{"id":29446,"date":"2008-11-04T09:40:00","date_gmt":"2008-11-04T09:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/11\/04\/il-primo-comandamento-nei-rapporti-interpersonali-e-vedere-nellaltro-una-totalita\/"},"modified":"2008-11-04T09:40:00","modified_gmt":"2008-11-04T09:40:00","slug":"il-primo-comandamento-nei-rapporti-interpersonali-e-vedere-nellaltro-una-totalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/11\/04\/il-primo-comandamento-nei-rapporti-interpersonali-e-vedere-nellaltro-una-totalita\/","title":{"rendered":"Il primo comandamento nei rapporti interpersonali \u00e8 vedere nell&#8217;altro una totalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Abbiano sostenuto, nel precedente articolo \u00abQuel sottinteso indicibile che avvelena i rapporti fra l&#8217;uomo e la donna\u00bb, che alle donne \u00e8 tacitamente consentito &#8211; e non dovrebbe esserlo &#8211; di porsi nei rapporti con l&#8217;uomo in maniera prettamente utilitaristica.<\/p>\n<p>Come caso paradigmatico, abbiamo citato quello del disastroso incontro tra Friedrich Nietzsche e Lou Salom\u00e9, una giovane fredda e ambiziosa, la quale continu\u00f2 ad illudere il filosofo &#8211; che di lei era innamorato &#8211; circa un sodalizio culturale da istituire con l&#8217;amico Paul Re\u00e9, quando gi\u00e0 aveva deciso di &quot;scaricarlo&quot; e, poi, era andata a vivere con quest&#8217;ultimo (cfr. il nostro articolo \u00abSe una donna ambiziosa non pu\u00f2 eccellere, cerca il trionfo nell&#8217;umiliare chi \u00e8 pi\u00f9 grande di lei\u00bb, anch&#8217;esso consultabile sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Cos\u00ec, una donna pu\u00f2 dire tranquillamente a un uomo che le interessano le sue idee, ma che non gliene importa nulla di lui come essere umano: ci\u00f2 non \u00e8 considerato biasimevole o anche solo indelicato.<\/p>\n<p>Un uomo che agisse cos\u00ec con una donna, sarebbe considerato da chiunque (uomo o donna) come una persona quanto meno insensibile, per non dire come un egoista e un opportunista che \u00abusa\u00bb il prossimo nella misura in cui gli fa comodo, non vedendo in lui un individuo completo, ma un magazzino a cui attingere i materiali che in quel momento gli servono.<\/p>\n<p>Avevamo anche osservato che, a nostro parere, una tale forma &quot;spicciola&quot; di riduzionismo antropologico \u00e8 il punto di arrivo di tutto un modo, cinico e calcolatore, di impostare il nostro rapporto fra noi e il mondo, che \u00e8 tipico della societ\u00e0 moderna; e che si ritrova, in effetti, anche presso parecchi individui di sesso maschile.<\/p>\n<p>Il primo livello di un tale riduzionismo \u00e8 quello fisico.<\/p>\n<p>Vi sono individui i quali cercano, nell&#8217;incontro con l&#8217;altro, soltanto un corpo da usare; e questo \u00e8 un atteggiamento assai diffuso, che non fa nemmeno sensazione.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 diffuso di quel che non si creda, per\u00f2, \u00e8 il caso di individui i quali sono attratti da un singolo aspetto del corpo dell&#8217;altro; e che non partono da quel singolo aspetto per risalire all&#8217;insieme, ma che godono di esso, come se quello e non altro fosse l&#8217;oggetto del loro desiderio.<\/p>\n<p>Una eccellente rappresentazione di ci\u00f2 si trova nel bel film di Eric Rohmer (ma i film di Rohmer sono tutti belli, anche perch\u00e9 sono tutti intelligenti, nel loro apparente minimalismo): \u00abLe genou de Claire\u00bb, del 1970.<\/p>\n<p>Si tratta di uno dei \u00abSix contes moraux\u00bb (Editions de l&#8217;Herne, Paris, 1974; traduzione di Elena De Angeli, Einaudi, Torino, 1988).<\/p>\n<p>In esso si narra di un giovane alla vigilia del matrimonio, J\u00e9r\u00f4me, che, durante una vacanza in campagna, sulle rive di un lago, \u00e8 sul punto di mandare tutto all&#8217;aria perch\u00e9, durante una partita di tennis a cui si trova ad assistere &#8211; rimane fortemente colpito e quasi sconvolto dalla vista del ginocchio di una bella liceale.