{"id":29435,"date":"2017-02-10T01:01:00","date_gmt":"2017-02-10T01:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/10\/il-vangelo-non-e-solo-un-libro-di-fede-ma-la-testimonianza-della-verita\/"},"modified":"2017-02-10T01:01:00","modified_gmt":"2017-02-10T01:01:00","slug":"il-vangelo-non-e-solo-un-libro-di-fede-ma-la-testimonianza-della-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/10\/il-vangelo-non-e-solo-un-libro-di-fede-ma-la-testimonianza-della-verita\/","title":{"rendered":"Il Vangelo non \u00e8 solo un libro di fede, ma la testimonianza della Verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei segni pi\u00f9 evidenti del soggettivismo e del relativismo dottrinario che ormai da parecchi anni impazzano entro la Chiesa \u00e8 dato dallo stravolgimento del significato complessivo del Vangelo, il testo fondamentale della religione cristiana: che oggi un numero sempre maggiore di sacerdoti, di vescovi, e anche di teologi, presentano come un libro di fede, cio\u00e8 come la testimonianza della fede degli evangelisti; mentre la dottrina cattolica ha sempre insegnato, fin dall&#8217;inizio, e nell&#8217;arco di quasi duemila anni, che non di un libro di fede si tratta, o, in ogni caso, non solo di un libro di fede, ma anche, e soprattutto, di una testimonianza storica ben precisa. Gli evangelisti, cio\u00e8, non raccontano quello che essi hanno <em>creduto<\/em> fosse vero, ma quello che hanno <em>visto<\/em> e che hanno <em>udito<\/em>; anche se \u00e8 chiaro che il loro vedere e udire appare diverso prima e dopo il fatto della passione, morte e resurrezione di Ges\u00f9 Cristo. Prima, essi avevamo capito le cose in un certo modo; dopo, le capiscono in maniera molto pi\u00f9 ampia, pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 completa. Resta per\u00f2 il fatto che anche la Morte, la Passione e la Resurrezione di Ges\u00f9 &#8212; anche la Resurrezione; soprattutto la Resurrezione &#8212; non sono raccontate, nei Vangeli, come degli eventi nei quali chi li racconta ha avuto fede, ma come degli eventi assolutamente reali e di per s\u00e9 evidenti, ed ai quali gli evangelisti hanno assistito, o hanno ascoltato la testimonianza veridica di persone che vi hanno assistito. Pertanto, va respinta fermamente ogni lettura sentimentale, fideistica e soggettivistica dei Vangeli: i Vangeli sono libro <em>storici,<\/em> sono testimonianze di cose reali, delle quali \u00e8 stata fatta esperienza diretta, e che vengono narrate non perch\u00e9 <em>ritenute<\/em> vere, ma delle quali si <em>garantisce<\/em> la verit\u00e0, avendola gli autori toccata con mano.<\/p>\n<p>Se ci si limita a parlare dei Vangeli come di un annuncio di fede, e di Dio nella sola dimensione dell&#8217;amore (e quindi della misericordia), si amputa il significato del <em>fatto<\/em> della religione cristiana: che non \u00e8 credenza in qualcosa verso cui ci si abbandona sentimentalmente, ma certezza derivante da una testimonianza sicura, e, quindi fede, nel senso teologico del termine, in qualcosa di certo e di vero, che chiede una adesione razionale alla Verit\u00e0 rivelata. I cattolici di tendenza modernista, che lo sappiano o meno (e di solito lo sanno) vanno contro il mistero trinitario di Dio, che \u00e8, insieme a quello dell&#8217;Incarnazione, il dogma supremo su cui si regge il cristianesimo. Dio \u00e8 uno e trino; e la Trinit\u00e0 procede dal Padre, che \u00e8 somma sapienza creatrice e somma giustizia, al Figlio, che \u00e8 l&#8217;annunciatore e il testimone della Verit\u00e0, e poi, dal Padre e dal Figlio congiuntamente, allo Spirito Santo, che \u00e8 il Consolatore e, quindi, l&#8217;Amore misericordioso. Porre l&#8217;accento sul solo aspetto dell&#8217;amore <em>di<\/em> Dio (magari confondendolo con l&#8217;amore <em>per<\/em> Dio, che \u00e8 un&#8217;altra cosa) significa staccare la terza Persona della Trinit\u00e0 dalle altre due e perci\u00f2, di fatto, cadere in una forma di politeismo, dimenticandosi che Dio \u00e8 uno e che, in Dio, l&#8217;amore o la misericordia non si possono separare dalla