei-preti-modernisti-che-fa-perdere-la-fede-alle-anime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/07\/quel-veleno-dei-preti-modernisti-che-fa-perdere-la-fede-alle-anime\/","title":{"rendered":"Quel veleno dei preti modernisti che fa perdere la fede alle anime"},"content":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 pericoloso, di pi\u00f9 micidiale, di un nemico interno che non pensa affatto d&#8217;esser tale, anzi, che si reputa un ottimo elemento, e che, pieno di buonissime intenzioni, si agita in continuazione per portare l&#8217;universo mondo sulle sue posizioni; tanto pi\u00f9 se costui \u00e8 un fanatico che si ammanta di una apparente santit\u00e0, che conduce uno stile di vita umile e irreprensibile, insomma se si presta al noto equivoco per cui una vita esemplare <em>deve<\/em> corrispondere a delle idee giuste, e, nel caso della religione cristiana, a un&#8217;ammirevole coerenza evangelica. Il veleno modernista, in particolare, se viene diffuso da sacerdoti che parrebbero tutti infervorati di zelo cristiano, che vivono in mezzo ai poveri, che non si risparmiano per amore del prossimo, pu\u00f2 risultare doppiamente letale: perch\u00e9 l&#8217;apparente esemplarit\u00e0 di quei sacerdoti fa velo alla falsit\u00e0 del loro cristianesimo e induce molti in errore, portandoli, senza che se ne accorgano, fuori dalla verit\u00e0 di Cristo, e spingendoli in un&#8217;ottica meramente umana, immanentistica, nella quale Dio finisce per evaporare e quel che resta \u00e8 l&#8217;orgoglio umano e l&#8217;umana pretesa di far da s\u00e9, di costruire il paradiso in terra, senza Dio e, magari, in concorrenza con Dio. Ma se quei tali sacerdoti parlano in tutt&#8217;altro modo da quelle che sono le loro reali intenzioni e i loro veri obiettivi, eretici e apostatici; se hanno spesso in bocca Ges\u00f9 Cristo, ma senza lo spirito di Cristo; se, oltre allo zelo per il prossimo, dimostrano un infaticabile amore per dio &#8212; non il Dio del Vangelo, per\u00f2, ma un dio tutto loro, che solo esteriormente gli somiglia &#8212; allora la confusione rischia di essere grandissima, le anime cadono nella trappola e si fanno trascinare lontano dalla vera via, senza accorgersene e anzi convinte, convintissime, d&#8217;essere pi\u00f9 che mai sulla strada giusta, all&#8217;avanguardia rispetto a tutti gli altri, perch\u00e9 hanno capito pi\u00f9 cose, del Vangelo, di quante ne abbiano mai comprese gli altri. E basterebbe gi\u00e0 questo atteggiamento interiore, assai pi\u00f9 diffuso di quanto non si creda, per tradire il fatto che non stanno seguendo il vero Vangelo di Cristo, ma un altro, un vangelo tutto loro, creato e propalato da quei tali cattivi pastori modernisti, a loro volta o accecati dalla propria superbia, o trascinati in errore da altri ancora. Infatti, \u00e8 proprio la pretesa di aver capito di pi\u00f9, di voler rinnovare la Chiesa, di voler rendere pi\u00f9 autentico il Vangelo; \u00e8 proprio questo modo di porsi, questo linguaggio, questa maniera di esprimersi, che tradiscono la loro immensa presunzione, e che, se non fossero completamente accecati dalla loro finta umilt\u00e0 e dalla loro reale superbia, dovrebbe rivelare a loro, per primi, ci\u00f2 che \u00e8 cos\u00ec facile vedere dall&#8217;esterno, se non ci si lascia incantare dalla loro falsa aureola di santit\u00e0, ma si pone attenzione a quel che realmente dicono e fanno, e allo spirito con cui lo dicono e lo fanno: uno spirito umano, troppo umano, dove il profumo dell&#8217;infinito non si sente e dove l&#8217;incanto del divino \u00e8 scomparso addirittura.