<\/p>\n<p>Non dalla liceale: dal suo ginocchio (e, senza dubbio, da tutto un carico di rimpianti che si porta dietro, nell&#8217;imminenza di compiere il &quot;gran passo&quot;).<\/p>\n<p>All&#8217;amica Aurora si confida in questi termini (Op. cit., p. 160-61):<\/p>\n<p>\u00ab- Ho capito! Claire! Non vorrai dirmi che anche lei&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; No, \u00e8 solo un&#8217;idea. L&#8217;idea non \u00e8 che lei sia innamorata di me, ma che io, diciamo, potrei essere interessato a lei.<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 un classico: e lei ama un altro.<\/p>\n<p>&#8211; Non \u00e8 solo questo. Se non mi interessasse, che cosa me ne importerebbe? Diciamo che mi &quot;turba&quot;. Turba il mio personaggio, e forse un poco anche me. Un &quot;poco&quot; del quale non varrebbe la pena di parlare, se tu non ti interessassi appunto al &quot;poco&quot;.<\/p>\n<p>&#8211; Ti turba? Come? Per il suo corpo?<\/p>\n<p>&#8211; Se vuoi: per il suo modo di essere fisico, perch\u00e9 di lei non conosco altro. Praticamente non ci siamo mai rivolti la parola. D&#8217;altra parte, avrei avuto molta difficolt\u00e0 a parlarle.<\/p>\n<p>&#8211; Ma guarda, ti intimidisce!<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, mi sento assolutamente impotente di fronte alle ragazze come lei. Capisci che cosa voglio dire?&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, ci sono stati dei ragazzi molto beli che mi hanno fatto lo stesso effetto. \u00c8 buffo che tu mi confessi di essere timido.<\/p>\n<p>&#8211; Ma io sono timidissimo! In genere evito con ogni cura di fare il primo passo. Non ho mai corteggiato una ragazza che non sentissi disponibile fin dall&#8217;inizio.<\/p>\n<p>&#8211; E questa?<\/p>\n<p>&#8211; Sta&#8217; a sentire, \u00e8 una cosa stranissima. Provoca in me un certo desiderio, ma non finalizzato, e tanto pi\u00f9 forte in quanto tale. Un puro desiderio, un desiderio di &quot;nulla&quot;. Non ho l&#8217;intenzione di far niente, ma il fatto di provare questo desiderio mi d\u00e0 fastidio: credevo che non avrei pi\u00f9 trovato desiderabile nessuna donna. E poi, non la voglio. Se anche si gettasse tra le mie braccia, la respingerei.<\/p>\n<p>&#8211; Gelosia?<\/p>\n<p>&#8211; No. Eppure, anche se non la voglio, ho l&#8217;impressione di avere una specie di diritto su di lei: un diritto che nasce dalla forza stessa del mio desiderio. Sono convinto di meritarla pi\u00f9 di chiunque altro. Ieri, per esempio, al tennis, guardavo lei e il suo innamorato, e mi dicevo che in qualsiasi donna c&#8217;\u00e8 un punto vulnerabile. Per qualcuna \u00e8 la base del collo, per altre la vita o le mani. Per Claire, in quella posizione e sotto quella luce, era il ginocchio. Vedi, era come il polo magnetico del mio desiderio, il punto esatto in cui, se mi fosse stato permesso di seguire quel desiderio e nient&#8217;altro, avrei posato prima di tutto la mano. E proprio l\u00e0 dove il suo amichetto aveva posato la sua, di mano, in assoluta innocenza e in totale imbecillit\u00e0. Pi\u00f9 di ogni altra cosa, era quella mano ebete che mi disturbava.<\/p>\n<p>&#8211; Be&#8217;, non \u00e8 difficile: mettile una mano sul ginocchio. \u00c8 tutto qui, l&#8217;esorcismo!<\/p>\n<p>-Ti sbagli. \u00c8 difficilissimo. Una carezza dev&#8217;essere autorizzata. Sarebbe pi\u00f9 semplice sedurla.\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;occasione di toccare quell&#8217;oggetto proibito del desiderio, invece, si presenta in modo insperato e del tutto casuale, pochi giorni dopo.<\/p>\n<p>In una domenica di pioggia, J\u00e9r\u00f4me &#8211; piccato dal fare scostante di Claire, e gi\u00e0 per suo conto maldisposto verso Gilles, il fidanzato di lei &#8211; le racconta di aver visto quest&#8217;ultimo in compagnia di una bionda, mentre a lei aveva raccontato un&#8217;altra storia.<\/p>\n<p>La rivelazione del tradimento provoca nella ragazza un momento di sconforto: ella si mette a piangere irrefrenabilmente e l&#8217;inattesa situazione venutasi a creare, con loro due soli e lontani dagli sguardi di tutti, permette a J\u00e9r\u00f4me di carezzarle il ginocchio, come per consolarla, con la massima innocenza.