{"id":29448,"date":"2017-02-20T11:30:00","date_gmt":"2017-02-20T11:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/20\/qualcuno-deve-vegliare-in-questa-lunga-notte-per-dare-la-mano-ai-figli-del-mattino\/"},"modified":"2017-02-20T11:30:00","modified_gmt":"2017-02-20T11:30:00","slug":"qualcuno-deve-vegliare-in-questa-lunga-notte-per-dare-la-mano-ai-figli-del-mattino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/20\/qualcuno-deve-vegliare-in-questa-lunga-notte-per-dare-la-mano-ai-figli-del-mattino\/","title":{"rendered":"Qualcuno deve vegliare in questa lunga notte per dare la mano ai figli del mattino"},"content":{"rendered":"<p>Nella lunga notte che stiamo vivendo, in cui valori, certezze, identit\u00e0, tutto sembra che si stia dissolvendo sotto i nostri occhi, \u00e8 necessario che alcuni, anche pochi, anche pochissimi, rimangano ben desti e tengano accesa la fiaccola, fino allo spuntare del nuovo giorno, quando, con la luce, verranno i figli di un nuovo ciclo storico, di una nuova civilt\u00e0, e possano avvalersi dei semi incorrotti della Tradizione, senza i quali non potranno che costruire un mondo nuovo, s\u00ec, ma senz&#8217;anima, destinato a una vita ancor pi\u00f9 breve e disordinata dell&#8217;attuale.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, la tentazione pi\u00f9 forte in cui si pu\u00f2 cadere \u00e8 quella di sopravvalutare l&#8217;irresistibilit\u00e0 e la durevolezza di quelle forze che, ora, paiono trionfanti; di quelle tendenze, di quella psicologia, di quella cultura, di quei modi di vita che dettano le regole e la fanno da padroni, relegando ai margini coloro i quali non si adeguano, e perseguitandoli anche negli angoli ove si sono rifugiati, paghi di starsene in disparte. Non bisogna pensare, infatti, che tali forze siano cos\u00ec forti come appaiono, n\u00e9 che imporranno a lungo i loro valori, o piuttosto contro-valori: perch\u00e9 si tratta di forze effimere, che della vera forza hanno solo l&#8217;apparenza. La vera forza \u00e8 sempre di natura spirituale: se lo spirito \u00e8 forte, anche la carne lo sar\u00e0; se una grande idea, o un grande ideale, o dei grandi ideali, infiammano una persona, o un gruppo, o una societ\u00e0, difficilmente troveranno chi sappia resistere loro, a meno che quella persona, quel gruppo o quella societ\u00e0 non commettano una serie di errori madornali, o a meno che si lascino contagiare anch&#8217;essi dal desiderio dell&#8217;utile, di ci\u00f2 che \u00e8 comodo, di ci\u00f2 che \u00e8 facile. Ogni grande idea richiede grandi sacrifici; ogni autentico valore richiede molto lavoro perch\u00e9 possa realizzarsi. Chi cerca la comodit\u00e0 e la facilit\u00e0 non costruir\u00e0 mai nulla di durevole, nulla di solido: costruir\u00e0, forse, qualche cosa di appariscente, ma senza basi robuste e soggetto, perci\u00f2, a crollare alla prima raffica di vento. Una civilt\u00e0 puramente materialista, per quanto possa essere sofisticata dal punto di vista tecnologico, non \u00e8 destinata a durare a lungo; in effetti non si tratta neanche di una vera civilt\u00e0, ma di una contro-civilt\u00e0, di una anti-civilt\u00e0, in quanto la civilt\u00e0 \u00e8 sempre civilt\u00e0 di valori, di idee, di spirito, e una civilt\u00e0 fondata sul denaro, sul benessere, sulle comodit\u00e0, non \u00e8 realmente tale, ma piuttosto una forma di barbarie pi\u00f9 o meno tecnologica, pi\u00f9 o meno raffinata.<\/p>\n<p>Si pone allora il problema del che fare, del come sopravvivere, di come organizzare la propria vita e di dove attingere un orizzonte di speranza nel futuro, se non per se stessi, almeno per i propri figli o i propri nipoti. Noi viviamo comunque qui e ora; e il sapere che la contro-civilt\u00e0 in cui viviamo non durer\u00e0 ancora a lungo, non ci \u00e8 di conforto sul piano pratico: la durata di vita di una civilt\u00e0 \u00e8 comunque enormemente maggiore di quella delle singole generazioni.