<\/p>\n<p>Anche dell&#8217;eretico Pelagio si diceva che conducesse una vita semplice e santa; e anche di molti modernisti del primo Novecento, come Tyrrell e Buonaiuti. La gente si lascia facilmente colpire dai segni esteriori della devozione; ma Dio, che legge nei cuori, sa che la vera santit\u00e0 parte dalla vera umilt\u00e0; e la vera umilt\u00e0 parte dal riconoscimento della grandezza di Dio e della Chiesa da Lui fondata e guidata; per cui la vera santit\u00e0 non pu\u00f2 assolutamente tradursi in atteggiamenti di immodestia, di irriverenza, di fastidio nei confronti della tradizione cattolica, meno ancora nei confronti della sacra Tradizione (scritta con l&#8217;iniziale maiuscola), che \u00e8, accanto alle Scritture, uno dei due incrollabili pilastri sui cui poggia la divina Rivelazione agli uomini. La Tradizione \u00e8 fatta da tutto ci\u00f2 che la Chiesa ha tramandato nel corso dei secoli, dal culto di Maria, degli Angeli e dei Santi, alle opere dei Padri; da tutto ci\u00f2 che, pur non essendo esplicitamente presente nelle Scritture, \u00e8 tuttavia presente, vivo e vero nella vita di quella Chiesa che Lui ha voluto, che Lui ha istituito, e alla quale ha promesso di non far mancare mai il sostegno, il conforto e l&#8217;ispirazione dello Spirito Santo. La vera santit\u00e0 \u00e8 fatta di obbedienza, di coscienza del proprio limite, di timor di Dio: non \u00e8 possibile che si accompagni alla pretesa, per quanto avanzata con apparente modestia, con apparente sobriet\u00e0, di rifondare daccapo la Chiesa, di modificare il Magistero, di spostare la prospettiva escatologica, perch\u00e9 ci\u00f2 equivarrebbe a un atto di suprema immodestia o peggio, verso ci\u00f2 che la Chiesa \u00e8 stata fino ad ora. Vengono alla mente i versi di Dante nel XIX canto del <em>Paradiso<\/em>(79-81): <em>Or chi tu se&#8217;, che vuo&#8217; sedere a scranna \/ per giudicar di lungi mille miglia \/ con la veduta corta d&#8217;una spanna?<\/em> E quelli del V canto, sempre del <em>Paradiso<\/em>(76-78): <em>Avete il novo e &#8216;l vecchio testamento, \/ e &#8216;l pastor della Chiesa che vi guida; \/ questo vi basti a vostro salvamento<\/em>.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di dire che l&#8217;essenza del modernismo \u00e8 la superbia intellettuale, la pretesa di aggiungere una postilla alle Scritture e alla Tradizione, sulla base della propria lettura personale della Rivelazione; aggiungiamo ora che tale superbia si ammanta volentieri di virt\u00f9, di piet\u00e0 e di finta semplicit\u00e0. Un buon esempio di questo atteggiamento si trova nelle opere dell&#8217;ex gesuita spagnolo Jos\u00e9 Maria Diez-Alegria, e specialmente nel suo libro <em>Io credo nella speranza<\/em>, che gli valse la cacciata dall&#8217;ordine, ma che oggi, senza dubbio, riceverebbe un encomio da un altro gesuita che siede sul soglio di san Pietro, papa Francesco, e che, se non fosse morto nel 2010, oggi mancherebbe poco che venisse elevato alla gloria degli altari. Ci\u00f2 \u00e8 indice, da un lato, dell&#8217;enorme confusione che regna, o meglio, che imperversa nella Chiesa dei nostri giorni, specialmente sotto il pontificato di Bergoglio, dall&#8217;altro di quanto si sia diffuso, in questi decenni, il sottile veleno modernista, fino a raggiungere i vertici della Chiesa e attuare un silenzioso, subdolo tentativo di rovesciare il Magistero e capovolgere secoli di dottrina cattolica, tentativo che non \u00e8 mai giunto, come adesso, cos\u00ec vicino al successo pi\u00f9 completo.<\/p>\n<p>A titolo di esempio della falsa impostazione modernista di cattivi pastori come Diez-Alegria, riportiamo un passo dal suo libro citato, nel quale, fra parentesi, la parola &quot;speranza&quot; \u00e8 scritta in carattere minuscolo, perch\u00e9 non \u00e8 la virt\u00f9 teologale della Speranza, ma un sentimento tutto umano, tutto laico, e tutto &quot;politico&quot;, quel che anima e infervora l&#8217;Autore (titolo originale: <em>Yo creo en la esperanza&#8230;!,<\/em> a cura di Marilena Grasso, Milano, Mondadori, 1973, pp. pp. 170-171):<\/p>\n<p><em>Non molto tempo fa, una cara ragazza, da poco laureata in medicina, mi confidava con una certa angoscia di non capire con chiarezza perch\u00e9 mai era cattolica e non di un&#8217;altra confessione cristiana. Io le risposi che mi pareva che questo non lo capisse nessuno, e che coloro che credono di capirlo chiaramente, sono vittime di un&#8217;illusione, fondata sull&#8217;ignoranza o sulla parzialit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma alla domanda: &quot;perch\u00e9 io appartengo alla Chiesa cattolica romana e non ad un&#8217;altra delle chiese cristiane storicamente esistenti&quot;, devo rispondere, a me stesso e agli altri, con la rigorosa sincerit\u00e0 che \u00e8 necessaria in un&#8217;autentica vita di fede. Mi pare che i risultati della critica storica scientifica non siano sufficienti a risolvere il problema. Penso sinceramente che non su pu\u00f2 provare apoditticamente, sul piano della scienza storica, che Ges\u00f9 Cristo vuole che tutti i cristiani appartengano alla chiesa cattolica romana attualmente esistente, abbandonando qualsiasi altra chiesa cristiana. Il solo pensiero di una simile pretesa mi fa sorridere. Allora si tratta piuttosto di un&#8217;opzione che appartiene al piano della fede. Ma in che senso e in quale misura? Cercher\u00f2 di rispondere a me stesso analizzando quella che mi pare essere la mia situazione di fede. Io sono stato battezzato nella chiesa cattolica, entro il mio primo mese di vita. Nella chiesa cattolica, dunque, sono giunto alla fede. Il dinamismo della mia fede mi porta a rimanere nella chiesa cattolica in &quot;atteggiamento attivo&quot; (autocritico ed ecclesiocritico), con spirito ecumenico (riguardo alle altre chiese cristiane) e con tensione (speranza) escatologica, cercando nella mia permanenza storica nella chiesa cattolica un&#8217;appartenenza dinamica(crescente, sempre pi\u00f9 piena) alla chiesa di Cristo e una continua edificazione di quella chiesa di Cristo che non giunger\u00e0 alla pienezza fino alla parusia. Il dinamismo della mia fede non mi induce a cambiare chiesa, ma a cercare entro la chiesa cattolica questa appartenenza sempre pi\u00f9 piena, e questa progressiva edificazione della chiesa di Cristo. Per me questo basta.<\/em><\/p>\n<p>Come tutti i falsi modesti, l&#8217;ex gesuita incomincia spiegando che (p. 21) gli \u00e8 stato chiesto dai suoi amici di spiegare come egli viva la sua fede, e che egli ha ritenuto di non poter rifiutare. Insomma, lo hanno tanto pregato, e lui ha accondisceso. Ma un cristiano che dice <em>la mia fede<\/em> \u00e8 gi\u00e0 mezzo fuori dal seminato, perch\u00e9 la fede \u00e8 la fede <em>in<\/em> Cristo e non la fede <em>di<\/em> Tizio, Caio o Sempronio; mentre quell&#8217;aggettivo possessivo, <em>la mia fede<\/em>, e quel pronome personale che spicca all&#8217;inizio del titolo, <em>Io<\/em>, tradiscono un narcisismo sconfinato. Il narcisismo consiste nell&#8217;amore di s\u00e9, che \u00e8 lo strumento di cui si serve il diavolo per vanificare l&#8217;amore di Dio; e non c&#8217;\u00e8 niente di peggio che questi finti umili, di questi finiti miti, di questi finti cristiani, che, in fondo al loro cuore, sono assolutamente refrattari al Vangelo, perch\u00e9 il Vangelo insegna ad uscire da se stessi e a dire: <em>Tu<\/em>, mentre essi sanno dire e pensare sempre e solo: <em>Io, Io, Io<\/em>. Come se non bastasse, il finto mite e il finto misericordioso lascia trapelare tutto il suo astio e i suo rancore quando dice a quella povera anima di adolescente, che a lui si era rivolta con fiducia, parlando dei cattolici che lui, certamente, giudica dei biechi &quot;conservatori&quot; e, si capisce, cattolici che non hanno capito nulla n\u00e9 del &quot;vero&quot; Ges\u00f9 Cristo, n\u00e9 del &quot;vero&quot; Vangelo: <em>coloro che credono di capirlo chiaramente, sono vittime di un&#8217;illusione, fondata sull&#8217;ignoranza o sulla parzialit\u00e0.<\/em> Questo dice il cattivo pastore ad un&#8217;anima, parlando degli altri pastori, la cui colpa \u00e8 di sapere perch\u00e9 Dio li ha voluti cristiani. E non basta ancora: l&#8217;immodestia va ancora pi\u00f9 lontano, quando loda la propria &quot;rigorosa&quot; sincerit\u00e0, che \u00e8, invece, solo improntitudine e irresponsabilit\u00e0 nella sua condotta di confessore, e definisce la propria vita &quot;una autentica vita di fede&quot;. Ci sarebbe quasi da sorridere di tanto candore, se non la cosa non fosse, invece, immensamente malinconica. E che razza di sacerdote \u00e8 uno che, davanti alla domanda di una ragazza, <em>Padre, perch\u00e9 io sono cattolica?