{"id":29447,"date":"2008-07-05T09:02:00","date_gmt":"2008-07-05T09:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/05\/leggere-con-lo-stomaco-vedere-gli-spiriti-il-caso-della-veggente-di-prevorst\/"},"modified":"2008-07-05T09:02:00","modified_gmt":"2008-07-05T09:02:00","slug":"leggere-con-lo-stomaco-vedere-gli-spiriti-il-caso-della-veggente-di-prevorst","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/05\/leggere-con-lo-stomaco-vedere-gli-spiriti-il-caso-della-veggente-di-prevorst\/","title":{"rendered":"Leggere con lo stomaco, vedere gli spiriti: il caso della veggente di Prevorst"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei libri del paranormale che ebbero pi\u00f9 larga diffusione nel XIX secolo, affascinando migliaia di lettori e suscitando accese discussioni, fu <em>Die Seherin von Prevorst<\/em> del dottor Justinus A. C. Kerner, dedicato a un caso notevolissimo di facolt\u00e0 chiaroveggenti e medianiche, da parte di un soggetto femminile altamente sensitivo. Fu un&#8217;opera che fece epoca, spingendo il pubblico delle persone colte a prendere posizione pro o contro la veridicit\u00e0 degli straordinari fenomeni in esso riferiti con abbondanza di particolari. Poi, dopo alcuni decenni di appassionati dibattiti, l&#8217;interesse per quel \u00abcaso\u00bb and\u00f2 gradualmente smorzandosi e alcuni studiosi del paranormale, che inizialmente si erano mostrati possibilisti sulla seriet\u00e0 di esso, finirono per bollarlo come un gigantesca cantonata, e vi misero una pietra sopra.<\/p>\n<p>Ma chi era Justinus Kerner?<\/p>\n<p>Si trattava di un medico tedesco dalle idee piuttosto eterodosse, che passava per un eccentrico, forse anche per la sua passione di comporre canzoni e scrivere poesie. Simili attitudini non erano particolarmente apprezzate dalla maggior parte dei suoi sussiegosi colleghi; n\u00e9 la societ\u00e0 tedesca dei primi decenni dell&#8217;Ottocento era l&#8217;ambiente pi\u00f9 idoneo per apprezzare una visione spregiudicata della medicina, e in genere della scienza, com&#8217;era la sua. Possiamo bene immaginare che la pedanteria professorale doveva essere la regola, piuttosto che l&#8217;eccezione; e che uomini di scienza liberi da pregiudizi accademici, come lo era Kerner, costituivano delle vere e proprie mosche bianche.<\/p>\n<p>Nel 1826, Kerner aveva quarant&#8217;anni ed esercitava a professione medica a Weisberg, nei pressi di Heilbronn, circa a met\u00e0 strada fra Heidelberg e Stoccarda. Era nato a Ludwigsburg il 18 settembre 1786, e sarebbe morto il 21 febbraio 1862, a Weinsberg. Da ragazzo era riuscito a compiere gli studi classici, ma poi aveva dovuto trovarsi un lavoro in una fabbrica di vestiti. Ebbe per\u00f2 la fortuna d essere notato da un professore dell&#8217;Universit\u00e0 di Tubinga, che lo aveva avviato agli studi di medicina, che egli port\u00f2 a termine in modo brillante, laureandosi nel 1808. Per qualche anno si era dedicato a completare la propria formazione viaggiando, come era allora di prassi per le persone colte dopo il termine degli studi universitari; quindi si era dedicato all&#8217;esercizio della professione, riscuotendo consensi e facendosi una buona reputazione sia presso il pubblico, sia presso le autorit\u00e0 statali del W\u00fcrttemberg. Stabilitosi nella cittadina di Weinsberg, vi trascorse tutto il resto della sua esistenza.