<\/p>\n<p>Si tratta di un gesto affettuoso, quasi paterno; n\u00e9 il giovane si spinge oltre.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec egli riesce a liberarsi, realizzandola, di quella morbosa fantasia, che da qualche tempo lo stava letteralmente ossessionando. Ora, dissipati i fantasmi, \u00e8 pronto per affrontare le nozze e la vita coniugale che lo attende.<\/p>\n<p>Rohmer &#8211; il quale, oltre che un grande regista, mostra di essere anche uno scrittore di buon livello, descrive la scena con quella sua caratteristica sobriet\u00e0, che potremmo quasi definire documentaristica (Op. cit., p. 166-67):<\/p>\n<p>\u00abHa appena iniziato a raccontare la sua scoperta che Claire scoppia in singhiozzi.<\/p>\n<p>J\u00e9r\u00f4me tenta di dirle qualche parola di consolazione, ma non ottiene che di raddoppiare l&#8217;intensit\u00e0 del suo pianto. Segue una pausa di silenzio, rotta soltanto dai singhiozzi della ragazza, dal rumore della pioggia sul tetto della rimessa e dal brontolio lontano del tuono. Claire cerca invano un fazzoletto nella tasca della giacca. J\u00e9r\u00f4me le porge il suo, che lei prende continuando a singhiozzare sommessamente. Ha una gamba tesa e l&#8217;altra ripiegata: il suo ginocchio si staglia come un punto luminoso sull&#8217;oscurit\u00e0 del pavimento. J\u00e9r\u00f4me, prima tutto preso dal pianto della ragazza, abbassa gli occhi in quella direzione. Il suo sguardo risale lungo la coscia, lungo il ventre che si solleva al ritmo dei singhiozzi, poi ridiscende pian piano&#8230; A questo punto, con gesto netto e deciso, poggia la mano sulla punta del ginocchio, e con altrettanta determinazione comincia ad accarezzarlo con un movimento circolare della palma.<\/p>\n<p>Claire non reagisce. Si \u00e8 limitata, con una frazione di secondo di ritardo, a lanciare un&#8217;occhiata a quella mano, probabilmente decisa a troncare la carezza se l&#8217;avesse sentita farsi pi\u00f9 ardita. Il che non accade. Tutto rimane cos\u00ec com&#8217;\u00e8, mentre il pianto via via si placa e la mano, senza lasciare il suo posto, ribadisce la propria presa e il proprio ritmo. Il temporale tace. La pioggia cessa. Claire ora ha gli occhi quasi asciutti, lo sguardo perso nel vuoto. Una lacrima che le cola lungo la guancia si illumina per un attimo dei riflessi dell&#8217;arcobaleno, concentrando tutta l&#8217;attenzione di J\u00e9r\u00f4me. Quando \u00e8 arrivata alla commessura delle labbra, lui toglie la mano dal ginocchio e si alza: &quot;Andiamo a casa!&quot; \u00bb<\/p>\n<p>Rohmer, da artista raffinato qual \u00e8, riesce ad inscrivere questa vicenda, apparentemente banale, in un contesto psicologico e poetico di notevole spessore.<\/p>\n<p>Di fatto, invece, nella vita reale, queste forme di feticismo hanno ben poco di poetico, e si traducono in una forma di &quot;sfruttamento&quot; di singole parti del corpo, che ignorano con pesante indelicatezza la totalit\u00e0 della persona che \u00e8 oggetto di un tal genere di interesse.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 negativi sono i risvolti di questo tipo di riduzionismo, allorch\u00e9 si passa dal gioco dei corpi a quello dell&#8217;affettivit\u00e0.<\/p>\n<p>In questo caso, infatti, la persona che ne \u00e8 oggetto si sente ancora pi\u00f9 usata; e, se nel caso del corpo si pu\u00f2 pensare che entrambi i soggetti giocassero allo stesso gioco, e quindi nessuno sia stato ingannato, in questo ambito le cose stanno altrimenti.<\/p>\n<p>Un uomo o una donna che divengano oggetto di attenzione affettiva ed, eventualmente, sessuale e poi si rendano conto che l&#8217;altro non era realmente interessato a loro, ma solo ad un singolo aspetto del loro essere &#8211; l&#8217;intelligenza, ad esempio, o la cultura; e, nei casi pi\u00f9 &quot;bassi&quot;, il denaro o lo stato sociale &#8211; prova un amaro senso di frustrazione e di disincanto.