{"id":29441,"date":"2015-09-22T09:35:00","date_gmt":"2015-09-22T09:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/22\/il-vaticano-ii-e-stato-un-colpo-di-mano-dei-teologi-progressisti-per-scavalcare-il-magistero\/"},"modified":"2015-09-22T09:35:00","modified_gmt":"2015-09-22T09:35:00","slug":"il-vaticano-ii-e-stato-un-colpo-di-mano-dei-teologi-progressisti-per-scavalcare-il-magistero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/22\/il-vaticano-ii-e-stato-un-colpo-di-mano-dei-teologi-progressisti-per-scavalcare-il-magistero\/","title":{"rendered":"Il Vaticano II \u00e8 stato un colpo di mano dei teologi \u201cprogressisti\u201d per scavalcare il Magistero?"},"content":{"rendered":"<p>Il Concilio Vaticano II ha visto realizzarsi un rapido e fortunati colpo di mano di alcuni teologi &quot;progressisti&quot; per impadronirsi della direzione della Chiesa e scavalcarne il Magistero? E, pi\u00f9 in particolare, esso ha rappresentato la vittoria degli &quot;specialisti&quot; sui pastori d&#8217;anime, i vescovi, dunque la vittoria di quei &quot;sapienti&quot; e di quegli &quot;intelligenti&quot; contro la cui scienza presuntuosa Ges\u00f9 aveva esplicitamente messo in guardia i credenti?<\/p>\n<p>Quanto mai significativa ci sembra la testimonianza in merito di Joseph Ratzinger, poi papa Benedetto XVI, che fu egli stesso chiamato come teologo al Concilio Vaticano II e che cos\u00ec ricorda il periodo centrale di esso, ossia il 1964, quand&#8217;era professore a M\u00fcnster (da: J. Ratzinger, \u00abLa mia vita\u00bb; titolo originale: \u00abAus meinem Leben. Erinnerungen 1927-1977\u00bb; traduzione dal tedesco di Giuseppe Reguzzoni, Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 1997, pp. 99-101):<\/p>\n<p>\u00abOgni volta che tornavo da Roma trovavo nella Chiesa e tra i teologi uno stato d&#8217;animo sempre pi\u00f9 agitato. Sempre pi\u00f9 cresceva l&#8217;impressione non ci fosse nulla di stabile, che tutto pu\u00f2 essere oggetto di revisione. Sempre pi\u00f9 il Concilio pareva somigliare a un grosso parlamento ecclesiale, che poteva cambiare tutto e rivoluzionare ogni cosa a modo proprio. Evidentissima era la crescita del risentimento nei confronti di Roma e della Curia, che apparivano come il vero nemico di ogni novit\u00e0 e progresso. Le discussioni conciliari venivano sempre pi\u00f9 presentate secondo lo schema partitico tipico del parlamentarismo moderno. Chi veniva informato in questo modo, si vedeva indotto a prendere a sua volta posizione per un partito. In Germania, c&#8217;era ancora un sostanziale consenso nei confronti della forze che sostenevano il rinnovamento, a poco a poco, per\u00f2, le tensioni e le divisioni che venivano attribuite al Concilio cominciarono a delinearsi anche all&#8217;interno del nostro paesaggio ecclesiale. Ma qui era in atto un processo ancora pi\u00f9 radicalmente profondo. Se a Roma i vescovi potevano cambiare la Chiesa, anzi, la stessa fede (cos\u00ec almeno pareva), perch\u00e9 solo ai vescovi era lecito farlo? La si poteva cambiare, e, al contrario di quel che si era sino ad allora pensato, questa possibilit\u00e0 non pareva pi\u00f9 sottratta alla capacit\u00e0 umana di decidere, ma, secondo tutte le apparenze, era posta in essere proprio da essa. Ora, per\u00f2, si sapeva che il nuovo che i vescovi sostenevano, lo avevano appreso dai teologi; per i credenti si trattava di un fenomeno strano: a Roma i loro vescovi parevano mostrare un volto diverso da quello di casa loro.