{"id":29443,"date":"2008-10-01T11:28:00","date_gmt":"2008-10-01T11:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/01\/nellapologo-virgiliano-del-vecchio-di-corico-ce-piu-della-nostalgia-per-la-vita-semplice\/"},"modified":"2008-10-01T11:28:00","modified_gmt":"2008-10-01T11:28:00","slug":"nellapologo-virgiliano-del-vecchio-di-corico-ce-piu-della-nostalgia-per-la-vita-semplice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/01\/nellapologo-virgiliano-del-vecchio-di-corico-ce-piu-della-nostalgia-per-la-vita-semplice\/","title":{"rendered":"Nell&#8217;apologo virgiliano del \u00abvecchio di Corico\u00bb c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 della nostalgia per la vita semplice"},"content":{"rendered":"<p>Chi abbia una certa familiarit\u00e0 con gli studi classici ricorder\u00e0, probabilmente, quel curioso episodio del IV libro delle <em>Georgiche<\/em> in cui Virgilio descrive la vita semplice e frugale e la serenit\u00e0 dell&#8217;animo di un vecchio contadino dei dintorni di Taranto, che aveva dissodato un piccolo appezzamento di terra, liberandolo dalle rocce, e trasformandolo in uno splendido orto e in un fiorente giardino con le sole armi della tenacia e dell&#8217;amore.<\/p>\n<p><em>Namque sub Oebaliae memini me turribus arcis,<\/em><\/p>\n<p><em>qua niger umectat flaventia culta Galaesus,<\/em><\/p>\n<p><em>Corycium vidisse senem, cui pauca relicti<\/em><\/p>\n<p><em>iugera ruris erant, nec fertilis illa iuvencis<\/em><\/p>\n<p><em>nec pecori opportuna seges nec commoda Baccho.<\/em><\/p>\n<p><em>Hic rarum tamen in dumis holus albaque circum<\/em><\/p>\n<p><em>lilia verbenasque premens vescumquepapaver<\/em><\/p>\n<p><em>regum equabat opes animis seaque revertens<\/em><\/p>\n<p><em>nocte domum dapibus mensas onerabat inemptis.<\/em><\/p>\n<p><em>Primus vcererosamatque autumno carpere poma<\/em><\/p>\n<p><em>et, cum tristis hiemps etiamnum frigore saxa<\/em><\/p>\n<p><em>rumperet et glaciecusus frenaret aquarum,<\/em><\/p>\n<p><em>ille comam mollis iam tondebat hyacinthi<\/em><\/p>\n<p><em>aestatem increpitans seram Zephyrosque morantis.<\/em><\/p>\n<p><em>Ergo apibus fetisidem atque examine multo<\/em><\/p>\n<p><em>primus abundare et spumantia cogere pressis<\/em><\/p>\n<p><em>mella favis; illi tiliae atque uberrima pinus,<\/em><\/p>\n<p><em>quotque in flore novo pomis se fertilis arbos<\/em><\/p>\n<p><em>induerat, totidem autumno matura tenebat.<\/em><\/p>\n<p><em>Ille etiam seras in versum distulit ulmos<\/em><\/p>\n<p><em>eduramque pirum et spinos iam pruna ferentis<\/em><\/p>\n<p><em>iamque ministrantem platanum potantibus umbras.<\/em><\/p>\n<p><em>Verum haec ipse equidem spatiis exclusus iniquis<\/em><\/p>\n<p><em>praetereo atque aliis post me memoranda relinquo.<\/em><\/p>\n<p>Ed ecco la traduzione di Luca Canali (Virgilio, <em>Georgiche<\/em>, Intr. Di A. La Penna, Rizzoli Editore, Milano, 1983, pp. 313-15):<\/p>\n<p><em>Infatti ricordo sotto le torri della rocca ebalia,<\/em><\/p>\n<p><em>per dove il bruno Galeso bagna bionde coltivazioni,<\/em><\/p>\n<p><em>di aver veduto un vecchio di Corico, che possedeva<\/em><\/p>\n<p><em>pochi iugeri di terra abbandonata, infeconda ai giovenchi,<\/em><\/p>\n<p><em>inadatta alla pastura di armenti, inopportuna a Bacco.<\/em><\/p>\n<p><em>Questi tuttavia, piantando radi erbaggi fra gli sterpi,<\/em><\/p>\n<p><em>e intorno bianchi gigli e verbene e il fragile papavero,<\/em><\/p>\n<p><em>uguagliava nell&#8217;animo le ricchezze dei re, e tornando a casa<\/em><\/p>\n<p><em>tornando a casa colmava la mensa di cibi non comprati.