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una bella scoperta, per nessuno, accorgersi che l&#8217;altro \u00e8 interessato a noi non per quello che siamo, ma ad un singolo aspetto della nostra personalit\u00e0 o della nostra posizione; che desidera solo quello, nella misura e nei tempi che a lui servono; e che nulla gli importa di noi in quanto esseri umani, cio\u00e8 in quanto esseri <em>totali.<\/em><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 discutere, sul piano filosofico &#8211; e lo abbiamo fatto, in parecchi precedenti articoli &#8211; se la pretesa unitariet\u00e0 della coscienza sia un fatto reale, o soltanto ipotetico; se, cio\u00e8, alla base delle nostre emozioni, sentimenti, pensieri, valori e ideali vi sia realmente un nucleo ontologico coeso, oppure se il nostro presunto &quot;io&quot; altro non sia che una galassia di operazioni mentali sempre mutevoli e cangianti (cfr., fra gli altri, \u00abEsiste l&#8217;anima dell&#8217;uomo nella filosofia buddhista?\u00bb, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Questa tematica \u00e8 divenuta particolarmente viva nel corso del Novecento, quando il contesto generale della cultura europeo ha assistito a una crisi generalizzata delle certezze razionali fondate sull&#8217;ideologia positivista. In tale contesto, non solo psicologi come Freud, Jung e Adler, ma anche scrittori come Dostojevskij (il Dostojevskij di \u00abMemorie del sottosuolo\u00bb, Pirandello, Unamuno, Kafka, Thomas Mann, Cezar Petrescu (nella prima parte del suo percorso letterario) ne hanno fatto oggetto di attenta e sottile indagine.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, si tratta di una questione squisitamente filosofica; e, per quanto da essa discendano certo importantissime conseguenze antropologiche, quello che pi\u00f9 \u00e8 esiziale, nelle relazioni interpersonali, \u00e8 il riduzionismo spicciolo, concreto, quotidiano: quello che ferisce la nostra coscienza di essere <em>persone.<\/em><\/p>\n<p>Nessuno avrebbe il diritto di trattare un altro essere umano altrimenti che come una persona: e, se ci\u00f2 vale nei rapporti economici e politici, non vale certo di meno nei rapporti diretti che si stabiliscono da individuo a individuo, specialmente se essi sono di tipo affettivo.<\/p>\n<p>Trattare un altro essere umano come un insieme separato di aspetti, mostrando apertamente di ricercarne uno solo, ignorando la totalit\u00e0 in cui si inscrive, significa violentare l&#8217;altro in un senso non meno profondo di quello fisico. Significa commettere un oltraggio alla sua integrit\u00e0 e, di conseguenza, uno sfregio alla sua dignit\u00e0.<\/p>\n<p>La dignit\u00e0 dovuta alla persona consiste, infatti, nel riconoscimento della sua unit\u00e0 di corpo, anima e spirito.<\/p>\n<p>Nel riduzionismo pratico, presente in un certo tipo di relazioni interpersonali, tale unit\u00e0 viene misconosciuta, mediante un atteggiamento che non \u00e8 semplicemente indelicato, ma offensivo, nel senso pi\u00f9 grave del termine; un atteggiamento che, in un certo senso, si potrebbe anche definire come pornografico.<\/p>\n<p>Che altro \u00e8 la pornografia, infatti, se non il misconoscimento dell&#8217;unit\u00e0 della persona e la decontestualizzazione di uno dei suoi aspetti costituitivi, ossia la sessualit\u00e0?<\/p>\n<p>Ebbene: cos\u00ec come esiste una pornografia sessuale, esiste anche una pornografia affettiva: che consiste, appunto, nel calpestare l&#8217;unit\u00e0 della persona altrui e nel ricercare ed &quot;usare&quot;, con freddo calcolo opportunistico, un solo aspetto del suo essere globale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 la conseguenza dell&#8217;affermarsi di una visione meccanicistica della natura, che ha preso piede a partire dalla cosiddetta rivoluzione scientifica del XVII secolo.<\/p>\n<p>Se la natura non \u00e8 pi\u00f9 un <em>organismo<\/em>, ma un <em>meccanismo<\/em> senz&#8217;anima, allora anche l&#8217;essere umano, che \u00e8 parte della natura, pu\u00f2 essere considerato nella medesima prospettiva.