<\/p>\n<p>Dei pastori che fino a quel momento erano ritenuti rigidamente conservatori apparvero improvvisamente come i portavoce del progressismo &#8212; ma era farina del loro sacco? La parte che i teologi avevano assunto al Concilio cre\u00f2 tra gli studiosi una nuova consapevolezza: essi cominciarono a sentirsi come i veri rappresentanti della scienza e, proprio per questo, non potevano pi\u00f9 apparire sottoposti ai vescovi. Difatti, come avrebbero potuto i vescovi esercitare la loro autorit\u00e0 magisteriale sui teologi, dal momento che derivavano le loro prese di posizione dai pareri degli specialisti e dipendevano dagli indirizzi loro offerti dagli studiosi? A suo tempo, Lutero aveva sostituito l&#8217;abito sacerdotale con quello dello studioso, per mostrare che nella Chiesa gli esperti di Sacra Scrittura sono coloro che veramente possono prendere delle decisioni: poi questi rivolgimento era stato in qualche modo attenuato dal fatto che la professione di fede era comunque ritenuta come il criterio ultimo di giudizio. Il Credo era dunque criterio ultimo anche per la scienza. Ma ora nella Chiesa cattolica, quanto meno a livello della sua opinione pubblica, tutto appariva oggetto di revisione, e persino la professione di fede non appariva pi\u00f9 intangibile, ma soggetta alle verifiche degli studiosi. Dietro questa tendenza, poi, dietro il predominio degli specialisti, si percepiva gi\u00e0 qualche cos&#8217;altro, l&#8217;idea di una sovranit\u00e0 ecclesiale popolare, in cui il popolo stesso stabilisce quel che vuole intendere col termine Chiesa, che anzi appariva ormai chiaramente definita come popolo di Dio. Si annunciava cos\u00ec l&#8217;idea di &quot;chiesa dal basso&quot;, di &quot;Chiesa del popolo&quot;, che poi, soprattutto nel contesto della teologia della liberazione, divenne il fine stesso della riforma.<\/p>\n<p>Se al ritorno in patria del primo periodo conciliare mi ero sentito ancora sostenuto dal sentimento di gioioso rinnovamento che regnava dovunque provavo ora una profonda inquietudine di fronte al cambiamento che si era prodotto all&#8217;interno del clima ecclesiale e che era ormai sempre pi\u00f9 evidente. In una conferenza sul vero e falso rinnovamento della Chiesa, tenuta presso l&#8217;Universit\u00e0 di M\u00fcnster, cercai di lanciare un primo segnale di allarme, che per\u00f2 non fu quasi per nulla notato. Pi\u00f9 energico il mio intervento al <em>Katholkentag<\/em> di Bamberga del 1966, tanto che il cardinale D\u00f6pfner si stup\u00ec dei &quot;tratti conservatori&quot; che gli era parso di cogliere&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Dunque, secondo Ratzinger, i &quot;progressisti&quot; che si presentarono al Concilio Vaticano II con le idee ben chiare, a ranghi compatti &#8211; mentre, verosimilmente, gran parte dei padri, pur consci dell&#8217;importanza del momento, non avevano affatto ben chiaro quel che bollisse realmente in pentola &#8212; si preparavano a giocare la partita per spodestare la Curia romana, non senza abilit\u00e0, su due differenti tavoli. In sede specifica, e dall&#8217;alto, agivano gli &quot;specialisti&quot;, ossia i teologi, ma dei teologi che non seguivano pi\u00f9 la teologia tridentina, la vecchia, collaudata, sacra teologia cattolica, bens\u00ec erano largamente penetrati da suggestioni e motivi di ascendenza protestante, primo fra tutti quello secondo cui lo studioso deve prevalere sul pastore d&#8217;anime, perch\u00e9 l&#8217;importante \u00e8 la giusta lettura delle Scritture. In sede pi\u00f9 generale, si parlava del &quot;popolo cristiano&quot; che, dal basso, rivendicava la sua &quot;centralit\u00e0&quot;, come se la Chiesa fosse un&#8217;assemblea di condominio, in cui prevalgono le decisioni della maggioranza, e non una istituzione di origine soprannaturale (per i credenti), che ha lo scopo di custodire gelosamente e di tramandare alle generazioni presenti e future la Rivelazione, nella sua integrit\u00e0 e purezza. Pertanto, una strategia in due tempi: dall&#8217;alto e dal basso; dall&#8217;alto, per intellettualizzare il cattolicesimo, per far prevalere il punto di vista degli &quot;specialisti&quot; su quello dei pastori; dal basso, per &quot;democratizzarlo&quot;: trascurando, per\u00f2, il fatto che la democrazia sar\u00e0 (forse) una degna ideologia politica e una passabile forma di governo (quando funziona veramente e non diventa plutocrazia), ma non \u00e8 affatto vero che essa vada bene per la gestione della Chiesa, che \u00e8, deve essere e deve rimanere basata su di una struttura gerarchica, data la sua specifica natura ed i suoi compiti, che non sono quelli di una