<\/p>\n<p>Kerner era una persona dalla spiccata vena creativa e dalla notevole apertura intellettuale. Anche se le sue raccolte poetiche non hanno retto alla prova del tempo, la sua intelligenza, la sua cultura e la sua affabilit\u00e0 erano apprezzate da numerosi artisti e scrittori dell&#8217;epoca, per cui la sua casa divenne una specie di crocevia del romanticismo tedesco e un apprezzato salotto letterario. Inoltre le sue condizioni economiche si erano fatte buone, e questo gli consentiva di vedere la sua professione di medico con quella larghezza di prospettive di chi, sentendosi attratto dalla ricerca, sa di poterne anche fare a meno o ridurla in maniera significativa, in modo da potersi liberamente dedicare agli studi prediletti. Insomma, con la sua corporatura robusta, i suoi lunghi capelli fluenti da musicista e la sua caustica vivacit\u00e0 intellettuale, egli divenne una figura estremamente caratteristica nella cultura della Germania sud-occidentale all&#8217;inizio del XIX secolo.<\/p>\n<p>Non era affatto un credulone, come in seguito &#8211; e anche oggi &#8211; alcuni critici di formazione scientista hanno cercato di insinuare. Tanto \u00e8 vero che, inizialmente, egli non credeva agli spiriti, e il suo incontro con la dimensione <em>altra<\/em> ebbe luogo, si pu\u00f2 dire per caso, essendo stato consultato in qualit\u00e0 di medico dai familiari di una giovane donna di nome Friederike Hauffe, dimorante nel villaggio di Prevorst, che soffriva di disturbi gravissimi quanto misteriosi e che, anzi, sembrava ormai in punto di morte. Era il 1826.<\/p>\n<p>Figlia di un guardiacaccia di quel piccolo villaggio del W\u00fcrttemberg, Friederike era una persona di scarsissima istruzione, che non aveva mai letto un libro in vita sua all&#8217;infuori della <em>Bibbia<\/em> e di un volume di inni per la chiesa. Era un soggetto medianico fortemente dotato: sin da bambina aveva sperimentato visioni e premonizioni, unite a una forte devozione cristiana, e, spesso, era stata vista parlare con spiriti invisibili a tutti gli altri. Le sue predizioni si erano dimostrate veridiche in parecchi casi, e non si trattava di predizioni generiche: come quando ella aveva &quot;visto&quot; la morte del figlio di una sua parente, prima ancora che la donna partorisse.<\/p>\n<p>La crisi di Friederike era iniziata quando aveva appena diciannove anni e i suoi genitori avevano voluto fidanzarla, contro la sua volont\u00e0, a suo cugino, un uomo che ella non amava. Proprio in quello steso giorno, si era svolto il funerale un uomo di chiesa da lei molto ammirato, un predicatore; e, nel corso delle esequie, aveva perso i sensi ed era \u00abmorta al mondo visibile\u00bb, iniziando una intensissima vita interiore accompagnata, specialmente all&#8217;inizio, da gravi e inspiegabili patologie. Questa brusca frattura nella vita di una ragazza di estrazione popolare, altrimenti assolutamente &quot;normale&quot;, ricorda un po&#8217; quello che sarebbe accaduto alla contadina francese Marthe Robin, della quale ci siamo gi\u00e0 occupati in altra sede (cfr. F. Lamendola, <em>Che cos&#8217;\u00e8 la natura umana quando viene ridotta all&#8217;essenziale?<\/em>, sul sito di Edicolaweb, nella rubrica <em>Altra dimensione<\/em>; e consultabile anche sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>La sua situazione si era aggravata in seguito alla celebrazione dell&#8217;indesiderato matrimonio, avvenuta in quello stesso anno; e, ancor pi\u00f9, con la nascita del suo primo figlio, l&#8217;anno dopo. La sua depressione si era manifestata con malori sempre pi\u00f9 gravi e allarmanti, che iniziarono con conati di vomito e culminarono in convulsioni, catalessi, emorragie e con l&#8217;insorgere di una febbre maligna e persistente che n\u00e9 i medici, n\u00e9 alcuni guaritori chiamati appositamente, riuscirono a spiegare n\u00e9, tanto meno, a debellare. Inoltre, tutte le sere cadeva in uno stato di trance, nel corso del quale diceva di vedere gli spiriti dei morti. Si noti che, essendo prima del 1848 e del clamoroso episodio delle sorelle Fox in America, la moda dello spiritismo non si era ancora diffusa e ben pochi se ne occupavano, ad eccezione di alcuni piccoli gruppi che facevano capo ai seguaci del mistico e filosofo svedese del Settecento Emanuel Swedenborg.