<\/p>\n<p>Queste domande se le era poste anche Julius Evola, un pensatore sommamente scomodo e frettolosamente liquidato dalla cultura dominante come un &quot;fascista&quot; o peggio, un &quot;nazista&quot;. Ora, pur rimarcando una decisiva distanza fra la sua concezione di fondo &#8212; neopagana, supero mista, e, in qualche misura, razzista &#8212; e la nostra, resta il fatto che la sua diagnosi di fondo sulla crisi della civilt\u00e0 moderna \u00e8 sostanzialmente condivisibile, e che anche taluni aspetti della parte propositiva della sua concezione, come quello di &quot;cavalcare la tigre&quot;, possono presentare, se opportunamente filtrati e depurati da certo determinismo storicista e da certa zavorra pseudo yoga (come il &quot;tao della potenza&quot;, niente di meno: che \u00e8 un autentico ossimoro), spunti validi o comunque interessanti, e suscettibili di ulteriori riflessioni e sviluppi.<\/p>\n<p>Nel suo ormai classico <em>Cavalcare la tigre<\/em>, Evola, dunque, scriveva (Milano, Scheiwiller, 1961, 1973, pp. 9-17 <em>passim<\/em>):<\/p>\n<p><em>[&#8230;] una civilt\u00e0 o societ\u00e0 \u00e8 &quot;tradizionale&quot; quando \u00e8 retta da principi trascendenti ci\u00f2 che \u00e8 soltanto umano e individuale, quando ogni suo dominio \u00e8 formato e ordinato dall&#8217;alto e verso l&#8217;alto. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti ci\u00f2 che \u00e8 venuto a predominare nel mondo moderno rappresenta l&#8217;antitesi precisa di ogni topo tradizionale di civilt\u00e0. E le circostanze stanno a mostrarci in modo sempre pi\u00f9 evidente che partendo dai valori della Tradizione (ammesso anche che qualcuno sappia ancora riconoscerli e assumerli) \u00e8 estremamente improbabile che si possa provocare una qualche modificazione di rilievo nello stato attuale generale delle cose attraverso azioni o reazioni efficaci di un certo raggio. Dopo gli ultimi sconvolgimenti mondiali, a tanto oggi sembra mancare ogni punto di presa sia nelle nazioni che nella stragrande maggioranza degli individui, sia nelle istituzioni e nelle condizioni generali della societ\u00e0 che nelle idee, negli interessi e nelle forze predominanti dell&#8217;epoca.<\/em><\/p>\n<p><em>Purtuttavia esistono alcuni uomini che sono per cos\u00ec dire in piedi fra le rovine e fra la dissoluzione, i quali, pi\u00f9 o meno consapevolmente, \u00e8 a quell&#8217;altro mondo che appartengono. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 bene recidere ogni legame con tutto ci\u00f2 che, a pi\u00f9 o meno breve scadenza, \u00e8 destinato a finire. Il problema sar\u00e0, allora, di mantenere una direzione essenziale senza appoggiarsi a nessuna forma data o tramandata, includendo in essa anche forme autenticamente tradizionali, ma storiche, del passato. A tale riguardo la continuit\u00e0 non potr\u00e0 essere mantenuta che su di un piano, per cos\u00ec dire, essenziale, appunto come un intimo orientamento dell&#8217;essere, presso alla massima libert\u00e0 esterna. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Per il resto, data l&#8217;impossibilit\u00e0 di agire positivamente nel senso di un ritorno reale e generale al sistema normale, tradizionale, data l&#8217;impossibilit\u00e0 di formare ORGANICAMENTE e unitariamente tutta la propria essenza nel clima della societ\u00e0, della cultura e del costume moderni, resta da vedere in che termini si possano accettare in pieno situazioni di dissoluzione senza esserne toccati interiormente. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Il significato della crisi e delle dissoluzioni oggi da tanti deprecate, deve essere precisato indicando l&#8217;oggetto reale e diretto dei processi distruttivi: la civilt\u00e0 e la societ\u00e0 borghese. Misurate coi valori tradizionali, queste hanno per\u00f2 gi\u00e0 avuto il senso di una prima negazione di un mondo a loro anteriore e superiore. Ne segue che la crisi del mondo moderno potrebbe eventualmente rappresentare hegelianamente, una &quot;negazione della negazione&quot;, epper\u00f2 significare, per un lato, un fenomeno a suo modo