<\/p>\n<p>Naturalmente, i primi a subire le conseguenze di questo cambiamento di paradigma sono stati i nostri fratelli minori, gli animali, visto come semplice <em>res extensa<\/em> e, quindi, manipolabili sino al limite estremo, quello della vivisezione.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;essere umano, hanno incominciato la fisiologia e, di conseguenza, la medicina; poi, una alla volta, tutte le scienze attinenti la persona hanno imboccato la via del riduzionismo; ultime, l&#8217;economia e la psicologia: l&#8217;una, vedendo nella persona solo la forza-lavoro dell&#8217;operaio (o le potenzialit\u00e0 del consumatore), l&#8217;altra, pretendendo di studiare, nonch\u00e9 di &quot;curare&quot;, i vari aspetti della vita psichica come se fosse possibile considerarli separatamente sia dal sistema corporeo, sia dai loro rapporti reciproci (sessualit\u00e0, affettivit\u00e0, intelligenza, memoria, attenzione: fino alle pi\u00f9 recenti aberrazioni del comportamentismo).<\/p>\n<p>Anche il crescente, esponenziale aumento del livello di specializzazione delle scienze ha giocato la sua parte in tutto questo. Pi\u00f9 le scienze si sono specializzate, ritagliandosi ambiti sempre pi\u00f9 ristretti di realt\u00e0 da osservare e da studiare, pi\u00f9 si \u00e8 affermata la tendenza a una visione frammentaria e disorganica dell&#8217;uomo, divenuto oggetto di studio di tante scienze diverse.<\/p>\n<p>Religione e filosofia, in teoria, avrebbero dovuto controbilanciare tale tendenza alla frammentazione; ma, in pratica, non \u00e8 stato cos\u00ec: l&#8217;una e l&#8217;altra si sono accontentate di un posto in ultima fila nella grande platea delle scienze, in cambio del diritto a essere tollerate, nonostante la loro palese inadeguatezza alle caratteristiche del metodo scientifico.<\/p>\n<p>Questo approccio riduzionistico al fattore &quot;persona&quot; ha avuto anche, com&#8217;era inevitabile, l&#8217;effetto di incrinare la visione unitaria della vita, patrimonio indispensabile degli esseri umani per poter assolvere degnamente il proprio progetto esistenziale (cfr. il nostro precedente articolo \u00abPer essere persone e non pecore nel gregge \u00e8 necessaria una visione unificatrice della vita\u00bb, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Per uscire dal presente vicolo cieco non vi sono altri modi che riconoscere francamente l&#8217;errore madornale che \u00e8 stato fatto, allorch\u00e9 si \u00e8 sostituita all&#8217;immagine di un cosmo vivo, nel quale l&#8217;uomo \u00e8 immerso e del quale \u00e8 parte, quella di un grande meccanismo smontabile e rimontabile a piacere, senza limite alcuno alla volont\u00e0 di manipolazione da parte dell&#8217;\u00ab<em>homo tecnologicus\u00bb<\/em> (cfr. il nostro articolo \u00abManipolazione spietata di cose, vegetali e animali nella &quot;Nuova Atlantide&quot; di Francesco Bacone\u00bb, sul sito di Arianna).<\/p>\n<p>Questo, a livello filosofico.<\/p>\n<p>Al livello della vita pratica, noi dobbiamo recuperare il concetto della dignit\u00e0 della persona, per poter vedere nell&#8217;altro non gi\u00e0 un insieme slegato di parti, ma un tutto unitario e armonioso, e nel <em>porlo<\/em> attraverso il pronome personale: <em>tu.<\/em><\/p>\n<p>Non: il tuo corpo (il tuo ginocchio?), i tuoi soldi, la tua intelligenza, e cos\u00ec via; ma <em>tu<\/em> e basta; <em>tu<\/em> e nient&#8217;altro che <em>tu.<\/em><\/p>\n<p>\u00abTu\u00bb come valore in se stesso, autoevidente ed autonomo.<\/p>\n<p>Ma saremo capaci di farlo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiano sostenuto, nel precedente articolo \u00abQuel sottinteso indicibile che avvelena i rapporti fra l&#8217;uomo e la donna\u00bb, che alle donne \u00e8 tacitamente consentito &#8211; e non<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[148],"class_list":["post-29446","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-friedrich-nietzsche"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29446","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29446"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29446\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}