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 ragione di credere che fosse in gran parte, se non interamente, una forma di reazione isterica alla violenza che le era stata fatta, con l&#8217;imposizione di quel matrimonio e con la necessit\u00e0 di sottoporsi a una vita sessuale che le ripugnava profondamente; e ad un forte complesso di colpa per essere stata costretta ad infrangere, se non proprio un voto di castit\u00e0, certo qualche cosa di simile. Ce lo fa supporre, tra l&#8217;altro, la circostanza che, a letto, le sembrava di avere accanto a s\u00e9 non il marito, bens\u00ec il cadavere del predicatore tanto ammirato ed amato. Ad ogni modo, la sua salute peggior\u00f2 al punto che le caddero tutti i denti e il suo corpo dimagr\u00ec fino ad assumere le sembianze di uno scheletro. Sembrava impossibile che la sventurata giovane potesse sopravvivere ancora pi\u00f9 di qualche giorno.<\/p>\n<p>Questa era la situazione di Friederike Hauffe allorch\u00e9 i suoi parenti, dopo averle provate tutte, si rivolsero, disperati, al celebre e brillante dottor Kerner di Weinsberg, che godeva ormai di una vasta notoriet\u00e0 e la cui competenza professionale non era messa in dubbio da alcuno. Un caso disperato, quindi: pareva che fosse troppo tardi per fare qualsiasi cosa, e che nulla e nessuno avrebbero potuto realizzare il miracolo di individuare il male nascosto della donna e di formulare una idonea terapia; uno di quei casi nei quali qualsiasi medico, per quanto bravo e sicuro dei propri mezzi, non pu\u00f2 che esclamare (o, almeno, pensare tra s\u00e9 e s\u00e9): \u00abSe questa brava gente mi avesse portato il paziente almeno qualche settimana prima!&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Ma Kerner non la prese cos\u00ec, e gi\u00e0 questo depone ad onore della sua estrema seriet\u00e0 umana e professionale. Inoltre &#8211; altro fattore di somma importanza nei rapporti tra medico e paziente -, in qualche modi riusc\u00ec a stabilire un rapporto di fiducia con la povera Friederike, la quale &#8211; evidentemente &#8211; non vedeva in lui un distaccato uomo di scienza, ma una persona partecipe delle sue sofferenze e animata da un alto spirito umanitario.<\/p>\n<p>Ha scritto in proposito l&#8217;inglese Colin Wilson, uno dei maggiori studiosi dell&#8217;occulto a livello internazionale, nel suo libro <em>Alla scoperta dei misteri del soprannaturale<\/em> (titolo originale: <em>The Mammoth Book of the Supernatural<\/em>, Robinson Publishing, 1991; traduzione italiana di Erberto Petoia, Newton &amp;Compton editori, Roma, 1998, pp. 113-117):<\/p>\n<p><em>Kerner inizialmente tendeva a essere scettico circa le visini e gli spiriti; egli li attribuiva all&#8217;isteria. Tuttavia aveva trovato in Friederike Hauffe un affascinante caso da studiare. La donna sosteneva di essere in grado di vedere nel corpo mano, e di certo aveva una conoscenza straordinariamente precisa del sistema nervoso. Era in grado di leggere don lo stomaco; Kerner la mise alla prova facendola sdraiare con gli occhi chiusi e mettendole dei documenti sullo stomaco messo a nudo; li lesse ala perfezione. Riusciva a fare dei disegni geometrici a grande velocit\u00e0, anche al buio, e riusciva a disegnare dei cerchi talmente perfetti che sembravano tracciati con il compasso. Lei sosteneva che il suo spirito spesso abbandonava il corpo per volteggiargli sopra.<\/em><\/p>\n<p><em>Kerner prov\u00f2 con lei dei farmaci normali, ma non sortirono alcun effetto. Friederike gli disse che se l&#8217;avesse fatta cadere in stato di &quot;trance magnetica&quot;, il suo spirito avrebbe potuto fornirgli le indicazioni su come curarla, ma lui si dimostr\u00f2 riluttante a seguire il consiglio. Alla fine decise che poteva almeno provare gli effetti del mesmerismo.