positivo. L&#8217;alternativa \u00e8 che questa &quot;negazione della negazione&quot; sbocchi nel nulla &#8212; nel nulla che prorompe da forme molteplici del caos, della dispersione, della ribellione e della &quot;contestazione&quot; caratterizzanti non poche correnti delle ultime generazioni, o in quell&#8217;altro nulla che mal si cela dietro il sistema organizzato della civilt\u00e0 materiale &#8212; ovvero che essa, per gli uomini qui in discorso [cio\u00e8 &quot;tradizionalisti&quot;], crei un nuovo spazio libero, il quale potrebbe eventualmente essere la premessa per una successiva azione formatrice. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>[&#8230;] quando un ciclo di civilt\u00e0 volge alla fine, \u00e8 difficile poter giungere a qualcosa resistendo, contrastando direttamente le forze in moto. La corrente \u00e8 troppo forte, si sarebbe travolti. L&#8217;essenziale \u00e8 di non lasciarsi impressionare dall&#8217;onnipotenza e dal trionfo apparente delle forze dell&#8217;epoca. Tali forze, per essere prive di connessione con qualsiasi principio superiore, hanno, in fondo, la catena misurata. Non bisogna dunque fissarsi al presente, ma aver anche di vista le condizioni che potranno delinearsi in un tempo futuro. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo una immagine dell&#8217;Hofmannsthal la soluzione positiva sarebbe quella dell&#8217;incontro fra coloro che hanno saputo vegliare durante la lunga notte e coloro che forse appariranno nel nuovo mattino. Ma questo esito non lo si pu\u00f2 tenere per certo: non si pu\u00f2 assolutamente prevedere in che modo e su quale piano potr\u00e0 aversi una certa continuit\u00e0 fra il ciclo che volge al termine e quello successivo.<\/em><\/p>\n<p>Per Evola, la civilt\u00e0 che sta oggi vivendo la sua decadenza \u00e8, essenzialmente, la civilt\u00e0 borghese: quella civilt\u00e0 mercantile, materialista, utilitarista, che si \u00e8 pienamente affermata dopo la Rivoluzione industriale e la Rivoluzione francese, e che domina ora da protagonista in tutti e cinque i continenti, coinvolgendo l&#8217;intera umanit\u00e0 nei suoi sviluppi sempre pi\u00f9 nichilisti e auto-distruttivi. Nella concezione ciclica del tempo che caratterizza questo filosofo (concezione che \u00e8 tipica degli etruschi, dei greci, degli antichi indiani, e quindi prettamente neopagana), la &quot;tradizione&quot; che \u00e8 stata spezzata dal sorgere della civilt\u00e0 borghese non \u00e8, tuttavia, quella cristiana medievale, quanto quella antica, classica, greca e romana; secondo lui, infatti, vi \u00e8 un eterno ricorrere della civilt\u00e0 tradizionale, sotto spoglie diverse nel corso dei secoli, ma accomunate dallo stesso motivo di fondo: l&#8217;impostazione verticale e la tensione verso l&#8217;alto.<\/p>\n<p>Questo giudizio non pu\u00f2 trovarci d&#8217;accordo. Anche se \u00e8 vero che la civilt\u00e0 moderna \u00e8 essenzialmente quella borghese &#8212; dei cui aspetti economici e tecnologici Evola poco si interessa, considerandoli solamente epifenomeni dello spirito: errore speculare ed opposto rispetto a quello del marxismo, e che tradisce la comune origine idealista ed hegeliana di entrambi i sistemi, quello spiritualista e quello materialista &#8212; ed \u00e8 vero, quindi, che vano sarebbe lottare contro la degenerazione moderna, senza averne prima riconosciuto le radici borghesi, dissentiamo dalla concezione ciclica e nietzschiana dell&#8217;eterno ritorno, perch\u00e9 riconosciamo la verit\u00e0 e l&#8217;irreversibilit\u00e0 della nuova concezione della storia introdotta dal cristianesimo: quella di uno sviluppo lineare, con un principio e una (pi\u00f9 o meno prossima) fine, non gi\u00e0 dominato dalle cieche forze del destino, ma caratterizzato dalla libert\u00e0 umana, che, pur non essendo libert\u00e0 assoluta, nondimeno \u00e8 sufficiente ad imprimere svolte non &quot;necessarie&quot; ai processi storici.