organizzazione profana, per quanto rispettabile, ma di una realt\u00e0 il cui scopo \u00e8 indirizzare le anime verso Dio, nella giusta maniera e cio\u00e8 secondo il Vangelo di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Joseph Ratzinger vide per tempo la deriva e cerc\u00f2, per quanto stava in lui, di correre ai ripari; stabil\u00ec una differenza fra il vero e il falso rinnovamento della Chiesa; comprese e dichiar\u00f2 che la strategia di Lutero, attaccare e demolire la Chiesa partendo da una superiorit\u00e0 del teologo sul vescovo, si stava riproponendo da parte di coloro i quali dicevano di voler portare avanti, e sempre pi\u00f9 diffondere, lo &quot;spirito&quot; del Concilio Vaticano II, intendendo per &quot;spirito&quot; la loro personale, e spesso arbitraria, interpretazione dei documenti conciliari. Senza contare che, se qualcuno si appella allo &quot;spirito&quot; di qualcosa, senza citare fatti e documenti precisi, evidentemente si riserva la pi\u00f9 ampia e comoda facolt\u00e0 di intendere ora questo ed ora quello, secondo la sua convenienza, eludendo una seria discussione e ogni autentico contraddittorio, perch\u00e9 gli altri non sanno esattamente, n\u00e9 possono sapere, che cosa costui intenda con la vaga e melliflua espressione &quot;spirito&quot;. Fra parentesi, ci permettiamo di osservare che, da un punto di vista cattolico, non bisognerebbe abusare della espressione &quot;spirito&quot;: per i cattolici, di Spirito ce n&#8217;\u00e8 uno solo, va scritto con la iniziale maiuscola e non designa affatto una sorta di sapienza o ispirazione umana, ma la terza persona della Trinit\u00e0 divina; e, dunque, anche il continuo e un po&#8217; troppo disinvolto indulgere a retorici discorsi sullo &quot;spirito&quot; del Concilio, auto-nominandosi i soli e veri depositari della vista profetica, rischia di assumere un significato irrispettoso, quasi blasfemo, perch\u00e9 sostituisce una volont\u00e0 ed una intenzione puramente umane a ci\u00f2 che \u00e8 di spettanza divina.<\/p>\n<p>Ratzinger, inoltre, dice una cosa ancora pi\u00f9 grave: fa notare che dei vescovi, noti per essere sostenitori di una visione tradizionalista, improvvisamente, giunti al Concilio, assunsero una attitudine del tutto diversa, perfino opposta: si fecero notare come i pi\u00f9 accesi sostenitori delle novit\u00e0 e del cambiamento, come impazienti propugnatori di una riforma radicale; e si spinge a formulare una domanda scomoda, scomodissima, e, soprattutto, inquietante: <em>era tutta farina del loro sacco?<\/em> Difficile, se non impossibile, pervenire ad una risposta; ma il fatto rimane, e d\u00e0 parecchio da pensare. \u00c8 un altro elemento, un ulteriore indizio che ci rafforza nella convinzione che il Concilio Vaticano II, non tutto, ma per come lo vissero quanti si presentarono all&#8217;appuntamento con una segreta aspirazione a rivedere tutto e ribaltare ogni cosa, diciamo pure a scavalcare la Curia romana e il Magistero, non fu quell&#8217;evento spontaneo, gioioso, incontenibile nelle sue spinte innovatrici, che tutti, o quasi tutti, si diceva desiderassero, auspicassero, attendessero. L&#8217;immagine di una Chiesa cattolica triste e languente, ripiegata su se stessa, incapace di affrontare i problemi del mondo moderno e quasi rassegnata a subirli passivamente, \u00e8 semplicemente falsa: \u00e8 l&#8217;immagine che i novatori, i progressisti, i modernisti, hanno voluto consegnare all&#8217;immaginario collettivo, dopo aver realizzato la rottura con la Tradizione e dopo aver messo le mani sui gangli vitali dell&#8217;organizzazione ecclesiastica, sfruttando anche l&#8217;inconsapevolezza di quella maggioranza di vescovi, e soprattutto di fedeli, i quali non si rendevano ben conto di quel che stesse accadendo e che prestavano fede, ingenuamente, a come il Concilio veniva raccontato dai mezzi di comunicazione di massa, mossi da un disegno strumentale di poteri occulti.