<\/em><\/p>\n<p><em>Friederike reag\u00ec bene al &quot;magnetismo&quot;, passando facilmente alla trance. Ma Kerner rimaneva scettico sulle cose che diceva quando si trovava in questo stato. Poi, un giorno, un episodio straordinario gli fece cambiare idea. Friederike dichiar\u00f2 di essere perseguitata da un uomo sgradevole e affetto da strabismo. Kerner riconobbe nella sua descrizione un uomo morto alcuni anni prima. Sembrava, a quanto sosteneva Friederike, che l&#8217;uomo fosse tormentato dalla propria coscienza sporca. Egli era stato protagonista di un&#8217;appropriazione indebita e, alla sua morte, ne venne incolpato un altro uomo. Ora voleva discolpare l&#8217;uomo, per il buon nome della vedova. Questo poteva essere possibile grazie a un documento nascosto in una cassetta. Lo spirito &quot;indic\u00f2&quot; a Friederike la stanza ove avrebbero trovato il documento, in cui c&#8217;era un uomo che stava lavorando. La descrizione della donna fu cos\u00ec precisa che Kerner fu in grado di identificarlo con un tale giudice Heyd. Nella sua visione, Friederike aveva &quot;visto&quot; il giudice Heyd seduto in un certo punto della stanza con la casetta contenente il documento poggiata sul tavolo. Il documento non sembrava essere sistemato secondo l&#8217;ordine numerico, era stato questo il motivo che ne aveva impedito il ritrovamento. Quando Kerner gli parl\u00f2 della visione della sua paziente, il giudice Heyd rimase sbalordito: egli<\/em> era <em>stato seduto nella posizione descritta dalla donna proprio quel giorno (il giorno di Natale) e la cassetta, contrariamente al regolamento, era stata lasciata aperta sul tavolo. Il documento, dopo le dovute ricerche, venne ala luce esattamente nel posto indicato da Friederike. La vedova dell&#8217;uomo che era stato accusato ingiustamente pot\u00e9 ottenere la riparazione del torto subito.<\/em><\/p>\n<p><em>Da questo momento in poi, Kerner cominci\u00f2 a credere nei poteri soprannaturali di Friederike e a prendere sul serio tutto quello che diceva. Lei gli rivel\u00f2 che siamo continuamente circondati da spiriti e di essere in grado di vederli. Questi spiriti possono cercare dj attirare la nostra attenzione in vari modi: facendo dei rumori, spostando degli oggetti, lanciando della sabbia. E per convincerlo di quello che diceva, Friedrike persuase uno degli spiriti a fare dei rumori battendo colpi all&#8217;uscio, a far cadere ghiaia e cenere dall&#8217;alto e a far fluttuare in aria uno sgabello. Kerner osserv\u00f2 stupito mentre lo sgabello si sollevava lentamente, per poi posarsi di nuovo a terra.<\/em><\/p>\n<p><em>Friederike gli forn\u00ec un&#8217;ulteriore prova della precisione delle sue visioni quando riusc\u00ec a porre fine alla persecuzione di uno spirito. Kerner era venuto a conoscenza di un fantasma di un vecchio che stava terrorizzando gli inquilini di un&#8217;abitazione. Fece venire uno di loro, una donna, da Fiederike; la veggente and\u00f2 in trance e spieg\u00f2 che il fantasma era quello di un uomo di nome Bellon e che si trattava di \u00abuno spirito costretto a vivere sulla terra\u00bb per aver defraudato due orfani. Kerner condusse delle indagini, ma nessuno aveva mai sentito parlare di un uomo di nome Bellon. Ma poich\u00e9 il fantasma sosteneva di essere stato borgomastro, era possibile allora che esistessero dei documenti. Egli sosteneva di essere stato borgomastro nel 1700 e di essere morto all&#8217;et\u00e0 di 79 anni. Con queste informazioni, Kerner si rec\u00f2 dal sindaco in carica e chiese di poter visionare i documenti legali; subito venne alla luce che nel 1700 un uomo di nome Bellon era stato borgomastro e direttore del locale orfanotrofio. Era morto nel 1740 all&#8217;et\u00e0 di 79 anni. Dopo aver &quot;confessato&quot;, lo spirito scomparve.