<\/em><\/p>\n<p><em>Primo a cogliere la rosa in primavera e in autunno a cogliere i frutti,<\/em><\/p>\n<p><em>quando ancora il triste inverno spaccava i sassi<\/em><\/p>\n<p><em>con il freddo e arrestava con il ghiaccio il corso delle acque,<\/em><\/p>\n<p><em>egli gi\u00e0 tosava la chioma del molle giacinto<\/em><\/p>\n<p><em>rimproverando l&#8217;estate che tardava e gli Zefiri indugianti.<\/em><\/p>\n<p><em>Dunque era anche il primo ad avere copiosa prole<\/em><\/p>\n<p><em>di api e uno sciame numeroso, e a raccogliere miele<\/em><\/p>\n<p><em>schiumante dai favi premuti; aveva tigli e rigogliosi pini,<\/em><\/p>\n<p><em>e di quanti frutti, al nuovo fiorire, il fertile albero<\/em><\/p>\n<p><em>si fosse rivestito altrettanti in autunno portava maturi.<\/em><\/p>\n<p><em>Egli ancora trapiant\u00f2 olmi tardivi in filari,<\/em><\/p>\n<p><em>e duri peri e prugni che ormai producevano susine,<\/em><\/p>\n<p><em>e il platano che gi\u00e0 spandeva ombra sui bevitori.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma impedito a ci\u00f2 dall&#8217;avaro spazio, tralascio, e affido<\/em><\/p>\n<p><em>questi argomenti ad altri che li celebrino dopo di me.<\/em><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del quadretto di maniera, noi sentiamo la sincera commozione del poeta di fronte allo spettacolo di tanta frugalit\u00e0 e semplicit\u00e0, di una tale capacit\u00e0 di diventare ricco con poco; al punto che il vecchio di Corico (un ex pirata, probabilmente, venuto dalla natia Cilicia dopo una sorta di amnistia concessa da Pompeo, al termine della campagna militare del 67 a. C. contro quei pirati) ha trovato la pace dell&#8217;animo; e, quando siede alla mensa imbandita con i prodotti del suo orto, egli si sente pi\u00f9 ricco di un re.<\/p>\n<p>Tuttavia, oltre all&#8217;elogio della vita semplice e del ritorno alla sana vita dei campi, dopo gli orrori delle guerre civili, vi \u00e8 in questo episodio anche un sentimento di filosofica contentezza nel poco, che \u00e8, in fondo, la traduzione in termini rurali del \u00abvivere nascosto\u00bb caro agli Epicurei. N\u00e9 si tratta di un atteggiamento puramente letterario, di una estensione delle <em>humiles mirycae<\/em> delle <em>Bucoliche<\/em>, ovvero di una poesia minimalista, delle \u00abpiccole cose\u00bb di timbro quasi crepuscolare (nemmeno per le <em>Bucoliche<\/em>, peraltro, a dispetto degli stilemi di genere mediati da Teocrito, si pu\u00f2 parlare di semplice letteratura, ma bens\u00ec, come sempre in Virgilio, di sofferta poesia della vita <em>reale<\/em>). Il minimalismo sotteso alla filosofia di vita del <em>senex Corycium<\/em> non \u00e8 affatto una posa; come lo \u00e8, invece, in sostanza, quella del vecchio pastore nell&#8217;episodio della fuga di Erminia, nella <em>Gerusalemme Liberata<\/em> di Tasso.<\/p>\n<p>Come ha osservato anche, fra gli altri, Concetto Marchesi (in <em>Storia della letteratura latina<\/em>, Principato Editore, Milano, 1966, vol. 1, pp. 415-18, <em>passim<\/em>):<\/p>\n<p><em>\u00c8 sorprendente la potenza poetica onde [Virgilio] sa ridurre a continua visione la semplice precettistica rurale. Non \u00e8 abilit\u00e0, \u00e8 sentimento. (&#8230;) La terra \u00e8 sacra, ma \u00e8 dura; dura al contadino che deve lavorarla, durissima al poeta che voglia cantare quella fatica. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La terra, dunque, \u00e8 lo scenario di questo dramma georgico: essa ricolma l&#8217;anima e la immaginazione del poeta, e anche la volta celeste apparisce piccola dinanzi a questa superficie coltivata dagli uomini. Nella Georgica, pi\u00f9 che altrove, \u00e8 una insistente visione di azzurro. Virgilio ama la luce, la grande luce abbagliante e raggiante del \u00absole d&#8217;oro che caccia l&#8217;inverno sotto terra e apre il cielo\u00bb agli occhi inebriati dei mortali&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Alla nostalgia della vita semplice, al mito ruralista del ritorno ai valori della terra e del lavoro dei campi, Virgilio aggiunge una nota tutta sua, un sentimento struggente di amore per le piante, per gli animali, per tutti ci\u00f2 che \u00e8 vivo e lotta e soffre per esistere; e, inoltre, una aspirazione alla santit\u00e0 della vita, un anelito verso la purezza del cuore, che si traduce in compassione per tutti i sofferenti e nell&#8217;ammirazione per tutto ci\u00f2 che protegge e conserva la vita.<\/p>\n<p>La semplice, istintiva saggezza del vecchio di Corico contiene un messaggio spirituale che \u00e8 valido, crediamo, anche (e forse soprattutto) per gli uomini d&#8217;oggi.<\/p>\n<p>\u00c8 la saggezza di chi ha compreso il segreto di una vita serena: che non risiede nella quantit\u00e0, ma nella qualit\u00e0 delle cose, del tempo, dello spazio che ci circonda; e nella intuizione che, se il regno della quantit\u00e0 dipende, in gran parte, da fattori esterni al nostro volere, quello della qualit\u00e0 dipende, invece, massimamente da noi.<\/p>\n<p>Nell&#8217;uomo di citt\u00e0 si tratta di una saggezza particolarmente rara; mentre si accompagnava spesso, anche se non sempre, alla figura del contadino nelle societ\u00e0 pre-industriali; e, talvolta, accompagna ancora la figura del contadino dei nostri giorni., specialmente se vive &#8211; accontentandosi di poco &#8211; di quella piccola porzione di terra che pu\u00f2 coltivare con le sue mani. Oggi questa figura \u00e8 sempre pi\u00f9 rara, perch\u00e9 in una societ\u00e0 industrializzata non solo le fabbriche, ma anche l&#8217;agricoltura, per essere competitiva, tende alla concentrazione; e lo testimonia il triste spettacolo delle colline gi\u00e0 ricche di vigneti, e ora abbandonate, perch\u00e9 i piccoli poderi non valgono pi\u00f9 la fatica di coltivarli, specialmente se non sono raggiungibili dalle macchine agricole,.<\/p>\n<p>Esiste, per\u00f2, la figura del pensionato che, disponendo ormai di una fonte di reddito sicura, anche se assai modesta, \u00e8 libero di dedicarsi interamente al suo campicello, al suo orto o al suo vigneto, e magari anche ad un piccolo allevamento di api. Ebbene, in figure del genere (che noi abbiamo avuto il privilegio di conoscere) \u00e8 ancora possibile trovare quella semplicit\u00e0 di vita, quella schiettezza di sentimenti e quella purezza di atteggiamento verso il mondo, delle quali ci parla l&#8217;apologo virgiliano, unite alla profonda saggezza di chi ha vissuto lungamente del lavoro delle proprie mani, magari da emigrante, ed \u00e8 tornato al paese natio ricco di esperienza, con la fedelt\u00e0 e con l&#8217;amore con i quali si ritorna, dopo una lunga assenza, dalla propria madre.<\/p>\n<p>Vi sono anche dei giovani che, disillusi dal disordine della vita cittadina e dalla banalit\u00e0 di una professione magari discretamente remunerativa, ma povera di sostanza umana, fanno la scelta di piantare tutto e andarsene a vivere in campagna, dedicandosi alla terra e agli animali con criteri non produttivistici e rifiutando, pertanto, tutte quelle pratiche di coltivazione e di allevamento che si basano sull&#8217;uso di sostanze chimiche, e che sono finalizzate unicamente al guadagno.