<\/em>, non sa rispondere niente di meglio che: <em>Non lo so, figliola; nessuno lo sa<\/em>? Questo significa dare scandalo alle anime, confonderle ulteriormente, sospingerle sulla via del relativismo, che \u00e8 il contrario del cristianesimo e la negazione del Vangelo. Il cristiano non \u00e8 un pirandelliano: non pensa che le cose avvengano cos\u00ec, <em>non si sa come<\/em>, ma che ogni cosa abbia un preciso perch\u00e9: non ha forse detto, Ges\u00f9 in persona, che <em>anche i capelli del vostro capo sono contati<\/em> (<em>Luca<\/em>, 12, 7)? Un prete che manifesta ai suoi fedeli, e proprio alle anime che a lui si rivolgono per avere chiarezza e verit\u00e0, i propri dubbi di fede, \u00e8 un pessimo prete; \u00e8 un lupo travestito da pastore, che oggettivamente provoca danni spirituali gravissimi.<\/p>\n<p>Purtroppo, oggi abbiamo sentito pi\u00f9 volte il papa Francesco parlare pubblicamente, e anche nel bel mezzo di qualche celebrazione liturgica, dei suoi dubbi di fede: pessimo servizio reso alle anime, anche questo, e a maggior ragione. Il papa \u00e8 il papa: \u00e8 il nocchiero della navicella di san Pietro, colui che deve segnare la rotta per tutti gli altri. Non \u00e8 stato chiamato a dirigere la Chiesa per manifestare i suoi dubbi, ma per rassicurare gli altri, per confortarli, per fortificarli nella fede. Se ha dei dubbi, deve tenerli per s\u00e9, e rivolgersi, privatamente, a un direttore spirituale; ma soprattutto deve pregare, pregare sempre, senza stancarsi mai, come Ges\u00f9 ha insegnato, e chiedere l&#8217;aiuto e l&#8217;illuminazione dello Spirito. Il che significa che deve smetterla di dire: <em>Io<\/em>, e di pensare in termini di <em>Io<\/em>, <em>Me<\/em>, <em>Mio<\/em>; deve smetterla di mettersi al centro, e lasciare che al centro ci sia solo e unicamente Dio. Papa Francesco, questo, non sembra affatto che lo stia facendo; ostenta in continuazione una falsa modestia che ricorda molto quella di padre Diaz-Alegria (dell&#8217;<em>ex<\/em> padre Diaz-Alegria; perch\u00e9 una ragione ci sar\u00e0 stata, se i suoi superiori lo hanno convinto a lasciare la Compagnia di Ges\u00f9, a suo tempo), e attira l&#8217;attenzione su di s\u00e9, fa di tutto per piacere alle folle, mentre dovrebbe rivolgere le anime a Dio e fare, per il resto, quel che faceva Ges\u00f9 stesso: cercar di passare in punta di piedi, non considerandosi nient&#8217;altro che un operaio nella vigna del Signore.<\/p>\n<p>E che razza di prete \u00e8, tornando a Diaz-Alegria, uno che, alla domanda perch\u00e9 sia cattolico, chiede lumi in prima istanza alla &quot;scienza&quot; storica (?), la quale gli dice, ovviamente, che essere cattolico o luterano \u00e8 frutto del caso; e solo in seconda istanza alla &quot;fede&quot;, ma, in realt\u00e0, a se stesso, gonfio di se stesso, impregnato di narcisismo, e si risponde che \u00e8 cattolico perch\u00e9 vuol &quot;approfondire&quot; il cattolicesimo secondo quel che gli sembra giusto, vale a dire adoperandosi per trasformare il cattolicesimo in un semi-protestantesimo? E il guaio \u00e8 che queste idee balzane hanno fatto strada; e che sono giunte, oggi, a <em>sedere a scranna<\/em>, e proprio sullo scranno pi\u00f9 alto: quello di san Pietro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 pericoloso, di pi\u00f9 micidiale, di un nemico interno che non pensa affatto d&#8217;esser tale, anzi, che si reputa un ottimo elemento,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,117,157,236,237],"class_list":["post-29449","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-sacerdozio","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29449","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29449"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29449\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29449"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29449"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29449"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}