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando Friederike si trovava a casa di Kerner, si verificavano costanti fenomeni da poltergeist: colpi alle cose e all&#8217;uscio, rumori simili a quelli delle catene, sassolini lanciati attraverso ae finestra, e una volta perfino un ferro da calza che vol\u00f2 in aria e and\u00f2 a posarsi in un bicchiere d&#8217;acqua. Una notte in cui Friederike ricevette la visita di uno spirito, la sorella la sent\u00ec dire: \u00abApritelo da solo\u00bb, poi vide un libro sul tavolo aprirsi. Un poltergeist le sfil\u00f2 gli stivaletti dai piedi mentre lei era sdraiata sul letto e lanci\u00f2 un paralume attraverso la stanza. Un tavolo venne scagliato da una parte all&#8217;altra della stanza da letto di Kerner. Il poltergeist lanci\u00f2 uno sgabello all&#8217;inserviente che era entrata nella stanza di Friederike, mentre lei stava dormendo. Spense una lampada da notte e accese una candela.<\/em><\/p>\n<p><em>Friederike diede anche vita a quella che in seguito sar\u00e0 definita \u00abla dottrina dello spirito\u00bb, un sistema filosofico sorprendentemente complesso in cui l&#8217;uomo viene descritto come un essere formato di corpo, anima e spirito, e circondato di un&#8217;aura nervosa che continua i processi vitali. Lei parlava di diversi cicli dell&#8217;esistenza umana &#8211; i cicli della vita (o cerchi) e i cicli del sole, che corrispondono alle varie condizioni spirituali. Parl\u00f2 anche di uno straordinario linguaggio universale dei tempi antichi, che si diceva fosse \u00abil linguaggio della vita interiore\u00bb. (Dopo la sua morte, fu fondata una setta mistica per interpretare quelle dottrine).<\/em><\/p>\n<p><em>Tutte queste attivit\u00e0 medianiche resero Frederike sempre pi\u00f9 debole, e mor\u00ec nel 1829 all&#8217;et\u00e0 di 28 anni. Il libro di Kerner,<\/em> Die Seherin von Prevost <em>(il nome del villaggio svevo dove era nata), fece colpo.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella seconda met\u00e0 del XIX secolo, poich\u00e9 la reazione contro lo spiritismo aumentava ,<\/em> Die Seherin von Prevost <em>cess\u00f2 di essere preso sul serio da quelli che erano impegnati nelle ricerche psichiche e agli inizi del XX secolo era stato praticamente dimenticato. Citandolo nel suo<\/em> Modern spiritualism <em>(1902) , lo scettico Frank Podmore &#8211; il quale credeva che tutti i fenomeni da poltergeist fossero dovuti a bambini impertinenti &#8211; liquid\u00f2 la maggior parte delle testimonianze come di seconda mano, mentre un altro eminente ricercatore. E. J. Dingwall (in<\/em> Abnormal Hypnotic Phenomena<em>) sembra pensare che Kerner sia stato un stupido a prendere sul serio le affermazioni della donna e che se fosse rimasto scettico e l&#8217;avesse curata semplicemente come un caso di isteria, lei sarebbe vissuta pi\u00f9 a lungo. Ma leggendo il resoconto di Kerner, \u00e8 difficile credere che sarebbe potuto rimanere aggrappato al suo scetticismo senza apparire completamente cieco o sleale; in un&#8217;occasione vide apparire una figura opaca danzare davanti a Friederike e, sebbene fosse svanita quando lui era tornato con una lampada, lei continu\u00f2 a fissare lo stesso punto come se stesse ascoltando qualcuno.<\/em><\/p>\n<p><em>In realt\u00e0, possiamo vedere che il caso della veggente di Prevorst \u00e8, a tutti gli effetti, , un tipico caso di fenomeno da poltergeist causato da una medium. Analizzando tutti i dettagli, sembra simili a tanti altri casi di &quot;infestazione&quot;. Se \u00e8 stato qualcuno a uccidere Friederike Hauffe, la responsabilit\u00e0 va addossata agli stessi spiriti, che devono aver usato la sua energia per manifestarsi. Indubbiamente i fenomeni da poltergeist non erano spettacolari perch\u00e9 Friedrike era gi\u00e0 debole quando Kerner si imbatt\u00e9 in lei. (In un caso citato dal romanziere William de Morgan, , una serva che era in grado di produrre rumori e colpi perse gradualmente il suo potere perch\u00e9 la tubercolosi la indeboliva sempre di pi\u00f9).