sapienza, dalla giustizia e dalla testimonianza della Verit\u00e0. Ebbene, l&#8217;errore originario del modernismo &#8212; quantunque sia improprio chiamarlo errore, perch\u00e9 l&#8217;errore, di solito, \u00e8 un atto compiuto inconsapevolmente &#8212; sta proprio in questo: nel trasformare il Vangelo in un messaggio dell&#8217;Amore di Dio (confondendolo a bella posta con il <em>nostro<\/em> amore per Lui), mentre esso \u00e8, prima di tutto e innanzitutto, un messaggio di Verit\u00e0, una testimonianza resa alla Verit\u00e0: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita, dice Ges\u00f9; nessuno pu\u00f2 venire al Padre se non per mezzo di me.<\/em> Sono parole chiare, chiarissime; eppure, i modernisti hanno trovato il modo di eluderle, dando ad intendere che basta &quot;amare&quot;, genericamente &quot;amare&quot;, e si \u00e8 gi\u00e0 con Dio, si \u00e8 gi\u00e0 in Dio: anche se, di fatto, si \u00e8 lontani dalla Verit\u00e0. E se si \u00e8 lontani dalla Verit\u00e0, \u00e8 pi\u00f9 che evidente che non si \u00e8 n\u00e9 con Dio, n\u00e9, tanto meno, in Dio: dove si sia andati a finire, questo lo lasciamo decidere ad altri.<\/p>\n<p>Ha scritto il teologo Romano Amerio nella sua opera del 1985, <em>Iota unum. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX<\/em> (a cura di E. M. Radaelli, Torino, Lindau, 2009, pp. 631-633):<\/p>\n<p><em>La DOTTRINA insegnata e predicata dai ministri della Chiesa era una voce sola. Adesso varia nelle stessa nazione da diocesi a diocesi, nella stessa diocesi da parrocchia a parrocchia, nella stessa parrocchia da predicante a predicante. La variazione anzich\u00e9 essere, come esige il parlare stesso, di coloritura, di presentazione, di sentimento del medesimo vero di fede, \u00e8 invece alterazione dogmatica, mantellata dal proposito di adattare la fede alle disposizioni e alle aspettazioni dell&#8217;uomo contemporaneo. Lo spirito primato imbaldanzisce. E la corruzione dottrinale del ceto dei presbiteri precede o seguita quella dell&#8217;ordine episcopale. Qui i Superiori con pronunciati propri difformi dai pronunciati dei loro pari, pi\u00f9 spesso tollerando o autorizzando le deviazioni dei presbiteri, hanno provocato nella Chiesa un GENERALE SMARRIMENTIO DELLE CERTEZZE DI FEDE e un increscioso indebolimento del consenso tra i fedeli. Tale consenso fu un carattere peculiare della Chiesa romana, riconosciuto e ammirato sempre da quelli di fuori, e rimette d&#8217;altronde all&#8217;ordine della processione trinitaria, giacch\u00e9 IN PRINCIPIO ERAT VERBUM e anche nella Chiesa non si fa nulla senza il Verbo.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;indebolimento dell&#8217;unit\u00e0 dottrinale, gi\u00e0 manifesto nel Concilio, ma quivi scambiato per sintomo di libert\u00e0 e di vitalit\u00e0, apparve distintamente in occasione della &quot;Humanae vitae&quot; e poi in una moltitudine di documenti, cui dava autorit\u00e0 perlomeno la dissimulazione del Superiore, quando pure non intervenne addirittura a coprire della sua autorit\u00e0 contro la rimostranza dei laici l&#8217;errore di suoi presbiteri. \u00c8 infatti diritto dei fedeli confrontare l&#8217;insegnamento di un ministro particolare con l&#8217;insegnamento degli altri ministri e in ultima analisi con quello del Magistero supremo. Questo diritto discende dalla partecipazione all&#8217;officio didattico del Cristo prodotta dal battesimo, e importa l&#8217;obbligazione di rigettare l&#8217;insegnamento erroneo in foro interno, e, dato il caso, di impugnarlo anche in foro pubblico. E conviene osservare [&#8230;]che la corruzione dottrinale ha cessato di essere fenomeno di piccole cerchie esoteriche e quasi pratica di una &quot;disciplina arcani&quot;: \u00e8 diventata un0azione pubblica nel corpo ecclesiale con le ,coi libri, nella scuola e nella catechesi (affidata a laici poco instrutti e molto animosi nelle novit\u00e0). A questa elisione dogmatica cattolica non sono estranee la nuova disciplina della Congregazione per la dottrina della fede, che ha traslocato la vigilanza dalla Santa Sede d