<\/p>\n<p>Di conseguenza, anche il concetto di &quot;cavalcare la tigre&quot;, come lo espone Evola, ci lascia piuttosto perplessi. Si tenta di cavalcare la tigre in attesa che la belva (della modernit\u00e0) si stanchi e che, a quel punto, sia possibile domarla, o perfino ucciderla; intanto, per\u00f2, bisogna assecondarla, perch\u00e9, quando essa \u00e8 nel pieno delle sue forze, sarebbe impossibile affrontarla a viso aperto. Ebbene, questa strategia \u00e8 comprensibile nel contesto di una filosofia sostanzialmente deterministica, come lo \u00e8 lo storicismo paganeggiante di Evola, dominato dai cicli perenni di una storia chiusa in se stessa, ed eternamente prigioniera del tempo. La concezione cristiana, invece &#8212; che, a nostro avviso, \u00e8 la sola suscettibile di aprire un orizzonte di speranza in questa nostra epoca di tenebre &#8211; ritiene che vi siano <em>sempre<\/em> spazi di manovra e di libert\u00e0 per il singolo, perfino all&#8217;interno di una civilt\u00e0 che sembra negare i suoi valori pi\u00f9 importanti: vuoi come rifugio nella propria interiorit\u00e0, e, al limite, in uno spazio separato anche in senso fisico (eremi, conventi, luoghi marginali), vuoi come capacit\u00e0 di vivere i valori autenticamente umani in contrasto con le forze dominanti; certo, mettendo in conto anche la possibilit\u00e0 di affrontare i pi\u00f9 grandi sacrifici, e perfino, se necessario, il sacrificio della vita, per testimoniarli apertamente. Il pagano Evola non vede altro aiuto, al quale affidarsi, che l&#8217;intelligenza e la volont\u00e0 dell&#8217;individuo eccezionale, che ha saputo tenersi puro e incontaminato dalla barbarie dei tempi: significativa contraddizione nel contesto di una filosofia che ha proclamato la perennit\u00e0 e la vitalit\u00e0 indistruttibile della tradizione, e che ha individuato nell&#8217;ordinamento &quot;dall&#8217;alto e verso l&#8217;alto&quot; il tratto distintivo delle societ\u00e0 tradizionali Tale orientamento verticale, dunque, a nulla servirebbe, allorch\u00e9 gli uomini hanno bisogno di aiuto? Quanto a noi, pensiamo che la vera Tradizione sia, sempre, di origine soprannaturale; e che essa discenda dall&#8217;azione di Dio nella storia, culminata nel mistero dell&#8217;Incarnazione e proseguita con la diffusione dello Spirito Santo, che continua ogni giorno, sotto le specie dei Sacramenti. In tal modo, per il cristiano, l&#8217;uomo non \u00e8 mai abbandonato alla violenza delle forze cieche della storia; e quel che pu\u00f2 fare, quando esse appaiono pi\u00f9 avverse alla instaurazione del regno di Dio, non \u00e8 &quot;cavalcare la tigre&quot;, ma vivere e annunciare apertamente, con la parola e l&#8217;azione, il modello alternativo rappresentato dal Vangelo. \u00c8 chiaro che ci\u00f2 non assicura, di per s\u00e9, un risultato efficace che sia anche immediato: il sangue dei martiri e la stessa azione redentrice di Cristo fruttificano sui tempi lunghi. Ma non ha ammesso, anche Evola, che non si pu\u00f2 sperare di contrastare e vincere <em>in tempi brevi<\/em> la forza d&#8217;inerzia d&#8217;una civilt\u00e0 materialistica, per quanto in piena decadenza? \u00c8 scontato che i risultati verranno dopo: <em>Serit arbores, quae alteri saeclo prosint<\/em>: (gli anziani) piantano alberi, che gioveranno in un altro tempo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella lunga notte che stiamo vivendo, in cui valori, certezze, identit\u00e0, tutto sembra che si stia dissolvendo sotto i nostri occhi, \u00e8 necessario che alcuni, anche<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[110],"class_list":["post-29448","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-civilta"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29448","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29448"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29448\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29448"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29448"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29448"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}