<\/em><\/p>\n<p><em>In un altro dei suoi libri, Kerner presenta un altro caso straordinario che presenta alcune caratteristiche dell&#8217;infestazione da poltergeist. Gli era stato chiesto di curare una contadinella &quot;posseduta&quot; di Orlach, nei presso di Stoccarda. Per qualche ragione che non \u00e8 chiara, la ragazza era perseguitata dagli &quot;spiriti&quot; dall&#8217;et\u00e0 di vent&#8217;anni, e questo si manifestava con i soliti colpi e rumori, mobili che si spostavano e perfino scoppi di incendio. Poi, dopo cinque minuti di questa confusione, vedeva due fantasmi, uno era quello di una suora vestita di bianco, l&#8217;altro di un monaco vestito di nero. La monaca affermava di essere stata introdotta nel monastero travestita da cuoco e di aver avuto due bambini dal monaco vestito di nero, che lui aveva ucciso entrambi alla nascita. L&#8217;uomo aveva ucciso anche tre monaci durante i quattro anni in cui lei era stata con lui; e quando sospett\u00f2 che stava per tradirlo uccise pure lei. Anche il monaco vestito di nero parl\u00f2 alla ragazza posseduta, sostenendo di essere il figlio di un nobile che viveva nei pressi di Geislingen, e di aver sedotto, come superiore del monastero di Orlach, un cerro numero di monache e di aver ucciso i bambini che esse avevano generato. Confess\u00f2 anche di aver ucciso dei monaci. I corpi, disse, li aveva gettati in un buco ricavato nelle mura.<\/em><\/p>\n<p><em>La monaca vestita di bianco disse alla ragazza che le sue sofferenze avrebbero avuto fine soltanto se i suoi genitori avessero permesso di demolire la loro casa di campagna. I genitori erano in preda a una tale disperazione, che acconsentirono. Il 5 marzo 1833 la casa fu finalmente demolita. La maggior parte delle pareti era fatta di fango, ma un angolo era di calcare, probabilmente resto di una vecchissima costruzione. Quando anche questo venne demolito, trovarono un pozzo prosciugato pieno di ossa umane, comprese quelle dei bambini. La possessione della ragazza cess\u00f2 nello stesso momento in cui fu abbattuta quella parete.<\/em><\/p>\n<p><em>La storia sembra essere frutto della fantasia di un romanziere romantico tedesco; ma Kerner le dedica un intero libro, descrivendola con la stessa precisione con cui aveva descritto l&#8217;indagine su Frederike Hauffe. Malgradoci\u00f2, gli studiosi moderni non sono propensi a prenderla troppo sul serio. Tuttavia i lettori che restano colpiti dalla chiarezza e dalla meticolosit\u00e0 del rapporto di Kerner possono essere indotti a pensare che il caso della ragazza posseduta di Orlach sia uno degli argomenti pi\u00f9 convincenti a sostegno della stretta relazione esistente tra i poltergeist e gli spiriti dei morti.<\/em><\/p>\n<p>Che dire di Justinus Kerner e delle sue esperienze su spiriti e fantasmi? E, soprattutto, che dire di Friederike Hauffe, la &quot;veggente&quot; di Prevorst, e dei fenomeni paranormali che contrassegnarono tutta la sua breve e tribolata vita?<\/p>\n<p>A dispetto dell&#8217;atteggiamento di sufficienza, se non anche di aperto dileggio, degli autori moderni che se ne sono interessati, la cultura tedesca dell&#8217;epoca &#8211; che non era affatto caratterizzata da una disposizione alla semplicioneria o alla credulit\u00e0 &#8211; ebbe stima del medico e prese molto sul serio la singolare vicenda di Friederike.