istanze inferiori meno addottrinate e meno ferme, e anche la scarsa attenzione prestata nella provvista delle diocesi alle qualit\u00e0 culturali dei candidati. [&#8230;] Vi \u00e8 nella Chiesa una generale propensione a traslocare la mira della vita cristiana dal Cielo alla terra e a tirare la legge evangelica, che annuncia il primato di Dio, al primato dell&#8217;uomo. Perci\u00f2 le verit\u00e0 di fede sono sottoposte a una dissalazione che le spoglia di quanti hanno di soprannaturalmente ostico al senso dell&#8217;uomo, rendendo insipido il sale della terra. E la profondit\u00e0 del guasto entrato nella mentalit\u00e0 del popolo di Dio si arguisce anche dallo scarso risentimento e dalle deboli rimostranze che dal popolo di Dio salgono contro la seduzione dottrinale. Di tale indifferentismo non \u00e8 da stupire. La defezioni di interi popoli furono precedute dalla defezione dei cleri, da quelle di Germania e d&#8217;Inghilterra del secolo XVI a quelle recentissime della Chiesa rumena (1945), della Chiesa rutena (1947) e ultima quella della Chiesa cinese (1957). [&#8230;] Lo spirito della filosofia moderna, gi\u00e0 accolto nel modernismo, presiedette alla imponente variazione operatasi nell&#8217;esegesi cattolica sin dentro il suo organo officiale che \u00e8 il Pontificio Istituto biblico. La variazione \u00e8 anche segnata dal venir meno della Pontificia commissione biblica. Della variazione, talvolta coperta e talaltra aperta, si possono individuare tre punti capitali. Il PRIMO \u00e8 il rovesci manto del rapporto fra Antico e Nuovo Testamento: i fatti e i detti del Vecchio non sono pi\u00f9 una prefigurazione dei fatti e dei detti del Nuovo, cio\u00e8 non hanno pi\u00f9 SENSO PROFETICO, ma al contrario il Nuovo \u00e8 costrutto e modellato sui fatti e i detti del Vecchio. [&#8230;] Il SECONDO punto \u00e8 il passaggio dallo storico al poetico. Si insegna ormai comunemente che il Nuovo Testamento esprime la FEDE della comunit\u00e0 cristiana primitiva. Questo insegnamento \u00e8 nuovo ed \u00e8 smentito da tutta la stria della Chiesa sin dai primordi, secondo la quale i Vangeli annunziano non gi\u00e0 la fede, ma i FATTI creduti. Prima di essere nell&#8217;ordine della fede i detti e i fatti del Cristo sono nell&#8217;ordine reale e storico e soltanto di qui passano nella fede: possono passare, perch\u00e9 gi\u00e0 sono. [&#8230;] Il TERZO punto \u00e8 il ragguagliamento della Sacra Scrittura a ogni altra testimonianza; se ne deve quindi raccogliere non la sequela degli eventi, ma lo stato CULTURALE di un popolo e la sua mitologia. Si viene cos\u00ec a dissolvere nel muto tutta la storia mosaica e a interpretare l&#8217;ispirazione come l&#8217;intensit\u00e0 del consenso popolare attorno a un&#8217;infondata credenza. Si nega similmente tutto il prodigioso della storia sacra e massime il valore probatorio, dogmatizzato in molti Concili, dei miracoli di Cristo.<\/em><\/p>\n<p>E, a proposito di quest&#8217;ultima osservazione, non possono non venire alla mente le parole dello stesso Cristo: <em>Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che \u00e8 con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre \u00e8 il Padre \u00e8 in me; se non altro, credetelo per le opere stesse<\/em> (<em>Giovanni,<\/em> 14, 10-11). Ora, se Ges\u00f9 stesso dice agli uomini di credere alla sua Parola, se non altro per le opere che essi hanno veduto e udito, ci\u00f2 significa che le opere, cio\u00e8 i miracoli di Cristo, non sono affatto un elemento secondario, o favoloso, o &quot;mitico&quot;, come pure dicono certi teologi che pure si professano cattolici, e certi predicatori che turbano e confondono, dal pulpito, i loro fedeli, con affermazioni temerarie, mutuate dalla &quot;teologia liberale&quot; e protestante, circa il carattere mitologico delle Scritture, o di ci\u00f2 che, in esse, attiene al soprannaturale. Tutto al contrario: le opere, cio\u00e8 i miracoli di Cristo, sono la conferma della soprannaturalit\u00e0, e quindi della assoluta Verit\u00e0, della dottrina: la quale \u00e8 assoluta e non relativa, come sarebbe se si fondasse su una rivelazione in fondo umana, o, comunque, soggetta alle variazioni della cultura umana.