<\/p>\n<p>Certo, non tutti possiamo tornare alla terra per dissodare il nostro campicello, come il vecchio di Corico; non tutti possiamo permetterci di piantare in asso un reddito sicuro, sia pure allo scopo di lasciarci alle spalle le nevrosi cittadine e riscoprire le gioie semplici della vita in campagna. Contadini non ci si improvvisa; e, inoltre, la vita rurale difficilmente dispensa i suoi doni di frugalit\u00e0 e serenit\u00e0 al di fuori di un contesto sociale ampio e articolato, quale era quello della ormai scomparsa famiglia patriarcale. Senza quel contesto, anche la magia della terra rischia di rimanere muta, specialmente nei confronti di chi non h alcuna familiarit\u00e0 con essa.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una cosa, per\u00f2, che tutti possiamo fare, prendendo a modello l&#8217;apologo virgiliano del vecchio di Corico: riscoprire la bellezza e la tranquilla armonia di una vita semplice, fatta di piccole cose realizzate con amore, e della pace dell&#8217;anima che viene dal sentirsi ricchi, perch\u00e9 non si desidera in maniera compulsiva sempre di pi\u00f9 che quel che si possiede. Comprendere che il poco, se vissuto con amore, d\u00e0 una soddisfazione enormemente superiore al molto che, per\u00f2, sia privo di tale componente: questa \u00e8 la vera grandezza. E che, in tal senso, \u00e8 veramente povero solo colui che si sente tale, perch\u00e9 si \u00e8 lasciato sedurre dalla spirale del possesso illimitato.<\/p>\n<p>Quello di cui si sente maggiormente la mancanza, nella societ\u00e0 contemporanea, \u00e8 proprio la tranquillit\u00e0 dell&#8217;animo. Sono ormai rare le persone calme e serene, ottimiste senza leggerezza e meditative senza tetraggine; le persone, cio\u00e8, che hanno trovato in s\u00e9 stesse il proprio baricentro, ma non in senso narcisistico, bens\u00ec in armoniosa fratellanza con il resto del mondo. Forse perch\u00e9 ci siamo allontanati, materialmente e spiritualmente, dalla nostra madre terra, <em>la quale<\/em> &#8211; dice san Francesco &#8211; <em>ne sustenta et governa<\/em>, ossia da colei che &#8211; sola &#8211; pu\u00f2 placare le nostre ansie febbrili e restituirci una visione limpida e pacificata della vita.<\/p>\n<p>Del resto, come meravigliarsi se, avendo smarrito il senso di una verit\u00e0 cos\u00ec elementare, la nostra esistenza si \u00e8 fatta cos\u00ec faticosa e frustrante, cos\u00ec carica di angoscia e di intima insoddisfazione? Abbiamo smarrito la misura umana del vivere; e, fino a quando non l&#8217;avremo ritrovata, ogni sollievo sar\u00e0 aleatorio, ogni benessere, instabile e precario.<\/p>\n<p>Forse, come il vecchio di Corico, \u00e8 arrivato il momento di fermarci e di fare il punto della nostra situazione, prima che sia troppo tardi.<\/p>\n<p>Forse, \u00e8 arrivato il momento di chiederci seriamente se siamo davvero contenti di continuare cos\u00ec come abbiamo fatto sinora; o se non sia necessario dare una svolta alle nostre vite, facendo delle scelte chiare e coraggiose intorno a ci\u00f2 che riteniamo sia davvero importante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi abbia una certa familiarit\u00e0 con gli studi classici ricorder\u00e0, probabilmente, quel curioso episodio del IV libro delle Georgiche in cui Virgilio descrive la vita semplice<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[264],"class_list":["post-29443","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-virgilio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29443","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29443"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29443\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29443"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29443"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29443"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}