<\/p>\n<p>Kerner, personalmente, aveva finito per convincersi che la donna era realmente dotata di poteri psichici fuori del normale e che era sincera in tutto quel che diceva e faceva, non avendo riscontrato in lei alcuna traccia di esibizionismo o di secondi fini.<\/p>\n<p>Il rapporto da lui instaurato con Friederike Hauffe ricorda un poco &#8211; e sia pure con minore intensit\u00e0 emotiva e a un grado meno elevato di spiritualit\u00e0 &#8211; quello che si era stabilito fra la mistica Katharina Emmerich, monaca agostiniana segnata dalle stimmate, e lo scrittore Clemens Maria Brentano che, dal 1819 al 1824 visse al capezzale di lei e che annot\u00f2 le visioni nel libro <em>La dolorosa passione di N. S. Ges\u00f9 Cristo nelle meditazioni di Katharina Emnmerich<\/em>, pubblicato nel 1833. (Di Katharina Emmerich abbiamo parlato brevemente nel nostro articolo <em>Stiamo forse vivendo nell&#8217;era del diavolo?<\/em>, consultabile anch&#8217;esso sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Il giudizio complessivo di Kerner sulla vicenda, espresso dopo la morte di Friederike, emerge chiaramente da queste parole (Justinus Kerner, <em>La veggente di Prevorst<\/em>, traduzione italiana Armenia editrice, Milano, 1979, p. 7):<\/p>\n<p><em>La veggente ha sigillato con la morte la sincerit\u00e0 delle sue rivelazioni. La sua storia non deve essere confusa con quella di persone che si sono trovate in stati magnetici deboli e imperfetti, e meno ancora con storie di impostori, di cui molti sono stati recentemente smascherati, anche se gli avversari della veggente non si siano fatti alcuno scrupolo di ritorcere su di lei rivelazioni di questo genere. L&#8217;esistenza di una sola perla veramente autentica non pu\u00f2 essere messa in dubbio dalla scoperta di un milione di perle false.<\/em><\/p>\n<p>Dal canto suo, uno studioso come l&#8217;Ellenberger (<em>La storia dell&#8217;inconscio<\/em>, traduzione italiana, Torino, 1982, p. vol. 1, p. 94), osserva:<\/p>\n<p><em>&#8230;Tuttavia non c&#8217;\u00e8 alcuna prova che Friederike fosse disonesta, e non ci sono motivi validi per credere che Kerner abbia distorto e abbellito le parole della donna.<\/em><\/p>\n<p>Vale la pena di ricordare, come ha fatto notare Romeo Frigiola nel suo studio <em>I veggenti mariani<\/em>, che filosofi come G\u00f6rres, Baader, Gotthlief von Schubert ed Eschenmayer, e teologi come il celebre David Strauss e come Schleiermacher non si sentirono affatto sminuiti dal fatto di giudicare la veggente di Prevorst come una persona che meritava di essere conosciuta e le cui parole valevano la pena di essere ascoltate e ponderate con la massima attenzione.<\/p>\n<p>Ricapitolando l&#8217;intera questione, ci sembra che si possano distinguere quattro aspetti principali nel \u00abcaso\u00bb di Friederike:<\/p>\n<p>1)  l&#8217;aspetto paranormale, che si manifestava con la capacit\u00e0 di avere sogni precognitori e visioni chiaroveggenti, di leggere con lo stomaco, di disegnare al buio figure geometriche perfette, oltre che con i tipici fenomeni da poltergeist;<\/p>\n<p>2)  l&#8217;aspetto medianico, che consisteva nella capacit\u00e0 di vedere gli spiriti, d parlare con essi e di offrire riscontri convincenti di tali contatti;<\/p>\n<p>3)  l&#8217;aspetto taumaturgico, consistente nella facolt\u00e0 di diagnosticare malattie guardando nell&#8217;occhio sinistro delle persone (oggi si parlerebbe di iridologia) e di formulare diagnosi precise e quanto mai opportune;<\/p>\n<p>4)  l&#8217;aspetto pi\u00f9 propriamente religioso e spirituale, consistente nell&#8217;esposizione di una vera e propria dottrina mistico-filosofica.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi inutile aggiungere che queste diverse facolt\u00e0 si presentavano sovente in forma non facilmente separabile. Ad esempio, nel diagnosticare le malattie Friederike &quot;riviveva&quot; su di s\u00e9 le sofferenze dei malati che aveva davanti; e, quando si trovava in stato di sonnambulismo, parlava in una strana lingua che venne interpretata, da alcuni studiosi dell&#8217;epoca, come una mescolanza di copto, arabo ed ebraico.