<\/p>\n<p>Ed ecco qui il grande pericolo e l&#8217;immenso danno che le tendenze moderniste stanno provocando nel cuore vivo del cristianesimo, che \u00e8 la dottrina (e non la piet\u00e0; non lo &quot;stile di vita&quot;; non la misericordia: tutte cose senz&#8217;atro importantissime, ma che non vivono di vita autonoma, tanto \u00e8 vero che si possono trapiantare su qualsiasi ceppo religioso): concedendo, di fatto, una completa libert\u00e0 di elaborazione dottrinale a ogni ministro di Dio e a ogni fedele, e mettendo fra parentesi, o addirittura ignorando, la dimensione soprannaturale della Rivelazione, garantita dalle opere di Cristo, si riduce il cristianesimo a una sorta di dottrina umanistica, a un insieme di esortazioni e di pie parabole morali, che avrebbe potuto raccontare qualsiasi saggio e devoto uomo del passato, cos\u00ec come lo potrebbe fare qualsiasi saggio del presente. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi se, su una tale base, i modernisti sono anche attivissimi propugnatori di un ecumenismo e di un dialogo inter-religioso che finiscono per relativizzare la verit\u00e0 cristiana e per fare di Ges\u00f9 uno dei tanti maestri di saggezza che si sono succeduti nella storia, col risultato di espungere l&#8217;elemento divino dal Vangelo e di sostituir la Verit\u00e0 eterna e immutabile (<em>stat Veritas<\/em>) con una dottrina fluida e flessibile, modificabile a piacere ogni qualvolta i singoli credenti ritengono che cos\u00ec &quot;detti loro&quot; lo spirito. Quale spirito? Non quello con la maiuscola; non la terza Persona della Trinit\u00e0, che \u00e8 Spirito di Verit\u00e0.<\/p>\n<p>Romano Amerio descrive e documenta puntigliosamente quello che vede negli anni Ottanta del &#8216;900, meno di vent&#8217;anni dopo la fine del Concilio; e, mettendo in fila tutte le licenze, le innovazioni gratuite, le novit\u00e0 non autorizzate, le piccole e grandi infedelt\u00e0 al Magistero della Chiesa, cos\u00ec come esso si \u00e8 sempre pronunciato sui punti essenziali della dottrina, ma anche della liturgia (che, a torto, viene da molti considerata come un semplice &quot;vestito&quot; da indossare durante i riti sacri, e perci\u00f2 modificabile a piacere, col mutare dei tempi), il quadro complessivo che lascia emergere \u00e8 pi\u00f9 che allarmante, poich\u00e9 descrive una situazione catechistica e pastorale fuori controllo, dove ogni vescovo, ogni prete, ogni insegnante e collaboratore pastorale si sentono autorizzati da dare la propria interpretazione del Vangelo, magari con la scusa d&#8217;ispirarsi a quel famoso e non mai definito &quot;spirito del concilio&quot; che giustifica, ideologicamente, tutte le novit\u00e0 pi\u00f9 arbitrarie e discutibili. Se fosse ancor vivo, egli avrebbe parecchi motivi per vedere sin troppo confermata la sua analisi e per temere che, ormai, il disordine e la sistematica alterazione della dottrina cattolica, attuata in maniera estemporanea su iniziativa di chiunque si senta investito della parte di novatore, siano divenuti irreversibili. Ma, per fortuna, il capo della Chiesa \u00e8 Cristo; e a Dio tutto \u00e8 possibile&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei segni pi\u00f9 evidenti del soggettivismo e del relativismo dottrinario che ormai da parecchi anni impazzano entro la Chiesa \u00e8 dato dallo stravolgimento del significato<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[107,117,237,263,267],"class_list":["post-29435","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-sacra-scrittura","tag-verita","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29435","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29435"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29435\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29435"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29435"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29435"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}