<\/p>\n<p>In altre parole, noi crediamo che vi siano stati almeno tre concili, che si svolsero l&#8217;uno accanto all&#8217;altro, ma come se giacessero su tre distinti piani di realt\u00e0. Il primo \u00e8 stato il Concilio pensato e voluto dal Pontefice, seguito con sincera e commossa partecipazione da milioni di fedeli in tutto il mondo, elaborato e discusso, con impegno e buone intenzioni, da molti, moltissimi padri conciliari, ignari ed alieni da qualunque astuzia, da qualunque secondo fine. Il secondo \u00e8 stato il Concilio del partito dei teologi e dei vescovi progressisti, dei &quot;tecnici&quot;, degli &quot;esperti&quot;, o di coloro che si ritenevano tali, e che approfittarono della fiducia del Pontefice e del fatto di essere presenti ai lavori, nonch\u00e9 dell&#8217;assenza di altri teologi, certo non meno eminenti, i quali per\u00f2, chi sa perch\u00e9, non vennero invitati a partecipare: essi avevano un disegno abbastanza preciso, non soltanto un generico desiderio di rinnovamento, ma la ferma e spregiudicata volont\u00e0 di prendere le redini della navicella di San Pietro, di sottrarla ad un orientamento, ad una prassi e persino ad una teologia che giudicavano superati, obsoleti, non pi\u00f9 adatti a rispondere ai bisogni del dialogo con la societ\u00e0 moderna, per orientarla, secondo le loro intime convinzioni, verso le <em>magnifiche sorti e progressive<\/em>. Infine c&#8217;era il Concilio dei <em>mass media<\/em>, il Concilio narrato al pubblico dalla televisione e dai giornali: tutti, guarda caso, o quasi tutti, controllati e ispirati da poteri e da soggetti interessati ad accreditare la leggenda di uno &quot;spirito&quot; conciliare straordinariamente moderno e innovatore, fatto passare per profetico, ma, in effetti, nemico del passato, indifferente alla Tradizione, orientato a riconoscere il solo fondamento della Scrittura, interpretata, per\u00f2, in maniera sottilmente razionalista; e insofferente di ogni prudenza, di ogni indugio, di ogni &quot;conservatorismo&quot;.<\/p>\n<p>La gente, nelle case, ebbe cos\u00ec l&#8217;impressione che il Concilio stesse andando verso il Progresso, per merito della apertura, del &quot;coraggio&quot; e della lungimiranza dei padri, e dello stesso Pontefice, cui vennero attribuite intenzioni, probabilmente, assai diverse da quelle reali; e ci\u00f2 fu ottenuto con una vecchia e semplice tecnica di disinformazione, tuttora ben collaudata e sperimentata, sia quando i <em>mass media<\/em> parlano della Chiesa cattolica, sia quando parlano d&#8217;altro: quella di enfatizzare al massimo le parole e i documenti che rispondevano ai loro fini occulti, e di tacere completamente quelle parole e quei documenti che smentivano in pieno la loro lettura dell&#8217;evento conciliare. Questo terzo livello non era certo privo di ricadute sul secondo, nel senso che i padri &quot;riformatori&quot;, corroborati dal tomo usati dai media per riferire i lavori della varie sedute, erano portati ad accentuare ulteriormente la svolta riformatrice; mentre gli altri si sentivano sempre pi\u00f9 isolati e lasciati indietro dal gran fiume degli eventi.<\/p>\n<p>Come ricorda Ratzinger, qualcosa ribolliva da tempo: c&#8217;era un grave malessere nella Chiesa. Forse Pio XII, che aveva pensato ad un concilio, per poi rinunciarvi, ebbe la chiara coscienza dei rischi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Concilio Vaticano II ha visto realizzarsi un rapido e fortunati colpo di mano di alcuni teologi &quot;progressisti&quot; per impadronirsi della direzione della Chiesa e scavalcarne<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30141,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[82],"tags":[109,216,257],"class_list":["post-29441","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-benedetto-xvi","tag-chiesa-cattolica","tag-papi","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-benedetto-xvi.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29441","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29441"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29441\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30141"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}