<\/p>\n<p>Questo ci riporta al modestissimo livello di istruzione di Friederike, che leggeva solo la <em>Bibbia<\/em> e che, certamente, non sarebbe stata in grado n\u00e9 di conoscere le lingue orientali antiche (in teoria, avrebbe potuto &quot;leggerle&quot; telepaticamente dalla mente di qualcun altro: ma da chi?), n\u00e9 di formulare una concezione del mondo spirituale coerente e complessa, sulla base del suo esiguo bagaglio culturale.<\/p>\n<p>Da chi o da che cosa, dunque, le venivano tali conoscenze, le quali &#8211; indipendentemente dal loro grado di credibilit\u00e0 &#8211; denotavano un intelletto capace di pensare veramente in grande?<\/p>\n<p>L&#8217;impressione \u00e8 che Friederike si sentisse al servizio di qualcosa, o di qualcuno; che si considerasse nulla pi\u00f9 che il docile e imperfetto strumento di una forza immensamente pi\u00f9 grande di lei, che l&#8217;aveva scelta per qualche imperscrutabile ragione.<\/p>\n<p>In questo senso, l&#8217;osservazione di E. J. Dingwall, che Kerner commise un errore imperdonabile e dimostr\u00f2 una enorme dose di credulit\u00e0, perch\u00e9 non avrebbe dovuto prendere sul serio la &quot;veggente&quot;, ma curarla come una semplice isterica, ci sembra che illustri <em>ad abundantiam<\/em> tutta l&#8217;arroganza del &quot;pensiero unico&quot; scientista e tutta la miseria intellettuale di un siffatto riduzionismo materialistico e pragmatico.<\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 vero: pu\u00f2 essere che Friederike Hauffe, se fosse stata sottoposta a cure mediche a base di massicce dose di calmanti, e indotta a ripudiare le sue visioni, non sarebbe morta cos\u00ec giovane e avrebbe tirato avanti ancora per un certo numero di anni. Ma \u00e8 evidente, da tutto quello che sappiamo di lei, che le sue visioni non erano affatto una parte accessoria della sua esistenza, bens\u00ec &#8211; per quanto la sfinissero fisicamente e sul piano nervoso &#8211; erano divenute il nucleo e il senso della sua stessa vita: il suo destino.<\/p>\n<p>Forse, Friederike aveva un messaggio da portare agli uomini, e riteneva &#8211; a costo di dovervi consumare tutte le sue forze e di sacrificarsi interamente &#8211; di doverlo fare, per mantenersi fedele a una speciale chiamata o missione che non lei aveva scelto, ma che altri aveva scelto per lei.<\/p>\n<p>A quella chiamata e a quella missione ella rimase fedele sino alla fine.<\/p>\n<p>A Justinus Kerner, crediamo, va riconosciuto il merito di aver compreso, accettato e rispettato questo tratto essenziale della personalit\u00e0 di lei, e di averne dato testimonianza ai contemporanei ed ai posteri, in modo che ciascuno possa giudicare i fatti come meglio crede, ma con quella onest\u00e0 intellettuale che evita di dare giudizi senza conoscere come si sono svolte le cose.<\/p>\n<p>Cosa che non \u00e8 da tutti, nemmeno al giorno d&#8217;oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei libri del paranormale che ebbero pi\u00f9 larga diffusione nel XIX secolo, affascinando migliaia di lettori e suscitando accese discussioni, fu Die Seherin von Prevorst<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-29447","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29447","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29447"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29447\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29447"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29447"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29447"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}